28 Marzo 2026
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L’ornitorinco di Tokyo: EC-2 Stand-Off Electronic Warfare Aircraft arma invisibile nella guerra elettronica

Il 17 marzo 2026, da una pista della base aerea di Gifu, in Giappone, un aereo dall’aspetto improbabile ha preso quota per la prima volta. Il muso era rigonfio in modo spropositato, come se qualcuno avesse attaccato un pallone da calcio alla cabina di pilotaggio. Lungo il dorso della fusoliera spuntavano due enormi protuberanze. I social media giapponesi lo hanno subito ribattezzato con un soprannome affettuoso: kamo no hashi, ovvero ornitorinco.

Ma quell’aereo non è una curiosità. È forse il sistema d’arma più strategicamente rilevante che il Giappone abbia mai sviluppato in autonomia. Si chiama EC-2 Stand-Off Electronic Warfare Aircraft, ed è il punto di arrivo di un progetto decennale per conquistare la superiorità nello spettro elettromagnetico nell’Indo-Pacifico.

Un aereo costruito per rendere ciechi i nemici

Capire cosa fa l’EC-2 richiede di capire cosa sia la guerra elettronica moderna. Non si combatte a colpi di missili o bombe. Si combatte con onde radio. L’obiettivo è saturare, ingannare o distruggere i radar avversari, i sistemi di comunicazione e i link di dati che connettono i caccia nemici ai loro controllori a terra.

Nella dottrina giapponese, questa disciplina si chiama 電子戦 (denshi-sen), letteralmente “guerra delle onde elettroniche”, e si divide in tre pilastri: attacco elettronico (電子攻撃), protezione elettronica (電子防護) e supporto alla guerra elettronica (電子戦支援). L’EC-2 copre il primo pilastro. Il suo gemello, l’RC-2, copre il terzo.

L’RC-2 ascolta. L’EC-2 colpisce. I due velivoli sono pensati per operare in coppia, e insieme rappresentano un salto qualitativo senza precedenti nella capacità giapponese di combattere nello spazio elettromagnetico.

Le origini: la lunga strada dal YS-11 al C-2

Tutto parte dal 2004, quando il Ministero della Difesa giapponese avvia le prime ricerche su come trasformare il nuovo trasporto militare C-2 in una piattaforma per la raccolta di intelligence elettronica. All’epoca, le Forze di Autodifesa Aeree (航空自衛隊, kōkū jieitai, JASDF) operavano il vecchio YS-11EB, un biplano a turboelica con un’autonomia di appena 2.200 chilometri e una capacità di carico elettronico che stava diventando obsoleta di fronte alla modernizzazione militare cinese.

Il C-2, sviluppato da Kawasaki Heavy Industries come successore del C-1, era un’altra cosa. Peso massimo al decollo di 141 tonnellate. Due motori General Electric CF6-80C2K1F da 22.680 kg di spinta ciascuno. Velocità di crociera di Mach 0,8, equivalente a 890 km/h.

Una fusoliera enorme, capace di ospitare tonnellate di strumentazione elettronica senza compromettere le prestazioni di volo. Gli ingegneri della Difesa avevano trovato la piattaforma giusta.

La ricerca ufficiale sul sistema di bordo, che avrebbe preso il nome in codice ALR-X (将来電子測定機搭載システム, shōrai denshi sokutei-ki tōsai shisutemu), inizia nel 2004 e si conclude nel 2012. I lavori di modifica sul prototipo del C-2 prendono il via nel 2013. Il velivolo compie il suo primo volo come RC-2 il febbraio 2018 sulla pista di Gifu. Il 1° ottobre 2020, la macchina viene assegnata ufficialmente alla base di Iruma, in provincia di Saitama.

Come funziona l’RC-2: raccogliere, analizzare, localizzare

L’RC-2 è classificato come 電波情報収集機 (denpa jōhō shūshūki), ovvero “aereo per la raccolta di informazioni sulle onde radio”. Ma questa definizione burocratica non rende l’idea della complessità di ciò che il sistema è in grado di fare.

Il cuore del velivolo è il sistema ALR-X, sviluppato dalla ATLA (Agenzia per l’acquisizione, la tecnologia e la logistica) con il contributo di Mitsubishi Electric per i componenti radar, Toshiba per l’elettronica di bordo, NEC per i data link e Kawasaki per i radome.

RC2 – aereo per la raccolta di informazioni sulle onde radio

L’architettura si basa su un’antenna a formazione digitale del fascio, chiamata DBF (デジタル・ビーム・フォーミング), che consente di orientare elettronicamente il lobo di ricezione senza nessun componente meccanico rotante. Il risultato è un sistema quasi impossibile da rilevare per il bersaglio, perché non emette nulla: si limita ad ascoltare.

A bordo, un team di 電子戦操作員 (denshi-sen sōsakuin), operatori di guerra elettronica, analizza in tempo reale ogni segnale intercettato. L’obiettivo finale è costruire l’Ordine di Battaglia Elettronico avversario (電子的戦闘序列): una mappa completa di tutti i radar, i sistemi di comunicazione e i link tattici del nemico, con la loro posizione geografica, le frequenze operative e i parametri tecnici. Questa mappa è il prerequisito indispensabile per qualsiasi operazione di jamming o di soppressione delle difese aeree.

La capacità di rilevare segnali a bassa osservabilità (低被探知化信号, tei-hi-tanchī-ka shingō) è uno degli elementi tecnici più importanti. Radar e trasmettitori militari moderni usano tecniche di salto di frequenza e spread-spectrum per ridurre la probabilità di essere intercettati. Il sistema ALR-X è progettato per riconoscerli comunque, grazie a tecniche di ricezione software-defined che consentono di adattare in tempo reale i parametri di intercettazione senza modificare l’hardware.

La cartografia degli occhi: i radome

La forma insolita dell’RC-2, e ancora di più quella dell’EC-2, non è casuale. Ogni protuberanza, ogni rigonfiamento della fusoliera, corrisponde a un’antenna specifica con un compito preciso.

Il radome del muso è stato ingrandito rispetto al C-2 standard per ospitare l’apertura di ricezione principale verso l’arco frontale. Lungo la parte superiore della fusoliera compaiono due dome dorsali: uno anteriore e uno posteriore, per la copertura dell’emisfero superiore.

Due grandi fairing laterali (フェアリング) sul tratto posteriore della fusoliera forniscono copertura a 90 gradi su entrambi i lati, essenziali per il calcolo della direzione di arrivo del segnale. In cima alla deriva verticale, un fairing più piccolo gestisce la ricezione ad alto angolo di elevazione e le comunicazioni via satellite.

Secondo la documentazione della ATLA, l’insieme di questi sensori consente all’RC-2 di «captare e intercettare segnali a banda larga da grande distanza e rilevare il rilevamento direzionale dei bersagli». La copertura è omnidirezionale, ovvero il velivolo non deve orientarsi verso il bersaglio per raccogliere le sue emissioni. Può volare una traiettoria standard e registrare tutto ciò che accade intorno a lui per centinaia di chilometri.

Il salto di qualità: dall’ascolto al disturbo

L’RC-2 è entrato in servizio nel 2020. Ma fin dall’inizio era chiaro che ascoltare non bastasse. Il Giappone aveva bisogno di un velivolo capace di agire, non solo di osservare.

L’EC-2 è la risposta a questa esigenza. Il programma viene avviato ufficialmente nell’anno fiscale 2020, con un budget iniziale che arriverà a toccare i 465 miliardi di yen (circa 465 miliardi di yen, pari a circa 3 miliardi di euro al cambio attuale) per la sola fase prototipale. Nel bilancio del 2023 vengono stanziati altri 83 miliardi di yen per accelerare lo sviluppo.

La distinzione concettuale rispetto all’RC-2 è netta. L’RC-2 è un sistema ES (Electronic Warfare Support): raccoglie informazioni passive per costruire il quadro della situazione elettronica nemica. L’EC-2 è un sistema EA (Electronic Attack): usa quelle informazioni per disturbare attivamente i radar, i sistemi di difesa aerea e i datalink tattici avversari da una distanza di sicurezza, al di fuori della portata delle batterie antiaeree nemiche. Lo “stand-off” nel nome non è un vezzo: è l’essenza della dottrina operativa.

Il concetto di スタンドオフ (sutando-ofu) è cruciale. Significa che l’aereo non si avvicina alla zona di minaccia. Vola fuori dalla gittata dei missili superficie-aria nemici, ma è abbastanza vicino da saturare con le sue emissioni i radar che quei missili usano per puntare.

Il suo erede concettuale più diretto, sul piano internazionale, è l’americano EC-37B Compass Call, che usa come piattaforma base un Gulfstream G550 civile. Il Giappone ha scelto una strada più ambiziosa: un trasporto militare di taglia media, capace di portare in volo strumentazioni molto più potenti e numerose.

Analisi Tecnica e Strategica del Kawasaki EC-2

L’EC-2 è configurato come una piattaforma di disturbo a distanza (Stand-Off Jammer – SOJ), progettata per operare al di fuori della zona di ingaggio dei sistemi d’arma avversari (Weapon Engagement Zone – WEZ), neutralizzando radar, reti di comunicazione e sistemi di difesa aerea integrati attraverso emissioni ad alta energia. In un contesto geopolitico segnato dall’ascesa delle capacità Anti-Access/Area-Denial (A2/AD) della Cina e dalle persistenti minacce missilistiche della Corea del Nord, l’EC-2 emerge come un moltiplicatore di forze essenziale per garantire la sopravvivenza dei pacchetti di attacco alleati e la supremazia informativa.   

Cronologia dello Sviluppo e Milestone Operative

DataEventoDescrizione Tecnica
2021Avvio del ProgrammaDefinizione dei requisiti per il successore dell’EC-1 e selezione del C-2 come base.
Febbraio 2026Prime OsservazioniIl prototipo (S/N 68-1203) viene individuato durante i test di rullaggio a Gifu.
12 Marzo 2026Rilascio Immagini UfficialiIl Ministero della Difesa giapponese diffonde le prime foto del velivolo modificato.
17 Marzo 2026Volo InauguraleDecollo riuscito da Gifu per il primo ciclo di test in volo.
2027 (Previsto)Entrata in ServizioConsegna formale al Gruppo Operazioni di Guerra Elettronica presso la base di Iruma.

Il prototipo utilizzato per le prove, identificato dal numero di serie 68-1203, è la terza cellula di produzione del C-2, originariamente costruita come trasporto standard e successivamente sottoposta a una profonda trasformazione strutturale. Questo approccio ha permesso all’Acquisition, Technology & Logistics Agency (ATLA) di ridurre i tempi di sviluppo, focalizzandosi sull’integrazione dei sistemi di missione piuttosto che sulla validazione di una nuova cellula aerodinamica.   

Analisi architetturale e modifiche aerodinamiche

L’estetica dell’EC-2, spesso descritta come “bizzarra” o “non aerodinamica” dalla stampa specializzata, è il risultato diretto di requisiti fisici rigorosi per l’alloggiamento delle antenne. Il velivolo presenta cinque macro-modifiche esterne che lo distinguono radicalmente dalla versione da trasporto.   

Il Radome Anteriore “Platypus”

Il tratto distintivo più evidente è il radome nasale ipertrofico, la cui forma bulbosa è necessaria per ospitare array di antenne Active Electronically Scanned Array (AESA) ad alto guadagno. Questa installazione è dedicata principalmente al sistema di disturbo radar J/ALQ-5, sviluppato da Toshiba. Il posizionamento frontale consente di concentrare l’energia elettromagnetica verso il settore anteriore, massimizzando l’efficacia del disturbo contro i radar di sorveglianza a lungo raggio posizionati a terra o su piattaforme AWACS avversarie.   

Carenature dorsali e laterali

Sulla parte superiore della fusoliera sono presenti due grandi carenature dorsali disposte in tandem. Queste strutture ospitano sistemi di comunicazione satellitare (SATCOM) a banda larga, essenziali per la trasmissione di dati tattici in tempo reale e per il coordinamento con il comando centrale. Inoltre, si ipotizza la presenza di ricevitori per misure di supporto elettronico (ESM) per l’identificazione istantanea delle minacce.   

Nella sezione posteriore della fusoliera, lateralmente tra l’ala e gli stabilizzatori orizzontali, sono montate due ulteriori carenature conformi. Queste antenne laterali permettono all’EC-2 di condurre missioni di disturbo mentre vola in orbite parallele alla linea di confine, garantendo una copertura costante senza dover puntare direttamente il muso verso l’obiettivo.   

Data l’importanza strategica dell’assetto, l’EC-2 è dotato di una suite completa di autoprotezione. Le immagini del prototipo confermano l’installazione di sensori di allarme per l’avvicinamento di missili (Missile Approach Warning Sensors – MAWS) distribuiti lungo la fusoliera, in grado di rilevare la firma ultravioletta o infrarossa dei motori a razzo in arrivo e attivare automaticamente contromisure come chaff e flare.   

Specifiche tecniche della piattaforma base C-2

La scelta del C-2 come piattaforma per l’EC-2 fornisce al Giappone un vantaggio significativo in termini di volume interno e capacità di generazione elettrica rispetto ad altri sistemi internazionali basati su business jet.   

ParametroValoreNote
Motori2 × GE CF6-80C2K1FTurboventole ad alto bypass.
Spinta Unitaria265,7 kN (59.740 lbf)Consente operazioni da piste corte (500m).
Peso Massimo al Decollo141.400 kgSuperiore a velivoli come l’A400M.
Carico Utile Massimo37.600 kgFondamentale per i sistemi EW pesanti.
Velocità di CrocieraMach 0,81 – 0,82Permette un rapido rischieramento in teatro.
Quota di Tangenza13.100 mMigliora l’orizzonte radio per il disturbo.
Autonomia di Trasferimento9.800 kmConsente missioni di lunga persistenza.

L’uso di motori CF6, gli stessi che equipaggiano i Boeing 767 e 747 commerciali, garantisce una catena logistica robusta e la capacità di generare la potenza elettrica necessaria per alimentare le antenne AESA, che possono richiedere diverse decine di kilowatt durante le fasi di picco del disturbo.   

Il sistema di guerra elettronica J/ALQ-5

Il cuore tecnologico dell’EC-2 è il sistema di contromisure elettroniche J/ALQ-5, prodotto da Toshiba. Sebbene derivi dall’apparecchiatura installata sull’EC-1, la versione per il C-2 è stata profondamente aggiornata per operare in un ambiente densamente saturo di segnali.   

Copertura di frequenza e tecniche di disturbo

Il sistema opera in una gamma di frequenze estremamente ampia, stimata tra 0,5 GHz e 20 GHz. Questa copertura permette di contrastare sia i radar di ricerca a bassa frequenza, capaci di rilevare velivoli stealth, sia i radar di puntamento ad alta frequenza utilizzati dai missili terra-aria. Le tecniche di attacco elettronico implementate includono:   

Disturbo di Sbarramento (Barrage Jamming): Emissione di rumore bianco su un’ampia banda per saturare i ricevitori nemici.

Disturbo Mirato (Spot Jamming): Concentrazione di tutta la potenza disponibile su una singola frequenza specifica per neutralizzare un radar critico.   

Disturbo di Inganno (Deception Jamming): Manipolazione dei segnali radar ricevuti per creare falsi bersagli (ghosting) o per nascondere la posizione reale dell’EC-2 e dei velivoli scortati.   

Manipolazione dei Data Link: Interferenza con le reti di comunicazione nemiche per interrompere il flusso di informazioni tra sensori e centri di comando.   

L’Importanza della tecnologia AESA

L’adozione di antenne AESA rappresenta un salto qualitativo rispetto ai sistemi a scansione meccanica del passato. Gli array AESA possono generare molteplici fasci simultanei, ciascuno operante su una frequenza diversa, consentendo all’EC-2 di ingaggiare più minacce radar contemporaneamente in settori diversi dello spazio aereo. Inoltre, i moduli AESA basati su Nitruro di Gallio (GaN) offrono una maggiore efficienza energetica e una densità di potenza superiore, permettendo al velivolo di proiettare il disturbo a distanze maggiori.   

Integrazione operativa: il binomio RC-2 e EC-2

La strategia giapponese per il dominio dello spettro elettromagnetico si basa sulla cooperazione tra due varianti specializzate del C-2: l’RC-2 per l’intelligence e l’EC-2 per l’attacco.   

L’RC-2, già operativo dal 2020, svolge missioni di Signals Intelligence (SIGINT) e Electronic Intelligence (ELINT). Il suo compito è mappare l’Ordine di Battaglia Elettronico (EOB) dell’avversario, identificando le firme radar, le frequenze di comunicazione e la posizione dei centri di comando nemici durante il tempo di pace.   

In caso di conflitto, i dati raccolti dall’RC-2 vengono utilizzati per programmare le librerie di missione dell’EC-2. L’EC-2 può quindi intervenire con precisione chirurgica, disturbando solo le frequenze critiche per la difesa nemica senza interferire con i propri sistemi radio.   

Supporto alle Operazioni SEAD e ai Velivoli di 5ª Generazione

L’EC-2 agirà come un protettore per i caccia F-35A/B della JASDF. Durante le missioni di soppressione delle difese aeree nemiche (SEAD), l’EC-2 “acceca” i radar di sorveglianza a lungo raggio, permettendo agli F-35 di avvicinarsi ai bersagli utilizzando la loro bassa osservabilità. Questa sinergia riduce drasticamente il rischio di ingaggio per i piloti, forzando le batterie missilistiche nemiche a operare in modalità passiva o a limitare le proprie emissioni, rendendole meno efficaci.   

Analisi strategica: L’EC-2 nel contesto Indo-Pacifico

Il dispiegamento dell’EC-2 avviene in un momento di profonda trasformazione della dottrina di difesa giapponese, che ha identificato il dominio elettromagnetico come prioritario nei recenti Libri Bianchi della Difesa.   

Le crescenti capacità della Cina di negare l’accesso alle proprie acque costiere e alle isole contese (A2/AD) si basano su una fitta rete di sensori e missili a lungo raggio. L’EC-2 è progettato specificamente per degradare questa rete, disturbando i radar OTH (Over-the-Horizon) e i satelliti di sorveglianza che guidano i missili balistici antinave. Senza dati di puntamento precisi, l’efficacia delle armi a lungo raggio avversarie viene neutralizzata, ripristinando la libertà di movimento per le forze navali e aeree alleate.   

L’integrazione dell’EC-2 rafforza l’alleanza tra Stati Uniti e Giappone, fornendo una piattaforma complementare ai velivoli americani come l’EA-18G Growler e l’EA-37B Compass Call. La capacità del Giappone di gestire autonomamente missioni di disturbo stand-off ad alta intensità alleggerisce il carico operativo sulle forze statunitensi nella regione, permettendo una risposta più rapida e coordinata a eventuali crisi nello Stretto di Taiwan o nel Mar Cinese Orientale.   

Il programma EC-2 rappresenta un investimento massiccio per il Giappone, con un budget di sviluppo che riflette la complessità tecnologica del sistema.   

Investimenti e costi unitari

Per l’anno fiscale 2025, sono stati stanziati circa 260 milioni di dollari (41,4 miliardi di yen) per il proseguimento dello sviluppo dell’EC-2. Questo finanziamento fa parte di un piano più ampio da 3,2 miliardi di dollari destinato al rafforzamento delle capacità di intelligence e analisi. Si stima che il costo unitario di ogni EC-2, comprese le modifiche strutturali e i sistemi di missione, supererà significativamente i 250 milioni di dollari, rendendolo uno degli asset più costosi della JASDF.   

Pianificazione della Flotta

Mentre il Giappone ha operato un solo EC-1 per decenni, la pianificazione attuale prevede l’acquisizione di quattro velivoli EC-2. Questo aumento numerico è fondamentale per garantire una copertura persistente; con quattro esemplari, è possibile mantenere una piattaforma costantemente in volo o in allerta immediata, mentre le altre sono impegnate in manutenzione, addestramento o trasferimento.   

Anno FiscaleFondi Allocati (Yen)Azione Principale
202110,0 MiliardiInizio progettazione e acquisizione componenti.
202219,0 MiliardiSviluppo prototipo e integrazione software.
202414,1 MiliardiModifiche strutturali alla cellula 68-1203.
202541,3 MiliardiCompletamento sistemi e preparazione test volo.
202641,4 MiliardiCampagna di test in volo a Gifu.

L’EC-2 si inserisce in una categoria di velivoli EW “pesanti” che pochi paesi al mondo sono in grado di produrre e operare.

CaratteristicaKawasaki EC-2 (Giappone)EA-37B Compass Call (USA)MC-55A Peregrine (Australia)
PiattaformaKawasaki C-2 Gulfstream G550 Gulfstream G550
MTOW~141.000 kg ~41.000 kg ~41.000 kg
Capacità EnergeticaMolto Alta (Motori CF6) Media (Motori BR710) Media (Motori BR710)
Missione PrimariaStand-off Jamming Electronic Attack ISR / SIGINT / EW
Quota Operativa~13.000 m >12.000 m >12.000 m

Il vantaggio dell’EC-2 risiede nella sua massa e volume. Mentre l’EA-37B americano punta sull’agilità e sui costi operativi ridotti di un jet business, l’EC-2 giapponese può trasportare array d’antenna molto più grandi e potenti, garantendo una maggiore Potenza Radiata Efficace (Effective Radiated Power – ERP). Questo lo rende particolarmente adatto alle vaste distanze del Pacifico, dove la degradazione del segnale su lunghe tratte richiede emissioni di energia bruta superiori.   

Il programma C-2 non si ferma alla guerra elettronica. Il Ministero della Difesa sta esplorando attivamente nuove applicazioni per questa versatile cellula, che potrebbero ulteriormente potenziare l’ecosistema dell’EC-2.

Esistono piani per testare il sistema “Rapid Dragon” o soluzioni equivalenti sul C-2, permettendo al velivolo di lanciare missili da crociera a lungo raggio (come il Type 12 potenziato) direttamente dalla rampa di carico. In uno scenario futuro, un EC-2 potrebbe fornire la copertura elettronica mentre un C-2 standard, agendo come “arsenale volante”, lancia decine di missili contro una flotta o una base nemica.   

Integrazione dell’Intelligenza Artificiale

Con l’aumento della complessità dei segnali (radar a salto di frequenza, comunicazioni LPI/LPD), il Giappone sta investendo in algoritmi di intelligenza artificiale per il riconoscimento automatico delle minacce e la risposta adattiva. L’EC-2 sarà probabilmente aggiornato con sistemi di Cognitive Electronic Warfare, in grado di analizzare segnali radar sconosciuti in millisecondi e generare contromisure ottimizzate sul momento, superando la necessità di database pre-caricati.   

Il Kawasaki EC-2 rappresenta il culmine di decenni di esperienza giapponese nella guerra elettronica e nell’ingegneria aeronautica. Nonostante la sua estetica insolita, ogni carenatura e ogni antenna rispondono a una necessità tattica precisa: proteggere le forze del Sol Levante in un ambiente operativo dove l’informazione è l’arma più letale.   

L’introduzione di quattro esemplari di EC-2 trasforma radicalmente la postura difensiva del Giappone, passando da una capacità di disturbo simbolica (con l’unico EC-1) a una forza di soppressione elettronica credibile e persistente. Insieme all’RC-2 e ai caccia di quinta generazione, l’EC-2 forma un sistema-di-sistemi in grado di contestare e dominare lo spettro elettromagnetico, garantendo che il Giappone possa operare liberamente nelle proprie acque e nei propri cieli, indipendentemente dalle capacità di negazione dell’avversario. Il successo del volo del 17 marzo 2026 non è quindi solo un traguardo tecnico per Kawasaki, ma un pilastro fondamentale della stabilità regionale nell’Indo-Pacifico del futuro.   

Fonti principali:

Documenti ufficiali del Ministero della Difesa giapponese (防衛省)
Dichiarazioni della ATLA (防衛装備庁)
Aviation Wire, FlyTeam
Tokyo Express
Trafficnews
Asian Military Review
The Aviationist
Milterm — Journal of Electromagnetic Dominance
Breaking Defense.

Fabio Terrinoni
Fabio Terrinoni
Fabio è il nostro esperto di videogame e droni da gara e militari. Davvero abile nello scovare notizie interessanti e spiegare in modo chiaro come funzionano tutti i sistemi con guida autonoma.
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