{"id":35070,"date":"2013-11-04T19:40:00","date_gmt":"2013-11-04T19:40:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.alground.com\/site\/?p=35070"},"modified":"2017-06-09T14:14:05","modified_gmt":"2017-06-09T13:14:05","slug":"facebook-cambiamenti-privacy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alground.com\/site\/facebook-cambiamenti-privacy\/35070\/","title":{"rendered":"Dossier. Facebook cambia la privacy: di cosa avere paura veramente"},"content":{"rendered":"<div id=\"ez-toc-container\" class=\"ez-toc-v2_0_82_2 counter-hierarchy ez-toc-counter ez-toc-grey ez-toc-container-direction\">\n<p class=\"ez-toc-title\" style=\"cursor:inherit\">Punti chiave<\/p>\n<label for=\"ez-toc-cssicon-toggle-item-69f741a7105f8\" class=\"ez-toc-cssicon-toggle-label\"><span class=\"\"><span class=\"eztoc-hide\" style=\"display:none;\">Toggle<\/span><span class=\"ez-toc-icon-toggle-span\"><svg style=\"fill: #999;color:#999\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" class=\"list-377408\" width=\"20px\" height=\"20px\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\"><path d=\"M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z\" fill=\"currentColor\"><\/path><\/svg><svg style=\"fill: #999;color:#999\" class=\"arrow-unsorted-368013\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"10px\" height=\"10px\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.2\" baseProfile=\"tiny\"><path d=\"M18.2 9.3l-6.2-6.3-6.2 6.3c-.2.2-.3.4-.3.7s.1.5.3.7c.2.2.4.3.7.3h11c.3 0 .5-.1.7-.3.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7zM5.8 14.7l6.2 6.3 6.2-6.3c.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7c-.2-.2-.4-.3-.7-.3h-11c-.3 0-.5.1-.7.3-.2.2-.3.5-.3.7s.1.5.3.7z\"\/><\/svg><\/span><\/span><\/label><input type=\"checkbox\"  id=\"ez-toc-cssicon-toggle-item-69f741a7105f8\"  aria-label=\"Toggle\" \/><nav><ul class='ez-toc-list ez-toc-list-level-1 ' ><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-1\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/facebook-cambiamenti-privacy\/35070\/#Riconoscimento_facciale\" >Riconoscimento facciale<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-2\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/facebook-cambiamenti-privacy\/35070\/#I_nostri_dati_alle_aziende\" >I nostri dati alle aziende?<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-3\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/facebook-cambiamenti-privacy\/35070\/#Tutto_e_piu_visibile\" >Tutto \u00e8 pi\u00f9 visibile<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-4\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/facebook-cambiamenti-privacy\/35070\/#Niente_profili_segreti\" >Niente profili segreti?<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-5\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/facebook-cambiamenti-privacy\/35070\/#Tutto_pubblico_anche_per_i_minori\" >Tutto pubblico, anche per i minori<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-6\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/facebook-cambiamenti-privacy\/35070\/#Linoltro_alle_terze_parti\" >L&#8217;inoltro alle terze parti<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-7\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/facebook-cambiamenti-privacy\/35070\/#Privacy_piu_difficile\" >Privacy pi\u00f9 difficile<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-8\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/facebook-cambiamenti-privacy\/35070\/#Ecco_cosa_cambia_per_Facebook\" >Ecco cosa cambia per Facebook<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-9\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/facebook-cambiamenti-privacy\/35070\/#E_come_dobbiamo_cambiare_noi\" >E come dobbiamo cambiare noi<\/a><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n<p>Gli ultimi <strong>cambiamenti alla privacy di Facebook<\/strong> hanno provocato allarme nei media e preoccupazione negli utenti. E se da un lato \u00e8 giusto che un portale cos\u00ec importante sia un &#8220;sorvegliato speciale&#8221;, la differenza tra giornalai e giornalisti impone di inquadrare pi\u00f9 correttamente quello che \u00e8 avvenuto.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Riconoscimento_facciale\"><\/span>Riconoscimento facciale<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>La nostra rivisitazione ragionata parte dalla prima notizia che ha fatto scandalo: il riconoscimento facciale. Se prima era necessario taggare una persona in una foto\u00a0attivamente, ora questo avviene tramite un software che, confrontando i volti di una foto caricata con le immagini dei profili, individua i protagonisti e offre una notifica: una sorta<b>\u00a0<\/b><strong><a href=\"https:\/\/www.alground.com\/origin\/sorriso-facebook-che-oggi-ti-riconosce\/33881\">di &#8220;schedatura&#8221; degli utenti.<\/a><\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_35203\" aria-describedby=\"caption-attachment-35203\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-35203\" alt=\"I cambiamenti proposti hanno provocato una denuncia alla FTC\" src=\"https:\/\/www.alground.com\/origin\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/facebook-privacy-federal-trade-commission-2011-300x168.jpg\" width=\"300\" height=\"168\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-35203\" class=\"wp-caption-text\">I cambiamenti proposti hanno provocato una denuncia alla FTC<\/figcaption><\/figure>\n<p>La prospettiva \u00e8 impressionante, e deve essere tenuta sotto controllo perch\u00e9 non diventi invasiva, ma \u00e8 necessario precisare che la funzione pu\u00f2 essere disattivata con un meccanismo opt-out e che attualmente le regole di Privacy imposte dall&#8217;Unione Europea impediscono che l&#8217;opzione possa essere attivata anche qui da noi. Per ora dunque, stiamo parlando di qualcosa che ancora non c&#8217;\u00e8.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"I_nostri_dati_alle_aziende\"><\/span>I nostri dati alle aziende?<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>Il secondo pericolo \u00e8 stato invece intitolato: &#8220;<em>Facebook user\u00e0 i dati degli utenti per la pubblicit\u00e0<\/em>&#8220;, o ancora &#8220;<em>Il tuo volto e il tuo nome potranno comparire nelle campagne di advertising<\/em>&#8220;. A colpo d&#8217;occhio sembrerebbe che tutti i nostri dati finiranno a breve in campagne promozionali senza che si possa fare nulla. La realt\u00e0 \u00e8 che qualunque contenuto postato su Facebook <strong>diventer\u00e0 di totale propriet\u00e0 intellettuale dello stesso<\/strong>, e non solo se saremo noi a postarlo, ma anche se questo sar\u00e0 condiviso da un amico.<\/p>\n<figure id=\"attachment_35204\" aria-describedby=\"caption-attachment-35204\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-35204\" alt=\"La propriet\u00e0 intellettuale dei contenuti sar\u00e0 di Facebook, d'ora in poi\" src=\"https:\/\/www.alground.com\/origin\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/facebook-fbDownloader-ziogeek-300x200.jpg\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/facebook-fbDownloader-ziogeek-300x200.jpg 300w, https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/facebook-fbDownloader-ziogeek.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-35204\" class=\"wp-caption-text\">La propriet\u00e0 intellettuale dei contenuti sar\u00e0 di Facebook, d&#8217;ora in poi<\/figcaption><\/figure>\n<p>Per togliere a Facebook questa possibilit\u00e0 sar\u00e0 quindi necessario sia rimuovere il contenuto dal proprio profilo, sia chiedere di fare lo stesso<strong> anche a chi ha lo condiviso o riproposto<\/strong>, perch\u00e9 in caso contrario, Facebook continuer\u00e0 ad averne la licenza. E anche qualora questo avvenisse, il portale impiega <strong>90 giorni<\/strong> per cancellare il tutto dai propri server. Insomma, il social network vuole avere la certezza di poter fare quello che preferisce con i dati che sono pubblicati, senza pericoli di rivendicazioni e questo costringe a stare molto attenti a cosa si inserisce, specie se si tratta di materiale di cui vogliamo <strong>mantenere il copyright<\/strong>.<\/p>\n<p>Ma l&#8217;altro lato della verit\u00e0 \u00e8 che l&#8217;inoltro di questi dati alle aziende di pubblicit\u00e0 \u00e8 semplicemente una fandonia. Facebook spiega chiaramente che non condivide i dati n\u00e9 i contenuti con terze parti, ma fornisce ai propri inserzionisti <strong>dati aggregati, impersonali e generali sugli utenti.<\/strong><\/p>\n<p>Le aziende, potranno ovviamente eseguire campagne pubblicitarie su Facebook, ma non verranno mai a conoscenza di dettagli.\u00a0Non troveremo mai la nostra faccia in una pubblicit\u00e0, insomma. Le aziende semmai potranno sapere che 20mila persone, in Lombardia, gradiscono la Coca-Cola Zero. Il che \u00e8 ben diverso.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Tutto_e_piu_visibile\"><\/span>Tutto \u00e8 pi\u00f9 visibile<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>Terzo cambiamento su cui le dita sono state puntate \u00e8 una proposta di modifica al testo sulla privacy, accusato di permettere a Facebook di rendere improvvisamente pubblico tutto quello che vuole, anche se prima era privato. La vecchia frase recitava:<\/p>\n<p>[blockquote style=&#8221;1&#8243;]&#8221;Puoi usare le impostazioni sulla sicurezza per limitare il modo con cui il tuo nome e l&#8217;immagine del tuo profilo verranno associati a contenuto commerciale, sponsorizzato o relativo (come un marchio che ti piace) distribuito da noi&#8221;.[\/blockquote]<\/p>\n<p>Che nelle intenzioni di Facebook diventer\u00e0:<\/p>\n<p>[blockquote style=&#8221;1&#8243;]&#8221;Ci dai il permesso di usare il tuo nome, la foto del tuo profilo, il tuo contenuto, e le informazioni in connessione con contenuto commerciale, sponsorizzato o relativo (come un marchio che ti piace) distribuito da noi. Se avrai selezionato uno specifico pubblico per il tuo contenuto o le tue informazioni, rispetteremo la tua scelta nel momento in cui lo useremo&#8221;.[\/blockquote]<\/p>\n<p>Le due frasi sembrano simili, tanto che il consulente alla sicurezza di Facebook,\u00a0Ed Palmieri ha spiegato che &#8220;dicono la stessa cosa&#8221;. E qui <strong>Facebook va contraddetto<\/strong>. Il reale significato di questo cambiamento \u00e8: prima il contenuto dei profili, anche completamente pubblici, veniva sostanzialmente <strong>protetto<\/strong> dai motori di ricerca, perch\u00e9 Facebook aveva interesse ad ingolosire l&#8217;utente per ottenerne l&#8217;iscrizione.<\/p>\n<p>Ora, con un miliardo e duecento milioni di iscritti, il portale non ha pi\u00f9 questa esigenza: Facebook ha adesso bisogno di visite al pari di un media e dunque, con questo cambiamento, potr\u00e0 mostrare sui motori di ricerca <strong>porzioni molto maggiori<\/strong> di un profilo per generare il traffico che serve ai suoi investitori pubblicitari. Questo tuttavia non significa che i nostri post privati diventeranno improvvisamente pubblici.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Niente_profili_segreti\"><\/span>Niente profili segreti?<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<figure id=\"attachment_35205\" aria-describedby=\"caption-attachment-35205\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-35205\" alt=\"I post segreti non saranno resi pubblici, ma i profili saranno sempre indicizzabili\" src=\"https:\/\/www.alground.com\/origin\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/FB11-300x200.jpeg\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/FB11-300x200.jpeg 300w, https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/FB11.jpeg 450w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-35205\" class=\"wp-caption-text\">I post segreti non saranno resi pubblici, ma i profili saranno sempre indicizzabili<\/figcaption><\/figure>\n<p>Altra notizia &#8220;di grido&#8221; \u00e8 stata l&#8217;abolizione dei profili segreti. E anche qui si \u00e8 paventata l&#8217;improvvisa pubblicazione di profili privati, i cui post dovevano essere resi nuovamente protetti modificandone le impostazioni uno alla volta. Anche in questo caso, si riassume con troppa superficialit\u00e0.<\/p>\n<p>Ad un esame pi\u00f9 attento Facebook non dice mai, n\u00e9 nei comunicati attuali n\u00e9 nelle proposte di cambiamento, che lo stato dei profili o dei post verr\u00e0 mai modificato, anzi, esiste un opzione che permette di rendere illeggibile al pubblico tutti i post realizzati fin dal momento dell&#8217;iscrizione. <strong>Nessun clamoroso<\/strong> &#8220;spiattellamento&#8221; dei propri segreti. E&#8217; pi\u00f9 corretto dire che i nostri contenuti privati sono ancora al sicuro ma da oggi in poi non sar\u00e0 pi\u00f9 possibile avere un profilo<strong> che non sia indicizzabile.<\/strong><\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Tutto_pubblico_anche_per_i_minori\"><\/span>Tutto pubblico, anche per i minori<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>Il tema dei contenuti pubblici ha riguardato anche i minori e si \u00e8 parlato di &#8220;post pubblici anche per i minorenni&#8221;. In questo caso la notizia \u00e8 sostanzialmente corretta: se prima i profili dei minorenni potevano mostrare contenuti solo agli amici, e agli amici degli amici, ora anche un minore potr\u00e0 pubblicare qualcosa di visibile a tutti.\u00a0Ma a onor del vero, prima della pubblicazione <strong>un box avviser\u00e0 il ragazzo<\/strong> che il proprio contenuto sar\u00e0 visibile proprio a tutti, senza limitazioni, e Facebook ha aggiunto un video che invita i genitori a controllare i figli e a spiegare loro la nuova situazione.<\/p>\n<p>In questo caso avremmo preferito che il cambiamento <strong>non fosse stato proposto<\/strong> e ci saremmo sentiti pi\u00f9 tranquilli con le impostazioni <strong>precedenti<\/strong>, anche se senza un controllo dei genitori, il minore pu\u00f2 comunque registrarsi come maggiorenne ed avere pieno accesso alle funzionalit\u00e0.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Linoltro_alle_terze_parti\"><\/span>L&#8217;inoltro alle terze parti<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<figure id=\"attachment_35206\" aria-describedby=\"caption-attachment-35206\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-35206\" alt=\"La privacy cambia dando all'utente la responsabilit\u00e0 \" src=\"https:\/\/www.alground.com\/origin\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/gty_facebook_homepage_privacy_thg_111017_wg-300x168.jpg\" width=\"300\" height=\"168\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-35206\" class=\"wp-caption-text\">La privacy cambia dando all&#8217;utente la responsabilit\u00e0<\/figcaption><\/figure>\n<p>Ultimo importante elemento, il nuovo modo con cui Facebook ha definito l&#8217;inoltro dei dati degli utenti a terze parti, che forniscono ad esempio applicazioni in uso sul social.<\/p>\n<p>Le nuove regole stabiliscono che nel momento in cui un utente attiva un&#8217;applicazione, Facebook inizia a fornire alla terza parte i dati\u00a0necessari per il funzionamento dell&#8217;app scelta, e quando l&#8217;utente dovesse disinstallare l&#8217;opzione, il social network terminer\u00e0 di condividere gli stessi con il partner, ma non potr\u00e0 essere in nessun modo responsabile <strong>dell&#8217;ulteriore trattamento delle informazioni che la terza parte eseguir\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p>In questo senso Facebook si allinea ai regolamenti di privacy che normalmente si applicano in questi casi, e troviamo regolare la proposta di cambiamento, visto che \u00e8 ragionevole che Facebook si limiti a garantire l&#8217;integrit\u00e0 delle privacy sul suo portale, senza assumersi responsabilit\u00e0 di operazioni a lui esterne.\u00a0L&#8217;utente dovr\u00e0 quindi prestare attenzione ai permessi concessi alle applicazioni e al momento della disiscrizione non dovr\u00e0 limitarsi ad annullare il tutto su Facebook, ma dovr\u00e0 eseguire un&#8217;operazione simile anche presso il fornitore del servizio.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Privacy_piu_difficile\"><\/span>Privacy pi\u00f9 difficile<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>Ha avuto meno riscontro presso i media, ma riteniamo di dover ricordare che Facebook<strong> traccer\u00e0 con maggiore precisione i nostri dispositivi<\/strong>: se finora veniva registrata la posizione e il tipo di device, fisso o mobile, da cui ci si collegava, i regolamenti precisano che da oggi sar\u00e0 tracciabile anche il tipo di device, il sistema operativo e altri dettagli relativi al browser.<\/p>\n<p>Similmente, non ha trovato quasi spazio presso i giornali il dettaglio che <strong>Facebook sta complicando l&#8217;accesso alle impostazioni di privacy<\/strong>. Trovare i documenti relativi ai diritti degli utenti e alle politiche di riservatezza dei dati \u00e8 abbastanza complesso e nel corso degli ultimi mesi sono sensibilmente diminuiti i link alle impostazioni di sicurezza, le quali, tra l&#8217;altro, non sono riassunte in un unico luogo ma sono divise in almeno sei categorie diverse:\u00a0Privacy, Timeline e Tagging, Blocchi, Follower, Apps e Pubblicit\u00e0.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Ecco_cosa_cambia_per_Facebook\"><\/span>Ecco cosa cambia per Facebook<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<figure id=\"attachment_35207\" aria-describedby=\"caption-attachment-35207\" style=\"width: 200px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-35207\" alt=\"Le app gestiranno i dati in modo indipendente da Facebook\" src=\"https:\/\/www.alground.com\/origin\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/PrivacyForFacebook2-200x300.png\" width=\"200\" height=\"300\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-35207\" class=\"wp-caption-text\">Le app gestiranno i dati in modo indipendente da Facebook<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il significato delle ultime modifiche alla privacy di Facebook riteniamo sia strettamente legato allo scandalo relativo allo spionaggio internazionale: Facebook, assieme ad altri colossi del web, ha dovuto <strong>ammettere<\/strong> che i servizi segreti hanno richiesto dati personali, e ha cercato di recuperare un valore di trasparenza nei confronti degli utenti rilasciando mensilmente un <strong>report dettagliato<\/strong> in cui comunica il numero di richieste ufficiale di inoltro dei dati.<\/p>\n<p>Ma le regole fino ad ora vigenti, permettono agli utenti di rivalersi sulla propriet\u00e0 dei dati, mentre gli ultimi cambiamenti, specie attraverso il discorso della propriet\u00e0 intellettuale, consentono sostanzialmente al social di girare i nostri dati alla NSA in modo libero e incontestabile, una mossa che permette di continuare a fare ci\u00f2 che \u00e8 sempre stato fatto ma, alla luce dello scandalo, con le mani pi\u00f9 libere e con <strong>meno rischi di azioni legali<\/strong>.<\/p>\n<p>Riteniamo invece <strong>errato<\/strong> l&#8217;allarme circa l&#8217;inoltro di dati alle aziende pubblicitarie: se lo facesse Facebook otterrebbe enormi guadagni nell&#8217;immediato, ma alla lunga, oltre a provocare una sollevazione mondiale, perderebbe il tesoro di informazioni che lo rende tanto appetibile. Al social conviene mantenere l&#8217;assoluta riservatezza del suo patrimonio e di darlo in uso alle agenzie per poterne guadagnare, al pari di un petroliere, che vende il suo petrolio, non certo i suoi pozzi.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"E_come_dobbiamo_cambiare_noi\"><\/span>E come dobbiamo cambiare noi<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>Per quello che concerne l&#8217;utente, la verit\u00e0 \u00e8 molto semplice e abbastanza sgradevole: <strong>Facebook ha tirato le mani indietro.<\/strong> La sua grandezza e la sua enorme responsabilit\u00e0, ha portato gli utenti a pretendere dal social l&#8217;esclusiva riservatezza dei dati, e la protezione ad oltranza di tutto quello che veniva pubblicato. Accusandolo di ogni minimo sgarro. Facebook ha dimostrato invece, ad una lettura attenta dei cambiamenti, l&#8217;intenzione di diventare un sito pubblico come qualunque altro,\u00a0risparmiandosi il ruolo di &#8220;genitore&#8221; dell&#8217;iscritto, e\u00a0<strong>delegando agli utenti l&#8217;onere di tenere protette le informazioni<\/strong>: la frase<\/p>\n<p>[blockquote style=&#8221;1&#8243;]Se avrai selezionato uno specifico pubblico per il tuo contenuto o le tue informazioni, rispetteremo la tua scelta nel momento in cui lo useremo[\/blockquote]<\/p>\n<p>Potrebbe essere letta come:<\/p>\n<p>[blockquote style=&#8221;1&#8243;]&#8221;Ci\u00f2 che posti \u00e8 pubblico, e ne facciamo quello che vogliamo. Quello che tu deciderai di proteggere, lo proteggeremo. La libert\u00e0 \u00e8 nostra, la responsabilit\u00e0 \u00e8 tua&#8221;.[\/blockquote]<\/p>\n<p>L&#8217;utente dovr\u00e0 quindi capire che Facebook \u00e8 un bel gioco, ma che la bacheca che raccoglie i nostri pensieri non ha pi\u00f9 alcun &#8220;guardiano&#8221;, eccetto noi stessi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli ultimi cambiamenti alla privacy di Facebook hanno provocato allarme nei media e preoccupazione negli utenti. E se da un lato \u00e8 giusto che un portale cos\u00ec importante sia un &#8220;sorvegliato speciale&#8221;, la differenza tra giornalai e giornalisti impone di inquadrare pi\u00f9 correttamente quello che \u00e8 avvenuto. 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