{"id":35616,"date":"2013-11-22T22:48:58","date_gmt":"2013-11-22T21:48:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.alground.com\/site\/?p=35616"},"modified":"2017-06-20T22:27:00","modified_gmt":"2017-06-20T21:27:00","slug":"linkedin-intro-per-iphone-la-privacy-violata-e-lassenza-di-apple","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alground.com\/site\/linkedin-intro-per-iphone-la-privacy-violata-e-lassenza-di-apple\/35616\/","title":{"rendered":"LinkedIN Intro per iPhone. La Privacy violata e l&#8217;assenza di Apple"},"content":{"rendered":"<div id=\"ez-toc-container\" class=\"ez-toc-v2_0_82_2 counter-hierarchy ez-toc-counter ez-toc-grey ez-toc-container-direction\">\n<p class=\"ez-toc-title\" style=\"cursor:inherit\">Punti chiave<\/p>\n<label for=\"ez-toc-cssicon-toggle-item-69f71d707cabe\" class=\"ez-toc-cssicon-toggle-label\"><span class=\"\"><span class=\"eztoc-hide\" style=\"display:none;\">Toggle<\/span><span class=\"ez-toc-icon-toggle-span\"><svg style=\"fill: #999;color:#999\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" class=\"list-377408\" width=\"20px\" height=\"20px\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\"><path d=\"M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z\" fill=\"currentColor\"><\/path><\/svg><svg style=\"fill: #999;color:#999\" class=\"arrow-unsorted-368013\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"10px\" height=\"10px\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.2\" baseProfile=\"tiny\"><path d=\"M18.2 9.3l-6.2-6.3-6.2 6.3c-.2.2-.3.4-.3.7s.1.5.3.7c.2.2.4.3.7.3h11c.3 0 .5-.1.7-.3.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7zM5.8 14.7l6.2 6.3 6.2-6.3c.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7c-.2-.2-.4-.3-.7-.3h-11c-.3 0-.5.1-.7.3-.2.2-.3.5-.3.7s.1.5.3.7z\"\/><\/svg><\/span><\/span><\/label><input type=\"checkbox\"  id=\"ez-toc-cssicon-toggle-item-69f71d707cabe\"  aria-label=\"Toggle\" \/><nav><ul class='ez-toc-list ez-toc-list-level-1 ' ><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-1\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/linkedin-intro-per-iphone-la-privacy-violata-e-lassenza-di-apple\/35616\/#Come_funziona\" >Come funziona<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-2\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/linkedin-intro-per-iphone-la-privacy-violata-e-lassenza-di-apple\/35616\/#Il_lato_Privacy_arrivano_i_guai\" >Il lato Privacy: arrivano i guai<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-3\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/linkedin-intro-per-iphone-la-privacy-violata-e-lassenza-di-apple\/35616\/#Botta_e_risposta\" >Botta e risposta<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-4\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/linkedin-intro-per-iphone-la-privacy-violata-e-lassenza-di-apple\/35616\/#Il_silenzio_di_Apple\" >Il silenzio di Apple<\/a><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n<p>L&#8217;idea di <strong>LinkedIN Intro<\/strong>: inviare messaggi dal proprio iPhone e godere di informazioni complete e utilissime per il proprio lavoro, un sistema che vuole rivoluzionare il concetto di mail. L&#8217;idea degli esperti di sicurezza: un attentato alla privacy, una vero e proprio attacco &#8220;<strong><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Attacco_man_in_the_middle\">Man in the middle<\/a><\/strong>&#8220;, celato da conveniente servizio. Tra spaventi e rassicurazioni, Linkedin Intro ha avuto una grande pubblicit\u00e0, forse non quella che si aspettava.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Come_funziona\"><\/span>Come funziona<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>La funzione Intro nasce dall&#8217;unione fra la rete di contatti professionali pi\u00f9 famosa e accreditata del web, <strong>LinkedIN<\/strong>, l&#8217;azienda <strong><a href=\"http:\/\/rapportive.com\/\">Rapportive<\/a><\/strong>, specializzata nell&#8217;integrazione dei dettagli dei propri contatti registrati in rubrica con le mail in uscita e in entrata, acquisita da LinkedIN nel 2012, e il mondo di Apple e in particolare della funzione <strong>Mail<\/strong> disponibile su tutti gli <strong>iPhone<\/strong>.<\/p>\n<p>Una volta iscritti al servizio, ogni qualvolta qualcuno ci invia una messaggio mail sul nostro iPhone,\u00a0Linkedin funge da<strong> intermediario nella comunicazione<\/strong> e recupera le informazioni professionali del mittente attingendo dal suo enorme database e, grazie alla tecnologia Rapportive, presenta questi dati aggiuntivi, ben amalgamati con il testo del messaggio, al destinatario, e viceversa.<\/p>\n<p>La propria casella di posta elettronica si arricchisce\u00a0cos\u00ec\u00a0con informazioni come nome e cognome, posizione lavorativa, collegamenti, certificazioni e titoli di studio, fino a recensioni e feedback sul nostro interlocutore, il tutto senza dover mai uscire dalla nostra inbox. Linkedin Intro gira nella funzione<strong> Apple Mail<\/strong> e su tutti i principali client <strong>Gmail, Google Apps, Yahoo!, AOL e iCloud<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-35617\" src=\"https:\/\/www.alground.com\/origin\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/linkedin_intro_1-579x1024.png\" alt=\"linkedin_intro_1\" width=\"324\" height=\"574\" \/><\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_lato_Privacy_arrivano_i_guai\"><\/span>Il lato Privacy: arrivano i guai<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>A pochi giorni dal suo debutto, LinkedIN Intro ha per\u00f2 causato una rivolta da parte di tutti gli esperti di sicurezza e privacy. Ad essere criticata innanzitutto \u00e8 la posizione di LinkedIN all&#8217;interno della comunicazione fra gli utenti.<\/p>\n<p>Per poter funzionare, infatti, Intro deve posizionarsi<strong> in mezzo tra mittente e destinatario<\/strong>, <strong>intercettando<\/strong> il contenuto delle mail e addirittura agendo su di queste in modo significativo. Qualcosa che in gergo \u00e8 chiamato come &#8220;Man in the middle&#8221;, un&#8217;antica tecnica di attacco hacker utilizzata per<strong> spiare il flusso dei dati<\/strong> scambiati dagli utenti.<\/p>\n<p>Un vero e proprio orrore a livello di sicurezza informatica, aggravato dal fatto che ad ogni mail in uscita viene aggiunta una <strong>piccola stringa di codice nella parte finale del messaggio<\/strong>, in grado di monitorare l&#8217;attivit\u00e0 di tutta la casella di posta elettronica. Questo serve a LinkedIN per poter suggerire con maggiore precisione le connessioni possibili fra gli utenti, ma si tratta \u00a0di qualcosa che aggrava i dubbi, che esistono per tre ulteriori motivi.<\/p>\n<p>Primo, LinkedIN \u00e8 stata ben attenta a <strong>citare<\/strong> con discrezione l&#8217;aggiunta del codice alle mail. Secondo, si tratta di un sistema oggettivamente <strong>invasivo<\/strong> in quanto l&#8217;aggiunta di dati \u00e8 una cosa, il controllo sulla propria attivit\u00e0 \u00e8 un&#8217;altra. C&#8217;\u00e8 la stessa differenza che intercorre fra il consegnare ad un automobilista una cartina dettagliata del luogo dove deve andare, e aggiungere alla macchina un segnalatore GPS per seguirlo a distanza.<\/p>\n<p>Terzo, LinkedIN <strong>\u00e8 stata vittima di una causa legale collettiva<\/strong>, con l&#8217;accusa di accedere impunemente alla rubrica delle mail dei propri iscritti, di prelevare i dettagli di tutti i contatti e di registrarli sui propri server, senza alcuna autorizzazione.<\/p>\n<p>Una situazione che mette LinkedIN in una posizione scomoda, tanto da averne ripercussioni in<strong> termini di fiducia degli investitori<\/strong>, e che pone ogni sua iniziativa in un&#8217;ottica di sospetto.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Botta_e_risposta\"><\/span>Botta e risposta<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>I responsabili alla sicurezza di LinkedIN hanno <strong><a href=\"http:\/\/engineering.linkedin.com\/mobile\/linkedin-intro-doing-impossible-ios\">dato una risposta ufficiale alle critiche<\/a>,<\/strong> attraverso un dettagliato post sul blog. Viene rimarcato innanzitutto che si tratta di un sistema <strong>opt-in<\/strong>, che prevede l&#8217;iscrizione attiva e volontaria dell&#8217;utente, aggiungendo che i server dedicati all&#8217;operazione hanno delle <strong>straordinarie<\/strong> misure di sicurezza, che tutti i messaggi vengono cifrati per precauzione e che non sono tra l&#8217;altro <strong>conservati in nessun modo<\/strong>. A completare la difesa di LinkedIN, anche la collaborazione con aziende di sicurezza di terze parti.<\/p>\n<p>Ma gli esperti hanno gi\u00e0 sollevato ulteriori perplessit\u00e0: quanto sarebbero sicuri i server di LinkedIN? come quelli che sono stati\u00a0<strong>attaccati nel 2012 con il furto di circa 6.5 milioni di password<\/strong>? E per quanto riguarda la cifratura delle mail, pu\u00f2 essere possibile, ma per aggiungere i dati ai testi, l&#8217;essenza del servizio Intro, \u00e8 assolutamente necessario decriptarle, anche per un breve periodo, il che aggiunge un ulteriore passo critico in un servizio su cui gravano gi\u00e0 abbastanza titubanze.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_silenzio_di_Apple\"><\/span>Il silenzio di Apple<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>Il grande assente della questione sembra per\u00f2 essere la Apple. In effetti le teoriche vittime di questo sistema sono proprio gli utenti fedeli alla mela, e il fatto che l&#8217;azienda non si sia espressa chiaramente o non abbia preso una posizione precisa sull&#8217;argomento, ha ulteriormente destabilizzato l&#8217;utenza.<\/p>\n<p>E su questo campo Apple deve muoversi con cautela, visto che dopo lo scandalo di spionaggio internazionale Datagate, si era affrettata a garantire che non poteva spiare i messaggi degli utenti neanche volendolo, affermazione puntualmente<strong> smentita durante una conferenza hacker a Kuala Lumpur<\/strong>, che ha dimostrato come non vi sia nessuna garanzia che le chiavi di cifratura dei testi di iMessage siano effettivamente riservate, cos\u00ec come i file di <strong>iCloud, leggibili ben pi\u00f9 facilmente di quello che si pensa.<\/strong><\/p>\n<p>E&#8217; facile, specie per chi combatte in favore della sicurezza e della privacy, lasciarsi andare al giustizialismo e condannare in toto servizi che non sono del tutto cristallini. E per questo riteniamo giusto ricordare come LinkedIN sia un social network dalla grande intelligenza, che ha avuto il merito di creare collegamenti lavorativi, opportunit\u00e0 di carriera e di favorire la conoscenza professionale. Ma almeno per il momento, non possiamo che sconsigliare l&#8217;uso della funzione Intro, perch\u00e9 cos\u00ec com&#8217;\u00e8, anche a voler esser buoni, proprio non va.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;idea di LinkedIN Intro: inviare messaggi dal proprio iPhone e godere di informazioni complete e utilissime per il proprio lavoro, un sistema che vuole rivoluzionare il concetto di mail. L&#8217;idea degli esperti di sicurezza: un attentato alla privacy, una vero e proprio attacco &#8220;Man in the middle&#8220;, celato da conveniente servizio. 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