{"id":36763,"date":"2014-01-29T16:00:04","date_gmt":"2014-01-29T16:00:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.alground.com\/site\/?p=36763"},"modified":"2017-06-09T14:13:13","modified_gmt":"2017-06-09T13:13:13","slug":"gmail-google-plus-maps-privacy-problemi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alground.com\/site\/gmail-google-plus-maps-privacy-problemi\/36763\/","title":{"rendered":"Gmail, Google Plus e Maps: tutti i problemi di privacy"},"content":{"rendered":"<div id=\"ez-toc-container\" class=\"ez-toc-v2_0_82_2 counter-hierarchy ez-toc-counter ez-toc-grey ez-toc-container-direction\">\n<p class=\"ez-toc-title\" style=\"cursor:inherit\">Punti chiave<\/p>\n<label for=\"ez-toc-cssicon-toggle-item-69f710b1f3eae\" class=\"ez-toc-cssicon-toggle-label\"><span class=\"\"><span class=\"eztoc-hide\" style=\"display:none;\">Toggle<\/span><span class=\"ez-toc-icon-toggle-span\"><svg style=\"fill: #999;color:#999\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" class=\"list-377408\" width=\"20px\" height=\"20px\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\"><path d=\"M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z\" fill=\"currentColor\"><\/path><\/svg><svg style=\"fill: #999;color:#999\" class=\"arrow-unsorted-368013\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"10px\" height=\"10px\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.2\" baseProfile=\"tiny\"><path d=\"M18.2 9.3l-6.2-6.3-6.2 6.3c-.2.2-.3.4-.3.7s.1.5.3.7c.2.2.4.3.7.3h11c.3 0 .5-.1.7-.3.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7zM5.8 14.7l6.2 6.3 6.2-6.3c.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7c-.2-.2-.4-.3-.7-.3h-11c-.3 0-.5.1-.7.3-.2.2-.3.5-.3.7s.1.5.3.7z\"\/><\/svg><\/span><\/span><\/label><input type=\"checkbox\"  id=\"ez-toc-cssicon-toggle-item-69f710b1f3eae\"  aria-label=\"Toggle\" \/><nav><ul class='ez-toc-list ez-toc-list-level-1 ' ><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-1\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/gmail-google-plus-maps-privacy-problemi\/36763\/#Gmail_le_scansioni_dei_messaggi\" >Gmail: le scansioni dei messaggi<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-2\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/gmail-google-plus-maps-privacy-problemi\/36763\/#Gmail_i_cookie_conservati\" >Gmail: i cookie conservati<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-3\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/gmail-google-plus-maps-privacy-problemi\/36763\/#Google_Plus_lintegrazione_invasiva\" >Google Plus: l&#8217;integrazione invasiva<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-4\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/gmail-google-plus-maps-privacy-problemi\/36763\/#Google_Plus_i_nostri_volti_nelle_pubblicita\" >Google Plus: i nostri volti nelle pubblicit\u00e0<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-5\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/gmail-google-plus-maps-privacy-problemi\/36763\/#Google_Maps_ingordo_di_immagini\" >Google Maps ingordo di immagini<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-6\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/gmail-google-plus-maps-privacy-problemi\/36763\/#Android_tutti_i_dati_in_mano_a_Google\" >Android: tutti i dati in mano a Google<\/a><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n<p>Tutte le vostre mail vengono scansionate, analizzate e utilizzate da terzi per elaborare un profilo personale delle vostre abitudini.\u00a0Un giorno, per caso, potreste trovare una vostra foto a fare da testimonial per un prodotto pubblicitario.\u00a0I vostri account, o la password della vostra rete wi-fi sono stati raccolti e registrati in un mega archivio per non meglio precisate attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Sono solo alcune delle accuse di privacy che sono state mosse nei confronti di Google nel corso degli ultimi anni,\u00a0con cause milionarie pagate profumatamente per placare le ire dei tribunali e dei cittadini di mezzo mondo.\u00a0Ma quanto della nostra vita pu\u00f2 finire negli archivi dell&#8217;azienda di Mountain View? E soprattutto, quali usi fa Google dei dati raccolti dai nostri profili e dai nostri computer?<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Gmail_le_scansioni_dei_messaggi\"><\/span>Gmail: le scansioni dei messaggi<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-36772\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.alground.com\/origin\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/google_privacy_7.jpg\" width=\"360\" height=\"212\" srcset=\"https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/google_privacy_7.jpg 600w, https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/google_privacy_7-300x177.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px\" \/><\/strong> Un dato, su tutti: oltre 450 milioni di utenti attivi nel mondo posseggono un indirizzo di posta Gmail. In poche parole, si tratta del pi\u00f9 grande servizio di posta elettronica mai esistito con miliardi di mail scambiate quotidianamente.<\/p>\n<p>A destare la preoccupazione degli utenti sono tuttavia i criteri in base ai quali viene amministrata la privacy di questa impressionante mole di messaggi. Nel 2013 Google \u00e8 comparsa davanti alla Corte Costituzionale della California a seguito di un contenzioso promosso da una class action di cittadini. Accusa: il colosso di Mountain View <strong>scansiona ogni giorno tutte le mail scambiate dagli utenti<\/strong> non soltanto per identificare virus o distribuirle all&#8217;interno delle sotto-caselle mail (spam, promozioni, comunicazioni social, ecc\u2026), ma anche <strong>per collezionare le parole chiavi pi\u00f9 utilizzate<\/strong> da ogni cliente <strong>al fine di offrirgli pubblicit\u00e0 su misura<\/strong> <strong>targettizzate sugli interessi personali<\/strong>.<\/p>\n<p>Se per esempio si ricevono da altri contatti mail inerenti gli sport di montagna, gli annunci pubblicitari della pagina offriranno in brevissimo tempo attrezzature da sci, abbigliamento invernale e quant&#8217;altro risulti affine ai gusti dell&#8217;utente. <strong>Pratiche legittime, secondo i legali di Google<\/strong>, in quanto ogni singolo utente di Gmail accetta queste pratiche all&#8217;interno delle condizioni contrattuali del servizio, acconsentendo implicitamente la scansione dei contenuti e-mail.<\/p>\n<p>Nelle memorie legali, inoltre, gli avvocati dell&#8217;azienda hanno affermato che nel caso risulti presente un intermediario (la piattaforma Gmail, in questo caso), <strong>non pu\u00f2 sussistere alcuna pretesa alla segretezza dei messaggi scambiati<\/strong>, paragonando i servizi di scansione offerti a una &#8220;segretaria&#8221; che vaglia la corrispondenza per conto del proprio capo.<br \/>\nNon solo per offrire agli utenti contenuti pubblicitari in linea con i propri interessi, ma anche e soprattutto per offrire servizi migliori ai suoi 450 milioni di utenti nel mondo.\u00a0Note legali che tuttavia non cambiano, anzi ribadiscono la linea sostenuta dal quartier generale di Mountain View: <strong>chi usa Gmail non pu\u00f2 pretendere il rispetto della privacy per i propri messaggi<\/strong>.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-36776\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.alground.com\/origin\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/google_privacy_8.jpg\" width=\"250\" height=\"232\" \/><\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Gmail_i_cookie_conservati\"><\/span>Gmail: i cookie conservati<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>A destare preoccupazione per molti utenti sono inoltre le <strong>pratiche di salvataggio e archiviazione dei cookie<\/strong>. Una volta eseguito il login con la propria casella Gmail o il profilo Google Plus personale i cookie di navigazione vengono registrati e inviati ai server di Google, che ne ricava una profilazione approfondita delle abitudini e dei comportamenti web di ogni singolo utente. Recentemente, a seguito dell&#8217;interessamento di alcuni organismi no profit, la permanenza massima di questi cookie all&#8217;interno dei sistemi Google \u00e8 stata limitata a un arco temporale di 2 anni. Un&#8217;inezia rispetto ai 32 inizialmente previsti da Big G.<\/p>\n<p>Sempre parlando di cookie, <strong>non \u00e8 un mistero che Google abbia per lungo tempo fatto uso di cookie traccianti<\/strong> nei confronti dei propri utenti, arrivando ad eludere le barriere naturali che i sistemi operativi iOS hanno eretto nei confronti dei cookie provenienti da terze parti, come in questo caso. Tra il 2012 e il 2013 l&#8217;azienda di Mountain View \u00e8 stata protagonista di una serie di azioni legali intraprese da cittadini ed enti no profit sul medesimo tema: <strong>i cookie traccianti di Google hanno dribblato le difese di diversi browser, come Safari<\/strong>, consentendo una <strong>raccolta illecita dei dati dei clienti<\/strong> e delle loro abitudini sul web.<\/p>\n<p>Pur non avendo mai confermato le proprie responsabilit\u00e0 in merito, affermando vagamente per mezzo dei legali che in alcun modo Google si \u00e8 mai impossessata di dati personali o sensibili, l&#8217;azienda ha optato per un<strong> pagamento record di 39,5 milioni di dollari<\/strong> per poter chiudere le cause legali in essere in 37 Stati americani.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Google_Plus_lintegrazione_invasiva\"><\/span>Google Plus: l&#8217;integrazione invasiva<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Per spingere il proprio social dalla ampia concorrenza &#8211; data anche l&#8217;ingombrante presenza del rivale Facebook &#8211; Google Plus ha recentemente introdotto il <strong>servizio di integrazione con Gmail<\/strong>.\u00a0Con il risultato che tutti gli utenti della piattaforma social &#8220;made in Google&#8221; possono agevolmente identificare il profilo e <strong>scambiare messaggi con qualsiasi utente di Gmail, pur non conoscendone l&#8217;indirizzo di posta elettronica<\/strong>. Una mossa decisamente azzardata che potrebbe provocare alcuni grattacapi agli utenti, specialmente a quelli pi\u00f9 famosi che si vedranno quindi sommergere da ondate di messaggi presumibilmente poco graditi.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-36768\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.alground.com\/origin\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/google_privacy_3.jpg\" width=\"360\" height=\"161\" srcset=\"https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/google_privacy_3.jpg 600w, https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/google_privacy_3-300x134.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px\" \/><br \/>\nVa detto a onor del vero che il sistema non consente agli utenti di visualizzare gli indirizzi mail di Gmail (visibili dal mittente solo se si sceglie di rispondere), ma soltanto il nome del profilo al quale inoltrare il messaggio.<\/p>\n<p>Una volta ricevuto, questo viene automaticamente indirizzato dal sistema nella cartella &#8220;Social&#8221; al fine di ridurre l&#8217;impatto di questa nuova introduzione nella vita quotidiana degli utenti e non mischiare tali comunicazioni con quelle della posta in arrivo.\u00a0<strong>Di default le impostazioni di Gmail permettono di essere contattati da chiunque<\/strong>, ma attraverso le impostazioni personalizzate \u00e8 possibile spuntare la voce &#8220;nessuno&#8221; nel caso in cui non si vogliano ricevere mail da parte degli iscritti a Google Plus.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Google_Plus_i_nostri_volti_nelle_pubblicita\"><\/span>Google Plus: i nostri volti nelle pubblicit\u00e0<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Potrebbe inoltre capitare, durante la normale navigazione, di imbattersi nella <strong>pubblicit\u00e0 di un negozio, un locale o un determinato prodotto corredato dalla propria foto profilo<\/strong> a titolo di testimonial, il tutto magari condito da una piccola recensione positiva.<\/p>\n<p>Si tratta in questo caso di un discusso metodo di incrocio dei dati da parte di Mountain View, solita collezionare le recensioni positive rilasciate dagli utenti su Google Plus per poi integrarle negli annunci pubblicitari che riguardano le aziende sponsorizzate.<br \/>\nPer quanti non desiderassero prestare il proprio volto a finalit\u00e0 commerciali, \u00e8 possibile disattivare l&#8217;uso delle immagini personali aprendo le impostazioni dell&#8217;endorsement e rifiutando questa tipologia di impiego del profilo.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Google_Maps_ingordo_di_immagini\"><\/span>Google Maps ingordo di immagini<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p><strong>Le auto di Google<\/strong>, quelle munite di telecamera e impiegate per mappare fotograficamente le strade di tutto il mondo, <strong>si sono rese protagoniste negli ultimi anni di pesanti violazioni della privacy degli utenti.<\/strong><br \/>\n<strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-36770\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.alground.com\/origin\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/google_privacy_5.jpg\" width=\"360\" height=\"239\" srcset=\"https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/google_privacy_5.jpg 600w, https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/google_privacy_5-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px\" \/><\/strong><br \/>\nOltre alla pura e semplice raccolta fotografica, i sistemi informatici montati sulle autovetture <strong>hanno provveduto a scansionare ogni singola strada alla ricerca di reti wi-fi<\/strong> non protette per geolocalizzarle all&#8217;interno delle proprie mappe. La raccolta, per\u00f2, non si \u00e8 limitata alla memorizzazione dei soli identificativi della rete (SSID e MAC address) ma anche alla <strong>memorizzazione dei flussi di dati in passaggio sulle reti<\/strong>.<\/p>\n<p>Una svista clamorosa catalogata come un &#8220;errore&#8221; da parte di Google, nonostante l&#8217;attivit\u00e0 di raccolta possa aver incidentalmente coinvolto anche il traffico di mail, documenti, password e quant&#8217;altro fosse a disposizione attraverso le reti pubbliche ma anche quelle domestiche, relativamente a quelle ancora non protette da password e quindi a libero accesso da parte di chiunque. <strong>Informazioni mantenute nell&#8217;archivio Google senza alcuna autorizzazione<\/strong>.\u00a0Riguardo la semplice questione fotografica, il problema pi\u00f9 evidente dei servizi Google Maps \u00e8 legato alla<strong> possibilit\u00e0 di poter essere immortalati dagli obiettivi delle &#8220;Google car&#8221; in qualsiasi momento, in ogni angolo del mondo.<\/strong><\/p>\n<p>Se \u00e8 pur vero che <strong>i software di Google provvedono in automatico a mascherare volti<\/strong>, citofoni, numeri di targa e altri dati sensibili che potrebbero portare all&#8217;identificazione di una persona, dall&#8217;altro \u00e8 pur vero che<strong> in rari casi questi sistemi mancano l&#8217;obiettivo<\/strong> lasciando in chiaro uno o pi\u00f9 di questi elementi.<\/p>\n<p>Oppure, potrebbero ritrarre segni distintivi molto particolari (come una macchina o un vestito di colore insolito) che senza ombra di dubbio possono attestare la presenza di un individuo (o di un bene) in un dato posto, al momento dello scatto fotografico. In poche parole, una sorta di geolocalizzazione temporale che non tutti potrebbero gradire.\u00a0<strong>Geolocalizzazione<\/strong> che pu\u00f2 invece diventare precisa e continua nel caso in cui si scelga di installare l&#8217;applicazione Google Maps su un dispositivo mobile.<\/p>\n<p>Di default le impostazioni prevedono la condivisione della propria posizione e la trasmissione di questa ai server di Google che, potenzialmente, possono <strong>memorizzare e gestire le informazioni relative agli spostamenti di milioni di persone nel mondo.<\/strong><\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-36771\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.alground.com\/origin\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/google_privacy_6.jpg\" width=\"360\" height=\"161\" srcset=\"https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/google_privacy_6.jpg 600w, https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/google_privacy_6-300x134.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px\" \/><\/strong><\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Android_tutti_i_dati_in_mano_a_Google\"><\/span>Android: tutti i dati in mano a Google<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Pi\u00f9 grave sotto l&#8217;aspetto della privacy degli utenti \u00e8 il rapporto tra i dispositivi Android e Google. Se si usa uno smartphone o un tablet con questo sistema operativo \u00e8 bene sapere che <strong>di default a partire dalla versione Android 2.2, Google immagazzina tutti i dati personali sui propri server, incluse le password di accesso alle reti wifi personali.<\/strong><\/p>\n<p>Si tratta in questo caso di una funzione di backup che oltre alle password immagazzina i siti preferiti, la lista delle App installate e le impostazioni personali del device, evitando cos\u00ec all&#8217;utente di dover reinserire i dati tutte le volte e associandoli in automatico ad ogni nuovo accesso.<\/p>\n<p>La funzione risulta particolarmente utile in caso di cambio del telefono o del tablet, poich\u00e9 in questa eventualit\u00e0 \u00e8 sufficiente effettuare il log in con il proprio profilo Google e ripristinare tutte le impostazioni, ma al prezzo di un&#8217;enorme <strong>interferenza nella privacy dell&#8217;utente che di fatto consegna a terzi l&#8217;accesso ai propri account (Gmail, Youtube, Google Plus) e alle proprie password (inclusa quella wifi).\u00a0<\/strong>Interferenze nella privacy degli utenti che per\u00f2 compaiono nero su bianco all&#8217;interno delle condizioni di utilizzo della piattaforma Google, spesso e volentieri accettate dagli utenti in modo frettoloso e senza la dovuta attenzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutte le vostre mail vengono scansionate, analizzate e utilizzate da terzi per elaborare un profilo personale delle vostre abitudini.\u00a0Un giorno, per caso, potreste trovare una vostra foto a fare da testimonial per un prodotto pubblicitario.\u00a0I vostri account, o la password della vostra rete wi-fi sono stati raccolti e registrati in un mega archivio per non [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":13,"featured_media":36767,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"pmpro_default_level":"","footnotes":""},"categories":[1413],"tags":[170,168,238,1036],"class_list":{"0":"post-36763","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-attualita","8":"tag-android","9":"tag-google","10":"tag-privacy","11":"tag-sicurezza-password","12":"pmpro-has-access"},"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/google_privacy_2.jpg","wps_subtitle":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/alground.com\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36763","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/alground.com\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/alground.com\/site\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alground.com\/site\/wp-json\/wp\/v2\/users\/13"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alground.com\/site\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=36763"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/alground.com\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36763\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alground.com\/site\/wp-json\/wp\/v2\/media\/36767"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/alground.com\/site\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=36763"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/alground.com\/site\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=36763"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/alground.com\/site\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=36763"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}