{"id":59220,"date":"2025-05-01T16:23:09","date_gmt":"2025-05-01T15:23:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.alground.com\/site\/?p=59220"},"modified":"2025-05-01T16:23:12","modified_gmt":"2025-05-01T15:23:12","slug":"accordo-usa-ucraina-una-nuova-linea-geopolitica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alground.com\/site\/accordo-usa-ucraina-una-nuova-linea-geopolitica\/59220\/","title":{"rendered":"Accordo Usa &#8211; Ucraina. Una nuova linea geopolitica"},"content":{"rendered":"<div id=\"ez-toc-container\" class=\"ez-toc-v2_0_82_2 counter-hierarchy ez-toc-counter ez-toc-grey ez-toc-container-direction\">\n<p class=\"ez-toc-title\" style=\"cursor:inherit\">Punti chiave<\/p>\n<label for=\"ez-toc-cssicon-toggle-item-69f7a5f0d44f8\" class=\"ez-toc-cssicon-toggle-label\"><span class=\"\"><span class=\"eztoc-hide\" style=\"display:none;\">Toggle<\/span><span class=\"ez-toc-icon-toggle-span\"><svg style=\"fill: #999;color:#999\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" class=\"list-377408\" width=\"20px\" height=\"20px\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\"><path d=\"M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z\" fill=\"currentColor\"><\/path><\/svg><svg style=\"fill: #999;color:#999\" class=\"arrow-unsorted-368013\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"10px\" height=\"10px\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.2\" baseProfile=\"tiny\"><path d=\"M18.2 9.3l-6.2-6.3-6.2 6.3c-.2.2-.3.4-.3.7s.1.5.3.7c.2.2.4.3.7.3h11c.3 0 .5-.1.7-.3.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7zM5.8 14.7l6.2 6.3 6.2-6.3c.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7c-.2-.2-.4-.3-.7-.3h-11c-.3 0-.5.1-.7.3-.2.2-.3.5-.3.7s.1.5.3.7z\"\/><\/svg><\/span><\/span><\/label><input type=\"checkbox\"  id=\"ez-toc-cssicon-toggle-item-69f7a5f0d44f8\"  aria-label=\"Toggle\" \/><nav><ul class='ez-toc-list ez-toc-list-level-1 ' ><ul class='ez-toc-list-level-3' ><li class='ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-1\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/accordo-usa-ucraina-una-nuova-linea-geopolitica\/59220\/#Il_commento_Di_Alessandro_Trizio\" >Il commento. Di Alessandro Trizio<\/a><\/li><\/ul><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-2\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/accordo-usa-ucraina-una-nuova-linea-geopolitica\/59220\/#La_lunga_strada_verso_unintesa\" >La lunga strada verso un\u2019intesa<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-3\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/accordo-usa-ucraina-una-nuova-linea-geopolitica\/59220\/#Un_fondo_comune_per_la_ricostruzione\" >Un fondo comune per la ricostruzione<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-4\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/accordo-usa-ucraina-una-nuova-linea-geopolitica\/59220\/#Un_equilibrio_instabile\" >Un equilibrio instabile<\/a><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_commento_Di_Alessandro_Trizio\"><\/span><strong><em>Il commento. Di Alessandro Trizio<\/em><\/strong><span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n\n\n\n<p><em>L&#8217;accordo siglato tra Stati Uniti e Ucraina \u00e8 un passo imponente per la geopolitica europea. <strong>Stati Uniti e Russia ora, di fatto, si sono divise il Paese di Zelensky<\/strong>. Le terre contese andranno sicuramente alla Russia, il resto sar\u00e0 in mano alle multinazionali americane, per contratto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>L&#8217;Europa \u00e8 marginalizzata<\/strong>, quasi succube ormai delle mosse di Trump. Non riesce nemmeno a commentare in modo unitario l&#8217;accaduto e tutte le promesse e le strette di mano dei Paesi del vecchio continente verso Kiev sono state superate e irrise dall&#8217;accordo portato a compimento dopo la riunione in Vaticano.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>L&#8217;Europa \u00e8 sotto scacco politico. E non pare avere la forza di rialzarsi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-wide\"\/>\n\n\n\n<p>Il 30 aprile 2025, nel pieno delle tensioni internazionali e a guerra ancora aperta nel cuore dell\u2019Europa orientale, <strong>Washington e Kiev hanno firmato un accordo che potrebbe segnare un cambio di paradigma nella gestione delle risorse strategiche globali<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>Da una parte, gli Stati Uniti ottengono accesso privilegiato ai giacimenti ucraini di litio, titanio e terre rare. Dall\u2019altra, l\u2019Ucraina riceve un impegno multimiliardario per finanziare la sua ricostruzione. A siglare l\u2019intesa sono stati <strong>Donald Trump, tornato alla Casa Bianca, e Volodymyr Zelensky<\/strong>, presidente di un Paese ancora segnato da bombardamenti, sfollamenti e crisi economica.<\/p>\n\n\n\n<p>Dietro l\u2019apparente equilibrio dell\u2019accordo si nascondono mesi di negoziati difficili, tensioni politiche e clausole che, per alcuni osservatori, <strong>pongono pi\u00f9 interrogativi che certezze<\/strong>. L\u2019annuncio, accolto con entusiasmo ufficiale da entrambe le capitali, ha provocato una reazione a catena che tocca Mosca, Bruxelles e Pechino, con implicazioni che vanno ben oltre i confini dell\u2019Ucraina.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_lunga_strada_verso_unintesa\"><\/span><strong>La lunga strada verso un\u2019intesa<\/strong><span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>Le trattative sono iniziate nel febbraio 2025. I primi incontri sono stati tutt\u2019altro che concilianti. La proposta iniziale della Casa Bianca prevedeva una sorta di compensazione per gli aiuti militari forniti a Kiev dal 2022, stimati in oltre 83 miliardi di dollari. La contropartita richiesta da Washington consisteva nella cessione di diritti estrattivi su vaste aree del territorio ucraino. Una proposta giudicata inaccettabile dal governo di Zelensky, che ha inizialmente alzato un muro.<strong> Il confronto ha rischiato pi\u00f9 volte di bloccarsi del tutto<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>A sbloccare la situazione \u00e8 stato un episodio tanto insolito quanto simbolico: <strong>l\u2019incontro tra i due leader durante i funerali di Papa Francesco a Roma, il 15 aprile<\/strong>. Trump, sotto pressione interna per le future elezioni di mid-term, ha mostrato maggiore flessibilit\u00e0. Le sue richieste si sono ammorbidite, e la versione finale dell\u2019accordo ha escluso ogni riferimento agli aiuti pregressi, concentrandosi su una collaborazione futura.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fondamentale per Kiev \u00e8 stato il supporto dello studio legale britannico Hogan Lovells<\/strong>, incaricato di difendere l\u2019interesse nazionale nella stesura del testo. La loro presenza al tavolo negoziale \u00e8 stata determinante per bilanciare l\u2019asimmetria di forza tra le due parti, garantendo che l\u2019Ucraina mantenesse la titolarit\u00e0 delle proprie risorse e una voce decisionale nella gestione del nuovo fondo congiunto.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Un_fondo_comune_per_la_ricostruzione\"><\/span><strong>Un fondo comune per la ricostruzione<\/strong><span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>Il cuore dell\u2019accordo \u00e8 la creazione del <strong>Fondo di Investimento Stati Uniti-Ucraina<\/strong>, sigla USUF, una struttura paritetica che funger\u00e0 da leva finanziaria per la ricostruzione del Paese. Il fondo sar\u00e0 alimentato sia da nuovi aiuti americani, anche di natura militare, sia dai futuri profitti derivanti dallo sfruttamento delle risorse energetiche e minerarie. I ricavi generati <strong>nei primi dieci anni non saranno distribuiti<\/strong>, ma reinvestiti esclusivamente in progetti sul territorio ucraino. Solo a partire dal 2035, eventuali utili verranno suddivisi tra i due partner in modo equo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il testo dell\u2019intesa garantisce all\u2019Ucraina la propriet\u00e0 del sottosuolo e il diritto esclusivo di decidere dove e cosa estrarre. <strong>Gli Stati Uniti, pur non diventando proprietari diretti delle risorse, godranno per\u00f2 di un accesso privilegiato<\/strong> a nuovi progetti minerari e avranno corsie preferenziali nelle gare per la realizzazione di infrastrutture estrattive e di trasformazione. Questo significa che le grandi <strong>multinazionali americane potranno consolidare la loro presenza industriale in Ucraina<\/strong> in settori strategici come quello delle batterie, delle turbine eoliche, dell\u2019aerospazio.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019accordo rappresenta per Washington un\u2019occasione per ridurre la propria dipendenza dalla Cina, attualmente principale fornitore di terre rare, e per guadagnare un vantaggio competitivo nella corsa globale alle risorse che alimentano la transizione energetica e digitale. Allo stesso tempo, <strong>Kiev spera di accelerare la ripresa economica<\/strong> attraverso investimenti diretti che non compromettano la sovranit\u00e0 nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima della guerra, l\u2019Ucraina disponeva di oltre <strong>ventimila giacimenti contenenti 116 minerali diversi<\/strong>. Il Paese detiene circa il 7% delle riserve mondiali di titanio e possiede abbastanza litio da alimentare la produzione annuale di milioni di veicoli elettrici. Tuttavia, il conflitto ha compromesso l\u2019accessibilit\u00e0 di gran parte di queste risorse. Circa il 40% dei giacimenti si trova in aree ancora <strong>occupate o contese dalla Russia<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Le stime del governo ucraino valutano il potenziale economico dei giacimenti sotto controllo statale in oltre 12.000 miliardi di dollari. Una cifra enorme, che alcuni esperti considerano ottimistica, ma che spiega l\u2019interesse crescente delle potenze occidentali. <strong>Tra i materiali pi\u00f9 ambiti ci sono il neodimio<\/strong>, essenziale per la produzione di magneti ad alte prestazioni, il germanio, utilizzato in fibre ottiche e satelliti, e il cobalto, fondamentale per la fabbricazione di batterie.<\/p>\n\n\n\n<p>A Kiev, l\u2019accordo \u00e8 stato accolto con toni trionfalistici. <strong>Il premier Denys Shmyhal ha parlato di una vittoria diplomatica<\/strong>, sottolineando che nessuna risorsa \u00e8 stata ceduta e che ogni progetto rester\u00e0 sotto giurisdizione ucraina. Tuttavia, alcune voci critiche all\u2019interno del Parlamento mettono in guardia sull\u2019assenza di garanzie in materia di sicurezza. Senza un impegno militare concreto da parte americana, le infrastrutture minerarie restano esposte a possibili attacchi russi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dalla Russia, le reazioni sono state caustiche<\/strong>. Dmitri Medvedev ha ironizzato dicendo che finalmente Kiev ha iniziato a pagare l\u2019affitto agli Stati Uniti. Ma dietro il sarcasmo, il Cremlino ha fatto sapere che considerer\u00e0 illegittimo qualsiasi sfruttamento di risorse situate in territori contesi, lasciando intendere che non escluder\u00e0 ritorsioni.<\/p>\n\n\n\n<p>In Europa, l\u2019accordo ha generato un malessere silenzioso. <strong>Nessuna dichiarazione ufficiale \u00e8 arrivata da Bruxelles<\/strong>, nonostante l\u2019Unione Europea avesse siglato un patto simile con Kiev gi\u00e0 nel 2021. Dietro le quinte, per\u00f2, i diplomatici europei ammettono che l\u2019UE \u00e8 stata scavalcata e che ora dovr\u00e0 competere ad armi spuntate per ottenere accesso a quelle stesse risorse.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Un_equilibrio_instabile\"><\/span><strong>Un equilibrio instabile<\/strong><span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>Se per Kiev l\u2019accordo rappresenta un\u2019opportunit\u00e0 concreta di attrarre capitali e accelerare la ricostruzione, non mancano i rischi. La dipendenza dagli investimenti americani potrebbe rivelarsi un\u2019arma a doppio taglio nel caso in cui l\u2019amministrazione statunitense decidesse di rallentare o rivedere il proprio impegno. La gestione dei fondi richieder\u00e0 inoltre meccanismi di controllo estremamente rigorosi, in un Paese ancora afflitto da problemi strutturali legati alla corruzione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per Washington, invece, si tratta di una mossa strategica a basso costo politico<\/strong>: accedere a risorse chiave senza dover schierare truppe, rafforzando nel contempo la propria influenza su una regione che rappresenta un crocevia energetico, militare e tecnologico.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fondo USUF operer\u00e0 come un fondo sovrano, con una commissione bilaterale incaricata di selezionare i progetti. Le prime iniziative sono gi\u00e0 in cantiere. Un impianto per la lavorazione del titanio a Dnipro, sviluppato in collaborazione con Boeing, e una raffineria di terre rare nella regione di Leopoli, sostenuta da Lockheed Martin, sono state indicate come priorit\u00e0 dal Dipartimento di Stato americano.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019assenza di garanzie militari<\/strong>, voluta da Trump per non compromettere eventuali margini di trattativa con Putin, rappresenta l\u2019elemento pi\u00f9 fragile dell\u2019intera architettura. In un contesto ancora segnato dall\u2019instabilit\u00e0 e dalla minaccia russa, il patto espone Kiev a potenziali rischi proprio nei settori chiave per la ricostruzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo, l\u2019Europa osserva con crescente preoccupazione. <strong>I 50 miliardi promessi da Bruxelles per la ricostruzione rischiano di sembrare un contributo accessorio<\/strong> rispetto alla portata del progetto americano. I vantaggi accordati alle imprese statunitensi potrebbero marginalizzare l\u2019industria europea e ricalibrare le dinamiche del mercato continentale.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019accordo tra Stati Uniti e Ucraina \u00e8 una scommessa ambiziosa. Nessuna miniera \u00e8 stata venduta, nessun contingente militare \u00e8 stato promesso. Ma con questa firma, Kiev e Washington hanno tracciato una nuova rotta. Sta ora alla geopolitica, e agli eventi futuri, stabilire se sar\u00e0 un sentiero di rinascita o una trappola camuffata da opportunit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il commento. Di Alessandro Trizio L&#8217;accordo siglato tra Stati Uniti e Ucraina \u00e8 un passo imponente per la geopolitica europea. Stati Uniti e Russia ora, di fatto, si sono divise il Paese di Zelensky. Le terre contese andranno sicuramente alla Russia, il resto sar\u00e0 in mano alle multinazionali americane, per contratto. 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