{"id":60063,"date":"2025-07-15T19:55:27","date_gmt":"2025-07-15T18:55:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.alground.com\/site\/?p=60063"},"modified":"2025-07-15T19:55:30","modified_gmt":"2025-07-15T18:55:30","slug":"la-caccia-ai-fringuelli-in-liguria-una-tradizione-che-sa-di-barbarie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alground.com\/site\/la-caccia-ai-fringuelli-in-liguria-una-tradizione-che-sa-di-barbarie\/60063\/","title":{"rendered":"La caccia ai fringuelli in Liguria: una tradizione che sa di barbarie"},"content":{"rendered":"\n<p>Liguria, estate. Nonostante il progresso dell\u2019opinione pubblica e la crescente attenzione mondiale verso la tutela della fauna selvatica, la Regione Liguria ha recentemente autorizzato l\u2019abbattimento in deroga di migliaia di fringuelli. L\u2019annuncio \u00e8 stato motivato ancora una volta con il ricorso alla \u201ctradizione\u201d, un\u2019etichetta logora che sembra voler legittimare pratiche profondamente anacronistiche e ormai inaccettabili per una societ\u00e0 civile che si voglia definire davvero moderna. La decisione, presa a margine di un acceso dibattito, ha scatenato l\u2019indignazione delle associazioni ambientaliste e di numerosi cittadini, ulteriormente amplificata dall\u2019impatto mediatico che la vicenda sta avendo in tutto il Paese.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 la prima volta che la Regione tenta di piegare le normative europee e nazionali sulla caccia per assecondare le pressioni di una minuscola minoranza. La strategia \u00e8 sempre la stessa: invocare la specificit\u00e0 locale, la memoria dei tempi passati, i richiami alla cucina tradizionale, a storie narrate da Pellegrino Artusi, Carducci e addirittura Dante Alighieri. Una narrazione che vuole nobilitare il sangue sparso nel nome di riti antichi, dimenticando, per\u00f2, che <strong>il rispetto per la biodiversit\u00e0 e il valore della vita animale dovrebbero essere principi inviolabili, inalienabili, non negoziabili<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019elemento pi\u00f9 inquietante di questa autorizzazione \u00e8 dato dai numeri: migliaia di fringuelli, a cui si sommano anche storni, potranno essere uccisi in poche settimane. Davanti a questi dati, qualunque tentativo di giustificazione legato alla \u201cmodesta entit\u00e0\u201d della deroga cade nel vuoto. <strong>Siamo di fronte a uno sterminio autorizzato, una strage legalizzata mascherata da folklore regionale<\/strong>, perpetrata ai danni di specie protette a livello nazionale e comunitario.<\/p>\n\n\n\n<p>Le associazioni ambientaliste hanno ribadito con forza l\u2019illegittimit\u00e0 di queste deroghe. Fringuelli e storni non risultano tra le specie cacciabili secondo le normative vigenti in Italia e in Europa. Le stesse direttive europee sono chiare: le deroghe devono essere misure eccezionali, solo per motivi gravi e documentabili, mai per pura consuetudine alimentare o per mantenere usi e costumi. Tale posizione trova conferma nelle ripetute condanne inflitte al nostro Paese da parte della Commissione europea, che ha avviato una procedura d\u2019infrazione proprio per l\u2019eccessiva tolleranza di pratiche venatorie ai danni di specie protette. <strong>La Liguria, con questa delibera, si pone in aperto contrasto non solo con le norme di tutela della fauna, ma anche con ogni principio di etica ed equilibrio ecologico<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo scenario di tensione crescente, le motivazioni addotte dai difensori della caccia risultano sempre pi\u00f9 deboli e sfuocate. Si citano ricette tipiche e memorie familiari come se potessero costituire un lasciapassare morale o giuridico. Si parla di \u201ctutela delle tradizioni\u201d per mascherare ci\u00f2 che altro non \u00e8 che la <strong>volont\u00e0 di perpetuare un\u2019abitudine di sofferenza e morte<\/strong>, senza alcuna reale necessit\u00e0, senza alcuna giustificazione razionale in una societ\u00e0 pienamente inserita nel ventunesimo secolo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La caccia ai fringuelli, cos\u00ec come a molte altre specie di piccoli uccelli migratori, \u00e8 una pratica crudele, fine a se stessa, che non risponde n\u00e9 a esigenze alimentari n\u00e9 di controllo ambientale<\/strong>. Al contrario, minaccia gravemente la biodiversit\u00e0 locale e contribuisce a impoverire gli ecosistemi gi\u00e0 messi a dura prova dai cambiamenti climatici e dall\u2019azione antropica indiscriminata. Proprio nel fringuello si concentra una simbolicit\u00e0 suicida della politica regionale: una specie minuta, fragile, che rappresenta la ricchezza della natura italiana e mediterranea, ridotta al rango di trofeo per pochi appassionati di doppiette e palati nostalgici.<\/p>\n\n\n\n<p>Le associazioni animaliste sottolineano il carattere \u201cingiustificabile\u201d di questa barbarie. Lo fanno con dati scientifici, ricordando gli effetti devastanti sulle popolazioni di uccelli migratori, sempre pi\u00f9 minacciate dal bracconaggio e da prelievi massicci legittimati da atti amministrativi discutibili. Lo fanno con la forza della legge, richiamando sentenze passate della Corte di Giustizia Europea e del Consiglio di Stato. Lo fanno, soprattutto, con la voce della societ\u00e0 civile, che, a differenza di quanto sostengono i sostenitori della caccia, si mostra sempre pi\u00f9 sensibile e contraria a queste esibizioni di violenza organizzata.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro aspetto inquietante, spesso sottovalutato dagli organi regionali, \u00e8 il rischio per la sicurezza pubblica e la salute collettiva. <strong>La stagione di caccia in Italia lascia ogni anno una tragica scia di morti e feriti, non solo tra gli animali selvatici ma anche tra cittadini, agricoltori ed escursionisti<\/strong>. I boschi e le colline, luoghi di svago e cultura ambientale, vengono militarizzati e resi inaccessibili per settimane. Un prezzo altissimo per un vantaggio che riguarda soltanto pochissimi individui, spesso organizzati in lobby con un peso sproporzionato nei tavoli decisionali.<\/p>\n\n\n\n<p>La caccia, e in particolare la caccia in deroga, genera anche problemi di legalit\u00e0 diffusa. I controlli scarsi, la tentazione del bracconaggio, l\u2019utilizzo di richiami acustici illegali e la vendita clandestina di selvaggina rendono ogni stagione venatoria un campo minato per la legalit\u00e0 e la sicurezza. Paradossalmente, pi\u00f9 si allarga la maglia delle autorizzazioni, pi\u00f9 diventa difficile monitorare e contrastare i fenomeni di abuso, con le forze dell\u2019ordine costrette a rincorrere una realt\u00e0 sfuggente e pericolosa.<\/p>\n\n\n\n<p>In Liguria, il contrasto tra la Regione e le realt\u00e0 associative \u00e8 ormai totale. Gli ambientalisti definiscono la nuova delibera \u201cuno sfregio all\u2019ambiente e allo Stato di diritto\u201d, mentre la politica tenta di arrampicarsi sugli specchi giustificando l\u2019ingiustificabile. C\u2019\u00e8 chi sostiene che questa sia un\u2019occasione per rilanciare il turismo venatorio e l\u2019enogastronomia, eppure nessuno studio serio dimostra legami certi tra la caccia al fringuello e lo sviluppo dell\u2019economia locale. Anzi, la percezione diffusa \u00e8 che certe immagini di uccisioni di massa siano un boomerang per l\u2019immagine di una regione che punta sulla green economy e sulla valorizzazione del territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Italia \u00e8 gi\u00e0 maglia nera in Europa per quanto riguarda le deroghe venatorie e le procedure d\u2019infrazione, e la Liguria si distingue tristemente per la sua ostinazione a difendere pratiche sempre pi\u00f9 isolate e obsolete. La domanda che sorge spontanea \u00e8: quanto ancora potranno le istituzioni ignorare la richiesta di cambiamento che sale dalla societ\u00e0? <strong>Fino a quando le tradizioni saranno invocate come alibi per perpetuare soprusi ambientali e arretratezza culturale?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Senza cedere allo sconforto, occorre riconoscere e celebrare i tantissimi cittadini, le associazioni, gli scienziati, gli avvocati e gli amministratori che, spesso contro tutto e tutti, continuano a difendere ci\u00f2 che di pi\u00f9 prezioso abbiamo: la natura, la biodiversit\u00e0, il diritto ad un futuro vivibile per tutte le specie. \u00c8 doveroso ribadire che <strong>la caccia ai fringuelli non appartiene alla tradizione, ma al passato oscuro di cui ogni societ\u00e0 consapevole dovrebbe liberarsi senza rimpianti<\/strong>. Il Coraggio vero, oggi, sta nel dire basta, nell\u2019essere innovatori, nel saper distinguere tra cultura e superstizione, tra conservazione e saccheggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tempo delle scuse \u00e8 finito. Ogni abbattimento in deroga, ogni sanguinosa concessione fatta \u201cin nome della tradizione\u201d rappresenta una ferita aperta nel cuore della civilt\u00e0 e dell\u2019etica collettiva. Difendere i fringuelli \u00e8 una battaglia di civilt\u00e0, e perdere questa sfida significherebbe ammettere la nostra incapacit\u00e0 di crescere davvero, di riconoscere nella tutela della vita il pi\u00f9 alto traguardo di una comunit\u00e0 matura. La Liguria, l\u2019Italia intera, meritano decisioni all\u2019altezza di questo tempo, non ridicole scuse buone solo a giustificare interessi di parte e arroganza istituzionale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria, estate. 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