{"id":60243,"date":"2025-08-26T14:51:42","date_gmt":"2025-08-26T13:51:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.alground.com\/site\/?p=60243"},"modified":"2025-08-26T14:51:45","modified_gmt":"2025-08-26T13:51:45","slug":"israele-netanyahu-spacca-in-due-il-paese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alground.com\/site\/israele-netanyahu-spacca-in-due-il-paese\/60243\/","title":{"rendered":"Israele. Netanyahu spacca in due il Paese"},"content":{"rendered":"\n<p>Israele \u00e8 al centro di una delle crisi politiche e militari pi\u00f9 delicate della sua storia recente, una crisi che si svolge sotto gli occhi attenti della popolazione ebraica e araba. In Israele la scena politica \u00e8 dominata dal piano del Primo Ministro Benjamin Netanyahu e dal suo governo di procedere verso il controllo completo di Gaza City e, in prospettiva, di tutta la Striscia di Gaza, una scelta che sta letteralmente spaccando il paese e accendendo reazioni fortissime nel mondo arabo.<\/p>\n\n\n\n<p>La tensione in Israele \u00e8 palpabile: analisti, politici, ex ufficiali dell\u2019esercito e leader dei movimenti di protesta animano costantemente il dibattito sulla sostenibilit\u00e0 e la legittimit\u00e0 di questa mossa. Siamo di fronte ad una societ\u00e0 israeliana lacerata tra una leadership politica orientata allo scontro totale e una parte significativa dell\u2019opinione pubblica, delle famiglie degli ostaggi e della societ\u00e0 civile che teme ripercussioni catastrofiche, sia in termini umanitari sia per l\u2019immagine internazionale del paese.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019interno delle riunioni del gabinetto, Netanyahu si trova stretto tra la pressione degli alleati dell\u2019estrema destra, come il Ministro delle Finanze Smotrich e il Ministro Itamar Ben-Gvir e le fortissime critiche dell\u2019apparato militare. Questi ultimi, gi\u00e0 esausti da mesi di operazioni militari costose e rischiose, vedono nel piano di occupazione di Gaza City e nei richiami alla mobilitazione di decine di migliaia di riservisti <strong>una strada pericolosa che potrebbe mettere a rischio la vita degli ultimi ostaggi e aggravare una crisi gi\u00e0 fuori controllo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio tra la popolazione israeliana monta la preoccupazione per il destino dei circa venti ostaggi ancora in mano a Hamas. Le famiglie si mobilitano, scendono in piazza, organizzano scioperi generali che paralizzano settori chiave della societ\u00e0: sulle pagine delle principali testate ebraiche, la voce delle famiglie degli ostaggi diventa una delle pi\u00f9 autorevoli e ascoltate. <strong>La loro posizione \u00e8 chiara: procedere a un\u2019operazione armata nelle aree dove si trovano i prigionieri rischia di comprometterne irreparabilmente la sorte, innescando una reazione a catena che nessuno pu\u00f2 controllare<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>In parallelo c&#8217;\u00e8 il dramma dei civili palestinesi ormai ridotti allo stremo da una serie di assedi progressivi e dal rischio concreto di un\u2019occupazione militare di Gaza City. Al-Manar, nelle sue corrispondenze quotidiane, descrive una citt\u00e0 in cui la popolazione teme un <strong>nuovo disastro umanitario<\/strong>. Le parole della stampa araba sono lapidarie: \u201c<em>l\u2019operazione comporter\u00e0 la deportazione forzata di un milione di persone e la distruzione sistematica delle case palestinesi<\/em>\u201d, molti rilanciano la decisione israeliana come una scelta che porter\u00e0 alla commissione di ulteriori <strong>crimini di guerra e crimini contro l\u2019umanit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>La strategia israeliana, articolata in cinque punti prevede la distruzione militare di Hamas, la liberazione di tutti gli ostaggi, la demilitarizzazione della Striscia e l\u2019instaurazione di un\u2019amministrazione alternativa a Hamas e all\u2019Autorit\u00e0 Nazionale Palestinese, nessun nome \u00e8 stato ancora indicato, alimentando molte incertezze sul dopo. Il nodo risiede nell\u2019approvazione del piano da parte del cosiddetto \u201cgabinetto di sicurezza\u201d, che raggruppa solo i ministri strategici e fedeli, e non tutto il governo. Questo piccolo organo ha dato il via libera sostenendo la linea \u201cdura\u201d di Netanyahu, bench\u00e9 molti alleati ritengano che, senza un\u2019occupazione diretta e durevole, Hamas possa rigenerarsi facilmente.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma tutto il Mondo ha il timore di una \u201ccatastrofe umanitaria\u201d e questo pare sia condiviso anche da parte dell\u2019apparato di sicurezza, nonch\u00e9 da leader arabi.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno degli aspetti pi\u00f9 inquietanti riguarda la gestione degli sfollati e le condizioni della popolazione civile a Gaza City. Israele ha gi\u00e0 ordinato la costruzione di nuovi campi profughi a sud e ha disposto evacuazioni di massa, con la Croce Rossa e le organizzazioni internazionali che sollevano il rischio di <strong>morte per fame e per mancanza di assistenza medica<\/strong>. La stessa IDF starebbe, secondo indiscrezioni, tentando di coordinare i movimenti degli aiuti umanitari affinch\u00e9 non finiscano nelle mani di Hamas, ma tale politica non \u00e8 sufficiente a placare i timori di una tragedia imminente.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo, sul fronte politico, il governo Netanyahu \u00e8 attraversato da tensioni che emergono quotidianamente. In particolare, si discute del rischio che la crisi di Gaza diventi il detonatore di una <strong>crisi istituzionale pi\u00f9 ampia<\/strong>: la minoranza parlamentare minaccia le dimissioni e la societ\u00e0 civile, spalleggiata dalle famiglie degli ostaggi, teme che una guerra allargata inneschi una spirale di proteste come quelle viste nei mesi contro la riforma della giustizia. L\u2019Istituto Israeliano per la Democrazia pubblica sondaggi che mostrano una societ\u00e0 <strong>profondamente divisa<\/strong>, con la fiducia nei confronti dell\u2019esecutivo ai minimi storici e la paura reale di una \u201cfrattura irreparabile\u201d del tessuto sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019eco delle voci arabe trova chiara rispondenza anche fra le leadership dei paesi vicini: a pi\u00f9 riprese il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha definito la decisione israeliana un <strong>nuovo crimine che sar\u00e0 portato dinanzi al Consiglio di Sicurezza ONU<\/strong>, mentre le capitali del Golfo e del Maghreb parlano di \u201csolitudine diplomatica\u201d di Israele, ormai isolato sia dall\u2019Europa sia dai mercati arabi. La bocciatura della strategia israeliana \u00e8 netta con la previsione che \u201cl\u2019occupazione potr\u00e0 durare mesi, senza che si profili un reale successore politico per la gestione della Striscia\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Emerge una questione centrale: <strong>chi governer\u00e0 Gaza dopo Hamas?<\/strong> La risposta oscilla fra l\u2019ipotesi di una forza araba internazionale, opzione che ha pochissime possibilit\u00e0 di realizzarsi e la prospettiva di un vuoto di potere che potrebbe favorire una nuova ondata di estremismo, anche oltre i confini di Israele. Un analista riassume il sentimento dominante: \u201c<strong>la soluzione militare \u00e8 solo l\u2019inizio di una crisi politica regionale destinata a destabilizzare tutto il Medio Oriente<\/strong>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Dall\u2019interno dei territori palestinesi, infine, l\u2019impressione \u00e8 di una popolazione esausta di emergenze, bombardamenti e nuove deportazioni, ma ancora convinta che \u201cla fine di Hamas non possa essere imposta da fuori e che la sopravvivenza di Gaza passi necessariamente da una soluzione che coinvolga la rappresentanza locale, non solo un decennio di occupazione militare\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La cronaca rispecchiata da questa pluralit\u00e0 di idee \u00e8 dunque quella di un paese e di una regione sospesi tra guerra, disperazione e ricerca spasmodica di una nuova narrazione. Il mondo osserva con il fiato sospeso ma rimane per tutti una unica urgenza condivisa, quella di uscire finalmente da una spirale di sangue, vendetta e smarrimento che nessuno, da Gerusalemme a Gaza, sembra pi\u00f9 in grado di governare davvero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Israele \u00e8 al centro di una delle crisi politiche e militari pi\u00f9 delicate della sua storia recente, una crisi che si svolge sotto gli occhi attenti della popolazione ebraica e araba. 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