{"id":60270,"date":"2025-08-31T08:15:42","date_gmt":"2025-08-31T07:15:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.alground.com\/site\/?p=60270"},"modified":"2025-08-31T08:17:38","modified_gmt":"2025-08-31T07:17:38","slug":"vertice-tianjin-xi-putin-modi-ridisegnano-equilibri-mondiali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alground.com\/site\/vertice-tianjin-xi-putin-modi-ridisegnano-equilibri-mondiali\/60270\/","title":{"rendered":"Vertice di Tianjin: Xi, Putin e Modi ridisegnano gli equilibri mondiali"},"content":{"rendered":"\n<p>Il vertice della Shanghai Cooperation Organization (SCO) appena concluso a Tianjin si \u00e8 rivelato uno tra i momenti pi\u00f9 significativi nella recente storia diplomatica globale, con la presenza di Xi Jinping, Vladimir Putin e Narendra Modi, insieme a oltre venti altri leader di Eurasia. Quello che inizialmente poteva sembrare una riunione tra potenze regionali si \u00e8 velocemente trasformato in una dimostrazione tangibile della rilevanza strategica crescente della Cina sulla scena internazionale. <strong>Xi Jinping ha cos\u00ec colto un\u2019occasione straordinaria per sfruttare il distanziamento fra Stati Uniti e India, <\/strong>cos\u00ec come la riabilitazione diplomatica della Russia a seguito del riconoscimento da parte di Donald Trump, per consolidare alleanze e ridefinire il peso della Cina nell\u2019ordine mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il summit si \u00e8 aperto con un\u2019atmosfera densa di aspettative. Modi si \u00e8 presentato in Cina per la prima volta da sette anni, e la sua visita \u00e8 stata fortemente influenzata dal deterioramento dei rapporti con Washington, causato dalle tariffe statunitensi sui beni indiani, raddoppiate fino al 50%,  e da misure punitive legate all&#8217;acquisto di petrolio russo. Questa tensione commerciale ha eroso fiducia nella tradizionale dipendenza dall\u2019America, spingendo New Delhi a cercare una rotta pi\u00f9 autonoma e bilanciata nel contesto asiatico, dove la Cina si configura come interlocutore obbligato e anche come rivale storico.<\/p>\n\n\n\n<p>La posizione della Russia al vertice era altrettanto strategica quanto delicata. Dopo essere stata a lungo isolata dagli Stati Uniti e dall\u2019Europa occidentale per l\u2019invasione dell\u2019Ucraina, Vladimir Putin ha ricevuto recentemente un trattamento di favore dagli Stati Uniti grazie al riconoscimento di Donald Trump e alle sue dichiarazioni volte a legittimare le rivendicazioni territoriali russe. <strong>La partnership tra Cina e Russia appare oggi rafforzata e ben poco minacciata dagli sforzi occidentali di frapporsi tra Xi e Putin, rendendo evidenti i limiti di una politica di contenimento che la leadership occidentale non riesce pi\u00f9 a imporre con efficacia<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante le giornate del summit, Xi Jinping ha orchestrato una serie di manifestazioni che hanno superato la semplice diplomazia, culminando in una imponente parata militare a Pechino, in occasione dell\u2019ottantesimo anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale. In questa cornice, Xi ha sostenuto una narrazione alternativa, attribuendo al Partito Comunista cinese e all\u2019Unione Sovietica il merito decisivo nella vittoria sui nazisti. <strong>Questo revisionismo storico \u00e8 stato fortemente promosso anche da Putin, nel tentativo di spostare il baricentro dei ricordi e delle glorie belliche dall\u2019Occidente verso est. <\/strong>L\u2019obiettivo dichiarato \u00e8 quello di proporre una memoria alternativa a quella occidentale del dopoguerra, rafforzando la posizione di Cina e Russia come pilastri fondanti di un nuovo ordine mondiale.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><span style=\"background-color:#01437f\" class=\"td_text_highlight_marker\">PUTIN: CINA E URSS VINSERO I NAZISTI<\/span><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Le dichiarazioni rilasciate al summit hanno sottolineato come la SCO non rappresenti soltanto un forum di sicurezza, ma una piattaforma per la promozione della multipolarit\u00e0, alternativa al sistema internazionale a trazione occidentale. Xi ha ribadito questa visione presentando la Cina e l\u2019India come &#8220;doppio motore&#8221; della crescita asiatica, nonch\u00e9 fautori di una leadership condivisa capace di bilanciare la \u201cegemonia e la politica di potenza\u201d degli Stati Uniti. <strong>La presenza di paesi emergenti come Turchia, Egitto, Malaysia, Pakistan e Iran rafforza ulteriormente il messaggio che i paesi non occidentali sono pronti a rivendicare autonomia, a dettare regole e a influenzare la governance globale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Un ruolo centrale \u00e8 stato occupato dal tema energetico: la Russia, penalizzata dalle sanzioni occidentali, ha rafforzato la propria partnership energetica con la Cina, mentre la recente imposizione delle tariffe statunitensi sull\u2019acquisto del petrolio russo da parte dell\u2019India ha reso Pechino il maggiore acquirente di greggio russo. Questo riassetto delle fonti energetiche, favorito dalle tensioni tra l\u2019India e gli Stati Uniti, suggerisce che la Russia continuer\u00e0 a vedere la Cina come partner privilegiato, soprattutto nei settori strategici e infrastrutturali.<\/p>\n\n\n\n<p>Analisti e studiosi hanno letto in questa convergenza di interessi un segnale chiaro: <strong>Xi Jinping sta capitalizzando sull\u2019isolamento strategico americano di India e Russia per rafforzare il suo ruolo di leader globale e proporre una governance internazionale modellata sui valori e sulle esigenze dei paesi non occidentali<\/strong>. Secondo Jonathan Czin della Brookings Institution, \u201cil successo della politica estera di Xi risiede proprio nella capacit\u00e0 di attrarre un numero sempre pi\u00f9 elevato di capi di stato verso Pechino, invertendo la tradizione secondo cui era la Cina a sentirsi accerchiata dagli alleati statunitensi.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Modi, dal canto suo, ha affrontato la complessit\u00e0 di una relazione con la Cina fortemente segnata dai recenti scontri di confine, ma ha ribadito l\u2019importanza di normalizzare i rapporti bilaterali e di promuovere regole chiare per il commercio globale, affermando la volont\u00e0 di costruire un sistema multilaterale equo per gli stati in via di sviluppo. La sua presenza in Cina ha rappresentato anche un momento di svolta nella politica asiatica, con una riapertura dei canali diplomatici e commerciali, inclusa la ripresa di voli diretti e la firma di un nuovo accordo sui servizi aerei.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 mancato un risvolto simbolico e mediatico. \u201cRegalare un pollice all\u2019aggressore significa concedere tutto il braccio\u201d, ha scritto l\u2019ambasciatore cinese in India, Xu Feihong, in riferimento alle politiche tariffarie statunitensi. Xu ha inoltre spronato India e Cina a prendere il comando nello sviluppo globale, ribadendo l\u2019idea che il continente asiatico, grazie ai suoi &#8220;due motori&#8221;, pu\u00f2 guidare il mondo verso una nuova geopolitica pi\u00f9 inclusiva e assertiva.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019importanza attribuita al summit si riflette anche nell\u2019impatto sugli equilibri interni delle relazioni asiatiche. Modi ha condiviso il palco con Shehbaz Sharif, premier pakistano, per la prima volta dopo l\u2019operazione militare indiana del maggio scorso. Nonostante le tensioni recenti, entrambi i paesi hanno concordato una tregua, segnale minimo ma importante nella promozione di una stabilit\u00e0 regionale che resta ancora fragile e minacciata da rivalit\u00e0 storiche.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il summit della SCO riflette una tendenza strutturale: le potenze non occidentali stanno tessendo alleanze, consolidando intese economiche e ideologiche, e puntano a sottrarre influenza agli Stati Uniti su scala globale.<\/strong> La presenza di leader come Xi, Putin e Modi, affiancati da decine di capi di Stato e di governo, sancisce un nuovo paradigma: il futuro delle relazioni internazionali sempre pi\u00f9 dipender\u00e0 dalle strategie asiatiche, dalla valorizzazione di memorie alternative e dalla costruzione di modelli di governance che favoriscano non solo gli interessi immediati dei singoli paesi, ma anche una visione condivisa di multipolarit\u00e0 e cooperazione.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo scenario, la Cina emerge come catalizzatore di cambiamenti profondi, capace di attrarre attori chiave e di presentarsi come arbitro dei nuovi equilibri, mentre gli Stati Uniti, almeno in questa fase, sembrano perdere presa sulle dinamiche regionali e globali. La SCO diventa cos\u00ec il laboratorio dove si sperimentano nuove formule per la gestione di sicurezza, commercio, energia e cultura, sempre pi\u00f9 slegate dalla leadership occidentale.<br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il vertice della Shanghai Cooperation Organization (SCO) appena concluso a Tianjin si \u00e8 rivelato uno tra i momenti pi\u00f9 significativi nella recente storia diplomatica globale, con la presenza di Xi Jinping, Vladimir Putin e Narendra Modi, insieme a oltre venti altri leader di Eurasia. 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