{"id":60315,"date":"2025-09-08T18:10:34","date_gmt":"2025-09-08T17:10:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.alground.com\/site\/?p=60315"},"modified":"2025-09-08T18:10:36","modified_gmt":"2025-09-08T17:10:36","slug":"ucraina-chiesa-ortodossa-rischio-bando-fede-centro-conflitto-mosca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alground.com\/site\/ucraina-chiesa-ortodossa-rischio-bando-fede-centro-conflitto-mosca\/60315\/","title":{"rendered":"Ucraina: Chiesa ortodossa a rischio bando, la fede al centro del conflitto con Mosca"},"content":{"rendered":"\n<p>Il governo ucraino ha avviato ufficialmente la procedura per vietare l\u2019attivit\u00e0 della Chiesa Ortodossa Ucraina (UOC) con l\u2019accusa di non avere realmente reciso i suoi storici legami con il Patriarcato di Mosca. Questa decisione rappresenta una svolta drammatica nella lunga disputa tra le due principali branche dell\u2019ortodossia nel paese, mettendo in risalto come la religione sia divenuta terreno di conflitto parallelo alla guerra tra Ucraina e Russia. La questione della fede ortodossa si intreccia con l\u2019identit\u00e0 nazionale e le pressioni geopolitiche che ormai da anni plasmano la societ\u00e0 ucraina.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Parlamento ucraino aveva gi\u00e0 approvato una legge che proibisce qualsiasi organizzazione religiosa connessa con la Chiesa Ortodossa Russa, accusata di aver sostenuto apertamente l\u2019invasione del territorio ucraino. Questo provvedimento, pensato come tutela della sicurezza nazionale, ha dato mandato all\u2019agenzia statale DESS (State Service of Ukraine for Ethnic Policy and Freedom of Conscience) di indagare sulla UOC e sulle sue reali relazioni con Mosca. Dalla primavera 2022, la UOC aveva annunciato di aver condannato la guerra e di aver dichiarato formalmente la propria indipendenza da Mosca, rinunciando a commemorare il Patriarca Kirill (che ha promosso il conflitto come \u201cguerra sacra\u201d) e modificando varie prassi liturgiche. Tuttavia, le autorit\u00e0 ucraine sostengono che la Chiesa non abbia modificato i documenti fondamentali n\u00e9 presentato prove sufficienti di una rottura definitiva con il patriarcato russo, contestando di fatto la sincerit\u00e0 della svolta.<\/p>\n\n\n\n<p>La procedura di interdizione si trova ora nelle mani del sistema giudiziario: il governo ha depositato richiesta formale alla corte per la messa al bando della UOC. In caso di esito negativo per la Chiesa, questa potr\u00e0 presentare ricorso una sola volta davanti a una corte di grado superiore, secondo quanto riferito dai suoi legali, ma la stessa controversia potrebbe trascinarsi per mesi e la posta in gioco \u00e8 altissima sia per la sfera religiosa che per il contesto civile. <strong>Un eventuale ban getterebbe nell\u2019incertezza <\/strong><strong>centinaia di migliaia<\/strong><strong> di fedeli e metterebbe a rischio la libert\u00e0 di culto in una delle aree pi\u00f9 sensibili d\u2019Europa<\/strong>, gi\u00e0 segnata da tensioni e sospetti reciproci. Tra le conseguenze immediate della normativa, si teme lo sfratto di decine di comunit\u00e0 religiose dagli edifici storici di propriet\u00e0 statale, che rischiano di restare senza chiesa, monastero o luogo di culto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il governo si \u00e8 concentrato soprattutto sul ruolo del Metropolita Onufry, guida della UOC, al quale s\u00e9 stata revocata la cittadinanza ucraina. Le autorit\u00e0 accusano Onufry di non opporsi in modo attivo al controllo di sedi e monasteri della UOC nei territori occupati dalla Russia e di mantenere una linea ambigua nei confronti delle direttive del Patriarcato di Mosca. L<\/p>\n\n\n\n<p>Il Patriarcato di Mosca ha reagito definendo la legge ucraina \u201cun colpo gravissimo per tutto l\u2019ortodossia\u201d e \u201cuna violazione della libert\u00e0 religiosa\u201d, sostenendo che le restrizioni imposte ricordano sistemi totalitari. Le autorit\u00e0 russe accusano Kyiv di \u201cpersecuzione su base religiosa\u201d e denunciano trasferimenti forzati, chiusure di monasteri, persecuzioni contro il clero e campagne mediatiche di delegittimazione. Mosca sostiene inoltre che la UOC \u00e8 oggetto di intimidazione da parte dei servizi di sicurezza ucraini, con arresti, interrogatori e revoca della cittadinanza a sacerdoti accusati di propaganda filorussa o di tradimento. <strong>Secondo il governo ucraino, per\u00f2, la misura era necessaria per \u201cdifendere la sovranit\u00e0 nazionale di fronte a una propaganda religiosa che sostiene l\u2019aggressione armata\u201d<\/strong>, e il presidente Zelensky ha pi\u00f9 volte ribadito la necessit\u00e0 di \u201cproteggere la spiritualit\u00e0 ucraina dagli influssi esterni\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La questione si inserisce in un contesto religioso gi\u00e0 frammentato, poich\u00e9 la Chiesa Ortodossa di Ucraina (OCU), riconosciuta dal Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, si \u00e8 affermata come ramo indipendente rispetto a Mosca. La OCU, sostenuta dalle autorit\u00e0 e dalla maggioranza dei fedeli, secondo i dati del sondaggio 2024 (KIIS), promuove una liturgia nazionale, in lingua ucraina e con riti distintivi, mentre la UOC ha continuato a rappresentare la tradizione storica, legata alla comunit\u00e0 russofona e ai fedeli dell\u2019est e sud del paese. Le tensioni tra le due chiese hanno provocato divisioni anche a livello locale: intere parrocchie sono passate dall\u2019una all\u2019altra, litigando sulla gestione di edifici, icone, reliquie e patrimoni artistici.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In questo scenario, la religione diventa chiave di lettura per il conflitto identitario della societ\u00e0 ucraina: <\/strong>la guerra ha polarizzato le comunit\u00e0, trasformando la scelta di chiesa in un gesto politico e ideologico. La decisione governativa rischia di radicalizzare ulteriormente la dialettica tra le due anime dell\u2019ortodossia locale, con il rischio di esasperare il clima di sospetto ed emarginazione. L\u2019ONU, Papa Francesco e il Consiglio Mondiale delle Chiese hanno espresso preoccupazione per le conseguenze sulla libert\u00e0 religiosa e il rischio di marginalizzazione di milioni di credenti, invitando Kiev a trovare soluzioni pi\u00f9 inclusive.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul piano internazionale, la Russia utilizza la causa della UOC come strumento di retorica e propaganda, presentandosi come \u201cdifensore dei cristiani ortodossi perseguitati\u201d, mentre l\u2019Ucraina invoca la necessit\u00e0 di emanciparsi spiritualmente da Mosca e costruire una Chiesa nazionale integrata nella comunit\u00e0 europea. Influenti leader ortodossi in Europa e America dichiarano il sostegno alla sovranit\u00e0 ucraina e alla libert\u00e0 di culto, chiedendo per\u00f2 che il processo legislativo sia rispettoso dei diritti fondamentali.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ricorso ai tribunali \u00e8 destinato a rappresentare un banco di prova per la democrazia ucraina e per il modello europeo di convivenza tra Stato e religioni. Le prossime settimane saranno cruciali: un\u2019eventuale conferma del divieto potrebbe scatenare proteste, appelli e mobilitazioni di massa tra i fedeli, con impatti sensibili su equilibri sociali gi\u00e0 fragili. Le comunit\u00e0 ortodosse si interrogano sul futuro, mentre il dibattito pubblico affronta il delicatissimo bilanciamento tra libert\u00e0 religiosa, sicurezza nazionale e diritto internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La vicenda della UOC \u00e8 ormai diventata il simbolo di una guerra che non si combatte solo con le armi, ma anche con la cultura, la memoria e la fede. <\/strong>Mentre il conflitto armato prosegue senza tregua, la sfida per la libert\u00e0 di culto, la tutela dei credenti e la costruzione di una societ\u00e0 inclusiva continua a essere una delle partite pi\u00f9 difficili per l\u2019Ucraina.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il governo ucraino ha avviato ufficialmente la procedura per vietare l\u2019attivit\u00e0 della Chiesa Ortodossa Ucraina (UOC) con l\u2019accusa di non avere realmente reciso i suoi storici legami con il Patriarcato di Mosca. 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