{"id":60489,"date":"2025-09-17T19:36:04","date_gmt":"2025-09-17T18:36:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.alground.com\/site\/?p=60489"},"modified":"2025-09-17T19:36:07","modified_gmt":"2025-09-17T18:36:07","slug":"la-u-s-army-sta-rivoluzionando-campo-battaglia-nuovi-sistemi-autonomi-launched-effects","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alground.com\/site\/la-u-s-army-sta-rivoluzionando-campo-battaglia-nuovi-sistemi-autonomi-launched-effects\/60489\/","title":{"rendered":"La U.S. Army sta rivoluzionando il campo di battaglia con i nuovi sistemi autonomi Launched Effects"},"content":{"rendered":"\n<p>A met\u00e0 agosto 2025, alla <strong>Joint Base Lewis-McChord<\/strong>, nello stato di Washington, l\u2019esercito degli Stati Uniti ha fatto un passo decisivo nella trasformazione digitale del campo di battaglia. Per la prima volta si \u00e8 svolta una <strong>Special User Demonstration<\/strong>, cio\u00e8 una dimostrazione operativa in cui reparti militari effettivi, non tecnici o riservisti, hanno messo alla prova i nuovi sistemi chiamati <strong>Launched Effects \u2013 Short Range<\/strong>. Non si \u00e8 trattato di un semplice test tecnico, ma di una prova sul campo che ha visto soldati in servizio attivo usare direttamente queste piattaforme in scenari realistici.<\/p>\n\n\n\n<p>I <strong>Launched Effects \u2013 Short Range<\/strong> sono strumenti autonomi che possono essere lanciati da un operatore o da altri sistemi pi\u00f9 grandi. Servono a svolgere missioni di ricognizione, disturbo delle comunicazioni nemiche e, se necessario, attacco. Sono definiti \u201cibridi\u201d perch\u00e9 uniscono due concetti finora separati: da un lato il <strong>drone<\/strong>, cio\u00e8 un velivolo senza pilota usato per osservare o colpire, e dall\u2019altro la <strong>munizione loitering<\/strong>, un\u2019arma capace di restare in volo sopra una zona anche per diverso tempo, in attesa di un obiettivo da colpire. In pratica, si tratta di un sistema che pu\u00f2 fare sorveglianza continua, raccogliere informazioni e allo stesso tempo intervenire in maniera offensiva, aumentando la rapidit\u00e0 d\u2019azione e riducendo i rischi per i soldati.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019obiettivo dell\u2019esercito americano \u00e8 chiaro: arrivare entro il 2027 a una vera e propria <strong>\u201cdrone dominance\u201d<\/strong>, cio\u00e8 a un dominio basato sull\u2019uso massiccio e diffuso di piattaforme autonome in tutti i reparti. Per raggiungere questo traguardo \u00e8 stata avviata l\u2019<strong>Army Transformation Initiative<\/strong>, un programma che punta a cambiare radicalmente il modo in cui vengono acquistate e testate le nuove tecnologie militari. Invece dei tradizionali processi lenti e burocratici, con anni di sviluppo in laboratorio, i nuovi sistemi vengono messi subito nelle mani dei soldati, cos\u00ec che il loro feedback diretto \u2013 cio\u00e8 le impressioni e i suggerimenti raccolti durante l\u2019uso \u2013 possa guidare in tempo reale modifiche e miglioramenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante la dimostrazione, sono stati provati tre diversi modelli: il <strong>Coyote Block 3<\/strong> prodotto da RTX, l\u2019<strong>Altius 600<\/strong> dell\u2019azienda Anduril e l\u2019<strong>Atlas<\/strong> della AEVEX Aerospace. Le unit\u00e0 hanno seguito un programma intenso in tre fasi: una prima settimana di formazione tecnica, una seconda dedicata ai voli di prova e una terza con esercitazioni tattiche complesse, in cui pi\u00f9 droni venivano coordinati insieme. I soldati coinvolti hanno sottolineato come il passaggio dal simulatore alla realt\u00e0 sia stato naturale: i sistemi risultano intuitivi e utili, soprattutto nella possibilit\u00e0 di combinare droni ricognitori e droni d\u2019attacco, aumentando precisione e sicurezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche i comandanti hanno evidenziato un punto importante: questi test non servono solo a imparare a usare una nuova tecnologia, ma a immaginare nuovi modi di combattere. Un drone, infatti, non \u00e8 soltanto uno strumento aggiuntivo: pu\u00f2 trasformare la logica stessa di pianificazione e gestione della battaglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Per dare continuit\u00e0 al progetto, alcune unit\u00e0 hanno mantenuto in dotazione i sistemi testati, cos\u00ec da proseguire l\u2019addestramento e fornire dati preziosi. Inoltre, il programma \u00e8 stato inserito in una <strong>procedura di acquisizione accelerata<\/strong>, chiamata <em>urgent capability acquisition pathway<\/em>. Questo meccanismo speciale consente di introdurre rapidamente tecnologie ritenute strategiche, senza attendere i lunghi tempi di sviluppo tipici dei programmi militari.<\/p>\n\n\n\n<p>Un aspetto fondamentale dei Launched Effects \u00e8 la loro <strong>modularit\u00e0<\/strong>. Significa che i vari componenti \u2013 dai sistemi di lancio ai controller di volo \u2013 sono pensati per essere sostituibili e aggiornabili come pezzi di un puzzle. Cos\u00ec, se una nuova tecnologia arriva sul mercato, pu\u00f2 essere integrata facilmente senza dover rifare da zero l\u2019intero sistema. L\u2019idea \u00e8 quella di costruire una struttura \u201cplug-and-play\u201d, simile a ci\u00f2 che avviene con i software sui nostri computer o smartphone.<\/p>\n\n\n\n<p>Il maggiore Chris Dudley, uno dei responsabili del programma, ha spiegato che la filosofia \u00e8 ribaltata rispetto al passato: non si aspetta di avere un sistema \u201cperfetto\u201d prima di consegnarlo ai reparti, ma si d\u00e0 subito ai soldati un prototipo funzionante, per poi perfezionarlo strada facendo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il risultato di questa nuova strategia \u00e8 duplice: da un lato velocizza l\u2019adozione dei droni in combattimento, dall\u2019altro mantiene aperta la competizione tra le aziende produttrici, cos\u00ec da non restare vincolati a un solo fornitore. Ogni sei mesi, infatti, i modelli disponibili vengono rivalutati, in modo da scegliere sempre la soluzione migliore.<\/p>\n\n\n\n<p>La dimostrazione di Joint Base Lewis-McChord ha segnato una svolta: non solo tecnologica, con l\u2019introduzione di sistemi che uniscono ricognizione e capacit\u00e0 d\u2019attacco in una sola piattaforma, ma anche organizzativa, con un nuovo modo di sviluppare e adottare innovazioni militari. La combinazione di <strong>coinvolgimento diretto dei soldati<\/strong>, <strong>processi rapidi<\/strong> e <strong>apertura all\u2019innovazione continua<\/strong> rappresenta oggi la chiave con cui gli Stati Uniti puntano a mantenere un vantaggio decisivo nella guerra del futuro, sempre pi\u00f9 segnata dall\u2019impiego massiccio della robotica e dell\u2019intelligenza artificiale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A met\u00e0 agosto 2025, alla Joint Base Lewis-McChord, nello stato di Washington, l\u2019esercito degli Stati Uniti ha fatto un passo decisivo nella trasformazione digitale del campo di battaglia. 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