{"id":60628,"date":"2025-10-25T09:19:24","date_gmt":"2025-10-25T08:19:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.alground.com\/site\/?p=60628"},"modified":"2025-10-25T09:19:27","modified_gmt":"2025-10-25T08:19:27","slug":"la-flotta-doro-di-trump-nasce-lambizioso-piano-del-dominio-marittimo-americano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alground.com\/site\/la-flotta-doro-di-trump-nasce-lambizioso-piano-del-dominio-marittimo-americano\/60628\/","title":{"rendered":"La \u201cFlotta d\u2019Oro\u201d di Trump: nasce l\u2019ambizioso piano del dominio marittimo americano"},"content":{"rendered":"\n<p>In una mossa che promette di ridefinire il futuro della marina militare americana, <strong>il presidente Donald Trump ha approvato i primi passi di un vasto piano di ammodernamento navale<\/strong>, destinato a trasformare radicalmente la struttura e la potenza della flotta statunitense. Il progetto, battezzato \u201cGolden Fleet\u201d, rappresenta il cuore della nuova strategia marittima dell\u2019amministrazione, concepita per affrontare le crescenti sfide poste dalla Cina e da altre potenziali potenze rivali.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"text-align: center;\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.facebook.com\/plugins\/video.php?height=952&#038;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Freel%2F783022071229146%2F&#038;show_text=false&#038;width=534&#038;t=0\" width=\"534\" height=\"952\" style=\"border:none;overflow:hidden\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"true\" allow=\"autoplay; clipboard-write; encrypted-media; picture-in-picture; web-share\" allowFullScreen=\"true\"><\/iframe><\/div>\n\n\n\n<p>Secondo fonti vicine alla Casa Bianca e al Pentagono, <strong>Trump ha partecipato personalmente alle discussioni con gli alti vertici della Marina<\/strong>, mostrando un interesse costante e diretto nella progettazione delle nuove navi. Gi\u00e0 in passato, il presidente aveva espresso pubblicamente il proprio dissenso verso l\u2019aspetto dei moderni cacciatorpediniere americani, giudicandoli privi di \u201ccarattere e potenza visiva\u201d. Oggi, la sua visione prende forma in un piano destinato non solo a rafforzare la difesa, ma anche a imprimere un marchio simbolico sul futuro della flotta: <strong>una rinascita tecnologica e stilistica in grado di rappresentare il potere americano in mare aperto.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La \u201cFlotta d\u2019Oro\u201d comprender\u00e0 <strong>grandi navi da guerra con armamenti a lungo raggio e una nuova generazione di unit\u00e0 pi\u00f9 leggere, come corvette e fregate avanzate<\/strong>. Tra le proposte pi\u00f9 audaci si distingue una manovra per la costruzione di una nave pesantemente corazzata, del peso compreso tra le 15.000 e le 20.000 tonnellate, capace di imbarcare un numero mai visto di missili convenzionali e ipersonici. Lo scopo \u00e8 chiaro: <strong>raggiungere una potenza di fuoco che possa eguagliare, se non superare, la deterrenza delle antiche corazzate della Seconda Guerra Mondiale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Bryan Clark, ex ufficiale della Marina e oggi ricercatore senior presso l\u2019Hudson Institute, ha spiegato che la nuova logica ricalca quella dei cannoni a lunga gittata del passato: \u201cNell\u2019era dei missili, ci\u00f2 che conta non \u00e8 pi\u00f9 la corazza ma la capacit\u00e0 di colpire a distanza.\u201d In un mondo in cui la tecnologia ipersonica e i sistemi automatizzati stanno riscrivendo le regole della guerra navale, <strong>Trump sembra voler scommettere su una combinazione di forza bruta e innovazione tecnologica.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 durante il suo primo mandato, Trump aveva manifestato il desiderio di riportare la Marina a uno standard di grandezza paragonabile a quello dell\u2019epoca d\u2019oro americana, auspicando una flotta da <strong>355 navi operative<\/strong>. Sebbene quel progetto non avesse trovato piena attuazione prima della fine del suo mandato, oggi il nuovo piano spinge in una direzione ancora pi\u00f9 ambiziosa: <strong>meno navi nel complesso, ma pi\u00f9 potenti e interconnesse, con capacit\u00e0 autonome e armamenti avanzati.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La strategia non si limita alla costruzione di mezzi tradizionali. <strong>Il Pentagono e la Marina stanno lavorando a un modello \u201cibrido\u201d, che unisce navi con equipaggio a sistemi robotici e autonomi.<\/strong> Tali unit\u00e0 senza pilota \u2013 sottomarini, droni di superficie e velivoli marittimi \u2013 agiranno come scudo avanzato per la flotta principale, garantendo una copertura continua e riducendo i rischi umani in teatri critici come il Mar Cinese Meridionale. Il concetto, in parte ispirato alla dottrina \u201cHellscape\u201d sviluppata dal Comando Indo-Pacifico, mira a inondare di mezzi automatizzati eventuali zone di conflitto, ritardando le offensive e fornendo vantaggio tattico in caso di crisi con Pechino.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La Cina, nel frattempo, continua ad accelerare la costruzione di nuove navi da guerra e l\u2019aggiornamento di quelle esistenti.<\/strong> Per questo motivo, l\u2019amministrazione Trump ritiene che solo una flotta dotata di missili a lunghissima gittata possa mantenere la superiorit\u00e0 strategica nel Pacifico. Anche l\u2019ammiraglio Samuel Paparo, oggi a capo del Comando Indo-Pacifico, ha discusso pubblicamente dell\u2019importanza di creare un \u201cequilibrio di deterrenza\u201d che combini potenza convenzionale e tecnologia autonoma.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla Casa Bianca, la portavoce Anna Kelly ha riaffermato che il presidente ha gi\u00e0 compiuto passi senza precedenti per rafforzare il predominio marittimo americano. Tra questi, <strong>l\u2019istituzione di un ufficio dedicato alla costruzione navale<\/strong>, un investimento di oltre 43 miliardi di dollari e un accordo con la Finlandia per la realizzazione di 11 nuovi cutter artici. \u201cIl presidente ha fatto pi\u00f9 di chiunque altro per rilanciare il potere marittimo degli Stati Uniti\u201d, ha dichiarato Kelly, annunciando che ulteriori dettagli sul programma saranno resi noti nei prossimi mesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Non tutti, per\u00f2, condividono la visione presidenziale. <strong>Alcuni esperti mettono in guardia dai rischi economici e strategici di una flotta \u201ctroppo grande, troppo presto\u201d.<\/strong> Mark Montgomery, ex ufficiale e analista della Foundation for Defense of Democracies, ha sottolineato la necessit\u00e0 di concentrare gli sforzi sulla modernizzazione dei cantieri navali e sulla manutenzione delle navi esistenti. \u201cSono favorevole a un ripensamento completo della flotta,\u201d ha detto, \u201cma non \u00e8 detto che una nave di superficie gigantesca sia la risposta pi\u00f9 efficace.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>La questione estetica, che il presidente considera parte integrante dell\u2019immagine militare americana, resta un punto controverso. Trump ha gi\u00e0 chiesto modifiche al design delle fregate di classe Constellation e in passato aveva invocato il ritorno alle catapulte a vapore sulle portaerei, simbolo di un\u2019epoca in cui la potenza industriale americana si esprimeva anche attraverso l\u2019imponenza delle sue macchine belliche. Le sue critiche alle linee \u201ctroppo moderne\u201d dei cacciatorpediniere Arleigh Burke riflettono <strong>una visione in cui la tecnologia deve sposarsi con la simbologia della forza visibile e del prestigio nazionale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La \u201cGolden Fleet\u201d non sar\u00e0 soltanto un progetto tecnico, ma anche culturale e politico. <strong>Trump vuole restituire alla Marina un ruolo di leadership globale, concentrando risorse, industria e immaginario collettivo sul mare come nuovo campo di competizione strategica.<\/strong> Il programma prevede la collaborazione con partner stranieri per la costruzione delle navi pi\u00f9 leggere, come nel caso di Israele, il cui modello di corvetta classe Sa\u2019ar 6 potrebbe fungere da base per una versione americana.<\/p>\n\n\n\n<p>Dentro la Marina, la sensazione predominante \u00e8 che le intuizioni del presidente abbiano trovato terreno fertile tra i vertici militari. Bryan Clark ha spiegato che gli esercizi di guerra condotti negli ultimi anni hanno evidenziato le debolezze della flotta attuale, incapace di rispondere con efficienza alle minacce moderne, dagli <strong>attacchi dei droni Houthi nel Mar Rosso<\/strong> fino ai sofisticati sistemi missilistici cinesi. Da qui nasce un concetto operativo definito \u201ca bilanciere\u201d: <strong>una flotta composta da poche navi capitali potentemente armate e da una moltitudine di piccole unit\u00e0 agili e automatizzate.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Trump, noto per la sua attenzione personale ai dettagli, <strong>invia messaggi diretti ai vertici della Marina anche nel cuore della notte<\/strong>, chiedendo aggiornamenti sullo stato dei cantieri e lamentandosi delle condizioni delle navi arrugginite. Il segretario della Marina John Phelan ha confermato l\u2019impegno costante del presidente, che considera il mare uno dei pilastri della politica di sicurezza americana.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 un segreto che la costruzione di nuove navi di grande tonnellaggio richieder\u00e0 anni, forse pi\u00f9 di un decennio. Ma Trump intende posare fin d\u2019ora le fondamenta di una trasformazione destinata a definire <strong>l\u2019era delle \u201cbattleship digitali\u201d<\/strong>, moderne eredi delle leggendarie corazzate della classe Iowa. La loro realizzazione richieder\u00e0 almeno cinque anni di progettazione e altri sette di costruzione, ma gli analisti sostengono che la visione presidenziale punti oltre i confini temporali del suo mandato.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo, la Marina si prepara a rinnovare il proprio equilibrio interno, riducendo progressivamente la dipendenza dalle vecchie classi di navi e destinando maggiori fondi alla ricerca. <strong>La \u201cFlotta d\u2019Oro\u201d \u00e8 tanto un progetto industriale quanto un manifesto politico<\/strong>, un modo per riaffermare che il dominio del mare resta la chiave della supremazia globale statunitense.<\/p>\n\n\n\n<p>La sfida lanciata da Trump non riguarda solo la forma delle nuove navi, ma la sostanza del potere navale americano. In gioco c\u2019\u00e8 <strong>il ritorno della simbologia della forza<\/strong>, una visione che fonde estetica, potenza e tecnologia nella convinzione che il prestigio marittimo degli Stati Uniti debba brillare ancora, come un riflesso dorato sull\u2019oceano del futuro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In una mossa che promette di ridefinire il futuro della marina militare americana, il presidente Donald Trump ha approvato i primi passi di un vasto piano di ammodernamento navale, destinato a trasformare radicalmente la struttura e la potenza della flotta statunitense. 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