{"id":60678,"date":"2025-11-07T15:39:05","date_gmt":"2025-11-07T14:39:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.alground.com\/site\/?p=60678"},"modified":"2025-11-07T15:39:09","modified_gmt":"2025-11-07T14:39:09","slug":"strategia-trump-ridefinizione-ordine-globale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alground.com\/site\/strategia-trump-ridefinizione-ordine-globale\/60678\/","title":{"rendered":"La strategia di Trump e la ridefinizione dell&#8217;ordine globale"},"content":{"rendered":"<div id=\"ez-toc-container\" class=\"ez-toc-v2_0_82_2 counter-hierarchy ez-toc-counter ez-toc-grey ez-toc-container-direction\">\n<p class=\"ez-toc-title\" style=\"cursor:inherit\">Punti chiave<\/p>\n<label for=\"ez-toc-cssicon-toggle-item-69f7007560649\" class=\"ez-toc-cssicon-toggle-label\"><span class=\"\"><span class=\"eztoc-hide\" style=\"display:none;\">Toggle<\/span><span class=\"ez-toc-icon-toggle-span\"><svg style=\"fill: #999;color:#999\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" class=\"list-377408\" width=\"20px\" height=\"20px\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\"><path d=\"M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z\" fill=\"currentColor\"><\/path><\/svg><svg style=\"fill: #999;color:#999\" class=\"arrow-unsorted-368013\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"10px\" height=\"10px\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.2\" baseProfile=\"tiny\"><path d=\"M18.2 9.3l-6.2-6.3-6.2 6.3c-.2.2-.3.4-.3.7s.1.5.3.7c.2.2.4.3.7.3h11c.3 0 .5-.1.7-.3.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7zM5.8 14.7l6.2 6.3 6.2-6.3c.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7c-.2-.2-.4-.3-.7-.3h-11c-.3 0-.5.1-.7.3-.2.2-.3.5-.3.7s.1.5.3.7z\"\/><\/svg><\/span><\/span><\/label><input type=\"checkbox\"  id=\"ez-toc-cssicon-toggle-item-69f7007560649\"  aria-label=\"Toggle\" \/><nav><ul class='ez-toc-list ez-toc-list-level-1 ' ><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-1\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/strategia-trump-ridefinizione-ordine-globale\/60678\/#La_diplomazia_come_campo_di_battaglia\" >La diplomazia come campo di battaglia<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-2\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/strategia-trump-ridefinizione-ordine-globale\/60678\/#%E2%80%9CAmerica_First%E2%80%9D_il_ritorno_del_nazionalismo_economico\" >&#8220;America First&#8221;: il ritorno del nazionalismo economico<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-3\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/strategia-trump-ridefinizione-ordine-globale\/60678\/#Il_metodo_Trump_potere_narrazione_e_imprevedibilita\" >Il metodo Trump: potere, narrazione e imprevedibilit\u00e0<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-4\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/strategia-trump-ridefinizione-ordine-globale\/60678\/#Leconomia_come_arma_geopolitica\" >L&#8217;economia come arma geopolitica<\/a><ul class='ez-toc-list-level-3' ><li class='ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-5\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/strategia-trump-ridefinizione-ordine-globale\/60678\/#Diplomazia_tecnologica_e_sicurezza_nazionale\" >Diplomazia tecnologica e sicurezza nazionale<\/a><\/li><\/ul><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-6\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/strategia-trump-ridefinizione-ordine-globale\/60678\/#Sicurezza_e_alleanze_dal_vincolo_alla_transazione\" >Sicurezza e alleanze: dal vincolo alla transazione<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-7\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/strategia-trump-ridefinizione-ordine-globale\/60678\/#Lo_stile_comunicativo_la_diplomazia-spettacolo\" >Lo stile comunicativo: la diplomazia-spettacolo<\/a><ul class='ez-toc-list-level-3' ><li class='ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-8\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/strategia-trump-ridefinizione-ordine-globale\/60678\/#Il_dopo_Trump_continuita_e_correzioni\" >Il dopo Trump: continuit\u00e0 e correzioni<\/a><\/li><\/ul><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_diplomazia_come_campo_di_battaglia\"><\/span><em>La diplomazia come campo di battaglia<\/em><span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>La <strong>politica<\/strong> <strong>estera<\/strong> \u00e8 da sempre il <strong>riflesso pi\u00f9 autentico del potere<\/strong>. Ogni periodo storico ha i suoi protagonisti, i suoi linguaggi e soprattutto i suoi strumenti. Nel 2017, con l&#8217;arrivo di <strong>Donald J Trump<\/strong> alla Casa Bianca, gli Stati Uniti hanno vissuto un <strong>profondo<\/strong> <strong>cambiamento<\/strong>, che li ha portati a una successiva, radicale, <strong>rottura<\/strong> nei confronti della <strong>tradizione diplomatica<\/strong> in vigore dal dopoguerra. Il presidente statunitense non ha soltanto cambiato stile o metodologia di comunicazione ma ha <strong>trasformato<\/strong>, pi\u00f9 nel <strong>profondo<\/strong>, la <strong>struttura e la percezione <\/strong>a livello globale <strong>della negoziazione internazionale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Come evidenziato dall<em>\u2019Aspen Institute<\/em>, l&#8217;amministrazione del Tycoon ha introdotto cambiamenti innovativi e sostanziali, come il <strong>passaggio dalla fase di consenso a quella di competizione<\/strong>, trasformando una <strong>diplomazia<\/strong>, fino a quel momento <strong>discreta<\/strong>, in una <strong>diplomazia-spettacolo<\/strong> e ha scelto poi, senza indugio, di <strong>passare dal multilateralismo alla trattativa diretta<\/strong>. Cambiamenti strutturali importanti che hanno avuto enormi esiti su economia e collettivit\u00e0. Si tratta di un mutamento importante, per comprenderlo a fondo \u00e8 necessario andare oltre alle apparenze, oltre al linguaggio social e provocatorio o all&#8217;uso, ormai sempre pi\u00f9 diffuso, dei portali web in ambito politico.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Il cambiamento attuato da Trump \u00e8 quello di aver <strong>trasformato la percezione della realt\u00e0 in un valore concreto e misurabile<\/strong> e la stessa vale, oggi, tanto quanto la realt\u00e0 nel processo di determinazione del successo di una strategia.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"%E2%80%9CAmerica_First%E2%80%9D_il_ritorno_del_nazionalismo_economico\"><\/span>&#8220;America First&#8221;: il ritorno del nazionalismo economico<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Dal multilateralismo all&#8217;unilateralismo sistemico<\/strong>: l\u2019amministrazione Trump, fin dall&#8217;inizio, ha seguito e sostenuto un <strong>principio guida<\/strong> che pu\u00f2 essere riassunto con il celebre slogan: &#8220;<em>America First<\/em>&#8220;. Non si tratta soltanto di un messaggio identitario ma il concetto racchiude in s\u00e9 una dottrina strategica basata sulla <strong>convinzione<\/strong>, del presidente Usa, che la <strong>globalizzazione abbia penalizzato gli Stati Uniti a favore di altri attori internazionali<\/strong>, per esempio la Cina nota storica rivale, allo stesso tempo ha contemporaneamente portato a <strong>costi<\/strong> ritenuti <strong>sproporzionati<\/strong> per la protezione degli alleati europei.<\/p>\n\n\n\n<p>Trump promise e successivamente attu\u00f2 il suo piano di <strong>riportare al centro della diplomazia l&#8217;interesse nazionale <\/strong>e questa mossa ha <strong>interrotto<\/strong>, a suo avviso, decenni di <strong>concessioni unilaterali statunitensi<\/strong>. Dare senza ricevere, concetto che, secondo il capo di Stato americano, doveva necessariamente essere fermato e riequilibrato. Proprio con questo scopo sono state <strong>abbandonate le regole condivise fino a questo momento<\/strong> alla base del sistema liberale, per orientarsi invece verso un approccio transazionale. Cosa significa? Nel concreto <strong>ogni alleanza o negoziazione \u00e8 stata valutata da quel momento come una trattativa commerciale<\/strong> dove &#8216;<em>dare e avere<\/em>&#8216; contano pi\u00f9 della storia e dei valori del passato.<\/p>\n\n\n\n<p>La visione del presidente Usa era certamente pi\u00f9 improntata e simile a quella di un <em>CEO<\/em>, piuttosto che rispecchiare le tradizionali figure statistiche alle quali istituzioni e popolazione erano abituati.  Ha scelto di <strong>misurare i risultati della diplomazia in termini monetari di profitto<\/strong> e quindi di trattare i <strong>Paesi<\/strong> come <strong>aziende<\/strong>, identificando negli attori internazionali profitti e posti di lavoro, che avvantaggiavano l&#8217;economia usa direttamente. Un approccio rivoluzionario che ha ricevuto resistenze e critiche globali ma, allo stesso tempo, ha imposto una <strong>revisione radicale delle abitudini diplomatiche internazionali.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_metodo_Trump_potere_narrazione_e_imprevedibilita\"><\/span>Il metodo Trump: potere, narrazione e imprevedibilit\u00e0<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p><strong>I tre pilastri della strategia negoziale: <\/strong>pensando alla diplomazia classica ci\u00f2 che salta subito alla mente \u00e8 come il <strong>potere era esercitato soprattutto dietro alle quinte<\/strong>, mentre Trump ha rovesciato questa regola. La <strong>visibilit\u00e0<\/strong> e il <strong>proporsi in pubblico<\/strong> sono divenute <strong>parti indispensabili e integranti della sua strategia politica<\/strong>. Ogni negoziazione si \u00e8 trasformata quindi in una <strong>performance mediatica<\/strong> dove ogni messaggio social ed ogni tweet, cos\u00ec come ogni conferenza stampa, hanno assunto il valore di leve strategiche. Il leader dei Maga ha messo in chiaro da subito i suoi <strong>tre pilastri principali<\/strong>, ovvero:<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>1. <strong>Pressione<\/strong>: minacce economiche, sanzioni o dichiarazioni pubbliche servivano a creare un vantaggio psicologico prima del negoziato.<\/p>\n\n\n\n<p>2. <strong>Imprevedibilit\u00e0<\/strong>: cambiare posizione improvvisamente costringeva gli avversari a rimanere reattivi e disorientati.<\/p>\n\n\n\n<p>3. <strong>Narrazione<\/strong>: costruire una storia in cui gli Stati Uniti apparivano come la parte offesa o ingiustamente sfruttata, per giustificare azioni aggressive come tariffe, ritiro da accordi o riduzione dei fondi alle organizzazioni internazionali.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Un <strong>percorso che presentava molte similitudini con i metodi utilizzati nel business<\/strong>, le quali hanno trasformato in maniera sostanziale la <em>diplomazia americana<\/em>, rendendola pi\u00f9 <strong>aggressiva<\/strong> ma, allo stesso tempo, <strong>personalizzata<\/strong>. Ora i rapporti tra leader avevano acquisito pi\u00f9 peso rispetto ai rapporti tra Stati stessi. La strategia innovativa ha per\u00f2 rivelato fin da subito un <strong>difetto importante<\/strong>, che minava la sua stessa credibilit\u00e0 a lungo termine. Inutile precisare che l\u2019efficacia tattica di breve durata di questa strategia \u00e8 stata fin da subito palpabile, ma <strong>non si pu\u00f2 dire lo stesso della credibilit\u00e0 a lungo termine<\/strong>. Quest\u2019ultima ha risentito sensibilmente dell&#8217;imposizione americana di <strong>tassazioni<\/strong> su prodotti e importazioni estere, esempio concreto e recente sono i noti <strong>dazi<\/strong>. Ci\u00f2 ha impattato notevolmente sui conti delle famiglie e generato malcontento anche in patria. La reazione generale scaturita da questa insoddisfazione popolare condivisa ha fatto si che il presidente americano riconsiderasse le proprie scelte e metodologie. Una sorta di <strong>marcia indietro che ha suscitato malcontento e generato poca fiducia<\/strong>. I dubbi su ci\u00f2 che sarebbe potuto accadere in futuro hanno frenato le aspettative dei partner strategici.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"512\" src=\"https:\/\/www.alground.com\/origin\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000000150-1-1024x512.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-60700\" srcset=\"https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000000150-1-1024x512.jpg 1024w, https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000000150-1-300x150.jpg 300w, https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000000150-1-768x384.jpg 768w, https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000000150-1-840x420.jpg 840w, https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000000150-1-150x75.jpg 150w, https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000000150-1-696x348.jpg 696w, https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000000150-1-1068x534.jpg 1068w, https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000000150-1.jpg 1100w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Leconomia_come_arma_geopolitica\"><\/span>L&#8217;economia come arma geopolitica<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>Uno degli aspetti pi\u00f9 importanti della trasformazione strategica della diplomazia di Trump \u00e8 stato senza dubbio l\u2019utilizzo della <strong>leva economica<\/strong>, che nel corso del tempo si \u00e8 trasformata in uno <strong>strumento di pressione finanziaria<\/strong>. L&#8217;attuale presidente Usa, nel 2018, ha scatenato una <strong>guerra commerciale con la Cina<\/strong>, seguita dalla decisione di imporre dazi sull\u2019importazione di molti prodotti, per un valore di centinaia di miliardi di dollari. Contemporaneamente ha anche <strong>accusato Pechino di aver rubato propriet\u00e0 intellettuali e di aver attuato dumping industriale. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questo percorso, dichiarato come un atto volto a riequilibrare la bilancia commerciale, ha dimostrato invece la <strong>volont\u00e0 di frenare l&#8217;ascesa della tecnologia cinese<\/strong>. L\u2019emergente guerra tariffaria ha suscitato clamore internazionale e portato alla <strong>ridefinizione delle catene di approvvigionamento a livello globale<\/strong> e spinto le imprese statunitensi a riconsiderare la loro <strong>dipendenza<\/strong> dal mercato cinese.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Diplomazia_tecnologica_e_sicurezza_nazionale\"><\/span><em>Diplomazia tecnologica e sicurezza nazionale<\/em><span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n\n\n\n<p><strong>Parlando di guerra commerciale non ci riferiamo soltanto a una questione monetaria<\/strong>, il campo \u00e8 molto pi\u00f9 ampio e lo stesso Trump lo sapeva bene. <strong>La vera battaglia era quella per la tecnologia.<\/strong> Ha deciso senza timore di colpire aziende come <em>Huawei<\/em> e <em>ZTE<\/em> e di imporre loro restrizioni sulle reti 5G, spingendo cos\u00ec gli alleati europei ad allinearsi alle posizioni americane. Questa \u00e8 stata la prima volta in assoluto in cui <strong>la sicurezza nazionale americana si \u00e8 intrecciata concretamente con la gestione dei dati e con le infrastrutture digitali.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per comprendere meglio, osserviamo l&#8217;esempio clamoroso di <em>Tik<\/em> <em>Tok<\/em>, finito nel mirino di Washington, accusato di raccogliere informazioni sensibili per Pechino. \u00c8 Proprio in questo momento che la <strong>diplomazia economica si \u00e8 trasformata in diplomazia del dato<\/strong> e, sempre qui, la <strong>concorrenza tecnologica \u00e8 divenuta deterrente geopolitico<\/strong>. Emerge chiaramente un messaggio: <em>chi controlla la tecnologia controlla il mondo<\/em>. Parte fondamentale del cambiamento anche <strong>l\u2019interruzione<\/strong> dell&#8217;accordo di libero scambio nordamericano <strong>NAFTA<\/strong> con <strong>l&#8217;USMCA<\/strong>, soppiantato dall\u2019 introduzione di clausole favorevoli all&#8217;industria automobilistica statunitense e alle produzioni interne. Questa \u00e8 stata sicuramente una vittoria simbolica, oltre che politica, perch\u00e9 ha dimostrato che gli <strong>USA potevano imporre ai partner strategici condizioni migliori<\/strong>, per esempio a Canada e Messico, <strong>negoziando da una posizione di maggior forza<\/strong>. Washington ha scelto di puntare in modo massiccio sulle sanzioni economiche utilizzandole come strumento di negoziazione. Esempi noti sono Iran, Venezuela, Corea del nord, ma anche le aziende europee coinvolte nel progetto Nord Stream 2. <strong>Dazi e sanzioni si trasformano in armi persuasive diplomatiche.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"512\" src=\"https:\/\/www.alground.com\/origin\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000000138-1024x512.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-60694\" srcset=\"https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000000138-1024x512.jpg 1024w, https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000000138-300x150.jpg 300w, https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000000138-768x384.jpg 768w, https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000000138-840x420.jpg 840w, https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000000138-150x75.jpg 150w, https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000000138-696x348.jpg 696w, https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000000138-1068x534.jpg 1068w, https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000000138.jpg 1100w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Sicurezza_e_alleanze_dal_vincolo_alla_transazione\"><\/span>Sicurezza e alleanze: dal vincolo alla transazione<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Uno dei <strong>punti focali da cambiare secondo Trump era la dipendenza gratuita degli alleati americani che, a suo avviso avevano preteso troppo senza dare nulla in cambio<\/strong>. Il primo dei bersagli \u00e8 stata la <em>NATO<\/em> che, come sostenuto da Trump, ha sempre <strong>imposto pagamenti al suo Paese troppo alti rispetto agli altri membri<\/strong>. Il messaggio diretto agli <strong>alleati<\/strong> era chiaro ovvero <strong>dovevano riassumersi la responsabilit\u00e0 finanziaria operativa per la difesa collettiva<\/strong>. Nonostante le polemiche e i toni non sempre pacati va precisato che il risultato \u00e8 stato significativo. La maggior parte degli Stati UE hanno aumentato le spese militari e l&#8217;alleanza stessa ha avviato un procedimento di riforma interna.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Sostanzialmente <strong>Trump \u00e8 riuscito a rinforzare la NATO attraverso il conflitto ed ha ottenuto ci\u00f2 che i suoi predecessori avevano tentato con la diplomazia classica<\/strong>. Anche nella zona del Pacifico ha fatto scelte simili e improntate a creare pressione sui partner asiatici per generare un <strong>bilanciamento con Pechino<\/strong> ma, allo stesso tempo, per <strong>rafforzare i legami con Giappone e India<\/strong>, puntando al completo isolamento della Corea del Nord, mediante sanzioni e negoziazioni dirette. Il Medio Oriente \u00e8 stato teatro delle mosse pi\u00f9 eclatanti del leader del movimento Maga che ha scelto di mantenere una linea durissima con l&#8217;Iran, nonostante avesse criticato i precedenti interventi militari. Ha scelto di ritirarsi dall&#8217;accordo nucleare (JCPOA) firmato da Obama e ha introdotto nuove devastanti sanzioni. Ha costruito poi parallelamente un nuovo asse politico economico introducendo gli Accordi di Abramo. Grazie a ci\u00f2, unitamente alla regia di Jared Kushner, \u00e8 riuscito a normalizzare i rapporti di Arabia Saudita, Bahrein, Sudan, Marocco ed Emirati Arabi nei confronti di Israele, un <strong>successo diplomatico evidente<\/strong>, perch\u00e9 si tratta di un riavvicinamento dettato soltanto da interesse economico, cooperazione tecnologica ma, anche, dalla volont\u00e0 comune di opporsi a Teheran. Questo ha creato una nuova forma di <strong>diplomazia basata sul pragmatismo e sull&#8217;incontro di diversi interessi piuttosto che sulla storica ideologia<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Lo_stile_comunicativo_la_diplomazia-spettacolo\"><\/span>Lo stile comunicativo: la diplomazia-spettacolo<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>strategia<\/strong> <strong>di<\/strong> <strong>comunicazione di Trump ha puntato al mondo digitale e a come manipolare la percezione pubblica<\/strong>. Ha trasformato questi punti in una leva di potere e ha utilizzato ad esempio Twitter come reale strumento diplomatico, <strong>rompendo cos\u00ec la tradizione del linguaggio controllato<\/strong>. Ogni messaggio e comunicazione dell&#8217;amministrazione Usa aveva un <strong>fine geopolitico o commerciale<\/strong>. Nel 2018 e nel 2019 ha organizzato incontri con il leader nord coreano <strong>Kim Jong-un<\/strong>, i quali si sono trasformati immediatamente in eventi mediatici globali. Questo perch\u00e9 veniva <strong>mostrato l&#8217;atto concreto di negoziazione con il nemico.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>limite strutturale di questa tipologia di diplomazia personalizzata <\/strong>risiede, per\u00f2, nella sua <strong>fragilit\u00e0<\/strong> <strong>istituzionale<\/strong>. Questa tecnica pu\u00f2 servire si a stemperare un&#8217;escalation immediata ma <strong>non porta a soluzioni strutturali definitive,<\/strong> alla <strong>conclusione<\/strong> dei <strong>conflitti<\/strong> e, neppure, alla <strong>stabilit\u00e0 sistemica a lungo termine<\/strong>. La nuova forma di diplomazia non doveva pi\u00f9 essere discreta ma piuttosto performante, dato che spiazzava gli avversari e rafforzava allo stesso tempo il consenso interno. L\u2019approccio rivoluzionario degli Stati Uniti e, in particolar modo, della negoziazione di Trump ha prodotto <strong>effetti a lungo termine all&#8217;interno della scena internazionale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Importanti e storiche organizzazioni come <em>ONU, OMS<\/em> e <em>WTO<\/em> hanno <strong>perso centralit\u00e0<\/strong>, si <strong>puntava pi\u00f9 ad accordi bilaterali e regionali che andavano a indebolire le istituzioni globali <\/strong>e ha spinto cos\u00ec gli altri attori, come <strong>Unione Europea, Cina e Russia, a cercare cooperazione altrove<\/strong>. L&#8217;UE ha reagito a questo momento di incertezza americana spingendo l&#8217;acceleratore sull&#8217;autonomia strategica, per questo sono nati progetti come la <em>Bussola Strategica<\/em> dell&#8217;UE e un nuovo fondo europeo per la difesa. Tutto questo proviene da quello che pu\u00f2 essere definito il &#8216;<strong><em>trauma Trump<\/em><\/strong>&#8216;, che ha sostenuto l&#8217;idea che <strong>la sicurezza del vecchio continente non possa basarsi completamente sulla difesa americana<\/strong>. A seguito di questo cambiamento altri leader internazionali hanno portato avanti la diplomazia in modo simile: in Turchia <strong>Erdog\u00e3n<\/strong>, in India <strong>Modi<\/strong> e persino <strong>Macron<\/strong> in Francia. La diplomazia assertiva si \u00e8 tramutata in una tendenza globale. Oggi <strong>ogni Paese cerca di massimizzare la propria visibilit\u00e0<\/strong>, cos\u00ec come il <strong>proprio margine di manovra<\/strong>, anche a <strong>costo di conflitti mediatici che in precedenza era consuetudine evitare<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"512\" src=\"https:\/\/www.alground.com\/origin\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000000152-1024x512.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-60701\" srcset=\"https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000000152-1024x512.jpg 1024w, https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000000152-300x150.jpg 300w, https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000000152-768x384.jpg 768w, https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000000152-840x420.jpg 840w, https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000000152-150x75.jpg 150w, https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000000152-696x348.jpg 696w, https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000000152-1068x534.jpg 1068w, https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/1000000152.jpg 1100w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_dopo_Trump_continuita_e_correzioni\"><\/span><em>Il dopo Trump: continuit\u00e0 e correzioni<\/em><span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n\n\n\n<p>Dopo la Presidenza di Trump e con il successivo <strong>arrivo<\/strong> di <strong>Joe Biden<\/strong> il mondo si aspettava un ritorno al vecchio metodo diplomatico, ma ci\u00f2 non \u00e8 accaduto. <strong>Molte introduzioni e dinamiche introdotte da Trump sono rimaste<\/strong>, per esempio la competizione con la <strong>Cina<\/strong>, la <strong>valorizzazione della produzione interna e la richiesta di contributi maggiori da parte degli alleati<\/strong>. Nonostante Biden abbia cercato di <strong>ricostruire il dialogo multilaterale<\/strong> <strong>non ha rinunciato<\/strong>, allo stesso tempo, a <strong>focalizzarsi sull&#8217;interesse nazionale<\/strong>. La diplomazia transazionale non ha rappresentato un incidente ma la <strong>trasformazione strutturale della politica estera americana<\/strong>. Inutile negare che <strong>l&#8217;eredit\u00e0 di Trump \u00e8 complessa, contraddittoria ma allo stesso tempo duratura.<\/strong> \u00c8 riuscito a riportare il potere al centro della conversazione internazionale e allo stesso tempo ha cambiato le precedenti regole standard. Questo dimostra che <strong>la comunicazione possa sostenere o addirittura sostituire la forza militare<\/strong> e che un <strong>tweet \u00e8 in grado di influenzare mercati e destabilizzare negoziati<\/strong>. Inutile negare che le sue metodologie hanno innescato reazioni differenti e diviso opinioni ma, inevitabilmente, ha dato una lezione: <strong>la diplomazia \u00e8 inseparabile dalla percezione pubblica.<\/strong> Sottolineando quanto sia indispensabile che un leader sappia parlare contemporaneamente agli altri governi e alla sua opinione pubblica, utilizzando un linguaggio semplice riconoscibile ed immediato.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Oggi \u00e8 chiaro che la visibilit\u00e0 \u00e8 potere<\/strong>, mentre il <strong>compromesso \u00e8 visto come segno di debolezza<\/strong> e la <strong>negoziazione si \u00e8 trasformata in un teatro globale<\/strong>. Da tutto ci\u00f2 il mondo ne \u00e8 uscito pi\u00f9 competitivo, pi\u00f9 trasparente, ma anche pi\u00f9 instabile. <strong>La diplomazia internazionale del futuro dovr\u00e0 concentrarsi su potete comunicativo<\/strong>. \u00c8 necessario esporsi in maniera adeguata alle luci globali del pubblico che osserva, reagisce e giudica in tempo reale. La trasformazione dettata da Trump ha aperto la strada a un nuovo sistema diplomatico digitale. \u00c8 inutile negare che le relazioni internazionali si intrecciano ai flussi di dati e algoritmi che influenzano le decisioni politiche, oggi, pi\u00f9 della stessa geografia. La <strong>disinformazione, l&#8217;intelligenza artificiale e la cyber security sono diventate nuove armi di pressione, ma anche strumenti di negoziazione. <\/strong>Questo significa che la <strong>capacit\u00e0 di controllare la narrativa online \u00e8 strettamente correlata al controllo del potere<\/strong>, collegando la diplomazia del futuro alla percezione della credibilit\u00e0 globale che, con le nuove tecnologia, acquisita in tempo reale. La scelta di Trump di usare comunicazione e percezione come leve geopolitiche rappresenta sostanzialmente <strong>l&#8217;anticamera della diplomazia algoritmica,<\/strong> in cui la parola dei leader e dei capi di Stato viaggia pi\u00f9 velocemente delle decisioni dei governi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La diplomazia come campo di battaglia La politica estera \u00e8 da sempre il riflesso pi\u00f9 autentico del potere. Ogni periodo storico ha i suoi protagonisti, i suoi linguaggi e soprattutto i suoi strumenti. 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