{"id":61658,"date":"2026-01-30T12:09:39","date_gmt":"2026-01-30T11:09:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.alground.com\/site\/?p=61658"},"modified":"2026-01-30T12:09:59","modified_gmt":"2026-01-30T11:09:59","slug":"cina-e-regno-unito-aprono-nuovo-accordo-cosa-cambia-per-leuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alground.com\/site\/cina-e-regno-unito-aprono-nuovo-accordo-cosa-cambia-per-leuropa\/61658\/","title":{"rendered":"Cina e Regno Unito aprono nuovo accordo. Cosa cambia per l&#8217;Europa"},"content":{"rendered":"<div id=\"ez-toc-container\" class=\"ez-toc-v2_0_82_2 counter-hierarchy ez-toc-counter ez-toc-grey ez-toc-container-direction\">\n<p class=\"ez-toc-title\" style=\"cursor:inherit\">Punti chiave<\/p>\n<label for=\"ez-toc-cssicon-toggle-item-69f89ab964248\" class=\"ez-toc-cssicon-toggle-label\"><span class=\"\"><span class=\"eztoc-hide\" style=\"display:none;\">Toggle<\/span><span class=\"ez-toc-icon-toggle-span\"><svg style=\"fill: #999;color:#999\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" class=\"list-377408\" width=\"20px\" height=\"20px\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\"><path d=\"M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z\" fill=\"currentColor\"><\/path><\/svg><svg style=\"fill: #999;color:#999\" class=\"arrow-unsorted-368013\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"10px\" height=\"10px\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.2\" baseProfile=\"tiny\"><path d=\"M18.2 9.3l-6.2-6.3-6.2 6.3c-.2.2-.3.4-.3.7s.1.5.3.7c.2.2.4.3.7.3h11c.3 0 .5-.1.7-.3.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7zM5.8 14.7l6.2 6.3 6.2-6.3c.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7c-.2-.2-.4-.3-.7-.3h-11c-.3 0-.5.1-.7.3-.2.2-.3.5-.3.7s.1.5.3.7z\"\/><\/svg><\/span><\/span><\/label><input type=\"checkbox\"  id=\"ez-toc-cssicon-toggle-item-69f89ab964248\"  aria-label=\"Toggle\" \/><nav><ul class='ez-toc-list ez-toc-list-level-1 ' ><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-1\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/cina-e-regno-unito-aprono-nuovo-accordo-cosa-cambia-per-leuropa\/61658\/#Un_accordo_da_250_milioni\" >Un accordo da 250 milioni<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-2\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/cina-e-regno-unito-aprono-nuovo-accordo-cosa-cambia-per-leuropa\/61658\/#Diplomazia_del_whisky\" >Diplomazia del whisky<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-3\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/cina-e-regno-unito-aprono-nuovo-accordo-cosa-cambia-per-leuropa\/61658\/#Un_mercato_cinese_che_cambia\" >Un mercato cinese che cambia<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-4\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/cina-e-regno-unito-aprono-nuovo-accordo-cosa-cambia-per-leuropa\/61658\/#Tra_Pechino_Londra_e_Bruxelles\" >Tra Pechino, Londra e Bruxelles<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-5\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/cina-e-regno-unito-aprono-nuovo-accordo-cosa-cambia-per-leuropa\/61658\/#Limpatto_in_Scozia\" >L\u2019impatto in Scozia<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-6\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/cina-e-regno-unito-aprono-nuovo-accordo-cosa-cambia-per-leuropa\/61658\/#Lo_spettro_del_protezionismo\" >Lo spettro del protezionismo<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-7\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/cina-e-regno-unito-aprono-nuovo-accordo-cosa-cambia-per-leuropa\/61658\/#Economia_reale_e_calcoli_politici\" >Economia reale e calcoli politici<\/a><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n\n<p>La decisione di Pechino di dimezzare i dazi sul whisky britannico rappresenta molto pi\u00f9 di un semplice ritocco fiscale: \u00e8 un segnale politico, un tassello nella ridefinizione dei rapporti tra Cina, Regno Unito e Unione Europea nel campo del commercio e della diplomazia economica. <strong>Per l\u2019industria scozzese si apre<\/strong> una finestra di opportunit\u00e0 in un mercato sempre pi\u00f9 sofisticato, mentre sullo sfondo si ridisegna la mappa dei conflitti e delle convergenze commerciali tra grandi potenze.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"un-accordo-da-250-milioni\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Un_accordo_da_250_milioni\"><\/span>Un accordo da 250 milioni<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>Il cuore della notizia \u00e8 semplice ma strategicamente rilevante: la Cina ha accettato di ridurre i dazi sul whisky britannico dal 10 per cento al 5 per cento, con un taglio del prelievo alla frontiera esattamente della met\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p>La misura, formalizzata durante la visita a Pechino del primo ministro britannico Keir Starmer, viene presentata da Downing Street come un successo tangibile della nuova linea di ingaggio pragmatico con la Cina. Secondo le stime del governo britannico, <strong>l\u2019accordo potrebbe valere circa 250 milioni di sterline per l\u2019economia del Regno Unito<\/strong> nei prossimi cinque anni, grazie all\u2019aumento dei volumi e del valore delle esportazioni di Scotch verso il mercato cinese.<\/p>\n\n\n\n<p>La Cina \u00e8 gi\u00e0 oggi il decimo mercato al mondo per lo Scotch in termini di valore, con importazioni stimate in circa 161 milioni di sterline nel 2024 secondo i dati della Scotch Whisky Association. <strong>Portare il dazio al 5 per cento<\/strong> significa rendere pi\u00f9 competitivo un prodotto che, per definizione, gioca nella fascia premium e super premium, dove anche pochi punti percentuali di differenza possono orientare la scelta di distributori e consumatori.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal punto di vista tecnico, la modifica entrer\u00e0 in vigore a inizio febbraio, con il via libera annunciato dalla Commissione tariffaria del Consiglio di Stato a Pechino che ha confermato l\u2019abbassamento delle tariffe su tutte le importazioni di whisky al 5 per cento, rispetto al 10 per cento precedente. <\/p>\n\n\n\n<p>Questo rende la Cina, almeno sul piano dei dazi, un mercato pi\u00f9 accessibile rispetto ad altri grandi sbocchi dove lo Scotch continua a scontare barriere significative, come gli Stati Uniti, dove \u00e8 ancora in vigore un prelievo del 10 per cento che secondo l\u2019associazione di categoria costa al settore circa 20 milioni di sterline al mese in esportazioni mancate. <strong>Nel gioco globale dei dazi<\/strong> sugli alcolici, la mossa di Pechino sul whisky britannico appare dunque come un gesto mirato e selettivo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"diplomazia-del-whisky\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Diplomazia_del_whisky\"><\/span>Diplomazia del whisky<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019intesa sui dazi non nasce nel vuoto, ma si inserisce in una visita studiata al millimetro dal governo Starmer per dimostrare che Londra pu\u00f2 difendere i propri interessi economici pur mantenendo una postura critica su dossier sensibili come i diritti umani e la sicurezza. <\/p>\n\n\n\n<p>Durante i colloqui con il presidente cinese Xi Jinping, <strong>il premier britannico ha esplicitamente posto il tema del whisky come uno degli obiettivi negoziali prioritari<\/strong>, facendone un caso di scuola della volont\u00e0 di produrre risultati concreti per lavoratori e imprese nel Regno Unito.<\/p>\n\n\n\n<p>Starmer ha definito le distillerie scozzesi il \u201cgioiello nella corona della Scozia\u201d, una formula che ribadisce la centralit\u00e0 simbolica e materiale del whisky nella narrazione economica e identitaria del Paese. <strong>Mettere il whisky al centro<\/strong> della visita significa trasformare un prodotto culturale in strumento di diplomazia economica, in un momento in cui Londra cerca nuovi spazi di manovra fuori dal perimetro dell\u2019Unione Europea. <\/p>\n\n\n\n<p>Non a caso, il governo ha accostato il risultato ottenuto a Pechino a un\u2019altra vittoria rivendicata negli ultimi mesi: l\u2019accordo di libero scambio con l\u2019India che ha ridotto i dazi sullo Scotch dal 150 per cento al 75 per cento, con un ulteriore percorso di discesa fino al 40 per cento nel prossimo decennio.<\/p>\n\n\n\n<p>La visita in Cina non si \u00e8 limitata al dossier whisky: Pechino e Londra hanno annunciato anche la designazione di una seconda banca di clearing in renminbi nel Regno Unito e nuovi partenariati industriali, oltre a un\u2019intesa di principio per la liberalizzazione dei visti in entrata per i cittadini britannici per soggiorni fino a 30 giorni. <\/p>\n\n\n\n<p>Questi elementi compongono il quadro di una normalizzazione prudente ma significativa nei rapporti tra i due Paesi, dopo anni segnati da tensioni su Hong Kong, tecnologia e sicurezza. <strong>In questo contesto l\u2019abbattimento dei dazi<\/strong> sul whisky funziona come un simbolo concreto di disgelo, meno sensibile sul piano strategico rispetto a chip o 5G ma molto visibile sul terreno dell\u2019opinione pubblica e del consenso interno.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"un-mercato-cinese-che-cambia\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Un_mercato_cinese_che_cambia\"><\/span>Un mercato cinese che cambia<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>Se Londra esulta, \u00e8 perch\u00e9 il mercato cinese degli alcolici \u00e8 in rapida trasformazione. Negli ultimi anni, la fascia urbana medio alta si \u00e8 spostata progressivamente dai distillati tradizionali locali e dai prodotti di fascia bassa verso bevande internazionali percepite come sinonimo di status e gusto sofisticato. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il whisky, e in particolare lo Scotch, si \u00e8 progressivamente ritagliato uno spazio tra hotel di lusso<\/strong>, cocktail bar metropolitani e regali d\u2019affari, diventando un marcatore di prestigio in segmenti ben precisi della societ\u00e0 cinese.<\/p>\n\n\n\n<p>Mark Kent, amministratore delegato della Scotch Whisky Association, ha definito la Cina un mercato di crescita prioritario per molte distillerie, sottolineando come il consumatore cinese stia sviluppando un gusto sempre pi\u00f9 orientato verso prodotti premium, con attenzione all\u2019origine geografica, all\u2019invecchiamento e alla narrazione di marca. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>In un contesto simile ridurre il dazio<\/strong> di cinque punti percentuali non significa tanto scatenare una guerra dei prezzi, quanto rafforzare la percezione di valore del prodotto e ampliare il margine di manovra per importatori e distributori nelle citt\u00e0 di seconda e terza fascia.<\/p>\n\n\n\n<p>La decisione cinese va letta anche alla luce di un quadro pi\u00f9 ampio: Pechino negli ultimi anni non ha esitato a usare gli alcolici europei come leva di pressione nelle dispute commerciali, colpendo in particolare il brandy francese con dazi antidumping molto elevati e poi con misure definitive sulle bevande spiritose a base di vino e brandy provenienti dall\u2019Unione Europea. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Colpire il brandy, dove la Francia \u00e8 dominante<\/strong>, e alleggerire invece il carico sul whisky scozzese significa differenziare il trattamento all\u2019interno dello stesso segmento di mercato, premiando un partner ritenuto pi\u00f9 flessibile in chiave politica e commerciale. <strong>Il messaggio implicito per gli europei<\/strong> \u00e8 che lo spazio nel mercato cinese non \u00e8 garantito, ma negoziabile caso per caso in funzione del contesto geopolitico.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"tra-pechino-londra-e-bruxelles\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Tra_Pechino_Londra_e_Bruxelles\"><\/span>Tra Pechino, Londra e Bruxelles<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>La scelta di Pechino interviene in un momento di tensione commerciale strutturale con l\u2019Unione Europea, soprattutto sul dossier delle auto elettriche, dove Bruxelles ha imposto dazi fino al 45 per cento sui veicoli cinesi accusando la Cina di sovvenzioni eccessive e concorrenza sleale. <\/p>\n\n\n\n<p>In risposta, Pechino ha aperto indagini antidumping su vari prodotti europei, colpendo in particolare i distillati francesi e pi\u00f9 in generale gli spirits a base di vino, con l\u2019obiettivo evidente di fare pressione su governi chiave all\u2019interno dell\u2019Unione.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo quadro, il Regno Unito, fuori dall\u2019UE dopo la Brexit, appare a Pechino come un interlocutore separato, meno vincolato alla linea comune europea e quindi potenzialmente pi\u00f9 disponibile a transazioni mirate. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dimezzare i dazi sul whisky britannico<\/strong> proprio mentre il brandy europeo viene colpito da misure severe significa usare il commercio degli alcolici come strumento per differenziare e forse dividere il fronte occidentale. Per Londra, al contrario, il successo viene presentato come prova che una politica di engagement selettivo con la Cina pu\u00f2 produrre vantaggi concreti, senza rinunciare a criticare Pechino su diritti umani o sicurezza.<\/p>\n\n\n\n<p>La dimensione geopolitica si intreccia anche con la relazione con Washington. La stessa industria del whisky scozzese continua a subire gli effetti dei dazi statunitensi, fissati al 10 per cento su alcune categorie di spirits, un\u2019imposta che secondo la Scotch Whisky Association erode ogni mese decine di milioni di sterline in esportazioni perse verso gli Stati Uniti. In altre parole, <strong>un settore abituato a guardare agli Usa<\/strong> come sbocco naturale si trova oggi a fare i conti con una geografia dei dazi rovesciata, nella quale la Cina appare sul piano fiscale pi\u00f9 accogliente di alcuni partner storici.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"limpatto-in-scozia\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Limpatto_in_Scozia\"><\/span>L\u2019impatto in Scozia<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>Per la Scozia, il whisky non \u00e8 soltanto un prodotto bandiera, ma <strong>una colonna dell\u2019economia locale, in grado di generare posti di lavoro diretti<\/strong> nelle distillerie e nella filiera agricola, oltre che occupazione indiretta nella logistica, nel turismo e nei servizi collegati. <\/p>\n\n\n\n<p>Le distillerie, spesso situate in aree rurali o periferiche, incarnano una combinazione di tradizione artigianale e innovazione industriale che i governi britannici hanno costantemente utilizzato come esempio di soft power economico.<\/p>\n\n\n\n<p>Il taglio dei dazi in Cina, se tradotto in un aumento degli ordini, potr\u00e0 spingere molte distillerie a potenziare le proprie capacit\u00e0 di esportazione, investendo in marketing, packaging dedicati al mercato asiatico e linee di prodotto pensate per il consumatore cinese, sensibile a elementi quali il design della bottiglia, la storia del marchio e l\u2019associazione con la Scozia come luogo di origine. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Una crescita delle vendite in Cina<\/strong> potrebbe inoltre contribuire a diversificare il portafoglio geografico delle esportazioni, riducendo la dipendenza da mercati come gli Stati Uniti e l\u2019Unione Europea, dove le tensioni tariffarie restano una variabile di rischio.<\/p>\n\n\n\n<p>Le autorit\u00e0 britanniche insistono su un altro punto: gli accordi commerciali in India e ora in Cina vengono raccontati come strumenti per rimettere soldi nelle tasche dei lavoratori scozzesi, come ha sottolineato il segretario di Stato per la Scozia Douglas Alexander, rivendicando che da Delhi a Pechino il governo sta creando opportunit\u00e0 per esportatori e impiegati nel settore. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un messaggio che parla direttamente alle comunit\u00e0 locali, dove il whisky non \u00e8 solo un brand globale, ma un datore di lavoro e un elemento dell\u2019identit\u00e0 territoriale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"lo-spettro-del-protezionismo\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Lo_spettro_del_protezionismo\"><\/span>Lo spettro del protezionismo<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>La storia degli ultimi anni dimostra tuttavia che il favore di Pechino pu\u00f2 essere tanto rapido quanto reversibile. L\u2019esempio delle misure imposte contro il brandy europeo \u00e8 illuminante: dopo un\u2019indagine durata mesi, la Cina ha introdotto dazi definitivi molto elevati sulle importazioni di spirits dall\u2019Unione Europea, con una durata prevista di cinque anni. <\/p>\n\n\n\n<p>La giustificazione ufficiale \u00e8 l\u2019esistenza di dumping, ovvero la vendita di prodotti a prezzi inferiori al valore normale, con danni sostanziali ai produttori cinesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Le associazioni europee di settore hanno contestato duramente questa analisi, sostenendo di aver fornito prove dettagliate dell\u2019assenza di pratiche di dumping e definendo le nuove misure un serio ostacolo al commercio legittimo. <strong>Dietro il linguaggio tecnico delle indagini<\/strong> antidumping, molti analisti leggono in realt\u00e0 la volont\u00e0 di Pechino di usare le barriere tariffarie come risposta alle mosse europee su altri fronti, in particolare quello delle auto elettriche.<\/p>\n\n\n\n<p>Se questo schema dovesse ripetersi, nessun settore pu\u00f2 considerarsi al riparo, compreso il whisky scozzese. Oggi lo Scotch beneficia di un dazio pi\u00f9 basso, ma resta esposto a un contesto nel quale i prodotti europei e occidentali sono gi\u00e0 nel mirino di misure punitive selettive. <\/p>\n\n\n\n<p>Per i produttori britannici, l\u2019unico antidoto possibile \u00e8 consolidare la propria posizione nel mercato cinese non solo come ospiti graditi sul piano politico, ma come marchi radicati nelle preferenze dei consumatori, difficili da sostituire senza costi reputazionali per le stesse autorit\u00e0 cinesi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"economia-reale-e-calcoli-politici\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Economia_reale_e_calcoli_politici\"><\/span>Economia reale e calcoli politici<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019operazione sui dazi si inserisce anche in una fase in cui la Cina, nonostante un surplus commerciale record, cerca di gestire le ricadute delle tensioni tariffarie globali e di rassicurare almeno alcuni partner sulla propria affidabilit\u00e0 come mercato. <\/p>\n\n\n\n<p>Per Pechino, aprire un varco sul whisky britannico permette di inviare un segnale di flessibilit\u00e0 selettiva, mostrando che la Cina pu\u00f2 essere un partner economico conveniente per chi accetta di praticare una diplomazia pi\u00f9 prudente e meno conflittuale. <strong>Nel linguaggio dei segnali politici<\/strong> un taglio di dazi su un prodotto molto visibile ma non strategico come il whisky vale come un gesto di buona volont\u00e0, con un costo limitato in termini di sicurezza economica interna.<\/p>\n\n\n\n<p>Per il Regno Unito, al contrario, l\u2019accordo rappresenta un argomento politico interno da spendere per rafforzare la credibilit\u00e0 del governo Starmer in materia di politica estera ed economica. <\/p>\n\n\n\n<p>Dopo anni di incertezza post Brexit e di tensioni interne, ogni successo misurabile in termini di export e posti di lavoro diventa un tassello importante nel racconto di un nuovo corso pi\u00f9 pragmatico e orientato ai risultati. Il fatto che l\u2019intesa sul whisky si accompagni alla prospettiva di viaggi senza visto per i cittadini britannici in Cina per soggiorni inferiori a 30 giorni accentua l\u2019idea di una riapertura, almeno parziale, di canali di scambio economico, turistico e culturale.<\/p>\n\n\n\n<p>Resta per\u00f2 aperta la domanda su quanto spazio di manovra reale abbia Londra nel medio periodo. Collocata tra una Washington sempre pi\u00f9 protezionista e una Bruxelles impegnata in un braccio di ferro permanente con Pechino sui sussidi industriali, <strong>la Gran Bretagna prova a ritagliarsi<\/strong> un proprio percorso fatto di accordi mirati, ma ogni accordo comporta una dose di vulnerabilit\u00e0 rispetto ai cambiamenti di umore delle grandi potenze. <\/p>\n\n\n\n<p>In questo senso, il dossier whisky \u00e8 un caso esemplare: un successo concreto oggi, ma costruito su un terreno geopolitico tutt\u2019altro che stabile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La decisione di Pechino di dimezzare i dazi sul whisky britannico rappresenta molto pi\u00f9 di un semplice ritocco fiscale: \u00e8 un segnale politico, un tassello nella ridefinizione dei rapporti tra Cina, Regno Unito e Unione Europea nel campo del commercio e della diplomazia economica. 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