{"id":61848,"date":"2026-02-14T19:10:59","date_gmt":"2026-02-14T18:10:59","guid":{"rendered":"https:\/\/alground.com\/site\/?p=61848"},"modified":"2026-02-14T19:11:04","modified_gmt":"2026-02-14T18:11:04","slug":"veleno-di-rana-sul-nemico-di-putin-come-lepibatidina-ha-ucciso-alexei-navalny","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alground.com\/site\/veleno-di-rana-sul-nemico-di-putin-come-lepibatidina-ha-ucciso-alexei-navalny\/61848\/","title":{"rendered":"Veleno di rana sul nemico di Putin: come l\u2019epibatidina ha ucciso Alexei Navalny"},"content":{"rendered":"<div id=\"ez-toc-container\" class=\"ez-toc-v2_0_83 counter-hierarchy ez-toc-counter ez-toc-grey ez-toc-container-direction\">\n<p class=\"ez-toc-title\" style=\"cursor:inherit\">Punti chiave<\/p>\n<label for=\"ez-toc-cssicon-toggle-item-6a0fdae43abf9\" class=\"ez-toc-cssicon-toggle-label\"><span class=\"\"><span class=\"eztoc-hide\" style=\"display:none;\">Toggle<\/span><span class=\"ez-toc-icon-toggle-span\"><svg style=\"fill: #999;color:#999\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" class=\"list-377408\" width=\"20px\" height=\"20px\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\"><path d=\"M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z\" fill=\"currentColor\"><\/path><\/svg><svg style=\"fill: #999;color:#999\" class=\"arrow-unsorted-368013\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"10px\" height=\"10px\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.2\" baseProfile=\"tiny\"><path d=\"M18.2 9.3l-6.2-6.3-6.2 6.3c-.2.2-.3.4-.3.7s.1.5.3.7c.2.2.4.3.7.3h11c.3 0 .5-.1.7-.3.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7zM5.8 14.7l6.2 6.3 6.2-6.3c.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7c-.2-.2-.4-.3-.7-.3h-11c-.3 0-.5.1-.7.3-.2.2-.3.5-.3.7s.1.5.3.7z\"\/><\/svg><\/span><\/span><\/label><input type=\"checkbox\"  id=\"ez-toc-cssicon-toggle-item-6a0fdae43abf9\"  aria-label=\"Toggle\" \/><nav><ul class='ez-toc-list ez-toc-list-level-1 ' ><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-1\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/veleno-di-rana-sul-nemico-di-putin-come-lepibatidina-ha-ucciso-alexei-navalny\/61848\/#La_nuova_indagine_tossicologica\" >La nuova indagine tossicologica<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-2\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/veleno-di-rana-sul-nemico-di-putin-come-lepibatidina-ha-ucciso-alexei-navalny\/61848\/#Una_morte_in_prigione_sotto_il_controllo_dello_Stato\" >Una morte in prigione sotto il controllo dello Stato<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-3\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/veleno-di-rana-sul-nemico-di-putin-come-lepibatidina-ha-ucciso-alexei-navalny\/61848\/#Il_ruolo_dei_governi_europei_e_la_prova_dellepibatidina\" >Il ruolo dei governi europei e la prova dell\u2019epibatidina<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link 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naturali<\/strong>, ma avvelenato con una potentissima tossina ricavata dalla pelle di rane freccia velenose sudamericane, l\u2019epibatidina, secondo cinque governi europei. La nuova rivelazione, basata su analisi tossicologiche indipendenti, punta direttamente allo Stato russo, accusato di avere avuto mezzi, movente e opportunit\u00e0 per eliminarlo mentre era detenuto in una colonia penale artica.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_nuova_indagine_tossicologica\"><\/span>La nuova indagine tossicologica<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>Il punto di svolta arriva da un\u2019indagine tossicologica congiunta condotta su campioni biologici prelevati dal corpo di Navalny e analizzati in laboratori europei, che hanno individuato la presenza di epibatidina, una neurotossina di estrema potenza. Questa sostanza, che agisce in modo simile a un agente nervino, \u00e8 naturalmente prodotta da alcune rane freccia velenose del Sud America e non si trova in natura in Russia, dettaglio che rafforza il sospetto di un avvelenamento deliberato con un composto sofisticato e difficilmente reperibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo il comunicato congiunto di Regno Unito, Francia, Germania, Svezia e Paesi Bassi, i risultati di laboratorio confermano la presenza di epibatidina nei campioni di Navalny e rendono altamente probabile che la sua morte in carcere sia stata causata da un avvelenamento mirato e non da un improvviso malore. Le autorit\u00e0 sottolineano che il quadro clinico attribuito a Navalny negli ultimi istanti di vita, con paralisi, dolore acuto e insufficienza respiratoria, \u00e8 pienamente compatibile con gli effetti noti dell\u2019epibatidina sull\u2019organismo umano. <strong>Il profilo dei sintomi coincide in modo inquietante<\/strong> con quanto descritto nei dossier medici e nelle ricostruzioni degli esperti.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Una_morte_in_prigione_sotto_il_controllo_dello_Stato\"><\/span>Una morte in prigione sotto il controllo dello Stato<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>Navalny \u00e8 morto il 16 febbraio 2024 in una remota colonia penale oltre il Circolo Polare Artico, la famigerata struttura di massima sicurezza \u201cLupo Polare\u201d, dove stava scontando una condanna a 19 anni di reclusione per accuse considerate politicamente motivate da governi occidentali e organizzazioni per i diritti umani. Pochi giorni prima di morire, appariva in buona salute e di buon umore in un filmato registrato all\u2019interno del penitenziario, un elemento che rende ancora pi\u00f9 sospetta la versione ufficiale russa secondo cui si sarebbe trattato di un decesso per cause naturali dopo una passeggiata.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fatto decisivo, ricordano i governi europei, \u00e8 che Navalny sia morto mentre era interamente sotto la custodia dello Stato russo, in un ambiente totalmente controllato, dove solo le autorit\u00e0 penitenziarie avevano accesso al suo corpo, al suo cibo e ai suoi spostamenti. <strong>Mezzi, movente e opportunit\u00e0 convergono sullo Stato russo<\/strong>, che aveva il controllo assoluto del contesto in cui il dissidente \u00e8 stato avvelenato. \u00c8 in questo quadro che la dichiarazione congiunta dei cinque paesi indica implicitamente una responsabilit\u00e0 diretta del potere statale nella somministrazione del veleno.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_ruolo_dei_governi_europei_e_la_prova_dellepibatidina\"><\/span>Il ruolo dei governi europei e la prova dell\u2019epibatidina<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>La sequenza ricostruita dalle fonti europee comincia con l\u2019iniziativa dei familiari e dei collaboratori di Navalny, che sono riusciti a prelevare campioni biologici dal corpo del dissidente e a farli arrivare, in condizioni di sicurezza, alle autorit\u00e0 dei paesi coinvolti. Questi campioni sono stati quindi sottoposti a una batteria di test in diversi laboratori specializzati, in un processo definito complesso dagli stessi ministri degli Esteri, sia per la natura del veleno, sia per il tempo trascorso dalla morte.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli esami hanno dato un responso univoco: tracce di epibatidina, una molecola nota in farmacologia per la sua azione sui recettori nicotinici e studiata in passato come potente analgesico, poi scartato proprio a causa dell\u2019elevata tossicit\u00e0. Gli esperti ricordano che un dosaggio relativamente basso di epibatidina \u00e8 sufficiente a provocare convulsioni, crisi respiratorie, arresto cardiaco e morte, con un profilo che richiama gli effetti dei pi\u00f9 noti agenti nervini militari. <strong>L\u2019epibatidina viene descritta come un veleno rarefatto e micidiale<\/strong>, in grado di uccidere rapidamente anche a dosi limitate.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal punto di vista tecnico, gli scienziati coinvolti sottolineano che la sostanza pu\u00f2 essere sintetizzata in laboratorio, e che nel caso Navalny \u00e8 fortemente sospettata una produzione artificiale, compatibile con le capacit\u00e0 di un complesso militare o di sicurezza statale e non con un uso improvvisato da parte di attori privati. \u00c8 questo elemento, unito alla rarit\u00e0 del composto e alla sua assenza dall\u2019ecosistema russo, che rafforza l\u2019idea di un\u2019operazione organizzata ad alto livello e non di un avvelenamento casuale o di un gesto criminale isolato. <strong>La scelta di un veleno esotico e non tracciabile<\/strong> sembra infatti parte integrante della strategia di eliminazione del dissidente.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Mosca_insiste_sulle_%E2%80%9Ccause_naturali%E2%80%9D\"><\/span>Mosca insiste sulle \u201ccause naturali\u201d<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>Sin dal giorno della morte di Navalny, le autorit\u00e0 russe hanno sostenuto che il leader dell\u2019opposizione si sarebbe sentito male dopo una passeggiata nel cortile del penitenziario, per poi morire per cause naturali non meglio specificate. Questa versione \u00e8 stata accolta con scetticismo da governi occidentali e osservatori indipendenti, che gi\u00e0 allora avevano ricordato il precedente avvelenamento del 2020 e la lunga storia di casi sospetti che coinvolgono oppositori del Cremlino colpiti da veleni o sostanze radioattive.<\/p>\n\n\n\n<p>Con l\u2019emergere dei risultati sui campioni biologici, la narrazione ufficiale russa appare sempre pi\u00f9 fragile e contraddittoria. I governi europei fanno notare che, considerando la tossicit\u00e0 dell\u2019epibatidina e i sintomi riferiti, l\u2019avvelenamento era una causa di morte altamente probabile, in aperto contrasto con le dichiarazioni di Mosca. <strong>La linea difensiva del Cremlino appare sempre pi\u00f9 isolata<\/strong>, mentre cresce il consenso internazionale attorno alla tesi dell\u2019omicidio politico. In Russia, i media statali hanno cercato di minimizzare o screditare le nuove informazioni, presentandole come parte di una campagna occidentale di delegittimazione, mentre le autorit\u00e0 non hanno fornito risposte sostanziali alle richieste di chiarimento.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Yulia_Navalnaya_e_laccusa_personale_a_Putin\"><\/span>Yulia Navalnaya e l\u2019accusa personale a Putin<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>La reazione pi\u00f9 dura \u00e8 arrivata dalla vedova del dissidente, Yulia Navalnaya, che da due anni porta avanti una campagna internazionale per chiedere giustizia per la morte del marito. In un messaggio pubblicato su X, Navalnaya ha scritto che \u201cVladimir Putin \u00e8 un assassino\u201d e che il presidente russo deve essere ritenuto responsabile di tutti i suoi crimini, personalizzando al massimo il livello dell\u2019accusa e puntando direttamente al vertice del potere russo. <strong>Il bersaglio politico \u00e8 il Cremlino nella persona di Putin<\/strong>, indicato come mandante ultimo della macchina repressiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Navalnaya ha parlato anche alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, dove la tempistica dell\u2019annuncio europeo ha avuto un forte impatto simbolico: alla vigilia del secondo anniversario della morte di Navalny, la conferma di un avvelenamento con un veleno esotico ha riportato il caso al centro dell\u2019agenda diplomatica occidentale. La figura della vedova \u00e8 diventata, agli occhi di molti, il nuovo volto del dissenso russo all\u2019estero, capace di intrecciare la battaglia per la verit\u00e0 sulla morte del marito con una pi\u00f9 ampia denuncia del carattere repressivo del regime putiniano. <strong>Yulia Navalnaya si propone come erede politica del marito<\/strong>, trasformando il lutto personale in una piattaforma di opposizione globale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Dal_Novichok_allepibatidina_la_continuita_della_violenza_chimica\"><\/span>Dal Novichok all\u2019epibatidina: la continuit\u00e0 della violenza chimica<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>La storia di Navalny \u00e8 gi\u00e0 segnata da un precedente avvelenamento, risalente all\u2019agosto 2020, quando il dissidente si era sentito male su un volo interno russo ed era stato poi trasferito in Germania, dove laboratori specializzati e organismi internazionali avevano confermato la presenza di un agente nervino del tipo Novichok, di origine sovietica. Quell\u2019episodio aveva spinto Stati Uniti, Unione Europea e Regno Unito a introdurre sanzioni mirate contro funzionari e strutture legate all\u2019apparato di sicurezza russo, consolidando l\u2019immagine di un regime disposto a ricorrere a sostanze proibite per neutralizzare i propri oppositori.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uso dell\u2019epibatidina, se definitivamente accertato, segnerebbe un\u2019evoluzione inquietante, in cui a un agente nervino militare si affianca un veleno di origine naturale, manipolato per\u00f2 con le capacit\u00e0 e la precisione di un programma chimico avanzato. Gli stessi governi europei richiamano nel loro comunicato i precedenti di Novichok, compreso l\u2019attacco di Salisbury del 2018 contro l\u2019ex spia Sergei Skripal, come parte di un modello in cui solo lo Stato russo ha dimostrato i mezzi e la volont\u00e0 di violare il diritto internazionale con l\u2019uso di tossine letali. <strong>Si delinea un pattern di violenza chimica<\/strong>, che va oltre il singolo caso e tocca la credibilit\u00e0 degli impegni internazionali di Mosca.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo senso, il caso Navalny viene inquadrato non come un episodio isolato ma come l\u2019ennesima manifestazione di una strategia di intimidazione che utilizza il veleno non solo per eliminare fisicamente una persona, ma per inviare un messaggio alla societ\u00e0 russa e al mondo: la sfida al potere pu\u00f2 avere un prezzo estremo, inflitto con strumenti segreti e difficilmente tracciabili. Il ricorso sistematico a metodi di questo tipo alimenta il clima di paura tra gli oppositori, rafforzando la percezione di un regime pronto a superare qualsiasi limite pur di mantenersi al comando.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Reazioni_internazionali_e_sfida_al_diritto_sulle_armi_chimiche\"><\/span>Reazioni internazionali e sfida al diritto sulle armi chimiche<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>I cinque paesi europei che hanno firmato la dichiarazione hanno annunciato l\u2019intenzione di portare formalmente il caso davanti all\u2019Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, sostenendo che l\u2019uso dell\u2019epibatidina contro Navalny costituisce una violazione della Convenzione sulle armi chimiche e, in questo caso, anche della Convenzione sulle armi biologiche e sulle tossine. L\u2019obiettivo \u00e8 costruire un dossier che attribuisca responsabilit\u00e0 allo Stato russo nell\u2019ambito dei regimi di non proliferazione, pur sapendo che le possibilit\u00e0 di conseguenze concrete immediate sono limitate dal peso politico e dal potere di veto di Mosca in altre sedi internazionali.<\/p>\n\n\n\n<p>Le capitali europee mettono per\u00f2 l\u2019accento sulla dimensione politica della risposta. Londra ha accusato la Russia di avere dimostrato ancora una volta fino a che punto \u00e8 pronta a spingersi per terrorizzare la popolazione e minare la democrazia, insistendo sul fatto che il ricorso a veleni esotici per zittire un oppositore interno ha un impatto diretto sulla sicurezza europea e sulle regole condivise in materia di armi proibite. Altri governi suggeriscono di usare il caso per rafforzare il fronte delle sanzioni e per isolare ulteriormente Mosca nei consessi internazionali dove ancora siede come interlocutore. <strong>Il caso Navalny diventa un test politico per l\u2019Europa<\/strong>, chiamata a dimostrare coerenza tra principi dichiarati e azioni concrete.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_significato_politico_della_figura_di_Navalny\"><\/span>Il significato politico della figura di Navalny<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>Per oltre un decennio, Navalny \u00e8 stato il pi\u00f9 noto oppositore interno di Vladimir Putin, capace di combinare inchieste sulla corruzione, mobilitazione di piazza e una comunicazione incisiva sui social media. Attraverso fondazioni e team sparsi in varie citt\u00e0 russe, aveva denunciato appropriazioni indebite, arricchimenti sospetti e schemi di potere che coinvolgevano figure di spicco dell\u2019\u00e9lite politica e imprenditoriale russa, mettendo in luce non solo la natura autoritaria del regime, ma anche la sua dimensione cleptocratica. <strong>Il suo lavoro investigativo ha svelato l\u2019intreccio tra potere e ricchezza<\/strong>, minando il consenso costruito attorno al Cremlino.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo il suo ritorno in Russia nel 2021, nonostante il rischio evidente di arresto, Navalny \u00e8 stato processato e condannato in una serie di procedimenti giudiziari che ONG e governi occidentali hanno definito fittizi e politicamente motivati, con pene sempre pi\u00f9 pesanti fino alla condanna a 19 anni che stava scontando al momento della morte. La scelta di rinchiuderlo in una colonia penale artica, lontana dai centri urbani e dai media indipendenti, \u00e8 stata letta come il tentativo del potere russo di renderlo invisibile, riducendo al minimo il contatto con i sostenitori e rendendo pi\u00f9 difficile qualsiasi monitoraggio internazionale delle sue condizioni. <strong>L\u2019isolamento carcerario di Navalny \u00e8 parte integrante della strategia repressiva<\/strong>, mirata a spezzare il legame tra il leader e la societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo quadro, l\u2019ipotesi di un avvelenamento con una tossina rara e letale inserisce la sua morte in un copione coerente con il modo in cui il Cremlino ha trattato altre figure scomode, dal caso Skripal a quello di altri dissidenti o ex agenti russi colpiti all\u2019estero. Per i critici del regime, la vicenda conferma che Navalny era considerato non solo un oppositore interno, ma una minaccia esistenziale al sistema di potere costruito intorno a Putin, al punto da giustificare l\u2019uso di metodi estremi anche in un contesto carcerario controllato.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Un_precedente_che_pesa_sul_futuro\"><\/span>Un precedente che pesa sul futuro<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>La nuova evidenza sull\u2019epibatidina arriva in un momento in cui la Russia \u00e8 gi\u00e0 sotto pressione internazionale per la guerra in Ucraina e per le denunce di violazioni dei diritti umani all\u2019interno del paese, creando un ulteriore livello di frizione con l\u2019Europa e rafforzando la narrativa occidentale di un Cremlino disposto a infrangere regole fondamentali pur di preservare il proprio controllo. Per i governi che hanno firmato la dichiarazione, il caso Navalny diventa cos\u00ec un banco di prova della credibilit\u00e0 del sistema internazionale di proibizione delle armi chimiche, ma anche un simbolo della lotta tra autoritarismo e democrazia.<\/p>\n\n\n\n<p>La vicenda solleva inoltre una domanda scomoda sul futuro del dissenso russo. Se il principale oppositore interno pu\u00f2 essere ucciso in una colonia penale remota con un veleno raro, sotto il controllo totale dello Stato, il messaggio rivolto agli attivisti rimasti nel paese \u00e8 chiaro: il costo dell\u2019opposizione pu\u00f2 essere estremo e non risparmia neppure chi gode di una forte visibilit\u00e0 internazionale. Allo stesso tempo, la determinazione di Yulia Navalnaya e il sostegno di una parte consistente dell\u2019opinione pubblica occidentale mostrano che la figura di Navalny continua ad avere un peso politico e simbolico oltre la sua morte, trasformandolo in un martire della resistenza al potere putiniano. <strong>La morte di Navalny segna un punto di non ritorno<\/strong>, destinato a pesare a lungo sulle relazioni tra Russia e Occidente e sul destino del movimento di opposizione russa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alexei Navalny non sarebbe morto per cause naturali, ma avvelenato con una potentissima tossina ricavata dalla pelle di rane freccia velenose sudamericane, l\u2019epibatidina, secondo cinque governi europei. 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