{"id":61863,"date":"2026-02-17T11:43:01","date_gmt":"2026-02-17T10:43:01","guid":{"rendered":"https:\/\/alground.com\/site\/?p=61863"},"modified":"2026-02-17T11:43:07","modified_gmt":"2026-02-17T10:43:07","slug":"trump-disse-che-avrebbe-fermato-putin-in-una-settimana-e-invece","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alground.com\/site\/trump-disse-che-avrebbe-fermato-putin-in-una-settimana-e-invece\/61863\/","title":{"rendered":"Trump disse che avrebbe fermato Putin in una settimana, e invece."},"content":{"rendered":"<div id=\"ez-toc-container\" class=\"ez-toc-v2_0_80 counter-hierarchy ez-toc-counter ez-toc-grey ez-toc-container-direction\">\n<p class=\"ez-toc-title\" style=\"cursor:inherit\">Punti chiave<\/p>\n<label for=\"ez-toc-cssicon-toggle-item-69cffe873149e\" class=\"ez-toc-cssicon-toggle-label\"><span class=\"\"><span class=\"eztoc-hide\" style=\"display:none;\">Toggle<\/span><span class=\"ez-toc-icon-toggle-span\"><svg style=\"fill: #999;color:#999\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" class=\"list-377408\" width=\"20px\" height=\"20px\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\"><path d=\"M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z\" fill=\"currentColor\"><\/path><\/svg><svg style=\"fill: #999;color:#999\" class=\"arrow-unsorted-368013\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"10px\" height=\"10px\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.2\" baseProfile=\"tiny\"><path d=\"M18.2 9.3l-6.2-6.3-6.2 6.3c-.2.2-.3.4-.3.7s.1.5.3.7c.2.2.4.3.7.3h11c.3 0 .5-.1.7-.3.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7zM5.8 14.7l6.2 6.3 6.2-6.3c.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7c-.2-.2-.4-.3-.7-.3h-11c-.3 0-.5.1-.7.3-.2.2-.3.5-.3.7s.1.5.3.7z\"\/><\/svg><\/span><\/span><\/label><input type=\"checkbox\"  id=\"ez-toc-cssicon-toggle-item-69cffe873149e\"  aria-label=\"Toggle\" \/><nav><ul class='ez-toc-list ez-toc-list-level-1 ' ><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-1\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/trump-disse-che-avrebbe-fermato-putin-in-una-settimana-e-invece\/61863\/#La_promessa_dei_%E2%80%9C24_ore%E2%80%9D_e_la_realta_del_campo_di_battaglia\" >La promessa dei \u201c24 ore\u201d e la realt\u00e0 del campo di battaglia<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-2\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/trump-disse-che-avrebbe-fermato-putin-in-una-settimana-e-invece\/61863\/#Il_piano_americano_e_lansia_delle_capitali_europee\" >Il piano americano e l\u2019ansia delle capitali europee<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-3\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/trump-disse-che-avrebbe-fermato-putin-in-una-settimana-e-invece\/61863\/#La_guerra_vista_da_Mosca_pressione_su_Europa_e_Ucraina\" >La guerra vista da Mosca: pressione su Europa e Ucraina<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-4\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/trump-disse-che-avrebbe-fermato-putin-in-una-settimana-e-invece\/61863\/#LEuropa_tra_paura_del_disimpegno_e_dipendenza_da_Washington\" >L\u2019Europa tra paura del disimpegno e dipendenza da Washington<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-5\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/trump-disse-che-avrebbe-fermato-putin-in-una-settimana-e-invece\/61863\/#Il_tavolo_dei_negoziati_e_lorizzonte_di_una_pace_imperfetta\" >Il tavolo dei negoziati e l\u2019orizzonte di una pace imperfetta<\/a><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n\n<p>Donald Trump ha promesso pi\u00f9 volte di poter mettere fine alla guerra in Ucraina \u00abin 24 ore\u00bb. Da quando \u00e8 tornato alla Casa Bianca, per\u00f2, il suo approccio ha ridisegnato equilibri, aspettative e paure su entrambe le sponde dell\u2019Atlantico, aprendo una fase nuova e pi\u00f9 incerta del conflitto.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"la-promessa-dei-24-ore-e-la-realt-del-campo-di-bat\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_promessa_dei_%E2%80%9C24_ore%E2%80%9D_e_la_realta_del_campo_di_battaglia\"><\/span>La promessa dei \u201c24 ore\u201d e la realt\u00e0 del campo di battaglia<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>Dopo l\u2019insediamento del gennaio 2025, Trump ha smantellato la strategia costruita da Washington nei primi anni della guerra, concentrata su aiuti militari e finanziari a Kyiv e sul coordinamento stretto con gli alleati europei. Il taglio quasi totale dell\u2019assistenza statunitense, ridotta di oltre il 90 per cento rispetto all\u2019anno precedente, ha cambiato immediatamente il clima politico e militare. La decisione di sospendere la fornitura di armi salvo pagamento diretto da parte ucraina o europea ha trasformato l\u2019aiuto in un rapporto pi\u00f9 transazionale, mettendo a nudo le fragilit\u00e0 economiche e industriali dello sforzo bellico occidentale.<\/p>\n\n\n\n<p>Trump ha continuato a ripetere pubblicamente di avere un piano per fermare il conflitto in tempi rapidissimi, presentandosi come l\u2019unico leader in grado di parlare sia a Volodymyr Zelensky che a Vladimir Putin. Gi\u00e0 nel 2025 aveva dichiarato di aver discusso con il presidente russo una possibile via negoziale, insistendo sull\u2019urgenza di \u00abfermare la carneficina\u00bb e sottolineando il bilancio di centinaia di migliaia di morti. Queste affermazioni, per\u00f2, non sono state accompagnate da un progetto pubblico coerente, e il vuoto tra retorica e dettagli ha alimentato sospetti in Europa e in Ucraina.<\/p>\n\n\n\n<p>In pi\u00f9 di un\u2019occasione Trump ha definito \u00abfantastica\u00bb la propria relazione personale con Putin e ha descritto il leader russo come un attore che \u00abvuole la pace\u00bb, pur criticando bombardamenti contro i civili e minacciando di usare leve finanziarie e sanzioni bancarie secondarie. Questa ambivalenza, duro nelle parole quando le immagini delle distruzioni raggiungono l\u2019opinione pubblica, conciliante quando parla di asset finanziari, sfere d\u2019influenza e riduzione degli impegni militari americani, \u00e8 diventata il tratto distintivo della sua linea sul dossier ucraino. Proprio questa <strong>ambivalenza strategica di Trump<\/strong> alimenta interpretazioni divergenti tra gli alleati.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"il-piano-americano-e-lansia-delle-capitali-europee\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_piano_americano_e_lansia_delle_capitali_europee\"><\/span>Il piano americano e l\u2019ansia delle capitali europee<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019elemento pi\u00f9 concreto della strategia di Trump \u00e8 stato un articolato piano in pi\u00f9 punti per il cessate il fuoco e il dopoguerra ucraino, trapelato a pi\u00f9 riprese sulla stampa anglosassone e discusso con crescente nervosismo nelle cancellerie europee. Nel suo impianto originario, il documento prevedeva limiti strutturali alla futura architettura di sicurezza dell\u2019Ucraina, a partire dal divieto per la NATO di dispiegare truppe in territorio ucraino e dalla richiesta di congelare o rivedere le prospettive di adesione di Kyiv all\u2019Alleanza. Altre clausole contestate riguardavano la riduzione delle dimensioni delle forze armate ucraine e, soprattutto, una gestione accomodante dei territori occupati dalla Russia, con ipotesi di fatto vicine a un riconoscimento dell\u2019annessione di ampie porzioni del Donbass e della fascia costiera sul Mar d\u2019Azov.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella versione iniziale, il piano includeva anche la prospettiva di sbloccare parte dei beni russi congelati in Europa, in particolare in Belgio, per inserirli in un meccanismo finanziario che avrebbe allentato la pressione economica su Mosca. Questi passaggi hanno provocato shock e irritazione, soprattutto a Parigi, Berlino e Bruxelles, che si sono viste presentare un piano gi\u00e0 scritto e filtrato sui media statunitensi e britannici, senza un vero coinvolgimento preliminare degli alleati. A Bruxelles diversi ministri degli Esteri europei hanno appreso i dettagli leggendo le anticipazioni di testate economiche e politiche mentre erano diretti a un incontro ufficiale su Sudan e Ucraina.<\/p>\n\n\n\n<p>Il risultato \u00e8 stato un\u2019accelerazione diplomatica per correggere la rotta, con un lavoro serrato nel corso di un solo fine settimana per attenuare i punti percepiti come troppo favorevoli alla Russia. In questo contesto, alcuni leader europei si sono sforzati di presentare pubblicamente il piano come un \u00abpasso nella giusta direzione\u00bb verso la pace, pur sottolineando la necessit\u00e0 di discutere e migliorare diverse clausole. Dietro le quinte, consiglieri e analisti legati alle istituzioni europee descrivono la nuova postura del continente come una paziente opera di contenimento, che punta a rallentare l\u2019implementazione delle misure pi\u00f9 controverse e a guadagnare tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>In questa cornice \u00e8 maturata l\u2019idea di una coalizione di Paesi disposti a inviare forze di peacekeeping internazionali in Ucraina, a guerra finita e sotto mandato concordato. L\u2019obiettivo sarebbe mitigare gli effetti di eventuali concessioni territoriali e mantenere una presenza militare occidentale, se non americana, almeno europea. In prospettiva, queste forze dovrebbero fungere da <strong>argine simbolico e operativo<\/strong> alla pressione russa, compensando parzialmente il ritiro progressivo degli Stati Uniti dal teatro europeo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"la-guerra-vista-da-mosca-pressione-su-europa-e-ucr\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_guerra_vista_da_Mosca_pressione_su_Europa_e_Ucraina\"><\/span>La guerra vista da Mosca: pressione su Europa e Ucraina<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>Nei media russi, la linea di Trump viene letta attraverso una lente diversa, ma non meno interessata. Commentatori vicini al Cremlino e analisti intervistati dalle principali agenzie descrivono il presidente americano come un leader deciso a ridurre il coinvolgimento diretto degli Stati Uniti nel conflitto, trasferendo il peso della sicurezza europea sulle spalle dell\u2019Unione. In questa narrazione, l\u2019Europa non \u00e8 un alleato, ma un soggetto litigioso e diviso, facile da mettere sotto pressione economica e politica.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo molti analisti russi, il vero fattore che tiene in vita la capacit\u00e0 militare ucraina non \u00e8 solo il flusso di armi e denaro, ma soprattutto l\u2019intelligence americana e la rete di supporto tecnologico fornita da Washington. Se gli Stati Uniti dovessero interrompere in modo netto questa assistenza, Kyiv non sarebbe in grado di sostenere a lungo lo sforzo bellico. Da qui l\u2019idea che la diplomazia di Trump, qualunque forma assuma, si regga su un implicito ultimatum all\u2019Ucraina: sedersi al tavolo alle condizioni occidentali, sapendo che l\u2019ombrello statunitense pu\u00f2 restringersi ulteriormente.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro elemento ricorrente nella stampa russa riguarda il ridimensionamento della presenza militare americana in Europa. La prospettiva di un ritiro parziale di truppe e asset dagli avamposti europei viene interpretata come un segnale di lungo periodo: per Mosca, sarebbe il riconoscimento che le priorit\u00e0 strategiche di Washington si stanno spostando verso il Pacifico e il confronto con la Cina. \u00c8 un processo che, nella lettura russa, apre lo spazio per una <strong>ridefinizione degli equilibri regionali<\/strong> a favore del Cremlino.<\/p>\n\n\n\n<p>In alcune letture pi\u00f9 ideologiche, l\u2019atteggiamento di Trump verso Bruxelles \u00e8 descritto come il culmine di una visione in cui l\u2019Europa \u00e8 pi\u00f9 un fardello che un alleato, un\u2019area da cui sganciarsi per ridurre costi e responsabilit\u00e0. Il messaggio implicito agli europei, in questo racconto, \u00e8 duplice: o aumentano drasticamente la spesa militare, assumendo un ruolo di primo piano nel proteggere il fronte orientale, oppure dovranno accettare compromessi geopolitici che consolidino i guadagni territoriali russi. La guerra in Ucraina diventa cos\u00ec, agli occhi di Mosca, un test sulla volont\u00e0 dell\u2019Europa di difendere realmente i propri confini.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"leuropa-tra-paura-del-disimpegno-e-dipendenza-da-w\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"LEuropa_tra_paura_del_disimpegno_e_dipendenza_da_Washington\"><\/span>L\u2019Europa tra paura del disimpegno e dipendenza da Washington<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>Per le capitali europee, la nuova fase aperta da Trump \u00e8 una fonte di frustrazione ma anche di risveglio strategico. Da un lato, la riduzione degli aiuti americani e la minaccia permanente di un ulteriore disimpegno costringono l\u2019Unione a rafforzare la propria capacit\u00e0 industriale e militare, con progetti di produzione comune di munizioni, carri armati e sistemi di difesa aerea. Dall\u2019altro lato, il margine di autonomia resta limitato: la superiorit\u00e0 tecnologica e l\u2019intelligence statunitense rimangono elementi irrinunciabili per l\u2019efficacia dello sforzo ucraino sul campo.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni diplomatici europei descrivono il rapporto con la nuova amministrazione americana con metafore crude, paragonandolo a una relazione logorante, fatta di richiami alla \u00abvecchia amicizia\u00bb alternati a minacce di ritorsioni se l\u2019Europa non aumenta la propria spesa militare. Il risultato \u00e8 una diplomazia difensiva, che tenta di evitare gli scenari peggiori, come un via libera implicito agli obiettivi massimalisti di Mosca, salvaguardando al contempo l\u2019unit\u00e0 interna dell\u2019Unione. \u00c8 una posizione scomoda, sospesa tra il timore di abbandono e la consapevolezza di una <strong>dipendenza strutturale da Washington<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo, i governi europei devono fare i conti con societ\u00e0 stanche di un conflitto percepito come interminabile e con l\u2019ascesa di partiti scettici verso sanzioni e aiuti militari. In diversi Paesi, i costi dell\u2019energia, l\u2019inflazione e le tensioni sociali hanno gi\u00e0 logorato il consenso, e l\u2019argomento di Trump secondo cui l\u2019Europa deve \u00abpagare di pi\u00f9\u00bb per la propria sicurezza trova eco in forze politiche nazionaliste e populiste. Allo stesso tempo, i governi pi\u00f9 esposti alla minaccia russa, dai Paesi baltici alla Polonia, spingono per non retrocedere, temendo che qualsiasi compromesso territoriale venga interpretato al Cremlino come un incoraggiamento ad andare oltre.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo gioco di pressioni incrociate, la discussione sulle garanzie di sicurezza per l\u2019Ucraina si \u00e8 spostata progressivamente da un orizzonte pienamente euro-atlantico a un modello pi\u00f9 ibrido. L\u2019Unione Europea tende ad assumere un ruolo maggiore, mentre la NATO resta sullo sfondo come ombrello politico pi\u00f9 che come promessa di integrazione a breve termine. Legare gli aiuti futuri a riforme strutturali e a una gestione condivisa dei rischi militari accresce il peso delle capitali europee, ma rende anche pi\u00f9 complessa la costruzione di un <strong>consenso interno duraturo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"il-tavolo-dei-negoziati-e-lorizzonte-di-una-pace-i\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_tavolo_dei_negoziati_e_lorizzonte_di_una_pace_imperfetta\"><\/span>Il tavolo dei negoziati e l\u2019orizzonte di una pace imperfetta<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>Sul terreno, nel frattempo, i combattimenti non si sono fermati. Mentre emissari russi e ucraini discutono in sedi multilaterali e in incontri informali, le linee del fronte restano teatro di bombardamenti, droni e artiglieria, con offensive spesso sincronizzate con i momenti chiave dei negoziati. La logica \u00e8 quella di usare l\u2019avanzata, o la minaccia di un\u2019escalation, come moneta di scambio al tavolo diplomatico.<\/p>\n\n\n\n<p>Le richieste massime di Vladimir Putin continuano a ruotare attorno al riconoscimento del controllo russo sui territori occupati, in particolare nelle regioni orientali, e alla neutralit\u00e0 duratura dell\u2019Ucraina rispetto alla NATO. Dal canto loro, i negoziatori ucraini insistono sulla sovranit\u00e0 e sull\u2019integrit\u00e0 territoriale, pur sapendo che la pressione combinata di Washington e delle capitali europee potrebbe spingerli a valutare soluzioni intermedie. Tra queste, forme di congelamento del conflitto o di amministrazione speciale per alcune aree, soprattutto nelle zone pi\u00f9 devastate e contese.<\/p>\n\n\n\n<p>La promessa di Trump di \u00abchiudere la guerra in un giorno\u00bb si scontra con questa realt\u00e0 fatta di linee di contatto mutevoli, popolazioni occupate e cicatrici politiche profonde. Ogni compromesso che lasci alla Russia porzioni significative di territorio costituirebbe, per molti ucraini, una sconfitta storica; ogni rifiuto di scendere a patti, per\u00f2, rischia di consolidare una guerra di logoramento che l\u2019Europa teme di non poter finanziare e sostenere all\u2019infinito. \u00c8 il paradosso di una <strong>pace rapida ma fragile<\/strong> contrapposta a una resistenza lunga e costosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo, la stessa figura di Trump \u00e8 diventata parte integrante dell\u2019equazione. Per alcuni osservatori occidentali, la sua capacit\u00e0 di parlare con Putin rappresenta ancora una potenziale leva; per molti altri, il suo stile imprevedibile, fatto di annunci improvvisi, minacce via social e cambi di linea, introduce un elemento di incertezza che complica qualsiasi strategia a lungo termine. L\u2019esito di questa fase negoziale, che intreccia la riduzione del sostegno militare americano, la crescente responsabilit\u00e0 europea e l\u2019ambizione russa di consolidare i propri guadagni, definir\u00e0 non solo il futuro dell\u2019Ucraina ma anche la forma della sicurezza europea per i prossimi decenni.<\/p>\n\n\n\n<p>La domanda che attraversa governi e opinioni pubbliche, da Kyiv a Bruxelles, da Mosca a Washington, \u00e8 se la pace promessa arriver\u00e0 come una tregua fragile costruita su concessioni territoriali o come un accordo pi\u00f9 solido, capace di scoraggiare nuove aggressioni. Molto dipender\u00e0 dalla capacit\u00e0 delle democrazie occidentali di reggere l\u2019urto del tempo, dei costi economici e delle divisioni interne, senza sacrificare sul tavolo dei negoziati le aspirazioni di un Paese che ha legato il proprio destino all\u2019idea di <strong>un\u2019Europa libera e sicura<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Donald Trump ha promesso pi\u00f9 volte di poter mettere fine alla guerra in Ucraina \u00abin 24 ore\u00bb. Da quando \u00e8 tornato alla Casa Bianca, per\u00f2, il suo approccio ha ridisegnato equilibri, aspettative e paure su entrambe le sponde dell\u2019Atlantico, aprendo una fase nuova e pi\u00f9 incerta del conflitto. 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