{"id":61885,"date":"2026-02-21T21:38:30","date_gmt":"2026-02-21T20:38:30","guid":{"rendered":"https:\/\/alground.com\/site\/?p=61885"},"modified":"2026-02-21T21:38:34","modified_gmt":"2026-02-21T20:38:34","slug":"usa-iran-macchina-guerra-americana-iran","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alground.com\/site\/usa-iran-macchina-guerra-americana-iran\/61885\/","title":{"rendered":"USA-Iran, la macchina da guerra americana si prepara alle porte dell&#8217;Iran"},"content":{"rendered":"<div id=\"ez-toc-container\" class=\"ez-toc-v2_0_80 counter-hierarchy ez-toc-counter ez-toc-grey ez-toc-container-direction\">\n<p class=\"ez-toc-title\" style=\"cursor:inherit\">Punti chiave<\/p>\n<label for=\"ez-toc-cssicon-toggle-item-69d64bfc97b85\" class=\"ez-toc-cssicon-toggle-label\"><span class=\"\"><span class=\"eztoc-hide\" style=\"display:none;\">Toggle<\/span><span class=\"ez-toc-icon-toggle-span\"><svg style=\"fill: #999;color:#999\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" class=\"list-377408\" width=\"20px\" height=\"20px\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\"><path d=\"M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z\" fill=\"currentColor\"><\/path><\/svg><svg style=\"fill: #999;color:#999\" class=\"arrow-unsorted-368013\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"10px\" height=\"10px\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.2\" baseProfile=\"tiny\"><path d=\"M18.2 9.3l-6.2-6.3-6.2 6.3c-.2.2-.3.4-.3.7s.1.5.3.7c.2.2.4.3.7.3h11c.3 0 .5-.1.7-.3.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7zM5.8 14.7l6.2 6.3 6.2-6.3c.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7c-.2-.2-.4-.3-.7-.3h-11c-.3 0-.5.1-.7.3-.2.2-.3.5-.3.7s.1.5.3.7z\"\/><\/svg><\/span><\/span><\/label><input type=\"checkbox\"  id=\"ez-toc-cssicon-toggle-item-69d64bfc97b85\"  aria-label=\"Toggle\" \/><nav><ul class='ez-toc-list ez-toc-list-level-1 ' ><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-1\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/usa-iran-macchina-guerra-americana-iran\/61885\/#Un_arsenale_in_movimento\" >Un arsenale in movimento<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-2\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/usa-iran-macchina-guerra-americana-iran\/61885\/#Il_problema_dello_spazio_aereo\" >Il problema dello spazio aereo<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-3\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/usa-iran-macchina-guerra-americana-iran\/61885\/#Due_portaerei_un_messaggio_inequivocabile\" >Due portaerei, un messaggio inequivocabile<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-4\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/usa-iran-macchina-guerra-americana-iran\/61885\/#Lo_scudo_antimissile\" >Lo scudo antimissile<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-5\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/usa-iran-macchina-guerra-americana-iran\/61885\/#Lombra_di_Midnight_Hammer\" >L&#8217;ombra di Midnight Hammer<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-6\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/usa-iran-macchina-guerra-americana-iran\/61885\/#Il_fronte_diplomatico_Ginevra_e_le_linee_rosse\" >Il fronte diplomatico: Ginevra e le linee rosse<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-7\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/usa-iran-macchina-guerra-americana-iran\/61885\/#Lultimatum_di_Trump\" >L&#8217;ultimatum di Trump<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-8\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/usa-iran-macchina-guerra-americana-iran\/61885\/#Israele_si_prepara_al_peggio\" >Israele si prepara al peggio<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-9\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/usa-iran-macchina-guerra-americana-iran\/61885\/#La_risposta_di_Teheran\" >La risposta di Teheran<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-10\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/usa-iran-macchina-guerra-americana-iran\/61885\/#Il_terrore_dei_Paesi_del_Golfo\" >Il terrore dei Paesi del Golfo<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-11\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/usa-iran-macchina-guerra-americana-iran\/61885\/#Un_bivio_tra_guerra_e_negoziato\" >Un bivio tra guerra e negoziato<\/a><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n\n<p><em>Gli Stati Uniti hanno schierato oltre 50 caccia, due portaerei, sottomarini e sistemi antimissile in Medio Oriente. \u00c8 il pi\u00f9 grande ammassamento di forza aerea nella regione dall&#8217;invasione dell&#8217;Iraq. Tra negoziati a Ginevra e ultimatum di Trump, il rischio di un nuovo attacco all&#8217;Iran \u00e8 concreto. L&#8217;analisi completa dello scenario militare e diplomatico.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il Medio Oriente \u00e8 di nuovo un teatro di guerra in potenza. Gli Stati Uniti stanno riversando nella regione un arsenale militare che non si vedeva da oltre vent&#8217;anni. Due gruppi d&#8217;attacco di portaerei, oltre cinquanta caccia, bombardieri stealth in stato di allerta, sottomarini lanciamissili e i pi\u00f9 avanzati sistemi di difesa antimissile del Pentagono convergono verso un unico obiettivo: l&#8217;Iran.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si tratta di una semplice esercitazione o di una manovra di routine. \u00c8 il pi\u00f9 grande <strong>dispiegamento di potenza aerea<\/strong> nella regione dal 2003, quando gli Stati Uniti invasero l&#8217;Iraq. E questa volta, a differenza dell&#8217;Operazione Midnight Hammer del giugno 2025, le opzioni sul tavolo del presidente Donald Trump appaiono pi\u00f9 ampie e meno definite.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Un_arsenale_in_movimento\"><\/span>Un arsenale in movimento<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>Nell&#8217;ultimo mese, decine di caccia a reazione e aerei di supporto sono partiti dagli Stati Uniti e dall&#8217;Europa per raggiungere basi dislocate in Giordania e Arabia Saudita, secondo i dati di tracciamento dei voli analizzati dal Wall Street Journal. I velivoli schierati comprendono gli F-22 Raptor e gli F-35 Lightning, i caccia stealth pi\u00f9 avanzati dell&#8217;arsenale americano, capaci di eludere i sistemi missilistici terra-aria iraniani. Sono gli stessi jet che hanno scortato i bombardieri B-2 Spirit durante gli attacchi ai siti nucleari iraniani nel giugno scorso.<\/p>\n\n\n\n<p>Al fianco dei caccia stealth, il Pentagono ha inviato gli EA-18G Growler, aerei specializzati nella guerra elettronica. Il loro compito \u00e8 disattivare i lanciatori missilistici iraniani attraverso il jamming dei sistemi radar, una tattica gi\u00e0 sperimentata con successo il mese precedente durante la cattura dell&#8217;ex presidente venezuelano Nicol\u00e1s Maduro. Se l&#8217;ordine di attacco dovesse arrivare, gli F-15E Strike Eagle e gli F-16 Fighting Falcon sarebbero impiegati per intercettare i droni iraniani lanciati in rappresaglia contro Israele o le basi americane nella regione.<\/p>\n\n\n\n<p>Un dato colpisce in modo particolare: almeno <strong>108 aerei cisterna<\/strong> sono gi\u00e0 nella zona operativa del Comando Centrale o in viaggio verso di essa. Questo numero rivela l&#8217;ampiezza e la potenziale durata di un&#8217;eventuale campagna. I KC-135 Stratotanker sono essenziali per garantire il rifornimento in volo dei caccia, dei bombardieri e degli aerei radar di allerta precoce come l&#8217;E-3 AWACS, gi\u00e0 dislocato nell&#8217;area.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_problema_dello_spazio_aereo\"><\/span>Il problema dello spazio aereo<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"667\" src=\"https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/mappa-iran-1024x667.jpg\" alt=\"Mappa della disposizione militare vicino all'Iran\" class=\"wp-image-61887\" srcset=\"https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/mappa-iran-1024x667.jpg 1024w, https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/mappa-iran-300x195.jpg 300w, https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/mappa-iran-768x500.jpg 768w, https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/mappa-iran-645x420.jpg 645w, https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/mappa-iran-150x98.jpg 150w, https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/mappa-iran-696x453.jpg 696w, https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/mappa-iran-1068x695.jpg 1068w, https:\/\/alground.com\/site\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/mappa-iran.jpg 1100w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 un ostacolo logistico che complica i piani del Pentagono. L&#8217;Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti hanno esplicitamente vietato l&#8217;uso del proprio spazio aereo per colpire l&#8217;Iran. Il principe ereditario Mohammed bin Salman ha pubblicamente escluso questa possibilit\u00e0, e Abu Dhabi ha assunto una posizione identica, con il consigliere presidenziale Anwar Gargash che ha invocato una &#8220;soluzione diplomatica a lungo termine tra Washington e Teheran&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa restrizione ha costretto gli Stati Uniti a concentrare gran parte dei caccia in Giordania, pi\u00f9 lontano dagli obiettivi iraniani. Il risultato \u00e8 un maggiore affidamento sul rifornimento in volo e missioni pi\u00f9 lunghe e complesse per raggiungere i bersagli e tornare alle basi. Ma il Pentagono ha un asso nella manica: i bombardieri a lungo raggio B-2 Spirit non hanno bisogno di basi regionali. Possono decollare direttamente dagli Stati Uniti, dalla base di Whiteman in Missouri, e compiere missioni senza scalo sull&#8217;Iran grazie agli aerei cisterna. Lo hanno gi\u00e0 fatto nel giugno 2025, volando per 18 ore consecutive.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Due_portaerei_un_messaggio_inequivocabile\"><\/span>Due portaerei, un messaggio inequivocabile<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>La dimensione navale dello schieramento \u00e8 altrettanto imponente. La Marina degli Stati Uniti ha 13 navi nella regione, con la portaerei USS Abraham Lincoln come fulcro operativo, affiancata da nove cacciatorpediniere classe Arleigh-Burke in grado di abbattere missili balistici e lanciare <strong>missili da crociera Tomahawk<\/strong> contro obiettivi terrestri in Iran.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il segnale pi\u00f9 forte \u00e8 arrivato il 13 febbraio, quando il Pentagono ha annunciato il reindirizzamento della USS Gerald R. Ford, la pi\u00f9 grande portaerei del mondo, dal teatro caraibico verso il Medio Oriente. La Ford, reduce dalle operazioni in Venezuela, si unir\u00e0 alla Lincoln nel Golfo Persico, creando una presenza di due gruppi d&#8217;attacco nella zona di responsabilit\u00e0 del Comando Centrale per la prima volta in quasi un anno.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Nel caso in cui non riuscissimo a concludere un accordo, ne avremo bisogno&#8221;, ha dichiarato Trump il 13 febbraio, aggiungendo che le navi sarebbero ritirate se la diplomazia avesse successo. Una dichiarazione che oscilla tra la minaccia e la rassicurazione, in un registro ormai familiare per questa presidenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle acque della regione operano anche il sottomarino lanciamissili USS Georgia, tre navi da combattimento litorali di classe Independence e navi di supporto logistico come la USNS Carl Brashear e la petroliera USNS Henry J. Kaiser. Il 3 febbraio, un F-35C del Corpo dei Marines ha abbattuto un drone iraniano Shahed-139 che si era avvicinato alla Abraham Lincoln nel Mar Arabico. Lo stesso giorno, la Marina dei Guardiani della Rivoluzione iraniana ha tentato di sequestrare la petroliera americana MT Stena Imperative nello Stretto di Hormuz, prima di essere fermata dal cacciatorpediniere USS McFaul.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Lo_scudo_antimissile\"><\/span>Lo scudo antimissile<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>Il Pentagono ha preposizionato nell&#8217;ultimo mese i suoi intercettori pi\u00f9 avanzati, i sistemi THAAD e Patriot, per proteggere le basi americane e gli alleati regionali. I THAAD sono progettati per intercettare missili balistici al di sopra dell&#8217;atmosfera terrestre, mentre i Patriot difendono contro minacce a pi\u00f9 bassa quota e corto raggio.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;esperienza del giugno 2025 ha dimostrato quanto siano cruciali questi sistemi. Dopo gli attacchi americani ai siti nucleari iraniani, Teheran aveva lanciato 14 missili balistici contro la base aerea di <strong>Al Udeid in Qatar<\/strong>, sede del centro di comando aereo americano nella regione. I Patriot americani e qatarioti avevano intercettato la maggior parte degli ordigni, senza causare vittime. Ma il conflitto di 12 giorni tra Israele e Iran nel giugno 2025 aveva anche messo in luce un problema serio: la rapidit\u00e0 con cui gli Stati Uniti possono esaurire le scorte di intercettori.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre 30.000 militari americani sono attualmente distribuiti tra Bahrain, Egitto, Iraq, Israele, Giordania, Kuwait, Qatar, Arabia Saudita, Siria ed Emirati Arabi Uniti. Un esercito in assetto di guerra, anche se Washington preferisce parlare di &#8220;deterrenza&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Lombra_di_Midnight_Hammer\"><\/span>L&#8217;ombra di Midnight Hammer<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>Per comprendere il presente bisogna tornare alla notte tra il 21 e il 22 giugno 2025, quando gli Stati Uniti lanciarono l&#8217;Operazione Midnight Hammer. Oltre 125 aerei militari, tra cui sette bombardieri stealth B-2 Spirit, colpirono tre impianti nucleari iraniani: l&#8217;impianto di arricchimento sotterraneo di Fordow, il complesso di Natanz e il centro tecnologico nucleare di Isfahan.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;operazione fu la pi\u00f9 grande missione B-2 dalla guerra in Afghanistan del 2001. Quattordici bombe GBU-57 Massive Ordnance Penetrator, i cosiddetti &#8220;bunker buster&#8221; da 13 tonnellate ciascuna, furono sganciate sulle strutture sotterranee di Fordow, progettate per penetrare decine di metri di cemento e roccia prima di detonare. Contemporaneamente, missili Tomahawk lanciati da un sottomarino colpirono Isfahan.<\/p>\n\n\n\n<p>Trump aveva dichiarato che il <strong>programma nucleare iraniano<\/strong> era stato &#8220;completamente e totalmente cancellato&#8221;. Ma a febbraio 2026, le autorit\u00e0 iraniane hanno rivelato che alcune bombe non erano esplose e restavano all&#8217;interno dei siti nucleari, complicando gli sforzi di ispezione dell&#8217;AIEA. E i servizi di intelligence occidentali hanno valutato che i danni reali, pur significativi, non hanno eliminato completamente la capacit\u00e0 iraniana di ripresa. A Fordow, le immagini satellitari mostravano sei crateri concentrati sulla montagna sopra le centrifughe sotterranee, con danni limitati alle infrastrutture in superficie.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 proprio questa ambiguit\u00e0 che ha riportato la crisi al punto attuale. Se il programma nucleare era davvero distrutto, perch\u00e9 serve un secondo attacco?<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_fronte_diplomatico_Ginevra_e_le_linee_rosse\"><\/span>Il fronte diplomatico: Ginevra e le linee rosse<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>Parallelamente al dispiegamento militare, la diplomazia non si \u00e8 fermata. Il 6 febbraio, a Muscat in Oman, si \u00e8 tenuto il primo round di colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran, mediati dal ministro degli Esteri omanita Badr bin Hamad Al Busaidi. Il 17 febbraio, il secondo round si \u00e8 svolto a Ginevra, con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi da un lato e gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner dall&#8217;altro.<\/p>\n\n\n\n<p>I colloqui di Ginevra sono durati tre ore e mezza. Araghchi li ha definiti &#8220;pi\u00f9 costruttivi&#8221; rispetto al primo incontro, affermando che \u00e8 stato raggiunto un accordo su &#8220;principi guida generali&#8221; che potrebbero fungere da base per il testo di un futuro accordo. Il mediatore omanita ha confermato &#8220;progressi sostanziali nell&#8217;identificazione di obiettivi condivisi e questioni tecniche pertinenti&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma le posizioni restano lontane. Washington ha chiesto a Teheran di consegnare i 400 chilogrammi residui di uranio arricchito, limitare l&#8217;arricchimento al di sotto del 60 per cento di purezza, interrompere lo sviluppo di armi nucleari, ridurre il programma di <strong>missili balistici<\/strong> e cessare il sostegno a Hezbollah, Hamas e Houthi. L&#8217;Iran ha risposto che il programma missilistico \u00e8 una &#8220;linea rossa&#8221; non negoziabile e ha rivendicato il diritto all&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio, pur esprimendo una disponibilit\u00e0 condizionata a negoziare in cambio della rimozione delle sanzioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Un alto funzionario americano ha definito i colloqui di Ginevra &#8220;un nulla di fatto&#8221;. Un altro ha dichiarato che l&#8217;Iran ha tempo fino alla fine di febbraio per concordare un pacchetto di concessioni significative.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Lultimatum_di_Trump\"><\/span>L&#8217;ultimatum di Trump<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>Il 20 febbraio, Trump ha fissato un termine di &#8220;10-15 giorni al massimo&#8221; perch\u00e9 l&#8217;Iran accetti un accordo, avvertendo che in caso contrario &#8220;accadranno cose davvero brutte&#8221;. Il giorno seguente, interrogato dai giornalisti sulla possibilit\u00e0 di un attacco militare limitato per costringere Teheran a negoziare, ha risposto: &#8220;Credo di poter dire che lo sto considerando&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo fonti citate dalla CNN e dalla CBS, il Pentagono \u00e8 pronto a colpire l&#8217;Iran gi\u00e0 da questo fine settimana, anche se Trump non ha ancora dato l&#8217;autorizzazione finale. La Casa Bianca \u00e8 stata informata che le forze armate potrebbero essere operative nel giro di ore, dopo il significativo ammassamento di mezzi aerei e navali degli ultimi giorni.<\/p>\n\n\n\n<p>Le opzioni sul tavolo del presidente sono molteplici. Secondo fonti di Reuters, la pianificazione militare \u00e8 avanzata e include il <strong>targeting di individui specifici<\/strong> e persino un possibile cambio di regime a Teheran. Tra i potenziali bersagli figurano siti missilistici a corto e medio raggio, depositi di armi, installazioni nucleari, infrastrutture militari e il quartier generale delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Alti funzionari della sicurezza nazionale hanno per\u00f2 avvertito il presidente che un&#8217;operazione finalizzata a rovesciare la leadership iraniana non garantisce il successo. La decisione di Trump di posticipare gli attacchi minacciati a gennaio, dopo che i vertici militari avevano avvisato che il Pentagono non era pronto, potrebbe aver concesso all&#8217;Iran il tempo di rafforzare le proprie difese.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Israele_si_prepara_al_peggio\"><\/span>Israele si prepara al peggio<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>A Tel Aviv, il livello di allerta \u00e8 al massimo. Fonti della difesa israeliana hanno confermato che sono in corso preparativi significativi per un possibile attacco congiunto con gli Stati Uniti, anche se nessuna decisione finale \u00e8 stata presa. L&#8217;obiettivo, secondo queste fonti, \u00e8 infliggere un colpo sostanziale nell&#8217;arco di diversi giorni per costringere l&#8217;Iran a fare concessioni al tavolo negoziale che finora ha rifiutato.<\/p>\n\n\n\n<p>Una fonte di sicurezza israeliana citata dal sito Belaaz ha descritto i preparativi come &#8220;straordinari e costosi&#8221;. Le basi militari nel sud di Israele sono state evacuate, nella convinzione che la zona meridionale sarebbe il principale bersaglio della <strong>rappresaglia iraniana<\/strong>. I sistemi di difesa aerea sono stati ridispiegati in tutto il Paese, rifugi mobili sono stati posizionati nelle basi anche nel nord, e 15 batterie di difesa missilistica sono state installate in una base settentrionale.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;I tempi si accorciano&#8221;, ha dichiarato un alto funzionario israeliano, &#8220;e questo vale anche per la preparazione militare. Alla fine, c&#8217;\u00e8 un solo uomo che decider\u00e0&#8221;. I vertici dell&#8217;intelligence israeliana ritengono che un attacco americano, o un&#8217;operazione congiunta, scatenerebbe quasi certamente una rappresaglia iraniana contro il territorio israeliano.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;analista militare di Maariv, Avi Ashkenazi, ha sottolineato lo stretto coordinamento tra Israele e il Comando Centrale americano (CENTCOM). L&#8217;esercito israeliano, in particolare l&#8217;aviazione, l&#8217;intelligence militare e il Comando Nord, \u00e8 in stato di allerta continua, con un monitoraggio costante focalizzato sull&#8217;Iran. Hezbollah resta una preoccupazione concreta: nonostante l&#8217;uccisione del suo storico leader Hassan Nasrallah e le operazioni israeliane contro le sue infrastrutture, il movimento libanese &#8220;ha ancora missili che possono raggiungere Tel Aviv e sicuramente il nord&#8221;, secondo la fonte israeliana.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_risposta_di_Teheran\"><\/span>La risposta di Teheran<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>L&#8217;Iran non \u00e8 rimasto a guardare. Gi\u00e0 il 23 gennaio, un alto funzionario iraniano aveva dichiarato che qualsiasi attacco sarebbe stato considerato &#8220;una guerra totale contro di noi&#8221;. &#8220;Questa volta classificheremo qualsiasi offensiva, che sia limitata, estesa, chirurgica o cinetica, come una guerra totale e reagiremo nel modo pi\u00f9 severo possibile&#8221;, aveva avvertito.<\/p>\n\n\n\n<p>La Guida Suprema, l&#8217;Ayatollah Ali Khamenei, ha usato toni altrettanto minacciosi. &#8220;I pi\u00f9 forti del mondo talvolta ricevono uno schiaffo dal quale non riescono a rialzarsi&#8221;, ha dichiarato alla televisione di stato. E ha aggiunto un avvertimento esplicito sulla vulnerabilit\u00e0 navale americana: &#8220;Una nave da guerra \u00e8 un&#8217;arma formidabile, ma l&#8217;arma capace di affondarla \u00e8 ancora pi\u00f9 pericolosa&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 17 febbraio, in coincidenza con i colloqui di Ginevra, l&#8217;Iran ha parzialmente chiuso lo <strong>Stretto di Hormuz<\/strong> per alcune ore, ufficialmente per &#8220;precauzioni di sicurezza&#8221; durante esercitazioni militari dei Pasdaran. Lo stretto \u00e8 una delle arterie vitali del commercio mondiale: vi transita circa un quinto del consumo giornaliero globale di petrolio, pari a circa 20 milioni di barili al giorno.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;esercitazione, denominata &#8220;Smart of the Strait of Hormuz&#8221;, era chiaramente un messaggio. Per decenni, l&#8217;Iran ha coltivato la minaccia della chiusura dello stretto come arma di deterrenza economica globale. Le Guardie Rivoluzionarie hanno schierato equipaggiamento militare sulle isole di Greater Tunb, Lesser Tunb e Abu Musa, condotto operazioni di posa di mine e installato il radar bielorusso Vostok-1 per migliorare la capacit\u00e0 di rilevamento delle minacce aeree.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_terrore_dei_Paesi_del_Golfo\"><\/span>Il terrore dei Paesi del Golfo<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>Mentre Washington e Teheran si fronteggiano, gli alleati arabi degli Stati Uniti nella regione vivono un incubo. Arabia Saudita, Qatar, Oman, insieme a Turchia ed Egitto, sono impegnati da gennaio in un&#8217;intensa attivit\u00e0 diplomatica per evitare il conflitto. Non per simpatia verso l&#8217;Iran, ma perch\u00e9 si troverebbero in prima linea nella rappresaglia iraniana.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Possono anche desiderare un indebolimento della leadership iraniana, ma tutti sono pi\u00f9 preoccupati da uno scenario di caos e incertezza, e dalla possibilit\u00e0 che elementi pi\u00f9 radicali prendano il potere&#8221;, ha spiegato Anna Jacobs Khalaf, analista del Golfo presso l&#8217;Arab Gulf States Institute, ad Al Jazeera.<\/p>\n\n\n\n<p>I rischi sono molteplici e concreti. Le strutture americane in Qatar, Emirati, Arabia Saudita e Bahrain diventerebbero bersagli immediati dei missili o dei droni iraniani. L&#8217;attacco del giugno 2025 alla base di Al Udeid in Qatar, pur senza vittime, resta un ricordo fresco e terrorizzante per i leader del Golfo. Ali Shamkhani, influente consigliere di Khamenei, ha suggerito che questa volta la risposta sarebbe molto pi\u00f9 severa dello strike &#8220;largamente simbolico&#8221; su Al Udeid.<\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 poi la dimensione economica. Un eventuale blocco, anche parziale, dello Stretto di Hormuz farebbe schizzare i premi assicurativi e il prezzo del petrolio, proprio come la campagna Houthi nel Mar Rosso in risposta alle operazioni israeliane a Gaza. Lo spettro dell&#8217;inflazione piomberebbe sull&#8217;economia globale, colpendo direttamente la promessa economica di Trump agli elettori americani nell&#8217;anno delle <strong>elezioni di medio termine<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro timore riguarda l&#8217;esodo di profughi. Il porto iraniano di Bandar Abbas \u00e8 a breve distanza in barca da Dubai. Un conflitto che devasti l&#8217;economia iraniana o provochi un collasso interno potrebbe spingere migliaia di sfollati attraverso il mare verso gli Emirati.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il paradosso pi\u00f9 inquietante \u00e8 forse un altro. Un attacco militare potrebbe indurre l&#8217;Iran ad abbandonare la dottrina ufficiale del nucleare civile e a lanciarsi nella costruzione di un&#8217;arma atomica, esattamente l&#8217;esito che la guerra dovrebbe prevenire. In assenza di un&#8217;occupazione militare totale del Paese, non esistono ostacoli materiali a una <strong>corsa alla bomba<\/strong>, dato il know-how accumulato da Teheran. Questo scenario costringerebbe Arabia Saudita ed Emirati a cercare il proprio deterrente nucleare, innescando una destabilizzante corsa agli armamenti regionale.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Le ripercussioni di un collasso statale supererebbero di gran lunga ci\u00f2 che il Medio Oriente ha sperimentato con i conflitti in Iraq, Siria o Yemen&#8221;, ha scritto l&#8217;analista Galip Dalay per Chatham House.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Un_bivio_tra_guerra_e_negoziato\"><\/span>Un bivio tra guerra e negoziato<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>La situazione al 21 febbraio 2026 \u00e8 sospesa su un filo sottile. Il ministro degli Esteri iraniano ha annunciato di aspettarsi di avere una controproposta dettagliata pronta entro pochi giorni. I negoziatori americani hanno indicato che l&#8217;Iran dovrebbe tornare al tavolo entro due settimane con proposte concrete per colmare le distanze.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il dispiegamento militare prosegue senza sosta. La USS Gerald R. Ford ha attraversato lo Stretto di Gibilterra ed \u00e8 ora nel Mediterraneo, in rotta verso il Medio Oriente. I bombardieri B-2 sono in stato di allerta rafforzata nelle basi americane. E secondo analisti del Center for Strategic and International Studies, lo schieramento navale attuale, con 16 navi complessive tra portaerei, navi da guerra di superficie, navi anfibie e sottomarini, \u00e8 gi\u00e0 superiore a quello del 2024 nella stessa regione.<\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 un dato che preoccupa gli osservatori pi\u00f9 di ogni altro. Data la scala del dispiegamento, non esiste un modo per Trump di ritirare le forze senza perdere la faccia, a meno che non si raggiunga un accordo. L&#8217;escalation ha acquisito una logica propria, e il presidente americano si \u00e8 spinto in un angolo da cui \u00e8 difficile uscire senza un risultato tangibile, che sia un trattato o un raid.<\/p>\n\n\n\n<p>Per un presidente che ha fatto campagna sulla promessa di evitare le guerre all&#8217;estero, Trump si trova ora a contemplare quello che sarebbe almeno il settimo intervento militare americano all&#8217;estero nell&#8217;ultimo anno, e il secondo contro l&#8217;Iran. Il Medio Oriente trattiene il fiato, in attesa della decisione di un solo uomo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli Stati Uniti hanno schierato oltre 50 caccia, due portaerei, sottomarini e sistemi antimissile in Medio Oriente. \u00c8 il pi\u00f9 grande ammassamento di forza aerea nella regione dall&#8217;invasione dell&#8217;Iraq. Tra negoziati a Ginevra e ultimatum di Trump, il rischio di un nuovo attacco all&#8217;Iran \u00e8 concreto. 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