{"id":62004,"date":"2026-03-23T16:29:56","date_gmt":"2026-03-23T15:29:56","guid":{"rendered":"https:\/\/alground.com\/site\/?p=62004"},"modified":"2026-03-23T16:30:05","modified_gmt":"2026-03-23T15:30:05","slug":"il-golfo-sotto-ricatto-lultimatum-di-trump-alliran","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alground.com\/site\/il-golfo-sotto-ricatto-lultimatum-di-trump-alliran\/62004\/","title":{"rendered":"Il Golfo sotto ricatto: l\u2019ultimatum di Trump all\u2019Iran"},"content":{"rendered":"<div id=\"ez-toc-container\" class=\"ez-toc-v2_0_82_2 counter-hierarchy ez-toc-counter ez-toc-grey ez-toc-container-direction\">\n<p class=\"ez-toc-title\" style=\"cursor:inherit\">Punti chiave<\/p>\n<label for=\"ez-toc-cssicon-toggle-item-69fdd588206c9\" class=\"ez-toc-cssicon-toggle-label\"><span class=\"\"><span class=\"eztoc-hide\" style=\"display:none;\">Toggle<\/span><span class=\"ez-toc-icon-toggle-span\"><svg style=\"fill: #999;color:#999\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" class=\"list-377408\" width=\"20px\" height=\"20px\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\"><path d=\"M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z\" fill=\"currentColor\"><\/path><\/svg><svg style=\"fill: #999;color:#999\" class=\"arrow-unsorted-368013\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"10px\" height=\"10px\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.2\" baseProfile=\"tiny\"><path d=\"M18.2 9.3l-6.2-6.3-6.2 6.3c-.2.2-.3.4-.3.7s.1.5.3.7c.2.2.4.3.7.3h11c.3 0 .5-.1.7-.3.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7zM5.8 14.7l6.2 6.3 6.2-6.3c.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7c-.2-.2-.4-.3-.7-.3h-11c-.3 0-.5.1-.7.3-.2.2-.3.5-.3.7s.1.5.3.7z\"\/><\/svg><\/span><\/span><\/label><input type=\"checkbox\"  id=\"ez-toc-cssicon-toggle-item-69fdd588206c9\"  aria-label=\"Toggle\" \/><nav><ul class='ez-toc-list ez-toc-list-level-1 ' ><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-1\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/il-golfo-sotto-ricatto-lultimatum-di-trump-alliran\/62004\/#Teheran_sfida_lultimatum\" >Teheran sfida l\u2019ultimatum<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-2\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/il-golfo-sotto-ricatto-lultimatum-di-trump-alliran\/62004\/#Bombe_su_Teheran_ponti_sul_Litani\" >Bombe su Teheran, ponti sul Litani<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-3\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/il-golfo-sotto-ricatto-lultimatum-di-trump-alliran\/62004\/#Il_cielo_di_Teheran_e_una_nube_tossica\" >Il cielo di Teheran \u00e8 una nube tossica<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-4\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/il-golfo-sotto-ricatto-lultimatum-di-trump-alliran\/62004\/#Diplomazia_al_rallentatore_logica_dellultimatum\" >Diplomazia al rallentatore, logica dell\u2019ultimatum<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-5\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/il-golfo-sotto-ricatto-lultimatum-di-trump-alliran\/62004\/#Il_costo_umano_e_politico_della_guerra\" >Il costo umano e politico della guerra<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-6\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/il-golfo-sotto-ricatto-lultimatum-di-trump-alliran\/62004\/#Mercati_in_caduta_barili_mancanti\" >Mercati in caduta, barili mancanti<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-7\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/il-golfo-sotto-ricatto-lultimatum-di-trump-alliran\/62004\/#Fratture_interne_e_repressione_in_Iran\" >Fratture interne e repressione in Iran<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-8\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/il-golfo-sotto-ricatto-lultimatum-di-trump-alliran\/62004\/#Un_Medio_Oriente_sullorlo_del_blackout\" >Un Medio Oriente sull\u2019orlo del blackout<\/a><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n\n<p>La guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran \u00e8 entrata in una fase in cui il campo di battaglia non \u00e8 pi\u00f9 solo il cielo di Teheran o il deserto del Negev, ma l\u2019intera architettura energetica del Medio Oriente. Al centro della crisi c\u2019\u00e8 lo Stretto di Hormuz, corridoio da cui transita una quota decisiva del petrolio mondiale e che Teheran minaccia di controllare in modo selettivo, consentendo il passaggio solo alle navi dei Paesi ritenuti \u201camici\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il presidente Donald Trump ha scandito il tempo di questa escalation con un ultimatum: 48 ore per riaprire completamente Hormuz, pena l\u2019\u201cannientamento\u201d delle centrali elettriche iraniane, a partire dalla pi\u00f9 grande. L\u2019Iran ha risposto annunciando che, in caso di attacco alle sue infrastrutture energetiche, colpir\u00e0 in modo simmetrico centrali elettriche, impianti di desalinizzazione e reti critiche in Israele e nei Paesi del Golfo che alimentano le basi americane. In questo scambio di minacce, lo Stretto \u00e8 diventato non solo un punto di strozzatura marittimo ma un\u2019arma geopolitica.<\/p>\n\n\n\n<p>La figura di Trump domina la scena con un linguaggio iperbolico che parla di \u201cdistruzione totale dell\u2019Iran\u201d, mentre sui social ribadisce la sua dottrina della \u201cpace attraverso la forza\u201d. L\u2019ultimatum sullo stretto, per\u00f2, si innesta su una campagna militare gi\u00e0 in corso da quasi un mese, iniziata con l\u2019attacco congiunto Usa-Israele del 28 febbraio che ha ucciso la Guida suprema Ali Khamenei e decine di esponenti di vertice del regime. Da quel momento il conflitto si \u00e8 allargato a pi\u00f9 fronti, dal Libano al Golfo Persico, trasformandosi in una guerra a geometria variabile.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo contesto, la minaccia sulle centrali elettriche non \u00e8 solo un passaggio tattico ma un salto di qualit\u00e0 che sposta il baricentro della guerra dai siti militari alle infrastrutture su cui si regge la vita quotidiana di milioni di persone. \u00c8 qui che il conflitto rischia di toccare una soglia psicologica irreversibile, facendo saltare la distinzione tra obiettivi militari e bersagli civili. <strong>Energia e infrastrutture<\/strong> diventano le parole chiave di una crisi che riguarda allo stesso tempo tank, borse e contatori della luce.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"teheran-sfida-lultimatum\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Teheran_sfida_lultimatum\"><\/span>Teheran sfida l\u2019ultimatum<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>Mentre la scadenza fissata da Washington si avvicina, Teheran sceglie la sfida aperta. Il Consiglio di Difesa iraniano, organo creato dopo la guerra dei dodici giorni con Israele del 2025 e posto sotto l\u2019ombrello del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale, ha annunciato che qualsiasi attacco alle coste o alle isole iraniane porter\u00e0 al minamento di tutte le principali rotte del Golfo Persico.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel comunicato, rilanciato dai media di Stato, si parla esplicitamente di \u201cmine navali\u201d, comprese mine galleggianti dispiegate dalla costa, e si ribadisce che l\u2019attraversamento di Hormuz per i Paesi non belligeranti \u00e8 possibile solo previo coordinamento con l\u2019Iran. \u00c8 un messaggio doppio: deterrenza militare verso gli Stati Uniti e Israele, pressione politica verso Europa e Asia, che dipendono da quel corridoio per il loro approvvigionamento energetico.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, i Pasdaran, affina la minaccia sul terreno dell\u2019energia. In una dichiarazione ufficiale, afferma di essere pronto a una risposta \u201csimmetrica e immediata\u201d: se gli Stati Uniti colpiranno le centrali elettriche iraniane, Teheran prender\u00e0 di mira le centrali elettriche israeliane e quelle dei Paesi del Golfo che alimentano le basi Usa, oltre ad altre infrastrutture economiche e industriali in cui \u201cgli americani sono azionisti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il portavoce dei Pasdaran, ribaltando le accuse occidentali sugli impianti di desalinizzazione, insiste che \u201cnon siamo stati noi ad attaccare ospedali, scuole, centri di soccorso\u201d, ma avverte: se verr\u00e0 colpita la rete elettrica, l\u2019Iran colpir\u00e0 la rete elettrica. L\u2019obiettivo dichiarato \u00e8 stabilire una \u201cdeterrenza al medesimo livello di minaccia\u201d. Nel linguaggio della leadership militare, \u00e8 un modo per dire che l\u2019Iran \u00e8 pronto a rendere il conflitto non solo pi\u00f9 duro ma anche pi\u00f9 imprevedibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Dietro questa postura muscolare c\u2019\u00e8 una struttura di potere scossa e allo stesso tempo ricompattata. Dopo l\u2019uccisione di Ali Khamenei nei bombardamenti, la guida del sistema \u00e8 passata al figlio Mojtaba, ferito e, secondo fonti americane e israeliane, isolato e non pi\u00f9 raggiungibile, mentre i religiosi sopravvissuti e i vertici dei Pasdaran avrebbero consolidato il controllo del Paese. <strong>Leadership e continuit\u00e0<\/strong> diventano quindi parte della partita, tra opacit\u00e0 e ricomposizione interna.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"bombe-su-teheran-ponti-sul-litani\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Bombe_su_Teheran_ponti_sul_Litani\"><\/span>Bombe su Teheran, ponti sul Litani<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>Sul terreno, la guerra ha preso la forma di una campagna aerea di logoramento che investe citt\u00e0, infrastrutture e nodi logistici. Nelle ultime ore, nuove esplosioni sono state segnalate in diverse aree di Teheran, dalla superstrada Shahid Babaei alle zone di Garmdareh, fino al cuore urbano tra le vie Hafez e Jomhouri, un\u2019area densamente popolata di uffici pubblici, negozi e abitazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Un raid ha colpito anche Khorramabad, a ovest della capitale, distruggendo un edificio residenziale e provocando la morte di almeno un bambino oltre a numerosi feriti. L\u2019esercito israeliano rivendica un\u2019\u201condata di attacchi aerei su vasta scala\u201d contro le infrastrutture del \u201cregime del terrore\u201d iraniano, includendo basi militari, impianti di produzione di armamenti, depositi missilistici, il quartier generale del Ministero dell\u2019Intelligence e il centro d\u2019emergenza delle forze di sicurezza interne.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul fianco nord, il fronte libanese si infiamma. Le forze israeliane hanno distrutto due ponti strategici sul fiume Litani, tra cui quello a Qaaqaaiyet al-Jisr, tagliando un collegamento essenziale tra Nabatiyeh e la valle di al Hujair e, nei giorni precedenti, il ponte di Qasmiyeh vicino a Tiro. Il presidente libanese Joseph Aoun parla apertamente di \u201cpreludio a una invasione di terra\u201d, mentre Hezbollah sostiene di aver condotto decine di operazioni in 24 ore, impiegando razzi, droni e artiglieria contro obiettivi israeliani nel nord di Israele e nel sud del Libano.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019offensiva israeliana in territorio libanese viene giustificata come risposta alle minacce del movimento sciita filo-iraniano, ma di fatto apre un fronte parallelo che moltiplica i rischi di allargamento del conflitto. In Israele, la popolazione vive sotto una pioggia quasi quotidiana di allarmi: a Tel Aviv, la sirena \u00e8 risuonata pi\u00f9 volte in una sola mattina, con missili iraniani intercettati sopra la citt\u00e0, esplosioni vicino al teatro Habima e un edificio distrutto nelle vicinanze del mercato Carmel.<\/p>\n\n\n\n<p>La linea che separa obiettivi militari, centri urbani e infrastrutture civili appare sempre pi\u00f9 sottile. L\u2019uccisione di un agricoltore nel nord di Israele, forse per fuoco amico durante uno scontro lungo il confine libanese, \u00e8 uno degli episodi che mostrano come la densit\u00e0 dei combattimenti renda fragile anche la capacit\u00e0 di controllo delle forze armate coinvolte. In questo scenario, l\u2019idea, evocata dal ministro della Difesa Israel Katz, di applicare il \u201cmodello Gaza\u201d ai villaggi del sud del Libano significa esportare una dottrina di distruzione sistematica in un contesto regionale gi\u00e0 saturo di tensioni. <strong>Civili in prima linea<\/strong> \u00e8 l\u2019immagine che emerge da entrambe le sponde del fronte.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"il-cielo-di-teheran--una-nube-tossica\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_cielo_di_Teheran_e_una_nube_tossica\"><\/span>Il cielo di Teheran \u00e8 una nube tossica<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>Alla dimensione militare si somma una crisi ambientale che colpisce la capitale iraniana. Due settimane dopo i bombardamenti israeliani contro depositi di petrolio a Teheran, una nube tossica continua a incombere sulla citt\u00e0, come documentano immagini satellitari rilanciate da vari media internazionali.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fumo prodotto dagli attacchi ha rilasciato in atmosfera fuliggine, particelle di olio e anidride solforosa, mentre una successiva tempesta ha portato piogge contaminate da residui petroliferi. Residenti intervistati lamentano mal di testa, irritazioni oculari e cutanee, difficolt\u00e0 respiratorie. Gli esperti avvertono che questi sintomi potrebbero essere solo l\u2019inizio, preludio a rischi a lungo termine: malattie cardiovascolari, peggioramento delle funzioni cognitive, danni al Dna, aumento dei casi di tumore.<\/p>\n\n\n\n<p>Il quadro sanitario si intreccia con un\u2019infrastruttura urbana gi\u00e0 sotto pressione. Nel porto di Bandar Abbas, sullo Stretto di Hormuz, un attacco contro un\u2019antenna radio ha provocato un morto e un ferito, interrotto temporaneamente i servizi radiotelevisivi e poi riportati alla normalit\u00e0. Questa combinazione di bombardamenti su infrastrutture energetiche e comunicative, in un contesto di inquinamento estremo, trasforma Teheran in un laboratorio involontario di guerra ambientale.<\/p>\n\n\n\n<p>La guerra, qui, non \u00e8 solo la somma di ordigni e bersagli. \u00c8 un processo che ridefinisce l\u2019aria che si respira, l\u2019acqua che cade dal cielo, la percezione stessa della citt\u00e0 da parte dei suoi abitanti. <strong>Salute pubblica urbana<\/strong> e resilienza diventano variabili di un conflitto che va oltre la tradizionale grammatica militare.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"diplomazia-al-rallentatore-logica-dellultimatum\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Diplomazia_al_rallentatore_logica_dellultimatum\"><\/span>Diplomazia al rallentatore, logica dell\u2019ultimatum<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>Sul piano diplomatico, la crisi produce dichiarazioni dure ma pochi corridoi reali di de-escalation. La Russia si dice contraria al blocco di Hormuz, ma sottolinea che lo stretto va letto nel contesto della \u201ccomplessiva situazione in Medio Oriente\u201d: invita alla cessazione dell\u2019\u201caggressione americana e israeliana\u201d contro l\u2019Iran e sostiene che la normalizzazione dello stretto passer\u00e0 solo dalla fine della guerra.<\/p>\n\n\n\n<p>Mosca avverte anche contro ogni minaccia alla centrale nucleare di Bushehr, mentre il Cremlino smentisce articoli secondo cui avrebbe proposto agli Stati Uniti uno scambio di intelligence, offrendo di interrompere la condivisione di dati con Teheran in cambio di un analogo gesto americano sull\u2019Ucraina. La Cina, dal canto suo, avverte che l\u2019eventuale attacco alle centrali elettriche iraniane potrebbe rendere \u201cincontrollabile\u201d la situazione mediorientale, spingendo l\u2019intera regione oltre una soglia di gestione politica.<\/p>\n\n\n\n<p>In parallelo, il premier britannico Keir Starmer insiste con Trump sulla necessit\u00e0 di riaprire Hormuz per stabilizzare il mercato energetico globale, pur muovendosi dentro una relazione bilaterale segnata dagli strappi verbali del presidente americano nei confronti di Londra. Trump, che ha pi\u00f9 volte ridicolizzato la Nato definendola una \u201cvergogna\u201d, usa l\u2019alleanza come bersaglio retorico interno mentre chiede comunque, davanti alle telecamere, che le \u201cnazioni del mondo libero\u201d si uniscano alla guerra contro l\u2019Iran.<\/p>\n\n\n\n<p>La diplomazia si muove a strappi simili anche sul fronte asiatico. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in un\u2019intervista all\u2019agenzia giapponese Kyodo, afferma che Teheran non cerca un semplice cessate il fuoco ma \u201cuna fine completa, globale e duratura della guerra\u201d e si dice pronta a garantire il passaggio delle navi giapponesi a Hormuz, precisando che lo stretto non \u00e8 formalmente chiuso, ma sottoposto a restrizioni verso i Paesi coinvolti nel conflitto.<\/p>\n\n\n\n<p>Teheran apprezza la posizione \u201cequilibrata e imparziale\u201d del Giappone e intravede in Tokyo un possibile mediatore, in un momento in cui molte capitali cercano margini per evitare il collasso del sistema energetico globale. Tuttavia, mentre Trump parla ancora di \u201cIran morto\u201d per potersi concentrare sul \u201cvero nemico\u201d interno, il Partito democratico, la logica dell\u2019ultimatum resta la grammatica principale del conflitto. <strong>Diplomazia sotto pressione<\/strong> riassume il clima di queste ore.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"il-costo-umano-e-politico-della-guerra\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_costo_umano_e_politico_della_guerra\"><\/span>Il costo umano e politico della guerra<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>Dietro le mappe dei raid e le curve del petrolio, c\u2019\u00e8 il costo umano di una guerra che ha superato le tre settimane. Le vittime si contano ormai a migliaia tra Iran, Libano e Israele, mentre anche i militari statunitensi hanno pagato un prezzo in vite umane, sia in mare sia nelle basi sparse nel Golfo.<\/p>\n\n\n\n<p>Milioni di persone in Iran e in Libano sono state costrette a lasciare le proprie case, mentre nuove ondate di sfollati si aggiungono a quelle prodotte dai conflitti degli ultimi anni in Siria, Iraq e Palestina. Il paragone evocato dalla deputata repubblicana Anna Paulina Luna, che critica il senatore Lindsey Graham accusandolo di trattare i soldati come \u201cbestiame sacrificabile\u201d a proposito di un\u2019ipotetica operazione anfibia americana per conquistare l\u2019isola iraniana di Kharg, richiama la memoria di Iwo Jima e delle sue 26 mila vittime americane.<\/p>\n\n\n\n<p>La stessa idea di un assalto a Kharg, snodo da cui passa la gran parte delle esportazioni petrolifere iraniane, rende evidente quanto l\u2019obiettivo militare e quello economico tendano a sovrapporsi. All\u2019interno degli Stati Uniti, il dibattito repubblicano mostra una frattura tra falchi e figure pi\u00f9 caute, mentre l\u2019opinione pubblica osserva un presidente che spinge la retorica al limite nel mezzo di un\u2019economia rallentata, con prezzi elevati e una promessa di \u201cet\u00e0 dell\u2019oro\u201d che tarda ad arrivare.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli analisti americani ricordano la formula secondo cui alcuni Paesi \u201cnon hanno una politica estera, ma solo una politica interna\u201d. Nel caso di Trump, la tentazione di usare la guerra come diversivo rispetto a scandali irrisolti e difficolt\u00e0 elettorali si intreccia con un genuino calcolo di potenza, in cui la dimostrazione di forza militare dovrebbe sostenere la credibilit\u00e0 americana su scala globale. <strong>Legittimit\u00e0 e consenso<\/strong> diventano cos\u00ec un fronte parallelo a quello di Teheran o di Hormuz.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"mercati-in-caduta-barili-mancanti\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Mercati_in_caduta_barili_mancanti\"><\/span>Mercati in caduta, barili mancanti<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019onda d\u2019urto della crisi non si ferma alle coste del Golfo. Il direttore dell\u2019Agenzia internazionale dell\u2019Energia, Fatih Birol, avverte che il mondo potrebbe trovarsi di fronte alla peggiore crisi energetica degli ultimi decenni, con una perdita stimata di decine di milioni di barili al giorno, pi\u00f9 delle due grandi crisi petrolifere degli anni Settanta messe insieme. Almeno quaranta infrastrutture energetiche sarebbero \u201cgravemente o molto gravemente\u201d danneggiate in numerosi Paesi del Medio Oriente.<\/p>\n\n\n\n<p>Birol sottolinea che nessun Paese sar\u00e0 immune dagli effetti di questa crisi se la guerra proseguir\u00e0 su questa traiettoria. A Tokyo, la Borsa registra un forte ribasso dopo le ultime minacce di Trump: il Nikkei crolla in apertura, recupera solo in parte nelle ore successive, mentre il prezzo del greggio Wti supera temporaneamente la soglia psicologica dei 100 dollari al barile.<\/p>\n\n\n\n<p>In Cina, gli indici principali aprono in rosso, mentre Hong Kong scivola ancora pi\u00f9 in basso e le grandi banche d\u2019affari, da Goldman Sachs in gi\u00f9, avvertono che l\u2019impatto dei prezzi del petrolio dipender\u00e0 dalla durata della chiusura di Hormuz e dalla dinamica di domanda e offerta globale. I mercati asiatici, altamente dipendenti dal greggio del Golfo, diventano cos\u00ec un barometro immediato della guerra.<\/p>\n\n\n\n<p>La vulnerabilit\u00e0 energetica si traduce in vulnerabilit\u00e0 finanziaria e, a cascata, sociale. L\u2019Iran, dal canto suo, prova a usare i flussi di petrolio come leva, mentre gli Stati Uniti, per attenuare la pressione sui prezzi, hanno alleggerito alcune sanzioni sul greggio iraniano in mare, nel tentativo di controllare a chi finiscano quei barili e come vengano usati i proventi. Il paradosso \u00e8 che un conflitto nato anche per frenare l\u2019evoluzione del programma nucleare e missilistico iraniano rischia di destabilizzare l\u2019intero sistema energetico che sostiene la crescita mondiale. <strong>Mercati e geopolitica<\/strong> si fondono in un unico teatro.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"fratture-interne-e-repressione-in-iran\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Fratture_interne_e_repressione_in_Iran\"><\/span>Fratture interne e repressione in Iran<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>Mentre affronta la pressione militare esterna, il regime iraniano si preoccupa di sigillare il fronte interno. Il Ministero dell\u2019Intelligence di Teheran annuncia l\u2019arresto di decine di persone definite \u201cmercenari degli Stati Uniti e di Israele\u201d, accusate di collaborare con la testata di opposizione Iran International, con sede a Londra.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo il comunicato, gli arrestati avrebbero fornito informazioni sulla posizione di centri militari e di sicurezza, e mantenuto contatti con gruppi separatisti pronti ad alimentare disordini di piazza in caso di appelli esterni. Ad almeno parte di loro verranno confiscati beni, mentre altri collaboratori della tv sono stati fermati in diverse province.<\/p>\n\n\n\n<p>Le autorit\u00e0 iraniane minacciano anche di intervenire contro i membri delle pagine social legate a Iran International, invitando i cittadini ad abbandonarle. \u00c8 una strategia che combina repressione preventiva, controllo dell\u2019informazione e costruzione di una narrativa patriottica in cui ogni dissenso mediatico viene presentato come estensione dell\u2019\u201coperazione psicologica\u201d nemica.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo quadro, la libert\u00e0 di informazione diventa uno dei primi collateral della guerra. Mentre i droni sorvolano Teheran, lo spazio pubblico digitale si restringe. Gli appelli delle autorit\u00e0 iraniane ai media interni a \u201cnon contribuire alla narrativa del nemico\u201d e a non insistere sui punti deboli del Paese rafforzano il tentativo di blindare il discorso nazionale attorno alla logica della resistenza. <strong>Controllo del racconto<\/strong> \u00e8 la cifra della risposta del regime.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"un-medio-oriente-sullorlo-del-blackout\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Un_Medio_Oriente_sullorlo_del_blackout\"><\/span>Un Medio Oriente sull\u2019orlo del blackout<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>Le ultime settimane hanno mostrato quanto rapidamente un conflitto regionale possa trasformarsi in una minaccia sistemica. Nel giro di 23 giorni, gli Stati Uniti e Israele hanno condotto ondate di raid che, secondo fonti militari, hanno degradato in modo significativo le difese aeree iraniane e colpito decine di siti missilistici e infrastrutturali, mentre l\u2019Iran ha dimostrato di poter colpire Israele, le basi Usa nel Golfo e gli impianti dei Paesi che le ospitano, oltre a usare Hormuz come leva strategica.<\/p>\n\n\n\n<p>Il rischio evocato dagli analisti non \u00e8 solo quello di una \u201cguerra lunga\u201d, ma di una regione intrappolata in un equilibrio di minacce reciproche che ruotano attorno alla luce e all\u2019acqua: centrali elettriche, reti, impianti di desalinizzazione, pipeline, cavi sottomarini. Il direttore dell\u2019Agenzia per l\u2019Energia parla di \u201cdue crisi petrolifere e un crollo del gas\u201d fusi in un unico shock; la Cina avverte di uno scenario \u201cincontrollabile\u201d; la Russia lega la normalizzazione di Hormuz alla fine dell\u2019\u201caggressione\u201d contro l\u2019Iran.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto, la popolazione di Teheran respira una nube tossica, i residenti del sud del Libano vivono sotto i bombardamenti, i cittadini israeliani corrono nei rifugi al suono delle sirene. Trump ha per ora deciso di posticipare di alcuni giorni gli attacchi alle centrali elettriche iraniane dopo quelle che la Casa Bianca definisce \u201cconversazioni produttive\u201d verso una possibile risoluzione del conflitto, anche se da Teheran arrivano smentite sull\u2019esistenza di veri negoziati.<\/p>\n\n\n\n<p>La domanda, ora, \u00e8 se questa breve finestra temporale verr\u00e0 usata per costruire un sentiero credibile di de-escalation o se si trasformer\u00e0 nell\u2019ennesima pausa prima di un\u2019ulteriore escalation che potrebbe portare il Medio Oriente, e con esso una parte significativa dell\u2019economia globale, sull\u2019orlo di un <strong>blackout regionale<\/strong> reale e metaforico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran \u00e8 entrata in una fase in cui il campo di battaglia non \u00e8 pi\u00f9 solo il cielo di Teheran o il deserto del Negev, ma l\u2019intera architettura energetica del Medio Oriente. 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