{"id":62143,"date":"2026-04-11T15:16:36","date_gmt":"2026-04-11T14:16:36","guid":{"rendered":"https:\/\/alground.com\/site\/?p=62143"},"modified":"2026-04-11T15:16:41","modified_gmt":"2026-04-11T14:16:41","slug":"colloqui-pace-iran-stati-uniti-partita-rischiosa-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alground.com\/site\/colloqui-pace-iran-stati-uniti-partita-rischiosa-trump\/62143\/","title":{"rendered":"Colloqui di pace tra Iran e Stati Uniti: la partita pi\u00f9 rischiosa di Trump"},"content":{"rendered":"<div id=\"ez-toc-container\" class=\"ez-toc-v2_0_80 counter-hierarchy ez-toc-counter ez-toc-grey ez-toc-container-direction\">\n<p class=\"ez-toc-title\" style=\"cursor:inherit\">Punti chiave<\/p>\n<label for=\"ez-toc-cssicon-toggle-item-69da98b24544e\" class=\"ez-toc-cssicon-toggle-label\"><span class=\"\"><span class=\"eztoc-hide\" style=\"display:none;\">Toggle<\/span><span class=\"ez-toc-icon-toggle-span\"><svg style=\"fill: #999;color:#999\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" class=\"list-377408\" width=\"20px\" height=\"20px\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\"><path d=\"M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z\" fill=\"currentColor\"><\/path><\/svg><svg style=\"fill: #999;color:#999\" class=\"arrow-unsorted-368013\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"10px\" height=\"10px\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.2\" baseProfile=\"tiny\"><path d=\"M18.2 9.3l-6.2-6.3-6.2 6.3c-.2.2-.3.4-.3.7s.1.5.3.7c.2.2.4.3.7.3h11c.3 0 .5-.1.7-.3.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7zM5.8 14.7l6.2 6.3 6.2-6.3c.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7c-.2-.2-.4-.3-.7-.3h-11c-.3 0-.5.1-.7.3-.2.2-.3.5-.3.7s.1.5.3.7z\"\/><\/svg><\/span><\/span><\/label><input type=\"checkbox\"  id=\"ez-toc-cssicon-toggle-item-69da98b24544e\"  aria-label=\"Toggle\" \/><nav><ul class='ez-toc-list ez-toc-list-level-1 ' ><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-1\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/colloqui-pace-iran-stati-uniti-partita-rischiosa-trump\/62143\/#La_trattativa_sotto_pressione\" >La trattativa sotto pressione<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-2\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/colloqui-pace-iran-stati-uniti-partita-rischiosa-trump\/62143\/#Il_peso_delle_minacce\" >Il peso delle minacce<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-3\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/colloqui-pace-iran-stati-uniti-partita-rischiosa-trump\/62143\/#Una_tregua_ancora_incerta\" >Una tregua ancora incerta<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-4\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/colloqui-pace-iran-stati-uniti-partita-rischiosa-trump\/62143\/#Il_senso_politico_della_crisi\" >Il senso politico della crisi<\/a><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n\n<p>La guerra tra <strong>Iran<\/strong>, Stati Uniti e Israele \u00e8 entrata in una fase nuova, pi\u00f9 diplomatica solo in apparenza. A Islamabad, mentre si prepara un possibile incontro tra delegazioni americana e iraniana, resta intatta la sensazione che ogni passo avanti possa essere seguito da una nuova escalation.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"la-trattativa-sotto-pressione\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_trattativa_sotto_pressione\"><\/span>La trattativa sotto pressione<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>In Pakistan si sta creando il quadro logistico e politico per colloqui delicati, con un centro media speciale per i giornalisti e con l\u2019arrivo delle delegazioni in un clima descritto dalle autorit\u00e0 come cruciale e complesso. La presenza di <strong>JD Vance<\/strong> a capo della delegazione americana e quella di rappresentanti iraniani a Islamabad mostrano che il canale diplomatico non \u00e8 morto, ma resta sottoposto a una pressione enorme.<\/p>\n\n\n\n<p>La sensazione \u00e8 che la diplomazia stia correndo dietro alla guerra, non il contrario. E che ogni annuncio di apertura sia accompagnato da nuove minacce, nuovi raid, nuove prove di forza.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"il-peso-delle-minacce\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_peso_delle_minacce\"><\/span>Il peso delle minacce<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>Donald Trump ha continuato a usare un linguaggio durissimo, alternando l\u2019idea di un possibile accordo a messaggi che evocano conseguenze catastrofiche. Il presidente americano ha spinto sulla leva del tempo, fissando scadenze e collegando l\u2019esito dei colloqui alla riapertura dello Stretto di Hormuz e a un possibile cessate il fuoco.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa strategia ha un effetto immediato: aumenta la pressione negoziale, ma al tempo stesso irrigidisce Teheran. La leadership iraniana interpreta le minacce come una prova di debolezza politica americana, non come un segnale di forza.<\/p>\n\n\n\n<p>In parallelo, i media arabi hanno insistito molto sull\u2019impatto regionale della crisi, soprattutto sul fronte energetico e sulla sicurezza del Golfo. La guerra, in questa lettura, non riguarda soltanto Iran, Israele e Stati Uniti, ma tocca porti, rotte commerciali, impianti petroliferi e stabilit\u00e0 di governi vicini.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul terreno, la situazione resta volatile. Si parla di attacchi contro infrastrutture iraniane e di un quadro generale segnato da esplosioni, danni a ponti, ferrovie e nodi considerati sensibili per la logistica militare e industriale. Gli effetti della guerra si stanno gi\u00e0 riverberando sui mercati dell\u2019energia, con un evidente aumento della vulnerabilit\u00e0 globale.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche la dimensione politica israeliana resta centrale. Benjamin Netanyahu continua a presentare le operazioni come parte di una strategia per indebolire il sistema iraniano e comprimere la capacit\u00e0 di risposta della Repubblica islamica. Ma questo obiettivo, almeno per ora, non sembra aver prodotto una vittoria netta, bens\u00ec un confronto pi\u00f9 ampio e pi\u00f9 costoso.<\/p>\n\n\n\n<p>Le fonti in farsi sottolineano inoltre la persistenza di un discorso interno iraniano che parla di resistenza, di deterrenza e di sopravvivenza del sistema politico, pi\u00f9 che di compromesso immediato. \u00c8 un punto decisivo. Per Teheran, cedere sotto pressione significherebbe ammettere una sconfitta strategica davanti all\u2019opinione pubblica interna e ai rivali regionali.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"una-tregua-ancora-incerta\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Una_tregua_ancora_incerta\"><\/span>Una tregua ancora incerta<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>Il nodo pi\u00f9 delicato resta quello della <strong>tregua<\/strong>. Il cessate il fuoco concordato nei giorni precedenti ha mostrato subito segnali di tensione, soprattutto per la questione dei flussi di petrolio e della riapertura di Hormuz. L\u2019accordo, in altre parole, non ha cancellato la guerra. L\u2019ha solo spostata su un piano meno visibile, ma non meno pericoloso.<\/p>\n\n\n\n<p>Le fonti arabe e persiane convergono su un dato: nessuna delle parti sembra pronta a offrire all\u2019altra una vittoria simbolica piena. L\u2019Iran vuole garanzie, gli Stati Uniti chiedono risultati rapidi, Israele cerca di mantenere l\u2019iniziativa militare e politica. In questo triangolo, ogni concessione rischia di essere letta come un cedimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Resta anche il fattore tempo. Pi\u00f9 il confronto si prolunga, pi\u00f9 cresce il rischio che una crisi nata come guerra limitata si trasformi in un conflitto capace di destabilizzare l\u2019intero Medio Oriente. \u00c8 questa la ragione per cui Islamabad \u00e8 diventata improvvisamente un luogo decisivo: non solo per i colloqui, ma per la prova di tenuta di un equilibrio gi\u00e0 molto fragile.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"il-senso-politico-della-crisi\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_senso_politico_della_crisi\"><\/span>Il senso politico della crisi<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>La crisi iraniana sta diventando anche un test della leadership di Trump. La guerra mette alla prova alcune delle sue qualit\u00e0 politiche pi\u00f9 durature, soprattutto la capacit\u00e0 di presentarsi come uomo dell\u2019accordo senza perdere l\u2019immagine del leader duro. \u00c8 un equilibrio difficile. Se la pressione funziona, Trump pu\u00f2 rivendicare un risultato. Se fallisce, il costo politico e strategico rischia di essere alto.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal punto di vista iraniano, invece, il conflitto sta rafforzando un racconto interno basato sulla resilienza nazionale e sulla denuncia dell\u2019intervento esterno. Nei media in farsi, il lessico \u00e8 netto: aggressione, resistenza, deterrenza, risposta. \u00c8 un linguaggio che riduce lo spazio per compromessi rapidi e rende ogni negoziato un passaggio tattico, non una svolta definitiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Per il resto della regione, il messaggio \u00e8 chiaro. Nessuno pu\u00f2 pi\u00f9 considerare la guerra un dossier confinato tra Washington, Teheran e Tel Aviv. La crisi tocca l\u2019energia, la navigazione, gli alleati arabi e l\u2019equilibrio di sicurezza dell\u2019intero Golfo. Ed \u00e8 proprio questo allargamento silenzioso, pi\u00f9 ancora dei bombardamenti, a spiegare perch\u00e9 la tregua venga descritta da molti osservatori come necessaria, ma tutt\u2019altro che stabile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La guerra tra Iran, Stati Uniti e Israele \u00e8 entrata in una fase nuova, pi\u00f9 diplomatica solo in apparenza. A Islamabad, mentre si prepara un possibile incontro tra delegazioni americana e iraniana, resta intatta la sensazione che ogni passo avanti possa essere seguito da una nuova escalation. 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