{"id":62335,"date":"2026-05-14T19:10:18","date_gmt":"2026-05-14T18:10:18","guid":{"rendered":"https:\/\/alground.com\/site\/?p=62335"},"modified":"2026-05-14T19:10:25","modified_gmt":"2026-05-14T18:10:25","slug":"cina-e-stati-uniti-contro-latomica-iraniana-retorica-condivisa-interessi-divergenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alground.com\/site\/cina-e-stati-uniti-contro-latomica-iraniana-retorica-condivisa-interessi-divergenti\/62335\/","title":{"rendered":"Cina e Stati Uniti contro l\u2019atomica iraniana: retorica condivisa, interessi divergenti"},"content":{"rendered":"<div id=\"ez-toc-container\" class=\"ez-toc-v2_0_83 counter-hierarchy ez-toc-counter ez-toc-grey ez-toc-container-direction\">\n<p class=\"ez-toc-title\" style=\"cursor:inherit\">Punti chiave<\/p>\n<label for=\"ez-toc-cssicon-toggle-item-6a0647e718bda\" class=\"ez-toc-cssicon-toggle-label\"><span class=\"\"><span class=\"eztoc-hide\" style=\"display:none;\">Toggle<\/span><span class=\"ez-toc-icon-toggle-span\"><svg style=\"fill: #999;color:#999\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" class=\"list-377408\" width=\"20px\" height=\"20px\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\"><path d=\"M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z\" fill=\"currentColor\"><\/path><\/svg><svg style=\"fill: #999;color:#999\" class=\"arrow-unsorted-368013\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"10px\" height=\"10px\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.2\" baseProfile=\"tiny\"><path d=\"M18.2 9.3l-6.2-6.3-6.2 6.3c-.2.2-.3.4-.3.7s.1.5.3.7c.2.2.4.3.7.3h11c.3 0 .5-.1.7-.3.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7zM5.8 14.7l6.2 6.3 6.2-6.3c.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7c-.2-.2-.4-.3-.7-.3h-11c-.3 0-.5.1-.7.3-.2.2-.3.5-.3.7s.1.5.3.7z\"\/><\/svg><\/span><\/span><\/label><input type=\"checkbox\"  id=\"ez-toc-cssicon-toggle-item-6a0647e718bda\"  aria-label=\"Toggle\" \/><nav><ul class='ez-toc-list ez-toc-list-level-1 ' ><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-1\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/cina-e-stati-uniti-contro-latomica-iraniana-retorica-condivisa-interessi-divergenti\/62335\/#Dallaccordo_del_2015_alla_nuova_stagione_di_negoziati\" >Dall\u2019accordo del 2015 alla nuova stagione di negoziati<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-2\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/cina-e-stati-uniti-contro-latomica-iraniana-retorica-condivisa-interessi-divergenti\/62335\/#La_voce_dei_media_statunitensi_in_lingua_inglese\" >La voce dei media statunitensi in lingua inglese<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-3\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/cina-e-stati-uniti-contro-latomica-iraniana-retorica-condivisa-interessi-divergenti\/62335\/#Pechino_tra_sostegno_a_Teheran_e_responsabilita_globale\" >Pechino tra sostegno a Teheran e responsabilit\u00e0 globale<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-4\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/cina-e-stati-uniti-contro-latomica-iraniana-retorica-condivisa-interessi-divergenti\/62335\/#Il_racconto_arabo_tra_paura_equilibrio_e_rivendicazione\" >Il racconto arabo: tra paura, equilibrio e rivendicazione<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-5\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/cina-e-stati-uniti-contro-latomica-iraniana-retorica-condivisa-interessi-divergenti\/62335\/#Le_sfumature_dei_media_cinesi_in_lingua_originale\" >Le sfumature dei media cinesi in lingua originale<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-6\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/cina-e-stati-uniti-contro-latomica-iraniana-retorica-condivisa-interessi-divergenti\/62335\/#Un_equilibrio_instabile_tra_deterrenza_e_diplomazia\" >Un equilibrio instabile tra deterrenza e diplomazia<\/a><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n\n<p>Quando la Casa Bianca ha fatto filtrare che Washington e Pechino \u201ccondividono la posizione secondo cui l\u2019Iran non deve mai dotarsi di armi nucleari\u201d, molti osservatori hanno parlato di svolta storica. Il fatto che le due maggiori potenze del pianeta, rivali strategiche su quasi ogni dossier,<strong> si ritrovino sulla stessa linea rispetto al programma nucleare iraniano \u00e8 in s\u00e9 un segnale politico potente<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>Non significa un\u2019alleanza n\u00e9 un trattato formale, ma indica che sul tema della proliferazione in Medio Oriente sia Stati Uniti sia Cina vedono un rischio comune, non solo per la sicurezza regionale ma anche per la stabilit\u00e0 dei mercati energetici e delle rotte commerciali da cui dipende l\u2019economia globale.<\/p>\n\n\n\n<p>Dietro la formula diplomatica si muove per\u00f2 una partita molto pi\u00f9 complessa. <strong>Gli Stati Uniti continuano a considerare l\u2019eventuale bomba iraniana una minaccia strategica diretta a Israele, agli alleati del Golfo e alla credibilit\u00e0 del regime globale di non proliferazione<\/strong>, mentre la Cina cerca di difendere contemporaneamente il proprio partenariato con Teheran, la propria immagine di potenza responsabile e il flusso di petrolio a prezzi favorevoli dalla Repubblica islamica. <\/p>\n\n\n\n<p>Questo doppio livello spiega perch\u00e9, accanto alla convergenza sulla \u201cnecessit\u00e0 che l\u2019Iran non abbia mai l\u2019atomica\u201d, le dichiarazioni di Washington e Pechino restino profondamente diverse su sanzioni, uso della forza e responsabilit\u00e0 della crisi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"dallaccordo-del-2015-alla-nuova-stagione-di-negozi\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Dallaccordo_del_2015_alla_nuova_stagione_di_negoziati\"><\/span>Dall\u2019accordo del 2015 alla nuova stagione di negoziati<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>Per comprendere il significato di questo allineamento va ricordato il percorso del programma nucleare iraniano. Il Joint Comprehensive Plan of Action, siglato nel 2015 tra Iran e gruppi di potenze internazionali, aveva posto limiti stringenti sull\u2019arricchimento dell\u2019uranio, sulla riconversione di reattori sensibili e su un regime di ispezioni rafforzate da parte dell\u2019Agenzia internazionale per l\u2019energia atomica, in cambio della graduale revoca delle sanzioni che soffocavano l\u2019economia iraniana. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quell\u2019accordo, sostenuto sin dall\u2019inizio dalla Cina come strumento per tenere Teheran <\/strong>dentro un percorso controllato e per garantire accesso all\u2019energia iraniana, aveva rappresentato uno dei rari successi multilaterali in materia di non proliferazione.<\/p>\n\n\n\n<p>La decisione degli Stati Uniti di ritirarsi dal JCPOA e di reintrodurre sanzioni unilaterali ha innescato una spirale di violazioni progressive da parte dell\u2019Iran, che ha aumentato i livelli di arricchimento e ridotto la cooperazione con l\u2019AIEA, alimentando nuovamente il timore che Teheran possa avvicinarsi alla soglia tecnologica necessaria per costruire ordigni nucleari. <\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi mesi tuttavia si \u00e8 riaperta la prospettiva di un nuovo quadro negoziale: fonti statunitensi riferiscono di un memorandum d\u2019intesa in quattordici punti, elaborato da inviati americani e interlocutori iraniani, che dovrebbe fungere da piattaforma per un cessate il fuoco regionale e per un nuovo accordo dettagliato sul programma nucleare, con fasi distinte per la fine delle ostilit\u00e0 e per la definizione tecnica dei limiti all\u2019arricchimento, alla durata della moratoria e al regime di ispezioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo queste indiscrezioni, il documento prevederebbe che l\u2019Iran si impegni a non cercare mai di dotarsi di armi nucleari, a rinunciare a impianti sotterranei e ad accettare ispezioni a sorpresa da parte degli ispettori Onu, mentre gli Stati Uniti lavorerebbero a una graduale revoca delle sanzioni e allo sblocco di asset iraniani congelati all\u2019estero. <strong>Se questa bozza dovesse consolidarsi, segnerebbe un ritorno alla logica scambio <\/strong>tra limiti verificabili al programma nucleare e alleggerimento delle pressioni economiche, una logica che Pechino ha sempre sostenuto come alternativa al confronto militare.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"la-voce-dei-media-statunitensi-in-lingua-inglese\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_voce_dei_media_statunitensi_in_lingua_inglese\"><\/span>La voce dei media statunitensi in lingua inglese<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>Le principali testate anglosassoni hanno inquadrato la convergenza tra Stati Uniti e Cina sul dossier iraniano come parte di una pi\u00f9 ampia strategia di gestione del rischio in Medio Oriente. Le ricostruzioni parlano di negoziati condotti tramite emissari, con un ruolo centrale di mediatori regionali come il Pakistan e sedi possibili dei nuovi colloqui come Islamabad o Ginevra. <\/p>\n\n\n\n<p>In questo quadro, <strong>la posizione ufficiale americana rimane fermamente ancorata al principio che l\u2019Iran debba restare privo di armi nucleari, sia per evitare una corsa regionale agli armamenti sia per proteggere l\u2019architettura del Trattato di non proliferazione<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Fonti statunitensi insistono inoltre sul fatto che la durata della moratoria sull\u2019arricchimento \u00e8 oggetto di trattativa intensa, con proposte che oscillano fra i cinque anni chiesti da Teheran e i venti desiderati da Washington, e con compromessi ipotizzati attorno ai dodici o quindici anni. <\/p>\n\n\n\n<p>Questo elemento tecnico viene presentato come chiave per rassicurare Israele e le monarchie del Golfo, convinte che una moratoria troppo breve non basterebbe a neutralizzare il rischio di un Iran \u201csoglia\u201d capace di costruire rapidamente un ordigno in caso di crisi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"pechino-tra-sostegno-a-teheran-e-responsabilit-glo\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Pechino_tra_sostegno_a_Teheran_e_responsabilita_globale\"><\/span>Pechino tra sostegno a Teheran e responsabilit\u00e0 globale<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>Nei comunicati e nelle dichiarazioni dei funzionari cinesi, pubblicati sia in lingua inglese sia in traduzione italiana da media ufficiali, emerge una linea che prova a tenere insieme sostegno a Teheran e difesa del regime di non proliferazione. Il ministero degli Esteri cinese ha pi\u00f9 volte ribadito che la Cina riconosce il \u201clegittimo diritto dell\u2019Iran all\u2019uso pacifico dell\u2019energia nucleare\u201d e si oppone alla minaccia dell\u2019uso della forza e alla pressione delle sanzioni come strumento per gestire la crisi. <\/p>\n\n\n\n<p>Allo stesso tempo, Pechino si dice impegnata a \u201cpromuovere una soluzione adeguata della questione nucleare iraniana\u201d, invocando il ritorno al JCPOA e un rafforzamento del ruolo dell\u2019AIEA come garante tecnico.<\/p>\n\n\n\n<p>In alcuni documenti congiunti insieme a Russia e Iran, presentati in sede AIEA e riportati dai media, la Cina ha firmato testi che chiedono la fine delle \u201csanzioni unilaterali illegali\u201d e la sostituzione della logica di pressione con quella del dialogo, sottolineando la centralit\u00e0 del Trattato di non proliferazione e invitando tutte le parti a evitare azioni che possano portare a una escalation. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Queste prese di posizione mostrano una Cina che, pur ribadendo la legittimit\u00e0 del programma nucleare civile iraniano, non mette in discussione <\/strong>il tab\u00f9 sulle armi nucleari, ma imputa la crisi soprattutto al ritiro americano dall\u2019accordo precedente e all\u2019uso estensivo delle sanzioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Un elemento spesso sottolineato nelle analisi di esperti \u00e8 il ruolo strutturale della Cina come partner economico di Teheran. Negli ultimi anni Pechino \u00e8 diventato il principale acquirente di petrolio iraniano, spesso a prezzi scontati, e un attore centrale nello sviluppo di infrastrutture e tecnologie nel paese mediorientale, compresi progetti legati alla riconversione di reattori e alla modernizzazione di impianti energetici. <\/p>\n\n\n\n<p>Questa dipendenza reciproca rende la Cina un attore ibrido, contemporaneamente sponsor e garante, <strong>interessato a mantenere l\u2019Iran sufficientemente integrato nell\u2019economia globale da non collassare, ma non cos\u00ec radicalizzato da innescare una guerra che chiuderebbe lo Stretto di Hormuz e danneggerebbe profondamente la Belt and Road Initiative<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"il-racconto-arabo-tra-paura-equilibrio-e-rivendica\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_racconto_arabo_tra_paura_equilibrio_e_rivendicazione\"><\/span>Il racconto arabo: tra paura, equilibrio e rivendicazione<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>Se si passa alle fonti arabe, il quadro si fa pi\u00f9 sfaccettato. Da un lato, molti commentatori del mondo arabo sunnita continuano a vedere nel programma nucleare iraniano il preludio a una bomba che potrebbe destabilizzare definitivamente gli equilibri regionali, alimentare una corsa agli armamenti e mettere a rischio anche la sicurezza civile in caso di incidenti. <\/p>\n\n\n\n<p>Dall\u2019altro lato, esiste una corrente di opinione, soprattutto in ambienti pi\u00f9 vicini a Teheran o critici verso l\u2019ordine regionale attuale, che interpreta l\u2019eventuale capacit\u00e0 nucleare iraniana come una rivincita simbolica del mondo islamico e un contrappeso alla superiorit\u00e0 militare israeliana.<\/p>\n\n\n\n<p>Le dichiarazioni ufficiali iraniane, riportate da agenzie come IRNA e rilanciate in arabo e in altre lingue, insistono per\u00f2 su un messaggio diverso. Il presidente Masud Pezeshkian, in colloqui con i leader di Qatar ed Emirati, ha ribadito che l\u2019Iran \u201cnon cerca armi nucleari\u201d e che il programma ha finalit\u00e0 esclusivamente civili, legate allo sviluppo energetico e alla difesa dei \u201cdiritti legittimi\u201d della Repubblica islamica. <strong>Secondo questa narrativa, Teheran sarebbe pronta a tornare al tavolo dei negoziati, <\/strong>a condizione che gli Stati Uniti abbandonino quella che viene percepita come una politica di doppio standard e riconoscano il diritto iraniano alla tecnologia nucleare pacifica.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel discorso arabo emerge dunque una tensione costante tra timore e identificazione. Alcuni governi del Golfo guardano con favore a una posizione convergente di Stati Uniti e Cina che freni le ambizioni iraniane, mentre segmenti dell\u2019opinione pubblica vedono nelle pressioni occidentali un\u2019ennesima prova di ipocrisia, considerando che altri stati della regione possiedono arsenali nucleari non dichiarati senza subire pressioni analoghe.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"le-sfumature-dei-media-cinesi-in-lingua-originale\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Le_sfumature_dei_media_cinesi_in_lingua_originale\"><\/span>Le sfumature dei media cinesi in lingua originale<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>I portali cinesi, nelle loro versioni in mandarino, tendono a presentare la questione iraniana come parte di un pi\u00f9 ampio dossier sulla sicurezza energetica e sulla stabilit\u00e0 regionale, con grande enfasi sul multilateralismo e sulla responsabilit\u00e0 condivisa. <\/p>\n\n\n\n<p>Nei resoconti dei colloqui trilaterali fra Cina, Russia e Iran a Pechino, che i media ufficiali hanno descritto come occasione per riaffermare l\u2019importanza del Trattato di non proliferazione, si sottolinea la necessit\u00e0 di abbandonare \u201csanzioni, pressioni e minacce\u201d e di creare condizioni favorevoli alla diplomazia. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il linguaggio scelto evita accuratamente di legittimare qualsiasi prospettiva di arma nucleare iraniana, <\/strong>ma insiste sul fatto che il programma debba restare entro i parametri del TNP, con un ruolo centrale dell\u2019AIEA e dei meccanismi ONU.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le righe delle analisi pubblicate su piattaforme cinesi, spesso riprese in inglese o in altre lingue, si legge anche una critica implicita alla gestione americana del dossier, accusata di aver \u201cpoliticizzato\u201d la questione nucleare e di aver usato il regime sanzionatorio come strumento di pressione unilaterale. <\/p>\n\n\n\n<p>Allo stesso tempo, alcune voci accademiche sottolineano che una proliferazione incontrollata in Medio Oriente sarebbe un disastro per la Cina stessa, costretta a navigare in un contesto di conflitto permanente lungo corridoi energetici vitali.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa ambivalenza \u00e8 coerente con la postura che Pechino ha assunto negli ultimi anni sulla scena globale. La Cina si propone come mediatrice, come dimostrato dal ruolo nelle intese tra Iran e Arabia Saudita e nei vari round di colloqui sul nucleare, ma allo stesso tempo mantiene una rete di cooperazione militare e tecnologica con Teheran e con Mosca. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019adesione formale al principio \u201cno bomb\u201d per l\u2019Iran diventa cos\u00ec parte di un discorso pi\u00f9 ampio sulla responsabilit\u00e0 internazionale, che non esclude per\u00f2 l\u2019uso del dossier nucleare come leva per negoziare con Washington su altri fronti, dalla tecnologia ai dazi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"un-equilibrio-instabile-tra-deterrenza-e-diplomazi\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Un_equilibrio_instabile_tra_deterrenza_e_diplomazia\"><\/span>Un equilibrio instabile tra deterrenza e diplomazia<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p>Alla luce di queste molteplici narrazioni, l\u2019affermazione secondo cui Cina e Stati Uniti avrebbero concordato che l\u2019Iran non deve mai possedere armi nucleari appare al tempo stesso vera e parziale. \u00c8 vera nella misura in cui entrambe le capitali ribadiscono, in pubblico e in privato, che una bomba iraniana sarebbe inaccettabile e incompatibile con il Trattato di non proliferazione. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 parziale perch\u00e9 dietro la formula condivisa si nascondono strumenti e priorit\u00e0 diverse: Washington continua a brandire la minaccia di nuove sanzioni e, almeno sul piano retorico, non esclude l\u2019uso della forza, mentre Pechino respinge tanto le sanzioni unilaterali quanto la logica degli attacchi preventivi, e investe invece su processi negoziali lunghi, spesso intrecciati a interessi economici diretti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019Iran, dal canto suo, gioca su una sottile linea di ambiguit\u00e0, <\/strong>ribadendo ufficialmente di non volere armi nucleari ma accumulando capacit\u00e0 tecniche che aumentano la propria leva negoziale, mentre cerca di sfruttare le fratture tra le grandi potenze per ottenere il massimo di margine di manovra. <\/p>\n\n\n\n<p>La partita si gioca dunque su tre livelli: quello formale dei trattati e dei memorandum, quello informale delle intese tra grandi potenze e quello, pi\u00f9 opaco, delle percezioni di minaccia e delle opinioni pubbliche regionali.<\/p>\n\n\n\n<p>Se davvero il nuovo memorandum in preparazione fra Washington e Teheran, con la benedizione pi\u00f9 o meno esplicita di Pechino, dovesse tradursi in un accordo concreto, si potrebbe parlare di una nuova fase del dossier nucleare iraniano, caratterizzata da un insolito allineamento di interessi tra rivali strategici globali. <\/p>\n\n\n\n<p>Per ora, per\u00f2, la convergenza su una frase, per quanto significativa, non basta a sciogliere i nodi di fondo: la sfiducia reciproca tra Iran e Stati Uniti, le rivalit\u00e0 regionali, la posizione ambigua della Cina e il ruolo di attori come Russia e Israele continuano a rendere l\u2019equilibrio estremamente fragile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando la Casa Bianca ha fatto filtrare che Washington e Pechino \u201ccondividono la posizione secondo cui l\u2019Iran non deve mai dotarsi di armi nucleari\u201d, molti osservatori hanno parlato di svolta storica. 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