{"id":62514,"date":"2026-06-22T17:25:03","date_gmt":"2026-06-22T16:25:03","guid":{"rendered":"https:\/\/alground.com\/site\/?p=62514"},"modified":"2026-06-22T17:25:08","modified_gmt":"2026-06-22T16:25:08","slug":"starmer-dimissioni-andy-burnham-downing-street","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alground.com\/site\/starmer-dimissioni-andy-burnham-downing-street\/62514\/","title":{"rendered":"Starmer si dimette: Andy Burnham si prepara a prendere il controllo di Downing Street"},"content":{"rendered":"<div id=\"ez-toc-container\" class=\"ez-toc-v2_0_84 counter-hierarchy ez-toc-counter ez-toc-grey ez-toc-container-direction\">\n<p class=\"ez-toc-title\" style=\"cursor:inherit\">Punti chiave<\/p>\n<label for=\"ez-toc-cssicon-toggle-item-6a39a170bb5a2\" class=\"ez-toc-cssicon-toggle-label\"><span class=\"\"><span class=\"eztoc-hide\" style=\"display:none;\">Toggle<\/span><span class=\"ez-toc-icon-toggle-span\"><svg style=\"fill: #999;color:#999\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" class=\"list-377408\" width=\"20px\" height=\"20px\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\"><path d=\"M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z\" fill=\"currentColor\"><\/path><\/svg><svg style=\"fill: #999;color:#999\" class=\"arrow-unsorted-368013\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"10px\" height=\"10px\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.2\" baseProfile=\"tiny\"><path d=\"M18.2 9.3l-6.2-6.3-6.2 6.3c-.2.2-.3.4-.3.7s.1.5.3.7c.2.2.4.3.7.3h11c.3 0 .5-.1.7-.3.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7zM5.8 14.7l6.2 6.3 6.2-6.3c.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7c-.2-.2-.4-.3-.7-.3h-11c-.3 0-.5.1-.7.3-.2.2-.3.5-.3.7s.1.5.3.7z\"\/><\/svg><\/span><\/span><\/label><input type=\"checkbox\"  id=\"ez-toc-cssicon-toggle-item-6a39a170bb5a2\"  aria-label=\"Toggle\" \/><nav><ul class='ez-toc-list ez-toc-list-level-1 ' ><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-1\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/starmer-dimissioni-andy-burnham-downing-street\/62514\/#Un_premier_di_passaggio_in_una_decade_turbolenta\" >Un premier di passaggio in una decade turbolenta<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-2\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/starmer-dimissioni-andy-burnham-downing-street\/62514\/#Dalla_vittoria_schiacciante_alle_crepe_interne\" >Dalla vittoria schiacciante alle crepe interne<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-3\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/starmer-dimissioni-andy-burnham-downing-street\/62514\/#Lannuncio_unuscita_pianificata_non_un_passo_nel_vuoto\" >L\u2019annuncio: un\u2019uscita pianificata, non un passo nel vuoto<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-4\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/starmer-dimissioni-andy-burnham-downing-street\/62514\/#Andy_Burnham_il_%E2%80%9Csuccessore_in_attesa%E2%80%9D\" >Andy Burnham, il \u201csuccessore in attesa\u201d<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-5\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/starmer-dimissioni-andy-burnham-downing-street\/62514\/#Le_dinamiche_interne_al_Labour_e_lombra_della_sinistra_del_partito\" >Le dinamiche interne al Labour e l\u2019ombra della sinistra del partito<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-6\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/starmer-dimissioni-andy-burnham-downing-street\/62514\/#Il_calendario_della_successione_e_gli_scenari_per_Downing_Street\" >Il calendario della successione e gli scenari per Downing Street<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-7\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/starmer-dimissioni-andy-burnham-downing-street\/62514\/#Un_passaggio_cruciale_per_il_Labour_e_per_lEuropa\" >Un passaggio cruciale per il Labour e per l\u2019Europa<\/a><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A meno di due anni dalla trionfale vittoria elettorale che aveva riportato il Labour al governo dopo la lunga stagione conservatrice, Keir Starmer ha annunciato che lascer\u00e0 la guida del partito e del Paese, aprendo formalmente la corsa alla sua successione. <strong>La decisione, maturata dopo settimane di pressioni interne e risultati elettorali locali deludenti, prepara il terreno a quella che si preannuncia come un\u2019ordinata ma rapidissima transizione di potere a favore di Andy Burnham.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Un_premier_di_passaggio_in_una_decade_turbolenta\"><\/span>Un premier di passaggio in una decade turbolenta<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019uscita di scena di Starmer proietta il Regno Unito verso il suo settimo primo ministro in dieci anni, un dato che restituisce l\u2019immagine di un sistema politico estremamente instabile e in continua riconfigurazione.<\/strong> Solo nel 2016 il Paese si confrontava con le conseguenze immediate del referendum sulla Brexit, e da allora si \u00e8 susseguita una catena di leader, da Theresa May a Boris Johnson, fino a Liz Truss e Rishi Sunak, che ha eroso la fiducia dell\u2019opinione pubblica nella capacit\u00e0 di Westminster di garantire continuit\u00e0 e visione strategica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019arrivo di Starmer a Downing Street, <\/strong>dopo una vittoria elettorale di proporzioni storiche per il Labour, era stato interpretato come l\u2019occasione per voltare pagina rispetto al caos degli anni precedenti, ma la brevit\u00e0 del suo mandato conferma quanto sia difficile consolidare una leadership in un contesto politico segnato da polarizzazione, crisi economiche e shock geopolitici. Che un premier entrato a Downing Street con un mandato forte debba lasciare il posto dopo meno di due anni \u00e8 un segnale non solo della fragilit\u00e0 del suo consenso interno, ma anche delle crescenti aspettative di un partito che non sembra disposto a tollerare periodi prolungati di calo nei sondaggi o performance elettorali deludenti.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Dalla_vittoria_schiacciante_alle_crepe_interne\"><\/span>Dalla vittoria schiacciante alle crepe interne<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La parabola politica di Starmer si \u00e8 consumata in tempi sorprendentemente <\/strong>rapidi: da \u201cuomo dell\u2019ordine\u201d chiamato a ricostruire l\u2019immagine del Labour dopo la stagione corbynista, a leader contestato per una serie di retromarce programmatiche e per la percezione di una linea troppo prudente su alcune delle principali questioni sociali ed economiche. Le sconfitte e le cadute di consenso registrate nelle recenti elezioni locali hanno accelerato un processo gi\u00e0 in atto, dando voce a una fronda interna che, inizialmente silenziosa, si \u00e8 trasformata in una vera e propria campagna per costringerlo a definire il proprio futuro politico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel corso della primavera, una parte rilevante del partito ha iniziato a chiedere apertamente un calendario di uscita, segnalando la perdita di fiducia nella capacit\u00e0 di Starmer di guidare il Labour alle prossime elezioni generali, nonostante l\u2019assenza di un\u2019alternativa formalmente consolidata. Perfino nel campo governativo, dove il vice primo ministro David Lammy aveva difeso Starmer escludendo pubblicamente qualsiasi ipotesi di un \u201ctimetable\u201d per le dimissioni, la pressione politica \u00e8 diventata sempre pi\u00f9 difficile da contenere, incrinando l\u2019immagine di coesione che Downing Street aveva cercato di proiettare fino a poche settimane fa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le critiche mosse al premier hanno ruotato intorno a due assi principali: il presunto vuoto di visione strategica a medio\u2011lungo termine <\/strong>e la sensazione che il governo avesse inseguito i problemi pi\u00f9 che anticiparli, senza riuscire a costruire una narrazione convincente sul futuro del Paese in ambiti chiave come la crescita, la sanit\u00e0 e la transizione energetica. \u00c8 in questo contesto che l\u2019ipotesi di un cambio di leadership ha assunto, per molti deputati laburisti, il senso di una scelta quasi inevitabile per evitare che il logoramento del premier si trasformasse in un danno strutturale per il partito.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Lannuncio_unuscita_pianificata_non_un_passo_nel_vuoto\"><\/span>L\u2019annuncio: un\u2019uscita pianificata, non un passo nel vuoto<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il momento di svolta \u00e8 arrivato con la dichiarazione ufficiale di Starmer, che ha annunciato la propria intenzione di dimettersi sia da primo ministro sia da leader del Labour, affidando alla macchina del partito il compito di organizzare un passaggio di consegne il pi\u00f9 possibile ordinato.<\/strong> Nel suo discorso, il premier ha reso noto di avere informato re Carlo III della decisione e di voler chiedere al National Executive Committee del partito di fissare un calendario preciso per l\u2019elezione del nuovo leader.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il piano prevede che le nomine per la leadership si aprano il 9 luglio, con un processo che dovrebbe concludersi entro la pausa estiva del Parlamento, garantendo l\u2019insediamento del nuovo leader e nuovo primo ministro prima del rientro a Westminster in autunno. <strong>Starmer ha chiarito che rester\u00e0 in carica a Downing Street fino alla proclamazione del successore, evitando cos\u00ec un vuoto di potere in una fase politicamente sensibile e scongiurando l\u2019idea di una crisi aperta di governo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il messaggio che Downing Street ha cercato di inviare, anche grazie a una coordinazione con le principali correnti del partito, \u00e8 quello di una transizione lineare e programmata, capace di rassicurare i mercati e gli alleati internazionali, oltre che l\u2019elettorato laburista. In un contesto europeo segnato da tensioni geopolitiche, dall\u2019evoluzione del rapporto con la presidenza Trump a Washington fino ai dossier aperti sulla sicurezza energetica e sulla politica migratoria, la stabilit\u00e0 istituzionale britannica resta un fattore cruciale, e una successione caotica avrebbe potuto amplificare la percezione di volatilit\u00e0 gi\u00e0 diffusa tra investitori e partner diplomatici.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Andy_Burnham_il_%E2%80%9Csuccessore_in_attesa%E2%80%9D\"><\/span>Andy Burnham, il \u201csuccessore in attesa\u201d<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se la cornice procedurale appare relativamente chiara, <strong>il vero protagonista di questa fase \u00e8 Andy Burnham, figura da tempo indicata come potenziale erede di Starmer e ora considerato il grande favorito per subentrare alla guida del Labour e del governo.<\/strong> Gi\u00e0 noto al grande pubblico come sindaco di Greater Manchester, Burnham ha consolidato negli anni un profilo politico distinto, costruito sulla difesa dei servizi pubblici, su un\u2019attenzione marcata alle diseguaglianze territoriali e su una comunicazione percepita come pi\u00f9 empatica e meno tecnocratica rispetto a quella dell\u2019attuale premier.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La sua recente vittoria in una elezione suppletiva per ottenere un seggio alla Camera dei Comuni \u00e8 stata la mossa decisiva che lo ha riportato al centro del gioco nazionale, permettendogli di candidarsi legittimamente alla leadership del partito dopo anni trascorsi al di fuori di Westminster.<\/strong> Questo successo ha avuto un impatto immediato sugli equilibri interni al Labour, trasformando Burnham in un contendente credibile e, in breve tempo, nella figura che molti deputati hanno iniziato a vedere come unica opzione concreta per guidare il partito in una nuova fase.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un elemento centrale nel rafforzamento della sua posizione \u00e8 stato il ritiro di Wes Streeting, ministro della Sanit\u00e0 e nome spesso citato come possibile sfidante di Burnham, che ha scelto di non correre per la leadership e di appoggiare apertamente la sua candidatura.<\/strong> Questo endorsement ha notevolmente ridotto la probabilit\u00e0 di una corsa interna davvero competitiva, alimentando lo scenario secondo cui Burnham potrebbe addirittura trovarsi di fatto senza rivali, arrivando alla guida del partito e del governo con una procedura accelerata rispetto ai tempi canonici di una lunga campagna interna.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Le_dinamiche_interne_al_Labour_e_lombra_della_sinistra_del_partito\"><\/span>Le dinamiche interne al Labour e l\u2019ombra della sinistra del partito<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il cambio di leadership si inserisce in un quadro interno gi\u00e0 complesso, in cui coesistono varie anime del Labour, dalla sinistra pi\u00f9 tradizionale, reduce dalla stagione Corbyn, alle correnti centriste che hanno appoggiato convintamente la svolta \u201cmoderata\u201d promossa da Starmer.<\/strong> Gi\u00e0 nei mesi precedenti, una parte della sinistra del partito aveva iniziato a sondare la possibilit\u00e0 di candidare figure alternative, come l\u2019ex leader Ed Miliband, nel tentativo di riportare al centro dell\u2019agenda temi come la giustizia sociale radicale e una politica economica pi\u00f9 espansiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi tentativi, tuttavia, non sembrano aver trovato una massa critica sufficiente, sia per la stanchezza di parte dell\u2019elettorato verso stagioni di forte polarizzazione interna, sia per la valutazione pragmatica di molti deputati che considerano Burnham una sintesi credibile tra capacit\u00e0 di governo e sensibilit\u00e0 socialdemocratica. <strong>L\u2019appello di diversi parlamentari perch\u00e9 si \u201ceviti il caos\u201d di una lunga guerra di successione riflette la consapevolezza che un partito diviso rischierebbe di dissipare il capitale politico accumulato con la vittoria elettorale, proprio mentre l\u2019opposizione cerca spiragli per riorganizzarsi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La capacit\u00e0 di Burnham di gestire questo mosaico di sensibilit\u00e0 interne sar\u00e0 uno dei test pi\u00f9 delicati della nuova leadership, perch\u00e9 una parte significativa del Labour continua a temere che ogni spostamento di equilibrio possa riaprire la frattura tra ala sinistra ed establishment che ha segnato gli anni precedenti.<\/strong> Se Starmer ha pagato il prezzo di un approccio percepito da alcuni come eccessivamente centrato sull\u2019ordine e sulla disciplina di bilancio, il suo successore dovr\u00e0 trovare un equilibrio tra richiesta di cambiamento sociale e rassicurazione dei ceti medi che, in larga misura, hanno consegnato al Labour l\u2019ultima vittoria.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_calendario_della_successione_e_gli_scenari_per_Downing_Street\"><\/span>Il calendario della successione e gli scenari per Downing Street<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le regole del Labour prevedono che un leader possa essere sfidato se un candidato raccoglie il sostegno di almeno un quinto dei deputati del partito, un meccanismo pensato per evitare candidature di pura testimonianza e che, in questo caso, ha contribuito a concentrare in poche mani il potere di determinare gli equilibri futuri. <strong>Nel momento in cui Starmer ha scelto di annunciare la propria uscita, questo vincolo procedurale ha assunto un significato diverso, diventando lo strumento attraverso cui misurare il grado di consenso preventivo intorno alla figura di Burnham e di eventuali altri aspiranti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se la corsa dovesse rimanere di fatto priva di un vero contendente, <strong>la transizione potrebbe chiudersi in tempi strettissimi, con Burnham nominato leader prima della pausa estiva del Parlamento e immediatamente indicato al re come nuovo primo ministro.<\/strong> In caso di competizione interna pi\u00f9 articolata, il voto dei membri del partito si svolgerebbe durante il recess estivo, con Starmer ancora in carica a Downing Street fino alla proclamazione del nuovo leader e un potenziale passaggio di consegne all\u2019inizio dell\u2019autunno, scenario che alcuni osservatori considerano pi\u00f9 probabile solo se dovessero emergere candidati in grado di coagulare un dissenso significativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ci\u00f2 che appare certo, al momento, \u00e8 che la leadership Starmer ha imboccato la fase finale e che il Labour si prepara a riscrivere ancora una volta la propria storia recente, aggiungendo un nuovo protagonista al gi\u00e0 lungo elenco di primi ministri che hanno segnato la decade post\u2011Brexit.<\/strong> Per un Paese che ha ancora aperte questioni di fondo sulla propria collocazione internazionale, sul modello economico post\u2011uscita dall\u2019Unione europea e sulla tenuta dello Stato sociale, il modo in cui questa transizione verr\u00e0 gestita potr\u00e0 fare la differenza tra un semplice cambio di volto a Downing Street e un vero riposizionamento strategico.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Un_passaggio_cruciale_per_il_Labour_e_per_lEuropa\"><\/span>Un passaggio cruciale per il Labour e per l\u2019Europa<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il cambio di leadership nel principale partito di governo britannico non \u00e8 solo una vicenda di palazzo, ma un evento che pu\u00f2 incidere sull\u2019intero equilibrio politico europeo, <\/strong>in un momento in cui la cooperazione tra Londra e le capitali dell\u2019Unione resta fondamentale su temi come difesa, energia, migrazioni e sicurezza economica. La figura del prossimo primo ministro britannico verr\u00e0 valutata, nelle cancellerie europee, non solo sulla base delle posizioni programmatiche, ma anche della capacit\u00e0 di garantire stabilit\u00e0 in un Paese che negli ultimi dieci anni ha dato spesso l\u2019impressione di muoversi in una condizione di emergenza permanente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per il Labour, la sfida sar\u00e0 dimostrare che un cambio di guida pu\u00f2 rappresentare un rafforzamento, non un indebolimento: la prova del nove arriver\u00e0 quando il nuovo leader dovr\u00e0 misurarsi con l\u2019elettorato, trasformando in consenso reale l\u2019energia che oggi circonda il nome di Andy Burnham. Solo allora sar\u00e0 possibile capire se la decisione di spingere Starmer verso l\u2019uscita, dopo un periodo relativamente breve a Downing Street, verr\u00e0 ricordata come l\u2019atto di coraggio di un partito che ha saputo rigenerarsi in tempo o come l\u2019ennesimo episodio di una stagione politica incapace di produrre leadership durature.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al di l\u00e0 del giudizio storico che verr\u00e0, una cosa appare gi\u00e0 evidente: la traiettoria di Keir Starmer, dall\u2019ascesa rapidissima al potere fino a una altrettanto rapida uscita di scena, diventer\u00e0 uno dei casi di studio pi\u00f9 significativi per comprendere le dinamiche della leadership politica nell\u2019era della volatilit\u00e0 permanente, in cui la legittimazione elettorale non basta pi\u00f9 a blindare un premier se non \u00e8 accompagnata da un consenso interno che resista all\u2019erosione quotidiana dei sondaggi e delle sconfitte intermedie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A meno di due anni dalla trionfale vittoria elettorale che aveva riportato il Labour al governo dopo la lunga stagione conservatrice, Keir Starmer ha annunciato che lascer\u00e0 la guida del partito e del Paese, aprendo formalmente la corsa alla sua successione. 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