{"id":62527,"date":"2026-07-02T17:19:51","date_gmt":"2026-07-02T16:19:51","guid":{"rendered":"https:\/\/alground.com\/site\/?p=62527"},"modified":"2026-07-02T17:19:55","modified_gmt":"2026-07-02T16:19:55","slug":"vannacci-potrei-votare-meloni-al-quirinale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/alground.com\/site\/vannacci-potrei-votare-meloni-al-quirinale\/62527\/","title":{"rendered":"Vannacci: potrei votare Meloni al Quirinale"},"content":{"rendered":"<div id=\"ez-toc-container\" class=\"ez-toc-v2_0_84 counter-hierarchy ez-toc-counter ez-toc-grey ez-toc-container-direction\">\n<p class=\"ez-toc-title\" style=\"cursor:inherit\">Punti chiave<\/p>\n<label for=\"ez-toc-cssicon-toggle-item-6a471b9b7a001\" class=\"ez-toc-cssicon-toggle-label\"><span class=\"\"><span class=\"eztoc-hide\" style=\"display:none;\">Toggle<\/span><span class=\"ez-toc-icon-toggle-span\"><svg style=\"fill: #999;color:#999\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" class=\"list-377408\" width=\"20px\" height=\"20px\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\"><path d=\"M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z\" fill=\"currentColor\"><\/path><\/svg><svg style=\"fill: #999;color:#999\" class=\"arrow-unsorted-368013\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"10px\" height=\"10px\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.2\" baseProfile=\"tiny\"><path d=\"M18.2 9.3l-6.2-6.3-6.2 6.3c-.2.2-.3.4-.3.7s.1.5.3.7c.2.2.4.3.7.3h11c.3 0 .5-.1.7-.3.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7zM5.8 14.7l6.2 6.3 6.2-6.3c.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7c-.2-.2-.4-.3-.7-.3h-11c-.3 0-.5.1-.7.3-.2.2-.3.5-.3.7s.1.5.3.7z\"\/><\/svg><\/span><\/span><\/label><input type=\"checkbox\"  id=\"ez-toc-cssicon-toggle-item-6a471b9b7a001\"  aria-label=\"Toggle\" \/><nav><ul class='ez-toc-list ez-toc-list-level-1 ' ><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-1\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/vannacci-potrei-votare-meloni-al-quirinale\/62527\/#Il_contesto_Meloni_la_destra_e_il_Colle\" >Il contesto: Meloni, la destra e il Colle<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-2\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/vannacci-potrei-votare-meloni-al-quirinale\/62527\/#Il_ruolo_di_Vannacci_e_la_nuova_destra\" >Il ruolo di Vannacci e la nuova destra<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-3\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/vannacci-potrei-votare-meloni-al-quirinale\/62527\/#%E2%80%9CMeloni_al_Quirinale_Perche_no%E2%80%9D_il_messaggio_di_Vannacci\" >\u201cMeloni al Quirinale? Perch\u00e9 no\u201d: il messaggio di Vannacci<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-4\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/vannacci-potrei-votare-meloni-al-quirinale\/62527\/#Lincastro_Meloni_al_Colle_Vannacci_a_Palazzo_Chigi\" >L\u2019incastro Meloni al Colle, Vannacci a Palazzo Chigi<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-5\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/vannacci-potrei-votare-meloni-al-quirinale\/62527\/#La_partita_interna_al_centrodestra\" >La partita interna al centrodestra<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-6\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/vannacci-potrei-votare-meloni-al-quirinale\/62527\/#Green_Deal_agenda_Draghi_e_legge_elettorale\" >Green Deal, agenda Draghi e legge elettorale<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-7\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/vannacci-potrei-votare-meloni-al-quirinale\/62527\/#Un_elettorato_in_cerca_di_identita\" >Un elettorato in cerca di identit\u00e0<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-8\" href=\"https:\/\/alground.com\/site\/vannacci-potrei-votare-meloni-al-quirinale\/62527\/#Il_Colle_come_prova_definitiva_per_la_destra\" >Il Colle come prova definitiva per la destra<\/a><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Roberto Vannacci, ex generale e oggi protagonista della nuova destra \u201cidentitaria\u201d, ha aperto pubblicamente alla possibilit\u00e0 di votare Giorgia Meloni al Quirinale, inserendosi cos\u00ec nel gioco pi\u00f9 delicato della politica italiana: la scelta del futuro Presidente della Repubblica. Questa presa di posizione non \u00e8 un semplice esercizio di stile, ma un tassello di una strategia pi\u00f9 ampia, in cui la corsa al Colle diventa lo snodo attraverso cui ridisegnare equilibri, ambizioni e rapporti di forza all\u2019interno del centrodestra.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_contesto_Meloni_la_destra_e_il_Colle\"><\/span>Il contesto: Meloni, la destra e il Colle<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ipotesi di una candidatura di Giorgia Meloni al Quirinale non nasce dal nulla ed \u00e8 frutto di un dibattito sotterraneo che, da mesi, attraversa palazzi istituzionali, retroscenisti e commentatori politici. Il mandato di Sergio Mattarella si avvia a conclusione, ma la partita si apre ben prima, perch\u00e9 ogni mossa, ogni alleanza, ogni rottura si misura gi\u00e0 oggi anche in funzione del futuro inquilino del Colle.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo scenario, <strong>Giorgia Meloni ha iniziato a rivendicare apertamente il diritto della destra ad esprimere finalmente un Presidente della Repubblica che non provenga dall\u2019area progressista<\/strong>, rompendo un tab\u00f9 che ha segnato la storia repubblicana recente. La premier ha parlato della possibilit\u00e0 di \u201crompere il tab\u00f9 dei presidenti non di sinistra\u201d, collegando la sfida del Quirinale al percorso di legittimazione definitiva della destra italiana nelle istituzioni repubblicane.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La linea che Meloni propone alla sua base \u00e8 chiara: continuare a governare per completare il programma, tenendo per\u00f2 sullo sfondo l\u2019opzione Colle come approdo di una leadership che aspira a un riconoscimento istituzionale massimo.<\/strong> Per alcuni osservatori, l\u2019idea che Meloni possa puntare al Quirinale rappresenta il punto di arrivo di una parabola politica che, in pochi anni, l\u2019ha portata dal ruolo di opposizione identitaria a quello di figura cardine del sistema.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_ruolo_di_Vannacci_e_la_nuova_destra\"><\/span>Il ruolo di Vannacci e la nuova destra<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dentro questo quadro entra Roberto Vannacci, ex generale passato dalla militanza nella Lega alla costruzione di un suo soggetto politico che si propone come espressione di una destra ancora pi\u00f9 radicale e identitaria rispetto a quella di governo. Dopo il successo mediatico dei suoi libri e la sua ascesa come figura controversa ma fortemente riconoscibile, Vannacci ha iniziato a strutturare un\u2019aggregazione politica capace di parlare a un elettorato anti-sistema, nazionalista e ostile alle \u00e9lite europee.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel nuovo scenario, <strong>Vannacci ha assunto la guida di un movimento che viene raccontato come strumento per capitalizzare il suo consenso personale e trasformarlo in peso parlamentare e negoziale.<\/strong> Il suo obiettivo non \u00e8 solo quello di \u201cstare in Parlamento\u201d, ma di condizionare la rotta della destra di governo, presentandosi come coscienza critica rispetto alle scelte considerate troppo moderate o allineate con l\u2019Europa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La parabola di Vannacci \u00e8 segnata da una serie di mosse calibrate fra rottura e convergenza. <strong>Il suo partito ha votato contro il decreto sulle armi all\u2019Ucraina, ma ha contemporaneamente votato la fiducia al governo Meloni, rivendicando una linea definita come \u201cs\u00ec alla stabilit\u00e0 del governo, no all\u2019invio di nuovi armamenti\u201d.<\/strong> Una decisione che ha creato confusione nella base, tanto da costringerlo a una lunga opera di spiegazione, ma che segnala la volont\u00e0 di non rompere frontalmente con l\u2019esecutivo, pur mantenendo un profilo critico.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"%E2%80%9CMeloni_al_Quirinale_Perche_no%E2%80%9D_il_messaggio_di_Vannacci\"><\/span>\u201cMeloni al Quirinale? Perch\u00e9 no\u201d: il messaggio di Vannacci<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le dichiarazioni di Vannacci sulla possibilit\u00e0 di votare Meloni al Quirinale arrivano dentro questo equilibrio instabile. In un\u2019intervista, il leader del nuovo soggetto politico ha definito la premier \u201cuna persona capace\u201d e ha spiegato che <strong>il suo movimento potrebbe sostenerla per il Colle, purch\u00e9 vengano riviste alcune posizioni considerate incompatibili con la visione sovranista e anti-globalista del generale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le condizioni che Vannacci pone non sono marginali. Il generale ha chiesto esplicitamente che Meloni <strong>si fermi rispetto al Green Deal europeo, prenda le distanze da quella che definisce \u201cagenda Draghi\u201d e imponga il ritorno alle preferenze nella nuova legge elettorale<\/strong>, presentando queste questioni come discriminanti per un eventuale sostegno al Colle. In altre parole, il via libera di Vannacci non \u00e8 un assegno in bianco ma un negoziato aperto sulla direzione politica futura del centrodestra e sulle sue relazioni con Bruxelles.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui emerge il vero nodo politico. <strong>Vannacci si propone come custode di una linea \u201cpura\u201d di destra radicale, disponibile a sostenere Meloni solo se la premier abbandona gli elementi di continuit\u00e0 con le stagioni precedenti<\/strong>, in particolare con il governo Draghi e con le politiche europeiste che hanno caratterizzato gli ultimi anni. La stessa nozione di Green Deal, per il generale, rappresenta un simbolo di una Unione Europea percepita come nemica delle imprese, delle identit\u00e0 nazionali e della \u201cgente comune\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa posizione ha un duplice effetto. Da un lato, legittima Meloni agli occhi di una parte dell\u2019elettorato pi\u00f9 radicale, mostrando che persino una figura come Vannacci pu\u00f2 prenderla in considerazione per la pi\u00f9 alta carica dello Stato. Dall\u2019altro lato, <strong>sposta l\u2019asticella del dibattito interno alla destra ancora pi\u00f9 a destra<\/strong>, costringendo la premier a muoversi su un crinale sottile tra l\u2019ancoraggio istituzionale e le richieste della base sovranista.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Lincastro_Meloni_al_Colle_Vannacci_a_Palazzo_Chigi\"><\/span>L\u2019incastro Meloni al Colle, Vannacci a Palazzo Chigi<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A rendere ancora pi\u00f9 denso lo scenario \u00e8 un\u2019ipotesi che circola sempre pi\u00f9 spesso nei retroscena politici e mediatici: <strong>Meloni al Quirinale, Vannacci a Palazzo Chigi.<\/strong> Secondo diverse ricostruzioni, l\u2019ex generale avrebbe immaginato un incastro in cui il suo sostegno al Colle si accompagna alla prospettiva di una sua centralit\u00e0 nella futura guida del governo, una volta che Meloni dovesse salire al Colle.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa narrativa racconta di un asse in cui <strong>Meloni rompe il tab\u00f9 di un presidente \u201cnon di sinistra\u201d e consolida il riconoscimento istituzionale della destra, mentre Vannacci capitalizza la sua popolarit\u00e0 come leader di un nuovo fronte politico capace di puntare a Palazzo Chigi.<\/strong> In questo schema, il generale si presenta come erede di una destra pi\u00f9 \u201cdura\u201d e ideologica, mentre Meloni assumerebbe il ruolo di garante istituzionale dall\u2019alto del Colle.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il disegno, naturalmente, spiazza gli alleati tradizionali del centrodestra. Salvini e Forza Italia vedrebbero ridimensionato il proprio ruolo, schiacciati tra una Meloni che punta al Colle e un Vannacci che ambisce alla leadership di governo, in un equilibrio in cui l\u2019eredit\u00e0 berlusconiana e il peso storico della Lega rischiano di essere marginalizzati. \u00c8 proprio questa prospettiva che viene descritta come un incastro capace di mettere in difficolt\u00e0 i partner storici, ridisegnando l\u2019architettura del potere nell\u2019area conservatrice italiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo contesto, <strong>la posizione di Vannacci non \u00e8 solo quella di un alleato potenziale, ma quella di un aspirante protagonista di un nuovo assetto politico<\/strong>, che utilizza la partita del Quirinale come leva per legittimare se stesso come opzione di governo. L\u2019idea che un ex generale, nato politicamente dentro la Lega e poi divenuto leader di un nuovo partito, possa puntare a Palazzo Chigi appare azzardata a molti, ma intercetta una parte di opinione pubblica che cerca figure percepite come \u201cfuori sistema\u201d pur restando dentro un quadro istituzionale consolidato.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_partita_interna_al_centrodestra\"><\/span>La partita interna al centrodestra<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per comprendere il peso delle parole di Vannacci, occorre guardare alla dinamica interna del centrodestra. Giorgia Meloni guida un esecutivo che tiene insieme anime diverse, dalla componente filo-atlantica e moderata a quella pi\u00f9 radicale e identitaria, con un equilibrio che si regge anche sulla capacit\u00e0 della premier di mantenere un profilo internazionale credibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019apertura al Quirinale e la disponibilit\u00e0 di Vannacci a sostenerla rappresentano una sfida implicita agli alleati<\/strong>, perch\u00e9 la scelta del Presidente della Repubblica \u00e8 il momento in cui ogni partito misura il proprio peso nei grandi giochi parlamentari. Salvini, gi\u00e0 sotto pressione per il calo di consenso della Lega e per la concorrenza a destra, deve fare i conti con un Vannacci che intercetta parte del suo elettorato pi\u00f9 identitario, mentre Forza Italia si trova a difendere lo spazio politico che fu di Silvio Berlusconi, oggi insidiato da nuovi protagonisti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La stessa Meloni, pur rivendicando il diritto della destra a esprimere il Capo dello Stato, non pu\u00f2 permettersi di apparire come una leader che manovra apertamente per il Colle, pena l\u2019accusa di usare la guida del governo come trampolino personale. Per questo, le sue parole oscillano fra la riaffermazione della volont\u00e0 di completare il mandato a Palazzo Chigi e la rivendicazione di un ruolo centrale della destra nella futura scelta del Presidente della Repubblica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo quadro, <strong>Vannacci utilizza abilmente il linguaggio della \u201ccoerenza\u201d e della \u201cradicalit\u00e0\u201d, presentandosi come voce di chi teme che la destra al governo si stia normalizzando eccessivamente<\/strong>, diluendo le promesse originarie in una gestione ritenuta troppo compatibile con le \u00e9lite europee. Il risultato \u00e8 una pressione costante sul governo Meloni, che viene spinto verso una linea pi\u00f9 rigida su temi come sovranit\u00e0, Unione Europea, ambiente e legge elettorale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Green_Deal_agenda_Draghi_e_legge_elettorale\"><\/span>Green Deal, agenda Draghi e legge elettorale<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le tre condizioni principali poste da Vannacci per un eventuale sostegno a Meloni al Quirinale rappresentano altrettanti campi di battaglia politica. La prima \u00e8 il Green Deal europeo, simbolo per il generale di una strategia che penalizza imprese e cittadini in nome di obiettivi ambientali percepiti come ideologici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vannacci chiede che Meloni <strong>\u201csi fermi\u201d rispetto al Green Deal<\/strong>, cio\u00e8 che cessi di sostenere le linee europee sulla transizione verde e si schieri in modo esplicito contro quella che viene letta come una imposizione burocratica estranea alle esigenze nazionali. In questa prospettiva, il Green Deal diventa una bandiera per distinguere chi difende la \u201cgente comune\u201d da chi, a suo giudizio, si piega a un\u2019agenda tecnocratica scritta a Bruxelles.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La seconda condizione riguarda la cosiddetta \u201cagenda Draghi\u201d. Per Vannacci, la continuit\u00e0 con le politiche del governo Draghi rappresenta una sorta di peccato originale per la destra di governo, perch\u00e9 segnala un allineamento ai vincoli europei e alle scelte economiche considerate troppo ortodosse. <strong>Chiedere a Meloni di rompere con l\u2019agenda Draghi significa pretendere una svolta pi\u00f9 netta su temi come spesa pubblica, rapporto con Bruxelles e priorit\u00e0 economiche<\/strong>, spingendo il governo verso posizioni pi\u00f9 marcatamente critiche rispetto all\u2019establishment.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La terza condizione riguarda infine la legge elettorale. Vannacci insiste sulla necessit\u00e0 di <strong>reintrodurre le preferenze<\/strong>, presentandole come strumento di democrazia diretta e di restituzione di potere agli elettori rispetto alle segreterie di partito. In una fase in cui la discussione sulle regole del gioco \u00e8 aperta, la richiesta di preferenze si collega a una retorica anti-casta e anti-liste bloccate, con l\u2019obiettivo di consolidare un legame diretto tra leader \u201cpopulisti\u201d e base elettorale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi tre dossier non sono semplici dettagli programmatici ma veri campi di scontro culturale. <strong>Accettare anche solo parte delle richieste di Vannacci significherebbe per Meloni spostare ulteriormente il baricentro del governo verso una linea pi\u00f9 radicale<\/strong>, con conseguenze sui rapporti con l\u2019Unione Europea, con i partner internazionali e con la stessa stabilit\u00e0 economica. Rifiutarle, invece, comporta il rischio di alimentare un fronte critico alla propria destra, pronto a capitalizzare ogni frustrazione e ogni delusione di chi aveva immaginato una rottura pi\u00f9 drastica con il passato.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Un_elettorato_in_cerca_di_identita\"><\/span>Un elettorato in cerca di identit\u00e0<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le dinamiche tra Meloni e Vannacci si innestano su un elettorato che, in larga parte, vive la politica come terreno identitario prima ancora che programmatico. Il successo del generale, costruito su libri, apparizioni mediatiche e narrazioni fortemente polarizzanti, dimostra che <strong>esiste una fetta di opinione pubblica attratta da figure che uniscono linguaggio militante, critica alle \u00e9lite e promesse di difesa della \u201cnormalit\u00e0\u201d contro il politicamente corretto.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allo stesso tempo, la leadership di Giorgia Meloni ha trasformato una forza di opposizione in partito di governo, costringendo la premier a misurarsi con i vincoli della realt\u00e0 istituzionale, economica e internazionale. In questa tensione tra identit\u00e0 e governo si gioca gran parte della partita politica italiana attuale, con il rischio che gli spazi lasciati vuoti dalla moderazione vengano occupati da soggetti pi\u00f9 radicali, pronti a sfidare il sistema dall\u2019interno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019ipotesi di una convergenza tattica tra Meloni e Vannacci sulla partita del Quirinale potrebbe rappresentare, per una parte dell\u2019elettorato, una sintesi tra desiderio di rappresentanza identitaria e bisogno di stabilit\u00e0 istituzionale.<\/strong> Ma allo stesso tempo apre interrogativi profondi sul futuro assetto della Repubblica, sul ruolo del Capo dello Stato e sulla direzione di marcia della destra italiana, chiamata a scegliere se radicarsi come forza di governo strutturata o cavalcare senza freni l\u2019onda del malcontento.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_Colle_come_prova_definitiva_per_la_destra\"><\/span>Il Colle come prova definitiva per la destra<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella storia repubblicana, il Quirinale \u00e8 sempre stato il punto in cui si misurano maturit\u00e0, affidabilit\u00e0 e capacit\u00e0 di mediazione delle forze politiche. Per la destra italiana, ancora segnata da decenni di esclusione simbolica dalle pi\u00f9 alte cariche dello Stato, <strong>la possibilit\u00e0 di esprimere un Presidente appartenente alla propria area rappresenta una sorta di consacrazione definitiva.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sostenere Giorgia Meloni al Quirinale, come ipotizzato da Vannacci, significherebbe portare al Colle una leader che ha costruito la sua carriera all\u2019interno di una tradizione post-missina, trasformata in chiave conservatrice moderna, ma ancora percepita come \u201cnuova\u201d rispetto alle famiglie politiche che hanno espresso i principali Capi dello Stato del passato recente. Allo stesso tempo, una simile scelta rimetterebbe in discussione il ruolo di garanzia super partes che il Presidente \u00e8 chiamato a interpretare, soprattutto agli occhi di chi vede in Meloni una figura fortemente caratterizzata sul piano ideologico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il fatto che una figura come Vannacci, simbolo della destra pi\u00f9 radicale e anti-sistema, arrivi a dichiarare la propria disponibilit\u00e0 a votare Meloni al Colle indica che la partita del Quirinale \u00e8 gi\u00e0 iniziata ben prima delle votazioni formali.<\/strong> Si tratta di una partita che non si gioca solo sui numeri parlamentari, ma sulla definizione stessa di che cosa debba essere la destra al potere: un blocco istituzionalizzato e compatibile con le regole europee, o un fronte di rottura permanente che utilizza le istituzioni come campo di battaglia identitaria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dentro questa tensione, il futuro assetto del centrodestra e della Repubblica italiana resta aperto. <strong>Il dialogo a distanza tra Meloni e Vannacci, fatto di aperture, condizioni e ipotesi di incastri istituzionali, \u00e8 il segnale di una fase fluida<\/strong>, in cui nulla \u00e8 ancora scritto ma molto viene gi\u00e0 preparato dietro le quinte del potere. La corsa al Colle, oggi solo evocata, \u00e8 gi\u00e0 diventata lo specchio delle ambizioni, delle paure e delle contraddizioni che attraversano la nuova destra italiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roberto Vannacci, ex generale e oggi protagonista della nuova destra \u201cidentitaria\u201d, ha aperto pubblicamente alla possibilit\u00e0 di votare Giorgia Meloni al Quirinale, inserendosi cos\u00ec nel gioco pi\u00f9 delicato della politica italiana: la scelta del futuro Presidente della Repubblica. 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