Il Consiglio dei ministri ha approvato martedì 20 ottobre il decreto sicurezza nato dopo i saccheggi di Milano. Introduce un reato nuovo per chi usa violenza nei cortei e rende subito operative le norme sui minorenni. È caduta invece la parte più discussa: i poteri di polizia giudiziaria ai militari. Resta aperto un punto: cosa dirà davvero il testo sul fermo dei ragazzi.
Apri le schede per seguire il decreto, dal veto sui militari ai dubbi ancora aperti sui minori.
Il Consiglio dei ministri si è riunito martedì 20 ottobre a Palazzo Chigi, con quasi un’ora di ritardo sulla convocazione. Secondo Sky TG24 la seduta è durata circa mezz’ora.
Ha approvato un decreto legge su sicurezza pubblica e criminalità minorile. La premier Giorgia Meloni ne ha illustrato i contenuti in un video diffuso subito dopo.
Il decreto risponde ai disordini del fine settimana. Nasce il reato di partecipazione violenta a una manifestazione, per chi lancia pietre, petardi o bastoni in gruppo.
Meloni ha annunciato pene più alte per chi ha il volto coperto o ferisce qualcuno. I danni dei minorenni li pagheranno i genitori: per i beni pubblici l’ingiunzione arriva dal prefetto.
Per il ministro Carlo Nordio diventa subito efficace la presunzione di imputabilità tra i 14 e i 18 anni. Era ferma in un disegno di legge.
La norma sui militari è caduta prima del voto. Secondo l’ANSA, gli uffici del Quirinale avevano espresso perplessità nelle consuete interlocuzioni con il governo.
Il Fatto Quotidiano riferisce che era contrario anche il Viminale: arresti e trattenimenti richiedono personale addestrato. Il sindacato di polizia Siap aveva parlato di «torsione autoritaria dell’ordine pubblico».
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala sostiene che la risposta non può essere solo repressiva. La premier Meloni replica che devastare e rubare «non è protesta, è criminalità».
Sul fermo preventivo le ricostruzioni non coincidono. Meloni ha detto che il fermo, finora riservato agli adulti, si applicherà anche ai minorenni.
Fanpage scrive invece che è saltato il fermo fino a 24 ore nelle zone della movida, minori compresi. Le due versioni sono compatibili solo se il decreto estende ai ragazzi il fermo esistente senza allungarlo.
Nessuna fonte indica ancora durata, età minima e controllo del magistrato. Il quadro cambierà con il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
PERSONE
Il perno del nuovo reato è un numero. Secondo Meloni scatta quando ci si unisce a un gruppo di almeno cinque persone durante un corteo.
La pena annunciata arriva fino a cinque anni di carcere.
La multa può raggiungere i 20.000 euro.
La soglia separa il gesto del singolo dall’azione di gruppo. Resta da leggere come il testo definirà chi, nel gruppo, ha davvero partecipato.
Il decreto entra in vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il Parlamento dovrà convertirlo in legge entro sessanta giorni, come prevede la Costituzione.
Secondo Fanpage, i 500 militari in più per Milano arrivano comunque, con i soli compiti già previsti da Strade sicure.
Per chi vive in Italia cambia subito una cosa: i genitori rispondono dei danni causati dai figli. Il resto dipende dal testo definitivo e dalle modifiche in aula.
