HomeGeopoliticaYemen, gli Houthi chiudono l'unica strada per Taiz e l'ONU chiede di...

Yemen, gli Houthi chiudono l’unica strada per Taiz e l’ONU chiede di aprire la città

Gli Houthi hanno colpito di nuovo Taiz, la terza città dello Yemen, uccidendo due ragazze in un quartiere residenziale. L’ONU avverte che i civili sono in grave pericolo: la città è accerchiata e l’unica strada verso Aden è chiusa da due settimane. Le due parti si accusano a vicenda di bloccare i varchi, e la verifica indipendente manca.

Apri le schede per seguire l’assedio, dalla strada tagliata alle versioni opposte.

Martedì 20 ottobre un colpo houthi su un quartiere residenziale di Taiz ha ucciso due adolescenti. I feriti sono sei, secondo le autorità locali citate da AP.

Lo stesso giorno l’Alto commissario ONU per i diritti umani, Volker Türk, ha chiesto l’ingresso immediato degli aiuti. Il governo yemenita afferma di aver respinto un attacco su tre fronti.

Taiz è la terza città dello Yemen e resta in mano al governo riconosciuto. Gli Houthi la circondano da nord, est e ovest fin dall’inizio della guerra.

Il 4 ottobre, secondo fonti di sicurezza citate da AFP, i ribelli hanno tagliato la strada verso Aden. Per Türk era l’unica via di rifornimento rimasta.

Il Programma alimentare mondiale stima 800.000 persone tagliate fuori dall’assistenza, in gran parte proprio a Taiz.

In una nota del 15 ottobre all’ONU, il ministero degli Esteri houthi accusa le forze filosaudite di assediare Taiz.

Il governatore di Taiz nominato da Sanaa sostiene che le vie d’accesso controllate dai suoi uomini sono aperte e protette. Indica come chiuso dall’altra parte il valico orientale verso al-Hawban.

Offre carburante a prezzo ufficiale attraverso le proprie linee e chiede che i governativi riaprano a loro volta.

Le due versioni non si escludono del tutto: possono essere chiusi accessi diversi. Nessun osservatore indipendente ha però reso pubblica una mappa dei varchi.

Anche i bilanci divergono. L’ONU ha verificato 32 civili uccisi nel governatorato tra il 1° agosto e il 19 ottobre.

Resta incerto se l’offensiva governativa “Alba dello Yemen”, lanciata il 5 ottobre, stia guadagnando terreno. Il quadro cambierebbe con un convoglio ONU documentato sulla strada di Aden.

L’assedio ha un punto preciso sulla carta. Ad al-Safiya, sulla strada Taiz-Aden, gli Houthi hanno preso un posto di polizia e fermato il traffico.

Lo hanno riferito ad AFP quattro fonti: un poliziotto della zona e tre militari yemeniti. Da quel tratto passavano i rifornimenti dal porto di Aden.

Da allora i prezzi dei beni di base sono saliti nettamente, secondo l’ufficio ONU per i diritti umani.

La guerra in Yemen è ripresa a luglio dopo anni di relativa calma. Da settembre gli Houthi controllano la costa del Mar Rosso, Bab el-Mandeb compreso, secondo AFP.

Intanto il fronte si allarga verso Riad, che riceve caccia britannici in funzione difensiva.

Per chi legge in Italia l’effetto diretto passa dal Mar Rosso e dalle rotte verso Suez, non da Taiz. Sulla città, per ora, la questione è umanitaria.

Seguiamo questa storia: iscriviti a questo articolo. Riceverai aggiornamenti in tempo reale non appena vengono pubblicati
Alex Trizio
Alex Triziohttps://www.alground.com
Da sempre appassionato di informatica e nuove tecnologie. Si avvicina al mondo dell’open source e partecipa attivamente allo sviluppo del sistema operativo Linux. Questi progetti lo portano a lunghe collaborazioni all’estero, dove approfondisce le interazioni fra software ed essere umano. I molti viaggi in Medio Oriente aumentano la passione per la politica e la geopolitica internazionale. Questo mix di elevate competenze si sposa perfettamente con il progetto editoriale fondato dalla madre, Brunilde Trizio. Ora Alessandro è Amministratore e Direttore strategico del Gruppo Trizio.
Altri articoli

TI POSSONO INTERESSARE

Decreto sicurezza approvato: quali sono le nuove regole

Il Consiglio dei ministri approva il decreto nato dopo i saccheggi di Milano: arriva il reato di partecipazione violenta ai cortei, cade la norma sui militari. Restano dubbi sul fermo dei minorenni.

Minori in prima linea: come gang e Stati stranieri sfruttano la soglia d’età penale

Dalla Francia alla Svezia, la soglia d'età sotto cui la legge non punisce è diventata una risorsa per gang e, in un caso documentato, per uno Stato straniero.

Chi guida le violenze? Le rivolte giovanili d’ottobre 2026

Le proteste studentesche di ottobre 2026 tra Europa e Sud America: chi spinge la minoranza violenta, come potenze straniere sfruttano i social e come la criminalità usa i cortei.

Perché Conte vuole fermare le armi a Kiev

Dal sì alle armi del 2022 alla richiesta di una svolta negoziale: il dossier ricostruisce il ragionamento di Giuseppe Conte, le critiche al riarmo europeo e i punti ancora aperti con il Pd.

Diesel russo, Washington sospende le sanzioni fino ad aprile dopo la telefonata Trump-Putin

Dopo una telefonata con Putin, Trump annuncia milioni di tonnellate di gasolio russo e il Tesoro sospende le sanzioni fino al 7 aprile 2027. Ma Mosca vieta ancora l'export ai propri produttori.

Manovra 2027, i 29 miliardi per energia e difesa sono deficit autorizzato, non fondi in cassa

Bruxelles ha dato parere positivo alla clausola di salvaguardia chiesta dall'Italia. Ma i 29 miliardi per energia e difesa sono un permesso a indebitarsi: servono il voto del Parlamento, l'ok del Consiglio Ue e un deficit 2026 sotto il 3%.

L’IA corre, la sicurezza delle identità resta indietro: cosa dice davvero il rapporto SailPoint

I numeri del rapporto SailPoint sugli agenti di IA, confrontati con il comunicato originale: cosa misura, chi lo firma e cosa resta da verificare.

Kiev, blackout d’emergenza il 9 ottobre: 136 droni nella notte e una rete già colpita

Il 9 ottobre Ukrenergo ha ordinato blackout d'emergenza a Kiev e in due distretti della regione. Nella notte 136 droni russi; la rete era già stata colpita l'8 ottobre. Cosa è verificato e cosa no.

Ibride cinesi: Bruxelles prepara un tetto alle importazioni dopo il no di Pechino

L'8 e 9 ottobre Šefčovič tratta a Pechino sulle ibride cinesi, fuori dai dazi del 2024. Bruxelles valuta un tetto alle importazioni. Chi ne pagherebbe il costo non è ancora stimato.