17 Marzo 2026
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Huawei Mate S. Le caratteristiche della superstar anti iPhone

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Il nuovo arrivato in casa Huawei si chiama Huawei Mate S. Le caratteristiche tecniche, tra cui il Force Touch per il modello top della gamma, l’elevata qualità di dettagli e finiture e le alte prestazioni, lo inseriscono tra i diretti concorrenti dell’iPhone 6, facendolo entrare a pieno diritto nel mercato degli smartphone di lusso.

Huawei Mate S. Le caratteristiche: design

Già dal primo impatto la sensazione è quella di trovarsi di fronte a uno smartphone di pregio, dal design curato e materiali di alta qualità. L’Huawei Mate S ha un corpo monoscocca su cui domina il dislay da 5,5 pollici. Le linee e l’estetica sono essenziali ma attente all’ergonomia e alla funzionalità. La scocca posteriore è infatti leggermente bombata per facilitarne la presa, mentre il rivestimento superficiale garantisce protezione da acqua e umidità.

Nello specifico il Mate S ha uno spessore di appena 7,2 mm che ai bordi si riducono a soli 2,65 mm. Le dimensioni sono di 149,99 mm x 75,3 mm con un peso di 156 g. La posizione dei tasti è quella classica: volume e tasto di accensione/spegnimento si trovano nel lato destro, nella parte superiore.

L’antenna è perfettamente integrata sul dorso e protetta da bande di gomma che riprendono il colore della scocca, disponibile in in quattro varianti cromatiche: rosa corallo, oro, grigio titanio e champagne.

Huawei Mate S. Le caratteristiche del design: il Mate S è disponibile in quattro varianti di colore: rosa corallo, oro, grigio titanio e champagne
Huawei Mate S. Le caratteristiche del design: il Mate S è disponibile in quattro varianti di colore: rosa corallo, oro, grigio titanio e champagne

Huawei Mate S. Le caratteristiche: display

Il display è un 5,5 pollici AMOLED full HD 2.5D con pannello Gorilla Glass di quarta generazione leggermente ricurvo e con 105% di saturazione e touch screen capacitivo. La risoluzione è di 1080 x 1920 pixel con una densità di pixel di 401 ppi.

Il modello di punta, quello da 128GB, è dotato anche di tecnologia pressure-sensitive Force Touch che consente di aumentare il livello di interazione dell’utente. Con il Force Touch, toccando con maggiore pressione il display, si possono ampliare porzioni di schermo, ad esempio per vedere l’anteprima di foto ingrandite. Non solo: il Force Touch può sostituire la navbar. In pratica premendo lo schermo con decisione si può accedere alle funzioni aggiuntive disponibili nella navbar.

Huawei Mate S. Le caratteristiche: il display è un 5,5 pollici AMOLED full HD 2.5D con pannello Gorilla Glass di quarta generazione leggermente ricurvo.
Huawei Mate S. Le caratteristiche: il display è un 5,5 pollici AMOLED full HD 2.5D con pannello Gorilla Glass di quarta generazione leggermente ricurvo.

Huawei Mate S. Le caratteristiche: hardware e memoria

Il processore integrato nell’Huawei Mate S è un HiSilicon Kirin 935 octa-core 64 bit (Cortex A53) con 3 GB di memoria RAM. Il GPUè un Mali 628 MP4 680M. L’Huawei Mate S è disponibile in tre versioni da 32, 64 o 128 GB (l’unica con Force Touche), tutte dotate di slot microSD per espansione della memoria fino a 128 GB.

Rispetto alla concorrenza, ci sono alcune dotazioni che fanno eccellere l’Huawei Mate S.  Le caratteristiche e specifiche tecniche audio ne sono un esempio. Lo smartphone è dotato di tre microfoni direzionali con un algoritmo di trasmissione capace di captare suoni provenienti anche da punti diversi rispetto a quelli in cui è orientato il dispositivo. Questo migliora la qualità di registrazione e riduce i rumori di fondo.
Anche il lettore di impronte digitali è tra i migliori sul mercato.

Si trova sul retro, sotto la fotocamera e si avvale del Fingerprint 2.0, la versione ottimizzata dello scanner digitale. Può essere utilizzato per bloccare/sbloccare lo schermo ma anche per i pagamenti, rispondere a una chiamata, scorrere tra le foto e molto altro.

Nell’Huawei Mate S troviamo anche la funzione Knuckle Control 2.0 che consente di interagire sul display usando le nocche delle mani. Ad esempio, disegnando una C con le nocche, si può attivare la fotocamera oppure, con un doppio click, si possono registrare video. Un’altra novità curiosa e originale è la capacità del Mate S di trasformarsi in bilancia di precisione, in grado di pesare oggetti fino a un massimo di 400 grammi.

Huawei Mate S. Le caratteristiche tecniche: con il Knuckle Control 2.0 si può interagire sul display usando le nocche. Disegnando una C si avvia, ad esempio, la fotocamera.
Huawei Mate S. Le caratteristiche tecniche: con il Knuckle Control 2.0 si può interagire sul display usando le nocche. Disegnando una C si avvia, ad esempio, la fotocamera.

Huawei Mate S. Le caratteristiche: software e connettività

Il sistema operativo del Mate S è Android, nell’ultima versione, la 5.1.1 Lollipop e con interfaccia EMUI 3.1.
Una piacevole sorpresa sono le numerose funzionalità fotografiche integrate nel software. La modalità “Pro”, pensata per scatti da professionisti, offre ad esempio un controllo completo sulle impostazioni dello scatto. Tra le varie funzioni, permette di impostare, la griglia, la compensazione e i tempi di esposizione, la regolazione manuale dei valori ISO, il bilanciamento dei bianchi e la messa a fuoco con flash assistita.

A livello di connettività, l’Huawei Mate S dispone di wi-fi 802.11 a/b/g/n e Bluetooth 4.0 con A2DP/LE e GPS GLONASS.
La sim supporta 13 frequenze LTE in Europa, Stati Uniti e Asia.

Huawei Mate S. Le caratteristiche: foto e videocamera

Lo smartphone è dotato di due fotocamere: una principale da 13 megapixel e una frontale da 8 megapixel. Quella posteriore, dalla risoluzione massima di 4128 x 3096 pixel, è dotata di stabilizzazione ottica dell’immagine 1.2°, zaffiro per proteggere l’obiettivo, sensore a quattro colori RGBW, autofocus e touchfocus. Dispone inoltre di due flash LED e un processore della fotocamera con segnale indipendente di immagine.

La fotocamera frontale, invece, è perfetta per selfie anche in condizioni di scarsa illuminazione grazie a un flash LED indipendente a luce soffusa che, in caso di scatti al buio, dovrebbe catturare l’immagine senza bruciarla.

Huawei Mate S. Le caratteristiche delle fotocamere: il Mate S ha una fotocamera posteriore da 13 Megapixel e una anteriore da 8 Megapixel. Il software "Pro" consente di impostare scatti a livello professionale.
Huawei Mate S. Le caratteristiche delle fotocamere: il Mate S ha una fotocamera posteriore da 13 Megapixel e una anteriore da 8 Megapixel. Il software “Pro” consente di impostare scatti a livello professionale.

Huawei Mate S. Le caratteristiche: batteria e prezzi

L’Huawei Mate S monta una batteria da 2700 mAh che, pur non brillando per potenza, assicura più di un giorno di autonomia. Inoltre è dotato di caricatore da 2A per ricariche ultra-rapide, utili nelle situazioni di emergenza: in soli 10 minuti promette circa due ore di telefonate.

Huawei Mate S arriverà in Italia ad ottobre inizialmente nelle versioni da 32 G (649 euro) e da 64 GB (699 euro). Successivamente uscirà anche la versione da 128 GB con Force Touch e prezzo da definire.

Huawei Watch. La recensione di uno smartwatch ambizioso

La Huawei è entrata prepotentemente nel mercato della tecnologia. Se prima si limitava a prodotti per la connettività, oggi fra la linea di smartphone Ascend e il suo forte investimento negli smartwatch, dobbiamo considerare l’Huawei Watch come un prodotto di tutto rispetto. Abbiamo da poco avuto la possibilità di testarlo a seguito degli aggiornamenti: il design non è cambiato molto, ma ci sono state comunque delle migliorie.

Lo smartwach Huawei prenderà sicuramente il suo posto tra il gruppo elegante dei competitor. Se state cercando una via di mezzo tra il look tradizionale del LG Watch Urbane e l’estetica minimalistica del Moto 360, l’Huawei Watch potrebbe fare al caso vostro.

Huawei Watch. La recensione di uno smartwatch ambizioso

Lo smartwatch sarà spesso 11mm, poco più stretto dell’Urbane e mezzo millimetro più sottile del Moto 360. Il corpo ha un diametro di 42mm, mentre lo schermo è di 1.4 pollici, una media tra l’LG Watch (1.3 pollici) e il Moto 360 (1.56 pollici). Lo schermo è ricoperto in vetro di zaffiro con una risoluzione di 400×400 pixel e 286 pixel per pollice. Incluso il display AMOLED, una caratteristica che potrebbe attirare molti acquirenti, rispetto ai modelli competitor (che montano display LED o OLED in plastica). Potrete scegliere tra sei modelli differenti: ognuno di essi, con prezzi diversi, ha alla base un corpo in acciaio inox che è resistente alla corrosione e ai graffi.

Rencesione Huawei Watch: i sei modelli disponibili, fra cui quello in stile blu Milano, molto elegante
Rencesione Huawei Watch: i sei modelli disponibili, fra cui quello in stile blu Milano, molto elegante

Guardando la foto qui sopra, da sinistra a destra, il modello con il cinturino nero costa circa 315 euro. Il secondo e il terzo modello (con il cinturino in acciaio e il quadrante in stile milanese) costano 350 euro. Il modello totalmente nero, rivestito di un particolare materiale molto resistente, costa 450 euro. Infine, arriviamo ai modelli più costosi, per le loro rifiniture in oro: il penultimo, con cinturino in cuoio, costa 630 euro, mentre il modello con il cinturino in oro costa 720 euro.

Huawei dà però la possibilità di acquistare separatamente i corpi e i cinturini, lasciando a voi la scelta. Lo smartwatch vi sarà venduto in una box che conterrà altri benefit: un adattatore AC e un caricatore magnetico con il design abbinato al vostro acquisto.

Recensione Huawei Watch: il quadrante è molto grande rispetto alla media, ma con materiali antigraffio resiste bene all'utilizzo
Recensione Huawei Watch: il quadrante è molto grande rispetto alla media, ma con materiali antigraffio resiste bene all’utilizzo

Huawei Watch. Buone le performance

Quanto a prestazioni, la Huawei ha evidentemente rifinito alcuni elementi e corretto il tiro. L’integrazione del software sembra essere compiuta e ora il dispositivo riesce a proporre una buona combinazione di specifiche tecniche.

  • Display: AMOLED da 1.4 pollici, 400×400, 286ppi
  • OS: Android Wear v1.3
  • Processore: 1.3GHz Qualcomm Snapdragon 400
  • Memoria: 4GB e 512MB di RAM
  • Batteria: 300mAh
  • Supporto OS: Android 4.3 o iOS 8.2
  • Sensori: giroscopio, accelerometro, barometro, monitor battito cardiaco
  • Connessioni: Wi-Fi (Huawei non ha specificato quale protocollo supporterà), Bluetooth 4.1 Low Energy
  • Livello waterproof: IP67

Lo smartphone, navigandoci, risponde molto bene e in maniera fluida al tocco. Non c’è molta differenza rispetto ad altri Android Wear. Al polso, risulta essere più grande e ingombrante rispetto agli altri modelli; non c’è però pericolo che si graffi, grazie al vetro in zaffiro e la resistenza agli urti del corpo in acciaio inox.

La batteria (300mAh) dura 2 giorni; un dato più elevato rispetto al Moto 360 e paritario rispetto al LG Watch (che però usa una batteria più potente di 410mAh). La risoluzione dello schermo è molto buona ed è una delle migliori caratteristiche, insieme alla durata della batteria e il tracker delle attività che utilizza sia il giroscopio che l’accelerometro. Il monitor del battito cardiaco pare essere il più accurato in circolazione.

Quando sarà possibile acquistarlo? Sono aperte da pochi giorni le prevendite negli Stati Uniti, ma lo smartwatch arriverà il 17. Al momento, la data prevista per l’uscita europea non è stata specificata, ma sarà nel mese di ottobre.

Recensione Huawei Watch: i due elementi migliori sono la risoluzione dello schermo e la durata della batteria
Recensione Huawei Watch: i due elementi migliori sono la risoluzione dello schermo e la durata della batteria

Huawei Watch. Il verdetto finale

Huawei è riuscita a creare un buon prodotto, aggiornando il software in maniera importante e correggendo alcuni errori delle versioni precedenti, come ad esempio alcuni blocchi nel software. Con queste mosse, insomma, l’Huawei si posiziona come un prodotto di classe media, che cerca di accontentare ogni esigenza dell’utente, in maniera piuttosto equilibrata, per cui è certamente un prodotto da consigliare. Ovviamente, data la rapida crescita del mercato degli smartwatch e la dinamicità della concorrenza, la Huawei dovrà fare bene attenzione non solo a rimanere al passo, ma anche a offrire un prodotto che ben si posizioni e si distingua nel mercato, pena essere ignorato o sottovalutato dai clienti.

Samsung Gear S2: le caratteristiche del nuovo smartwatch

Poco tempo fa, Samsung ha promesso che avrebbe dato maggiori dettagli sul proprio smartwatch alla IFA, la mostra di tecnologia a Berlino. Ecco allora le principali novità del Gear S2, che cerca di controbattere al lancio dell’iWatch di Apple, che pure non ha riscosso un successo così fenomenale.

Samsung, sul mercato, ha battuto ampiamente l’Apple Watch di 18 mesi, facendo uscire il primo smartwatch nel 2013 (il Galaxy Gear); a seguire, uscirono altri 5 modelli prima della fine del 2014. Il Gear S2 sarà il primo modello del 2015, un anno nel quale Apple è diventata il secondo rivenditore più famoso di prodotti da indossare in soli cinque mesi.

Samsung Gear S2: le caratteristiche di design

Già sapevamo che l’orologio avrebbe avuto una forma tonda, con una parte rotante e con il sistema operativo Tizen, progettato in casa Samsung, ma distinto dalla piattaforma Android per lo smartwatch Google. Due i colori possibili: cinturino bianco con il corpo in argento, o un cinturino grigio scuro con il corpo abbinato. Il design squadrato della versione precedente, quindi, non ha avuto seguito. Samsung ha dato uno sguardo al futuro, cambiando rotta in versione minimal, facendo omaggio agli orologi Android Wear. Il risultato è un orologio che risulta essere più piccolo delle versioni del 2014 (Moto 360, con design rotondo).

Samsung Gear S2: i modelli

La vera notizia è che Gear S2 non sarà un solo orologio, ma tre. Tre modelli con piccole differenze di design e funzionalità. Del resto non è una sorpresa, visto che Samsung ha già lanciato questo anno cinque differenti versioni di smartphone e ha un’infinità di modelli TV. Ci sono due stili differenti del Gear S2, entrambi spessi 11,4 mm. Il modello principale – chiamato semplicemente Gear S2 – ha una lieve curvatura, con un corpo nero e il cinturino di cuoio. Il secondo modello, invece, è leggermente più largo e pesante (42,3 mm più largo e 47 grammi più pesante, rispetto alla versione precedente di 39,9mm e 42g).

Smartwatch Samsung Gear S2: le caratteristiche e i modelli
Smartwatch Samsung Gear S2: le caratteristiche e i modelli

I due modelli saranno a prova di polvere e acqua – tra i migliori nella vasta gamma; aspettiamo ancora però che Samsung specifichi la profondità e durata delle immersioni in acqua.

Samsung Gear S2: le caratteristiche hardware e le prestazioni

Le caratteristiche dei due modelli sono all’incirca identiche. I display sono di 1.2 pollici (30,5mm) con risoluzione di 360×360 pixel e utilizzano la stessa tecnologia AMOLED già vista in alcuni modelli di telefono (rispetto alla standard tecnologia LCD che si ritrova sui competitor).
Il processore è dual-core 1.0 GHz e ha 4GB di memoria. Non è ancora chiaro quanto di questo spazio sia disponibile per l’utente, ma è già stato dichiarato che il Gear S2 potrà essere utilizzato per ascoltare la musica, grazie alla sua compatibilità con i file MP3, AAC e OGG.

Entrambi i modelli avranno molti sensori, inclusi l’accelerometro, il giroscopio, il monitor del battito cardiaco, il sensore per la luce ambientale e il barometro (quest’ultimo utilizzato per misurare l’attività compiuta salendo le scale). Tutti questi sensori rientreranno nell’S Health, il software Samsung, oppure nel Nike+ Running. (Non è stato dichiarato il GPS all’interno del software, per il momento).

Integrato il sistema Bluetooth 4.1: in questo modo si potrà comunicare con gli smartphone accoppiati e i device audio (cuffie e casse wireless, per esempio); i due modelli dispongono anche del Wi-Fi. A questo proposito, ci sarà anche una versione che incorpora il 3G e il GPS..

Smartwatch Samsung Gear S2: le caratteristiche dei modelli differiscono leggermente in grandezza ma soprattutto in sistema operativo
Smartwatch Samsung Gear S2: le caratteristiche dei modelli differiscono leggermente in grandezza ma soprattutto in sistema operativo

La batteria 250mAh permetterà una durata di 2-3 giorni dei dispositivi Wi-Fi Gear S2 e Gear S2 Classic. La versione “cellulare” del Gear S2 ha una durata di 2 giorni, nonostante abbia una batteria 300mAh. Tutti i modelli danno la possibilità di ricarica wireless Qi. Se fosse vero, sarebbe meglio dell’Apple Watch, che fa fatica ad arrivare a fine giornata.

Lo smartwatch Google (con sistema operativo Android) è compatibile con iPhone, aprendo così il mercato a milioni di utenti e di altri partner, come LG, Huawei, Motorola e Asus. Al contrario il Gear S2 sarà compatibile soltanto con gli smartphone Samsung.

Samsung Gear S2: le applicazioni

Non è facile capire come saranno le gestite le applicazioni all’interno dello smartwatch: per questo argomento aspettiamo grandi novità da Samsung. La lunetta girevole ha un design di prestigio e ci auguriamo sarà uno strumento per controllare e gestire le applicazioni, in modo tale da renderlo elemento necessario e utile. In sé, la lunetta aggiunge delle azioni rispetto al touchscreen, come per esempio scorrere le pagine, fare lo zoom, aggiustare luminosità o volume audio.

Smartwatch Samsung Gear S2: lo smartwatch dovrebbe proporre una gamma di app autonoma da quelle Android
Smartwatch Samsung Gear S2: lo smartwatch dovrebbe proporre una gamma di app autonoma da quelle Android

A proposito di applicazioni: Samsung sembra volersi sganciare dall’ideale Apple Watch e Android Wear, creando un “terzo pianeta” di applicazioni, incompatibili con gli altri sistemi. La compagnia ha dichiarato che “una varietà di applicazioni ottimizzate per il display rotondo sarà disponibile per il Gear S2 al lancio”. Rendere queste applicazioni accattivanti sarà una necessità, per mantenere l’interesse sul prodotto. (vedere Microsoft e Windows Phone).

BlackBerry Venice si allea con Android. Le caratteristiche

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Dalla collaborazione tra BlackBerry e Google nasce BlackBerry Venice, l’ultimo arrivato della casa canadese e il primo ad essere dotato di sistema Android. Il risultato è uno smartphone dalle funzionalità all’avanguardia e dettagli in linea con la tradizione del marchio, a partire dalla tastiera estraibile nascosta nella scocca. Scopriamo in anteprima BlackBerry Venice: caratteristiche tecniche e anticipazioni del nuovo BlackBerry.

BlackBerry Venice si allea con Android. Le caratteristiche del design

Il nuovo BlackBerry Venice è full screen: nessuna tastiera a vista e solo un grande schermo che domina l’intero design. A prima vista può sembrare un taglio netto con il passato ma è solo apparenza. La tastiera qwerty, inconfondibile contrassegno dei precedenti BlackBerry, non si vede ma c’è. È integrata nella scocca ed è estraibile, in modo da farla apparire solo all’occorrenza.

Nella parte frontale sono collocate la griglia dell’altoparlante, la fotocamera anteriore e la capsula auricolare. Sul retro troviamo la fotocamera principale con doppio flash. Le slot per la SIM e la microSD sono alloggiate sul profilo superiore. Più tradizionale la posizione dei tasti del volume, collocati sul lato destro.

BlackBerry Venice: caratteristiche del design. La principale novità è la tastiera qwerty integrata nella scocca: si estrae solo all'occorrenza.
BlackBerry Venice: caratteristiche del design. La principale novità è la tastiera qwerty integrata nella scocca: si estrae solo all’occorrenza.

BlackBerry Venice: caratteristiche del display

Il BlackBerry Venice ha un display da 5,4 pollici con risoluzione in QHD di 2560×1440 pixel. Si tratta di uno schermo medio grande, dual edge, curvo su entrambi lati e ovviamente touch screen. I comandi possono essere indotti sia dalla tastiera qwerty estraibile, sia da quella riprodotta virtualmente sul display. Nel caso si utilizzi la tastiera fisica, lo schermo è interamente occupato dai contenuti che stiamo consultando, rendendo così la visualizzazione ottimale.

BlackBerry Venice: caratteristiche del hardware e memoria

BlackBerry Venice è dotato di un processore Snapdragon 808 a 1,8 Ghz che combina due Core Cortex A57 da 1.8 Ghz con quattro di potenza inferiore Cortex A53 da 1.44 Ghz. Ha inoltre 3 GB di RAM LPDDR3 e GPU Adreno 418 con clock a 660 Mhz.
La memoria interna è espandibile tramite scheda MicroSD.

BlackBerry Venice: caratteristiche tecniche del primo BlackBerry Android. Il sistema operativo del BlackBerry Venice è un Android 5.0 Lillipop.
BlackBerry Venice: caratteristiche tecniche del primo BlackBerry Android. Il sistema operativo del BlackBerry Venice è un Android 5.0 Lillipop. All’interno troviamo alcune app Google preinstallate.

BlackBerry Venice: caratteristiche del software Android

Una delle novità principali del BlackBerry Venice è il sistema operativo Android 5.0 Lillipop. A cui sarà integrata anche la BlackBerry Experience Suite con applicazioni per comunicare e per la sicurezza del dispositivo. Grazie alla collaborazione con Google, in BlackBerry Venice sono installate anche le principali app di Google a cui se ne possono integrare di nuove attraverso il Play Store. Tra le applicazioni pre-installate troviamo WhatsApp, Chrome, Calendar, Messenger e Contacts.

BlackBerry Venice: caratteristiche delle foto e videocamera

BlackBerry Venice è dotato di due fotocamere. Quella principale ha una risoluzione massimo di 18 MegaPixel ed è dotata di doppio flash LED, 6 lenti, stabilizzatore ottico e sistema di messa a fuoco rapida “Fast Focus”. Quella anteriore dovrebbe avere una risoluzione di 5 MegaPixel.

BlackBerry Venice: caratteristiche delle fotocamere. Quella principale ha una risoluzione di 18 MegaByte e due flash LED. Nel dettaglio anche la tastiera estraibile
BlackBerry Venice: caratteristiche delle fotocamere. Quella principale ha una risoluzione di 18 MegaByte e due flash LED. Nel dettaglio anche la tastiera estraibile

Blackberry Venice: caratteristiche della batteria e prezzi

Non sono ancora state rese note le specifiche della batteria ma è probabile che sia superiore ai 3000 mAh. Anche riguardo la data di commercializzazione e costo non si hanno dati certi. Le vendite in Europa dovrebbero comunque partire entro dicembre ad un prezzo che dovrebbe aggirarsi attorno ai 650 euro.

eBay: la storia, le curiosità di un successo mondiale

eBay è la classica storia all’americana: qualcosa che nasce come una semplice passione, da una buona idea, si allarga e si espande fino a diventare un successo mondiale, cambiando la vita al suo creatore. E in occasione dei 20 anni di eBay è bello ripercorrere la tappe di questa gigante del web. La storia di eBay nasce innanzitutto con un nome diverso: AuctionWeb. È il 4 settembre 1995, quando il giovane programmatore Pierre Omidayar, di origini franco-iraniane, allarga il proprio sito personale e fonda quello che sarà uno dei successi più grandi nella storia dell’informatica.

eBay: la storia, le curiosità di un successo mondiale

Il primo oggetto messo all’asta è un puntatore laser rotto, come specificato nella descrizione. La vendita però avviene a 14,83 dollari. Pierre, stupefatto, scrive al compratore, ribadendo che l’oggetto in vendita è rotto. La risposta è esilarante: “Sono un collezionista di puntatori laser rotti”.

Storia e curiosità di eBay: il puntatore laser messo all'asta per la prima volta
Storia e curiosità di eBay: il puntatore laser messo all’asta per la prima volta

Pierre non si interessò molto a proseguire il progetto, tranne quando arrivò una notifica per aggiornare il sito con un account business, a causa di un altro traffico di visitatori. Da quel giorno prese la decisione di iniziare a fare un piccolo guadagno sulle transazioni e di assumere il primo impiegato: Chris Agarpao.

Nel 1996 Jeffrey Skoll diventa il primo presidente della compagnia e, poco dopo, AuctionWeb diventa terza parte di una compagnia di volo per vendere biglietti. Nel 1997 il sito ospita 2.000.000 di aste, rispetto alle 250.000 del 1996. Da questo anno assume il nome di eBay: esso deriva da Echo Bay Technology Group, posseduta da Pierre. Il nome Echo Bay (quello inizialmente scelto) era già stato depositato da una compagnia mineraria (Echo Bay Mines). Così la scelta ricade su eBay.com.

Storia e curiosità di eBay: l'home page nel 1997
Storia e curiosità di eBay: l’home page nel 1997

Nel 1998 Meg Withman è eletto presidente e CEO; la compagnia conta ora 30 impiegati. Il 21 settembre del 1998 eBay apre al pubblico: Skoll e Omidyar diventano miliardari.

Negli anni 2000 eBay permette la vendita di qualsiasi oggetto; nel 2002 compra iBazar (un sito d’aste europeo) e nel 2002 PayPal (per poi separarsi da questo nel 2014). Nel 2008 si ha un cambio al vertice: Withman lascia il suo posto e John Donahoe viene scelto come presidente e CEO.

Oggi, su eBay, è possibile trovare di tutto: milioni di oggetti da collezione, decorazioni, computer, mobili, domini per il web, veicoli e tantissime altre categorie. Nel 2006 eBay si apre anche all’industria, aprendo la sezione Business&Industrial. In generale, qualsiasi cosa si può vendere e comprare a meno che non sia illegale o non violi la policy di eBay Prohibited and Restricted Items. Si vendono persino servizi, e aziende come IBM sfruttano il sito per vendere i propri prodotti; molti Stati rivendono i prodotti confiscati.

Negli anni non sono mancate le critiche e le controversie: nel 1999 un uomo provò a vendere il proprio rene, cercando di lucrare sul mercato degli organi. In altre occasioni, utenti misero all’asta la propria nonna, la costa Concordia, il presidente egiziano Mubarak: eBay cancella sempre le aste che violano il regolamento.

Non tutte le idee sono riuscite. Nel 2006 apre la sezione express, un vero e proprio negozio online solo per gli abitanti degli USA. Chiuderà nel 2008, anche negli altri paesi europei.

Nel 2014 il sito subisce un attacco hacker. Tutti i dati sensibili degli utenti sono scoperti, tra cui username, password, indirizzi di residenza, numeri di telefono. Per risolvere il problema, eBay ha chiesto a tutti gli utenti di cambiare password. Il servizio ebbe un calo notevole a causa di questa crepa nella sicurezza.

eBay è una delle compagnie più grandi degli Stati Uniti e si classifica ogni anno tra i 500 brand più conosciuti al mondo.

Ci sono molte curiosità sulla storia di eBay e sulle aste, sin dalla prima, il famoso puntatore laser. Il logo, per esempio. L’attuale logo di eBay è stato creato nel 2012, ma il primo, quando ancora l’azienda aveva nome Auction Web era la “death bar”, definito così dallo stesso fondatore (in foto).

Storia e curiosità di eBay: il logo di AuctionWeb, la death bar
Storia e curiosità di eBay: il logo di AuctionWeb, la death bar
Storia e curiosità di eBay: il primo logo in sfondo blu
Storia e curiosità di eBay: il primo logo in sfondo blu

Nel 1997 appare per pochissimo tempo un nuovo logo con il cambio di nome: su sfondo blu le due lettere E e B, come in foto. Difficilissimo trovare traccia di questo logo: pare essere stato utilizzato una volta sola in una lista di eBay, a firma Jim Griffith, il primo responsabile vendite. Il logo cambierà quasi subito, per assumere la forma della scritta che conosciamo tutti, in pieno stile anni ’90. Merito dell’agenzia CKS Group, che completa un vero restyling sia del sito che delle pubblicità e del logo.

La sede di eBay, invece, non ha bisogno di restauri. Si trova a San Jose, California ed è formata da 7 edifici, ognuno dei quali porta il nome di una categoria del sito: Collezioni, Gioielleria, Motori, Musica, Sport, Tecnologia e Giochi. Tutte le sale conferenze portano il nome a seconda dell’edificio in cui si trovano, come se fossero delle sotto categorie: per esempio, nell’edificio Motori troviamo i modelli di automobili, nell’edificio Musica ci sono i vari strumenti musicali e così via.

Storia e curiosità di eBay: l'home page nel 2015
Storia e curiosità di eBay: l’home page nel 2015

Negli anni eBay ha imparato a conoscere il suo mercato, aprendo così le porte agli acquisti mobile. Ogni due secondi si acquista un oggetto tramite l’applicazione mobile; nel 2009 gli utenti hanno effettuato acquisti pari a 600 milioni di dollari dai loro smartphone. L’oggetto più caro venduto da mobile è stato, nel 2010, un aeroplano Piper PA-46-320P Malibu per 265,000 dollari. La transazione ha avuto esito positivo con feedback eccellenti.

L’oggetto più costoso in assoluto è stato venduto nel 2001: un Jet Gulfstream II al prezzo di 4,9 milioni di dollari. Fu messo all’asta dalla compagnia Tyler Jet Motorsport, la più grande azienda al tempo.

Con il passare degli anni eBay è riuscita a stare al passo con le novità, anche dal punto di vista dei social media. Ancora oggi è tra le prime aziende negli Stati Uniti e, dopo 20 anni, il suo successo sembra non tramontare.

Windows 10 Mobile: le caratteristiche e novità provate per voi

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Il 2015 sarà ricordato come l’anno di Windows 10, il primo sistema operativo che Microsoft propone trasversalmente su tutte le piattaforme, dal desktop al tablet, dallo smartphone alla Xbox. Addirittura anche il sistema per la realtà virtuale HoloLens gira su Windows 10.

Però non tutte le versioni del sistema operativo hanno avuto gli stessi tempi di sviluppo. Così, se per esempio l’edizione per Pc e tablet è già un fatto consolidato, quella per smartphone, che si chiama Windows 10 Mobile, sarà pronta entro la fine dell’anno, molto probabilmente a novembre. Grazie a una versione preliminare per gli sviluppatori siamo comunque riusciti a dare un’occhiata in anteprima alla release Mobile di Windows 10.

Windows 10 Mobile: le caratteristiche e novità di un sistema totalmente rinnovato

La novità che immediatamente colpisce di Windows 10 Mobile è l’aspetto: in ogni pagina è stato inserito uno sfondo translucido in modo che se si usa una qualsiasi immagine come sfondo questa, pur essendo sempre presente, non è mai troppo invadente e non risulta prevaricare i contenuti sovrastanti, evitando quindi di distrarre l’utente. Una scelta questa che consente di dare al design un nuovo look e lo rende un po’ più piacevole di quel noioso sfondo monocromatico presente in Windiws Phone 8.1.

Quando si mettono le mani su un nuovo prodotto la prima cosa che si fa è configurarlo. soprattutto se si tratta di un dispositivo personale come può essere uno smartphone. Nel passaggio a questa nuova versione, il menu di configurazione ha subito una riorganizzazione per consentire una visualizzazione simile a quella di un desktop. Anche le regolazioni rapide sono state ampliate con l’aggiunta di alcune funzioni piuttosto utili cui si può accedere tramite un paio di tap.

Windows 10 mobile, novità e caratteristiche
Il nuovo sistema operativo Windows 10 mobile sfoggia un design rivisto in diverse parti

Un veloce accesso alle applicazioni

Non è cambiata invece la modalità di visualizzazione delle applicazioni: per farle apparire basta far scorrere lo schermo verso destra. C’è però una novità: a dominare dall’alto la schermata troviamo ora la nuova sezione “Download Tank”. Si tratta di una zona in cui si vanno a collocare le applicazioni scaricate più di recente per consentirvi un più facile accesso. L’idea è innovativa e interessante, ma riteniamo sarebbe stato più utile avere una sezione delle app preferite. Oppure avrebbe potuto essere più comodo utilizzare questo spazio per memorizzare le applicazioni che non si intende installare, in modo da usarle come “live tile” nella schermata home. Va però detto che quello scelto da Microsoft è un efficace modo di accedere alle app, soprattutto se si devono cercare al capo opposto dell’alfabeto rispetto al punto in cui ci si trova.

Windows 10 mobile, novità e caratteristiche - accesso alle app
L’accesso alle applicazioni in Windows 10 mobile è stato semplificato e meglio organizzato

L’elemento cardine: la collaborazione

Quando parla di Windows 10 Mobile, Microsoft mette un particolare accento sull’elemento collaborazione, evidenziando come tutti i dispositivi Windows possono ora essere interconnessi e le applicazioni hanno il medesimo aspetto sia che si operi su un device mobile o su un computer. Abbiamo voluto verificare la veridicità di questa affermazione con un’applicazione connessa e le notifiche si sono aggiornate in tempo reale. Un’ottima notizia perché, per esempio, sarebbe davvero frustrante controllare alcune notifiche sul telefono senza che il tablet “sappia” che le abbiamo già viste e quindi ce le troveremmo proposte di nuovo.

Windows 10 mobile, novità e caratteristiche - Le notifiche
Preciso e immediato l’aggiornamento delle notifiche in Windows 10 mobile

Usando il cloud è anche possibile iniziare a lavorare a un nuovo documento su un device per poi continuare su un altro senza mai abbandonare il documento stesso e conservando tutte le modifiche.

Come sulla versione per Pc del sistema operativo, anche Windows 10 Mobile integra il nuovo browser Edge. Evoluzione di Internet Explorer, promette di offrire una migliore navigazione in rete: la migliore di sempre, secondo quanto afferma Microsoft. Però nella versione in nostro possesso l browser non era in funzione e quindi non abbiamo potuto verificarne il funzionamento.

Cortana è ancora un po’ incerto

Non allo stesso livello ci è invece sembrato l’assistente vocale Cortana, che, riteniamo, ha bisogno di qualche ulteriore ritocco per essere davvero quello strumento molto utile che Microsoft vorrebbe. Pur non dimenticando che abbiamo usato una versione preliminare del sistema operativo, quindi suscettibile di notevoli interventi e miglioramenti, Cortana non è stato in grado di riconoscere diverse delle nostre richieste, non ci ha permesso di impostare delle notifiche e nemmeno di inviare delle mail attraverso un comando vocale. Troppo spesso ci ha risposto con un messaggio che ci diceva che qualcosa non aveva funzionato in modo corretto. Sicuramente su questo versante c’è ancora un po’ da lavorare.

Windows 10 mobile, novità e caratteristiche - Cortana
L’assistente vocale di Windows 10 mobile non è sempre all’altezza delle aspettative

In conclusione

Evidentemente Microsoft ha lavorato di fino per proporre un sistema operativo davvero nuovo e Windows 10 Mobile prende realmente le distanze dalle versioni precedenti, mostrandosi la migliore proposta sul versante mobile sinora fatta dalla società fondata da Bill Gates, con una ricchezza funzionale mi vista prima.

Il punto focale di questo aggiornamento è la coerenza con mondo Windows che consente una interconnessione trasparente con altri dispositivi o computer che usano il medesimo sistema operativo. Va da sé che se si possiede solo lo smartphone a base Windows ma nessun Pc e nemmeno un tablet si perdono molti dei vantaggi offerti dalla nuova versione, comprese le funzionalità che consentono un’efficace collaborazione.

I miglioramenti rispetto al passato sono notevoli e Windows 10 Mobile è finalmente un sistema operativo di alto livello. Ma basterà questo per risollevare le sorti di un sistema che non arriva al 3% del mercato e che come concorrenti ha nomi del calibro di iOS e Android?

Huawei Honor 7. Le caratteristiche buone e cattive del phone

Il commento all’Honor 7, lo smartphone targato Huawei, è molto lineare. Un prodotto solido che però non sbanca il mercato. Infatti, non pretende di essere uno spartiacque – e non lo è – ma in un mercato pieno di buone offerte al di sotto di 350€ si posiziona su un ottimo livello.

Huawei Honor 7. Le caratteristiche buone e cattive del phone

Honor 7 ha un design semplice, ma attrattivo. Il corpo è in metallo, anche se il rivestimento sembra in plastica. Sul fronte c’è lo schermo in vetro con la selfie-cam e un flash frontale. Sul retro la fotocamera in rilievo e uno scanner digitale.

La qualità della struttura è appena sopra la media qualità: è maneggevole e malleabile, ma la plastica intorno agli angoli sembra facilmente scheggiabile in caso di urti. Lo schermo (5.2 in full HD) è di buona qualità, ma perde il confronto con altri schermi con densità di pixel maggiori, come quello del Galaxy S6.

Lo smartphone, con i suoi 8,5mm è relativamente sottile e leggero per il range di prezzo a cui è venduto. Comparandolo con l’OnePlus 2, per esempio, è 1,35mm più stretto e 18g più leggero.

Huawei Honor 7. Le caratteristiche del design
Huawei Honor 7. Le caratteristiche del design

Al di sopra degli standard, invece, per quanto riguarda le modalità di pressione dei tasti: infatti Honor 7 ha tre possibilità di interazione sui bottoni. Una pressione leggera, prolungata o doppia; ognuna di queste azioni può attivare diverse funzionalità, come la Fotocamera o le applicazioni (Twitter e Facebook). Funziona bene, purtroppo la sua posizione fa in modo che venga attivato molto spesso senza volerlo (si trova all’opposto dei bottoni del volume e dell’accensione).

Huawei Honor 7, le caratteristiche hardware

All’interno dell’Honor7 si trova il processore Huawei’s Kirin 935 octa-core. Le performance sono ottimali: c’è qualche tentennamento solo quando si aprono applicazioni di giochi che richiedono un grande sforzo grafico; in realtà i 3GB di RAM sono perfettamente in grado di reggere il multitasking.

Il telefono regge qualsiasi tipo di processo si voglia avviare, senza particolari problemi e senza soffrire del surriscaldamento, a differenza del modello Qualcomm’s Snapdragon 810.

La batteria dura per una giornata, selezionando l’opzione “Smart”, la migliore per avere prestazioni buone e lunga durata – si arriva alla notte con ancora il 20% di carica. Le prestazioni si riferiscono alla ricezione di centinaia di notifiche, email, utilizzo di Twitter e Facebook, ascolto di musica in streaming e ore di navigazione. La luminosità dello schermo, se impostata al 50%, è totalmente inutile, in quanto si vede poco. Basterà impostare la modalità automatica per avere sempre lo schermo luminoso: questo però influirà sulla durata della batteria.

Huawei Honor 7, le caratteristiche del sistema operativo

Il sistema operativo è la versione modificata di Android 5.0 secondo Huawei, ovvero Emotion UI. Si tratta della stessa versione installata sul modello Huawei P8: ritroviamo quindi gli stessi benefici e le stesse falle.

In breve, non è possibile avere tutte le applicazioni sull’home screen, come su un iPhone; le notifiche hanno grafiche differenti e appaiono in modi diversi, anche per la stessa applicazione; alcune icone delle applicazioni hanno uno sfondo colorato che crea confusione, altre hanno icone stilizzate, come per esempio Instagram, che però deformano l’ordine sulla scrivania. L’esperienza con Android Lollipop è migliore e più intuitiva.

Huawei Honor 7, le caratteristiche della fotocamera

Huawei Honor 7. Le caratteristiche della fotocamera. Un ottimo 20MP frontale con una gestione dei colori abbastanza buona
Huawei Honor 7. Le caratteristiche della fotocamera. Un ottimo 20MP frontale con una gestione dei colori abbastanza buona

Sul retro troviamo una fotocamera a 20 megapixel, mentre sul fronte una fotocamera da 8 megapixel con flash incorporato a fianco della casa acustica dove si appoggia l’orecchio.

Le immagini ottenute con la camera sul retro sono ricche in dettagli e accurate nei colori. Le lenti f/2.4 non sono paragonabili ai pezzi migliori sul mercato, come per esempio quelle di LG e Samsung. Questo significa difficoltà nell’ottenere profondità di campo. La camera frontale fa belle foto, ma non regge molto la distanza e, essendo a focalità fissa, è una scelta curiosa, per un modello a 8 megapixel. Quindi, in generale tutti gli oggetti sono a fuoco, mentre se vi avvicinate, nulla resta a fuoco. Il flash LED non è molto luminoso.

L’applicazione della fotocamera è molto simile a quella dell’iPhone. Un semplice selettore sulla sinistra, con le opzioni per attivare l’HDR e una sacco di funzionalità nascoste sotto a un menu. A volte può essere un po’ frustrante fare una foto.

Huawei Honor 7, le caratteristiche dello scanner digitale

Probabilmente il miglior scanner presente sul mercato e la caratteristica di punta di questo modello. Il sensore appena sotto la camera sul retro è molto veloce e accurato, al punto da pensare sia difettoso. Per sbloccare il vostro telefono con il riconoscimento digitale ci vogliono circa 0,5 secondi. Un singolo tocco basta, senza tenere premuto e sperare che funzioni. È molto più veloce dello scanner Touch ID che si trova sui modelli iPhone.

Purtroppo, come sul modello OnePlus 2, lo scanner non può essere utilizzato per altre applicazioni, come Evernote o LastPass. Android 6 Marshmallow introdurrà un supporto nativo per lo scanner digitale e probabilmente espanderà tale funzionalità anche per altri sensori di altri smartphone, oltre a quelli Samsung.

Huawei Honor 7. Le caratteristiche dello scanner digitale, ultrasensibile, a volte troppo.
Huawei Honor 7. Le caratteristiche dello scanner digitale, ultrasensibile, a volte troppo.

Recensione Honor7: il verdetto finale

Honor 7 è uno smartphone solido di fascia media, con alcune grandi funzionalità. Il sensore digitale è il più veloce sul mercato – dovrebbero prendere tutti a modello questo, sia nella velocità che nella facilità di utilizzo. La camera è buona, con il supporto di una dual-sim o microSD e il bottone extra è un buon optional. Il problema più grande è il software. Emotion UI non è esteticamente bello, non è maneggevole e non è attraente come Android 5 Lollipop.

In generale, Honor7 è un buon prodotto per essere un marchio mainstream cinese; potrebbe però non giustificare 150 euro in più rispetto a una base commerciale offerta.

Pro: scanner digitale fantastico, buona fotocamera, schermo, microSD card, ricarica veloce, performance decenti, nessun problema di surriscaldamento

Contro: assenza di ricarica wireless, software non buono, la selfie cam ha la messa a fuoco fissa, struttura del telefono non ottimale, la seconda sim di soli 2GB

Come funziona Facebook Messenger M? cosa farà per noi

In questi giorni, poche centinaia di utenti Facebook (residenti negli Stati Uniti) hanno trovato una sorpresa, aprendo l’applicazione Messenger: il nuovo assistente virtuale M. Facebook sta infatti testando su questo piccolo bacino d’utenza le potenzialità di M, tra cui prenotare un ristorante, trovare un regalo per gli sposi, consigliare e prenotare le prossime vacanze.

Come funziona Facebook Messenger M? cosa farà per noi

“Non ci vorrà molto a comprendere che M può fare tante altre cose rispetto agli assistenti digitali che conosciamo” ha dichiarato David Marcus, vice presidente della sezione Messenger di Facebook. “Può svolgere compiti” ha continuato “che nessun altro può portare a termine”. Questo perché, oltre all’Intelligenza Artificiale di M, esso può imparare dall’utente stesso.

Facebook Messenger M funzionerà tramite l'apprendimento dei nostri comportamenti
Facebook Messenger M funzionerà tramite l’apprendimento dei nostri comportamenti

Aziende come Google o Taskrabbit stanno programmando degli assistenti virtuali sempre più specializzati. Alcune app, come Siri, Google Now o Cortana di Microsoft si affidano interamente alla teconologia e, sebbene possano essere usati da molte persone, hanno comunque un raggio d’azione limitato.

Altre startup, come Magic e Operator, hanno assunto persone per rispondere testualmente agli utenti. M è un ibrido. È un assistente virtuale potenziato dall’Intelligenza Artificiale, un duplicato di un team Facebook, in grado di rispondere a qualsiasi richiesta.

L’obiettivo di Facebook è quello di trasformare Messenger nel primo passo per la ricerca su mobile. Google, sulla versione desktop, ha fissato ormai la ricerca degli utenti: se vogliamo scoprire le condizioni meteo di una certa area, basterà fare una piccola richiesta al motore di ricerca. Su mobile, invece, si deve far conto su alcune applicazioni – Google, Google Maps, Twitter… – per effettuare tale ricerca, oppure si chiede a Siri.

Facebook parte in svantaggio, perché non ha il proprio sistema operativo: bisogna quindi scaricare l’applicazione e aprirla. Marcus spera di livellare questo svantaggio con un assistente virtuale molto forte e capace: il primo passo per tutti per effettuare una ricerca mobile. “Iniziamo con il raccogliere tutte le intenzioni di quello che l’utente vuole fare”, ha detto Marcus. “Queste intenzioni portano sempre all’acquisto di qualcosa, o a una transazione; insomma, ad un’opportunità, per noi, per fare soldi”.

Se M assicurerà un servizio migliore dei suoi competitori, Facebook potrebbe aumentare vertiginosamente il numero degli utilizzatori dell’app su mobile, e, eventualmente, guadagnare sulle transazioni. Questo è l’obiettivo che si è posto Marcus dal 2014, quando è stato assunto in Facebook da PayPal, dove era CEO. In meno di due anni, Facebook ha aumentato a 700 milioni gli utenti di Messenger.

Come funziona Facebook Messenger M
Come funziona Facebook Messenger M

Come funziona Facebook Messenger M

Per attivare M, bisognerà premere un piccolo bottone in fondo all’applicazione Messenger e mandare un messaggio a M, allo stesso modo in cui scriviamo agli amici. Il software di M interpreta il messaggio, potrà richiedere altre domande e manderà infine la risposta, chiudendo così la task. L’utente non capirà mai se dietro alle parole di M ci sarà un essere umano o un’IA. A differenza di Cortana e Siri, M non ha sesso.

Per il momento M non prende informazioni dal social. Quindi, nel caso chiedeste un’idea per un regalo per gli sposi, M darà consigli in base alle vostre risposte e alle conversazioni precedenti. Marcus, però, ha lasciato intendere che questo processo potrebbe cambiare, con il consenso dell’utente. Il servizio è gratuito e presto sarà abilitato per tutti coloro che hanno Facebook Messenger.

Nei test interni, il team Facebook ha usato M per alcune settimane, testandolo su molti argomenti: dall’organizzare pranzi o feste a ricercare una bevanda particolare in New Orleans. Marcus ha detto: “Un ingegnere è stato a Parigi per un paio di giorni, e un suo amico ha chiesto a M di ridecorare la sua scrivania in stile francese. Dopo un giorno, la scrivania era decorata con nastri appropriati, baguettes e il tipico basco”.

Uno dei servizi più richiesti è chiamare l’assistenza tecnica al telefono: M è in grado di resistere alle infinite attese e inviarvi gli aiuti necessari per sistemare la vostra wi-fi di casa o cancellare il vostro abbonamento alla televisione satellitare.

La nuova funzionalità M per Facebook Messenger, ecco come funziona.
La nuova funzionalità M per Facebook Messenger, ecco come funziona.

Come funziona Facebook Messenger M: l’elemento umano

L’elemento umano c’è. Esiste infatti un servizio customer dietro a M. Serve a completare quanto il software non riesce a fare. Se chiedete a M di pianificare una cena di compleanno, può prenotare Uber e il ristorante, ma un assistente potrebbe sorprendere il festeggiato con l’invio dei cupcakes dalla pasticceria preferita. “M impara molte cose dal comportamento umano” ha detto Marcus.

In futuro, M potrà arrivare a capire da solo questi tocchi in più. Per il momento “si sta allenando” negli uffici di Facebook. Marcus ha detto che saranno assunti migliaia di figure per migliorare M, facendogli apprendere più cose.

Non è difficile immaginare le opportunità economiche di M. Per esempio, Facebook potrebbe scoprire un traffico di transazioni su un brand e creare quindi un business con quell’azienda, offrendo un servizio migliore per gli acquisti.

“Se, per esempio” ha dichiarato Marcus “noteremo un numero elevato di richieste per le società della televisione via cavo, sarebbe un segnale per cui gli utenti vogliono un contatto più diretto e quindi potremmo pensare di inserire tali aziende direttamente in Messenger”. Durante la conferenza di marzo, sullo sviluppo di M, Marcus ha annunciato anche Business on Messenger, una funzionalità che permette di inviare fatture, avvisare sullo stato di consegna dei pacchi e provvedere a rispondere alle esigenze basiche dell’utente.

Marcus non ha poi specificato i numeri di questo affare, ma ha rivelato che già le prime società si sono interessate e ci sono stati i primi contatti con il team Facebook. “Abbiamo un sacco di argomenti aperti con le aziende e le persone, ora vogliamo aprirci ad altri nuovi affari”. M si espanderà lentamente, ma con il tempo arriverà su tutti gli smartphone. Quando accadrà, le task da risolvere cresceranno. Inizialmente è stata rilasciata ad un gruppo di persone che, demograficamente, assomigliano al team di “allenatori” di M.

È evidente, però, che 700 milioni di utilizzatori nel mondo non richiederanno solamente consigli per il regalo agli sposi o per l’organizzazione di una festa di compleanno. Come se la caverà M con le richieste più stravaganti? Marcus è pronto per la sfida e, dice, anche M.

Come usare l’accesso rapido in Windows 10

In Windows 10, la sezione Preferiti di Esplora file ha un muovo look. In linea di principio, il nuovo Accesso rapido è simile alla vecchia sezione Preferiti – è un luogo dove è possibile marcare alcuni file per un “accesso veloce” – ma ha qualche caratteristica aggiuntiva, prima fra tutte un elenco popolato automaticamente dei file usati più di recente e delle cartelle a cui si accede più di frequente.

Come usare l’accesso rapido in Windows 10

Accesso rapido è un comoda funzione, ma in quanto nuova può un po’ spiazzare. Per questo motivo, abbiamo pensato di proporre una sintetica guida che consenta di usare in modo efficace Accesso rapido, ma anche di disattivarlo qualora lo si ritenga poco utile o un’intrusione alla propria privacy.

Come usare l’accesso rapido in Windows 10. Aggiungere un file ad Accesso rapido

Aggiungere un file ad Accesso rapido è un’operazione semplice come lo era trascinare un file nella sezione Preferiti. In primo luogo, occorre individuare il file che si desidera aggiungere ad Accesso rapido. Si deve quindi cliccare con il tasto destro su tale file e scegliere Aggiungi ad Accesso rapido.

Come usare Accesso rapido Windows 10 - Aggiungere un file o una cartella
Ad Accesso rapido possono essere aggiunti qualsiasi file o certella

Lo stesso risultato lo si può ottenere selezionando i file che si vogliono aggiungere alla cartella Accesso rapido e cliccando sul pulsante Aggiungi ad accesso rapido che si trova in alto a destra in Esplora file.

È infine possibile trascinare un file direttamente nella cartella Accesso Rapido, facendo però attenzione di portarlo proprio sulle parole “Accesso rapido” altrimenti non otterrete il risultato sperato ma finirete solo per creare un collegamento al file stesso.

Come usare l’accesso rapido in Windows 10. Rimuovere un file da Accesso rapido

Per rimuovere un file da Accesso rapido, occorre anzitutto individuare il file nella cartella di Accesso rapido, bisogna poi cliccare con il tasto destro e scegliere Rimuovi da Accesso rapido. È possibile rimuovere file solo direttamente dalla cartella Accesso rapido e non dalla finestra di Esplora file o addirittura dalla cartella “Questo PC”.

Come usare Accesso rapido Windows 10 - Rimuovere un file o una cartella
Il processo di rimozione da Accesso rapido non presenta particolari difficoltà

Come usare l’accesso rapido in Windows 10. Rimuovere da Accesso rapido i file e le cartelle utilizzati di recente

A differenza di quanto accade nella sezione Preferiti di Windows 8, Accesso rapido di default visualizza come elementi contrassegnati i file usati più di recente e le cartelle utilizzate più di frequente. Questa è una funzione comoda, sempre che non la consideriate come un’intrusione nella vostra privacy. Se preferite che Accesso rapido non mostri tali file e cartelle, aprite Esplora file, cliccate con il testo desto sulla cartella Accesso rapido e scegliete Opzioni. Nella scheda Generale trovate una sezione chiamata Privacy. Qui potete deselezionare le caselle Mostra file usati di recente in Accesso rapido e Mostra cartelle usate di recente in Accesso rapido in modo da interrompere la loro visualizzazione. Una volta che avete deselezionato queste caselle, cliccate su Cancella accanto a Cancella cronologia Esplora file per essere sicuri che tutte le tracce dei file e delle cartelle utilizzati di recente o più di frequente siano stati rimossi. Per salvare la nuova configurazione, cliccate su Applica.

Come usare Accesso rapido Windows 10 - Eliminare vista file recenti o cartelle più utilizzate
Di default, Accesso rapido mostra i file e le cartelle usati di recente ma questa configurazione può essere cambiata

 

Come usare l’accesso rapido in Windows 10. Modificare l’apertura di Esplora file

Di default, Esplora file visualizza la cartella di Accesso rapido. In altre parole, quando si apre una finestra di Esplora file, vedrete all’inizio l’intero contenuto della cartella Accesso rapido – oggetti contrassegnati, cartelle usate più di frequente e file recenti (se queste opzioni sono attivate). Se, quando aprite una finestra di Esplora file, preferite una modalità più tradizionale (una panoramica del vostro PC), aprite Esplora file, andate su Visualizza e cliccate sul pulsante Opzioni. Nella parte superiore della finestra Opzioni cartella, vedrete la voce Apri Esplora file per e poi un menu a tendina. Qui è possibile scegliere di aprire Esplora file con Accesso rapido oppure con Questo PC. Se scegliete di avere Esplora file aperto su Questo PC, potete comunque vedere la cartella di Accesso rapido nella barra laterale. Salvate la vostra scelta cliccando su Applica.

Questo PC
Si può scegliere se visualizzare o meno Accesso rapido in Esplora file

 

ETER9. Cos’è e come funziona il social che vi renderà eterni

Dal Portogallo arriva un nuovo social network: il suo nome è ETER9 e, a differenza di tutti i social conosciuti, ha una caratteristica innovativa, ma anche da brividi, ovvero l’Intelligenza Artificiale.

Una volta che vi siete iscritti, ETER9 inizia pian piano a conoscervi e assimila tutte le informazioni e i comportamenti mentre navigate. In questo modo potrete vivere in eterno, in formato digitale, perché ETER9 continuerà la vostra esistenza una volta deceduti. Il concetto di immortalità, molto discussa anche sulla piattaforma di Mark Zuckerberg, si basa semplicemente sulla relazione tra le vostre azioni e su quanto apprende l’Intelligenza Artificiale.

Il nome deriva dalla combinazione di Eter – le prime 4 lettere della parola Eternity (eternità, in inglese) e dell’espressione “Cloud 9”, che si riferisce ad uno stato di completa felicità, equivalente all’italiano “essere al settimo cielo”.

ETER9. Cos’è e come funziona il social che vi renderà eterni

Al momento è online una versione beta; una volta iscritti, la piattaforma presenta il profilo classico e la controparte digitale, che inizierà a conoscere l’utente. ETER9 si divide in due grandi aree: il Bridge e il Cortex. Il Bridge rappresenta, per dare un’idea, il “wall” di Facebook. Qui si possono compiere tutte le azioni social: commentare i post, inserire gli smiles, condividere contenuti e, ovviamente, creare post su cui potranno interagire gli altri utenti.

Per ogni contenuto creato esiste un tag particolare: sono in tutto 10. I tag servono all’area Cortex (molto simile ad una pagina del profilo Facebook); è una memoria digitale che incamera tutti i dati e i contenuti da voi creati. La memorizzazione serve a creare la vostra Controparte, un vero e proprio utente fotocopia in digitale.  Più siete attivi, più la Controparte prenderà forma.

Una volta offline, entra in gioco la vostra Controparte, che continuerà a postare contenuti, commentare, inviare smiles agli amici o chiacchierare con loro. Una vera e propria sostituzione della vostra persona; e questo continuerà per l’eternità. Per aiutarvi a compiere i primi passi, troverete ELiZE NiNE, un specie di bot che guiderà l’accesso, interagendo con voi e con la vostra Controparte. All’interno di ETER9 ci sono anche altre intelligenze artificiali, chiamati Niners: questi possono interagire anche tra di loro.

L’utente può anche scrivere una sorta di testamento digitale grazie al servizio Perpetu. Con questo scritto potrete decidere le linee guida della vostra Controparte, dopo la vostra morte.

ETER9. Cos'è e come funziona il social che ci renderà eterni
ETER9. Cos’è e come funziona il social che ci renderà eterni

Come funziona Eter9. Il concetto di eternità digitale

Dietro a questo progetto c’è lo sviluppatore portoghese Henrique Jorge. In una recente intervista, ha dichiarato: “ETER9 è in fase di prova: il software è infatti in fase di test su 5mila persone. Stiamo cercando di creare un sistema di intelligenza artificiale che impari presto anche da altre piattaforme, come Facebook”. L’idea, dunque, sembra quella di creare una Controparte che imiti i nostri comportamenti online, su tutti (o quasi) i social. “Al momento” ha continuato Jorge “ETER9 è ancora piccola, ma ogni giorno arrivano tantissime richieste di persone che vogliono iscriversi”.

Lo sviluppatore portoghese, tramite il sito ufficiale Eter9, ha poi approfondito il discorso sulla Controparte: “La Controparte avrà il compito di prolungare in eterno la vita dell’utente, assorbendo tutte le informazioni dai post e dai commenti. Al momento abbiamo pochi dati, quindi stiamo cercando di collegarci ad altri social, come per esempio Facebook”.

ETER9 ha aperto un dibattito molto acceso. La domanda a cui si tenta di dare una risposta è questa: è giusto prolungare la vita di una persona in maniera digitale, per l’eternità? In molti hanno bollato il progetto come un tentativo – meschino – di fare soldi, ma in tanti hanno abbracciato il social come un’idea geniale.

Al giorno d’oggi, con tutti i dati che inseriamo e lasciamo online, non è banale parlare di un’eredità digitale, ovvero come gestire i profili delle persone decedute. ETER9 estremizza il concetto, lasciando una traccia “viva” di una persona, anche dopo la sua morte: trovarsi però i commenti, i post e altre interazioni di una persona cara defunta potrebbe portarci in una situazione terribile.

La pagina di login di ETER9.
La pagina di login di ETER9.

Il mondo dell’Intelligenza Artificiale si sta sviluppando molto velocemente, raggiungendo traguardi sempre più straordinari. Come sempre, però, il progresso, se usato male, ha dei risvolti negativi. Il professore Stephen Hawking e il fondatore di Tesla Elon Musk hanno lanciato un monito sul futuro delle IA e sul loro utilizzo – hanno citato, per esempio, un eventuale utilizzo militare.

ETER9 non è il primo sito a promettere l’eternità digitale: una compagnia Americana, chiamata Lifenaut, offre la possibilità di fare un ricco back-up della propria vita (con fotografie, video, registrazioni vocali…) per creare un avatar. Facebook, al momento, permette di scegliere un “erede” a cui lasciare la propria pagina; in seguito, la persona designata potrà scrivere un ultimo post, cambiare le foto del profilo e di copertina e accettare nuove amicizie.

Henrique Jorge è convinto del successo del proprio social network; ben presto sapremo come le persone accoglieranno l’idea di eternità digitale.