08 Maggio 2026
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Breve storia di Linux

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Linux è un sistema operativo Unix like, ideato da Linus Torvalds (allora studente dell’Università di Helsinki in Finlandia) e sviluppato grazie all’aiuto di migliaia di persone sparse per il mondo.

In realtà Linux è soltanto il nome del kernel e non il sistema operativo, rappresenta infatti solo una parte di esso, per quanto fondamentale possa essere. Si può pensare a Linux (inteso come sistema operativo) come al completamento del sistema GNU con il kernel sviluppato da Linus Torvalds. Perciò il termine più appropriato per riferirsi al sistema operativo èGNU/Linux.

Linux inizialmente rappresentava solo un “esperimento” ispirato a Minix, il cui obiettivo era solo di fare un “Minix migliore di Minix” (come scrisse su un messaggio nel newsgroup comp.os.minix). Minix era un sistema operativo sviluppato da Andrew S. Tanenbaum per fini didattici, del quale erano resi disponibili anche i sorgenti. Nell’agosto del 1991 veniva rilasciata la versione 0.01 di Linux (non era una versione ufficiale e non vi fu nessun annuncio sul suo rilascio). Questa versione era dipendente da Minix, e i suoi sorgenti non era eseguibili. La versione 0.02 è invece la prima versione “ufficiale”, fu rilasciata poco dopo la 0.01 (Ottobre 1991) ed era in grado di far funzionare il compilatore GNU gcc, e una shell di comandi (BASh).

Il suo sviluppo crebbe enormemente nel corso degli anni e col passare del tempo aumentarono anche coloro che erano interessati a questo progetto. Si unirono a Torvalds migliaia di sviluppatori tra studenti, ricercatori e “hacker” (sul cui significato ci soffermeremo più avanti). Anche la Free Software Foundation di Richard Stallman contribuì a Linux, sia economicamente (per esempio finanziando la distribuzione Debian) sia mettendo a disposizione il software GNU adattandolo a Linux (che ha portato ad esempio alla riscrittura della libreria C GNU).

Con il termine hacker non andrebbe inteso il pirata informatico senza scrupoli che cercherebbe di scardinare ogni sistema alla ricerca di un vantaggio personale o peggio ancora col solo obiettivo di arrecare del danno a qualcuno. Il termine più preciso per delineare questa figura è invece “cracker“. Il significato di hacker è invece molto più vario. Lo Jargon file è una raccolta di terminologie messa insieme da Raphael Finkel nel 1975, in cui viene spiegata, tra le altre cose, questa differenza.

 

Fonte: HTML – Leggi tutto

Installare Ubuntu

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Una delle soluzioni per continuare a usare i vecchi PC con Windows XP è passare a Linux. Qui trovi i consigli giusti per partire senza fare nemmeno un errore

Hai fatto il grande passo: hai deciso di usare Linux. Per lo meno, vorresti vedere un po’ come si fa, e poi decidere se abbandonare gli altri sistemi operativi, tornare di corsa a loro, oppure utilizzarli tutti insieme appassionatamente. Ci sono vari modi per installare Linux in un PC, ma se sei all’inizio il consiglio è di puntare a un’installazione reversibile. Che ti permetta, cioè, di tornare sui tuoi passi in modo veloce e indolore. A questo punto, le scelte essenziali sono due: “Live” o in un ambiente virtualizzato.

Nel primo caso, fai in modo che Linux si avvii direttamente da una chiavetta USB o un CD/DVD mentre nel secondo non hai nemmeno bisogno di un supporto. Installi un programma di virtualizzazione e, al suo interno, installi Linux. I programmi di virtualizzazione, infatti, creano una memoria, ben divisa dal resto, in cui installare il nuovo sistema operativo. Nessun altro dato o software del tuo computer interagisce con questa (e viceversa). E se poi decidi di abbandonare Linux, non devi fare nient’altro che disinstallare il programma di virtualizzazione. Facile, vero? Adesso non resta che fare un’ultima scelta: quale distribuzione Linux usare? Le distribuzioni, o “distro”, sono le varie declinazioni in cui è proposto questo meraviglioso sistema  operativo open source. Ci sono distro per smanettoni, altre specializzate in determinati ambiti, come il gaming o la sicurezza informatica. Altre ancora, invece, sono dedicate ai neofiti, ed è su queste che ci concentriamo.

Per antonomasia, la distro Linux dedicata ai meno inesperti, a quelli che vogliono vedere come funziona Linux ma non sanno da che  parte iniziare, è Ubuntu. Esistono altre distribuzioni anche più semplici, e a tal proposito ci sono varie scuole di pensiero, ma è innegabile che Ubuntu sia quella più diffusa e meglio supportata. Il tuo primo viaggio in Linux, dunque, parte dal download di Ubuntu. Visto che siamo italiani, per effettuarlo vai nel sito della grandiosa comunità italiana, su www.ubuntu-it.org.

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Fonte: Wired – Leggi tutto

Prevenire le tendiniti usando il mouse ergonomico

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Tendinite da mouse: come prevenirla con lo sport e con un mouse ergonomico

Giovane, polso sottile, poco sportivo ma abile al computer. E’ questo l’identikit di colui che viene colpito da una patologia che interessa soprattutto chi lavora con il computer o chi fa un uso frequente (quasi un abuso) dello stesso. La patologia è conosciuta come “tendinite da mouse” e consiste nell’infiammazione del nervo del pollice della mano con la quale si utilizza il dispositivo, causando un blocco temporaneo del dito.
Erroneamente confusa con la “sindrome del tunnel carpale” (che colpisce invece il nervo del polso e del legamento) è una patologia che può essere evitata seguendo dei semplici consigli.

La postura e l’utilizzo di un mouse ergonomico

Avere una postura corretta e utilizzare un mouse ergonomico sono sicuramente i consigli per prevenire questa tipologia di infiammazione. Sedersi in maniera corretta sulla sedia, con la schiena dritta e le gambe perpendicolari al corpo vi consentirà di evitare una serie di problematiche tipiche di chi passa molte ore alla scrivania. Ricordarsi sempre di appoggiare gli avambracci al piano di lavoro per scaricare il peso sugli stessi, avere la tastiera e il mouse a una distanza tale da permettere i movimenti in libertà. Usate sempre un mouse ergonomico, di quelli tondeggianti che si adatta perfettamente alla conformazione della mano, non sottopone gli arti a delle sollecitazioni eccessive e riduce il rischio tendinite.

Esistono mouse ergonomici di tipo diverso per rispondere alle esigenze personali di chi lo usa (forma, colore, dimensione, per utenti mancini). È bene comunque cercare di ridurre l’impiego del mouse, facendo il più possibile uso dei comandi sulla tastiera.
Solitamente il dolore al tendine si presenta a metà mattinata, dopo circa un paio d’ore di cliccate. A quel punto il consiglio è sempre quello di fermarsi e lenire l’infiammazione con il ghiaccio o con lattine gelate.

 

Fonte: Buffetti – Leggi tutto

Eseguire videochiamate con il Mac OS X

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Una delle novità introdotte con OS X Lion è la presenza di FaceTime, un programma che consente di fare videochiamate con altri utenti Mac, iPhone o iPad di seconda o terza generazione. Scopriamo insieme come configurarlo e utilizzarlo.

FaceTime

Quando Apple presentò FaceTime su iPhone 4, tutti hanno subito pensato che un sistema del genere sarebbe stato fantastico averlo anche sul Mac in modo da poter chiamare i contatti che usano iPhone, e infatti dopo essere stato in beta pubblica per diverso tempo e poi venduto sul Mac App Store, lo è ancora per chi usa Mac OS X Snow Leopard, è stato infine integrato in OS X Lion. Apple poi ha anche rinominato le webcam integrate nei vari modelli di Mac e nei monitor, in Videocamera FaceTime oVideocamera FaceTime HD a seconda se il modello di Mac fosse equipaggiato o meno con una videocamare con supporto per l’alta definizione.
FaceTime lo trovate nel dock ma è comunque raggiungibile nella cartella Applicazioni o all’interno del Launchpad.

Primo accesso

Quando aprite FaceTime per la prima volta dovrete inserire il vostro ID Applee fare clic sul pulsante Accedi. Se non possedete un ID Apple, potete creare un account semplicemente facendo clic Crea nuovo account.

Nella finestra principale di FaceTime, fate quindi clic su Accedi. Se è la prima volta che accedete dal vostro Mac, vi verrà chiesto di scegliere l’indirizzo di posta elettronica da utilizzare, se ne avete più di uno, e quindi di verificarlo. Superata questa semplice procedura di configurazione, vedrete i contatti disponibili, come mostrato in figura 3. Per aggiungere un contatto ai vostri preferiti selezionatelo, quindi fate doppio clic sul suo indirizzo di posta elettronica, se possiede un Mac, un iPod Touch o un iPad, oppure sul suo numero di telefono se possiede un iPhone.

Fatta questa semplice operazione finirete nella finestra dei preferiti dove vedrete la prima persona che abbiamo inserito. Naturalmente potete aggiungerne altre facendo clic sul pulsante + in alto o eliminarli facendo clic su Modifica e quindi sul segnale di divieto che appare accanto al nome.
In basso sono presenti tre pulsanti:

  • Preferiti, dove trovate i contatti che avete selezionato come tali;
  • Recenti, dove vedete le persone con cui avete parlato in passato;
  • Contatti, dove vedete tutti i contatti della rubrica indirizzi.

Chiamare un contatto

Vediamo ora come effettuare una chiamata, per prima cosa, dato che non tutti i contatti posseggono un dispositivo Apple dotato di FaceTime è bene mettersi, i contatti che possono usare FaceTime nel proprio elenco dei Preferiti, usando la procedura che abbiamo visto. Nulla vi vieta, se avete memoria, di chiamare qualcuno direttamente dall’elenco Contatti selezionando il suo numero di telefono o il suo indirizzo di posta elettronica a seconda dei casi.
Se invece volete chiamare qualcuno dai Preferiti è sufficiente fare clic sul suo nome. Nella figura 4, potete vedere una chiamata in corso, da notare che a seconda di come il contatto orienta il suo dispositivo mobile potremo avere una visione orizzontale o verticale sul nostro Mac.

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Fonte: Come Fare A – Leggi tutto

Formattare un pc con Mac OS X

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I Mac sono considerati generalmente stabili ed affidabili, non sono soggetti a virus come i PC Windows (tranne qualche rara eccezione) e non vanno quasi mai in crash. Questo però non vuol dire che siano perfetti o che comunque non si voglia poterli formattare per reinstallare il sistema operativo da zero.

Con la guida di oggi, voglio quindi spiegarti come formattare un Mac usando qualsiasi DVD, penna USB o partizione di ripristino di OS X. Per il tutorial io ho usato Mac OS X 10.7 Lion ma la procedura dovrebbe andar bene per tutte le versioni recenti del sistema operativo Apple.

Prima di vedere in dettaglio come formattare un Mac, assicurati di aver fatto un backup di tutti i tuoi dati perché, come ben saprai, la formattazione di un hard disk comporta la cancellazione di tutti i dati presenti in esso. Una volta svolto questo importantissimo passaggio, puoi passare all’azione.

Inserisci dunque il DVD oppure la penna USB d’installazione di OS X all’interno del tuo Mac e riavvia il computer selezionando la voceRiavvia dal menu Mela collocato in alto a sinistra. Se hai acquistato un Mac con preinstallato OS X 10.7 Lion e non hai un disco d’installazione del sistema operativo, puoi completare la formattazione anche tramite la partizione di ripristino inclusa in maniera predefinita sull’hard disk del computer. In questo caso, però, i file di installazione dovranno essere scaricati da Internet e quindi avrai bisogno di una connessione Internet molto veloce.

Appena si spegne il Mac, tieni premuto il tasto Alt sulla tastiera e aspetta che compaia il menu di selezione con elencati tutti i dispositivi di boot (es. hard disk principale, partizione di ripristino, DVD e USB). Seleziona quindi il dispositivo dal quale eseguire l’installazione del sistema operativo (nel mio caso Recovery HD, che sarebbe la partizione di ripristino) e clicca sulla freccia collocata sotto la sua icona per avviare il processo d’installazione di OS X.

recovery disk

Adesso, imposta l’italiano come lingua nella quale installare il sistema operativo selezionando la voce Usa l’italiano come lingua principale dall’elenco che compare e clicca sul pulsante → per andare avanti. Nella schermata che si apre, seleziona l’icona dell’Utility disco e clicca sul pulsante Continua per accedere al pannello di controllo degli hard disk.

 

Fonte: Salvatore Aranzulla – Leggi tutto

Aggiornamento di OS X e delle app dell’App Store sul Mac

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Usa Aggiornamento Software per mantenere aggiornati OS X e le app del Mac App Store.

Aggiornamenti automatici

Il Mac ti informa quando sono disponibili aggiornamenti per OS X o per il software che hai acquistato dal Mac App Store.

Aggiorna sempre

In OS X Yosemite, puoi indicare al Mac di installare automaticamente gli aggiornamenti se necessari. La prima volta che gli aggiornamenti sono disponibili, Yosemite ti permetterà di scegliere se eseguire sempre automaticamente gli aggiornamenti.

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Se fai clic su Attiva quando viene visualizzata questa notifica, il Mac installerà gli aggiornamenti di OS X e delle app durante la notte non appena disponibili. Come parte del processo di aggiornamento, il computer si riavvia automaticamente quando necessario. Quando accedi la mattina seguente, le app e le finestre vengono visualizzate nel modo in cui le avevi lasciate, così il computer è aggiornato e potrai riprendere dal punto in cui avevi interrotto.

Notifiche

Se non attivi Aggiorna sempre, il Mac ti informerà ogni volta che gli aggiornamenti sono pronti per essere installati. Potresti visualizzare una notifica nel menu Apple, un simbolo sull’icona dell’App Store o un messaggio di avviso che indica la disponibilità degli aggiornamenti.

Aggiornamento di OS X

Quando viene visualizzato un messaggio di avviso di Aggiornamento Software, fai clic su Aggiorna, Installa o Riavvia per installare gli aggiornamenti pronti. Fai clic sul banner per ignorare l’avviso senza eseguire l’aggiornamento e per visualizzare l’elenco degli aggiornamenti disponibili e le relative descrizioni.

Per gli aggiornamenti che possono essere rinviati, all’interno del messaggio viene visualizzato il pulsante Più tardi. Se non è il momento adatto per installare gli aggiornamenti, fai clic su Più tardi per fare in modo che OS X ti ricordi di eseguire l’aggiornamento in un altro momento. Fai clic sul pulsante Più tardi e tienilo premuto per visualizzare opzioni aggiuntive, ad esempio “Prova stasera” e “Ricordamelo domani”.

Verifica della presenza di aggiornamenti

OS X Mountain Lion, Mavericks e Yosemite

Per verificare manualmente la presenza di aggiornamenti o per visualizzare ulteriori informazioni sugli aggiornamenti disponibili, usa i passaggi riportati di seguito:

  1. Dal menu Apple scegli App Store.
  2. Fai clic sul pulsante Aggiornamenti presente nella barra degli strumenti nella parte superiore della finestra dell’App Store.

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Fonte: Apple – Leggi tutto

Come installare Mac OS X Yosemite

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Una veloce guida per evitare una delle più fastidiose limitazioni che derivano dalla distribuzione del nuovo OS per computer Mac esclusivamente tramite l’App Store: una piattaforma veloce e integrata, ma che permette esclusivamente l’aggiornamento del sistema operativo e non la formattazione e la successiva installazione.

E’ ormai risaputo che i computer Mac siano tra i più stabili e affidabili disponibili nel mercato: non corrono il rischio di essere infettati da virus come i PC che utilizzano Windows (eccetto qualche raro caso) e l’esperienza utente non è quasi mai rovinata da crash improvvisi. Ma nonostante ciò non sono perfetti e, seppure molto più raramente, per rinvigorire e migliorare la velocità del Mac può essere necessaria la formattazione del computer, per poi effettuare una nuova installazione di Mac OS X.

Nonostante l’architettura del nuovo sistema operativo di Apple sia molto diversa dai vecchi Windows, ogni volta che il colosso di Cupertino rilascia una nuova versione del suo OS per Mac sono tantissimi gli utenti che, una volta aggiornato, lamentano problemi di velocità e di stabilità, temendo di dover continuare a convivere con questi rallentamenti: è proprio questo uno dei casi in cui converrebbe effettuare una formattazione del Mac. E’ una soluzione drastica, è vero, ma funziona.

Prima di entrare nello specifico e vedere come formattare un Mac e installare tramite USB Mac OS X 10.10 Yosemite, è essenziale eseguire un backup preventivo e accertarsi che il proprio computer sia compatibile (cliccando qui): salvare i propri dati è importantissimo, perché formattando il Mac verrà cancellato tutto il contenuto dell’hard disk. Per farlo ci si può tranquillamente affidare a Time Machine, in modo da ripristinare tutte le proprie applicazioni e i dati personali del tutto automaticamente, ma qualora si voglia avere un Mac come nuovo è consigliabile salvare tutto manualmente.

Per creare una penna USB con la quale avviare il Mac e installare da zero OS X 10.10 Yosemite, bisognerà prima di tutto scaricare il sistema operativo dal Mac App Store (cliccando QUI). Appena terminato il download, si aprirà automaticamente il programma di installazione, ma bisognerà ignorare la finestra.

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Prima di copiare il nuovo Mac OS X bisognerà preparare la penna USB (che dovrà essere di almeno 8 GB). Per farlo basterà collegarla al Mac ed avviare Utility Disco (in Applicazioni > Utilities): nell’applicazione bisognerà selezionare l’icona raffigurante la penna USB presente sulla colonna sinistra e successivamente selezionare il tab Inizializza. Partirà quindi il processo di cancellazione del drive USB: è importantissimo che sia formattato in formato Mac OS esteso (journaled) e che venga rinominato come nome Yosemite.

Fonte: Tech FanPage – Leggi tutto

Collegare un microfono al computer

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Punti chiave

Collegare un microfono al PC o al notebook è estremamente semplice anche per utenti alle prime armi. Purtroppo però possono capitare alcuni imprevisti che rendono l’operazione difficoltosa o addirittura quasi impossibile. Vediamo quali sono i possibili problemi di connessione e di configurazione e come risolverli.

Occorrente:

Assicurati di avere a portata di mano: PC e microfono

Passaggi:

1) Quando si acquista un microfono per PC è bene prevedere l’utilizzo che se ne intenderà fare, sarà più semplice scegliere fra i diversi tipi e modelli disponibili. Per il normale utilizzo su chat, Skype o simili e per la dettatura a programmi speech to text, andrà benissimo un normale microfono integrato nelle cuffie a casco da pochi euro. Queste periferiche hanno due jack: solitamente uno verde per le cuffie e uno rosa per il microfono. Sarà sufficiente inserire i due connettori nelle relative prese colorate che si trovano sul frontale o sul pannello posteriore del case del PC. Esistono anche diversi modelli con connessione USB che vengono installati e configurati automaticamente dal PC. Per un maggiore confort si possono scegliere modelli wireless per non sentirsi vincolati alla lunghezza del cavo.

2) Se si desidera utilizzare il microfono per registrazioni audio di qualità, si dovrà scegliere un modello dotato di base a treppiede, cavo schermato, connessioni dorate, filtro antipop, supporto antivibrazione e diversi altri accessori da selezionare secondo le esigenze. Come per il microfono a casco, sarà sufficiente inserire il jack di colore rosa nell’apposita presa da individuare sul case del PC. Sono disponibili anche schede audio USB esterne con processori dedicati utilizzabili per migliorare le prestazioni delle schede audio integrate.

3) Una volta scelto e collegato il microfono al proprio computer, potrebbe essere necessario configurare la periferica nel pannello di controllo di Windows seguendo le istruzioni della guida di Windows relative alla versione installata sul proprio PC per impostare il volume di registrazione, la preamplificazione, la soppressione dei disturbi e il controllo del riverbero tra casse e microfono.  Nello stesso pannello sarà anche possibile regolare il volume di riproduzione di quanto viene catturato del microfono. In ogni caso, per impedire l’effetto eco e il tipico fischio acuto è meglio evitare di impostare la riproduzione dell’audio proveniente dal microfono, a meno che non si utilizzino delle cuffie durante la registrazione.

 

Fonte: Very Tech – Leggi tutto

Come funziona una stampante 3D

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La stampante 3D, l’oggetto del desiderio di molte persone ormai… Ma come funziona una stampante 3D? Cosa si riesce a fare con questo strumento? La nostra guida vuole trattare a tutto campo la stampante 3D, dal funzionamento alla finitura dei materiali.

Introduzione:

La stampante 3D ppuò essere considerata una naturale evoluzione di una stampante 2D, quindi laser o inkjet (le comuni stampanti da ufficio). La differenza sostanziale risiede nel tipo di “inchiostro” e dal supporto utilizzato. Ovviamente, mentre le stampanti tradizionali utilizzano come supporto materiale cartaceo e imprimono testi e immagini tramite la deposizione di strati di inchiostro liquido o polvere di toner (per i modelli a laser), la stampante 3D utilizza un filamento di materiale plastico che viene depositato strato su strato fino ad ottenere l’oggetto in 3 dimensioni. Come vedremo più avanti, ci sono vari metodi di stampa. Il caso appena preso in esame è l’FDM (fused deposition modeling), citato perché è il più semplice da spiegare a tutte quelle persone che si avvicinano a questo nuovo mondo.

Le stampanti 3D differiscono dalle macchine fresatrici CNC perché quest’ultime utilizzano la tecnica sottrattiva, mentre le prime utilizzano una tecnica additiva. Le moderne stampanti 3D stanno avendo un notevole successo sul mercato perché sono lo strumento più veloce ed efficace per la realizzazione di oggetti tridimensionali con la tecnica additiva.

Un’altra sostanziale differenza rispetto ad altri strumenti è che, a differenza delle stampanti inkjet o laser dove vi è una sorta di oligopolio del mercato, i produttori di stampanti 3D sono decine (se non centinaia ormai) e il loro numero è in crescita vertiginosa ogni mese. Questo numero di aziende produttrici nel mercato delle stampanti 3D può far solo che bene all’utente finale il quale, ormai riesce ad acquistare una stampante 3D (anche se di piccole dimensioni) ad un prezzo molto simile a quello una stampante 2D. Un altro fattore che ha segnato la discesa dei prezzi e l’invasione del mercato da numerose aziende risiede nel fatto che il brevetto per la tecnica FDM sviluppata da  3D SYSTEM è scaduto nel 2005.

Funzionamento e Metodi di stampa:

Per realizzare un oggetto tramite stampa 3D esiste più di una tecnica. La tecnologia regina (dovuta appunto al basso costo) è sicuramente la stampa a deposizione fusa (fused deposition modeling – FDM). Altre tecniche di stampa sono la SLS – selective laser sintering, il Digital Light Processing – DLP, oltre che altre metodologie usate per la realizzazione di oggetti in leghe metalliche e altri materiali. Ora analizzeremo caso per caso in modo dettagliato.

 

Fonte: Stampa 3D Forum – Leggi tutto

 

Come sostituire la batteria del notebook

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Punti chiave

La batteria dei computer portatili, come qualunque altro dispositivo con questo tipo di alimentazione, è soggetta adusura e guasti, dovuti nella maggior parte dei casi a sbalzi di tensione che vengono assorbiti dalla batteria. Infatti, ne vediamo spesso diminuire la durata di alimentazione o spuntare una “X” rossa sull’icona vicino all’orologio, con la scritta “Sostituire batteria”. Adesso, in pochi e semplici passaggi, andremo a vedere come procedere per sostituire la batteria del nostro notebook.

Occorrente

Assicurati di avere a portata di mano: Batteria nuova

Passaggi:

1) Iniziamo con il verificare se per il nostro PC non sia scaduta la garanzia (due anni totali e sei mesi o un anno per la batteria, a seconda della casa costruttrice), che ci farebbe risparmiare qualche soldo. Se è ancora in corso di validità, bisognerà contattare direttamente l’assistenza della marca del notebook e seguire le loro indicazioni (di norma invieranno un corriere a ritirarlo e a riconsegnarlo appena riparato). In questo caso però, è consigliabile salvare prima tutti i dati che sono contenuti all’interno, nell’eventualità che effettuino un ripristino di sistema e tutto venga cancellato.

2) Se siamo già fuori garanzia, il procedimento è diverso. Possiamo portare il PC presso un centro assistenza qualunque che provvederà a risolvere il problema (ma i costi non saranno bassi tra pezzo e manodopera), oppure possiamo occuparcene noi stessi, smontando il pezzo, ricercando il nuovo e rimontandolo.

3) Queste operazioni sono tutte da fare ovviamente a computer spento e ad alimentazione elettrica disinserita.  Sul fondo, troviamo una levetta che blocca la batteria, quindi impostiamola su “ON” e rimuoviamola.  Nella sua parte interna troviamo un codice (modello), che ci servirà per comperare la nuova.  Per acquistare la nuova batteria, possiamo recarci presso un qualunque rivenditore di informatica (che la ritirerà per noi), o possiamo ricercarla in rete, nei vari siti internet, in Italia o all’estero, dove andremo a risparmiare anche qualche euro.

 

Fonte: Very Tech – Leggi tutto