27 Maggio 2026
Home Blog Pagina 160

Phishing. Aumentano le truffe relative a guerra in siria, Kaspersky

Roma, 31 ottobre 2013 – Il conflitto attuale e la complessa situazione politica presente in Siria hanno creato le condizioni perfette per la diffusione di nuove truffe “nigeriane”. Secondo i dati di Kaspersky Lab, negli ultimi mesi c’è stato un aumento del numero di messaggi nigeriani che contenevano riferimenti alla Siria. Gli spammer hanno inviato messaggi a nome di banche, organizzazioni umanitarie e privati.

Nei messaggi di scam, realizzati come se provenissero realmente da banche presenti in Siria e nel Regno Unito, presunti clienti della banca dichiaravano di voler trasferire alcuni milioni dei propri risparmi fuori dalla Siria, e per questo motivo erano alla ricerca di un partner che li avrebbe aiutati in questa operazione. I truffatori di solito fornivano un contatto telefonico e una email personale del “cliente della banca” che presumibilmente era alla ricerca di un partner. Nel caso in cui qualche destinatario si fosse rivelato interessato, i truffatori chiedevano di trasferire una piccola somma di denaro per pagare alcuni servizi del mediatore, denaro che a quel punto era perso per sempre.

In alcuni casi, i truffatori si sono presentati come membri della Croce Rossa Internazionale, riportando la triste storia di un commerciante di petrolio morto nel conflitto siriano, la cui fortuna è stata salvata da un dipendente della Croce Rossa. Il mittente quindi chiedeva aiuto per trasferire il denaro e successivamente per rintracciarlo. Al destinatario veniva promesso metà dell’importo e veniva fornito un indirizzo di posta elettronica personale per contattare i truffatori.

Alcune delle email individuate dagli analisti di Kaspersky Lab sembrano essere state inviate utilizzando dei “comuni” nomi siriani e trattavano tematiche differenti. In uno di questi, un “insegnante siriano” chiedeva ai destinatari di aiutare alcuni bambini orfani che avevano ereditato una grossa somma di denaro dai genitori, mentre altre provenivano da persone che volevano donare del denaro e chiedevano ai destinatari aiuto nell’eseguire questa operazione.

Tatyana Shcherbakova, Senior Spam Analyst di Kaspersky Lab, ha commentato: “Abbiamo individuato messaggi brevi in cui l’autore voleva semplicemente conoscere meglio il destinatario. Nei testi dei messaggi ricorrevano di frequente termini come “politica”, “crisi” o “rivoluzione”. Dopo aver ottenuto l’attenzione del destinatario, i truffatori sfruttavano il desiderio delle persone di guadagnare soldi facili e la loro sensibilità nell’aiutare le persone in difficoltà. Gli utenti non dovrebbero rispondere a questi tipi di messaggi di posta elettronica, perché una volta entrati in contatto con un truffatore ‘nigeriano’, si rischia di essere raggirati”.

Secondo i dati presenti nello spam report di settembre di Kaspersky Lab, l’Asia (59%) è rimasta la principale fonte regionale di spam e il suo contributo è in aumento di 4 punti percentuali rispetto al mese precedente. L’Asia è seguita dal Nord America (20%), la cui quota è cresciuta di 2 punti percentuali, e dall’Europa dell’Est (12%), la cui quota invece è scesa di 2 punti percentuali. L’Europa Occidentale (4%) e l’America Latina (2,4%) chiudono le prime cinque posizioni.

Safari. Sicurezza e privacy con il browser Apple

Il browser Safari di casa Apple consente all’utente di scegliere tra un buon ventaglio di opzioni relative a sicurezza e privacy pensate per tenere al sicuro dati e abitudini di navigazione, capaci di tutelare l’utente da occhi indiscreti ma non a garantirne una protezione totale da sguardi inopportuni.

Ne è un esempio la clamorosa battaglia legale avviata tra il 2011 e il 2012 tra Apple e Google, con quest’ultima rea di aver progettato alcuni cookie capaci di “scavalcare” le impostazioni anti-tracciamento impostabili dal browser e di aver quindi monitorato i dati di navigazione di milioni di utenti nel mondo. Contenzioso chiuso con una multa stellare ai danni del colosso di Mountain View e con la completa rimozione dei cookie incriminati, con buona pace degli utenti tracciati a loro insaputa.

Vediamo di seguito nel dettaglio tutte le opzioni di sicurezza sulle quali agire per ottimizzare la privacy del browser, visualizzabili dal menù Safari -> Preferenze:

Safari02Riempimento automatico: l’opzione attiva il completamento automatico dei moduli web. Dal pannello è possibile scegliere di autorizzare l’utilizzo di informazioni contenute nella scheda contatti, l’utilizzo di nomi utente e password, di carte di credito o di altri moduli, con la possibilità di editare per ogni singola sezione tutti i dati da memorizzare e impiegare all’occorrenza sul web.

Le implicazioni legate alla privacy in questo caso sono evidenti: memorizzare nel computer simili dati sensibili espone l’utente al rischio che queste possano essere lette o memorizzate da terzi, con ovvi rischi legati alla sicurezza.

Password: attraverso una spunta è possibile consentire il riempimento automatico dei campi nomi utente e password, con possibilità di consentire la funzione anche sui siti web che non richiedono di salvare le password. Anche in questo caso valgono le stesse considerazioni espresse per la funzione di riempimento automatico.

Sicurezza: il pannello mostra una serie di parametri pensati per massimizzare il livello di sicurezza della navigazione.
Siti fraudolenti: questa funzione permette al browser di confrontare ogni sito visualizzato dall’utente con quelli contenuti nella lista di siti fraudolenti di Apple, avvisando di volta in volta nel momento in cui ci si imbatte in un indirizzo giudicato a rischio per un’utilizzo non trasparente dei cookie o per la presenza di materiale informatico dannoso.

Contenuti web: attraverso le diverse voci è possibile abilitare i javascript e bloccare le finestre pop-up. Per una maggiore sicurezza è possibile disattivare entrambe le voci, valutando però il rischio di potersi imbattere in errori di visualizzazione delle pagine web e in un rallentamento della navigazione.
Plugin internet: opzione utile per la gestione dei plugin di navigazione e per la consultazione di quelli installati nel computer.

Il pannello Privacy permette con pochi click di impostare i principali parametri relativi a cookie e servizi di tracking

Privacy: si tratta del pannello principale per chi desidera navigare evitando invii di dati non graditi dal proprio computer.

Blocca cookie e altri dati siti web: all’utente viene data la facoltà di bloccare l’utilizzo di cookie da parte di tutti i siti web o solo di quelli provenienti da terze parti, generalmente impiegati per finalità commerciali.

Bloccando tutti i cookie l’utente da un lato massimizza il livello di privacy della navigazione, evitando lo scambio di dati tra il proprio computer e i siti della Rete, dall’altro si espone al rischio di incorrere in una serie di errori di visualizzazione delle pagine web, molte delle quali si servono di appositi cookie per funzionare e interagire con i visitatori.

Anche per Safari una buona soluzione potrebbe essere tuella di bloccare in toto i cookie e di autorizzare singolarmente quelli dei siti web attendibili frequentemente visitati dall’utente.

Attraverso ulteriori voci è possibile limitare l’accesso dei siti web ai servizi di localizzazione e il tracciamento da parte dei siti web. In quest’ultimo caso è possibile esprimere la preferenza di evitare qualsiasi tracciamento evitando così che cronologia, chiavi di ricerca e dati personali possano essere impiegate da terzi per finalità promozionali e di marketing. Spesso infatti i cookie traccianti sfruttano le informazioni dell’utente per elaborare pubblicità ad hoc o per sfruttare gli indirizzi mail a scopo commerciale, contribuendo ad alimentare l’attività invasiva – e non richiesta – di queste forme di marketing.

Infine attraverso la voce “Campo di ricerca smart” si può impedire ai motori di ricerca di leggere i dati delle nostre ricerche e di fornire suggerimenti in linea con le nostre abitudini. Disattivando la voce si evita che le nostre ricerche vengano rilevate ed elaborate dai motori qualora non si desideri usufruire dei servizi indicati.

Prevenire e combattere spam e posta indesiderata. Guida di base

Sappiamo tutti cos’è lo spam: quei sempre più numerosi messaggi promozionali che arrivano nella nostra casella mail, inviati da mittenti sconosciuti e assolutamente indesiderati. Il loro obiettivo principale è fare pubblicità, spingendoci ad acquistare un prodotto o un servizio. Prevenire e combattere spam e posta indesiderata diventa una esigenza fondamentale.

Tra lo spam, però, possiamo trovare anche veri e propri messaggi pericolosi: email di phishing, che, emulando il mittente e la grafica di servizi bancari o postali, ci inducono a effettuare il login inserendo i dati di corrente o carta di credito per poterceli rubare. Inoltre, possono raggiungerci mail contenenti virus.

Ma come arrivano a noi questi spammer? Il modo più frequente è quello di utilizzare programmi che sondano la rete alla ricerca di indirizzi mail, a cui mandare in blocco i propri messaggi pubblicitari. Altre volte i nostri dati rilasciati a un’azienda possono essere rivenduti ed entrare nel circuito dello spam. Ancora, possiamo essere noi stessi a fornire volontariamente i nostri dati agli spammer, inserendoli in qualche webform poco affidabile.

Da più tempo abbiamo una casella mail aperta, più è probabile che lo spam ci raggiunga quotidianamente. Ma come fare a interrompere o almeno limitare questo meccanismo? Ecco qualche consiglio.

PREVENIRE LO SPAM

Due indirizzi principali e mail usa e getta. La strategia base per prevenire
Due indirizzi principali e mail usa e getta. La strategia base per prevenire

Il primo passo da compiere per smettere di alimentare quel meccanismo che nel tempo ci ha fatto accumulare sempre più mail di spammer è fare in modo di prevenire l’arrivo di altro spam, seguendo alcuni accorgimenti alla portata di tutti.

1) Avere due diversi indirizzi mail 
Sarebbe bene utilizzare due diversi indirizzi mail:

  • Uno per le comunicazioni personali, da non scrivere su nessuna pagina web e da comunicare esclusivamente a voce
  • Uno professionale, da usare comunque solo per scopi strettamente lavorativi, prendendo inoltre dei piccoli accorgimenti: deve essere lungo almeno 10 caratteri, non contenere nome e cognome e avere almeno un carattere speciale

Alcuni dei servizi più noti per la gestione della posta elettronica, da usare per aprire la vostra nuova mail, sono GmailYahoo MailOutlook web. Per qualsiasi altro utilizzo, e in particolar modo per l’iscrizione alle miriadi di servizi di cui il web è pieno e che richiedono di avere un indirizzo mail funzionante, dobbiamo invece utilizzare i cosiddetti indirizzi temporanei oppure gli alias.

2) Gli indirizzi temporanei e gli Alias
Gli indirizzi “usa e getta”
: si tratta di mail temporanee che potete creare gratuitamente attraverso alcuni servizi online e adoperare al posto del vostro indirizzo mail ufficiale, giusto il tempo necessario per ricevere alcune notifiche: la casella di posta si autodistruggerà poi, dopo aver svolto la sua funzione. Gli Alias sono invece indirizzi alternativi: le comunicazioni arriveranno comunque nella vostra casella di posta elettronica, ma usando l’alias come ponte e garantendo l’anonimato del vostro reale indirizzo.

I migliori servizi in entrambi i casi sono:

  • 10 Minutes Mail – crea una mail usa e getta nel vero senso del termine, valida solo per 10 minuti
  • MeltMail – vi permette di scegliere la durata di validità dell’alias tra diverse opzioni disponibili, in un arco temporale che va tra le 3 e le 24 ore

3) Pubblicare il proprio indirizzo mail sotto forma di immagine
Visto che i bot degli spammer girano il web a caccia di indirizzi mail pubblicati in chiaro, quando si scrive su forum, gruppi o pagine condivise e si decide di pubblicare il proprio indirizzo, è bene renderlo irriconoscibile ai software automatici di riconoscimento mail. Il consiglio migliore, in questo caso, è inserire un’immagine dell’indirizzo, al posto di scriverlo direttamente.  Altre soluzioni talvolta usate, come usare una formattazione particolare, oggi risultano essere meno efficaci.

 4) Fare attenzione alle landing page sospette
Navigando sul web, si può approdare sulle landing page, ossia su “pagine di atterraggio” promozionali che hanno l’aspetto di una pagina web contenente informazioni e un form dove inserire il proprio indirizzo mail. I messaggi presenti su queste landing page invitano a lasciare i propri dati per avere in cambio prodotti, informazioni o possibili premi. In questi casi, verificate sempre l’affidabilità dell’azienda che sta dietro questa pagina web: potrebbero essere pagine create appositamente da spammer a caccia di indirizzi.

Per essere certi di stare lasciando i propri dati in mani sicure, è sempre bene fare attenzione a due aspetti:

  • Generalmente le landing page più affidabili sono integrate all’interno di un sito web, non sono singole pagine uniche. Proprio le altre sezioni del sito vi permetteranno di conoscere meglio l’azienda con cui avete a che fare;
  • Se invece la landing page è una pagina isolata, scollegata da qualsiasi sito web, per testarne l’attendibilità risalite sempre all’azienda che sta dietro quell’offerta e cercate il suo sito web ufficiale, in modo da ottenere tutte le informazioni possibili.

5) Controllare la Privacy Policy di chi chiede i vostri dati

Quando diamo il nostro consenso all’uso di un’applicazione o di un servizio web, confermiamo una Privacy Policy che a volte permette di vendere i nostri dati a parti terze, interessate ad acquistarli per mandarci messaggi promozionali. E’ importante quindi leggere bene ogni condizione del consenso che stiamo dando e, se presente una casella che richiede in modo specifico il nostro consenso per cedere ad altri le nostre informazioni personali, non selezionarla. Inoltre, è bene controllare che nella Privacy Policy sia presente il nome del responsabile del trattamento dei dati.

COMBATTERE LO SPAM

Quando la nostra casella di posta è inondata da spam, “ripulirla” diventa molto complesso. Ma, se eliminare del tutto lo spam è forse impossibile, si può fare molto per ridurlo, sia prendendo qualche accortezza personale, sia utilizzando dei software specifici. Ecco alcuni consigli pratici.

spamtasto1) Cosa NON fare di fronte a una mail di spam
Una volta che la mail di spam è arrivata tra la nostra posta, è importante evitare di fare una serie di azioni che, potendo essere intercettate dagli spammer attraverso i software usati per tracciare le mail, farebbero capire che il nostro indirizzo è attivo, trasformandolo in un bersaglio ancora più appetibile. Ecco cosa fare per evitare di attirare l’attenzione degli spammer:

  • Non aprire la mail di spam
  • Non visualizzare in modo automatico le immagini all’interno della mail (nelle configurazioni di ogni client di posta, è possibile decidere di aprire per default tutti i messaggi nella versione solo testo)
  • Non rispondere alla mail
  • Non cliccare da nessuna parte all’interno del corpo della mail

2) Controllare i filtri del proprio server di posta
La maggior parte dei servizi di posta oggi disponibili usa di default un filtro anti-spam. Questo filtro fa sì che mail con determinate caratteristiche tendenzialmente associate allo standard considerato spam (ad esempio, parole chiave specifiche o allegati in formati particolari) non siano inoltrate nella casella della posta in arrivo, ma vengano automaticamente archiviate nella directory spam ed auto-distrutte dopo un po’ di tempo.

Per controllare il funzionamento dei vostri filtri anti-spam, potete usare un servizio gratuito: Email Security Check.  Questo servizio vi invia 7 tipi di mail che presentano le caratteristiche tipiche dello spam. Se anche una sola di queste mail non viene intercettata dai vostri filtri anti-spam e approda indisturbata nella vostra posta in arrivo, significa che i filtri devono essere riconfigurati in modo più sicuro.

In questi casi, molto dipende dal client di posta che utilizzate (ad esempio, se usate un indirizzo mail associato a un vostro sito personale, potreste dover comprare a parte le funzioni anti-spam), ma resta comunque qualche aspetto su cui potete agire in modo autonomo:

  • Quando arriva una mail di spam non rilevata automaticamente dal sistema, è possibile segnalarla come spam in modo manuale, in modo che il sistema apprenda gradualmente quali contenuti considerare spam e quali no;
  • Potete andare nelle impostazioni dei filtri anti-spam e impostare dei filtri personalizzati, definendo ad esempio alcuni mittenti le cui mail in arrivo siano spostate direttamente nel cestino.

I filtri anti-spam per la gestione della posta indesiderata oggi sono presenti di default sia nei servizi di posta via web, come Gmail, Yahoo Mail, Outlook web, sia sulle applicazioni di posta desktop (consultabili in locale) come Outlook o Thunderbird. Normalmente però questi servizi non impediscono la ricezione dello spam, ma lo archiviano in una cartella dedicata alla posta indesiderata. Per evitare di ricevere del tutto i messaggi, si possono utilizzare dei software esterni più aggressivi.

Tra i servizi di posta web, Gmail ha una particolarità per quanto riguarda i filtri antispam: sono attivi di default e non permettono alcun tipo di configurazione all’utente. Quello che è possibile fare è addestrare i filtri, segnalando eventuali falsi positivi o eventuale spam non rilevato direttamente dall’interno della mail stessa, contrassegnandola a mano come spam. Inoltre, andando su Impostazioni – Filtri, è possibile creare un filtro personalizzato per impostare una lista bianca di indirizzi da non considerare in nessun caso spam.

Possono invece tornare utili alcune indicazioni per configurare al meglio i filtri anti-spam degli altri principali servizi di posta.

Filtri avanzati anti-spam di Yahoo Mail
Filtri avanzati anti-spam di Yahoo Mail

Per configurare i filtri anti-spam su Yahoo Mail:

  • Andare su Opzioni – Opzioni Mail – Generale
  • Nelle opzioni di Protezione dallo Spam selezionare “Sposta automaticamente i messaggi di spam nella cartella Antispam”
  • Andare su Opzioni avanzate – Blocco degli Indirizzi e aggiungere manualmente eventuali indirizzi da bloccare
  • Andare su Opzioni Avanzate – Filtri e segnalare eventuali termini, mittenti, soggetti da considerare spam, inviando le relative mail nella cartella Antispam o cestinandole direttamente

Per configurare i filtri anti-spam su Outlook web:

  • Selezionare Opzioni – Posta indesiderata e attivare, se già non lo è di default, la voce Filtra automaticamente la posta indesiderata
  • Selezionare Elenco mittenti attendibili o bloccati per aggiungere manualmente un indirizzo alla propria lista bianca o nera di contatti mail

Per configurare i filtri anti-spam su Outlook desktop:

  • Andare su Home – Spam – Opzioni e-mail spam
  • Nel tab Opzioni, è possibile attivare o disattivare il filtro e stabilirne il livello di aggressività, di default impostato su “basso”
  • Scegliere cosa fare dei messaggi indesiderati, se eliminarli o archiviarli in una cartella etichettata Spam
  • Scegliere eventualmente altre opzioni, come bloccare automaticamente i link interni a email considerate phishing o ricevere una notifica in caso di mittenti sospetti
  • Attraverso gli altri tab presenti nel pannello, è possibile definire mittenti sicuri o da bloccare

Per configurare i filtri anti-spam su Thunderbird:

  •  Andare su Preferenze – Pannello di Sicurezza – Spam
  • Controllare che sia selezionata la voce Abilita i filtri Antispam per questo account
  • Scegliere l’azione da compiere quando si rileva una mail indesiderata, ad esempio inviarla alla cartella spam o eliminarla direttamente

3) Utilizzare degli add-on per i browser

Un’ottima soluzione che si aggiunge all’impostazione di filtri antispam manuali, è l’utilizzo di plug-in dedicati ai singoli browser che possono ridurre l’arrivo dello spam.  TrashMail per Chrome Safari, per creare infiniti alias mail da eliminare manualmente quando non servono più.

4) Utilizzare dei software anti-spam specifici
E’ possibile integrare ai filtri anti-spam della propria applicazione di posta le funzionalità offerte da diversi software free o premium. Innanzitutto, se sul vostro PC avete installato un antivirus, nella maggior parte dei casi troverete una funzione anti-spam.

I settings da configurare cambiano da prodotto a prodotto, ma generalmente avete la possibilità di definire il livello di aggressività del filtro e creare manualmente delle liste bianche e nere di mittenti. Per approfondire il funzionamento di questi programmi, potete leggere le recensioni ad AVG Internet SecurityPanda Internet SecurityKaspersky Internet Security.

Un potente software anti-spam certificato Microsoft
Un potente software anti-spam certificato Microsoft

Inoltre è possibile scegliere dei software anti-spam specifici, che presentano tutti un’elevata aggressività contro i messaggi indesiderati. Tra questi:

  1. SpamFighter
    Un potente software anti-spam certificato Microsoft (ma realizzato anche per Mac), che si aggiorna automaticamente e in tempo reale grazie ai feedback degli utenti della sua community.

La configurazione è semplice. Una volta scaricato il programma e lanciato l’installer, verrà richiesta la creazione di un account e l’importazione dei contatti della propria rubrica, che saranno salvati in una whitelist. L’integrazione con Outlook è automatica: una volta installato SpamFighter, basterà riavviare Outlook e al suo ripristino saranno visibili i bottoni del software anti-spam sulla toolbar e una nuova cartella chiamata SpamFighter.

Il programma fa il suo dovere in modo autonomo, ma l’utente può variare il livello di aggressività del filtro.

  1. SpamByes
    Un anti-spam che necessita di un lungo addestramento, ma che successivamente dà risultati eccellenti. Per addestrarlo, basta segnalargli nel primo periodo in cui lo si utilizza quali mail considerare spam.La sua tecnologia non si basa sul controllo del mittente o dell’IP di provenienza, ma utilizza un avanzato algoritmo che scandaglia il contenuto dei messaggi. Se si utilizza Outlook, la configurazione è semplice: si installa come un plugin ed è poi gestito direttamente dall’interfaccia di Outlook. Più complicata invece la configurazione con altri client di posta, in quanto l’interfaccia grafica è minima ed è necessario configurare un proxy (compreso in SpamByes) utilizzando un qualsiasi browser.

Google Chrome: aumentare la privacy e navigare in sicurezza

Il browser Google Chrome di Mountain View ha riscosso negli ultimi anni un successo crescente tra il pubblico, arrivando a competere ad armi pari con i più diffusi Internet Explorer e Mozilla Firefox. L’apprezzamento degli utenti è dovuto in larga parte alla sua semplicità e ai numerosi parametri di configurazione che il programma offre, inclusi quelli legati alla sicurezza e alla tutela della privacy.

Schermata per il download di Google ChromeA prima vista invasivo a causa dell’abitudine di Google di frugare nella nostra cronologia per personalizzare i banner pubblicitari, attraverso un’opportuna configurazione delle impostazioni legate alla privacy è tuttavia possibile minimizzare il numero di informazioni raccolte dal computer dell’utente, fino a crittografare tutti i dati che vengono sincronizzati attraverso il proprio account Google.

Questa apparente invasione della privacy consente tuttavia di poter beneficiare di importanti servizi, come il completamento automatico delle ricerche o la geolocalizzazione di Google maps, sui quali l’azienda di Mountain View ha investito negli ultimi anni per fornire ai propri utenti un’esperienza intuitiva e interattiva di navigazione web. Ma vediamo nel dettaglio tutte le impostazioni legate alla privacy dell’utente:

Accesso attraverso account
Dal menù Impostazioni -> Accedi ogni utente in possesso di un profilo può eseguire il login e sincronizzare tutti i dati personali, in modo da poterli recuperare anche da altri computer dotati di Chrome mediante un semplice accesso. In questo caso però attraverso il processo di sincronizzazione Chrome tiene traccia di tutta la cronologia di navigazione dell’utente, leggibile da Google per le proprie finalità di ricerca e statistica.

Per ovviare alla questione e garantire sotto questo profilo assoluta privacy al nostro browser è possibile attivare la funzione di crittografia dei dati sincronizzati, proteggendo tutte le informazioni del nostro account con una password personalizzata diversa da quella usata per l’accesso a Google. In questo modo ogni dato scambiato tra utente e server avviene in modo sicuro e al riparo da occhi indiscreti, evitando che le informazioni possano essere impiegati da terzi per qualsiasi finalità.

Impostazioni privacy di Chrome
Il menù Impostazioni permette di agire su diversi parametri legati alla privacy dell’utente

Menu Privacy
Dal menu Impostazioni -> Privacy è possibile configurare una vasta serie di parametri per navigare in tutta riservatezza. In questo caso i parametri sui quali agire sono molteplici, da selezionare o escludere in base alle proprie esigenze.
“Utilizza un servizio web per risolvere gli errori di navigazione”: togliendo la spunta alla casella si impedisce a Google di raccogliere informazioni sugli indirizzi scritti in maniera errata o su quelli inesistenti, digitati dall’utente.

Un servizio attraverso il quale Chrome segnala le possibili alternative del sito erroneamente digitato, raccogliendo però al contempo informazioni sulla nostra navigazione.

“Utilizza le previsioni per completare i termini di ricerca e gli URL digitati nella barra degli indirizzi”: altro servizio con cui Chrome raccoglie dati dalla nostra cronologia di navigazione per completare automaticamente indirizzi o parole di ricerca. Deselezionando la casella si disabilita anche l’utile servizio di autocompletamento Google Instant.

“Attiva protezione contro phishing e malware”: interessante funzione del browser per prevenire la navigazione su siti potenzialmente rischiosi per la sicurezza. Quando si capita su uno di questi siti Chrome blocca la navigazione e mostra un apposito avviso di pericolo. Impostazione consigliata per chi non ha esperienza con questo genere di rischi, per chi ha già una certa competenza in materia è possibile disattivare il servizio evitando così che nei filtri possano rimanere erroneamente bloccati anche siti attendibili.

“Utilizza un servizio web per correggere gli errori ortografici: servizio estremamente utile per gli utenti più distratti che, tuttavia, espone tutti i campi di testo del browser all’attenzione di Google, che raccoglie i dati immessi per l’elaborazione di statistiche.

“Invia automaticamente a Google statistiche sull’utilizzo e segnalazioni sugli arresti anomali”: abilitando l’opzione (disabilitata di default) ad ogni arresto anomalo del browser vengono inviati a Google tutti i dati della sessione di navigazione utili a determinare la causa del crash, inclusi siti web aperti e prestazioni hardware del sistema.

“Invia una richiesta “Non tenere traccia” con il tuo traffico di navigazione”: spuntando questa opzione si inoltra a Google una richiesta finalizzata ad evitare il tracciamento del proprio IP da parte dei siti di pubblicità online, evitando l’invio di informazioni pubblicitarie in linea con le nostre ricerche e gli ultimi siti visualizzati. Nonostante questo accorgimento, diverse realtà operanti nel webmarketing sono solite ignorare queste impostazioni tracciando comunque l’utente durante la sua navigazione.

Impostazioni dei Cookie
Attraverso il pannello “Impostazione contenuti” è possibile gestire le regole di impostazione dei cookie

Password e Moduli
Tramite questo pannello è possibile gestire due funzioni interessanti: la compilazione automatica dei moduli web con un singolo clic e il salvataggio delle password inserite sul web.

Attraverso la prima è possibile salvare nella memoria di Chrome una serie di indirizzi postali o mail che verranno riconosciuti e completati automaticamente non appena l’utente ne inserirà le prime parole all’interno di un modulo. Stesso funzionamento anche con i numeri di carta di credito. Con il salvataggio delle password è possibile creare una memoria di tutte le chiavi di accesso dei diversi siti web in uso dall’utente.

Le implicazioni di simili sistemi all’interno di un browser sono evidenti: il rischio di venire tracciati da terzi espone questi dati ad accessi potenzialmente rischiosi. Per chi fosse alla ricerca della massima sicurezza, è possibile disabilitare entrambe le voci.

Impostazione contenuti: Cookie
Questo pannello permette di salvare i dati in navigazione (password, cronologia, cookie) sul computer locale per un tempo indeterminato o di cancellarli non appena viene chiusa la finestra del browser. In aggiunta è possibile impedire ai siti di impostare dati in locale e bloccare completamente i cookie di terze parti, impostazione consigliata per chi desidera mantenere la massima privacy dei propri dati ma che presenta alcune controindicazioni da tenere bene a mente. Spuntando questa casella Chrome impedirà la ricezione di cookie dai circuiti pubblicitari della Rete ma di contro potrebbe creare evidenti problemi di visualizzazione su alcuni siti.

Un buon compromesso potrebbe essere quello di agire sul pannello Gestione eccezioni, scegliendo di consentire i cookie dei soli siti attendibili bloccando i rimanenti. Da un apposito pannello è inoltre possibile visualizzare tutti i cookie di navigazione salvati nel computer e procedere alla loro rimozione.

Impostazione contenuti: Pop-up
Tramite questa funzione è possibile consentire o negare la visualizzazione dei pop-up nei siti. Scelta utile se si desidera evitare una lunga serie di pubblicità non gradite, ma che di contro potrebbe bloccare anche messaggi interni dei siti stessi o intere pagine impostate per l’apertura tramite pop-up.

Impostazione contenuti: posizione
Consente ai siti web di monitorare la posizione fisica del computer dell’utente, lasciando all’utente la scelta di fornire in automatico i dati di geolocalizzazione a tutti i siti o di chiedere preventivamente l’autorizzazione ogniqualvolta un portale cerchi di monitorare questo parametro.

Navigazione in incognito
Per chi desiderasse navigare nel più completo anonimato senza lasciare alcuna traccia nel proprio computer, Chrome offre un’interessante possibilità. Attivabile dalla barra dei menù sotto la voce “nuova finestra di navigazione in incognito”, questa nuova sessione di navigazione non registrerà alcun tipo di dato nella cronologia o in altre aree del computer.

Impostare privacy e sicurezza con Mozilla Firefox

Il prodotto targato Mozilla si contende da qualche anno ad armi pari il primato di browser più diffuso al mondo, insieme ad Explorer e Chrome. In continuo aggiornamento ed evoluzione, il software della volpe rossa Firefox offre all’utente numerose soluzioni per la navigazione sicura e al riparo da occhi sgraditi.

Come per Chrome, anche Firefox implementa di default un sistema di tracciamento dell’utente che invia a Mozilla informazioni, statistiche e report sull’attività di navigazione degli utenti. In questo modo gli sviluppatori si propongono di studiare le principali criticità del software rilasciando patch e aggiornamenti tesi a migliorare l’esperienza di navigazione, lasciando come al solito aperto il capitolo riguardante la privacy e la segretezza delle nostre sessioni web.

Per incrementare la riservatezza della nostra navigazione è possibile agire su una serie di parametri contenuti nel menu Opzioni di Firefox (in arancione in alto a sinistra):

Privacy: tracciamento
Dall’apposito pannello è possibile comunicare la propria disponibilità a essere tracciati dai siti sui quali si naviga o di esprimere il rifiuto categorico a questa opzione.

Nel caso si dovesse scegliere per il consenso, è opportuno ricordare che le società di pubblicità online potranno tenere traccia delle nostre attività sulla rete, delle nostre abitudini e della nostra cronologia di navigazione al fine di impiegare i nostri dati per l’invio di campagne pubblicitarie, banner o iniziative promozionali sul web.

L’opzione esprimibile attraverso il browser non rappresenta tuttavia una garanzia totale contro il tracciamento, in quanto diverse società ignorano la scelta dell’utente impiegando comunque i dati di navigazione per le proprie finalità, andando quindi contro il volere dell’utente.

Privacy: cookie
Come in tutti i browser più diffusi, anche Firefox lascia all’utente il compito di scegliere le restrizioni da applicare ai cookie, limitando così la quantità di dati memorizzata sul proprio computer a disposizione dei siti web.

Nella voce cronologia del pannello Privacy è possibile scegliere se accettare o meno i cookie provenienti da tutti i siti o soltanto quelli di terze parti (questi ultimi disattivati di default, generalmente provenienti da provider di pubblicità web). Prima di operare una scelta è opportuno ricordare che disattivando completamente i cookie l’esperienza di navigazione potrebbe subire rallentamenti o errori nella visualizzazione delle pagine. Per il massimo della privacy è possibile disabilitare tutti i cookie e autorizzare singolarmente, con il tasto Eccezioni, tutti i siti autorizzati a installare cookie nel nostro computer.

In alternativa è possibile impostare il browser in modo che tutti i cookie vengano cancellati al termine della sessione di navigazione, evitando così di incappare nei sistemi di tracciamento web. L’opzione è attivabile mettendo una spunta sulla casella “cancella la cronologia alla chiusura di Firefox”.

Il pannello “Privacy” consente di impostare molte delle principali funzionalità di protezione contro occhi indiscreti

Privacy: suggerimenti di ricerca
In Firefox tutte le parole che vengono scritte nella barra degli indirizzi vengono memorizzate e inviate ai server di Google per l’elaborazione di suggerimenti utili alle proprie ricerche.

Se non si desidera che le proprie informazioni vengano inviate a terzi è possibile agire sulla voce “nella barra degli indirizzi visualizza suggerimenti da” scegliendo tra le voci “cronologia”, “segnalibri”, entrambi oppure “nessun suggerimento” per la massima riservatezza.

Sicurezza
Analogamente alla funzione integrata in Chrome, anche Firefox implementa al suo interno due utili servizi atti a scongiurare il pericolo di navigazione su siti web poco sicuri.

Grazie alla “black list” costantemente aggiornata da Google, Firefox aggiorna in tempo reale l’utente nel momento in cui questi si trova a navigare su un sito segnalato come potenzialmente pericoloso. Per attivare la funzione è possibile selezionare nel pannello sicurezza le voci “blocca i siti segnalati come minaccia” e “blocca i siti segnalati come contraffazione”. Gli utenti più esperti possono evitare di selezionare queste voci per evitare che i filtri blocchino erroneamente siti web non pericolosi.

Avanzate: condivisione dati
Questo pannello risulta utile nel caso in cui non si volessero inviare a Mozilla le informazioni statistiche relative alle prestazioni, all’utilizzo, alla dotazione hardware e alle personalizzazioni del browser per consentire allo staff di Firefox di perfezionare il proprio sistema. Togliendo la spunta alla voce “attiva telemetria” si blocca l’invio di questi dati massimizzando la privacy.

Analogamente la voce successiva “Attiva analisi integrità d Firefox” consente l’invio di dati relativi alle prestazioni del proprio browser e allo stato di integrità del software, mentre “attiva segnalazione arresti anomali” consente l’invio ai server di Mozilla di segnalazioni relative agli arresti inaspettati del browser per finalità di ricerca e miglioramento della stabilità. Deselezionando tutte queste voci si evita il costante scambio di dati tra il proprio computer e il team di sviluppo di Firefox.

Navigazione anonima
Per navigare senza tenere alcuna traccia della nostra esperienza web, Firefox offre l’opportunità di avviare una nuova sessione in “incognito”. Dal menù principale è sufficiente cliccare su “nuova finestra anonima” per aprire una nuova scheda contrassegnata da una maschera e un colore viola. Tutti gli indirizzi web visualizzati in questo modo non verranno salvati nella memoria del computer in uso, alla pari di qualsiasi altro dato legato alla navigazione.

Telegram: una chat cifrata per la privacy su Android e iOS

0

Telegram è un’applicazione di messaggistica istantanea per Android e iPhone, che punta l’attenzione su rapidità e privacy. Dà la possibilità di condividere file senza limiti di dimensione, promettendo di trasmettere messaggi di testo, immagini e video in tempi più rapidi di qualsiasi altra app, anche a velocità di connessione molto basse.

Con Telegram si possono creare chat di gruppo fino a 100 persone e salvare i propri messaggi, media compresi, nel cloud dallo spazio illimitato. Il sistema cloud-based permette quindi di creare una copia di sicurezza dei propri dati e di accedervi da qualsiasi device.

Una funzione particolare di quest’applicazione è la possibilità di lanciare chat secretate: le informazioni scritte all’interno di queste chat vengono crittografate e non sono condivise nel cloud. E’ possibile anche programmare l’autodistruzione dei messaggi, che non lasceranno alcuna traccia nemmeno nello smartphone utilizzato per chattare.

La possibilità di creare canali di comunicazione crittografati testimonia l’attenzione di Telegram per la privacy, di cui si fa portabandiera, garantendo la non intercettabilità dei messaggi scambiati attraverso quest’applicazione e la sicurezza dei propri dati dagli attacchi hacker.

In sintesi, ecco le funzioni principali di Telegram:

  • velocità di trasmissione dei messaggi e di qualsiasi media
  • chat di gruppo fino a 100 persone
  • sistema cloud
  • chat segrete, con scambi di messaggi crittografati e la possibilità di distruggerli al 100%
  • nessun annuncio pubblicitario
  • applicazione free

Si può scaricare Telegram direttamente dagli store per iPhone e Android:

Download App per Android Download app per iOS

 

Dossier. Facebook cambia la privacy: di cosa avere paura veramente

Gli ultimi cambiamenti alla privacy di Facebook hanno provocato allarme nei media e preoccupazione negli utenti. E se da un lato è giusto che un portale così importante sia un “sorvegliato speciale”, la differenza tra giornalai e giornalisti impone di inquadrare più correttamente quello che è avvenuto.

Riconoscimento facciale

La nostra rivisitazione ragionata parte dalla prima notizia che ha fatto scandalo: il riconoscimento facciale. Se prima era necessario taggare una persona in una foto attivamente, ora questo avviene tramite un software che, confrontando i volti di una foto caricata con le immagini dei profili, individua i protagonisti e offre una notifica: una sorta di “schedatura” degli utenti.

I cambiamenti proposti hanno provocato una denuncia alla FTC
I cambiamenti proposti hanno provocato una denuncia alla FTC

La prospettiva è impressionante, e deve essere tenuta sotto controllo perché non diventi invasiva, ma è necessario precisare che la funzione può essere disattivata con un meccanismo opt-out e che attualmente le regole di Privacy imposte dall’Unione Europea impediscono che l’opzione possa essere attivata anche qui da noi. Per ora dunque, stiamo parlando di qualcosa che ancora non c’è.

I nostri dati alle aziende?

Il secondo pericolo è stato invece intitolato: “Facebook userà i dati degli utenti per la pubblicità“, o ancora “Il tuo volto e il tuo nome potranno comparire nelle campagne di advertising“. A colpo d’occhio sembrerebbe che tutti i nostri dati finiranno a breve in campagne promozionali senza che si possa fare nulla. La realtà è che qualunque contenuto postato su Facebook diventerà di totale proprietà intellettuale dello stesso, e non solo se saremo noi a postarlo, ma anche se questo sarà condiviso da un amico.

La proprietà intellettuale dei contenuti sarà di Facebook, d'ora in poi
La proprietà intellettuale dei contenuti sarà di Facebook, d’ora in poi

Per togliere a Facebook questa possibilità sarà quindi necessario sia rimuovere il contenuto dal proprio profilo, sia chiedere di fare lo stesso anche a chi ha lo condiviso o riproposto, perché in caso contrario, Facebook continuerà ad averne la licenza. E anche qualora questo avvenisse, il portale impiega 90 giorni per cancellare il tutto dai propri server. Insomma, il social network vuole avere la certezza di poter fare quello che preferisce con i dati che sono pubblicati, senza pericoli di rivendicazioni e questo costringe a stare molto attenti a cosa si inserisce, specie se si tratta di materiale di cui vogliamo mantenere il copyright.

Ma l’altro lato della verità è che l’inoltro di questi dati alle aziende di pubblicità è semplicemente una fandonia. Facebook spiega chiaramente che non condivide i dati né i contenuti con terze parti, ma fornisce ai propri inserzionisti dati aggregati, impersonali e generali sugli utenti.

Le aziende, potranno ovviamente eseguire campagne pubblicitarie su Facebook, ma non verranno mai a conoscenza di dettagli. Non troveremo mai la nostra faccia in una pubblicità, insomma. Le aziende semmai potranno sapere che 20mila persone, in Lombardia, gradiscono la Coca-Cola Zero. Il che è ben diverso.

Tutto è più visibile

Terzo cambiamento su cui le dita sono state puntate è una proposta di modifica al testo sulla privacy, accusato di permettere a Facebook di rendere improvvisamente pubblico tutto quello che vuole, anche se prima era privato. La vecchia frase recitava:

[blockquote style=”1″]”Puoi usare le impostazioni sulla sicurezza per limitare il modo con cui il tuo nome e l’immagine del tuo profilo verranno associati a contenuto commerciale, sponsorizzato o relativo (come un marchio che ti piace) distribuito da noi”.[/blockquote]

Che nelle intenzioni di Facebook diventerà:

[blockquote style=”1″]”Ci dai il permesso di usare il tuo nome, la foto del tuo profilo, il tuo contenuto, e le informazioni in connessione con contenuto commerciale, sponsorizzato o relativo (come un marchio che ti piace) distribuito da noi. Se avrai selezionato uno specifico pubblico per il tuo contenuto o le tue informazioni, rispetteremo la tua scelta nel momento in cui lo useremo”.[/blockquote]

Le due frasi sembrano simili, tanto che il consulente alla sicurezza di Facebook, Ed Palmieri ha spiegato che “dicono la stessa cosa”. E qui Facebook va contraddetto. Il reale significato di questo cambiamento è: prima il contenuto dei profili, anche completamente pubblici, veniva sostanzialmente protetto dai motori di ricerca, perché Facebook aveva interesse ad ingolosire l’utente per ottenerne l’iscrizione.

Ora, con un miliardo e duecento milioni di iscritti, il portale non ha più questa esigenza: Facebook ha adesso bisogno di visite al pari di un media e dunque, con questo cambiamento, potrà mostrare sui motori di ricerca porzioni molto maggiori di un profilo per generare il traffico che serve ai suoi investitori pubblicitari. Questo tuttavia non significa che i nostri post privati diventeranno improvvisamente pubblici.

Niente profili segreti?

I post segreti non saranno resi pubblici, ma i profili saranno sempre indicizzabili
I post segreti non saranno resi pubblici, ma i profili saranno sempre indicizzabili

Altra notizia “di grido” è stata l’abolizione dei profili segreti. E anche qui si è paventata l’improvvisa pubblicazione di profili privati, i cui post dovevano essere resi nuovamente protetti modificandone le impostazioni uno alla volta. Anche in questo caso, si riassume con troppa superficialità.

Ad un esame più attento Facebook non dice mai, né nei comunicati attuali né nelle proposte di cambiamento, che lo stato dei profili o dei post verrà mai modificato, anzi, esiste un opzione che permette di rendere illeggibile al pubblico tutti i post realizzati fin dal momento dell’iscrizione. Nessun clamoroso “spiattellamento” dei propri segreti. E’ più corretto dire che i nostri contenuti privati sono ancora al sicuro ma da oggi in poi non sarà più possibile avere un profilo che non sia indicizzabile.

Tutto pubblico, anche per i minori

Il tema dei contenuti pubblici ha riguardato anche i minori e si è parlato di “post pubblici anche per i minorenni”. In questo caso la notizia è sostanzialmente corretta: se prima i profili dei minorenni potevano mostrare contenuti solo agli amici, e agli amici degli amici, ora anche un minore potrà pubblicare qualcosa di visibile a tutti. Ma a onor del vero, prima della pubblicazione un box avviserà il ragazzo che il proprio contenuto sarà visibile proprio a tutti, senza limitazioni, e Facebook ha aggiunto un video che invita i genitori a controllare i figli e a spiegare loro la nuova situazione.

In questo caso avremmo preferito che il cambiamento non fosse stato proposto e ci saremmo sentiti più tranquilli con le impostazioni precedenti, anche se senza un controllo dei genitori, il minore può comunque registrarsi come maggiorenne ed avere pieno accesso alle funzionalità.

L’inoltro alle terze parti

La privacy cambia dando all'utente la responsabilità
La privacy cambia dando all’utente la responsabilità

Ultimo importante elemento, il nuovo modo con cui Facebook ha definito l’inoltro dei dati degli utenti a terze parti, che forniscono ad esempio applicazioni in uso sul social.

Le nuove regole stabiliscono che nel momento in cui un utente attiva un’applicazione, Facebook inizia a fornire alla terza parte i dati necessari per il funzionamento dell’app scelta, e quando l’utente dovesse disinstallare l’opzione, il social network terminerà di condividere gli stessi con il partner, ma non potrà essere in nessun modo responsabile dell’ulteriore trattamento delle informazioni che la terza parte eseguirà.

In questo senso Facebook si allinea ai regolamenti di privacy che normalmente si applicano in questi casi, e troviamo regolare la proposta di cambiamento, visto che è ragionevole che Facebook si limiti a garantire l’integrità delle privacy sul suo portale, senza assumersi responsabilità di operazioni a lui esterne. L’utente dovrà quindi prestare attenzione ai permessi concessi alle applicazioni e al momento della disiscrizione non dovrà limitarsi ad annullare il tutto su Facebook, ma dovrà eseguire un’operazione simile anche presso il fornitore del servizio.

Privacy più difficile

Ha avuto meno riscontro presso i media, ma riteniamo di dover ricordare che Facebook traccerà con maggiore precisione i nostri dispositivi: se finora veniva registrata la posizione e il tipo di device, fisso o mobile, da cui ci si collegava, i regolamenti precisano che da oggi sarà tracciabile anche il tipo di device, il sistema operativo e altri dettagli relativi al browser.

Similmente, non ha trovato quasi spazio presso i giornali il dettaglio che Facebook sta complicando l’accesso alle impostazioni di privacy. Trovare i documenti relativi ai diritti degli utenti e alle politiche di riservatezza dei dati è abbastanza complesso e nel corso degli ultimi mesi sono sensibilmente diminuiti i link alle impostazioni di sicurezza, le quali, tra l’altro, non sono riassunte in un unico luogo ma sono divise in almeno sei categorie diverse: Privacy, Timeline e Tagging, Blocchi, Follower, Apps e Pubblicità.

Ecco cosa cambia per Facebook

Le app gestiranno i dati in modo indipendente da Facebook
Le app gestiranno i dati in modo indipendente da Facebook

Il significato delle ultime modifiche alla privacy di Facebook riteniamo sia strettamente legato allo scandalo relativo allo spionaggio internazionale: Facebook, assieme ad altri colossi del web, ha dovuto ammettere che i servizi segreti hanno richiesto dati personali, e ha cercato di recuperare un valore di trasparenza nei confronti degli utenti rilasciando mensilmente un report dettagliato in cui comunica il numero di richieste ufficiale di inoltro dei dati.

Ma le regole fino ad ora vigenti, permettono agli utenti di rivalersi sulla proprietà dei dati, mentre gli ultimi cambiamenti, specie attraverso il discorso della proprietà intellettuale, consentono sostanzialmente al social di girare i nostri dati alla NSA in modo libero e incontestabile, una mossa che permette di continuare a fare ciò che è sempre stato fatto ma, alla luce dello scandalo, con le mani più libere e con meno rischi di azioni legali.

Riteniamo invece errato l’allarme circa l’inoltro di dati alle aziende pubblicitarie: se lo facesse Facebook otterrebbe enormi guadagni nell’immediato, ma alla lunga, oltre a provocare una sollevazione mondiale, perderebbe il tesoro di informazioni che lo rende tanto appetibile. Al social conviene mantenere l’assoluta riservatezza del suo patrimonio e di darlo in uso alle agenzie per poterne guadagnare, al pari di un petroliere, che vende il suo petrolio, non certo i suoi pozzi.

E come dobbiamo cambiare noi

Per quello che concerne l’utente, la verità è molto semplice e abbastanza sgradevole: Facebook ha tirato le mani indietro. La sua grandezza e la sua enorme responsabilità, ha portato gli utenti a pretendere dal social l’esclusiva riservatezza dei dati, e la protezione ad oltranza di tutto quello che veniva pubblicato. Accusandolo di ogni minimo sgarro. Facebook ha dimostrato invece, ad una lettura attenta dei cambiamenti, l’intenzione di diventare un sito pubblico come qualunque altro, risparmiandosi il ruolo di “genitore” dell’iscritto, e delegando agli utenti l’onere di tenere protette le informazioni: la frase

[blockquote style=”1″]Se avrai selezionato uno specifico pubblico per il tuo contenuto o le tue informazioni, rispetteremo la tua scelta nel momento in cui lo useremo[/blockquote]

Potrebbe essere letta come:

[blockquote style=”1″]”Ciò che posti è pubblico, e ne facciamo quello che vogliamo. Quello che tu deciderai di proteggere, lo proteggeremo. La libertà è nostra, la responsabilità è tua”.[/blockquote]

L’utente dovrà quindi capire che Facebook è un bel gioco, ma che la bacheca che raccoglie i nostri pensieri non ha più alcun “guardiano”, eccetto noi stessi.

Puntalo. Un app per localizzare gli smartphone

0

Puntalo è un’applicazione di sicurezza mobile,  scaricabile in versione free o premium per iOS e Android. Si basa su un sistema di geolocalizzazione che permette di localizzare lo smartphone  su una mappa e tenere sotto controllo gli spostamenti di chi lo ha con sé.

Se ad esempio si dà in mano uno smartphone registrato su Puntalo ai propri figli, è possibile sapere quando sono a casa, a scuola o altrove e venire avvertiti da un alert in caso di spostamento da un posto all’altro. E’ possibile tracciare fino a cinque smartphone, stabilire diversi numeri di telefono a cui mandare l’alert in caso di cambiamenti di posizione non previsti e ricevere un avviso in caso sia cambiata la SIM.

Inoltre, l’app può tornare utile anche in caso di smarrimento o furto del telefono, in quanto permette di geolocalizzare il device e quindi ritrovarlo o, in casi estremi, di eliminarne tutti i dati in modo da difendere almeno la propria privacy. Permette inoltre di bloccarlo e di mandare un messaggio personalizzato a chi dovesse ritrovarlo, in caso fosse capitato tra le mani di qualcuno intenzionato a restituirlo. Disponibile per diversi sistemi operativi mobili, Puntalo ha una versione limitata free e una versione a pagamento. Il prodotto permette anche di tenere al sicuro i propri contatti, averli sempre disponibili sul proprio telefono per monitorare la rete di conoscenze della persona da controllare, anche qualora fossero sincronizzate con tutti i principali social network. L’applicazione è poi trasferibile sui nuovi telefoni senza costi aggiuntivi.

Le sue caratteristiche principali:

  • Geolocalizzazione
  • Alert in caso di cambiamenti di posizione non previsti
  • Possibilità di tracciare gli spostamenti fino a 15 giorni
  • Distruzione dei dati di tracciamento ogni due settimane, per garantire la sicurezza delle proprie informazioni personali
  • Possibilità di bloccare il telefono a distanza o di eliminarne i dati

 

Internet Explorer. Come impostare sicurezza e privacy

Fra tutti i browser a larga diffusione, Internet Explorer è stato quello che negli ultimi anni ha subito la maggior concorrenza di un mercato sempre più ricco di soluzioni e di programmi alternativi. Un tempo monopolista tra i software di navigazione, le continue critiche in materia di sicurezza e si scarsa protezione da virus e malware ha spinto gli ingegneri di Microsoft a riprogettare il celebre browser che a partire dalla versione 9 offre all’utente importanti strumenti di protezione in materia di sicurezza informatica e privacy.

Di seguito un elenco delle principali opzioni da attivare per massimizzare la riservatezza della navigazione:

Privacy: Cookie
Dal menu Opzioni internet -> Privacy è possibile impostare il livello di riservatezza del browser in materia di cookie. Di default viene offerto un livello “medio” che prevede il blocco cookie di terze parti o di siti che salvano informazioni dell’utente senza consenso esplicito. Il menu consente di scegliere fra sei settaggi differenti che vanno dal blocco totale all’accettazione indiscriminata di tutti i cookie. Più si alza il livello di sicurezza maggiore sarà la privacy, a scapito però di una navigazione più rallentata e a un maggior numero di errori nella visualizzazione dei siti che sfruttano appunto i cookie per il loro funzionamento.

Privacy: posizione e pop-up
Dal menu Opzioni internet -> Privacy è inoltre possibile impedire ai siti web di richiedere al browser informazioni sulla posizione fisica del computer, oltre all’attivazione del blocco completo dei pop-up. In quest’ultimo caso a fronte di una drastica diminuzione di pubblicità non gradite è necessario tener presente che abilitando l’opzione alcuni siti potrebbero non funzionare a dovere, negando all’utente la visualizzazione di pagine progettate per comparire in pop-up.

Avanzate: Siti suggeriti e suggerimenti di ricerca
Al pari di altri browser, anche Explorer ha integrato un servizio di elaborazione suggerimenti sulla base delle nostre abitudini di navigazione. La cronologia di navigazione viene letta da Microsoft e analizzata per fornire all’utente una lista di siti simili che vengono immagazzinati e consigliati all’interno di un’apposita cartella nell’elenco dei preferiti. L’opzione è disattivabile da Opzioni internet -> Avanzate -> abilita/disabilita siti suggeriti.

Analogamente è possibile scegliere di attivare o disabilitare la funzione dei suggerimenti di ricerca. Ogni parola digitata nella barra degli indirizzi viene inoltrata da Explorer su un server esterno legato al motore di ricerca predefinito dal browser. In questo modo un menu a cascata mostra in tempo reale tutti i risultati correlati alla parola appena digitata. Anche in questo caso, il rischio è che le informazioni digitate possano essere utilizzati da terzi per elaborare statistiche o finalità pubblicitarie legate ai nostri comportamenti sulla Rete. L’opzione è disattivabile da Opzioni internet -> Avanzate -> Suggerimenti di ricerca.

Dal pannello Opzioni Internet si può accedere a tutte le opzioni di privacy e sicurezza

Sicurezza: Filtro Smart Screen
Interessante soluzione per la protezione dai siti web non sicuri.
Dal menu Strumenti ->Sicurezza è possibile selezionare la spunta su questa funzione utile per bloccare siti web potenzialmente rischiosi prima che l’utente possa aprirli.
Ogni sito web digitato all’interno del browser viene preventivamente inviato a Microsoft che ne controlla l’eventuale presenza all’interno della propria black-list. In caso positivo viene visualizzato un messaggio che mette in guardia l’utente davanti al rischio di contagio da parte di virus e malware.

Anche in questo caso attivando la funzione si incrementa la sicurezza della navigazione a scapito della nostra privacy, dal momento che tutti i siti web digitati verranno trasmessi a Microsoft per i controlli del caso.

Sicurezza: protezione da monitoraggio
Se si vuole evitare l’installazione di cookie traccianti, questa opzione rappresenta la soluzione ideale per evitare di essere monitorati durante la navigazione.

Attraverso il menu Sicurezza -> Protezione dal monitoraggio è possibile bloccare cookie e script provenienti da siti troppo invadenti per la nostra privacy. In tal modo i servizi di tracciamento tesi a inviarci pubblicità pressanti e poco gradite vedranno “rimbalzare” i loro sistemi di tracciamento senza quindi ottenere risultato. L’opzione prevede l’installazione da parte delle utente di apposite liste di protezione tracking esterne, dal momento che Microsoft di default non fornisce alcun indirizzo limitandosi a suggerire attraverso il proprio sito una serie di liste presenti su portali terzi.

InPrivate Browsing
Al pari della concorrenza anche Explorer offre la possibilità di navigare sul web in maniera anonima. Scorrendo le opzioni alla voce Sicurezza -> InPrivate Browsing è possibile avviare una nuova sessione di navigazione in incognito, caratterizzata nell’angolo superiore sinistro del browser da un’apposita etichetta. In questa modalità nessun dato relativo alla navigazione verrà salvato all’interno del computer, garantendo così il completo anonimato.

Download Combofix. Cancellare virus e file con un tool ultrapotente

0

Combofix è un tool di sicurezza estrema per la protezione del nostro PC Windows. Il suo scopo è trovare ed eliminare spyware e malware non rintracciati prima da altri antivirus, con una rapidità d’esecuzione e un’efficacia riconosciute.

Vista l’aggressività del programma, è adatto agli utenti un po’ più esperti, soprattutto per il rischio di eliminare file che non andrebbero eliminati. Su questo fronte, è bene sapere che durante le sue analisi Combofix cancella di default ogni file temporaneo o presente nel cestino, oltre ad eliminare tutti i file riconosciuti come dannosi senza chiedere conferma. Questo programma fa della velocità uno dei suoi punti di forza: è infatti in grado di scansionare il PC nella’arco di 1o minuti (tempo che può aumentare proporzionalmente al numero di minacce rilevate). Al termine di ogni scansione rilascia un report dettagliato e, nel caso in cui non fosse riuscito ad eliminare qualche file sospetto, vengono date indicazioni precise nel report, in modo che l’utente può procedere manualmente.

La caratteristiche principali di Combofix:

  • Rintraccia ed elimina trojan, virus, malware e spyware
  • Molto rapido nelle scansioni
  • Programma leggero
  • Effettua analisi approfondite e aggressive
  • Rilascia report di analisi dettagliati

Scarica Combofix gratuitamente