Linux e Android sono due progetti open-source strettamente legati, ma sono stati finora distanti anni luce, almeno fino a ieri. Questo è quanto si evince dal lavoro di Linus Torvalds, leader del progetto Linux, che ha rilasciato una versione del kernel che getta un ponte tra i due mondi. La versione 3.3 include infatti parti del codice di Android.
Un’unione sempre avvenuta – A dire la verità, ogni telefono Android è sempre stato un telefono Linux. Anche se i programmatori che scrivono applicazioni Android utilizzano in genere una interfaccia come Java, è una versione di Linux personalizzata da Google che gestisce i dettagli come gli input da tastiera, il multitasking tra le varie app, e il mantenimento dei dati necessari in memoria. Ma finora l’Android di Google è sempre stato un codice separato, non riconosciuto e fuori dal repository principale garantito da Torvalds.
L'unione fra Linux e Android garantirà un enorme miglioramento dei progetti Open-Source
I benefici dell’accordo – L’odierna fusione di Google Android con il Linux di Torvalds dovrebbe rendere più facile la programmazione e il progresso per gli sviluppatori. Google potrà beneficiare di nuove funzionalità aggiunte alla linea principale di Linux e con meno problemi, mantenendo il suo codice in sincronia con lo sviluppo del kernel Linux. Allo stesso modo, coloro che usano Linux nei dispositivi mobili possono trarre beneficio dai miglioramenti che in precedenza dovevano essere sostanzialmente copiati dal lavoro di Google.
Google contribuirà quindi al codice open-source, aiutando la comunità con il proprio lavoro, così come con progetti open-source, targati Google. Un altro esempio che conferma l’unione fra i due codici è nel team di Google Android, che sta lavorando con i suoi fratelli open-source sul motore del browser WebKit. Google aveva lavorato sul browser mobile del suo Android con un progetto separato da WebKit, ma con l’arrivo di Chrome per Android, la versione mobile del suo browser si integra direttamente con il progetto WebKit.
Le dichiarazioni dei protagonisti – Torvalds ha annunciato il rilascio di Linux 3.3 la scorsa notte sulla mailing list del kernel Linux. Non parla della fusione con Android, ma si sa che è in corso da mesi quando Tim Bird, un programmatore che lavora in Sony, ha annunciato il “progetto mainlining Android” nel mese di dicembre. “Vorrei annunciare l’inizio di un progetto unire le caratteristiche di Android nel kernel Linux”, ha detto Bird.
Greg Kroah-Hartman, sviluppatore del kernel Linux di vecchia data, ha confermato di aspettarsi componenti del kernel Android in Linux 3.3 a. E in un’intervista del febbraio con Muktware, disse: “La release 3,3 del kernel vi permetterà di avviare un userspace Android senza alcuna modifica, sebbene la gestione dell’alimentazione non sia molto buona. Nella versione 3.4 del kernel si spera di poter correggere questo problema e arrivare ad una piena integrazione con Android.”
Il gruppo di hacker Anonymous, che ha colpito diversi siti fra cui quello di Equitalia, il sito del Vaticano e WordPress.org, potrebbe aver lanciato il suo sistema operativo personale. Soprannominato Anonymous OS Live, il sistema operativo, che è disponibile come download gratuito su Sourceforge, si basa sulla versione Ubuntu di Linux. Secondo una descrizione sulla pagina Sourceforge, il sistema operativo è progettato per “scopi didattici” e può anche essere usato per controllare “la sicurezza delle pagine web”.
Il sistema operativo lanciato dal gruppo Hacker Anonymous
Le persone dietro il software hanno costituito una pagina di Tumblr che fornisce notizie e aggiornamenti sul software. E proprietari hanno annunciato ieri che il sistema operativo è stato scaricato oltre 4.600 volte. Non è immediatamente chiaro chi ci sia dietro il sistema operativo. Anonymous non ha alcuna gerarchia centrale, e in molti casi, le parti del gruppo fanno quello che vogliono. In altre parole, non vi è alcun modo per sapere se questo sistema operativo è stato approvato da tutto il gruppo, o è il frutto di pochi membri.
Contraddizioni e paura per Linux – Questa frammentazione nel gruppo è evidente in un tweet inviato ieri, e un altro questa mattina, da @ Anonops, un account Twitter che afferma di parlare per conto del gruppo Anonymous. @Anonops ha scritto che il sistema operativo “è falso” e “solo una spugna di virus Trojan”.
Disperati i sostenitori di Linux che temono che si sviluppi paura attorno al sistema operativo libero. “Per favore la gente, nel nostro mondo, nel mondo Linux e opensource, non c’è virus (sic). “Se volete credere che un utente possa aver contratto da quel sistema operativo un trojan non scaricatelo ma non cadete nell’errore di credere che il mondo Linux è pericoloso e pieno di virus. ” si legge su twitter.
Nel frattempo, specie su Facebook, Anonymous OS Live è stato scaricato circa 21.000 volte. E ‘stato raccomandato da 36 persone, mentre 22 hanno detto che è meglio stare alla larga.
La tecnologia come elemento fondamentale per la gestione dei fondi azionari. Vittorio Grimaldi, notogestore di fondi azionariper importanti aziende come la San Paolo IMI Asset Management e dopo un periodo in Banca Sella ora consulente presso la banca internazionale Pictet ci spiega come l’informatica viene in aiuto della gestione finanziaria dei patrimoni.
Grimaldi e la gestione dei fondi azionari
Innanzitutto Buongiorno Dott. Vittorio Grimaldi e grazie dell’intervista. In che modo la tecnologia, facendo esempi concreti, aiuta a meglio gestire i fondi, dott. Grimaldi?
Al riguardo si puo’ osservare che oggi la maggior parte dei gestori di fondi utilizza una ” piattaforma bloomberg” cui accede mediante una sua personale ” password”, contro un corrispettivo annuo. Essa oggi si pone rispetto alla gestione dei fondi come ad esempio l’iphone si pone rispetto al modo piu’ efficiente di comunicare. E’ continuamente ” upgradata” ( migliorata) per meglio seguire le molteplici esigenze gestionali.
Nella quotidianita’ oltre a costituire lo strumento piu’ efficiente- ” in real time”-per la conoscenza di informazioni quantitative e qualitative delle principali variabili micro, quali prezzi di azioni con relative notizie societarie, e macro, andamento dei tassi d’interesse e di cambio con relativa pubblicazione di notizie macroeconomiche, la parte a piu’ elevato valore aggiunto e’ quella che io definisco personalmente del ” macinacaffe'”.
Cosa significa? Gli ingredienti disponibili – molto esaustivi per ogni tipo di analisi- e disponibili in modo indifferenziato per tutti i suoi utilizzatori possono essere poi raggruppati in tabelle, statistiche ecc. che ogni gestore puo’ personalizzare per cui, rimanendo nell’esempio, a parita’ di ingredienti il ” caffe’ macinato” puo’ essere completamente diverso e quindi portare a conclusioni operative divergenti: senza ” la mano dell’uomo” a mio avviso, ogni tecnologia, anche quella dei robots, lascia il tempo che trova.
In sintesi, il pilota e’ importante come , se non piu’, della ” Ferrari” per vincere la corsa. L’estremizzazione di quanto detto porta alla creazione di ” sistemi proprietari personalizzati” che costituiscono efficaci strumenti di gestione dei fondi; peraltro vanno continuamente ” monitorati” e ” upgradati” ( termine ” tecnologico” per dire migliorati). Per la gestione delle azioni, comparto di mia specifica competenza, detti sistemi utilizzano numerosi variabili quali indicatori empirici ( p/e, p/bv….), intervalli di confidenza di stime IBES, statistiche relative a ” better than/lower than” dei risultati aziendali trimestrali ecc. per addivenire a conclusioni operative, del tipo ” buy, hold, sell”.
Dott. Grimaldi, quindi la tecnologia aiuta sensibilmente nell’efficacia delle scelte?
L’efficacia secondo me appartiene ancora prevalentemente all’abilita’/professionalita’ dello specialista ( essere umano) piu’ che alla tecnologia; direi che l’efficienza del processo è ormai prevalentemente ” tecnologica“. Proprio quando efficienza ed efficacia utilizzano all’unisolo la tecnologia- mi riferisco ad esempio a quant fund, program traders, algoritmic traders ecc, che nelle loro gestioni operative si affidano esclusivamente alla ” tecnologia”- intravedo qualche effetto deleterio nel suo uso.Cio’ puo’ portare, quando questi programmi in ” piu’ mani “di trader/gestori” fanno contemporaneamente la stessa cosa- talvolta anche a leva!-, a improvvise volatilita’ dei mercati, direi a ” manipolazzioni” degli stessi che ” arrichiscono pochi” e “danneggiano molti”: una regolamentazione piu’ stringente al riguardo s’impone!
Insomma, dott. Grimaldi, l’uso della tecnologia non puo’ prescindere dall’abilita’ e direi deontologia professionale del gestore?
Proprio cosi. Un esempio mi sembra calzante al riguardo, l’uso dei derivati puo’ portare a ” sane” strategie di copertura del rischio oppure a pericolosissime operazioni speculative specie in presenza di elevato uso d’indebitamento ( leva). D’altra parte la ” chimica” e’ utilizzabile per salvare il ” malato terminale” oppure per costruire una bomba atomica da sterminio di massa!
Crescono le tutele per chi è iscritto a social network dedicati alla salute, partecipa a blog e a forum di discussione o segue siti web che si occupano esclusivamente di tematiche sanitarie; i gestori di questi siti, infatti, dovranno fornire agli utenti una specifica “avvertenza”, che informi sui rischi di esporsi in rete con la propria patologia.
Tutele per la privacy nei forum
Così stabiliscono le “Linee guida” per i siti web dedicati alla salute (che non riguardano comunque i servizi di assistenza sanitaria on line e la telemedicina) varate dal Garante della privacy e Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20 febbraio 2012.
E’ in forte aumento il numero di utenti che, nell’ambio di siti web, blog, forum, social network si scambiano informazioni, inviano commenti, chiedono consigli o consulenze. E’ un fenomeno che, presenta evidenti vantaggi, ma anche potenziali rischi connessi alla pubblicazione e alla diffusione on line dei dati “sensibili” relativi alla loro salute.
In base alle Linee guida del Garante, i gestori di siti, blog, forum, social network dedicati a tematiche relative alla salute, che prevedano o meno la registrazione degli utenti, dovranno inserire nella loro home page una specifica “avvertenza di rischio”, il cui scopo sarà quello di richiamare l’attenzione sui rischi connessi al fatto di rendersi identificabili sul web in relazione alla propria patologia.
E’ concreta, infatti, la possibilità che tali informazioni possano essere indicizzate dai motori di ricerca o conosciuti da altri utenti Internet non necessariamente iscritti al sito.
L’utente, avvertito del rischio, potrà fare attenzione e decidere in modo più consapevole se inserire o meno dati personali (es. nome, cognome e-mail etc.) che possano rivelare, anche indirettamente, la propria identità o quella di terzi, così come se pubblicare foto o video che consentano di rendere identificabili persone e luoghi.
L’utente sarà invitato a dare conferma di aver preso visione dell’ “avvertenza di rischio”, barrando un’apposita casella.
I siti che prevedono la registrazione saranno tenuti anche ad informare gli utenti sugli scopi per i quali i dati sono richiesti, sulle modalità del loro trattamento, sui tempi di conservazione, sul diritto di cancellare, aggiornare, rettificare o integrare i dati così raccolti, come previsto dal Codice privacy.
Il Garante, infine, ha stabilito che i dati raccolti dai gestori dei siti dovranno essere protetti da rigorose misure di sicurezza, dovranno restare riservati e non essere comunicati o diffusi a terzi, e dovranno essere trattati solo da personale autorizzato.
Raccomandazioni per i Gestori di Siti web, esclusivamente dedicati alla salute che prevedono la registrazione dell’utente, connesse all’“avvertenza di rischio“:
avvertire l’utente di valutare con la necessaria attenzione l’opportunità, nei propri interventi, di inserire, o meno, dati personali (compreso l’indirizzo e-mail), che possano rivelarne, anche indirettamente, l’identità (si pensi, ad esempio, al caso in cui in cui l’utente, nel testimoniare la propria esperienza o descrivere il proprio stato di salute, inserisca riferimenti a luoghi, persone, circostanze e contesti che consentano anche indirettamente di risalire alla sua identità);
avvertire l’utente di valutare l’opportunità di pubblicare, o meno, foto o video che consentano di identificare o rendere identificabili persone e luoghi;
avvertire l’utente di prestare particolare attenzione alla possibilità di inserire, nei propri interventi (postati nei diversi spazi dedicati alla salute), dati che possano rivelare, anche indirettamente, l’identità di terzi, quali, ad esempio, altre persone accomunate all’autore del post dalla medesima patologia, esperienza umana o percorso medico;
specificare l’ambito di conoscibilità dei dati propri o altrui, immessi dall’utente, in particolare precisando se tali dati siano consultabili soltanto dagli iscritti al sito, ovvero da qualsiasi utente che acceda al sito stesso (reperibilità dei dati mediante funzionalità di ricerca interne al sito);
precisare se i dati sono indicizzabili e reperibili o meno anche dai motori di ricerca generalisti (Google, Yahoo etc.);
invitare l’utente a confermare, apponendo un segno di spunta in un’apposita casella, l’avvenuta presa visione dell’avvertenza di rischio.
L’avvertenza di rischio può essere richiamata dal gestore anche eventualmente attraverso l’inserimento, nella home page del sito, di un’immagine che rimandi l’utente al testo dell’avvertenza stessa.
L’input è passato a diverse funzioni nello script wp-content/plugins/video-embed-thumbnail-generator/kg_callffmpeg.php ma non è validato correttamente prima di essere utilizzato in una chiamata “exec ()” . Questo può essere sfruttato per iniettare ed eseguire comandi di shell arbitrari.
Le vulnerabilità sono state confermate nella versione 1.1. Altre versioni potrebbero essere colpiti.
Soluzione:
Aggiornare subito alla versione 2.0.3 Hai problemi con il tuo WordPress o con i tuoi plugin e la sicurezza? Chiedi senza problemi
Una vulnerabilità è stata scoperta nel WP-RecentComments plugin per WordPress, che può essere sfruttata da malintenzionati per condurre attacchi di tipo SQL injection.
L’input passato tramite il parametro “id” a index.php (quando “action” è impostato su “rc-content”) non viene validato correttamente prima di essere utilizzato in una query SQL. Questo può essere sfruttato per manipolare le query SQL iniettando codice SQL arbitrario.
La vulnerabilità è stata confermata nella versione 2.0.7. Altre versioni potrebbero essere colpite.
Al momento non ci sono aggiornamenti del plugin da parte dell’autore.
Cosa fare
Al momento si può solamente editare direttamente il codice ed inserire un controllo dell’input. Ma bisogna conoscere attentamente tutto il codice del Plugin, in caso contrario è meglio disattivare il plugin e cancellarlo dal server fino ad avvenuto upgrade dell’autore.
Hai problemi con il tuo WordPress o con i tuoi plugin e la sicurezza? Chiedi senza problemi
Aprire una pagina Facebook aziendale è facile quanto divertente, nonchè enormemente di moda, visto che Facebook sembra essere ormai elemento imprescindibile di una corretta presenza sui social media. Altrettanto facile ma meno gratificante, però, il vedere poche persone sulla nostra pagina, e un flusso di utenti che rimane sempre piuttosto basso, nonostante tutta la buona volontà. Vediamo insieme come creare e diffondere non solo una pagina Facebook di successo, ma che porti risultati economicamente validi, perchè il nostro sforzo venga premiato.
Ottenere fan alla pagina aziendale
Invitate gli amici
Iniziate dal passo più semplice. Ognuno di noi ha un certo numero di amici e colleghi di lavoro iscritti a Facebook, e la piattaforma consente di invitare i propri contatti a diventare fan, ovvero a cliccare sul fatidico “Mi piace” nella nostra pagina. Possiamo farlo cliccando su “Edita Pagina” – Risorse – Dillo ai tuoi Fan”. E’ possibile sfruttare l’opzione “Aggiungi un file di contatti” ovvero un elenco CSV di mail, non superiore ai 5000 record, i cui proprietari verranno automaticamente invitati a seguire la nostra pagina.
Il Facebook LikeBox, uno dei principali strumenti per ottenere Like alla propria pagina
E’ possibile anche aggiungere i contatti della propria webmail, unica eccezione l’inbox Gmail, che non viene supportata, e per la quale è necessario passare attraverso la creazione del file CSV. Tenete ben presente che alcuni contatti diventeranno fan, altri invece no, perchè non saranno interessati. In questo caso non cadete nella tentazione di inviare un invito più volte, o fatelo solo se offrite un qualche tipo di bonus, o di vantaggio. Ma evitate di diventare ripetitivi e noiosi. Allo stesso tempo, inserite un link in fondo a ogni mail lavorativa che inviate. Sembra una soluzione di poco conto, ma può portare molti più iscritti di quanti immaginate.
Aggiungete un Like Box sul vostro sito
Altro elemento fondamentale, se disponete di un sito internet aziendale, è sicuramente quello di pubblicare un box di Facebook integrato attraverso il quale i vostri lettori/clienti possono diventare fan delle vostre pagine. Per farlo andate su “Edita pagina – Risorse – Usa i Plugin Social – Like Box”. Completate le opzioni a disposizione e richiedete il codice. Una volta incollato in una qualsiasi parte del vostro sito, il gioco è fatto. Pubblicatelo nella pagine del vostro portale, ma non solo in home page: anche nelle pagine interne e nelle landing page che usate per le campagne pubblicitarie.
Parte 2 – Aggiornare la pagina Facebook
Potreste pensare che per ottenere molti iscritti la carta vincente sia quella di invitare molti amici, e diffondere continui link alla pagina. Errore. Il modo migliore in assoluto è quello di aggiornare la pagina con contenuti realmente interessanti. Fate questo e i vostri fan aumenteranno senza che dobbiate fare qualcosa in particolare. Vediamo come aggiornare al meglio un pagina Facebook
Ottenete uno username unico
La prima cosa che dovete fare è qualla di sostituire quella lunga serie di cifre che identifica la vostra pagina Facebook nella barra degli indirizzi, con un testo più accattivante e che vi aiuterà anche a livello di posizionamento sui motori di ricerca. Utilizzate l’apposita funzione di Facebook. Ricordate che una volta impostato un nome, non lo potrete più modificare nè trasferire ad un’altra pagina, quindi accertatevi di essere loggati non con il vostro profilo personale, ma con la pagina Business: potete eseguire il passaggio dall’account personale alla pagina in ogni momento cliccando a destra su “Loggati come Profilo/Pagina”.
Informazioni complete sulla vostra azienda Non lasciate la vostra pagina incompleta. Completate tutti i campi, con tutte le informazioni possibili, aggiungete foto, immagini del profilo, interessi e se avete un blog o sito aziendale ovviamente linkatelo, aggiungendo da subito del contenuto originale prelevato dal vostro portale.
Il sondaggio è un ottimo approccio per l’interazione con il cliente
Linkate anche gli altri
Non siate accentratori. La pagina Facebook consente di linkare altri siti: citate siti di partner, fornitori o clienti particolarmente fedeli, e darete un senso di completezza alla pagina che renderà gli utenti molto più fiduciosi e felici. Cercate di linkare non tanto altri siti aziendali, statici per quanto ben fatti, ma articoli, dossier, notizie dei partner che abbiano un senso.
Fate domande
Una cosa che ha sempre avuto molta presa sugli utenti sono le domande e i sondaggi. Facebook dispone di un sistema molto avanzato per i poll. Chiedete spesso consigli e suggerimenti sui vostri prodotti e servizi, ma anche argomenti correlati. Non limitatevi solamente a chiedere “Vi piacciono le soluzioni delle nostre polizze assicurative?”, aprite la mente e chiedete anche. “Vi sentite più sicuri a casa vostra, in ufficio o a casa dei vostri genitori?”
Aggiornamenti Personali
Le considerazioni personali aggiungono un tocco di originalità e di calore alla pagina. Non scadete nell’informare i vostri clienti che la pizza vi è venuta male, non interessa a nessuno e potete farlo nel vostro account personale. Ma potete citare un libro che state leggendo, una cosa che avete imparato sul lavoro o su quali progetti state lavorando. Un consiglio personale: moltissimi su Facebook vengono presi da una sorta di mania filosofica, e cominciano a postare aforismi e frasi. Fatelo solo se siete per natura così, ma non forzate e non assumete atteggiamenti che nella vita reale non avreste.
Rispondete ai commenti
Ci sono pagine di aziende anche importanti, stracolme di domande di utenti lasciate completamente ignorate. Il contatto con il pubblico è fondamentale, per questo parlate, rispondete con calma e completezza alle domande, e se vi vengono posti consigli o critiche, non censurate il commento e non mettetevi sulla difensiva. Ringraziate del contributo e fatene tesoro, includendo fra le risposte ciò che voi pensate di dover fare per migliorare.
Integrate Facebook con gli altri social Un’altra mossa vincete sta sicuramente nell’integrare più social con Facebook, il che rende anche più semplice la gestione delle informazioni, con la pubblicazione simultanea di più aggiornamenti e notizie.
Innanzitutto potete integrare qualsiasi cosa dal vostro sito/blog tramite i Feed RSS: se non avete un blog e volete aprirlo, potete scegliere Networked Blog, dove basta loggarsi a Facebook con il proprio account, registrare il vostro blog e completare il processo di iscrizione. Qualsiasi cosa verrà pubblicata su questa piattaforma, oppure solo determinati post o categorie, verrà condiviso immediatamente.
Facebook permette altresì una completa integrazione con Twitter, permettendovi di scegliere quali aggiornamenti dovranno essere condivisi come Tweet presso i vostri follower. Per quanto riguarda LinkedIN, non esiste attualmente la possibilità di pubblicare risorse direttamente da Facebook, e quindi vi suggeriamo prima di collegare, come appena spiegato, Facebook con Twitter, e poi di andare nel vostro account LinkedIN e aggiungere l’applicazione Tweets, in modo da utilizzare Twitter come ponte di comunicazione. Il neo-arrivato Google Plus si integra alla perfezione con gli account personali, ma non con le pagine. In questo caso conviene operare su Facebook, aggiungendo la tab di Google Plus fra le applicazioni installabili.
Parte 3 – I contenuti speciali
Concedere solo ai fan della pagina contenuti speciali. Il migliore turbo per la pagina Facebook
Ottenuti i primi iscritti, e creato un flusso di contenuti interessanti, siamo certi che i vostri fan stiano aumentano considerevolmente e in modo spontaneo. Ma ecco un’altra mossa decisiva, le Reveal Tabs. Si tratta di informazioni, testuali o grafiche, che sono visibili solamente a coloro che hanno già cliccato sul Like della nostra pagina. Obiettivo di questo approccio è quello di offrire contenuti esclusivi solo ai fan, il che può drasticamente aumentare il numero di persone che si abboneranno alla pagina. PageModo è indubbiamente la migliore applicazioni da usare per creare contenuti riservati.
Nel caso di Pagemodo abbiamo un editor visuale che permette di creare grafiche abbastanza accattivanti senza conoscere l’html. Si deve poi incollare il codice nella propria pagina, il che è assolutamente gratuito, oppure creare una nuova pagina direttamente da Pagemodo, il che richiede l’abbonamento al pacchetto Pro (circa 10 euro al mese).
North Social è un servizio a pagamento, circa 15 euro al mese, ma ragiona in modo diverso. Il tool Fan Offer inizia a collegarsi direttamente con la pagina di Facebook e permette di lavorare direttamente nell’account senza dover copia/incollare nessun codice. L’applicazione è basata su aree di lavoro molto intuitive, la prima che racchiude la parte pubblica, l’altra dove possiamo posizionare gli elementi solo per i fan. Possiamo quindi creare l’invito ad un sondaggio molto accattivante, e ripetere lo stesso sondaggio, stavolta con la possibilità di rispondere e di visualizzare le statistiche o i commenti, solo a coloro che avranno cliccato sul Like. Se volete preparare le immagini sappiate che le dimensioni di lavoro sono di 520×800 pixel.
Parte 4 – L’e-commerce su Facebook
Sebbene sia meglio utilizzare Facebook per quello che è, ovvero una piattaforma per la discussione e il confronto personale possiamo aggiungere un e-commerce nella nostra pagina, che, se abbinato ad una corretta gestione dell’utenza, può portare buoni frutti. La prima applicazione che ci viene in aiuto è StoreFront da usarsi se avete già un e-commerce avviato sul web.
StoreFront permette di aprire un e-commerce completo su Facebook
In questo caso, infatti, StoreFront, una volta registrati, mette a disposizione una piattaforma su cui importare i prodotti manualmente, via feed XML o foglio CSV. Ovviamente tutti i prodotti sono condivisibili su ogni social network. A livello di costi siamo sulla settimana di prova gratuita, poi possiamo scegliere fra il piano base, che però non include l’import via XML nè tool particolarmente potenti per l’acquisto direttamente su Facebook, mentre la versione più completa permette un acquisto intermente basato su Facebook, oltre all’integrazione con Amazon, un negozio su eBay o Etsy.
Statistiche Facebook Insight dà una relazione dettagliata di quello che succede sulla pagina. Si tratta di una funzione che può essere curiosa se creiamo una pagina per gli amici, fondamentale se la pagina ha uno scopo di Business. Il servizio è una funzione gratuita e nativa di Facebook, che permette di controllare quantità di utenti, post più letti, commenti, tempo trascorso sulla pagina e comportamento.
Conclusione – Con gli strumenti in mano possiamo veramente usare Facebook per fare Business. Ma è necessario avere il giusto atteggiamento che a mio parere si racchiude in tre punti. Primo: informatevi. Leggete anche altre guide, scritte da giornali o utenti. Secondo: partecipate sinceramente, il che significa, come accennavo prima, mostrare i propri prodotti per quello che sono, e noi stessi per quelli che siamo. Non atteggiatevi a filosofi o esperti di ciò che non siete perchè non funziona. Terzo: siate umili. Se non sapete qualcosa studiate, se un commento su un servizio non è positivo controllate e migliorate, se gli utenti vi chiedono una cosa cercate di accontentarli e Facebook diventerà un potente strumento per il vostro Business.
La GData è un’azienda di sicurezza capace di conquistare una buona fetta di mercato, e di proporsi come autorevole punto di vista specie per l’alta efficacia delle sue soluzioni informatiche. Fabrizio Testa, Country Manager G Data Italia, spiega gli attuali pericoli informatici per le imprese, e come dovrebbero essere inserite delle nuove misure di sicurezza aziendali per la protezione dei dati.
Iniziamo con una domanda fondamentale per un’azienda. Cosa diresti ad un Responsabile Acquisti, per convincerlo che investire nella sicurezza della sua azienda è una scelta da non rimandare?
La sicurezza informatica va affrontata in maniera strategica, spostandola da puro costo a fattore di produttività. Deve essere concepita in modo evolutivo in cui di fondamentale importanza è la capacità di gestire in maniera integrata l’ambito fisico e quello logico. La governance deve essere tale da definire in maniera esplicita le regole per l’intera struttura: periferiche, applicazioni, contenuti e tempistiche.
Quali sono le nuove sfide a livello di protezione informatica?
Nei nostri laboratori la ricerca si concentra principalmente sul comportamento (behavior) di file e programmi sospetti, così da affiancare alla classica protezione reattiva la più moderna proattiva basata esclusivamente sull’analisi del codice. G Data ha raggiunto un livello di sicurezza costante superiore al 99 % proprio applicando questo modello su tutti i livelli di protezione, in particolare sulla protezione web dove il tempo per classificare un sito malevolo è estremamente ridotto e non si hanno a disposizione elementi pregressi per definirlo con certezza. Il recente riconoscimento da parte di Virus Bulletin sulle nostre soluzioni per Windows Server 2003 dimostra che è stata imboccata la strada giusta.
Quali sono le tecnologie aziendali attualmente più esposte a rischi?
I programmi di messaggistica istantanea, ad esempio. Se da un lato oggi non si può prescindere dall’utilizzo di queste applicazioni, dall’altro occorre tenere in considerazione che occorrono rimedi specifici al fine di non by-passare completamente il gateway aziendale e i relativi programmi di sicurezza. Anche l’utilizzo di periferiche che entrano ed escono dalla rete aziendale, possono banalmente annullare l’effetto del firewall, sia esso di tipo fisico o logico.
Perché un Antivirus Base, non è sufficiente per una azienda?
Per molti anni si è pensato alla sicurezza informatica come ad una struttura a 3 livelli:
a) antivirus per il malware proveniente dall’esterno,
b) firewall per il controllo dei pacchetti entranti ed uscenti
c) plugin per i programmi di posta elettronica.
Queste barriere, anche se assolutamente necessarie, non forniscono soluzioni per problematiche interne alla rete, protezione (salvaguardia) dei dati, produttività e certezze legali. Per questo tipo di problematiche occorrono programmi/prodotti in grado di proteggere gli endpoint (all’interno della rete) e le periferiche in mobilità (fuori dalle rete aziendale).
Per una azienda, ci sono dei rischi di sicurezza dietro all’uso di connettività WIFi, infrastrutture Mobile, Social network, Cloud Computing? Come dovrebbe proteggersi?
Anche se sono tra loro rischi molto diversi, è possibile trovare un comune denominatore: contaminazione. Ognuna delle voci citate nella domanda interagisce con le altre. Le possibile soluzioni vanno dalla protezione specifica per cellulari/tablet a moduli come il nostro PolicyManager pensato espressamente per controllare social network ed altri ambienti di rischio.
Elegante Design e tastiera comoda per l’HP EliteBook
L’HP EliteBook è un notebook business dal design molto elegante e sottile e che unendo una suite di software business imponente, una lunga durata delle batterie, e delle performance di buon livello, si candida ad essere una delle migliori scelte in ambito di Hardware Business.Vediamone insieme caratteristiche e dettagli.
Design – L’HP EliteBook brilla nella sua veste di alluminio scintillante, con il solo logo della HP dietro allo schermo e senza nessun ulteriore fronzolo, il che conferisce al pc un aspetto elegante ma molto sobrio. Anche all’interno l’alluminio domina la scena mettendo però in giusto risalto la tastiera, formata da tasti nerissimi e luccicanti.
Buona e comoda la posizione delle freccette e del touchpad. Ma non si tratta solamente di bellezza: i materiali di cui è composto l’EliteBook sono testati per ridurre al minimo le vibrazioni, per attutire i colpi e sopportare le temperature che possono nascere da un uso prolungato del dispositivo. Lo schermo è contornato da un leggero rilievo plasticato che ha lo scopo di proteggere il display dalla polvere.
Tastiera e Touchpad– I tasti dell’EliteBook sono molto comodi da schiacciare, rispondono con la giusta sensibilità e sono ben separati gli uni dagli altri e dunque gli errori di digitazione sono drasticamente ridotti. Le freccette sono posizionate in basso a destra e sono abbastanza comode, anche se i numeri sono posizionati in fila in alto, mentre è ovvio che un tastierino numerico sarebbe stato perfetto. La tastiera è retroilluminata da un led posizionato centralmente che in situazione di oscurità illumina abbastanza bene tutto quanto. Sopra troviamo il bottoni di accensione, di attivazione WiFi e di avvio di Internet Explorer. Sulla destra i regolatori del volume.
Il Touchpad dell’EliteBook è tendenzialmente piccolo, anche perchè è contornato da due bottoni per cliccare relativamente più grandi. Tuttavia, la sensibilità al tocco è veramente ottima: muovere il mouse è molto facile e comodo, lo scrolling delle pagine funziona a meraviglia e selezionare una porzione di testo è stato piuttosto veloce. Di norma è disponibile solo lo scrolling e lo zoom con due dita, ma nel pannello di controllo si possono attivare le opzioni di rotazione, per esempio di una immagine, con due dita e lo zoom a tre dita, che rendono questo touchpad veramente un surrogato perfetto del mouse fisico.
Un bottoncino posizionato fra le lettere G, H e B della tastiera, anch’esso utile per muovere il mouse mentre si sta scrivendo, risponde velocemente, anche se ha una precisione leggermente minore e molte volte non basta, costringendo l’utente a ricorrere al touchpad.
La tastiera a tasti distanziati e confortevoli dell’HP EliteBook
Porte e Webcam – La parte destra dell’EliteBook ospita una entrata USB, un lettore di memory card, una porta Express Card, l’entrata per microfono e cuffia, e un connettore per stampanti della serie HP Docking Station. Sulla sinistra troviamo invece un masterizzatore DVD, l’entrata per il modem, un jack per la linea Ethernet, e altre due porte USB 2.0 oltre ad una porta per dispositivi VGA. Peccato che non supporti la versione 3.0, la più veloce, dell’USB. La Webcam da 720 pixel è risultata abbastanza buona, con una immagine piuttosto luminosa e una soddisfacente qualità dei dettagli, durante una chiamata con Skype, per esempio, abbiamo notato una buona qualità del video con poche sbavature.
Buone le Performance dell’EliteBook, e la dotazione di porte sui lati
Display e Audio – La cosa migliore del display dell’HP EliteBook da 2560pixel e da 12.5 pollici è sicuramente la sua ottima visibilità sia all’interno che all’esterno. Usandolo in una giornata soleggiata è molto più abbordabile che con altri schermi, il che ci è molto piaciuto. Le immagini sono molto brillanti, anche se all’inizio possono essere necessari alcuni aggiusti a livello di risoluzione. Addirittura sono stati presentati dei modelli di EliteBook da 1 miliardo di colori
Gli speaker audio sono posizionati frontalmente e sono veramente forti se rapportati alle misure del portatile. Abbiamo provato a vedere un film, e i dialoghi degli attori, anche sussurrati, si sentono piuttosto bene. Attenzione a non alzare troppo il volume, perchè altrimenti il suono si distorce sgradevolmente e diventa “bombato”. Per migliorare ulteriormente le prestazioni potete divertirvi a settare l’SRS PRemium Sound Control Panel, che permette di regolare diverse variabili di suono.
Performance – L’HP non ha voluto compromessi in nessuna parte dell’EliteBook. La linea Intel Core 2 Duo è pensata per offrire il massimo delle prestazioni ed effettivamente la velocità di esecuzione dei software, anche impegnativi come PhotoShop o editing video, è pienamente soddisfacente. Abbastanza buona la scheda grafica, che offre delle prestazioni accettabili e che è adatta a qualsiasi lavoro che rientri nelle normali attività d’ufficio, ma che purtroppo non riesce ad eseguire alla perfezione delle animazioni 3D : qualora le si richieda un lavoro troppo elevato, inizia a diminuire drasticamente la qualità dell’immagine.
La capacità di memorizzazione dei dati è affidata al classico disco rigido HP da 250GB, il che ci sembra uno spazio più sufficiente, ma se desiderate portare in giro il vostro EliteBook per un utilizzo mobile vi suggeriamo di scegliere i modelli che hanno in dotazione il disco a stato solido da 80GB, con meno spazio, sicuramente, ma con delle sofisticate tecnologie antishock e antirumore, che rendono veramente difficile la rottura dell’hardware o la perdita dei dati.
Verdetto – L‘HP EliteBook è un notebook Business è sicuramente un gigante quanto a design, a qualità dei componenti e alla resistenza ai colpi e al tempo. In fase di acquisto il prezzo può variare moltissimo a seconda delle scelta di aggiungere o meno una scheda grafica dedicata, che vi suggeriamo di scegliere solo se dovete eseguire 3D o disegni CAD. La brillantezza dello schermo è soddisfacente e la visibilità anche all’esterno ci permette di suggerire questo prodotto per il lavoro mobile senza alcun dubbio. Gli utenti Business poi troveranno estremamente comode le dotazioni software di HP per il lavoro, dimostrate nella comparazione fra più WorksStation Elitebook sul sito HP il tutto unito ad una durata della batteria accettabile e ad un calore che non aumenta mai oltre i limiti di guardia. Il tutto fa dell’HP EliteBook e delle sue varie versioni un prodotto veramente adatto agli utenti Business.
Se utilizzate il cellulare per scopi di Business, e parlate spesso con clienti, fornitori e partner, vi sarete accorti quanto le ricariche telefoniche durino poco. E quel che è peggio, è che mentre prima si telefonava prevalentemente apparecchi fissi, ora è il numero mobile a farla da padrone, con diversi operatori a disposizione, il che rende veramente difficile trovare una tariffa conveniente che possa salvare il portafoglio.
Per fortuna i moderni cellulari e smartphone sono ampiamente dotati di connessione WiFi, e questo ci consente di sfruttare le meraviglie del protocollo VoIP, una tecnologia di comunicazione ormai abbastanza diffusa, che veicola i dati su internet anzichè sulle normali linee telefoniche, con prezzi decisamente più bassi. Vediamo insieme i principali software VoIP per cellulare dal miglior rapporto qualità/prezzo.
Il logo di Line2, applicazione VoIP per cellulare
Toktumi Line2– E’ una applicazione mobile per sistemi Android e iOS che permette di effettuare e ricevere chiamate ed sms con il VoIP, che di recente ha fornito anche una versione per iPad. L’applicazione è veramente molto semplice da installare e usare, in fase di registrazione viene assegnato ad ogni nuovo utente un numero di telefono, diverso però da quello che già si possiede, e all’utente viene chiesto di inserire un altro numero a cui inoltrare le chiamate, qualora si riceva una telefonata e l’applicazione sia chiusa.
Alla prova dei fatti non ho avuto problemi ad eseguire chiamate, mentre per quanto riguarda la ricezione, è capitato che qualche volta, nonostante l’app fosse normalmente aperta, la chiamata venisse comunque inoltrata al numero secondario, piccolo difetto. A livello di qualità del suono invece, sia in uscita che in entrata, la voce dell’interlocutore si sente forte e chiara, nessun disturbo e nessun problema di ritorno come succedeva alle prima applicazioni VoIP. Quanto a qualità, quindi, non c’è alcuna differenza con una normale telefonata.
Costi: Line2 costa 8 euro al mese, per telefonate illimitate , anche in modalità conference call, e messaggi, se si utilizza negli Stati Uniti e nel Canada, poco di più se si chiama da un paese diverso. Il prezzo sale a circa 12 euro se vogliamo usarlo anche da computer. Molto gradita la versione di prova gratuita, della durata di 7 giorni.
Truphone – E’ una applicazione dedicata alle chiamate internazionali verso gli Stati Uniti, l’Inghilterra e l’Australia, dove le tariffe sono piuttosto convenienti. Attenzione perchè le telefonate effettuate all’interno dello stesso paese sono invece più costose che con un normale telefono, usiamo quindi Truphone solo e sempre per telefonate all’estero. Positivo il fatto che una telefonata fra un cellulare con Truphone e un altro dispositivo dotato di una applicazione VoIP simile, anche Skype o Google Voice, siano completamente gratuite. Sfortunatamente la qualità della chiamata non può essere considerata completamente soddisfacente, per via del suono troppo basso e di un leggero ritorno che disturba la conversazione.
Costi: Truphone costa circa 13 euro al mese, per chiamare fissi e cellulari. Se paghiamo altri 5 euro, possiamo attivare l’opzione di ricezione delle chiamate. Purtroppo non abbiamo nessun periodo di prova a disposizione.
Il celebre sistema VoIP, Skype, nella sua versione cellulare
Skype – E’ il simbolo, appena acquisito da Microsoft, del VoIP. La stragrande maggioranza degli utenti ha conosciuto questa tecnologia con questo marchio e nemmeno con il cellulare Skype si smentisce. Il servizio offre degli strumenti di comunicazione completi e avanzati, fra cui la possibilità di gestire utenti multipli, aggiungere funzioni a seconda delle esigenze ed avere un report delle telefonate e del credito consumato. Skype offre in questo senso, diversi piani di funzioni che partono dal profilo del singolo manager fino a livello enterprise, assieme a conference call e alla vendita online di adattatori e kit vivavoce per qualsiasi marca. Nessun problema di compatibilità visto che Skype si integra perfettamente con Android, BlackBerry, iPhone, iPad e Symbian.
E’ delicato il processo di impostazione del programma, sia perchè con tutte queste funzioni è necessario mettersi un pò di impegno per prendere il controllo dell’applicazione, sia perchè per avere la possibilità di effettuare chiamate ad ogni numero, fisso e mobile, oltre a poter ricevere chiamate da qualsiasi telefono, è necessario aggiungere una sull’altra diversi addon. Vi conviene quindi evitare di installare tante piccole funzioni con tanti piccoli costi che poi, cumulativamente, possono farvi spendere troppo. Meglio acquistare un singolo piano che sia omnicomprensivo. La qualità della telefonata e buona, anche se dobbiamo lamentare un ritardo di risposta di circa 4/5 secondi.
Costi: come da tradizione, chiamate, messaggi e trasferimento file verso altri utenti Skype è del tutto gratuito. Illimitate telefonate a fissi e cellulari partono da un prezzo di 3 euro al mese, oppure potete pagare 2,3 centesimi al minuto, oltre ad un costo forfettario per la connessione. Avere un numero per ricevere telefonate costa 18 euro per tre mesi, o 60 euro per un intero anno.
L'app Google Voice in azione su Iphone
Google Voice – E’ il sistema di telefonia alternativo del celebre motore di ricerca. Inizialmente poteva essere utilizzato attraverso la posta elettronica Gmail, dove era possibile installare un addon compatibile con Windows, Linux e OSX ed eseguire delle chiamate a qualsiasi numero. In caso di una telefonata in arrivo, si illuminava la Chat di Gmail ed era possibile quindi parlare dal browser del computer.
Nel mondo mobile Google Voice è una applicazione compatibile con Android, BlackBerry e iOS, ma non si basa sul VoIP, ma utilizza la normale connessione del cellulare. Quindi per utilizzarlo in modo gratuito è possibile controllare se nel proprio piano tariffario è possibile attivare un solo numero di telefono a cui chiamare gratuitamente, cosa che molto spesso viene offerta anche come promozione, e poi inserire il numero di telefono assegnato da Google Voice, il che rende le chiamate in uscita e in entrata di quel numero totalmente gratuite.
Oppure è possibile utilizzare dapprima un’applicazione VoIP come Groove IP e SipDroid per Android, o Talkatone o Line2 per iOS, e poi attivare Google Voice come numero predefinito, il che ci permette, ancora una volta, di parlare gratis.
Costi: Per ora, Google Voice è un servizio gratuito, mentre solo le chiamate internazionali costano 2 centesimi al minuto. Ricordiamo però che per poterlo usare su Smartphone è necessario installare, come piattaforma VoIP, un altro servizio che faccia da intermediario.
In conclusione – Google Voice è un servizio dalla buona qualità e completamente gratuito, e se abbiamo la pazienza di configurarlo, ci sembra la migliore scelta. Ricordate di controllare il consumo della vostra rete 3G o 4G o WiFi per scegliere il piano migliore. Se invece desiderate installare con più velocità e con meno fatica una applicazione VoIP Line2 ci sembra la migliore applicazione, con il piano tariffario più coerente.
"Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità dei social media e per analizzare il nostro traffico. Condividiamo inoltre informazioni sul modo in cui utilizza il nostro sito con i nostri partner che si occupano di analisi dei dati web, pubblicità e social media, i quali potrebbero combinarle con altre informazioni che ha fornito loro o che hanno raccolto dal suo utilizzo dei loro servizi.
Cliccando su “Accetta tutti”, acconsenti all'uso di tutti i cookie. Cliccando su “Rifiuta”, continui la navigazione senza i cookie ad eccezione di quelli tecnici. Per maggiori informazioni o per personalizzare le tue preferenze, clicca su “Gestisci preferenze”."
Questo sito web utilizza i cookie.
I siti web utilizzano i cookie per migliorare le funzionalità e personalizzare la tua esperienza. Puoi gestire le tue preferenze, ma tieni presente che bloccare alcuni tipi di cookie potrebbe avere un impatto sulle prestazioni del sito e sui servizi offerti.
Essential cookies enable basic functions and are necessary for the proper function of the website.
Name
Description
Duration
Cookie Preferences
This cookie is used to store the user's cookie consent preferences.
30 days
These cookies are used for managing login functionality on this website.
Name
Description
Duration
wordpress_test_cookie
Used to determine if cookies are enabled.
Session
wordpress_sec
Used to track the user across multiple sessions.
15 days
wordpress_logged_in
Used to store logged-in users.
Persistent
Statistics cookies collect information anonymously. This information helps us understand how visitors use our website.
Google Analytics is a powerful tool that tracks and analyzes website traffic for informed marketing decisions.
Used to monitor number of Google Analytics server requests when using Google Tag Manager
1 minute
_ga_
ID used to identify users
2 years
_gid
ID used to identify users for 24 hours after last activity
24 hours
_gali
Used by Google Analytics to determine which links on a page are being clicked
30 seconds
_ga
ID used to identify users
2 years
__utmx
Used to determine whether a user is included in an A / B or Multivariate test.
18 months
__utmv
Contains custom information set by the web developer via the _setCustomVar method in Google Analytics. This cookie is updated every time new data is sent to the Google Analytics server.
2 years after last activity
__utmz
Contains information about the traffic source or campaign that directed user to the website. The cookie is set when the GA.js javascript is loaded and updated when data is sent to the Google Anaytics server
6 months after last activity
__utmc
Used only with old Urchin versions of Google Analytics and not with GA.js. Was used to distinguish between new sessions and visits at the end of a session.
End of session (browser)
__utmb
Used to distinguish new sessions and visits. This cookie is set when the GA.js javascript library is loaded and there is no existing __utmb cookie. The cookie is updated every time data is sent to the Google Analytics server.
30 minutes after last activity
__utmt
Used to monitor number of Google Analytics server requests
10 minutes
__utma
ID used to identify users and sessions
2 years after last activity
_gac_
Contains information related to marketing campaigns of the user. These are shared with Google AdWords / Google Ads when the Google Ads and Google Analytics accounts are linked together.
90 days
Marketing cookies are used to follow visitors to websites. The intention is to show ads that are relevant and engaging to the individual user.
X Pixel enables businesses to track user interactions and optimize ad performance on the X platform effectively.
Our Website uses X buttons to allow our visitors to follow our promotional X feeds, and sometimes embed feeds on our Website.
2 years
personalization_id
Unique value with which users can be identified by X. Collected information is used to be personalize X services, including X trends, stories, ads and suggestions.
2 years
guest_id
This cookie is set by X to identify and track the website visitor. Registers if a users is signed in the X platform and collects information about ad preferences.
2 years
Per maggiori informazioni, consulta la nostra https://www.alground.com/origin/privacy-e-cookie/