Punti chiave
Il panorama della difesa globale ha subito una trasformazione radicale nel corso dell’ultimo decennio, passando da operazioni di contro-insurrezione a una competizione tra grandi potenze che richiede capacità di attacco a distanze precedentemente impensabili per le forze terrestri.
In questo contesto, il Precision Strike Missile (PrSM), spesso pronunciato “PRI-zim”, si è affermato non solo come il successore tecnologico del leggendario sistema ATACMS (Army Tactical Missile System), ma come un vero e proprio moltiplicatore di forza multi-dominio. Sviluppato da Lockheed Martin per soddisfare i rigorosi requisiti del programma Long Range Precision Fires (LRPF) dell’esercito degli Stati Uniti, il PrSM rappresenta la risposta occidentale alla proliferazione di sistemi di difesa d’area nemici (Anti-Access/Area Denial – A2/AD) che minacciano di interdire l’accesso alle forze aeree e navali in teatri critici come l’Indo-Pacifico e l’Europa orientale.
Attraverso un’analisi esaustiva che spazia dalla genesi politica legata al Trattato INF fino al debutto operativo nel conflitto del 2026, il presente dossier delinea il profilo di un sistema d’arma progettato per definire la letalità sul campo di battaglia moderno.
Genesi storica e contesto geopolitico del programma PrSM
La necessità di un nuovo missile balistico tattico è emersa con chiarezza a metà degli anni 2010, quando i vertici del Pentagono hanno riconosciuto che l’MGM-140 ATACMS, sebbene ancora capace, stava raggiungendo i limiti della sua vita utile e, cosa più preoccupante, della sua rilevanza tattica contro avversari dotati di moderni sistemi radar e di intercettazione.
Il programma PrSM è ufficialmente iniziato nel marzo 2016, quando Lockheed Martin, Boeing e Raytheon hanno presentato le loro proposte per rispondere al requisito LRPF. L’obiettivo iniziale era ambizioso: creare un missile che potesse volare più lontano, più velocemente e con una precisione superiore, pur essendo sufficientemente sottile da permettere il caricamento di due round in una singola capsula di lancio, raddoppiando così istantaneamente la potenza di fuoco di ogni piattaforma HIMARS o MLRS.
La fine del trattato INF e l’espansione delle capacità
Un elemento cruciale che ha modellato lo sviluppo del PrSM è stato il quadro normativo internazionale. Fino al 2019, la progettazione di qualsiasi missile lanciato da terra era vincolata dal Trattato sulle Forze Nucleari a Medio Raggio (INF), che proibiva sistemi con gittate comprese tra 500 e 5.500 chilometri. Di conseguenza, la versione iniziale del PrSM è stata rigorosamente limitata a una gittata di 499 chilometri per conformarsi ai trattati.
Tuttavia, il ritiro degli Stati Uniti dal trattato INF nell’agosto 2019, motivato dalle violazioni russe con il missile 9M729 e dalla crescente minaccia rappresentata dall’arsenale cinese non vincolato, ha rimosso queste restrizioni. Questo cambiamento ha permesso a Lockheed Martin di sfruttare l’architettura aperta del missile per pianificare estensioni di gittata che oggi puntano a superare i 1.000 chilometri, trasformando uno strumento tattico in un assetto strategico di teatro.
Evoluzione della competizione industriale
La fase di maturazione tecnologica e riduzione del rischio (TMRR) ha visto un consolidamento del settore. Mentre Boeing è uscita di scena precocemente, la competizione tra Lockheed Martin e Raytheon è stata intensa fino al marzo 2020. Il prototipo “DeepStrike” di Raytheon ha incontrato persistenti problemi tecnici che hanno causato ritardi nei test di volo, mentre Lockheed Martin ha completato con successo il suo volo inaugurale nel dicembre 2019 presso il White Sands Missile Range. Dopo che Lockheed ha dimostrato prestazioni impeccabili in un secondo test nel marzo 2020, l’esercito e Raytheon hanno concordato reciprocamente di terminare lo sforzo di quest’ultima, lasciando Lockheed Martin come unico sviluppatore primario del sistema.
Specifiche tecniche e architettura di sistema
Il PrSM è un missile balistico a corto raggio (SRBM) con capacità che sfumano verso il medio raggio nei suoi incrementi successivi. La sua architettura si basa su principi di modularità e sistemi aperti, consentendo l’integrazione rapida di nuovi sensori e carichi utili senza dover riprogettare l’intera cellula del missile.
Dati tecnici e prestazioni
L’Incremento 1 del PrSM, attualmente in servizio, presenta dimensioni che ne ottimizzano la logistica e il volume di fuoco. Con una lunghezza di circa 4 metri e un diametro di 430 mm, il missile è significativamente più snello dell’ATACMS.
| Parametro Tecnico | Valore/Descrizione |
| Lunghezza | 13 piedi (4,0 metri) |
| Diametro | 17 pollici (430 mm) |
| Gittata Operativa (Inc 1) | Da 60 km a oltre 499 km |
| Velocità | Ipersonica |
| Sistema di Guida | Navigazione Inerziale (INS) con GPS anti-jamming |
| Propulsione | Motore a razzo solido (Insensitive Munition) |
| Testata | Frammentazione HE (Enhanced Lethality) da 200 lb (91 kg) |
| Configurazione di Lancio | 2 missili per capsula (pod) |
La propulsione del PrSM utilizza tecnologie di munizioni insensibili (IM), garantendo che il propellente solido e la testata siano stabili e sicuri per il trasporto e lo stoccaggio, riducendo il rischio di detonazioni accidentali in caso di attacco nemico alle linee logistiche. Il sistema di guida combina un sistema di navigazione inerziale di alta precisione con aggiornamenti GPS continui, progettati per resistere alle moderne contromisure di guerra elettronica.
Letalità e configurazione del carico utile
La testata dell’Incremento 1 è una carica a frammentazione ad alta esplosività progettata per massimizzare l’effetto su bersagli “morbidi” e semi-induriti, come stazioni radar, veicoli di comando, depositi di munizioni e concentrazioni di truppe. Sebbene il peso della testata (circa 91 kg) sia inferiore ad alcune versioni dell’ATACMS, la precisione millimetrica garantita dal sistema di guida compensa ampiamente la riduzione della massa esplosiva, consentendo di ottenere la stessa probabilità di distruzione con un minor rischio di danni collaterali. Inoltre, la capacità “two-per-pod” permette a una batteria HIMARS di ingaggiare il doppio degli obiettivi nello stesso arco temporale rispetto al passato.
Roadmap degli incrementi e futuro tecnologico

Lo sviluppo del PrSM è strutturato in una serie di incrementi progressivi, ognuno dei quali aggiunge capacità critiche per rispondere alle mutevoli minacce del teatro operativo. Questa strategia di “spiraling capability” assicura che il sistema rimanga all’avanguardia tecnologica per i decenni a venire.
Incremento 1: La base operativa
L’Incremento 1 rappresenta la versione iniziale del missile, focalizzata sulla distruzione di bersagli terrestri fissi a coordinate note. È entrato in servizio con l’esercito degli Stati Uniti nel dicembre 2023, segnando il raggiungimento della capacità operativa iniziale (IOC). Questa versione è stata la prima a essere testata in condizioni reali durante il conflitto del 2026, dimostrando l’efficacia della sua architettura di base.
Incremento 2: land-based anti-ship missile (LBASM)
L’Incremento 2 introduce una delle capacità più attese: la possibilità di colpire bersagli in movimento, in particolare navi da guerra. Il 12 marzo 2026, Lockheed Martin ha completato con successo il primo volo di prova di questa variante, che integra un cercatore multi-modale avanzato.
Meccanismo di Ricerca: Il nuovo cercatore combina un sensore a radiofrequenza (RF) passivo, capace di agganciarsi alle emissioni radar nemiche, con un sensore a infrarossi (IIR) per l’identificazione terminale del bersaglio.
Missione: Questa variante trasforma le unità di artiglieria dell’esercito in assetti chiave per la difesa costiera e la negazione degli stretti marittimi, permettendo di ingaggiare flotte nemiche da centinaia di chilometri di distanza.
Incremento 3: payload modulari e munizioni intelligenti
L’Incremento 3 si concentra sull’espansione della varietà di munizioni trasportabili. L’obiettivo è creare una sezione di carico utile modulare che possa ospitare diverse tecnologie di sub-munizioni o testate specializzate per la distruzione di fortificazioni pesanti.
Integrazione Droni e Glide Bombs: Sono in corso studi per permettere al PrSM di rilasciare droni Coyote di Raytheon, capaci di operare in sciami per saturare le difese nemiche, o munizioni miniaturizzate Hatchet di Northrop Grumman.
Efficacia Chirurgica: L’uso della munizione Hatchet, che pesa solo 1,5 kg ma ha una potenza paragonabile a bombe molto più grandi grazie alla precisione estrema, consentirebbe a un singolo PrSM di distruggere più veicoli corazzati indipendenti in un’unica salva.
Incremento 4: portata estrema e propulsione ramjet
L’Incremento 4 mira a raddoppiare la gittata del sistema, portandola oltre i 1.000 chilometri. Questo obiettivo richiede un salto tecnologico nella propulsione, con l’adozione di motori a statoreattore (ramjet) che utilizzano l’ossigeno atmosferico per bruciare il propellente, aumentando drasticamente l’efficienza energetica e la velocità sostenuta. La competizione per lo sviluppo di questa variante vede Lockheed Martin contrapposta a un team formato da Raytheon e Northrop Grumman, con test di volo previsti per il 2028.
Impiego operativo e debutto in combattimento: operazione epic fury
Il Precision Strike Missile ha scritto una nuova pagina della storia militare nel marzo 2026, quando è stato impiegato per la prima volta in combattimento reale durante l’Operazione Epic Fury contro obiettivi iraniani. Questo evento ha segnato la transizione definitiva del sistema da prototipo tecnologico a strumento di guerra collaudato.
Dettagli della missione e strategia d’attacco
Secondo le conferme fornite dal Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM), il PrSM è stato utilizzato per colpire centri di comando e controllo, siti radar di difesa aerea e basi missilistiche in profondità nel territorio iraniano. La capacità del missile di colpire con estrema precisione e con tempi di volo ridottissimi ha permesso di neutralizzare la rete di difesa aerea nemica nelle prime ore del conflitto, aprendo corridoi sicuri per l’aviazione alleata.
| Aspetto Operativo | Descrizione dell’Impatto |
| Piattaforma di Lancio | M142 HIMARS schierati nella regione del Golfo |
| Efficacia Tattica | Distruzione sistematica di nodi radar e sistemi S-400 |
| Vantaggio di Sopravvivenza | I lanciatori HIMARS hanno operato in modalità “shoot-and-scoot” senza perdite |
| Precisione | Impatti diretti confermati su obiettivi puntiformi a oltre 500 km |
L’impiego del PrSM ha offerto ai comandanti un’alternativa più economica e rapida rispetto ai missili da crociera lanciati dal mare, dimostrando che l’artiglieria terrestre può svolgere ruoli strategici precedentemente riservati alle forze aeree o navali. Gli analisti militari hanno sottolineato come la velocità ipersonica del missile abbia reso quasi impossibile l’intercettazione da parte delle difese aeree iraniane, validando gli investimenti fatti nella dinamica di volo del sistema.
Piattaforme di lancio e ammodernamento della flotta
La versatilità del PrSM risiede nella sua compatibilità con le piattaforme di lancio esistenti, il che ha permesso un’integrazione rapida nelle formazioni di artiglieria già addestrate. Tuttavia, per sfruttare appieno le capacità del nuovo missile, l’esercito ha dovuto avviare un programma di aggiornamento dei suoi lanciatori pesanti.
L’evoluzione verso lo standard M270A2
L’M270 Multiple Launch Rocket System (MLRS), un veterano della Guerra del Golfo, è stato sottoposto a un radicale processo di ricapitalizzazione per diventare la piattaforma M270A2. Questo aggiornamento non è solo una revisione meccanica, ma una trasformazione digitale:
Common Fire Control System (CFCS): L’integrazione del nuovo sistema di controllo del fuoco unifica l’architettura operativa tra M270A2 e HIMARS, permettendo l’uso di munizioni avanzate come il PrSM e l’ER GMLRS.
Protezione e Mobilità: La nuova cabina corazzata (IAC) offre una protezione superiore contro le esplosioni di mine e ordigni improvvisati, mentre il nuovo motore diesel Cummins da 600 CV garantisce che il lanciatore possa tenere il passo con le moderne brigate corazzate.
Capacità di Carico: Mentre l’HIMARS può trasportare un pod (due missili PrSM), l’M270A2 può trasportarne due, permettendo a un singolo veicolo di lanciare una salva di quattro missili balistici.
Sistemi autonomi e prospettive future
Parallelamente all’aggiornamento dei sistemi pilotati, l’esercito sta testando l’Autonomous Multi-Domain Launcher (AML), una versione robotizzata e telecomandata dell’HIMARS. L’AML è progettato per operare in ambienti ad alto rischio, come le isole contese nel Pacifico, dove può essere posizionato e attivato da remoto per condurre attacchi di precisione senza esporre soldati americani al fuoco di contro-batteria.
Base industriale e collaborazioni internazionali

La produzione del PrSM è un pilastro della base industriale della difesa statunitense, con un impatto economico significativo e una rete di alleanze strategiche che si estende oltre i confini americani.
Il polo produttivo di Camden, Arkansas
Il centro nevralgico della produzione Lockheed Martin per i sistemi di fuoco di precisione si trova a Camden, Arkansas. Questa struttura, operativa dal 1979, è stata recentemente ampliata con un investimento di centinaia di milioni di dollari per ospitare la linea di assemblaggio del PrSM.
Capacità di Produzione: Nel marzo 2026, è stato annunciato un accordo quadro per quadruplicare la produzione, con l’obiettivo di raggiungere i 550 missili all’anno per far fronte alle esigenze operative e alle scorte strategiche.
Infrastrutture: Il sito di Camden comprende oltre 100.000 metri quadrati di spazio dedicato alla produzione missilistica e impiega una forza lavoro di oltre 1.100 persone, di cui 400 dedicate esclusivamente al programma PrSM.
La partnership strategica con l’Australia
L’Australia non è solo un acquirente del PrSM, ma un partner di sviluppo fondamentale. Nel luglio 2021, l’Australia ha firmato un protocollo d’intesa per partecipare allo sviluppo dell’Incremento 2, contribuendo con finanziamenti significativi e competenze ingegneristiche.
Produzione Sovrana: Nel giugno 2025, è stato raggiunto un accordo per la produzione e la manutenzione locale dei missili PrSM in Australia, garantendo alle forze di difesa australiane (ADF) una catena di approvvigionamento sicura e indipendente.
Ruolo nell’Indo-Pacifico: Per l’Australia, il PrSM rappresenta la capacità di colpire bersagli navali e terrestri a distanze che rivaleggiano con i missili da crociera, diventando lo strumento principale per la strategia di deterrenza e negazione dell’area.
Altri clienti e interessamenti internazionali
Oltre all’Australia, il Regno Unito ha espresso un forte interesse nell’acquisizione del PrSM come parte del suo programma di ammodernamento dell’artiglieria missilistica. Al contrario, la richiesta della Norvegia è stata declinata nell’agosto 2024, evidenziando come la distribuzione di questa tecnologia rimanga strettamente legata a priorità strategiche e alleanze di alto livello.
Analisi comparativa: PrSM vs ATACMS
Il passaggio dall’ATACMS al PrSM non è solo un miglioramento incrementale, ma un cambio di paradigma nella letalità delle forze terrestri.
| Caratteristica | MGM-140 ATACMS | Precision Strike Missile (PrSM) |
| Gittata Massima | 300 km | 499+ km (Inc 1) / 1000+ km (Inc 4) |
| Densità di Fuoco | 1 missile per pod | 2 missili per pod |
| Capacità Navale | Nessuna | Integrata (Incremento 2) |
| Bersagli Mobili | Limitata/Assente | Supportata (Inc 2) |
| Tecnologia Motore | Razza solida standard | Razza solida IM / Ramjet (Inc 4) |
| Architettura Sistema | Chiusa/Proprietaria | Aperta e Modulare |
La capacità del PrSM di colpire a distanze superiori del 50-100% rispetto al suo predecessore, unita al raddoppio dei missili trasportabili, conferisce a un battaglione di artiglieria una potenza distruttiva che in precedenza avrebbe richiesto l’impiego di un’intera brigata. Inoltre, l’integrazione di cercatori multi-modali permette di colpire obiettivi che si spostano, una capacità che l’ATACMS non ha mai posseduto, rendendo il PrSM efficace contro le difese costiere mobili e le formazioni navali nemiche.
Nuove frontiere: il lanciatore containerizzato GRIZZLY
Un’innovazione parallela che potrebbe rivoluzionare l’impiego del PrSM è il sistema GRIZZLY, sviluppato da Lockheed Martin in soli sei mesi e testato con successo nel marzo 2026.
Design Discreto: Il GRIZZLY è un lanciatore nascosto all’interno di un container standard ISO da 10 piedi, rendendolo quasi indistinguibile dai migliaia di container trasportati quotidianamente su navi civili, treni e camion.
Versatilità Operativa: Sebbene testato inizialmente con missili Hellfire, l’architettura del GRIZZLY è progettata per essere “agnostica” rispetto al munizionamento e ai sistemi di comando, suggerendo che versioni future potrebbero ospitare missili PrSM per attacchi a lungo raggio da piattaforme non convenzionali.
Deterrenza e Sorpresa: Questa capacità complica enormemente la pianificazione difensiva di un avversario, poiché qualsiasi nave mercantile o area portuale potrebbe potenzialmente ospitare una batteria missilistica a lungo raggio pronta all’azione.
Conclusioni: l’impatto globale del PrSM
Il Precision Strike Missile rappresenta l’apice della tecnologia balistica tattica contemporanea. Attraverso il superamento dei vincoli del Trattato INF, l’esercito degli Stati Uniti e i suoi partner hanno creato uno strumento capace di proiettare potenza in modo chirurgico e devastante a profondità operative precedentemente inaccessibili. Il debutto in combattimento nell’Operazione Epic Fury ha confermato la validità tecnica del progetto, dimostrando che la combinazione di velocità ipersonica, precisione millimetrica e volume di fuoco raddoppiato è la chiave per la superiorità nei conflitti moderni.
Con l’avanzamento degli incrementi successivi, il PrSM evolverà da semplice sostituto dell’ATACMS a un sistema multi-dominio integrato, capace di negare il mare alle flotte nemiche e di colpire obiettivi strategici a oltre 1.000 chilometri di distanza. La solidità della base industriale a Camden e la profonda collaborazione con alleati come l’Australia assicurano che il PrSM rimarrà il fulcro della deterrenza convenzionale globale per i decenni a venire, garantendo che le forze terrestri possano operare con impunità e precisione in qualsiasi scenario di crisi.


