Poche ore dopo l’incontro tra Putin e l’inviato americano Witkoff, la Russia ha colpito Kyiv con droni e missili. Il Cremlino accetta di riaprire il negoziato a tre, Trump parla di pace vicina. Ma tra diesel russo e Starlink rallentato, il nodo è chi stia davvero guadagnando tempo.
Apri le schede per seguire la giornata, dal vertice di San Pietroburgo alla velocità di un drone.
Nella notte tra il 21 e il 22 ottobre la Russia ha colpito Kyiv con droni e missili balistici. Il servizio di emergenza ucraino conta un morto e oltre venti feriti, tra cui alcuni bambini.
Il sindaco Klitschko riferisce danni alla metropolitana sul Ponte Sud. Mosca dichiara di aver colpito siti dell’industria militare e dei trasporti.
Il 21 ottobre Witkoff ha incontrato Putin per circa tre ore al Palazzo Costantino di San Pietroburgo. Jared Kushner era collegato in video.
Secondo il consigliere Yuri Ushakov, Mosca accetta in linea di principio i colloqui a tre dopo il 10 novembre. Al centro ci sarebbe la sicurezza di Russia e Ucraina a guerra finita. Come gesto di distensione è stato liberato l’americano Stephen Hubbard.
Trump ha detto che la guerra potrebbe essere vicina alla fine come mai prima. Il Cremlino però giudica poco sostanziose le proposte ucraine ed europee. Putin non ha rinunciato a prendere il resto dell’est ucraino.
Anche Kyiv tiene alta la pressione. Il sindaco di Mosca Sobyanin dice che l’Ucraina ha lanciato 630 droni sulla regione della capitale, in gran parte abbattuti.
Il presidente ceco Petr Pavel sostiene che un cessate il fuoco fosse vicino prima dell’accordo sul diesel russo. Con quell’intesa Washington ha tolto le sanzioni in cambio di forniture agli Stati Uniti. Pavel la definisce un errore che ridà fiato a Mosca.
La Casa Bianca risponde che l’accordo serve ad abbassare i prezzi del carburante. Witkoff ne ha ringraziato Putin. Zelensky sostiene invece che fa il gioco della Russia.
KM/H
Il 14 ottobre un consigliere di Zelensky ha denunciato un limite di SpaceX su Starshield, la versione militare di Starlink. Il collegamento funzionava solo sotto i 160 chilometri orari.
I droni intercettori ucraini volano più veloci, e diverse missioni sono saltate senza preavviso. Il ministero della Difesa ucraino dice che il servizio è tornato il 15 ottobre.
Le versioni non coincidono. Il segretario di Stato Rubio dice che la scelta spetta a Musk, per via di un contratto commerciale privato. Il Wall Street Journal scrive che l’ordine è partito da Musk, dopo colloqui con la Casa Bianca.
Fonti della Reuters attribuiscono la decisione alla Casa Bianca. Musk dice che i limiti li decidono le forze armate americane e il presidente. Trump afferma di non essere stato coinvolto.
Il caso mostra cosa significa affidare comunicazioni militari a un fornitore privato straniero. Una scelta presa altrove può spegnere un servizio nel mezzo di un’operazione.
Il tema riguarda anche l’Italia, che a inizio 2025 aveva valutato un contratto con SpaceX per le comunicazioni sicure. È lo stesso spazio che l’Unione europea vuole coprire con la costellazione Iris².
