Per la prima volta una nave senza equipaggio naviga insieme a un gruppo di portaerei della Marina statunitense. Si chiama Seahawk ed è partita con la Theodore Roosevelt. Washington la presenta come un moltiplicatore di forze. Cosa sappia fare davvero, in mare aperto e per mesi, resta da dimostrare.
Apri le schede per vedere cosa fa il Seahawk e quali cifre mancano ancora.
Il gruppo d’attacco della portaerei USS Theodore Roosevelt ha lasciato San Diego l’8 ottobre 2026. Con le navi di scorta c’è il Seahawk, un’unità di superficie senza equipaggio.
La Marina lo ha confermato a metà ottobre. Il segretario facente funzione Hung Cao lo ha definito un «moltiplicatore di forze».
Un’unità senza equipaggio non mette a rischio vite e può restare a lungo in una zona. Può sorvegliare rotte d’accesso o aree dove si sospettano sottomarini.
In teoria libera i cacciatorpediniere, che possono concentrarsi sulla difesa aerea. Secondo Army Recognition, questa missione serve proprio a capire se la teoria regge.
Il Seahawk è un trimarano in composito costruito da Leidos e consegnato nel 2021. Deriva dal programma ACTUV della DARPA, pensato per seguire i sottomarini.
A bordo ha radar e sensori ottici per navigare ed evitare collisioni. La dotazione di missione installata non è stata resa nota.
L’analisi di Army Recognition elenca i limiti. Per rifornirlo servono una manichetta e personale che sale a bordo, e questo può distogliere una nave di scorta.
Il Seahawk non ha dimostrato di poter ingaggiare da solo sottomarini o navi di superficie. Non ha mostrato alcuna capacità d’arma.
La velocità massima verificata non è pubblica, come i consumi con l’equipaggiamento di missione. Non si sa quanto il sistema regga senza GPS.
Resta aperta la domanda centrale: se il Seahawk fa risparmiare tempo alle scorte o ne aggiunge. Il quadro cambierebbe con dati sull’autonomia reale al termine della missione.
TONNELLATE
Il Seahawk sposta 145 tonnellate su uno scafo a tre carene.
Il serbatoio contiene circa 53.000 litri di gasolio. È il numero che decide la missione: senza equipaggio, ogni rifornimento in mare resta un’operazione con persone a bordo.
Per l’Italia non cambia nulla nell’immediato. La notizia indica però una direzione che riguarda tutte le marine della NATO.
I droni navali sono già entrati nelle guerre reali, dal Mar Nero al Mar Rosso. Il dispiegamento del Seahawk dirà se possono anche affiancare una flotta per mesi.
