La Difesa ha avviato una gara da 5,14 miliardi di euro per il carro armato che sostituirà l’Ariete. Il mezzo nasce dal Panther KF51 di Rheinmetall e sarà prodotto con Leonardo. Le cifre sul numero di carri però non coincidono, e la differenza non è un dettaglio.
Apri le schede per separare la gara, i numeri certi e quelli ancora da chiarire.
Il 21 settembre 2026 è comparsa nel registro dell’ANAC una nuova procedura della Difesa. La stazione appaltante è la Direzione degli armamenti terrestri.
L’importo è di 5,14 miliardi di euro, per un nuovo carro armato e i veicoli derivati. Lo hanno riportato Defence Blog e The Defense Post.
Il C1 Ariete è in servizio dalla metà degli anni Novanta. È in corso un aggiornamento alla versione C2, pensato per tenerlo in linea fino all’arrivo del successore.
La guerra in Ucraina ha riportato al centro i mezzi corazzati pesanti. L’Italia ha scelto di rinnovare la flotta con un partner tedesco, invece di sviluppare un carro da sola.
Il carro sarà sviluppato da Leonardo Rheinmetall Military Vehicles, società divisa a metà tra i due gruppi. L’accordo dell’ottobre 2024 prevede che circa il 60% del lavoro si svolga in Italia.
Assemblaggio finale, collaudi, consegne e supporto logistico resterebbero nel paese. Lo stesso consorzio cura l’A2CS, la famiglia di veicoli da combattimento per la fanteria, avviata a gennaio.
The Defense Post parla di un programma da 272 carri e circa mille veicoli cingolati per la fanteria.
Defence Blog richiama invece stime precedenti di circa 132 nuovi carri. Secondo la stessa testata, il documento della gara non indica quanti mezzi verranno acquistati.
Anche gli importi vanno distinti. I 5,14 miliardi riguardano questa procedura, mentre il programma complessivo dei mezzi terrestri vale molto di più. Nelle fonti consultate non emergono critiche ufficiali al programma.
ANAC
Il punto di partenza verificabile è un codice: BD0D09994D. È l’identificativo della procedura nel registro dell’Autorità nazionale anticorruzione.
Da lì si risale a importo, stazione appaltante e oggetto. Mancano invece il calendario delle consegne e le quantità.
Per ora si tratta dell’avvio di una gara, non di un contratto firmato. Secondo Defence Industry Europe, Leonardo attende le firme nei prossimi mesi.
Gli acquisti veri sono previsti dopo il 2027. La ricaduta più concreta riguarda il lavoro negli stabilimenti italiani. Il costo peserà sul bilancio della Difesa per oltre un decennio.
