Per la prima volta da quando è entrato in servizio, a marzo, il missile antinave giapponese Type 25 ha lasciato la sua base permanente. Non è stato lanciato nulla: si è trattato di una simulazione di dispiegamento dentro Keen Sword 27, l’esercitazione congiunta con gli Stati Uniti. Ed è proprio per questo che l’episodio conta.
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Le Forze di autodifesa terrestri giapponesi hanno trasferito i lanciatori del missile antinave Type 25 dalla base di Kengun, nella prefettura di Kumamoto, verso un’area di addestramento, per una simulazione di dispiegamento operativo. È la prima volta che il sistema lascia la sua base permanente da quando è entrato in servizio, a fine marzo 2026. Il trasferimento rientra in Keen Sword 27, l’esercitazione congiunta con gli Stati Uniti.
È la versione potenziata del Type 12, il missile terra-nave prodotto da Mitsubishi Heavy Industries. Il predecessore aveva una gittata di circa 200 chilometri; al Type 25 le fonti giapponesi ne attribuiscono circa mille. Da Kyushu, quella distanza copre buona parte del Mar Cinese Orientale e arriva su alcune aree costiere della Cina continentale e sulla penisola coreana. È la prima arma schierata da Tokyo nell’ambito della cosiddetta capacità di contrattacco.
Non è stato lanciato nulla. L’esercitazione ha riguardato trasporto, posizionamento e orientamento del lanciatore, che durante le manovre è stato puntato verso sud-ovest. È l’indicatore che pesa davvero: un sistema mobile di questo tipo vive di dispersione e rapidità di spostamento, e serve a poco se non riesce a muoversi dentro una catena di comando che lo integra con il resto della difesa. La prova di mobilità dice se il sistema funziona in rete, non se il missile vola.
Alle manovre partecipano circa 45.000 militari giapponesi e 12.000 statunitensi, con la presenza di Paesi partner fra cui l’Australia. Sono le prime Keen Sword dopo l’istituzione del Comando operativo congiunto giapponese. Il capo di Stato maggiore congiunto Hiroaki Uchikura ha indicato come obiettivo il rafforzamento della risposta comune alle situazioni di zona grigia e agli attacchi armati, con operazioni coordinate anche nei domini spaziale, cibernetico ed elettromagnetico. I Marines statunitensi hanno schierato il proprio sistema di interdizione navale NMESIS.
2022
Il Type 25 non è un aggiornamento tecnico isolato: discende dalla strategia adottata dal Giappone nel 2022, che ha introdotto capacità di contrattacco superando l’impostazione esclusivamente difensiva legata alla Costituzione pacifista. Secondo quella dottrina, i missili possono essere impiegati se si ritiene che un avversario abbia iniziato un attacco, anche prima che il Giappone abbia subito danni. È il perno della vicenda, e non è un dato tecnico: è una soglia giuridica e politica.
Lo schieramento non è stato accolto in modo unanime sul territorio. Nel giorno dell’assegnazione formale del sistema, l’emittente locale KAB ha raccolto le preoccupazioni di alcuni residenti, in particolare per la presenza di scuole e asili nella zona, e la richiesta di informazioni più precise sulle conseguenze della decisione. È la contro-lettura locale di una scelta presentata a livello nazionale come deterrenza.
La gittata di mille chilometri è attribuita da media giapponesi e ripresa dalla stampa internazionale, non confermata da un dato ufficiale del ministero della Difesa. Le ricostruzioni divergono anche sul nome dell’area di addestramento, indicata come Onohara, Oyanohara o Onobaru a seconda della fonte, e sulle date esatte fra l’avvio del trasferimento e la simulazione. Non sono pubblici né il numero di lanciatori schierati né la consistenza delle scorte missilistiche.
Il ministero della Difesa prevede di portare in servizio entro l’anno fiscale 2027 le versioni lanciabili da nave e da aereo, destinate ai cacciatorpediniere della Forza marittima e ai caccia della Forza aerea. Lo stesso giorno dello schieramento del Type 25 antinave, a Camp Fuji nella prefettura di Shizuoka è arrivato il Type 25 HVGP, il proiettile planante ad altissima velocità, che ha la stessa designazione ma è un’arma diversa. Per l’Europa il punto non è il missile: è che un alleato degli Stati Uniti sta normalizzando capacità di attacco a lungo raggio in un quadrante dove l’Italia ha interessi commerciali e marittimi crescenti.
Scheda tecnica — Type 25 SSM (25式地対艦誘導弾)
Designazione: Type 25 Surface-to-Ship Missile, 25SSM. Da non confondere con il Type 25 HVGP, proiettile planante ipersonico con la stessa designazione.
Produttore: Mitsubishi Heavy Industries.
Origine: evoluzione del Type 12 (12SSM), a sua volta derivato dal Type 88.
Ruolo: antinave a lungo raggio, con capacità di attacco contro obiettivi terrestri.
Gittata: circa 1.000 km secondo fonti giapponesi, contro i circa 200 km del Type 12 originale. Dato non confermato ufficialmente.
Guida: navigazione inerziale assistita da GPS, con guida radar attiva nella fase terminale.
Segnatura: progetto a bassa sezione radar.
Lanciatore: quattro missili per lanciatore, installato su veicolo Mitsubishi 8×8 ad alta mobilità fuoristrada.
Entrata in servizio: fine marzo 2026, Camp Kengun, prefettura di Kumamoto.
Varianti previste: versioni lanciabili da nave e da aereo entro l’anno fiscale 2027.
Fonti: ministero della Difesa giapponese, Mitsubishi Heavy Industries, stampa specializzata giapponese e internazionale. I dati prestazionali sono quelli riportati pubblicamente e non costituiscono una specifica ufficiale.
Immagine: lanciatore del sistema Type 25 SSM a Camp Kengun, 31 marzo 2026. Foto di 防衛省陸上自衛隊 (Ministero della Difesa giapponese, Forze di autodifesa terrestri), via Wikipedia, licenza CC BY 4.0.
