Sei dirigenti della provincia di Cosenza hanno lasciato Futuro nazionale, il partito di Roberto Vannacci. Accusano i vertici regionali di decidere tutto dall’alto. Addii simili arrivano dal Veneto, mentre il generale parla di ricambio fisiologico. Il nodo è capire se queste crepe locali pesano sui numeri che contano per il centrodestra.
Apri le schede per seguire gli addii, dalla nota cosentina al sondaggio di ottobre.
Sei esponenti cosentini di Futuro nazionale hanno annunciato l’uscita definitiva dal movimento. Lo ha riportato il Corriere della Calabria il 1° novembre.
Sono cinque referenti di comitati locali e un cofondatore, da Castrovillari a Cosenza fino a Francavilla Marittima. Nei giorni precedenti si erano autosospesi.
La nota contesta decisioni «calate dall’alto» e l’isolamento politico della provincia di Cosenza. Secondo StrettoWeb, i firmatari temono che il lavoro sui territori serva a candidature già decise.
Un copione simile si è visto a Thiene, nel Vicentino, a fine ottobre. Lì il direttivo si è dimesso dopo l’arrivo di un candidato sindaco scelto dai vertici regionali, riferisce il Fatto Quotidiano.
Il Corriere della Sera aggiunge altri addii nel Polesine e tensioni in diverse province, con tessere restituite.
Vannacci respinge l’idea di un partito in difficoltà. Secondo il Corriere della Sera parla di cambi fisiologici, tesserati in aumento e nuovi comitati.
A Vicenza il coordinatore provinciale Joe Formaggio rovescia l’accusa. Sostiene che i dimissionari di Thiene cercassero un posto sicuro alle prossime comunali, riporta il Fatto Quotidiano.
In questa lettura il movimento seleziona la classe dirigente invece di perderla. Chi se ne va lo farebbe per incarichi mancati, non per dissenso politico.
Futuro nazionale non diffonde il numero dei tesserati. Senza quel dato non si può pesare un addio contro una nuova iscrizione.
I fuoriusciti accusano il coordinatore calabrese Domenico Furgiuele di aver dato incarichi a parenti. StrettoWeb precisa che sono affermazioni dei firmatari, senza riscontri indipendenti.
Nelle cronache consultate non compare una replica di Furgiuele. Il quadro cambierebbe con dati ufficiali sulle iscrizioni o con una sua risposta nel merito.
OTTOBRE
Il sondaggio Ipsos Doxa di ottobre, illustrato da Nando Pagnoncelli, assegna a Futuro nazionale il 7,9%.
Un mese prima il partito era all’8,8%.
Senza Vannacci il centrodestra vale il 39,4%, secondo la stessa rilevazione.
Con lui la coalizione sale al 47,3%, sopra il campo largo. Ogni decimale del generale pesa quindi su tutto lo schieramento.
Gli addii riguardano dirigenti locali, non parlamentari. Per ora non spostano i rapporti di forza a Roma.
Il 2 novembre, a Milano, Vannacci ha detto che parteciperebbe a una cena per ricordare la marcia su Roma. Lo riportano LaPresse e il Fatto Quotidiano.
I fuoriusciti cosentini, nella loro nota, parlano di «logiche estremiste». Per chi vota, il banco di prova restano le comunali del 2027.
