19 Marzo 2026
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Smart Tv Vizio: dati dei clienti spiati e rivenduti alle aziende

Mentre guardavano la televisione, i dati personali e i programmi visti venivano registrati senza consenso, raccolti e rivenduti. Gli Smart TV Vizio, hanno adottato per anni questa pratica commerciale scorretta, e negli Stati Uniti, sono stati costretti a rivedere le loro politiche di trasparenza e a pagare una multa considerevole.

Secondo una denuncia presentata dalla Federal Trade Commission e dal procuratore generale del New Jersey, Vizio ha inserito una funzionalità di tracciamento dietro un’impostazione chiamata “Smart Interactivity”. La FTC e il procuratore del New Jersey sostengono che l’azienda ha descritto questa caratteristica in modo generico,  per esempio “permette il suggerimento e l’offerta di programmi”. Ciò non ha fornito ai consumatori le informazioni necessarie a sapere che le loro smart tv Vizio li stavano spiando in ogni momento.

Smart Tv Vizio: così i dati dei clienti venivano spiati

Secondo per secondo, Vizio raccoglieva così una selezione di pixel sullo schermo che abbinava poi a un database di TV, film e contenuti commerciali. Inoltre, Vizio riconosceva i dati di visualizzazione dai servizi via cavo o a banda larga, set-top box, dispositivi di streaming, lettori DVD e broadcasts over-the-air. In aggiunta ogni fino a cento miliardi di data points venivano catturati da milioni di smart tv Vizio.

Vizio poi trasformava quella montagna di dati in denaro vendendo la cronologia delle visualizzazioni dei consumatori ad altre compagnie. Cerchiamo di essere chiari: non stiamo parlando di informazioni di riepilogo su tendenze di visualizzazione nazionali. Secondo la denuncia, Vizio raccoglieva informazioni personali. La società forniva gli indirizzi IP dei consumatori ad aggregatori di dati, che poi abbinavano l’indirizzo IP con un singolo consumatore o con una famiglia.

Le Smart TV Vizio tracciavano i dati dei clienti in automatico
Le Smart Tv Vizio tracciavano automaticamente i dati dei consumatori. Gli stessi dati venivano poi rivenduti ad altre compagnie, senza che i consumatori ne fossero al corrente.

I contratti di Vizio con terze parti vietavano l’identificazione dei consumatori e delle famiglie in base al nome. Tuttavia fornivano una serie di altri dati personali: per esempio, il sesso, l’età, il reddito, lo stato civile, la dimensione della famiglia, l’educazione, e la proprietà della casa. Ciò permetteva a queste compagnie di monitorare e indirizzare i consumatori attraverso le smart tv Vizio.

Così i consumatori non sapevano che, mentre stavano guardando i loro smart tv, Vizio li spiava.

Servizio ingannevole: milioni di dollari di multa

La denuncia sostiene che Vizio sia ricorso a pratiche commerciali sleali che hanno violato il diritto della Federal Trade Commision ed erano inconcepibili ai sensi della legge del New Jersey. La denuncia sostiene inoltre che Vizio non è riuscito a rivelare in modo adeguato la natura della sua funzione “Smart Interactivity” e ha tratto in inganno i consumatori con il suo nome generico e la descrizione fuorviante.

Funzione Smart Interactivity della Smart Tv Vizio
Nelle Smart Tv Vizio era presente una funzionalità chiamata “Smart Interactivity”, dietro la quale si celava la raccolta di dati degli utenti, senza che questi sapessero cosa stava accadendo.

Per risolvere il caso, Vizio ha accettato di fermare il monitoraggio non autorizzato, di rivelare chiaramente le sue pratiche di raccolta di dati e di ottenere il consenso esplicito dei consumatori prima di raccogliere e condividere le informazioni di visualizzazione. Inoltre, l’azienda deve eliminare la maggior parte dei dati che ha raccolto e creare un programma di privacy che valuti le pratiche di Vizio e dei suoi partner. Il provvedimento include anche un pagamento di 1,5 milioni di dollari alla FTC ed una sanzione civile supplementare di 2,2 milioni di dollari al New Jersey.
Qui ci sono i consigli che le smart companie dovrebbero attuare dopo l’ultima azione legale riguardo i prodotti intelligenti, i quali sono stati discussi anche recente al seminario sulle Smart TV organizzato dalla FTC.

  • Spiegare le proprie pratiche di raccolta dati in anticipo. Dire ai consumatori fin dall’inizio le informazioni che si intendono raccogliere. Bisogna lasciare perdere i discorsi tecnici e utilizzare un linguaggio facile da capire. Soprattutto quando si spiegano nuove tecnologie o raccolte di dati che le persone potrebbero non aspettarsi, la trasparenza può essere la chiave per la fidelizzazione dei clienti.
  • Ottenere il consenso dei consumatori prima di raccogliere e condividere le informazioni altamente specifiche sulle loro preferenze di intrattenimento. Se i consumatori non si aspettano che si stiano raccogliendo informazioni su di loro, specialmente informazioni sensibili, assicurarsi che acconsentano a ciò che si intende fare. Il modo migliore per realizzare ciò è quello di ottenere il loro consenso, cioè che esprimano la decisione di partecipare alla raccolta dati.
  • Rendere più facile per i consumatori esercitare le opzioni. Una funzione chiamata “Smart Interactivity” che “permette suggerimenti ed offerte di programmi” metterebbe al corrente i consumatori che tutto quello che guardano viene raccolto e condiviso con terze parti? Noi non la pensiamo così. Le aziende possono difficilmente pretendere di offrire ai consumatori una scelta se gli strumenti necessari per esercitare tale scelta sono difficili da trovare o nascosti dietro descrizioni plain-vanilla.
  • Applicare alle nuove tecnologie i principi di tutela dei consumatori. I documenti guida della FTC come “Careful Connections: Building Security in the Internet of Things”, “.com Disclosures: How to Make Effective Disclosures in Digital Advertising”, e “Start with Security” potrebbero non avere “Smart TV” nel titolo, ma le aziende intelligenti dovrebbero rivolgersi a loro per consigli su come evitare pratiche ingannevoli o sleali.
Tino Foglia
Tino Fogliahttps://www.alground.com
Nella tecnologia da lungo corso, Tino Foglia collabora con i portali del gruppo. Articolista fidato e appassionato di letteratura e poesia, è l'anima "Umanistica" della redazione di Alground.
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