13 Aprile 2026
HomeCybersecurityPrevenire e difendersi dal Cyberbullismo. Software e strategie

Prevenire e difendersi dal Cyberbullismo. Software e strategie

Il cyberbullismo è un fenomeno di cui purtroppo si sente parlare sempre più spesso e che può avere gravi conseguenze sulla vita dei ragazzini e delle ragazzine colpite. Secondo un report di Save The Children, addirittura il 72% degli adolescenti lo considera come il fenomeno sociale più pericoloso di oggi. Il cyberbullismo non è altro che il bullismo tradizionale, piaga diffusa tra giovanissimi e adolescenti, attuato però online o via telefono.

Visti i rischi che comporta per le giovani vittime, è bene imparare a riconoscere il fenomeno e ad intervenire in tempo o fare il possibile per arginarlo.

Il Cyberbullismo

Con cyberbullismo si intendono molestie, aggressioni, offese, umiliazioni arrecate volontariamente e in modo continuativo da un bullo (o da un gruppo di bulli) a delle vittime, utilizzando Internet o i telefoni cellulari. Il fenomeno si propaga quindi virtualmente attraverso sms, mms, mail, chat, forum, social network.

cyber-bullying_1928090b

A differenza del bullismo tradizionale, non implica vessazione fisica e permette l’anonimato dell’aggressore, anonimato che riduce ulteriormente le remore del bullo. Inoltre, il cyberbullismo è indipendente da luoghi fisici precisi, come la scuola.

Questo significa che si può verificare ogni volta che l’adolescente accede al computer e purtroppo lo può seguire ovunque, anche se cambia scuola o città, come accaduto in diversi casi. Esistono diversi tipi di cyberbullismo, a seconda del tipo di danno che infliggono alla vittima e ma le strategie segnalate sono valide per tutte le varianti del fenomeno:

  • Flaming: messaggi elettronici violenti e volgari mirati a suscitare “battaglie” verbali online.
  • Harassment: molestie. Invio ripetuto di messaggi offensivi.
  • Cyberstalking: cyber-persecuzione. Invio ripetuto di messaggi contenenti minacce o fortemente intimidatori.
  • Denigration: denigrazione. Sparlare di qualcuno online. Inviare o pubblicare pettegolezzi e dicerie crudeli su una persona per danneggiarne la reputazione o le amicizie.
  • Impersonation: sostituzione di persona. Violare l’account di qualcuno, farsi passare per questa persona e inviare messaggi per dare una cattiva immagine della stessa, crearle problemi o pericoli e danneggiarne la reputazione o le amicizie.
  • Outing and trickery: rivelazioni e inganno. Condividere online segreti o informazioni imbarazzanti su un’altra persona, a volte estorti con l’inganno e con intenzioni malevole. Tra le informazioni rivelate, spesso ci sono quelle che fanno riferimento al sexting, la pratica diffusa di inviare foto o video sessualmente espliciti, che vengono poi condivisi in modo incontrollato, soprattutto a danno delle ragazzine.
  • Exclusion: escludere intenzionalmente qualcuno da un gruppo online.

Non tutte le vittime rispondono al fenomeno nello stesso modo, ma l’ipotesi peggiore è che a seguito delle molestie subite si inizi un percorso discendente che va dall’isolamento alla depressione fino, in casi estremi, al suicidio.

cyber-bullyingPrevenire il Cyberbullismo

La prevenzione di questo fenomeno va fatta principalmente sul fronte educativo, con l’ausilio di alcuni accorgimenti pratici.

Sul fronte educativo, sicuramente è fondamentale educare i ragazzi a un maggior senso di responsabilità e di consapevolezza delle proprie azioni, per evitare che si trasformino in cyberbulli. D’altra parte, è necessario lavorare sulla loro sicurezza personale, per evitare che diventano vittime. E’ importante parlare apertamente con loro del fenomeno e invitarli a segnalare eventuali episodi di cyberbullismo di cui siano a conoscenza.

E’ importante inoltre una corretta educazione al mondo e all’utilizzo del web. Capire che l’identità digitale che si costruisce online è perenne, che immagini, video, testi devono essere protetti il più possibile è fondamentale. La reputazione online è più difficile da ricostruire rispetto a una reputazione offline, perché il web non dimentica.

Ogni traccia di noi può restare impressa ed è facile rendere più pubbliche di quanto non si vorrebbe molte informazioni personali. Un passo che può fare la differenza è far capire ai ragazzini quanto si espongono pubblicando i propri dati online e insegnare loro a non condividere mai informazioni troppo personali, come numeri di telefono, password, immagini e video che potrebbero diventare motivo di scherno o imbarazzo se condivisi con persone esterne alla cerchia di chi è considerato fidato.

Sul fronte pratico, è possibile adottare alcuni accorgimenti sia a casa che a scuola.

  • Tenere il computer in una posizione centrale della casa, in modo da avere almeno parzialmente il controllo sull’attività online dei minori. Il parzialmente è d’obbligo, visto che con molta facilità il ragazzino avrà altri mezzi per accedere a Internet, come uno smartphone o altre connessioni disponibili fuori casa.
  • E’ bene in ogni caso poter monitorare quello che il minore condivide online, anche quando non è sotto i nostri occhi. Questo significa, da parte dei genitori, familiarizzare maggiormente con i mezzi usati dai figli, sapere quali siti web frequentano e potervi accedere per poter mantenere il controllo sulle informazioni rese pubbliche.
  • Chiedere a un amico, un fratello o una sorella più grande di accompagnare il ragazzo durante le sue attività di navigazione, per fare in modo che il minore possa comunque avere una persona coetanea o leggermente più adulta con cui confidarsi.
  • Utilizzare la funzione Parental Control prevista da diversi antivirus per bloccare l’accesso ad alcuni siti web o, se si è individuato un indirizzo mail potenzialmente molesto, per mettere quest’indirizzo nella lista nera. Potete consultare il sito Parental Software Review che cita e giudica software dedicati alla lotta al cyberbullismo.
  • A scuola, per accedere alla rete, gli studenti devono avere l’obbligo di identificarsi, in modo da non poter nascondere le proprie azioni dietro l’anonimato e diventare più consapevoli di quello che dicono e delle azioni che compiono.
  • In generale, monitorare ogni cambiamento d’umore del ragazzo, che lo porti ad essere più isolato, agitato o depresso, o che manifesti una mancanza di autostima, senza altro motivo.

cyber-bullying

In caso di Cyberbullismo. Intervenire

E se l’impietosa macchina del cyberbullismo è già partita? Innanzitutto è importante far capire ai minori che devono chiedere aiuto. Agli amici, alla famiglia, alla scuola. Spesso le vittime si isolano. L’isolamento è la prima cosa da evitare in assoluto. A volte, quando il fenomeno continua nel tempo, può essere il caso di fare una denuncia alle autorità.

A tal fine, è bene non alterare in alcuna maniera le prove di quanto avvenuto, nè cercando di cancellarle, nè cercando di conservarle: l’operazione deve essere fatta da personale specializzato. L’unica azione possibile dal normale utente è salvare una immagine dello schermo del computer che contenga il contenuto incriminato. Basta utilizzare la combinazione di tasti Ctrl – Alt – Stamp e incollare il contenuto con i tasti Ctrl – V in un qualunque editor di foto.

Alcuni consigli utili per tentare di arginare il fenomeno, che devono essere messi in pratica dalle stesse vittime:

  • Evitare di rispondere con rabbia alle molestie, per non dare soddisfazione al cyberbullo
  • Ignorare del tutto l’atto di bullismo
  • Abbandonare eventualmente i luoghi in cui si verificano gli episodi di cyberbullismo (ma questo può avere implicazioni complesse se significa abbandonare una comunità di amici e contatti)
  • Bloccare o segnalare il cyberbullo, usando la funzione che oggi ogni piattaforma sociale prevede
  • Cambiare indirizzo mail, se le molestie usano quel canale
  • Richiedere ai gestori della piattaforma web su cui è stato effettuato l’atto di cyberbullismo di rimuovere eventuali contenuti dannosi, come video, fotografie o post

cyberbullying_groupInoltre, è fondamentale fare rete. Secondo Nancy Willard,  più ancora che agire sui cyberbulli e sulle vittime, è essenziale agire sugli spettatori. Il suo invito è a non osservare in silenzio, ma a intervenire ogni volta che si assiste a un caso di cyberbullismo. Il suo pensiero è espresso nella semplice e diretta forma: “Be a friend”.

Alcuni siti utili per comprendere e affrontare attivamente il fenomeno. Affidatevi non solo quando siete certi che il fenomeno sia già attivo, ma anche in caso di semplice dubbio o semplicemente per chiedere un consiglio generico.

  • Smonta il bullo: sito della campagna nazionale contro il bullismo. Segnala l’esistenza di uno sportello virtuale per chiedere informazioni e ricevere sostegno. Numero verde dello sportello virtuale:  800.669.696 (lun-ven 10-13 e 14-19). Email: [email protected]
  • Sicuri in rete: è il prodotto della collaborazione tra Adiconsum e Save the Children, per promuovere un uso responsabile e consapevole dei nuovi media da parte dei minori. Sul sito web indicato c’è un form per poterli contattare.
  • Telefono Azzurro: il noto servizio per la difesa dei minori. Da questa pagina di segnalazione emergenze è possibile contattarli per un problema specifico legato ai pericoli del web.
  • 42yo.com: si tratta di un’azien  da privata che offre alle famiglie un servizio sostanzialmente gratuito contro i cyberbulli. E’ possibile contattarli tramite il link segnalato, per chiedere il loro aiuto tecnologico nel rintracciare i cyberbulli.
Alessandro Giusti
Alessandro Giustihttps://www.alground.com
Nella redazione di Alground dal 2010, Alessandro è attivo nel campo della sicurezza e della privacy nei social network, e in un tutte le tematiche riguardanti il mondo mobile e dei diritti sul web.
Altri articoli

TI POSSONO INTERESSARE

Colloqui di pace tra Iran e Stati Uniti: la partita più rischiosa di Trump

La guerra tra Iran, Stati Uniti e Israele è entrata in una fase nuova, più diplomatica solo in apparenza. A Islamabad, mentre si prepara...

Iran. Trump accetta la tregua

Donald Trump ha annunciato una tregua di due settimane con l’Iran poche ore prima della scadenza che aveva imposto a Teheran, trasformando una crisi...

Chi chiude lo Stretto, chiude il Mondo. Analisi dei passaggi Marittimi Globali

Prodotto da un'analisi geopolitica di intelligence sui flussi energetici globali, rotte marittime e vulnerabilità strategiche. Fonti: EIA, IMF, Lloyd's List, Dallas Federal Reserve, Reuters,...

Dossier Tecnico Militare: EA-18G Growler

L'EA-18G Growler rappresenta l'apice tecnologico attuale nel dominio dell'Airborne Electronic Attack (AEA), fungendo da pilastro insostituibile per le operazioni aeree moderne in ambienti contestati....

Se lo Stato d’Israele scomparisse cosa succederebbe?

L'architettura geopolitica del Medio Oriente contemporaneo poggia su un equilibrio precario di forze in cui lo Stato d'Israele agisce non solo come attore sovrano,...

Claude Code leak: rivelate 512.000 righe di codice

Il codice sorgente di Claude Code è stato accidentalmente esposto tramite npm: ecco cosa è emerso sulle funzioni nascoste, sugli agenti autonomi e sull’architettura...

Pay2Key, il ransomware iraniano che torna a colpire

Pay2Key non è solo un nome che ricompare nel sottobosco del cybercrime. È un caso che racconta come il ransomware possa diventare uno strumento...

Quando l’AI scrive codice, il rischio è dietro l’angolo: ecco come limitarlo

L’uso dell’intelligenza artificiale nella programmazione promette velocità, produttività e automazione. Ma dietro questa promessa c’è un rischio concreto: un codice generato o modificato male...

Precision Strike Missile (PrSM): il missile di Precisione a Lungo Raggio

Il panorama della difesa globale ha subito una trasformazione radicale nel corso dell'ultimo decennio, passando da operazioni di contro-insurrezione a una competizione tra grandi...