HomeAppleMicrosoft, Google, Apple ci violentano per il nostro bene. O no?

Microsoft, Google, Apple ci violentano per il nostro bene. O no?

Gli utenti sono pigri, ammettiamolo. E quando si tratta di sicurezza informatica ancora di più: dopo anni passati a ripetere maniacalmente che bisogna usare password complesse (sapete cos’è una password complessa vero?), arrivano gli hacker di turno, craccano Adobe piuttosto che Dropbox e scopriamo che la parola d’ordine più usata è: 123456.

Per cui ogni tanto, bisogna usare la forza. E da qui il dilemma: le grandi aziende del web, hanno il diritto/dovere di “violentarci” e costringerci a fare delle cose per il nostro bene?

Esempio pratico: Microsoft. Gli aggiornamenti del sistema operativo di Redmond, una volta arrivavano sul proprio pc e venivano beatamente ignorati. Sì, arrivavano le notifiche e alcuni, magari quando c’era un po’ di tempo, o nel fine settimana, procedevano all’aggiornamento. Ma la stragrande maggioranza degli utenti non aveva la minima voglia di interrompere il proprio lavoro per aggiornare non si sa bene cosa.

Qualche anno fa, chi usa Microsoft (ovvero quasi tutte le terre emerse), si sono accorti di un cambiamento nella modalità di aggiornamento. E’ diventato un obbligo: il pc ad un certo punto si riavvia, oppure si spegne drasticamente mentre lavori, va fuori uso per una buona mezz’ora e gli aggiornamenti ti vengono praticamente installati a forza. Tipo il cucchiaio di olio di fegato di merluzzo cacciato a forza in gola.

Io stesso, lo devo ammettere, ho il pc perfettamente aggiornato. L’imprecazione è sempre dietro l’angolo, ma di fatto, ha funzionato.

Altro esempio viene offerto dai provider di servizi di posta elettronica. Una volta chiunque poteva aprire una mail in 30 secondi. Inserivi i tuoi dati, o te li inventavi (quante mail di comodo su Yahoo! ci siamo fatti?) e il gioco era completo. Adesso aprire la mail, se non hai l’autenticazione a due fattori con conferma sul tuo cellulare, è un’impresa. Ovvero, siamo stati costretti ad abbinare un oggetto che possediamo per confermare la nostra identità.

Molte volte ho rimpianto i tempi in cui aprivi una bella mail senza tante complicanze, ma di fatto il furto della nostra casella di posta elettronica è diventato molto più difficile. E di nuovo, il risultato è stato raggiunto ob torto collo.

L’ultima in ordine di tempo è quella di Apple. Cupertino avrebbe volontariamente rallentato i vecchi iPhone. Loro dicono per evitare improvvisi spegnimenti, il popolo del web li accusa di spingere in maniera decisamente troppo drastica gli acquisti di nuovi modelli. Ma dal punto di vista della sicurezza, è chiaro che passare da un vecchissimo iPhone 4S ad uno nuovo con la più recente release di iOS è meglio.

Per cui la domanda sorge spontanea: fino a che punto, per che motivo e con quali modalità, gli utenti possono accettare azioni di “forza” da parte dei giganti del web? In altre parole: va bene l’olio di fegato di merluzzo. Ma quand’è che bisogna smettere di ingoiare e buttare a terra il cucchiaio?

 

 

 

Seguiamo questa storia: iscriviti a questo articolo. Riceverai aggiornamenti in tempo reale non appena vengono pubblicati
Roberto Trizio
Roberto Triziohttps://www.alground.com
Dopo una formazione classica mi sono specializzato in giornalismo digitale, content marketing e posizionamento SEO semantico. Sono esperto di storia dell'antica Roma, ascolto Michael Jackson e i Coldplay.
Altri articoli

TI POSSONO INTERESSARE

Perché Conte vuole fermare le armi a Kiev

Dal sì alle armi del 2022 alla richiesta di una svolta negoziale: il dossier ricostruisce il ragionamento di Giuseppe Conte, le critiche al riarmo europeo e i punti ancora aperti con il Pd.

Diesel russo, Washington sospende le sanzioni fino ad aprile dopo la telefonata Trump-Putin

Dopo una telefonata con Putin, Trump annuncia milioni di tonnellate di gasolio russo e il Tesoro sospende le sanzioni fino al 7 aprile 2027. Ma Mosca vieta ancora l'export ai propri produttori.

Manovra 2027, i 29 miliardi per energia e difesa sono deficit autorizzato, non fondi in cassa

Bruxelles ha dato parere positivo alla clausola di salvaguardia chiesta dall'Italia. Ma i 29 miliardi per energia e difesa sono un permesso a indebitarsi: servono il voto del Parlamento, l'ok del Consiglio Ue e un deficit 2026 sotto il 3%.

L’IA corre, la sicurezza delle identità resta indietro: cosa dice davvero il rapporto SailPoint

I numeri del rapporto SailPoint sugli agenti di IA, confrontati con il comunicato originale: cosa misura, chi lo firma e cosa resta da verificare.

Kiev, blackout d’emergenza il 9 ottobre: 136 droni nella notte e una rete già colpita

Il 9 ottobre Ukrenergo ha ordinato blackout d'emergenza a Kiev e in due distretti della regione. Nella notte 136 droni russi; la rete era già stata colpita l'8 ottobre. Cosa è verificato e cosa no.

Ibride cinesi: Bruxelles prepara un tetto alle importazioni dopo il no di Pechino

L'8 e 9 ottobre Šefčovič tratta a Pechino sulle ibride cinesi, fuori dai dazi del 2024. Bruxelles valuta un tetto alle importazioni. Chi ne pagherebbe il costo non è ancora stimato.

La notte del 7 ottobre: droni e missili a lungo raggio tra Ucraina e Russia

Tra il 6 e il 7 ottobre 2026 Ucraina e Russia si sono colpite a distanza: i 311 droni dichiarati abbattuti da Mosca, poi 130 droni e 48 missili da crociera su Kiev e altre regioni.

Simone Carabella: biografia documentata. La storia politica, l’attivismo, i social

Dal Pd all'estrema destra, dalle case alla lotta contro l'Islam, una vita che va da un estremo all'altro senza soluzione di continuità. Vediamo nel...

Arresti antiterrorismo vicino alla base RAF Fairford usata dagli USA contro l’Iran

Cinque uomini arrestati nella notte vicino alla base britannica usata dagli USA contro l'Iran. Dall'accusa per esplosivi alla preparazione di un atto terroristico.