10 Giugno 2026
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Rischi dei modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) e come mitigarli

L’introduzione e l’espansione dell’Intelligenza Artificiale Generativa, con un focus particolare sui grandi modelli linguistici come GPT, hanno aperto nuove frontiere nella tecnologia, ma hanno anche sollevato importanti interrogativi e sfide etiche.

Questi modelli linguistici avanzati si sono dimostrati strumenti potenti nel supportare ad esempio persone con difficoltà nella scrittura in inglese, permettendo loro di esprimersi con una fluidità e un naturalezza paragonabili a quelle di un madrelingua. Tuttavia, questa abilità nel generare sequenze di parole sintatticamente corrette può essere fuorviante, poiché può dare l’impressione che la macchina possegga una reale comprensione del significato o delle intenzioni dietro alle parole, quando in realtà si basa esclusivamente su algoritmi predittivi.

Cos’è un LLM?

Un sistema Large Language Model, in italiano “grande modello di linguaggio”, è un tipo di intelligenza artificiale progettato per comprendere e generare testo in linguaggio naturale. Questi modelli sono addestrati su enormi quantità di testo preso da internet e altre fonti, e utilizzano reti neurali artificiali per elaborare il linguaggio umano. Possono essere impiegati in una vasta gamma di applicazioni, come la traduzione automatica, la generazione di testo, l’elaborazione del linguaggio naturale, il riconoscimento del linguaggio naturale e molto altro. Un esempio di sistema Large Language Model è GPT-3, il modello su cui si basa questa risposta, che è stato creato da OpenAI.

I rischi dell’utilizzo di un Modello linguistico di grandi dimensioni

Uno dei rischi principali associati a questa tecnologia è la diffusione involontaria di informazioni inesatte o completamente false. Questo problema emerge in modo evidente quando il modello genera risposte basate su dati di addestramento che possono essere conflittuali, incompleti o direttamente inesatti. Ad esempio, in una situazione in cui il modello viene interrogato su chi sia l’autore di determinate opere letterarie, potrebbe fornire una risposta errata basata su fonti minoritarie o inaccurate presenti nel suo training set. Questo tipo di errore, spesso denominato “allucinazione AI”, può portare a narrazioni false o fuorvianti.

Cos’è una “allucinazione” dell’Intelligenza Artificiale?

Il termine può sembrare paradossale, dato che le allucinazioni sono tipicamente associate al cervello umano o animale, non alle macchine. Ma da un punto di vista metaforico, l’allucinazione descrive accuratamente questi output, specialmente nel caso del riconoscimento di immagini e modelli dove gli output possono essere veramente surreali in apparenza. 

Le allucinazioni dell’intelligenza artificiale sono simili a come gli esseri umani a volte vedono figure tra le nuvole o volti sulla luna. Nel caso dell’intelligenza artificiale, queste interpretazioni errate si verificano a causa di vari fattori, tra cui l’adattamento eccessivo, la distorsione/imprecisione dei dati di addestramento e l’elevata complessità del modello.

Per mitigare questi rischi, è fondamentale implementare strategie efficaci. La prima di queste è l’esplicabilità: affiancare il modello linguistico a sistemi capaci di fornire dati reali, tracciabili e verificabili. Questo consente di analizzare e comprendere meglio la provenienza e la validità delle informazioni fornite dall’IA. È inoltre essenziale che gli sviluppatori di questi sistemi forniscano spiegazioni chiare e comprensibili sulle fonti dei dati utilizzati e sulle modalità di elaborazione delle risposte.

Il Bias cognitivo

Una seconda strategia riguarda la gestione del bias. Questi modelli sono spesso addestrati su dataset che possono riflettere pregiudizi esistenti nella società. Per esempio, un modello potrebbe mostrare una tendenza a citare principalmente poeti maschi occidentali bianchi, a meno che non venga specificamente richiesto di includere poeti di altri generi o nazionalità. Per affrontare questo problema, è cruciale formare team di sviluppo diversificati e multidisciplinari, che possano apportare prospettive differenti e ridurre i pregiudizi intrinseci nel processo di addestramento dell’IA.

Il consenso dei dati

Il consenso rappresenta un’altra area critica. È importante assicurarsi che i dati utilizzati siano stati raccolti in modo etico e legale, tenendo conto delle questioni di copyright e privacy. Inoltre, è fondamentale stabilire processi di governance per l’IA, garantendo la conformità alle leggi e ai regolamenti e offrendo meccanismi per incorporare il feedback degli utenti.

La sicurezza dell’Intelligenza Artificiale

Infine, la sicurezza è un aspetto cruciale. I grandi modelli linguistici possono essere utilizzati per scopi malevoli, come la divulgazione di informazioni private, il supporto a attività criminali o il cambiamento del loro originale set di programmazione per promuovere idee pericolose o illegali. Per prevenire questi abusi, è necessario implementare misure di sicurezza robuste e monitorare costantemente il comportamento dei modelli.

Sebbene l’IA presenti enormi potenzialità per l’avanzamento e il supporto dell’umanità in svariati ambiti, è imperativo affrontare con attenzione e impegno i rischi associati. Promuovere un utilizzo responsabile e informato della tecnologia, insieme a un continuo sviluppo di strategie di mitigazione dei rischi, è essenziale per garantire che i benefici dell’IA siano massimizzati mentre si minimizzano i potenziali danni.

Alex Trizio
Alex Triziohttps://www.alground.com
Da sempre appassionato di informatica e nuove tecnologie. Si avvicina al mondo dell’open source e partecipa attivamente allo sviluppo del sistema operativo Linux, approfondendo sempre di più il settore di sviluppo e ingegneria software, collaborando con aziende statunitensi. Contemporaneamente, avvia e amplia studi sulla comunicazione e sul comportamento sociale e della comunicazione non verbale. Questi progetti lo portano a lunghe collaborazioni all’estero, tra USA e Israele, dove approfondisce le interazioni fra software ed essere umano, che sfociano nella specializzazione in intelligenza artificiale. I molti viaggi in Medio Oriente aumentano la passione per la politica e la geopolitica internazionale. Nel 2004, osserva lo sviluppo dei social network e di una nuova fase del citizen journalism, e si rende conto che le aziende necessitano di nuovi metodi per veicolare i contenuti. Questo mix di elevate competenze si sposa perfettamente con il progetto di Web Reputation della madre, Brunilde Trizio. Ora Alessandro è Amministratore e Direttore strategico del Gruppo Trizio.
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