HomeAttualitàVilla Borghese: abbattuti 22 alberi. Continua l'assalto al verde della giunta Gualtieri

Villa Borghese: abbattuti 22 alberi. Continua l’assalto al verde della giunta Gualtieri

Il polmone verde di Roma, Villa Borghese, si trova oggi al centro di un acceso dibattito e di una profonda trasformazione che sta generando reazioni contrastanti tra cittadini, ambientalisti e istituzioni. Agosto 2025 è stato il palcoscenico per un nuovo intervento drastico: ventidue alberi, ormai secchi e considerati pericolosi, sono stati abbattuti con la promessa di una futura sostituzione. Tuttavia, dietro la semplice motivazione tecnica si cela una serie di problematiche complesse che stanno mettendo in crisi la gestione del patrimonio arboreo della storica villa, suscitando preoccupazioni sulla tutela dell’ambiente, della storia e dell’identità stessa di Roma.

Da tempo, Villa Borghese è sotto osservazione per la salute delle sue alberature storiche. Gli esperti hanno evidenziato che le ultime potature e abbattimenti, avvenuti non solo nei mesi recenti ma anche durante tutto il 2024, hanno indebolito seriamente gli alberi secolari, rendendoli vulnerabili a parassiti e alle condizioni climatiche avverse. I lavori di manutenzione hanno profondamente compromesso la stabilità, la bellezza e la sopravvivenza di alberi che, in alcuni casi, risalgono addirittura al Seicento. Nel giro di pochi mesi, si sono moltiplicate le segnalazioni di alberelli appena piantati già secchi o morti, sostituti frettolosi delle centinaia di grandi pini e lecci che costituivano le colonne verdi del parco.

Le operazioni di abbattimento interessano sia i viali più celebri, come Canonìca, dei Cavalli Marini, dei Pupazzi, dell’Uccelliera e il Giardino del Lago, sia i filari che delimitano il Parco dei Daini, fino ad arrivare all’Hotel Parco dei Principi. Gli interventi spesso si svolgono in assenza di comunicazioni trasparenti e di risposte chiare da parte delle istituzioni, lasciando i cittadini e le associazioni ambientaliste impotenti di fronte al cambiamento che sta stravolgendo l’aspetto e la funzione ecologica del parco.

Secondo il Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale, le alberature vengono abbattute quando risultano ormai secche o quando presentano pericoli di caduta, in modo da evitare rischi per l’incolumità pubblica. Tuttavia, questa posizione solleva dubbi tra gli specialisti e le organizzazioni civiche, come Italia Nostra e Amici di Villa Borghese, i quali contestano la rapidità e la frequenza degli interventi di taglio limitandosi a valutazioni visive, spesso col solo metodo VTA, senza approfondimenti diagnostici più accurati come la tomografia ultrasonica tridimensionale, necessaria a verificare nel dettaglio la stabilità e la salute delle piante.

Tra le perdite più gravi si annoverano alberi monumentali come il celebre Pino della Villa, che stava per essere certificato tra gli “Alberi Monumentali d’Italia”, e altri sei suoi “fratelli” oltre a un leccio rinascimentale storicamente rilevante per la memoria della città. Questi abbattimenti rappresentano un impoverimento irreparabile del patrimonio naturale e culturale di Roma, contribuendo inoltre al degrado dell’ecosistema locale: la riduzione della biodiversità, la diminuzione dell’ossigeno e della frescura nelle giornate estive e soprattutto la distruzione del paesaggio che caratterizza la Capitale agli occhi dei turisti e dei residenti.

Il dibattito non si limita agli aspetti ambientali. Molti cittadini denunciano l’assenza di perizie tecniche trasparenti e di ordini di servizio pubblici, richiedendo chiarezza su chi esegue i sopralluoghi agronomici e su quali ditte siano incaricate per la manutenzione, domande cui le istituzioni negli ultimi mesi non hanno risposto. Questa lacuna burocratica alimenta il sospetto che dietro i tagli vi siano calcoli economici: si preferisce abbattere e sostituire piuttosto che investire nella cura e nella stabilizzazione degli esemplari storici. Il costo di una manutenzione attenta sarebbe contenuto, mentre la scelta di abbattere porta a spese molto più onerose, da 600 fino a 2.000 euro per ogni albero abbattuto.

Un tema cruciale emerso dalle recenti proteste riguarda la mancanza delle “necessarie e vincolanti procedure di valutazione d’incidenza ambientale (VincA)” previste dalla legge, soprattutto considerando che Villa Borghese rientra nella “Rete Natura 2000”, il sistema europeo di tutela della biodiversità. Secondo le associazioni ecologiste, le operazioni di abbattimento sono spesso eseguite senza le autorizzazioni dovute e, talvolta, in periodi sensibili per la riproduzione dell’avifauna selvatica, aggravando ulteriormente i danni per l’ambiente.

Nel vivo della polemica, le associazioni ambientaliste dichiarano che il Comune di Roma avrebbe promesso la piantumazione di nuovi alberi, ma la realtà è che la velocità degli abbattimenti supera di gran lunga quella delle nuove messe a dimora. Il bilancio delle operazioni diventa così negativo e il verde storico viene sostituito da esemplari giovani che difficilmente riescono a adattarsi o sopravvivere al clima cittadino e alla pressione antropica. Tutto ciò rischia di minare la continuità della storia di Villa Borghese, trasformando un parco secolare in uno spazio verde privo di memoria e fascino.

Gli esperti ricordano che le alberature storiche possono vivere fino a 200 anni, contro la convinzione diffusa che 80 anni rappresentino la fine del loro ciclo vitale. Occorre dunque rivalutare le metodologie applicate, ad esempio stabilizzando le radici dei pini mediante ancoraggio, intervenendo con cure innovative e accreditate, come suggeriscono gli agronomi. Il taglio sistematico rischia non solo di decimare gli alberi monumentali ma anche di danneggiare irreparabilmente la fauna e la flora locale, impoverendo la città sotto il profilo ecologico e culturale.

All’interno di questo scenario si inserisce anche il problema delle potature anomale, giudicate da diversi osservatori come indiscriminate e scapestrate. Queste azioni, se realizzate in maniera sbagliata, producono ferite che lasciano gli alberi aperti all’attacco di parassiti, compromettendo non solo il futuro delle piante ma anche l’equilibrio complessivo del territorio. Le segnalazioni dei cittadini si sono fatte sempre più forti: chiedono interventi mirati, ordinanze più trasparenti e soprattutto una gestione condivisa e partecipata del verde pubblico che tenga conto delle reali esigenze ecologiche e dei valori storici legati agli alberi di Villa Borghese.

Gli alberi non sono solo elementi decorativi ma rappresentano un’eredità naturale irrinunciabile, cuore pulsante della memoria, della storia e della bellezza di Roma. Il loro abbattimento non può essere considerato una semplice misura di sicurezza o di riqualificazione ma deve essere inserito in un percorso di ascolto, studio e confronto tra cittadini, scienziati, istituzioni e operatori del settore. Solo così Villa Borghese potrà tornare ad essere quello che la città desidera: uno spazio verde vivo, accogliente e identitario, in grado di rappresentare Roma nel mondo con la forza della sua natura e della sua storia.


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Alex Trizio
Alex Triziohttps://www.alground.com
Da sempre appassionato di informatica e nuove tecnologie. Si avvicina al mondo dell’open source e partecipa attivamente allo sviluppo del sistema operativo Linux. Questi progetti lo portano a lunghe collaborazioni all’estero, dove approfondisce le interazioni fra software ed essere umano. I molti viaggi in Medio Oriente aumentano la passione per la politica e la geopolitica internazionale. Questo mix di elevate competenze si sposa perfettamente con il progetto editoriale fondato dalla madre, Brunilde Trizio. Ora Alessandro è Amministratore e Direttore strategico del Gruppo Trizio.
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