Il 13 ottobre l’esercito pakistano ha annunciato il lancio di prova del Fatah-2 a gittata estesa. Lo definisce un missile «ipersonico» capace di superare le difese antimissile. Manca però il dato più importante: quanto lontano arriva. E l’etichetta di ipersonico dice meno di quanto sembri.
Apri le schede per separare le affermazioni ufficiali da ciò che si vede davvero.
Il 13 ottobre 2026 l’ufficio stampa delle forze armate pakistane, l’ISPR, ha comunicato il test del Fatah-2 ER. Al lancio era presente il generale Nauman Zakaria, comandante della Forza missilistica dell’esercito.
Presidente e primo ministro si sono congratulati con tecnici e scienziati. Lo riportano Dawn ed Express Tribune.
Secondo l’ISPR, il missile ha navigazione e avionica avanzate. Traiettoria e manovrabilità gli permetterebbero di superare le difese antimissile.
La gittata maggiore estenderebbe la capacità di colpire obiettivi in profondità. Sono affermazioni ufficiali, non verificate da fonti indipendenti.
Molti missili balistici superano cinque volte la velocità del suono nella fase di discesa. La parola ipersonico, da sola, non distingue quindi un’arma nuova.
Conta la capacità di manovrare a quelle velocità, che l’annuncio rivendica ma non documenta. Il sito specializzato Quwa non verifica l’affermazione in modo indipendente.
L’ISPR non ha dichiarato la gittata. Secondo Quwa, il Fatah-2 originale arriva a circa 400 chilometri.
Dalle immagini il nuovo missile appare più lungo. Quwa ipotizza che il guadagno venga dal corpo allungato e forse da modifiche alla propulsione. Senza una cifra ufficiale, ogni stima resta un’ipotesi.
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Il particolare che si vede è il diametro: 600 millimetri, come il modello precedente.
Un diametro invariato suggerisce un’evoluzione del Fatah-2 più che un missile nuovo. È una lettura delle immagini, non un dato confermato da Islamabad.
Il lancio arriva pochi giorni dopo quello del Fatah-4 a gittata estesa, un missile da crociera lanciato da terra. Lo ricorda Dawn.
Le prove ravvicinate indicano un programma in accelerazione. Il contesto è la rivalità con l’India, con cui il Pakistan ha combattuto un breve conflitto nel maggio 2025.
Per l’Italia, nulla di diretto: il missile non ha la portata per raggiungere l’Europa.
Il test conferma però una tendenza. Anche le potenze medie investono in missili rapidi e manovrabili, più difficili da intercettare. È la stessa sfida che impegna gli scudi antimissile europei.
