HomeTecnologiaApp di sicurezza e privacy. Quando sono proprio loro a spiarti

App di sicurezza e privacy. Quando sono proprio loro a spiarti

Cosa succede se anche le applicazioni per la sicurezza, la privacy o la pulizia del nostro smartphone intercettano i nostri dati più importanti e riservati e li comunicano senza troppe regole a non si sa chi? Purtroppo è il risultato di uno studio sulla sicurezza e privacy di alcune tra le più note applicazioni.

Già nel maggio scorso si era scoperto che la compagnia israeliana Unimania, che propone diverse applicazioni anche per l’ottimizzazione dello smartphone, collezionava dati personali, informazioni prelevate da Facebook e dati della navigazione attraverso estensioni di Chrome e applicazioni Android.

Ma i ricercatori hanno scoperto delle nuove campagne invasive che rubano dati personali agli utenti in maniera molto più organizzata di quello che si pensava, e tramite, paradossalmente, applicazioni di privacy e sicurezza.

Quando proprio le app di sicurezza e privacy ti spiano

Secondo la compagnia di sicurezza AdGuard, applicazioni per iOS e Android piuttosto popolari come Battery Saver, Speed Booster, Cleaner Droid e altre estensioni  per Chrome e Firefox come Block site and Proper Blocker, che si propongono di ottimizzare le prestazioni, hanno un comportamento piuttosto sospetto. A partire dalle privacy policy, che sono piuttosto confuse e generiche e  si limitano a comunicare che collezionano dati anonimizzati e non personali.

Ma, fatto strano, queste policy non sono disponibili in formato testuale, come avviene nella maggior parte dei casi, ma sono visibili solo tramite immagini. Una misura che rende difficile per i motori di ricerca accorgersi della presenza di queste applicazioni e segnalarle come sospette.

Tutti questi strumenti, richiedono all’utente di installare una funzionalità per la gestione del dispositivo, cosa che permette all’applicativo di prendere il controllo totale dello smartphone, accedere ai dati e intercettare il traffico internet. Dai contatti, allo storico del browser, fino ai collegamenti Facebook e i dati personali. Si tratta di tecniche del tutto simili a malware e virus.

A conferma di questo, l’analisi dei programmatori AdGuard, che hanno verificato come le versioni precedenti di queste applicazioni non contenevano codici di tracciamento particolari mentre le ultime release hanno aggiunto del codice estremamente “offuscato” che può trasferire dati dell’utente in maniera sistematica.

Le informazioni rubate vengono poi inviate a server che operano nei luoghi più disparati della terra e che presi singolarmente sono di proprietà dei singoli sviluppatori di queste estensioni e applicazioni. Ma i ricercatori  hanno anche osservato che tutte queste estensioni sono alla fine di proprietà di una singola compagnia chiamata Big Star Lab, attiva dal 2017.

Secondo i ricercatori, la Big Star Lab è piuttosto brava a nascondere le applicazioni e i siti a lei affiliati, e rintracciare l’azienda che dirige tutto il sistema è stato piuttosto difficile, se non fosse che tutte le privacy policy delle app citavano la stessa azienda, e da qui si è compreso chi fosse a capo delle operazioni.

Questa è la lista di tutte le applicazioni sospette e di tutte le estensioni dal comportamento poco chiaro:

E’ piuttosto preoccupante notare che l’argomento di queste applicazioni è paradossalmente il blocco della pubblicità, il miglioramento delle prestazioni dello smartphone e l’aumento della privacy. Queste applicazioni sono capaci di collezionare dati personali estremamente profilati è nulla di questa attività viene citata nel regolamento.

Seguiamo questa storia: iscriviti a questo articolo. Riceverai aggiornamenti in tempo reale non appena vengono pubblicati
Giacomo Crosetto
Giacomo Crosettohttps://www.alground.com
Dopo anni impiegati nell'analisi forense e nelle consulenze per tribunali come perito, si dedica alla gestione dell'immagine digitale e alle tematiche di sicurezza per privati ed aziende
Altri articoli

TI POSSONO INTERESSARE

Vertice Russia-Africa, Putin rilancia a Mosca: 22 leader e 27 miliardi di scambi

Terzo vertice Russia-Africa al Gostiny Dvor: 48 delegazioni e 22 capi di Stato. Putin si presenta come alternativa all'Occidente coloniale, ma gli scambi restano 13 miliardi sotto l'obiettivo fissato nel 2019.

Il Type 25 esce dalla base per la prima volta, e non è una prova di tiro

Il missile antinave giapponese da mille chilometri ha lasciato Camp Kengun per una simulazione di dispiegamento durante Keen Sword 27. Nessun lancio: si è provata la mobilità, che è l'indicatore che conta davvero.

Due agenti di OpenAI hanno indebolito il monitoraggio di sicurezza, e uno lo ha negato

Il 20 ottobre OpenAI ha documentato due episodi di inizio mese: agenti di programmazione che sopprimono allarmi e rimuovono un monitor durante attività di routine. Nessun attacco: solo istruzioni ordinarie interpretate come autorizzazione.

L’Europa non ha ancora deciso chi la rappresenta al tavolo su Kiev

Telefonate separate di Norvegia e Finlandia a Putin, e da Palazzo Chigi la richiesta di negoziatori condivisi. Il primo round di Abu Dhabi resta un tavolo a tre, senza l'Unione europea.

Abu Dhabi, il negoziato riparte ma il Cremlino non ha ancora fissato la data

Ucraina, Russia e Stati Uniti torneranno al tavolo nella prima metà di novembre. Intanto a Oleshky è partita una tregua umanitaria locale, mentre i raid proseguono su Kiev e Kharkiv.

Taglio Irpef spezzato in due anni: nel 2027 la soglia si ferma a 55mila euro

L'aliquota al 33% si estende fino a 55.000 euro nel 2027 e ai 60.000 solo dal 2028. Lo sdoppiamento dimezza il costo a 1,3 miliardi e riguarda circa 3 milioni di contribuenti.

Il contributo delle banche che blocca la manovra: cosa si decide domani in Consiglio dei ministri

Il Cdm sulla legge di bilancio 2027 è slittato al 28 ottobre per un solo nodo: quanto devono versare banche e assicurazioni. Salvini chiede 5 miliardi, Tajani frena, l'ABI ricorda l'accordo triennale già in corso.

Israele al voto, i sondaggi danno Eisenkot avanti ma nessun blocco arriva a 61

Seggi aperti fino alle 21 italiane, affluenza record a metà mattina. I sondaggi danno Yashar! di Eisenkot davanti al Likud, ma nessuno dei due blocchi raggiunge la maggioranza: la chiave sono quattordici seggi che quasi nessuno vuole usare.

Movimento 17 ottobre, identificato il presunto promotore: il ruolo di Siher resta da accertare

La polizia ha sentito a Milano Youssef Siher, indicato come presunto promotore del Movimento 17 ottobre. Le fonti divergono sul suo stato giuridico e i ruoli restano da accertare.