La Russia sta aumentando la pressione su diversi punti del fronte ucraino, ma non ha ancora ottenuto uno sfondamento operativo. Le mappe aggiornate al 5 settembre mostrano avanzate locali, infiltrazioni e combattimenti molto fluidi, soprattutto nel Donetsk e a sud di Orikhiv, mentre diverse rivendicazioni di Mosca non trovano conferma indipendente.
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Il fronte russo-ucraino rimane lungo circa 1.200 chilometri, dall’area di Kharkiv fino alla regione di Zaporizhzhia. I combattimenti più importanti, tuttavia, sono concentrati nell’Ucraina orientale.
L’obiettivo principale dell’esercito russo sembra essere la cintura urbana formata da Sloviansk, Kramatorsk e Druzhkivka, le ultime grandi città della regione di Donetsk ancora controllate dall’Ucraina. Per raggiungerle, Mosca cerca di avanzare contemporaneamente da più direzioni e costringe il comando ucraino a distribuire le riserve su un fronte molto ampio.
Il ritmo dell’avanzata russa è leggermente cresciuto in agosto, ma resta lento e non ha prodotto né una manovra operativa né il rapido collasso delle linee ucraine annunciato dalla propaganda russa.
La situazione più preoccupante per l’Ucraina si trova tra Dobropillia, Kostiantynivka e Druzhkivka. Dopo mesi di combattimenti, le forze russe sono penetrate profondamente nell’area urbana di Kostiantynivka.
Le mappe non concordano sull’estensione precisa del controllo. Alcune attribuiscono a Mosca gran parte della città; ISW stimava al 1º settembre una presenza russa, tra avanzate consolidate e infiltrazioni, in circa il 72% dell’abitato. Restano però nuclei e posizioni ucraine, soprattutto nei quartieri settentrionali e nelle località circostanti: la battaglia non può considerarsi conclusa.
Più a ovest, i russi hanno intensificato le operazioni tra Dobropillia e Druzhkivka, conquistando centri abitati e cercando di avvicinarsi alla strada Dobropillia–Kramatorsk. Ricostruzioni geolocalizzate indicano che reparti russi avrebbero attraversato il Kazennyi Torets e raggiunto Raiske, mentre altre unità avanzano da sud-est dalla zona di Chasiv Yar.
La distanza attribuita alle avanguardie varia: alcune ricostruzioni collocano infiltrazioni a 3–5 chilometri dalle periferie sud-occidentali di Druzhkivka, mentre una rilevazione Reuters del 31 agosto indicava la linea russa consolidata a circa 15 chilometri. La differenza dipende soprattutto dalla distinzione tra infiltrazione e controllo stabile del territorio.
Sloviansk e Kramatorsk sono il cuore dell’attuale sistema difensivo ucraino nel Donbass: città industriali, grandi centri logistici e nodi indispensabili per sostenere le unità schierate nel nord della regione di Donetsk.
La Russia non sembra ancora nelle condizioni di lanciare un assalto diretto, ma sta cercando di preparare il terreno. A est di Sloviansk continua ad attaccare per conquistare le alture e avvicinarsi alle strade verso le retrovie. Le forze ucraine hanno condotto contrattacchi locali e risultano ancora presenti nella zona di Rai-Oleksandrivka.
Più a sud, la pressione verso Druzhkivka può minacciare Kramatorsk dal fianco occidentale, mentre altre unità russe avanzano dalle direzioni di Kostiantynivka e Chasiv Yar.
Il disegno sembra quello di costruire lentamente un semicerchio intorno all’agglomerazione, portando strade, depositi e posti di comando sotto il raggio di droni e artiglieria prima di tentare una battaglia urbana diretta.
Intorno a Lyman la Russia continua a esercitare pressione. Non essendo riuscita a conquistare la città con un assalto frontale, utilizza piccoli gruppi di fanteria per infiltrarsi nei boschi a sud e minacciare le linee di comunicazione verso Sloviansk.
Mosca ha annunciato anche la conquista di Sviatohirsk, sul fiume Siverskyi Donets, a circa venti chilometri da Sloviansk. La rivendicazione non è confermata dalle mappe indipendenti né dalle immagini geolocalizzate. Le valutazioni disponibili collocano le posizioni russe consolidate a più di tredici chilometri dalla località.
Le forze ucraine risultano ancora presenti molto più a est, nei dintorni di Drobysheve, Yarova e Pryshyb, rendendo improbabile un controllo russo stabile di Sviatohirsk.
Anche attorno a Lyman gli ucraini contrattaccano. Le vaste aree boschive rendono la linea molto fluida: piccoli gruppi possono penetrare temporaneamente senza riuscire a consolidare il territorio.
Nel settore di Kupyansk la Russia ha ottenuto risultati più concreti negli ultimi mesi. Le sue truppe hanno recuperato parte delle posizioni perse durante precedenti controffensive ucraine e ampliato il controllo sulla riva orientale dell’Oskil.
Tra il 3 e il 4 settembre non sono state però confermate nuove avanzate russe significative. Sono invece segnalati contrattacchi ucraini a Ridkodub e Nove e sul fianco nord-occidentale della formazione russa che opera intorno a Kupyansk. Immagini geolocalizzate indicano inoltre una recente avanzata ucraina a nord della città, verso Dvorichna e Zapadne.
Mosca ha parlato di migliaia di militari ucraini circondati. Le mappe non mostrano la chiusura di una sacca di queste dimensioni: le unità ucraine dispongono ancora di collegamenti e attraversamenti sull’Oskil e mancano prove visive di un accerchiamento completato.
Pokrovsk risulta ormai sotto controllo russo, ma la sua conquista non ha prodotto un rapido collasso delle difese ucraine circostanti. I combattimenti si sono spostati verso nord e ovest, in direzione di Dobropillia e del confine amministrativo della regione di Dnipropetrovsk.
Mosca avrebbe aumentato sensibilmente il numero di fanti impiegati nel settore. I reparti cercano di avanzare in piccoli gruppi, evitando grandi colonne corazzate troppo vulnerabili ai droni.
Gli attacchi si concentrano intorno a Udachne, Serhiivka, Molodetske e Novopavlivka. Negli ultimi giorni le mappe mostrano però anche limitati progressi ucraini vicino a Kotliarivka e nell’area tattica di Dobropillia, oltre ad avanzate ucraine nelle direzioni di Novopavlivka e Oleksandrivka.
La battaglia rimane aperta e frammentata, con avanzate e contrattacchi spesso limitati a poche centinaia di metri o a singole fasce alberate.
Nel fronte meridionale il punto più delicato è Orikhiv, nella regione di Zaporizhzhia. Durante l’estate le forze ucraine avevano cercato di colpire il punto di collegamento tra due raggruppamenti russi, avanzando per alcuni chilometri verso il Mokri Yaly. Mosca ha spostato rinforzi ed è riuscita a fermare l’operazione.
Le truppe russe hanno poi ripreso l’iniziativa a sud di Orikhiv. Alcune ricostruzioni e fonti russe hanno rivendicato la conquista di Novodanylivka, il raggiungimento della periferia meridionale di Orikhiv e una penetrazione a Mala Tokmachka, con l’interruzione di una strada tra il villaggio e la città.
Questa versione è contestata. Il 5 settembre il 17º Corpo ucraino ha dichiarato che Novodanylivka, Novopavlivka e Novoandriivka restano sotto controllo ucraino. Il comando di Kiev riconosce tentativi di infiltrazione e combattimenti, ma sostiene di aver respinto il 4 settembre tre assalti nei pressi di Mala Tokmachka, Novodanylivka e Stepnohirsk.
Non esiste quindi una linea continua e perfettamente definita. Le posizioni ucraine restano sui fianchi e alle spalle di alcuni nuclei russi: è una vasta zona grigia attraversata da droni e piccoli reparti d’assalto.
Il fronte del 2026 è sempre meno rappresentabile con una linea netta. Entrambi gli eserciti utilizzano piccoli gruppi di fanteria per penetrare tra posizioni disperse, creare avamposti e obbligare il nemico a reagire.
I droni rendono pericolosi i movimenti di mezzi e rifornimenti molti chilometri dietro le postazioni avanzate. Attorno a Druzhkivka alcune strade sono protette da reti antidroni, mentre veicoli terrestri senza equipaggio vengono impiegati per rifornire le unità ed evacuare i feriti.
Per la Russia avvicinarsi a una strada può quindi essere importante quasi quanto conquistare un centro abitato: artiglieria e droni possono rendere difficili i collegamenti ucraini prima che il territorio venga occupato stabilmente.
Il quadro generale è più complesso delle dichiarazioni ufficiali. La Russia avanza realmente in alcuni settori, soprattutto tra Dobropillia e Druzhkivka e nell’area di Orikhiv, ma non risultano confermati i grandi accerchiamenti annunciati da Mosca né la conquista stabile di diverse località rivendicate dal Cremlino.
Sarebbe però sbagliato sottovalutare la situazione ucraina. Kiev deve difendere contemporaneamente Kupyansk, Lyman, Sloviansk, Kramatorsk, Druzhkivka, il confine di Dnipropetrovsk e Orikhiv. Ogni trasferimento di riserve verso un settore rischia di indebolirne un altro.
Il 4 settembre lo Stato maggiore ucraino ha contato 250 combattimenti lungo il fronte: 40 nel settore di Pokrovsk e 35 in quello di Kostiantynivka. I numeri sono di parte, ma confermano dove si concentra la pressione.
La battaglia decisiva dei prossimi mesi potrebbe svilupparsi intorno alla cintura Sloviansk–Kramatorsk–Druzhkivka. La Russia cerca di avvicinarsi da est, sud e ovest; l’Ucraina prova a rallentarla con droni, contrattacchi locali e attacchi contro la logistica.
Al 5 settembre 2026 non siamo davanti a uno sfondamento generale russo. Siamo però in una fase di pressione crescente, nella quale pochi chilometri conquistati lungo una strada, un’altura o intorno a una città possono modificare l’equilibrio dell’intero fronte orientale.
La domanda non è soltanto quanto territorio Mosca conquisti ogni giorno, ma se riuscirà a trasformare infiltrazioni e avanzate tattiche in posizioni consolidate, tagliando i rifornimenti ucraini prima che Kiev possa stabilizzare nuovamente la linea.
