La Procura militare di Roma ha avviato accertamenti preliminari sulla presenza di appartenenti alle Forze armate nell’organizzazione di Futuro Nazionale. Al centro delle verifiche ci sono un ufficiale dell’Aeronautica e un carabiniere in servizio. È invece separato l’esposto sulla presunta ricostituzione del partito fascista, destinato alla Procura ordinaria.
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La Procura militare di Roma, guidata da Marco De Paolis, ha disposto accertamenti preliminari dopo un esposto presentato dal Sindacato dei Militari. L’obiettivo dichiarato è verificare se esistano fatti di competenza della giustizia militare riguardanti appartenenti alle Forze armate presenti nella struttura organizzativa di Futuro Nazionale, il partito guidato da Roberto Vannacci.
Questa formulazione è importante: non risulta ancora formalizzata una notizia di reato e non è stata annunciata un’indagine penale contro Vannacci. Gli accertamenti servono precisamente a stabilire se le condotte segnalate possano avere rilevanza militare.
Alcuni titoli iniziali hanno collegato l’iniziativa all’ipotesi di ricostituzione del partito fascista. La Procura militare ha però precisato che le verifiche non riguardano questa contestazione e non sono rivolte, per tale ipotesi, contro Vannacci.
Le posizioni citate sono quelle di Antonsergio Belfiori, ufficiale dell’Aeronautica e segretario nazionale organizzativo del SIAM, e Luigi Avveduto, sottufficiale dei Carabinieri e segretario nazionale del SIM Carabinieri.
Belfiori è stato indicato come referente del comitato 329 di Futuro Nazionale a Villafranca di Verona. Avveduto compare invece come referente del comitato 1333 di Roma ed è consigliere del VII Municipio della Capitale. Entrambi risultano ancora in servizio.
Avveduto ha confermato la propria vicinanza politica a Vannacci e la partecipazione alla costituente, ma ha negato di ricoprire incarichi interni. Belfiori ha sostenuto, secondo le ricostruzioni disponibili, che la costituzione del comitato locale sarebbe stata un’iniziativa personale e non corrisponderebbe a una funzione direttiva. La verifica dovrà accertare la natura effettiva delle attività, non limitandosi alle qualifiche riportate nei materiali politici.
L’esposto sostiene che i due appartenenti alle Forze armate avrebbero svolto attività organizzativa e di propaganda politica, assumendo ruoli non compatibili con gli obblighi di neutralità e imparzialità imposti dallo status militare.
Viene inoltre chiesto di accertare se i distacchi sindacali siano stati utilizzati esclusivamente per l’attività di rappresentanza oppure anche per sostenere l’organizzazione politica di Futuro Nazionale. Nel caso di Belfiori viene richiamata la partecipazione alla costituente del partito, durante la quale avrebbe affrontato temi riguardanti difesa, immigrazione e condizioni economiche del personale. Avveduto ha pubblicamente annunciato la propria adesione politica e Vannacci lo aveva presentato come parte della nuova iniziativa su Roma.
Si tratta delle contestazioni contenute nell’esposto: non sono fatti già accertati dalla magistratura e non equivalgono a una responsabilità disciplinare o penale.
No. La Procura militare ha precisato di non aver aperto un’indagine contro Vannacci per la presunta ricostituzione del partito fascista e di non aver indicato questa ipotesi come oggetto delle verifiche.
Esistono due percorsi differenti. Il primo riguarda la posizione dei militari in servizio presenti nell’organizzazione di Futuro Nazionale ed è seguito dalla magistratura militare. Il secondo nasce dall’esposto che ipotizza una violazione della legge Scelba ed è destinato alla Procura ordinaria di Roma.
L’esposto sulla legge Scelba dovrà essere valutato dal procuratore capo Francesco Lo Voi, che deciderà se assegnarlo a un sostituto e avviare ulteriori approfondimenti. Anche questo passaggio non significa che il reato sia stato riconosciuto o che qualcuno sia già formalmente indagato.
La risposta non è un semplice sì o no. L’articolo 98 della Costituzione consente alla legge di stabilire limitazioni al diritto d’iscrizione ai partiti per i militari di carriera in servizio attivo, ma non introduce direttamente un divieto generale e automatico.
L’articolo 1483 del Codice dell’ordinamento militare stabilisce che le Forze armate devono restare fuori dalle competizioni politiche. Vieta inoltre ai militari di partecipare a manifestazioni di partito o svolgere propaganda quando stanno prestando servizio, si trovano in luoghi militari, indossano l’uniforme oppure utilizzano la propria qualifica militare in relazione ai compiti di servizio.
La giurisprudenza amministrativa ha escluso che la semplice appartenenza alle Forze armate impedisca ogni attività politica svolta come privato cittadino, fuori dal servizio e senza utilizzare uniforme o qualifica. Il nodo non è quindi la sola adesione personale, ma il modo in cui l’attività viene esercitata e l’eventuale sovrapposizione con servizio, grado e rappresentanza militare.
Belfiori e Avveduto non sono soltanto militari: ricoprono incarichi in associazioni sindacali militari. La legge 46 del 2022 impone a queste organizzazioni neutralità ed estraneità rispetto alle competizioni, ai partiti e ai movimenti politici.
La normativa vieta alle associazioni sindacali militari di promuovere iniziative politiche o sostenere campagne elettorali. L’attività sindacale deve rimanere finalizzata alla tutela degli interessi collettivi del personale e non può interferire con i compiti operativi delle Forze armate.
Gli accertamenti dovranno quindi distinguere l’attività politica compiuta individualmente da quella eventualmente svolta utilizzando il ruolo, il tempo o le risorse della rappresentanza sindacale. Questa distinzione potrebbe risultare più importante della semplice iscrizione al partito.
Roberto Vannacci ha reagito minimizzando le notizie e contestando la ricostruzione giornalistica. Arrivato al Forum TEHA di Cernobbio, ha dichiarato di non essere preoccupato dagli accertamenti della Procura militare. Il coordinatore nazionale di Futuro Nazionale, Massimiliano Simoni, si è detto sereno e convinto che la vicenda terminerà con un’archiviazione.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha assunto una posizione garantista, sottolineando che sarebbe sbagliato trasformare gli accertamenti preliminari in un’indagine già definita sulla ricostituzione del partito fascista.
Le smentite non chiudono la questione. La Procura dovrà confrontare le dichiarazioni degli interessati con documenti organizzativi, partecipazioni pubbliche, comunicazioni politiche e modalità di utilizzo degli incarichi sindacali.
La vicenda riguarda il confine tra libertà politica individuale e neutralità delle Forze armate. Un militare conserva i diritti riconosciuti agli altri cittadini, ma non può dare l’impressione che un corpo armato dello Stato sostenga una parte politica.
Il problema diventerebbe più rilevante se emergesse una presenza organizzata e non soltanto individuale di militari in servizio dentro Futuro Nazionale. La Procura potrebbe quindi verificare se esistano altri appartenenti alle Forze armate coinvolti nei comitati territoriali o nelle attività del partito.
Sul piano politico, il caso arriva mentre Futuro Nazionale cerca di consolidarsi e Vannacci viene invitato in contesti istituzionali ed economici di primo piano. Per il partito, un’archiviazione rafforzerebbe la tesi della persecuzione politica. Eventuali contestazioni disciplinari o penali aprirebbero invece un problema sulla sua rete organizzativa e sul rapporto con il personale in uniforme.
Non sappiamo se la Procura militare individuerà una notizia di reato, se gli atti saranno archiviati oppure se parte della vicenda resterà confinata all’ambito disciplinare.
Non è ancora dimostrato che i due militari abbiano svolto propaganda durante il servizio, in luoghi militari, in uniforme o utilizzando la propria qualifica professionale. Non è neppure accertato un uso politico dei distacchi sindacali. Resta separata e ancora da valutare l’ipotesi relativa alla legge Scelba: un esposto chiede alla magistratura di controllare determinati fatti, ma non prova da solo l’esistenza di un reato.
I prossimi passaggi da osservare saranno l’eventuale apertura formale di un procedimento militare, la decisione della Procura ordinaria sull’esposto e le verifiche interne del ministero della Difesa.
