07 Maggio 2026
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Mettere in sicurezza un server Linux. La guida passo passo

Mettere in sicurezza un server Linux significa prestare attenzione a una serie di importanti fattori che, se trascurati, potrebbero mettere a rischio il server e tutte le informazioni in esso contenute.

La sicurezza, quindi, è un requisito fondamentale da adottare per salvaguardarsi da attacchi malware e sottrazioni di dati. Vediamo, dunque, quali sono i migliori accorgimenti da adottare per mettere in sicurezza un server Linux.

Mettere in sicurezza un server Linux: installa solo i pacchetti necessari per

Chi dispone di un server pensa innanzitutto alla possibilità di poter installare ogni pacchetto e applicazione, vista la disponibilità di storage che il server stesso mette a disposizione.

Questo è certamente vero, ma non si deve mai dimenticare che anche i server più potenti possono essere hackerati sfruttando le vulnerabilità dei pacchetti e delle applicazioni che girano sul server.

Installazione programmi per mettere in sicurezza un server Linux
La prima cosa da fare per mettere in sicurezza un server Linux è verificare i programmi e le applicazioni, installando solo quelli di cui si ha necessità

La prima regola per mettere in sicurezza un server Linux è quindi quella di installare solo i pacchetti di cui si ha realmente bisogno, ricordandosi sempre di leggere con attenzione la relativa documentazione prima di installare un qualsiasi software o pacchetto dipendente (ad esempio ownCloud).

Applicazioni sotto controllo per mettere in sicurezza un server Linux

La seconda regola per mettere in sicurezza un server Linux è di monitorarne i servizi, consentendo l’esecuzione solo di quei programmi di cui si necessita.

Può infatti verificarsi che alcuni pacchetti avviino alcuni servizi su porte differenti, mettendo quindi a rischio la sicurezza.

Per verificare quali servizi sono in esecuzione su quali porte, è necessario aprire:

netstat -npl

e controllare se vi sono alcuni servizi “in funzionamento” che invece si pensava “inattivi”.

In questo caso, fermare tali servizi, ricordandosi anche di verificare i servizi che vengono eseguiti all’avvio del sistema.

Per la verifica è necessario eseguire, per i sistemi che eseguono systemd, il comando:

systemctl list-unit-files –type=service | grep enabled

controllo delle applicazioni per mettere in sicurezza un server Linux
Per mettere in sicurezza un server Linux è fondamentale tenere sotto controllo le applicazioni e consentire l’esecuzione solo di quelle necessarie

A seconda del sistema che si sta utilizzando, viene restituita una schermata che mostra tutti i servizi in esecuzione; nel caso ve ne siano alcuni di cui non si ha bisogno è possibile disabilitarli usando il comando:

systemctl disable service_name

Mettere in sicurezza un server Linux restringendo l’accesso

Così come non si consegnano le chiavi della propria casa a chiunque, allo stesso modo non si deve dare a tutti l’accesso al proprio server Linux.

La terza regola è dunque quella di restringere l’accesso al server, tenendo però sempre a mente che anche questa precauzione non mette il server al sicuro da eventuali tentativi di accesso indesiderati.

Evitare di loggarsi come super-utente per mettere in sicurezza un server Linux

Non viene considerata come una buona pratica quella di loggarsi al server come super-utente via secure-shell (SSH).

E’ possibile disabilitare il protocollo SSH come root user sul server, ma prima di farlo è fondamentale creare un utente con “sudo powers” così da poter utilizzare la comunicazione SSH ed eseguire attività amministrative.

Una volta loggati al server è sempre possibile passare all’user root se necessario.

Nel caso in cui si possegga già un user sul proprio server, ignorare questi passaggi, mentre nel caso contrario procedere nel seguente modo.

Per aggiungere un nuovo utente si utilizzano diversi metodi; Red Hat/CentOS (usano useradd), Ubuntu/Debian (usano user adduser).

Per creare un nuovo utente su Fedora/CentOS:

useradd swapnil

poi creare una password per l’utente

passwd swapnil

Verrà chiesto di fornire una nuova password. Concluso questo step, procedere assegnando all’utente i poteri “sudo” con il comando:

EDITOR=nano visudo

Viene restituita una schermata nella quale vi è la seguente stringa:

# %wheel ALL=(ALL) ALL

mettere in sicurezza un server Linux e creazione nuovo utente
La creazione di un nuovo utente con poteri di amministratore è una buona norma per mettere in sicurezza un server Linux

A questo punto, è necessario “togliere il commento” alla linea semplicemente cancellando il simbolo # , che indica appunto che la stringa è commentata.

Il risultato sarà:

%wheel ALL=(ALL) ALL

Basta ora salvare e chiudere il file. Se l’utente non appartiene al gruppo “wheel” è possibile aggiungerlo facilmente eseguendo il comando:

# usermod -aG wheel swapnil

Sui sistemi Ubuntu è possibile aggiungere un nuovo utente eseguendo:

adduser swapnil

Il sistema ci chiede di rispondere a una serie di domande e di creare una nuova password per l’utente. Una volta completato questo step, passare ad assegnare i “sudo powers” all’utente, con il comando:

gpasswd -a swapnil sudo

Aprire una nuova finestra, provare a loggarsi al server utilizzando il nuovo account creato e a eseguire una serie di operazioni da amministratore; se tutto funziona al meglio è possibile passare al prossimo step.

Per mettere in sicurezza un server Linux ricordarsi di disabilitare Login Root

Disabilitare il login root significa impedire a chiunque di collegarsi al server come root user o di utilizzare SSH.

Per procedere aprire il file di configurazione sshd:

nano /etc/ssh/sshd_conf

Cercare la stringa commentata:

#PermitRootLogin no

salvare e chiudere il file e poi riavviare il service:

service ssh restart oppure systemctl restart sshd

E’ molto importante non scollegarsi ancora dal server, ma verificare prima se è possibile loggarsi via SSH usando l’user precedentemente creato.

Se tutto funziona al meglio, è possibile scollegarsi dal server come root user.

Mettere in sicurezza un server Linux cambiando le porte di default

Un secondo e importante cambiamento da apportare al file ssh riguarda le porte di default, aggiungendo in questo modo un ulteriore livello di protezione e di sicurezza al server.

Per farlo è necessario aprire il file di configurazione sshd (come “sudo user” in quanto non è più possibile accedere al server come root user):

sudo nano /etc/ssh/sshd_conf

e rintracciare la linea commentata:

#Port 22

Rimuovere il commento della linea e scegliere il numero di una porta, facendo attenzione a non selezionarne una in uso a un altro servizio del sistema.

E’ possibile avere delle indicazioni su quali porte sono generalmente in uso da questo articolo di Wikipedia così da poterle evitare.

modifica porte di default per mettere in sicurezza un server Linux
Cambiare le porte di default è consigliato per mettere in sicurezza un server Linux, aggiungendo un ulteriore livello di protezione

Supponiamo di scegliere la porta 1977 del server:

Port 1977

Salvare e chiudere il file e poi procedere a riavviare il servizio sshd.

Ancora una volta, prima di disconnettersi dal server, verificare le impostazioni aprendo una nuova finestra e loggarsi usando questo pattern:

ssh -p{port_number}@server_IP

Se riuscite ad accedere allora avrete correttamente modificato le porte di default.

Mettere in sicurezza un server Linux disabilitando l’autenticazione tramite password

Una altra regola importante per mettere in sicurezza un server Linux è quella di disabilitare la password di login, ricordandosi però sempre che sarà possibile accedere al server solo dalla macchina sulla quale viene generata la chiave ssh.

Per generare la chiave ssh sul sistema locale, utilizzare il comando

ssh-keygen – t rsa

creazione password sshd per mettere in sicurezza un server Linux
E’ consigliato disabilitare la password di login e creare una chiave ssh per mettere in sicurezza un server Linux

Comparirà una schermata con una serie di domanda; è possibile lasciare la chiave di default e dotarla di una password forte, difficile da indovinare. Successivamente è necessario copiare queste chiavi sul server in modo tale che le due macchine possano comunicare tra loro utilizzando queste chiavi:

cat ~/.ssh/id_rsa.pub | ssh -p 1977 swapnil@remote-server “;mkdir -p ~/.ssh && cat >> ~/.ssh/authorized_keys”

A questo punto bisogna testare sshing sul server da un altro terminale e se tutto funziona correttamente, non sarà richiesta l’immissione della password.

Per incrementare ulteriormente i livelli di sicurezza, si può disabilitare l’autenticazione tramite password per il server.

Per fare ciò è necessario aprire il file di configurazione ssh e cercare la seguente linea commentata:

#PasswordAuthentication yes

Rimuovere il commento e modificare “yes” in “no”, salvare e chiudere il file.

A questo punto riavviare il servizio sshd e, ancora una volta, ricordarsi di non chiudere la connessione al server dalla finestra in uso. Aprire quindi una nuova finestra e loggarsi al server, accertandosi che non venga richiesta una password.

Il rovescio della medaglia di questo tipo di impostazione è che sarà possibile collegarsi al server solo dalla macchina sulla quale sono state create le chiavi ssh. Questo significa che, se ci si collega al server da macchine differenti, è bene non utilizzare questo metodo.

Mettere in sicurezza un server Linux: conclusioni

In conclusione, è bene fare alcune considerazioni che potranno essere utili soprattutto ai nuovi utenti di server Linux.

La prima cosa da tenere a mente è che i crackers sono sempre un passo avanti e capaci di sfruttare qualunque “debolezza” per accedere al server.

Uno dei migliori accorgimenti per mettere in sicurezza un server Linux è quindi quello di mantenere un backup sempre aggiornato del server.

A tal proposito, è consigliato fare un backup sia prima che dopo qualunque cambiamento al sito così, nel caso in cui il server venga compromesso, è sempre possibile ripristinare il tutto dall’ultimo backup effettuato.

Come scegliere l’antivirus per l’azienda. Guida rapida

Scegliere l’antivirus per l’azienda è una di quelle scelte che hanno un enorme effetto positivo nel lungo periodo e che consentono di risparmiare una enormità di tempo e di denaro.

Una volta chi gestiva un’impresa di piccole dimensioni si considerava sostanzialmente al riparo, reputando che gli attacchi di malintenzionati fossero indirizzati ad aziende di maggiori dimensioni, targhettizzate e più redditizie per i cyber-criminali.

Negli ultimi anni la strategia dei cracker si è evoluta e le tecniche di infezione sono decisamente progredite andando a interessare ogni tipologia di impresa, a prescindere dalle dimensioni.

E anzi, proprio le PMI, che tendono a non avere un responsabile esclusivo alla sicurezza, ma che accorpano in una unica persona più ruoli e che potendo, cercano di risparmiare il più possibile.

Scegliere l’antivirus per l’azienda. Capire cosa si vuole

Prima di procedere all’acquisto, è bene porsi una serie di domande che certamente risulteranno molto utili per scegliere antivirus per l’azienda più indicato.

Innanzitutto è bene capire se si necessita di un semplice antivirus per poche postazioni o di una suite di protezione completa e domandarsi, poi, se il software selezionato è effettivamente compatibile con le caratteristiche del network aziendale.

In merito a questo aspetto, quindi, si deve cercare di capire se le policy di sicurezza della propria azienda dovranno essere modificate (perché nella vostra azienda esistono già vero?) o aggiornate per garantire il corretto funzionamento del software.

Insomma, la base è avere già in mente un elenco preciso di qualità che il prodotto dovrà avere, e una serie di esigenze che per la vostra azienda sono considerate come basilari.

Nessuno è al sicuro quindi e sapere come proteggersi e soprattutto farlo efficacemente è una priorità.

Per scegliere il miglior antivirus… parti dal firewall

La scelta del giusto antivirus per la propria azienda non può prescindere dal valutare una serie di parametri fondamentali, che riescono a dare una buona misura dalla correttezza della scelta e della convenienza dell’acquisto.

Prima di individuare i principali criteri di giudizio per scegliere il migliore antivirus per la propria azienda, è bene fare una considerazione.

attivare il firewall e scegliere antivirus per l'azienda efficace
Scegliere antivirus per l’azienda è solo una parte di un “piano” di protezione molto più ampio contro malware e virus che non può ovviamente prescindere dall’uso del firewall

Non dovete fare affidamento solo sull’antivirus, ma considerarlo come parte di una suite più ampia.

Tutti i sistemi operativi infatti sono dotati di firewall (Windows Security Essential per i computer pre-Windows 8, Windows Defender per Windows 8, il sistema operativo OS X Lion per Apple) che devono sempre essere attivi in quanto riescono già a garantire una serie di funzioni di sicurezza importanti. Mai sottovalutare, dunque, questo aspetto e mai dimenticarsi di attivare il firewall.

Per scegliere l’antivirus aziendale scegli fra i più testati, ma non solo

Uno dei primi passi da compiere per scegliere un antivirus adatto alla propria azienda è sicuramente quello di valutare con la dovuta attenzione e con un giusto approccio critico le caratteristiche dei prodotti anti-malware disponibili.

Lo scopo è, chiaramente, quello di determinare i punti di forza dei singoli software al fine di compararli e di riuscire a determinare qual’è il più efficace in termini di protezione e di convenienza.

Non tutte le imprese, infatti, hanno le medesime necessità per questo riuscire a confrontare le proprie esigenze di sicurezza con gli strumenti forniti dall’antivirus è cruciale per individuare il prodotto migliore.

Molte aziende attive nella realizzazione di antivirus hanno notevolmente ampliato la propria offerta e sviluppato dei pacchetti di protezione completi che includono anche gli endpoint, generalmente più vulnerabili.

Le opzioni, dunque, sono numerose e un aiuto alle aziende alla ricerca di un buon antivirus può certamente venire da tutte quelle organizzazioni, come Virus Bulletin, Av-Comparatives, AV-Test, che si occupano appunto di valutare la reale efficacia degli antivirus.

valutare i prodotti per scegliere antivirus per l'azienda
Per scegliere antivirus per l’azienda è fondamentale valutare con attenzione tutte le caratteristiche del software e tenersi costantemente aggiornati sulle ultime novità

Tenersi costantemente aggiornati sulle novità anti-virus è altrettanto fondamentale e in quest’ottica preferire i prodotti che riescono a “stare al passo” con le ultime innovazioni segnalate dai migliori team di ricerca anti-virus, può certamente essere d’aiuto.

Tuttavia, relativamente a questo aspetto, è sempre bene ricordarsi che le “indicazioni” date e le valutazioni effettuate dalle community di ricerca AV sono solitamente condotte su campioni resi disponibili dalle case di produzione ed eseguite relativamente a singoli aspetti come la capacità di individuare un malware o di bloccarlo, mentre poco si conosce dell’intero processo.

Scegliere l’antivirus per l’azienda: completezza, scansioni e aggiornamenti

Nella scelta del miglior antivirus, l’azienda deve innanzitutto valutare la completezza del prodotto cercando quindi di capire se i livelli di protezione garantiti sono realmente efficaci e capaci di contrastare le crescenti minacce malware.

Questo significa che una protezione antivirus di base non può essere considerata sufficiente e che, quindi, è fondamentale verificare che l’antivirus selezionato sia in grado di effettuare, ad esempio, scansioni approfondite e automatiche delle email e dei relativi allegati.

Un antivirus, inoltre, per funzionare efficacemente deve essere costantemente aggiornato e riuscire a “riconoscere” anche i virus più recenti.

L’aggiornamento del database delle firme dell’antivirus è quindi fondamentale per consentire al prodotto di lavorare sempre al meglio.

scegliere antivirus aziendale e aggiornamenti
Per scegliere antivirus aziendale davvero efficace e funzionale non sottovalutare mai l’importanza degli aggiornamenti, in particolare quelli del database delle firme

Non vanno, poi, sottovalutati altri due fattori di estrema importanza, vale a dire l’impatto dell’antivirus sulle prestazioni dei PC e l’assistenza fornita dalla casa di produzione.

Relativamente al primo aspetto bisogna accertarsi che l’attivazione dell’antivirus sui computer aziendali ne consenta il normale funzionamento; l’antivirus deve poter funzionare al meglio senza andare, però, ad intralciare le attività quotidiane dell’impresa.

Il supporto tecnico e l’assistenza assicurata è altrettanto fondamentale in quanto alcuni software antivirus possono essere complicati e presentare dei problemi di installazione e di gestione. Un’azienda “in difficoltà” con il proprio antivirus deve sapere a chi rivolgersi e deve poterlo fare in qualunque momento utilizzando canali differenti.

Completezza dell’antivirus non significa solo valutarne le funzionalità ma anche poterlo utilizzare su tutti i computer aziendali.

Per questo, in fase di selezione e di acquisto di un antivirus, è fondamentale anche optare per i prodotti a licenza multi-utente che consentono, in sostanza, di installare l’antivirus su tutte le macchine.

Come scegliere l’antivirus per l’azienda? Osserva tempi e falsi positivi

Comparazione dei prodotti, analisi delle proprie esigenze, frequenza di aggiornamento e assistenza garantita sono fondamentali per riuscire a scegliere un software antivirus. A questi parametri di valutazione è possibile aggiungerne degli altri che attengono più strettamente alle specifiche funzionalità del prodotto.

Gli antivirus hanno molteplici opzioni e alcune di queste risultano fondamentali per accertarsi della sua reale efficacia.

Tra le caratteristiche da considerare attentamente vi è, innanzitutto, la capacità dell’antivirus di individuare e bloccare un malware; questo significa comprendere la reale efficacia dell’analisi anti-malware del software e la sua effettiva abilità nell’attivare tutte le misure necessarie per ripulire il sistema dall’infezione.

scegliere antivirus aziendale analisi caratteristiche software
Scegliere antivirus aziendale significa valutarne con attenzione le caratteristiche, prestando particolare attenzione alla capacità del software di bloccare i malware

Altrettanto cruciale è valutare il tempo generalmente impiegato dall’antivirus nell’individuare un malware prima che questo si diffonda agli endpoint e questo per garantire una adeguata protezione di tutti i PC aziendali, solitamente più a rischio di contagio.

Anche il numero dei falsi positivi è un parametro importante poiché dà la misura della reale affidabilità e della qualità del prodotto installato.

Un ulteriore consiglio per scegliere il miglior antivirus per la propria azienda è certamente quello di optare per prodotti e soluzioni di lungo termine, capaci di combinare tecniche diverse e di assicurare un elevato livello di protezione anche nel lungo periodo.

Come scegliere il miglior antivirus per l’azienda: la fase di test

Mai essere soddisfatti di quello che si legge e di quello che si pensa. La prova sul campo ha un valore insostituibile. Per questo dovete sfruttare appieno la fase di prova che ogni soluzione fornisce.

Questa fase di test è utile non solo per verificare la “compatibilità” dell’antivirus con la rete ma anche per capire se il prodotto può essere installato sui computer aziendali senza comprometterne la performance.

E’ bene poi verificare se il software antivirus prescelto sia “flessibile”, vale a dire se il prodotto consente di “spegnere” alcune delle opzioni disponibili, che potrebbero essere di intralcio alle attività aziendali, senza che questo vada a compromettere la sicurezza e la protezione dei PC.

Cinque applicazioni di sicurezza per Windows Phone

Considerati sino a qualche anno fa maggiormente al riparo da virus, furti di dati e tentativi di intrusione, oggi i dispositivi mobile Windows si trovano a dover affrontare le medesime minacce di quelli Android e degli iPhone e questo in virtù della crescita del mercato degli utilizzatori. Come per gli altri device mobile, anche gli smartphone Windows necessitano di sistemi di protezione aggiuntivi alle impostazioni di sicurezza standard. Quali sono, quindi, le migliori applicazioni di sicurezza per Windows Phone? Come possono aiutarci a difenderci da malware e sottrazione di dati?

Password protette con le applicazioni di sicurezza per Windows Phone

iPassword è un’app di sicurezza per Windows Phone appositamente pensata per rendere più semplice e sicura la gestione delle password relativi agli account presenti sullo smartphone.

Si tratta, quindi, di un’applicazione di sicurezza e di gestione che offre una serie di funzioni molto utili e interessanti.

Semplice da installare e caratterizzata da un’interfaccia molto intuitiva e personalizzabile, iPassword permette di memorizzare e gestire da un’unica applicazione tutte le password degli account, impedendone così l’accesso a utenti non autorizzati.

Con iPassword è inoltre possibile migliorare la sicurezza delle password stesse grazie a un generatore di password integrato che aiuta a incrementare la forza delle nostre chiavi di accesso, mentre grazie a “Decoy Password” è possibile decidere quali contenuti mostrare agli altri utenti che potrebbero avere accesso al proprio smartphone.

applicazioni di sicurezza per Windows Phone ipassword
Tra le cinque applicazioni di sicurezza per Windows Phone non può mancarne una dedicata alla protezione e alla corretta gestione delle password

iPassword non necessita di una connessione internet per funzionare (risultando così ancora più sicura) e consente solo al proprietario del device mobile di conoscere la password di accesso all’applicazione.

Nel caso in cui l’utente dimentichi la password di accesso, l’app genera automaticamente una password random che viene inviata tramite e-mail all’indirizzo di posta precedentemente registrato. L’utente può in questo modo accedere all’applicazione e impostare una nuova password personalizzata.

iPassword integra anche una funzione di “Data & Restore” che permette con un solo click di ripristinare tutti i dati (è richiesto OneDrive) e un browser sicuro dal quale accedere ai propri account.

iPassword è disponibile gratuitamente e richiede come sistema operativo Windows 10 Mobile o Windows Phone 8.1.

Blindare i dati sensibili con le applicazioni di sicurezza per Windows Phone

Applicazione molto popolare per Windows Phone, eWallet GO! permette di memorizzare e gestire in maniera molto chiara e sicura una serie di dati sensibili, come i PIN, i login di accesso, le carte di credito e così via, rendendoli, inoltre, facilmente e velocemente disponibili all’utente in caso di bisogno.

L’app, infatti, non solo si occupa di incrementare i livelli di sicurezza di tutte le informazioni confidenziali e importanti, ma permette di organizzarle in base alle specifiche esigenze dell’utente.

Una stessa informazione, come ad esempio una carta di credito, può quindi essere memorizzata in più categorie (se l’utente lo ritiene necessario) e quindi essere facilmente rintracciata dall’utente che sa sempre dove i dati sono salvati.

applicazioni di sicurezza per Windows Phone eWallet GO!
Tra le applicazioni di sicurezza per Windows Phone, eWallet GO! ha il vantaggio di proteggere e gestire in maniera personalizzata informazioni confidenziali come PIN e carte di credito

Grazie a questo sistema di organizzazione è, inoltre, possibile tenere separate informazioni simili ma usate in contesti differenti.

Ad esempio, se si dispone di una carta di credito aziendale o di un accesso a una mail di lavoro, è possibile memorizzare queste informazioni in una cartella dedicata, tenendole separate da carte di credito o credenziali di accesso personali.

eWallet GO! permette inoltre di fare il backup e di ripristinare tutte le informazioni utilizzando un account Google Docs o Dropbox direttamente da smartphone, mentre se si opta per l’acquisto di eWallet GO! per Windows è data la possibilità di eseguire il backup e il ripristino tra smartphone e PC.

Infine, va segnalato che eWallet GO! garantisce la sicurezza dei dati mobile grazie alla crittografia AES a 256 bit.

eWallet GO! è disponibile al costo di 4,99 euro ed è compatibile con i sistemi operativi Windows 10 Mobile, Windows Phone 8.1 e Windows Phone 8.

Proteggere le foto e la privacy grazie alle applicazioni di sicurezza per Windows Phone

Lock & Hide è un’app di sicurezza per Windows Phone dedicata alla protezione dei dati e delle immagini salvate sul proprio device mobile.

L’applicazione, infatti, permette di conservare le fotografie all’interno di album protetti e cittografati ai quali è possibile accedere solo digitando una password.

A differenza di altre applicazioni di questo tipo quindi, Lock & Hide non si limita soltanto a proteggere le immagini con una password ma consente di cittografarle così da salvaguardarle ulteriormente da visualizzazioni non autorizzate.

tutelare la privacy con le applicazioni di sicurezza per Windows Phone
Tra le applicazioni di sicurezza per Windows Phone dedicate alla privacy, Lock & Hide è una delle più valide data la funzione che consente di salvare le immagini e altri file in album protetti e cittografati

Il sistema di sicurezza garantito da questa applicazione può chiaramente essere applicato anche alle foto già presenti sul proprio smartphone grazie alla funzione di importazione che permette di salvare tutte le immagini che si desidera mantenere confidenziali nelle cartelle cittografate.

Lock & Hide permette anche la crittografia di tutti i file e, tramite la funzione “Encrypt/Decrypt”, è molto semplice reimpostare i livelli di sicurezza associati a determinati dati.

L’applicazione consente, infine, di navigare facilmente tra le proprie immagini e di conservare una copia digitalizzata di tutti i documenti classificati.

Lock & Hide è gratuita, semplice da utilizzare e compatibile con i sistemi operativi Windows 10, Windows Phone 8.1 e Windows Phone 8.

Browser sicuro e navigazione protetta con le applicazioni di sicurezza per Windows Phone

Navigare in modo sicuro dallo smartphone è fondamentale per evitare di esporre il proprio device mobile a virus e altre minacce presenti nel web.

Per navigare in tutta sicurezza da Windows Phone un’applicazione molto utile è Kaspersky Safe Browser, grazie alla quale è possibile proteggersi da siti infettati e a rischio.

L’app include una serie di funzioni molto interessanti.

In primo luogo, come detto, Kaspersky Safe Browser impedisce l’accesso a siti non sicuri, dai quali potrebbero derivare infezioni o attacchi phishing, volti a sottrarre dati personali o credenziali di carte di credito o conti bancari dell’utente.

Questo significa che, prima che un determinato sito venga caricato sullo smartphone il servizio cloud di Kaspersky Security Network provvede ad analizzarne la sicurezza, consentendo all’utente di accedervi solo se classificato come affidabile.

navigazione sicura da mobile con le applicazioni di sicurezza per Windows Phone
Applicazioni di sicurezza per Windows Phone: Kaspersky safe Browser permette di navigare da mobile in tutta sicurezza grazie all’applicazione di filtri per i siti web

L’app permette, inoltre, all’utente stesso di definire una serie di “filtri” (come gioco d’azzardo, pornografia, siti con banner di acquisti, siti di scommesse etc.) in relazione ai quali i siti devono essere classificati e quindi immediatamente bollati come indesiderati nel caso in cui corrispondano a una delle categorie segnalate.

Kaspersky Safe Browser è quindi un browser sicuro da utilizzare su Windows Phone in alternativa a Internet Explorer, senza “perdere” tutte le caratteristiche di ricerca e navigazione di IE.

Anche Kaspersky Safe Browser consente di scegliere tra la navigazione mobile e la navigazione desktop, di aprire più schede, di salvare i preferiti, di cancellare la cronologia, di impostare un browser predefinito senza dimenticare che è possibile condividere i link ai social direttamente da browser.

Applicazioni di sicurezza per Windows Phone e Two-Factor Authentication

Authenticator è un’applicazione di sicurezza per Windows Phone che in pratica permette di proteggere le applicazioni e gli account presenti sul proprio smartphone grazie a un codice di sicurezza che richiede due diversi step di autenticazione.

Al pari del più noto Google Authenticator, anche questa app usa l’algoritmo “Time-based One-time Password” (TOTP) grazie al quale l’applicazione genera e fornisce una password a sei cifre monouso che deve essere inserita in aggiunta all’username e alla password generalmente richiesti per accedere a qualunque tipo di servizio dal proprio smartphone.

La password monouso restituita dall’applicazione ha una durata di 30 secondi, termine massimo entro il quale deve essere digitata prima che divenga nulla.

autenticazione a due fattori con le applicazioni di sicurezza per Windows Phone
Applicazioni di sicurezza per Windows Phone: Authenticator aggiunge un ulteriore fattore di autenticazione, fornendo all’utente una password monouso

Per utilizzare Authenticator sul proprio Windows Phone è necessario innanzitutto creare un account e configurarlo inserendo la chiave segreta fornita al fine di attivare l’autenticazione a due fattori (in alternativa, è possibile attivare l’autenticazione a due fattori tramite la scansione del QR code).

Completato questo step e configurato il nome dell’account, viene mostrata la password monouso associata a quell’account specifico, da utilizzare con le altre credenziali per accedervi.

Per abilitare la funzione di autenticazione a due fattori su altri account è necessario ripetere la procedura illustrata.

Authenticator permette anche di editare e rimuove account già inseriti e risulta compatibile con la maggior parte dei servizi comunemente utilizzati.

Authenticator è disponibile gratuitamente e compatibile con sistemi operativi Windows 10, Windows Phone 8.1 e Windows Phone 8.

Cinque applicazioni di sicurezza per Android

La sicurezza dei device mobile è un tema di grande attualità e molto si discute sulla necessità di proteggere i propri smartphone utilizzando delle app specifiche in aggiunta alle tradizionali impostazioni di sicurezza. Un dato certo è che gli smartphone sono oggi sempre più usati per compiere ogni tipo di azione, il che pone l’accento sulla necessità di dotare il proprio dispositivo di livelli di protezione maggiore, capaci di contrastare le principali minacce. Il mercato delle app, offre numerose applicazioni di sicurezza per Android, iPhone e Windows Phone appositamente pensate per contrastare malware, virus, furto di dati e violazioni della privacy.

Concentriamoci, quindi, sul mercato Android e cerchiamo di capire quali sono le migliori app di sicurezza disponibili.

App protette con le applicazioni di sicurezza per Android

App Lock è un’app di sicurezza per Android grazie alla quale è possibile proteggere e mettere in sicurezza tutte le applicazioni che generalmente vengono utilizzate sul proprio smartphone.

Si tratta, quindi, di una app di protezione della propria privacy che rende inaccessibile il proprio dispositivo mobile, salvaguardando le informazioni personali e confidenziali in esso presenti.

App Lock, infatti, permette di “bloccare” tutte le applicazioni del proprio smartphone Android con una password o un codice che, quindi, deve essere digitato dall’utente per avere accesso ai dati protetti.

proteggere la privacy su mobile con le applicazioni di sicurezza per android
Applicazioni di sicurezza per Android: AppLock protegge tutti i dati e le informazioni sensibili presenti nello smartphone tramite una password di accesso

App Lock può essere usata per ogni tipo di applicazione, dai contatti alle mail, dalle chiamate alle gallerie fotografiche, senza dimenticare che le sue funzioni risultano particolarmente utili per incrementare i livelli di sicurezza di app particolarmente “delicate”, come quelle di accesso online ai conti bancari, al cloud o ai profili social.

Una protezione della privacy a 360° quindi, molto utile nel caso di smarrimento o furto dello smartphone, ma altrettanto vantaggiosa per tutelare i propri dati sensibili da amici o familiari eccessivamente curiosi.

App Lock è gratuita ed è compatibile con Android 3.0 o versioni successive.

Rintracciare lo smartphone e gestirlo da remoto grazie alle applicazioni di sicurezza per Android

Il furto o lo smarrimento è probabilmente la maggior preoccupazione di chiunque possieda uno smartphone, non solo per la perdita in sé dell’oggetto ma soprattutto per il fatto che le proprie informazioni personali e i propri dati sensibili diventano facilmente accessibili a chiunque.

Fondamentale, quindi, per la sicurezza del proprio dispositivo mobile è utilizzare una app che ci consenta di “gestire” lo smartphone anche quando non ne abbiamo più la disponibilità fisica.

In questo senso, le applicazioni di sicurezza per Android sono numerose e tra queste una delle più efficaci è Android Device Manager, una app che permette di controllare e monitorare costantemente il proprio smartphone Android accedendo all’account Google collegato.

applicazioni di sicurezza per android e android device manager
Tra le applicazioni di sicurezza per Android, Android Device Manager si dimostra molto utile per rintracciare il proprio smartphone e salvaguardare la privacy da violazioni

Android Device Manager consente una serie di funzioni fondamentali come la localizzazione del device associato al proprio account Google, la possibilità di cancellare i dati in esso contenuti anche da remoto o di reimpostare il PIN per il blocco dello schermo.

La funzione principale di questa applicazione è quindi duplice; da un lato consente di individuare costantemente il proprio smartphone tracciandolo, mentre dall’altro permette di tutelare la privacy dei propri dati e di impedirne la visualizzazione da parte di estranei.

Android Device Manager è gratuito, semplice da utilizzare e compatibili con Android 2.3 e versioni successive.

Applicazioni di sicurezza per Android per installare un anti-virus

Avira Anti-Virus Security è un’applicazione di sicurezza per Android molto utile e completa, di semplice utilizzo e contraddistinta da un design elegante e da un impatto minimo sulle risorse del sistema.

Scopo di questa applicazione è quello di garantire elevati livelli di protezione contro le principali minacce che colpiscono i dispositivi mobile, includendo, quindi, delle funzioni anti-furto, di tutela della privacy e di monitoraggio del dispositivo.

Avira Anti-Virus Security è innanzitutto un ottimo strumento di protezione contro virus e malware che vengono automaticamente bloccati impedendone l’installazione sul dispositivo.

L’applicazione, infatti, esegue delle regolari scansioni e monitora anche le app e i relativi aggiornamenti al fine di individuare eventuali minacce nascoste.

Una funzione di controllo, questa, che si estende anche alle unità esterne di archiviazioni, come le schede di memoria SD, assicurando dunque una “vigilanza” a 360°.

funzioni anti-virus con le applicazioni di sicurezza per Android
Con le sue funzionalità anti-furto, di protezione della privacy e di costante monitoraggio del device mobile, Avira Anti-Virus Security è una delle migliori applicazioni di sicurezza per Android

Alla protezione della privacy e dei dati sensibili conservati all’interno dello smartphone, sono poi dedicate delle altre funzioni, come quella che permette di bloccare tutti i contatti indesiderati inseriti in una apposita black list, di impostare il blocco e sblocco per chiamate e messaggi da ogni numero, di inoltrare un avviso agli indirizzi mail dei contatti compromessi e di monitorare costantemente che il proprietario del device e tutti i contatti non siano stati colpiti da un attacco.

Non mancano, poi, degli specifici strumenti anti-furto che permettono di tenere traccia della posizione dello smartphone Android, di fare attivare una sirena di allarme nel caso di smarrimento, di cancellare o bloccare tutti i dati da remoto nel caso in cui lo smartphone ci sia stato sottratto o, ancora, di impedire l’accesso ad app specifiche e particolarmente “sensibili” da parte di utenti non autorizzati.

Relativamente al controllo e alla gestione delle app, Avira Anti-Virus Security offre anche un’altra interessante funzionalità, vale a dire quella che permette di classificare ogni applicazione in base alla qualità dei dati raccolti.

Tutte le funzioni illustrate, dalla cancellazione dei dati all’attivazione della sirena sino al rilevamento dello smartphone su mappa, possono essere gestite da remoto via web.

Avira Anti-Virus Security è disponibile in una versione basic gratuita e una versione premium a pagamento che mette a disposizione alcune funzioni aggiuntive come un più attento monitoraggio della navigazione web, aggiornamenti più frequenti e un servizio di supporto tecnico.

Navigazione protetta con le applicazioni di sicurezza per Android

TunnelBear è una VPN app dedicata ai dispositivi Android, molto semplice da utilizzare e contraddistinta da una grafica divertente e accattivante.

Ideale anche per utenti alle prime armi, TunnelBear ha come obiettivo principale quello di proteggere la riservatezza della propria posizione fisica tutelandola da siti web pericolosi e tracker online e permettendo, quindi, di navigare in tutta sicurezza.

In pratica, il proprio indirizzo IP viene nascosto ai siti che si sta visualizzando, senza contare che l’app permette anche di sbloccare i siti preferiti indipendentemente dalla nazione in cui ci si trova.

navigare in sicurezza con le applicazioni di sicurezza per Android
Applicazioni di sicurezza per Android: TunnelBear protegge la riservatezza del proprio IP e consente una navigazione sicura

I dati transitano in un “tunnel protetto scavato dall’orso”, che crea un vero e proprio canale di sicurezza per la trasmissione dei dati di navigazione.

Ovviamente le funzioni offerte da TunnelBear permettono anche di utilizzare con maggior sicurezza tutte le reti wi-fi pubbliche, generalmente soggette a rischi e pericoli.

TunnelBear è disponibile in una versione free che garantisce 500MB di navigazione, mentre la versione premium, disponibile a 49.99 dollari, assicura una navigazione illimitata.

Blocco delle app e tutela della privacy grazie alle applicazioni di sicurezza per Android

Tra le applicazioni di sicurezza per Android è necessario includere anche CM Security AppLock Anti-Virus, “incoronata” per ben 7 volte come il migliore anti-virus al mondo e premiata con un rating di ben 4.7.

Con CM Security AppLock Anti-Virus è innanzitutto possibile salvaguardare la privacy del proprio dispositivo mobile, impostando un PIN di blocco per specifiche app, impostazioni Android, Wi-Fi, Bluetooth e dati mobile.

Per accedere a tutti i dati protetti è quindi necessario inserire un codice di sicurezza e, nel caso di due tentativi falliti, la app provvede immediatamente a scattare una foto a chi sta tentando di accedere illecitamente allo smartphone.

Grazie a CM Security AppLock Anti-Virus si possono quindi incrementare i livelli di protezione dei contatti, delle app personali, come WhatsApp o Facebook Massanger, e fissare una serie di impostazioni di blocco per impedire che determinate app o giochi vengano installati sul proprio device.

applicazioni di sicurezza per Android e anti-virus
Tra le applicazioni di sicurezza per Android CM Security AppLock Anti-Virus si è guadagnata per ben sette volte il “titolo” di miglior anti-virus

L’applicazione, inoltre, effettua una serie di scansioni come quella sulle applicazioni e i file di sistema pre-installati e installati così da tutelare costantemente lo smartphone da trojan e virus, quella real-time su tutte le nuove app e gli aggiornamenti, o ancora quella effettuata sulle schede SD al fine di eliminare eventuali minacce.

Da non dimenticare, che è anche possibile impostare una scansione pianificata per la sicurezza passiva, effettuata di routine così da proteggere costantemente il dispositivo.

Molto interessante è anche la funzione che permette di localizzare il proprio smartphone su mappa e di controllarlo da remoto, quella che consente di bloccare tutte le chiamate indesiderate e gli URL dannosi, per una navigazione più sicura contro i siti di phishing, o ancora quella che avvia una pulizia del telefono ottimizzandone le funzioni.

CM Security Android AppLock Anti-Virus non è quindi solo un anti-virus ma uno strumento completo ed efficace per fronteggiare l’ampia gamma di minacce a cui i dispositivi mobile sono esposti.

CM Security Android AppLock Anti-Virus è disponibile gratuitamente e compatibile con diverse versioni a seconda del dispositivo.

Cinque applicazioni di sicurezza per iPhone

Estremamente tecnologici e dotati di funzioni sempre più avanzate, gli iPhone sono oggi utilizzati come dei veri e propri computer e quindi impiegati non solo per comunicare ma anche per navigare, conservare dati sensibili e per effettuare moltissime altre operazioni, dagli acquisti alle prenotazioni. Dotati generalmente di buoni livelli di sicurezza, anche gli iPhone necessitano tuttavia di app aggiuntive in grado di salvaguardare i dispositivi da una serie di minacce sempre più pericolose e difficili da bloccare con le sole misure standard.

Il mercato delle app di sicurezza per il mondo iOS è oggi molto ampio e offre moltissime soluzioni di protezioni efficaci contro malware, spam e hacker. Ecco, quindi, le cinque applicazioni di sicurezza per iPhone che ogni utilizzatore di iOS dovrebbe avere sul proprio dispositivo.

Monitorare il proprio smartphone con le applicazioni di sicurezza per iPhone

Sebbene non si tratti di una applicazione vera e propria, Find my iPhone è una funzione fondamentale per garantire la sicurezza del proprio device e metterlo “al riparo” in caso di furto o smarrimento.

Si tratta, come detto, di una funzionalità che è possibile attivare direttamente sul proprio iPhone dalla sezione “Impostazioni” e che permette di tracciare i movimenti del proprio iPhone e di controllarlo anche da remoto.

find my iPhone una applicazione di sicurezza per iPhone
Tra le applicazioni di sicurezza per iPhone non può mancarne una che ci consenta di rintracciare lo smartphone in caso di furto o smarrimento

Usato in associazione a un account iCloud, Find My iPhone permette non solo di tenere traccia del proprio device e quindi di ritrovarlo nel caso di smarrimento o di furto, ma anche di impostare un allarme, di mostrare un messaggio sul display dello smartphone, di bloccare il device o di cancellare tutti i dati (Remote Wipe) prima che questi vengano visualizzati o utilizzati da estranei.

Find My iPhone è quindi una funzionalità di estrema importanza che permette di mantenere il controllo totale sul proprio iPhone anche nel caso di furto o di smarrimento.

Find My iPhone è scaricabile gratuitamente, disponibile in moltissime lingue e compatibile con iOS 8.0 e successivi.

Proteggere la privacy dei dati con le applicazioni di sicurezza per iPhone

Lookout è una “all-in-one” app appositamente pensata per garantire elevati livelli di protezione non solo del device ma anche dei dati e delle informazioni personali conservati al suo interno.

L’obiettivo, quindi, è quello di dotare l’iPhone di uno “scudo di protezione” completo, capace di salvaguardare la riservatezza dei dati anche nel caso di furti e smarrimenti.

Lookout possiede una serie di funzionalità che per certi versi rendono questa app simile a Find My iPhone, come ad esempio la possibilità di poter tracciare l’iPhone via GPS o di localizzarlo via web utilizzando un account dedicato su lookout.com.

Non solo, questa app permette di impostare un allarme nel caso in cui si rivelino delle attività sospette e di disabilitare il device da remoto.

applicazioni di sicurezza per iPhone lookout
Tra le applicazioni di sicurezza per iPhone dedicate alla privacy Lookout è una delle più efficaci in quanto è in grado di creare una vera cassaforte di sicurezza per le informazioni

A differenza di Find My iPhone, Lookout possiede però anche una serie di funzioni aggiuntive, altrettanto utili e interessanti.

La versione basic di Lookout, gratuita, permette ad esempio di salvare l’ultima posizione nota dell’iPhone prima che la batteria si esaurisca o venga rimossa. Se si possiede un Apple Watch è inoltre possibile verificare la distanza che separa l’iPhone dall’Apple Watch, ricevendo anche un avviso nel momento in cui si sta per perdere la connessione tra i due dispositivi.

Molto interessanti sono anche le altre funzioni di sicurezza, come quella che avvisa nel caso in cui il device sia esposto a malware o quella che controlla le app al fine di individuare attività sospette. Lookout dà inoltre la possibilità fare un backup di sicurezza dei propri dati su un altro device.

La versione Premium, disponibile al costo di 9.99 dollari al mese o 99.99 dollari all’anno, assicura tutte le funzionalità basic oltre a opzioni aggiuntive, come il backup e l’accesso diretto a questo dall’account Lookout, l’avviso di allarme tramite email che scatta nel caso in cui viene rilevato un comportamento sospetto sul device (Theft Alerts), o il sistema di monitoraggio dei profili social (Social Media Watch) che permette di controllare le informazioni personali e di monitorare la reputazione online inviando un avviso nel caso in cui si venga taggati in post dal contenuto offensivo.

Lookout è compatibile con iOS 8.1 e successivi ed è disponibile in molte lingue.

Gestire le password efficacemente con le applicazioni di sicurezza per iPhone

Tra le cinque applicazioni di sicurezza per iPhone non può mancarne una dedicata alla corretta gestione delle password utilizzate sul proprio device mobile.

Tra le molte disponibili, LastPass è una delle più conosciute in quanto consente di gestire in maniera semplice ed efficace tutte le password e i login dell’iPhone, semplificando notevolmente i processi di autenticazione sullo smartphone.

Ma come funziona LastPass?

Grazie a questa app è possibile memorizzare password e login, aprire account su e-commerce, creare delle password forti ed efficaci e tracciare le informazioni personali presenti in foto e audio da un’unica schermata, con l’ulteriore vantaggio di dover memorizzare un’unica password per accedere a tutti i servizi.

Basta infatti ricordare e inserire solo la password principale LastPass personale e l’app si occuperà dell’autenticazione e del login di tutti i profili memorizzati.

gestire le password con applicazioni di sicurezza per iPhone
Applicazioni di sicurezza per iPhone: con LastPass è possibile gestire in maniera più sicura ed efficace tutte le password utilizzate sul proprio smartphone

Quindi, grazie a questa app tutte le password e gli username degli account online sono memorizzati in maniera sicura e “attivati” automaticamente nel momento in cui l’utente decide di accedere a un determinato profilo.

Si ricorda che è anche data la possibilità di sincronizzare le password e i login tra più dispositivi e che il login può essere effettuato anche tramite TouchID.

Altrettanto interessanti le funzionalità offerte per la creazione delle password stesse.

Con LastPass è possibile creare password utilizzando un generatore oppure fissare dei parametri, come la lunghezza, l’uso di maiuscole e minuscole, di simboli, o impostare la funzione di “password vocale”.

LastPass mette a disposizione anche delle funzioni di sicurezza avanzate, come la crittografia dei dati a 256 bit (la encryption key è inoltre conosciuta solo all’utente), l’autenticazione tramite impronta digitale o l’uso di un sistema di autenticazione a due fattori, senza dimenticare la possibilità di ricevere notifiche o di organizzare i siti in cartelle nel proprio Vault.

LastPass, compatibile con iOS 9.0 e successivi, è disponibile gratuitamente nella versione basic, mentre per la versione premium il costo è di 12 dollari all’anno.

Bloccare lo spam con le applicazioni di sicurezza per iPhone

Lo spam è uno dei maggiori fastidi e pericoli per la nostra comunicazione online, quindi è indispensabile dotare anche il proprio iPhone di una buona app di sicurezza contro questo pervasivo fenomeno.

La consultazione delle email avviene oggi soprattutto tramite i device mobile e grazie a Spam Arrest è possibile proteggere la propria casella email da posta indesiderate e malware e garantire, quindi, un uso sicuro della posta elettronica anche da smartphone.

applicazioni di sicurezza per iPhone spam arrest
Per proteggersi dallo spam e da email infettate un’applicazione di sicurezza per iPhone molto efficace è Spam Arrest, un vero scudo per la posta indesiderata

Spam Arrest permette di gestire in maniera semplice e intuitiva la posta indesiderata, di creare una lista di “mittenti autenticati” e di richiedere a tutti coloro che inviano una mail di rispondere a una query di sicurezza al fine di verificare la propria identità.

In questo modo ci si protegge dalle email indesiderate o contenenti virus e malware negli allegati, migliorando notevolmente la sicurezza del proprio iPhone che potrebbe essere infettato da un messaggio “compromesso”.

Spam Arrest è disponibile gratuitamente ed è compatibile con iOS 4.2 e successivi.

Privacy protetta con le applicazioni di sicurezza per iPhone

Tra le cinque applicazioni di sicurezza per iPhone è bene inserirne una dedicata alla protezione di tutti i contenuti conservati nello smartphone, contenuti che potrebbero essere rubati e sottratti mettendo a rischio la propria privacy.

Tra le diverse app oggi disponibili, una particolarmente efficace e completa è iDiscrete grazie alla quale è possibile conservare in una vera e propria cassaforte di sicurezza tutti i dati memorizzati sul proprio iPhone, come video, immagini e documenti.

Questa app funziona in maniera davvero particolare, visto che lo scopo dei suoi sviluppatori era quello di creare un valido sistema di protezione dei dati che fosse allo stesso tempo efficace e discreto appunto.

privacy e applicazioni di sicurezza per iPhone
Applicazioni di sicurezza per iPhone: iDiscrate permette di proteggere foto e file personali da visualizzazioni non autorizzate in maniera efficace e discreta

iDiscrate, quindi, protegge tutti i contenuti dell’iPhone senza “mostrare” che questi stessi contenuti sono protetti.

Questo significa che se una persona non autorizzata tenta di accedere all’applicazione, questa risponde mostrando una falsa schermata “Loading”, inducendo quindi a credere che l’app è in funzione e “nascondendo” la vera natura dell’applicazione stessa.

In sostanza, grazie a iDiscrate gli utenti possono protegge efficacemente i propri dati sensibili utilizzando una app che a occhi estranei non rileverà mai il suo reale scopo, garantendo ulteriore discrezione e riservatezza.

iDiscrate è disponibile al prezzo di 2.99 dollari ed  è compatibile con iOS 4.0 e successivi.

Proteggere uno smartphone aziendale

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Gli smartphone aziendali sono molto utilizzati ma altrettanto soggetti a una serie di rischi che è bene valutare, prendendo le opportune precauzioni. Se un’azienda, infatti, consente ai propri utenti di connettersi al network della compagnia, allora è fondamentale valutare i relativi rischi e sviluppare le opportune politiche di sicurezza. Come proteggere uno smartphone aziendale, quindi?

Di seguito illustreremo 10 buone pratiche da adottare per la sicurezza degli smartphone aziendali.

Proteggere uno smartphone aziendale. Tutte le pratiche migliori

Gli smartphone possono essere infettati da malware presenti nella connessione internet aziendale, da qualche PC infetto nel momento in cui vi colleghiamo lo smartphone tramite USB o anche tramite la connessione Bluetooth.

Per queste ragioni è certamente una buona idea richiedere a tutti coloro che sono soliti collegare i propri smartphone di installare un software di sicurezza sui propri devices mobile.

I software di sicurezza per i dispositivi mobile sono oggi disponibili sulle principali piattaforme dedicati agli smartphone e tra i più popolari vi sono Kasperky Mobile Security, Trend Micro Mobile Security, F-Secure Mobile Security e i prodotti della Norton per la sicurezza mobile.

Proteggere uno smartphone aziendale: non bypassare le misure di sicurezza

Molti smartphone consentono di bypassare facilmente i meccanismi di sicurezza per una maggior usabilità da parte dell’utente che, in questo modo, è in grado di settare con una certa facilità il proprio device per la connessione.

Una comodità certo che però “cancella” lo scopo per il quale queste misure di sicurezza sono state previste.

conservare le impostazioni di sicurezza per proteggere uno smartphone aziendale
Le impostazioni di sicurezza sono fondamentali per proteggere uno smartphone aziendale, per questo è bene non bypassarle mai

Ad esempio, è molto semplice settare uno smartphone Android con un account Exchange Server nonostante ci venga notificato che sussiste un problema con il certificato.

In questo caso ci viene chiesto di accettare tutti i certificati SSL e acconsentendo è possibile connettersi alla propria email.

Su un device mobile Windows 7 appare il medesimo messaggio ma in questo caso non vi è alcuna opzione per bypassare il problema relativo al certificato.

In questo caso è necessario importare e installare il certificato sul proprio smartphone prima di poter accedere alla casella di posta elettronica. Questa situazione può ovviamente comportare maggiori fastidi per l’utente ma garantisce livelli di sicurezza decisamente maggiori.

Navigare in sicurezza per proteggere uno smartphone aziendale

I Web Browser per la navigazione su smartphone sono decisamente migliorati e divenuti di più facile utilizzo.

Tuttavia, la rete è il principale canale di diffusione di codici infetti e dai dispositivi mobile è più difficile accorgersi, ad esempio, che si sta navigando su un sito di phishing.

proteggere uno smartphone aziendale e firewall per il mobile
E’ sempre consigliato installare un firewall dedicato per proteggere uno smartphone aziendale e navigare con sicurezza

Il malware può così essere facilmente diffuso alla rete aziendale dallo smartphone, per questo per proteggere la rete aziendale è fondamentale utilizzare un firewall che sia in grado di ispezionare approfonditamente i pacchetti del traffico mobile.

Proteggere uno smartphone aziendale con un wi-fi sicuro

Molti smartphone moderni utilizzano le reti 3G o 4G quando sono connessi a un network Wi-Fi.

Nel caso in cui gli utenti connettano i propri smartphone a una rete Wi-Fi non sicura possono essere soggetti ad attacchi.

Così se alcune informazioni riguardanti la rete aziendale, come ad esempio la password, sono custodite sullo smartphone, si potrebbe incorrere in un grave problema di sicurezza.

Supponiamo, infatti, che un utente si connetta alla rete aziendale utilizzando una rete Wi-Fi pubblica, i rischi di sicurezza per l’intera azienda sarebbero elevati.

Si potrebbe, quindi, consentire agli utenti di connettersi alla rete aziendale solo via SSL VPN, in modo da criptare i dati in transito dallo smartphone alla rete aziendale e impedendone la “lettura” nell’ipotesi in cui venissero intercettati.

Mettere in sicurezza i dati per proteggere uno smartphone aziendale

Proteggere uno smartphone aziendale significa anche prestare grande attenzione ai dati in esso custoditi.

Nel caso in cui si conservino dei dati relativi al lavoro sul proprio smartphone è indispensabile criptarli, sia che questi vengano custoditi nella memoria interna del cellulare sia che vengano archiviati su una memory card.

In un recente articolo è stato evidenziato come ben il 64% degli utenti non pensi a criptare i dati confidenziali presenti sui propri smartphone, mentre, di contro, ben il 76% degli utenti accede a informazioni sensibili tramite i device mobile.

In passato, la mancanza di questa misura di sicurezza sui dispositivi mobile poteva essere giustificata con il fatto che era necessario un certo livello di potenza per criptare i dati a fronte di processori troppo lenti presenti sugli smartphone.

Oggi, al contrario, gli smartphone sono dotati di hardware molto più potenti che rendono più agevole la possibilità di criptare i dati sensibili sui dispositivi mobile.

Criptare i dati sensibili e privati è fondamentale per proteggere uno smartphone aziendale da furti o visualizzazioni non autorizzate

Non si deve, inoltre, dimenticare che sugli smartphone vi sono i dati memorizzati nella cache delle applicazioni in continua esecuzione; molte applicazioni mostrano gli update sullo schermo dello smartphone e potrebbero contenere quindi anche dei dati confidenziali.

Questa è un’altra buona ragione per proteggere il proprio smartphone aziendale con una password, così, ad esempio, nel caso di furto o smarrimento è possibile resettarlo ed evitare dunque che qualcuno acceda ai nostri dati personali.

Utilizzare PIN e password per proteggere uno smartphone aziendale

Gli smartphone ci seguono ovunque e sono quindi facilmente soggetti a furti o smarrimenti, con l’elevato pericolo che qualcuno possa avere accesso fisico al nostro device.

Inoltre è prassi abbastanza diffusa quella di scambiare il proprio smartphone con gli altri membri della famiglia o di prestarlo, per un certo periodo di tempo, a un amico. Se questi cellulari sono configurati con una mail aziendale o un software VPN configurato per la connessione al network aziendale, ad esempio, allora si potrebbe incorrere in un grave problema di sicurezza.

impostare un pin per proteggere uno smartphone aziendale
L’impostazione di un PIN o di una password permette di proteggere uno smartphone aziendale da accessi indesiderati al proprio dispositivo e dalla visualizzazione di dati personali da parte di estranei

Una misura di sicurezza basic è quindi richiedere agli utenti di proteggere i propri smartphone impostando un PIN o una password per avere accesso al sistema operativo sia quando il cellulare viene accesso che quando viene bloccato.

Molti smartphone includono questa funzione ma molti utenti preferiscono non utilizzarla per non dover inserire la password o il PIN ogni volta che accendono il telefono.

PIN e la password sono, invece, misure di sicurezza fondamentali per evitare che una persona estranea o un ladro che ci ha sottratto il cellulare possa avere accesso alle nostre informazioni personali.

Riguardo agli smartphone, alcuni potrebbero presentare delle carenze rispetto a questo punto.

Ad esempio uno smartphone Android 2.0.1 soffre di un bug che permette di accedere al device senza inserire il PIN semplicemente premendo il pulsante indietro all’arrivo di una chiamata. L’iPhone presentava una debolezza simile nelle versioni 2.0.1 e 2.0.2 che, in pratica, permetteva di aggirare le misure di sicurezza premetto il tasto delle chiamate di emergenza e facendo doppio click sul pulsante Home.

Le migliori pratiche di sicurezza per proteggere uno smartphone aziendale

La sicurezza degli smartphone in ambito business richiede, quindi, un duplice approccio: proteggere gli smartphone e proteggere la rete aziendale.

Cerchiamo dunque di riassumere tutti i consigli dati in precedenza facendo una sorta di check list di tutte quelle buone pratiche che è indispensabile mettere in campo per garantire un adeguato livello di protezione sia dello smartphone che della rete aziendale.

Ecco le 10 “buone pratiche” da tenere sempre a mente:

  • Utilizzare un PIN o una password per proteggere uno smartphone aziendale
  • Utilizzare PIN e password forti
  • Criptare i dati conservati sugli smartphone
  • Installare sugli smartphone dei software di sicurezza dedicati in modo da proteggere i device da virus e malware
  • Chiudere le applicazioni che non si utilizzano (in questo modo non solo si limitano gli attacchi ma si incrementa anche la durata della batteria dello smartphone)
  • Spegnere il Bluetooth, il Wi-Fi e il GPS quando non vengono utilizzati
  • Connettersi alla rete aziendale tramite SSL VPN
  • Implementare la sicurezza degli smartphone anche con software di monitoraggio e di gestione dedicati
  • Alcuni smartphone possono essere configurati utilizzando dei parametri personali di gestione così da impedire la visualizzazione, la copia o l’inoltro di dati personali da parte di estranei
  • Considerare con la dovuta attenzione la possibilità di far connettere gli smartphone dei dipendenti alla rete aziendale

Note legali di un E-Commerce. Pagine e dati per essere in regola

Il settore dell’e-commerce è in costante crescita e sta assumendo un peso sempre più preponderante nel mercato, oltre a modificare le abitudini dei consumatori. Col tempo si è quindi assistito a un vero e proprio boom dei siti e-commerce, una crescita che ha però portato anche a interrogarsi sul parallelo sviluppo del diritto per la regolamentazione di questo comparto chiave. Quali sono, dunque, le norme che regolano questo settore e quali le note legali di un e-commerce realmente “in regola”?

L’apertura di un negozio online può ampliare notevolmente il proprio business e la platea dei propri clienti, ma è indispensabile ricordarsi di adempiere a tutte le disposizioni previste per legge, al fine di evitare sanzioni anche molto pesanti.

Per rendersi conto di quanto potrebbe costare non prestare la dovuta attenzione alle note legali di un sito e-commerce, basta dare uno sguardo alle multe previste in caso di infrazioni.

La mancata pubblicazione della partita IVA in home page, ad esempio, può essere sanzionata con una multa che va da un minimo di 258 euro sino ad un massimo di 2.065 euro, mentre l’omissione dell’informativa sulla privacy o il suo non idoneo inserimento può essere punito con una sanzione che va da un minimo di 6.000 euro a un massimo di 36.000 euro.

Multe ancora più salate sono invece previste per il non rispetto della normativa sui cookies.

Si va da una sanzione dai 6.000 ai 36.000 euro nel caso di informativa omessa o non idonea, mentre l’installazione di cookies senza consenso comporta una multa dai 10.000 ai 120.000 euro. Ancora più pesanti le sanzioni per l’omessa o incompleta notifica al Garante, punite con importi dai 20.000 ai 120.000 euro.

Note legali di un e-commerce. Quali pagine inserire per essere in regola

L’e-commerce è una specifica forma di commercio di beni e servizi effettuata per via elettronica attraverso delle piattaforme web sulle quali il venditore carica il proprio catalogo di prodotti o servizi per consentirne la consultazione da parte del compratore.

L’e-commerce può essere di due diverse tipologie tenendo conto del profilo del cliente; si parla quindi di “Business to Consumer” (B2C) per le aziende che vendono ai privati e di “Business to Business” (B2B) per le aziende che vendono ad altre aziende.

note legali di un e-commerce tipologie
Note legali di un e-commerce: l’e-commerce può essere di due tipologie, aziende che vendono ad altre aziende (B2B) e aziende che vendono ai privati (B2C)

La normativa che regola i siti e-commerce è abbastanza complessa in quanto coinvolge discipline diverse come ad esempio la tutela dei consumatori, il trattamento e la protezione dei dati personali, oltre alle disposizioni specifiche per il commercio elettronico.

Gli obblighi per la gestione di un sito e-commerce, infatti, fanno riferimento al codice civile, alla normativa sul commercio elettronico (D.Lgs.70/2003), alle disposizioni relative ai contratti stipulati al di fuori di esercizi commerciali e al recesso (cd. Codice del Consumo D.Lgs 206/2005 e successive modifiche), alla normativa in materia di privacy (Codice in materia di protezione dei dati personali), senza dimenticare la direttiva europea 2009/136 (Cookie Law), che fornisce dei chiarimenti relativamente all’utilizzo dei cookie e alle informazioni che è necessario fornire ai consumatori.

Quali sono, dunque, le norme che un sito e-commerce deve rispettare sia relativamente alla legge italiana che a quella europea?Quali le note legali di un e-commerce che devono necessariamente comparire sulle piattaforme web?

Note legali di un e-commerce. I dati e le informazioni principali

La normativa e-commerce stabilisce una serie di adempimenti informativi che hanno al centro la trasparenza e, quindi, la tutela degli utenti.

La prima pagina da predisporre all’interno di un e-commerce riguarda proprio questo tipo di dati e di informazioni, ritenute fondamentali per consentire l’identificazione della società.

I dati obbligatori sono:

  • Nome, denominazione o ragione sociale
  • Domicilio e sede legale
  • Numero di iscrizione al RAE(Repertorio Attività Economiche) o al registro delle imprese
  • Numero Partita IVA

E’ bene ricordare che la partita IVA deve necessariamente essere riportata nella home page, mentre le altre informazioni, come la sede o il numero di iscrizione, possono comparire anche in altre pagine del sito (solitamente si inseriscono tutte queste informazioni nel footer così che compaiano in ogni pagina del portale).

In aggiunta, la Corte di Giustizia Europea ha stabilito con la sentenza C-298/07 del 2008 che chi opera nel commercio elettronico deve sempre predisporre una comunicazione efficace con il consumatore, il quale, quindi, deve avere facoltà di contattare il venditore anche prima della stipula di un contratto.

Note legali di un e-commerce: la Privacy Policy e il trattamento dei dati

Chi gestisce un sito e-commerce si trova, ovviamente, ad acquisire e a trattare i dati personali dei propri clienti e deve, quindi, sapere in che modo gestire tali dati e conoscere dettagliatamente le disposizioni di legge in merito.

note legali di un e-commerce privacy policy
Note legali di un e-commerce: la Privacy Policy deve essere sempre presente su un sito di commercio elettronico ed è bene prevedere una pagina dedicata

Il Codice in materia di protezione dei dati personali (D.Lgs n.196/2003) dispone che tutti coloro che sono titolari di un sito web devono pubblicare sullo stesso l’informativa sulla privacy dei dati personali, dedicando a questa una intera pagina che sia facilmente rintracciabile dall’utente.

Questo significa che la seconda pagina da inserire nel vostro e-commerce dovrà riguardare il trattamento dei dati dei clienti, specificando non solo le norme che regolano la gestione dei dati raccolti attraverso il sito ma anche una serie di informazioni attinenti all’azienda e al responsabile del trattamento degli stessi.

In primo luogo è bene precisare che per dati personali si devono intendere tutti quei dati che consentono, anche in associazione ad altri, di risalire all’identità di una persona, ricomprendendo quindi non solo quei dati acquisiti automaticamente (come l’indirizzo IP) ma anche tutti quei dati che vengono forniti direttamente dall’utente in fase di acquisto o di conclusione di un contratto.

Cosa deve contenere la pagina dedicata alla Privacy Policy?

In linea di massima una Privacy Policy deve sempre contenere:

  • Titolarità del trattamento
  • Conferimento dei dati obbligatorio o facoltativo
  • Trattamento dei dati personali
  • Modalità di cancellazione dei dati
  • Eventuale trasferimento dei dati a terzi

Ricordiamo che il titolare del trattamento dei dati viene solitamente identificato con il titolare del sito e che la pagina della Privacy Policy deve essere richiamata tramite un link anche nelle sezioni in cui i dati vengono raccolti, come ad esempio la pagina dell’ordine.

Per quanto riguarda il consenso da parte dell’utente questo si esprime in due modalità:

  • Modalità diretta, tramite cioè un “check” di accettazione esplicita
  • Modalità indiretta, solitamente con una dicitura del tipo “con l’invio del form si accetta l’informativa sulla privacy”

Per i siti e-commerce la finalità del trattamento è volta solitamente alla conclusione del contratto o dell’acquisto, il che significa che nel caso di finalità differenti, come l’invio di e-mail pubblicitarie o la profilazione, sarà necessario richiedere all’utente un consenso separato ( o un consenso unico per la cosiddetta finalità di marketing diretto).

Note legali di un e-commerce: la normativa sui cookie

Tra gli aspetti di maggiore attualità relativamente agli obblighi dei siti web, vi è certamente la legge sui Cookie, divenuta obbligatoria dal maggio 2015 con la direttiva UE n.136/2009, recepita dal provvedimento del Garante per la Privacy n.229/2014.

Si tratta di una normativa che in pratica stabilisce che tutti i titolari di un sito web devono inserire all’interno del sito una specifica pagina che chiarisca l’utilizzo dei cookie sul sito stesso.

note legali di un e-commerce e cookies
Note legale di un e-commerce: la normativa sui cookies prevede una serie di adempimenti che devono essere rispettati per evitare di incorrere in multe salate

La normativa sui cookies prevede la predisposizione di due diverse informative, la prima da inserire come banner in home (riproposto anche nelle altre pagine del sito), la seconda da inserire in una pagina dedicata. La terza pagina del vostro e-commerce, quindi, dovrà prevedere la presenza dell’informativa estesa sui cookie nella quale è necessario inserire:

  • Elementi previsti dal codice
  • Finalità e tipologia di cookies
  • Moduli di consenso per delle parti terze
  • Richiamare la possibilità per gli utenti di manifestare le diverse opzioni sui cookies anche attraverso le impostazioni del browser utilizzato per la navigazione

L’informativa breve sarà presente, come detto, come banner in home nel quale bisogna precisare che il sito utilizza i cookie e che l’utente ha la possibilità di negarne l’installazione. Nel banner, inoltre, deve essere presente anche un link all’informativa completa.

Note legali di un e-commerce: come impostare il banner sui cookie

Il Garante della Privacy è intervenuto con una serie di precisazioni in merito all’utilizzo dei cookies all’interno di un sito. La prima fondamentale distinzione individuata dal Garante attiene alla tipologia dei cookies utilizzati, classificati in tre diverse tipologie:

  • Cookie tecnici
  • Cookie di profilazione
  • Cookie di parte terze

prescrivendo per ognuno di essi regole informative e usi diversi da parte degli editori.

Per i cookie tecnici, indispensabili per il funzionamento del sito, il Garante ha disposto che bisogna solo darne informazione nella Privacy Policy (senza banner quindi), anche nel caso in cui si tratti di cookie analitycs (usati per le statistiche), che non coinvolgono terze parti. Il provvedimento del Garante ha anche precisato che il banner e il blocco dei cookies non sono previsti anche nel caso di cookie analitycs che coinvolgano le terze parti, a patto però che i dati siano privati da elementi identificativi e che la terza parte non incroci i dati.

Questo significa che in presenza di cookie analitici di terze parti di carattere identificativo, il sito deve necessariamente utilizzare sia il banner che il blocco preventivo dei cookie. Stesso discorso vale per i cookie di profilazione appartenenti alle terze parti, mentre per i cookie profilanti usati direttamente dal sito è indispensabile non solo esporre il banner e bloccare preventivamente i cookie ma anche dare notifica del trattamento al Garante.

Per quanto riguarda il consenso dato dall’utente, il Garante chiarisce che la prosecuzione della navigazione (con click sul banner, al di fuori di esso o con il semplice scroll) è da considerarsi come assenso all’uso dei cookie.

I proprietari di siti hanno l’obbligo di conformarsi alla normativa sui cookies, incorrendo in pesanti sanzioni nel caso di mancato adeguamento.

In particolare, nel caso di informativa omessa o non idonea la sanzione amministrativa può andare da 6.000 a 36.000 euro, mentre l’installazione di cookies senza consenso comporta una sanzione dai 10.000 ai 120.000 euro. La omessa o incompleta notifica al Garante viene invece sanzionata con una somma che va dai 20.000 ai 120.000 euro.

Note legali di un e-commerce: obblighi informativi prima dell’acquisto

Il nuovo codice del consumo, che ha armonizzato la normativa italiana con quella europea, ha cercato di porre al centro delle disposizioni la necessità di informare il cliente in maniera dettagliata.

Per tale ragione sono stati fissati una serie di obblighi informativi sia pre-contrattuali che in fase di ordine, i primi da inserire in pagine informative generali ( una pagina del tipo “Condizioni di vendita generali”), i secondi da visualizzare all’interno della pagina dell’ordine.

note legali di un e-commerce e informativa pre-contrattuale
Note legali di un e-commerce: fondamentale è adempiere agli obblighi informativi pre-contrattuali fornendo agli utenti tutte le informazioni previste

Gli obblighi informativi pre-contrattuali devono includere:

  • Informazioni sul venditore
  • informazioni e descrizione dettagliata del prodotto
  • Informazioni sui prezzi e costi aggiuntivi (comprensivi di imposte e spese di spedizione)

Oltre a questi, esistono poi altri obblighi a carico del venditore, da rispettare prima e immediatamente dopo l’inoltro di un ordine.

Tutte queste informazioni non possono essere inserite in una pagina specifica, ma devono essere presenti nella pagina che descrive il prodotto, e nel percorso dedicato all’ordine nella quale si ricorda che deve essere presente anche un pulsante che specifichi che si tratta di un ordine con pagamento, poiché in caso contrario l’utente non è vincolato al contratto di acquisto.

Nel dettaglio, nella fase immediatamente precedente all’acquisto di un bene o di un servizio è indispensabile fornire al consumatore:

  • Informazioni esaustive sul prodotto o servizio
  • Prezzo, comprensivo di imposte e altri costi aggiuntivi
  • Costi totali ed eventuale periodo di fatturazione
  • Modalità di correzione di eventuali errori in fase di ordine

Conclusa la fase di acquisto il venditore è tenuto a inviare al consumatore una conferma della conclusione del contratto o dell’acquisto, generalmente via e-mail ma anche con documenti cartacei, nella quale indicare:

  • I dettagli e i dati relativi alle condizioni generali del contratto
  • Caratteristiche del bene o del servizio, prezzo, modalità di pagamento
  • Diritto di recesso

Note legali di un e-commerce: pagamenti e consegne

In un sito e-commerce è poi necessario inserire un’altra pagina, generalmente nel footer, dove si indicano i dati relativi alle modalità di pagamento e alle consegne.

note legali di un e-commerce consegna e pagamento
Note legali di un e-commerce: molto importante è dare una adeguata e completa informazione relativamente alla consegna e ai pagamenti

Per quanto concerne la consegna generalmente nel footer si indicano solo i nomi dei corrieri utilizzati, dedicando poi una pagina di approfondimento nella quale devono essere fornite informazioni aggiuntive come:

  • Modalità di spedizione
  • Tempi di consegna
  • Corrieri
  • Costi
  • Copertura territoriale delle consegne
  • Opzioni di spedizione
  • Informativa su cosa fare nel caso di smarrimento del pacco
  • Eventuali modalità per tracciare il pacco

Stesso discorso vale per le modalità di pagamento.

Nel footer è sufficiente inserire i metodi di pagamento accettati, mentre in una pagina dedicata bisognerà fornire informazioni ulteriori relative alle diverse opzioni di pagamento (pagamento alla consegna, carte di credito, pagamenti anticipati, paypal etc.).

Note legali di un e-commerce: la politica di reso

Molto importante è anche fornire tutte le informazioni per i resi dei prodotti, informazioni alle quali è bene dedicare una pagina del sito. Solitamente le disposizioni relative al reso sono richiamate anche nel footer con un link in modo da renderle facilmente accessibili a tutti gli utenti.

Nella pagina relativa al diritto di reso è bene indicare:

  • Modalità di reso
  • Modalità di cambio
  • Servizi di reso disponibili
  • Eventuale iter da seguire nel caso in cui non sia possibile effettuare il reso come indicato (a causa ad esempio dello smarrimento della ricevuta del prodotto)

Note legali di un e-commerce: il diritto di recesso

Nelle condizioni di vendita di un sito e-commerce, e in una pagina dedicata, devono sempre essere contenute delle precise informazioni relative alla possibilità per il consumatore di esercitare il diritto di recesso.

A tal proposito si stabilisce che il consumatore abbia diritto a recedere dal contratto entro un tempo di 14 giorni, senza dover sostenere costi aggiuntivi per la restituzione del bene e senza dover indicare alcuna motivazione.

Per esercitare il recesso è necessario che il consumatore informi il venditore della volontà di recedere entro il termine stabilito o utilizzando un apposito modulo presente sul sito o presentando una dichiarazione in merito.

Il venditore è tenuto a rimborsare il consumatore entro il termine di 14 giorni dalla “manifestazione” della volontà di recedere.

E’ bene ricordare che esistono delle eccezioni al diritto di recesso appena illustrato come i beni su misura, i beni deteriorabili o soggetti a veloce scadenza, i beni sigillati che non possono essere restituiti una volta aperti per motivi igienici o sanitari, le riviste e giornali e così via. Nell’ipotesi in cui il diritto di recesso non sia stato chiaramente illustrato o non sia presente, allora il consumatore ha diritto di recedere entro 12 mesi.

Note legali di un e-commerce: conclusioni

Da quanto visto risulta evidente come le note legali di un e-commerce devono essere precise, esaustive e rispettare tutte le disposizioni di legge relativamente a diversi aspetti, dall’informazione generale al trattamento dei dati, dalle condizioni contrattuali all’uso dei cookie. Ricapitolando, le pagine minimamente indispensabili per essere a norma sono:

  • Informazioni sulla azienda
  • Privacy Policy e trattamento dati
  • Gestione dei cookie
  • Banner per il consenso a cookie di terze parti
  • Ordini sul sito e informazioni sui prodotti
  • Pagamenti e consegne
  • Resi e rimborsi
  • Diritto di recesso

E’ quindi fondamentali per tutti coloro che operano nel commercio elettronico prestare una grande attenzione a ognuno di questi aspetti grazie ai quali si regolamenta il settore e si tutelano i diritti dei consumatori.

La sicurezza del login di Drupal. Guida rapida

Come gli altri CMS, anche la sicurezza del login di Drupal è soggetta ad attacchi e tentativi di violazioni abbastanza capillari che, di volta in volta, assumono connotazioni e bersagli differenti. Tra i più diffusi e “democratici” ci sono certamente gli attacchi brute-force che mirano a scovare le credenziali di accesso con la finalità di arrecare un danno.

Si è detto “democratici” in quanto questo tipo di violazioni possono interessare davvero tutti, dal piccolo blog personale a un sito strutturato e di più grandi dimensioni. La sicurezza del login di Drupal è quindi una priorità per chiunque si trovi ad utilizzare questo CMS opensource.

Cerchiamo, quindi, di capire in che modo migliorare la sicurezza del login di Drupal adottando una serie di accorgimenti “standard” o facendo ricorso a “strumenti” dedicati.

Sicurezza del login di Drupal: inizia da username e password

Ogni volta che si parla della sicurezza del login si fa immediatamente riferimento alla “forza” delle credenziali di accesso.

Potrebbe, quindi, sembrare un consiglio banale quello di scegliere una username e una password di difficile individuazione ma in realtà si tratta di uno step imprescindibile e forse neanche così scontato.

Per pigrizia o abitudine, infatti, molto spesso gli utenti tendono a utilizzare un username e una password “semplici”, vale a dire di comune utilizzo o contenenti delle informazioni facilmente rintracciabili come nomi propri, date di nascita, nomi di città e così via.

Ancora abbastanza diffusa è poi la tendenza a riutilizzare le password, a preferire quelle di facile memorizzazione (come la famigerata “123456”) o, addirittura, ad impiegare quelle di default, senza pensare che in questo modo si sta mettendo seriamente a rischio la sicurezza del proprio sito.

sicurezza del login di Drupal e credenziali di accesso
Sicurezza del login di Drupal: il primo passo è scegliere una combinazione username/password forte e di difficile individuazione

Il primo e fondamentale avvertimento è quindi quello di prestare grande attenzione alla scelta delle credenziali di accesso, specialmente se si è amministratori.

Anche per Drupal è possibile migliorare la sicurezza delle credenziali di accesso, evitando innanzitutto di usare “admin” come username amministratore. Abbiamo già illustrato la pericolosità di una scelta di questo tipo, dunque è fondamentale adottare un username nuovo per l’amministratore, aggiornandolo direttamente nella dashboard.

Discorso simile va fatto per le password la cui vulnerabilità potrebbe rappresentare un serio problema per la sicurezza dell’intero sito.

Per scegliere in maniera corretta una password, cercando di limitarne al massimo la debolezza, ci sono una serie di “buone pratiche” che è consigliato seguire.

In primo luogo la password deve essere abbastanza lunga e utilizzare tutti i caratteri a disposizione, quindi lettere, numeri e caratteri speciali, oltre a maiuscole e minuscole. Per lunghezza si intende una password di almeno 9 caratteri (come minimo), mentre la complessità è data appunto dalla combinazione di caratteri diversi che ne rendono molto più difficile la decriptazione.

Un valore aggiuntivo viene poi dato dalla “casualità” e questo perché la maggior parte dei cracker conosce i patterns di costruzione di una password comunemente utilizzati e possono, quindi, facilmente identificarli.

Sicurezza del login di Drupal: l’autenticazione a due fattori

Anche per la sicurezza del login di Drupal, uno dei “metodi” più efficaci e semplici è Two-Factor Authentication (TFA), grazie al quale è possibile aggiungere un ulteriore fattore di autenticazione per avere accesso al sito.

Grazie a questa “policy”, quindi, è possibile evitare accessi indesiderati al proprio sito anche nel caso in cui le credenziali di accesso vi siano state sottratte, poiché questo secondo fattore di autenticazione è di difficile individuazione in quanto inviato via sms sul cellulare del destinatario.

sicurezza del login di drupal two factor authentication
Sicurezza del login di Drupal: grazie al modulo Two-Factor Authentication è possibile aggiungere un ulteriore fattore di autenticazione

Per Drupal esistono una serie di moduli che consentono di abilitare questa funzione; tra questo uno dei più noti è Two-Factor Authentication che, in pratica, consente di avere accesso all’area admin solo aggiungendo questo secondo fattore di autenticazione.

Il modulo si presenta abbastanza completo e offre all’utente una buona varietà di scelta relativamente al secondo fattore di autenticazione (One Time Passwrods, codice via SMS, codici pre-generati etc.).

Sicurezza del login di Drupal: utilizza i moduli di sicurezza

Abbiamo già accennato alla possibilità di poter utilizzare una serie di moduli per incrementare i livelli di sicurezza del login di Drupal.

Uno dei primi da segnalare è certamente Login Security, grazie al quale è possibile ottenere una serie di interessanti funzionalità per migliorare la protezione di tutte le operazioni di login.

Il modulo include diverse opzioni tra le quali le più interessanti sono quelle che consentono all’amministratore di limitare il numero di tentativi di accesso, bloccando l’utente dopo n-tentativi falliti.

sicurezza del login di drupal e modulo login security
Sicurezza del login di Drupal: grazie al modulo Login Security è possibile bloccare un utente dopo n-tentativi di accesso

Altrettanto utile è la funzione che permette di negare, permanentemente o temporaneamente, l’accesso alla pagina di login a determinati IP o quella che consente all’amministratore di essere costantemente aggiornato (grazie alle notifiche via mail) relativamente a tutto ciò che avviene nel form di login (come furto di account e password o tentativi di login di tipo brute-force).

Un altro plugin che offre un valido supporto è Password Policy che, come suggerisce già il nome, definisce una serie di policy di sicurezza che tutti gli utenti del sito devono rispettare in fase di registrazione o di cambio password. Con Password Policy, in pratica, è possibile forzare gli utenti a rispettare determinati parametri di sicurezza per la definizione delle password; si tratta di una funzione apprezzabile che aiuta a prevenire gli attacchi brute-force determinati dalla scelta di password non sufficientemente sicure.

sicurezza del login di drupal e password policy
Sicurezza del login di Drupal: il modulo Password Policy fissa dei parametri di sicurezza per la composizione delle password di accesso

Da segnalare anche il modulo Restrict Login che permette di prevenire gli accessi indesiderati fissando una serie di restrizioni o relativamente a un IP o range di IP o relativamente al ruolo (Restrict IP by IP e Restrict role by IP).

Un ultimo modulo per difendersi dai tentativi di login non autorizzati basati su script è Captcha grazie al quale è possibile aggiungere i captcha ai form di autenticazione riuscendo a bloccare tutti i tentativi di login automatizzati.

sicurezza del login di drupal e captacha
Sicurezza del login di Drupal: il modulo Captcha consente di aggiungere i captcha ai moduli di login prevenendo così i tentativi di accesso automatizzati

Sicurezza del login di Drupal: il protocollo HTTPS

Un altro modo per rendere molto più sicuro il processo di autenticazione è abilitare HTTPS per il blocco di login.

Il protocollo HTTPS, infatti, permette di criptare tutte le richieste HTTP rendendo la comunicazione e il trasferimento delle informazioni tra browser e server molto più sicura.

Generalmente viene utilizzato per proteggere dati sensibili come numeri di carte di credito, contenuti confidenziali, informazioni personali e credenziali di accesso (username e password); utilizzando il protocollo HTTPS per la pagina di login è quindi possibile cifrare le informazioni che vi “transitano” così da renderne molto più difficile l’identificazione e l’eventuale sottrazione.

Chiaramente per fare ciò avrete bisogno di un certificato SSL (Secure Socket Layer) che ha proprio la funzione di criptare le informazioni prima che queste vengano trasferite rendendone possibile la “lettura” solo ai server su cui il certificato è abilitato.

Proteggere la privacy. I trucchi dell’hacker n.1 al mondo

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Quando i consigli per proteggere la privacy e i trucchi per la protezione dei dati personali vengono da Kevin Mitnick, l’hacker più abile del mondo, inevitabile drizzare le antenne.

Il pirata informatico che ha cominciato la sua carriera da adolescente, e che ha trascorso quasi 5 anni in prigione per violazione di sistemi informatici, è ora dalla parte della legge. Mitnick svolge la sua attività di consulente in giro per il mondo aiutando i clienti a proteggersi dalle vulnerabilità.

L’edizione aggiornata del suo nuovo libro, aiuta chiunque, dagli utenti che utilizzano internet sporadicamente a quelli che ne sono profondi conoscitori, ad essere più preparati quando si tratta di proteggere le proprie informazioni personali.  La nuova edizione de “L’arte dell’invisibilità”, copre una serie di argomenti che alcuni lettori potrebbero trovare addirittura eccessivi. Dal creare una password sicura all’inviare delle mail cifrate e in mezzo decine e decine di altri argomenti per proteggere la privacy. C’è persino la sezione che spiega come proteggere i propri dati alla dogana.

Proteggere la privacy. Quando a dirtelo è Mitnick: il primo hacker al mondo

Era il terrore del Governo USA. Ora Kevin Mitnick, dopo 5 anni di prigione, è il l'hacker numero 1 al mondo. La nuova edizione del suo libro punta sulle tecniche per proteggere la privacy
Era il terrore del Governo USA. Ora Kevin Mitnick, dopo 5 anni di prigione, è il l’hacker numero 1 al mondo. La nuova edizione del suo libro punta sulle tecniche per proteggere la privacy

Ma Mitnick ha spiegato che devono essere i lettori a scegliere una soluzione che funzioni per loro. Non esiste una risposta che vada bene per chiunque, e spesso la soluzione che appare leggermente più facile è anche leggermente meno sicura. “La mia visione dell’intero libro vuole insegnare alle persone come individuare la migliore tecnologia per proteggere la propria privacy, piuttosto che utilizzare quella che viene consigliata da qualcuno”, spiega Mitnick con particolare riferimento ai sistemi di cifratura per lo scambio di messaggi.

Mitnick, che ha partecipato alla conferenza di sicurezza informatica della RSA che si tiene ogni anno per una settimana a San Francisco, ha illustrato le ultime tendenze dell’hacking e le modalità con cui difendere i sistemi informativi e proteggere la privacy. Cnet ha ottenuto una intervista che proponiamo nella sua versione italiana.

La sua capacità di accedere alla vita digitale di qualcuno deriva dalla sua grandissima storia come hacker. Ma il suo libro è rivolto a persone normali. Come crede che una persona normale possa pensare come un hacker, e lei che è un hacker come crede di essere in grado di pensare come una persona normale?

È stato difficile.  Ad esempio, quando ho iniziato a lavorare con il mio co-autore ho dovuto faticare molto per fargli capire che aveva bisogno di un’intero progetto per proteggere la sua privacy, perché lui credeva di non compiere nessun particolare errore. Ho avuto una lunga discussione con lui. Invece, anche se non sembra, è importante proteggere la propria privacy anche perché una volta che perdi i tuoi diritti alla privacy questi non ti vengono restituiti.

Io fornisco alle persone una piccola lista di cose per innalzare il livello di sicurezza e rendere sempre più difficile per gli altri ottenere i dati. Ad esempio, se usiamo un password manager come LastPass, possiamo farlo in maniera semplice. Se usiamo Lastpass possono ancora colpirci? Sì, utilizzando sistemi complessi. Ma comunque il livello della difficoltà è superiore alla media. Nonostante non ci sia una protezione al 100%.

Che cosa dice alle persone che affermano di non avere nulla da nascondere?

Gli risponderei di sbloccare lo smartphone e di consegnarmelo. “Posso controllare le tue mail i tuoi messaggi?” “No” “Perché? Non hai nulla da nascondere. Allora fallo!” “No, non ho alcuna intenzione di darti il mio smartphone.”. Lo vede?

Quando stai facendo una telefonata a casa, vorresti che qualcuno ti possa ascoltare? È fastidioso, cambia il tuo comportamento, perché viola le regole fondamentali e il tuo diritto alla riservatezza. Tu hai il diritto di parlare come vuoi, pensare come vuoi pensare, e socializzare con le persone con cui vuoi socializzare in maniera riservata.

"Che risponde a chi dice che non ha nulla da nascondere?" Se telefoniamo a casa, - spiega Mitnick - chi vorrebbe essere ascoltato?
“Che risponde a chi dice che non ha nulla da nascondere?” Se telefoniamo a casa, – spiega Mitnick – chi vorrebbe essere ascoltato?

Lei stesso è obiettivo di hacker, e un tempo si è dovuto nascondere dal governo degli Stati Uniti. Ma perché il resto di noi dovrebbe essere preoccupato da una eventuale invasione della privacy?

Forse i tuoi bambini vogliono leggere il tuo cellulare, o forse i tuoi genitori. Forse il tuo insegnante. Magari il tuo datore di lavoro. I datori di lavoro molto spesso possono controllare legalmente molti dati dei dipendenti, e le persone non sanno che possono farlo. E poi i criminali, quelli che vogliono rubarti l’identità, quelli che vogliono le informazioni della tua carta di credito, quelli che vogliono diventare te.

La questione sulla polizia di dogana, che può avere accesso agli account e ai dispositivi è forse una delle parti più interessanti del  libro. Che cosa vuole dire alle persone interessate a questo?

C’è stato un ingegnere della NASA, Sidd Bikkannavar,  che fu costretto a consegnare la password del suo cellulare alla dogana. Io non l’avrei mai fatto perché sono un cittadino americano. Loro non possono chiederlo quindi se la dogana vuole prendere il mio computer può farlo. Ma io non sono assolutamente tenuto a fornire le mie credenziali, mai e per nessun motivo.

Se io porto alla dogana un iPhone, e ho attivato la funzione Touch ID, una corte federale potrebbe obbligarti a posizionare il pollice sul device per aprirlo. Ma loro non possono obbligarti a rivelare la tua password secondo le leggi vigenti. Quindi che cosa bisogna fare?

Provate a portare i minimi dati personali quando superate la dogana. Iniziate da un servizio cloud che possa cifrare i dati. Questo è quello che faccio normalmente. Io cifro sempre tutto il mio sistema realizzandone un backup su USB e lo mando tramite un corriere a un amico e non torno a casa finché questo non lo ha ricevuto. L’unica cosa che possono fare alla dogana è requisire i miei dispositivi.

Il capitolo più sorprendente del libro. Come proteggere la privacy alla dogana. "Spedisco i miei dati con UPS ad un amico, prima di imbarcarmi per un volo" spiega Mitnick
Il capitolo più sorprendente del libro. Come proteggere la privacy alla dogana. “Spedisco i miei dati con UPS ad un amico, prima di imbarcarmi per un volo” spiega Mitnick

Ma questo implica che bisogna rifiutarsi di consegnare la propria password alla polizia.

Normalmente una persona non vuole essere fermata e lo fa. Ma io sono differente, io sono più di un ribelle. Io semplicemente non lo faccio. Non ho fatto niente di male. Tu non hai il diritto di chiedermi la password. La legge è dalla mia parte.

Quale sarebbe un sistema ideale per difendere la privacy di una persona?

Il sistema dove tutto è sicuro, e non hai bisogno di saperlo. Dove non hai bisogno di abilitare niente. Magari quando compri qualcosa, se è un prodotto di sicurezza, schiacci un bottone. Ho pagato per proteggere la privacy e funziona. Fatto

Che cosa serve per rendere tutto questo realtà?

L’innovazione, la domanda del mercato, e che produttori come Apple, dell, HP e Samsung inizino a costruire questi prodotti. E fare in modo che tutto ciò sia parte di loro dispositivi in modo tale che gli utenti non ci debbano nemmeno pensare.

La sicurezza del login di Joomla. Guida rapida

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Come tutti i più diffusi CMS, anche la sicurezza del login di Joomla è un elemento fondamentale per la difesa del proprio sito da parte di individui il cui scopo è quello di arrecare danni o di sottrarre dati sensibili. La sicurezza è, quindi, un aspetto fondamentale per chiunque gestisca un sito o un blog, a prescindere che si tratti di un portale personale o professionale.

Tra l’innumerevole serie di cyber-attacchi, quelli indirizzati al login sono molto diffusi e altrettanto pericolosi, specialmente se si pensa che tutti possiamo esserne vittime, con tutte le conseguenze che ne derivano. Joomla non è, chiaramente, immune da questo tipo di pericoli, per questo è fondamentale correre ai ripari adottando delle misure specifiche per la sicurezza del login di Joomla.

Sicurezza del login di Joomla: modificare Admin Super User

L’username è uno dei due parametri che ci permette di avere accesso al backend del sito.

Si tratta,  quindi, di un “valore” di estrema importanza da scegliere con la dovuta attenzione, specialmente considerando il fatto che le tecniche e le tecnologie impiegate dai cracker per sottrarre le credenziali di accesso si stanno facendo di giorno in giorno più raffinate.

Uno dei primi accorgimenti da prendere per aumentare la sicurezza del login di Joomla è quindi quello di cambiare l’username per il Super Administrator, evitando di utilizzare quello di default, vale a dire admin.

Per la sicurezza del login di Joomla, primo passo fondamentale: cambiate l’username del Super Administrator
Per la sicurezza del login di Joomla, primo passo fondamentale: cambiate l’username del Super Administrator

“Admin”, infatti, essendo un parametro “di base” è comune a tutti i siti Joomla e quindi noto a tutti, cyber-criminali compresi, i quali quindi conoscono già una delle due credenziali di accesso e non devono fare altro che inserire n-combinazioni per la password fino a trovare quella giusta. Perché semplificare il “lavoro” a chi sta tentando di danneggiarvi?

Joomla consente di cambiare facilmente l’username per il Super Administrator, un passo grazie al quale è già possibile assicurarsi un adeguato livello di protezione contro buona parte degli attacchi al login.

E’ bene ricordare, però, che altre impostazioni predefinite, come user ID, potrebbero essere utilizzate per violare l’account amministratore e avere quindi accesso al sito.

Come intervenire?

Il metodo forse più efficace è quello di creare un nuovo Super User al quale associare una combinazione username unico e una password forte. A questo punto è sufficiente loggarsi al backend utilizzando il nuovo user, procedere a rinominare e rimuovere i privilegi del Super User per l’account admin e per poi disabilitarlo totalmente.

Chiaramente, è possibile utilizzare anche dei plugin di sicurezza, capaci di semplificare ulteriormente questa operazione come ad esempio Admin Tools.

Sicurezza del login di Joomla: usare password complesse

L’username è solo uno dei due parametri tradizionalmente utilizzati per avere accesso all’area di amministrazione del vostro sito Joomla.

Se, quindi, è importante creare un nuovo username evitando quello di default, altrettanto lo è impostare una password sicura e difficilmente rintracciabile dagli strumenti di scanning impiegati dai cyber-criminali per provare numerose combinazioni di lettere e numeri nel giro di pochi minuti.

Ma come creare una password forte per implementare la sicurezza del login di Joomla? Generalmente per “indovinare” una password si utilizzano una lista di parole che comunemente gli utenti impiegano per comporre la propria “chiave di accesso”.

La sicurezza del login di Joomla deve basarsi su password complesse. Tramite software appositi si possono generare gratuitamente e all'istante
La sicurezza del login di Joomla deve basarsi su password complesse. Tramite software appositi si possono generare gratuitamente e all’istante

Il primo avvertimento, quindi, è quello di evitare parole comuni e molto in uso (ad esempio admin123), così come informazioni personali (come nomi propri o cognomi, date di nascita etc.) o riferite al nome del proprio sito.

Una password forte deve essere abbastanza lunga e contenere non solo lettere, ma anche numeri e caratteri speciali che ne rendono molto più complessa l’individuazione. Sempre relativamente all’utilizzo di parole comuni per la composizione delle password è bene fare un piccolo chiarimento.

Come detto gli attacchi brute-force inseriscono n-combinazioni di lettere e caratteri sino a trovare quella giusta, mentre gli attacchi dizionari (dictionary attack) utilizzano appunto delle parole scritte in un dizionario che altro non è che un elenco di password comuni.

In questo tipo di attacco, quindi, vengono provate tutte le possibili combinazioni di password utilizzando le parole più comunemente impiegate dagli utenti come i nomi propri, i nomi di città, le date e così via.

Sicurezza del login di Joomla: usare dei filtri per accedere al pannello di controllo

E’ possibile migliorare la sicurezza del login di Joomla anche utilizzando dei “filtri” che, in pratica, restringono l’accesso all’area admin.

Un primo passo è senza dubbio proteggere la cartella di amministrazione del sito impostando una password ulteriore. Una volta protetta la cartella di amministrazione, la nuova password verrà richiesta a ogni tentativo di accesso per visualizzare il form di login tradizionalmente usato per accedere al backend del sito.

Un altro espediente che è possibile utilizzare per limitare l’accesso all’area di amministrazione è quello di fissare dei filtri per gli IP.

In pratica si permette solo a determinati IP, inseriti in una apposita whitelist, di avere accesso alla admin URL mentre se la richiesta proviene da un IP non autorizzato questo verrà automaticamente re-indirizzato alla pagina principale o visualizzerà un messaggio di errore.

La sicurezza del login di Joomla può essere enormemente aumentate permettendo solo ad alcuni indirizzi IP di avere accesso all'URL di amministrazione
La sicurezza del login di Joomla può essere enormemente aumentate permettendo solo ad alcuni indirizzi IP di avere accesso all’URL di amministrazione

Restringere l’accesso al pannello di amministrazione impostando dei filtri per gli IP può essere una misura utile a migliorare la sicurezza del login di Joomla sebbene sia opportuno ricordare che, per impiegare questa “tecnica”, è necessario disporre di un IP statico.

Ci sono poi degli utili plugin di sicurezza per Joomla che consentono di avere queste ed altre funzionalità molto utili per mettere in sicurezza il login e non solo. Tra quelli attualmente disponibili, si segnala jSecure, un’estensione abbastanza completa che offre una serie di features interessanti come i captcha, “login control” e molto altro.

Sicurezza del login di Joomla: l’autenticazione a due fattori

Anche per la sicurezza del login di Joomla, Two-Factor Authentication si accredita come un metodo molto utile e semplice per migliorare i livelli di sicurezza e proteggersi da una buona fetta di attacchi brute-force.

Con Two-Factor Authentication è infatti possibile aggiungere un ulteriore livello di protezione alla fase di login utilizzando, in pratica, una One Time Password (OTP) di solito inviata tramite sms sul cellulare.

Questo significa che, anche se un cracker è riuscito a sottrarre le vostre credenziali di accesso, non sarà comunque in grado di loggarsi al sito, in quanto necessiterà di questo ulteriore codice di autenticazione che difficilmente riuscirà ad ottenere.

Relativamente al Two-Factor Authentication è possibile segnalare un plugin particolarmente utile che impiega proprio questa tecnica; si tratta di SecSign ID, un’estensione di sicurezza di semplice installazione che permette di utilizzare il Two-Factor Authentication per accedere al sito usando il proprio smartphone Apple o Android.