08 Maggio 2026
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Apple Watch. Conviene comprarlo? guida all’acquisto

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L’Apple Watch, come da tradizione di Cupertino, è il nuovo sogno proibito del mondo digitale. Ma conviene comprarlo? Da oggi parrebbe non esserci niente di più semplice che dire “mi piace, ne compro uno”, ma la scelta dell’Apple Watch giusto, a meno che non sia obbligata dalla disponibilità a magazzino (e per un primo periodo è facile che accada), potrebbe non essere così facile. Ecco per voi una guida all’acquisto semplice e concreta.

Apple Watch. Conviene comprarlo? guida all’acquisto

Non deve trarre in inganno il fatto che i modelli di orologi intelligenti siano tre e, se si esclude il Watch Edition, che la sua cassa in oro rende assolutamente elitario, quelli più accessibili sono il Watch e il Watch Sport. Due prodotti ben differenziati dal prezzo ancor prima che dall’estetica: quindi, o si compra l’uno o l’altro in funzione del budget che si ha a disposizione?

Non esattamente, o forse non solo. Serve un minimo di ponderazione: bisogna anzitutto scegliere le dimensioni dello schermo (da 38 mm o 42 mm) e poi il tipo di braccialetto (tra una trentina di modelli). Ma, ancor prima di puntare con decisione all’acquisto, bisogna avere le idee ben chiare su cosa ci si aspetta che faccia l’Apple Watch e su cosa può realmente può fare.

Apple Watch. Al via le vendite, ecco come scegliere. A confronto i tre modelli
Uno di fianco all’altro: ecco i tre modelli proposti da Apple in 38 differenti combinazioni

In pratica, le prime domande da porsi su questo prodotto così accattivante e su cui si tessono tante lodi sono: è davvero ciò che fa per me? Lo posso usare senza problemi? Vediamo come rispondere.

Attenzione: l’Apple Watch non funziona senza l’iPhone (5 o superiore)

In primo luogo, l’Apple Watch non è un prodotto autonomo nel senso che per poter essere usato deve operare in congiunzione con un iPhone, cui comunica tramite Bluetooth. Ma non tutti gli iPhone sono adatti: possono essere impiegati solo quelli dalla quinta generazione in poi. Quindi se si ha un iPhone 4 o un 4S per usare l’Apple Watch si deve prima di tutto aggiornare il proprio smartphone. Va da sé che più l’iPhone è recente (e quindi versatile e potente) migliore è il dialogo con l’Apple Watch.

L’Apple Watch funziona al posto del telefono

Oltre infatti che funzionare come un tradizionale orologio (che però offre la possibilità di usare differenti tipi di quadranti), l’Apple Watch si fa carico di una serie di funzioni tipicamente svolte dall’iPhone, come proporre notifiche, visualizzare messaggi o avvisare dell’arrivo di telefonate. Ma consente anche l’interazione con l’assistente vocale Siri, di avere indicazioni stradali o di fare da biglietto elettronico per l’imbarco sugli aerei.

Prima di comprare un Apple Watch bisogna considerare compatibilità e funzioni
Prima di comprare un Apple Watch bisogna considerare compatibilità e funzioni

Uno degli aspetti su cui è stato maggiormente posto l’accento è quello della salute e del fitness. Apple Watch può svolgere alcune delle funzioni di un normale tracker per l’attività fisica, come rilevare la distanza percorsa e i passi effettuati. Qualcuno potrebbe giustamente sottolineare che queste funzioni sono già presenti nell’iPhone 6 e 6 Plus, tuttavia, l’orologio intelligente permette di averle sempre a portata di mano senza dover ogni volta attivare lo smarpthone. Inoltre, alcune app si fanno carico anche di controllare se facciamo o meno movimento, avvisandoci quando è troppo tempo che stiamo fermi.

Apple Watch: vi conviene se vi piacciono le app

Apple Watch può anche essere usato come telecomando per la Apple Tv o per gestire da remoto alcune apparecchiature della casa (se queste si possono collegare a Internet). Ma può anche operare come strumento di pagamento tramite il servizio Apple Pay, che però non è ancora attivo in Italia (oggi funziona solo negli Stati Uniti ed entro breve verrà sperimentato anche nel Regno Unito).

Come si avrà capito, Apple Watch è un dispositivo molto versatile che, come accaduto per tutti i prodotti iOS, può trovare impiego nelle situazioni più disparate grazie sia alla tecnologia che sta alla base sia, soprattutto, alle applicazioni che consentono di sfruttare tale tecnologia. Oggi sono già disponibili migliaia di app per Apple Watch (non dimentichiamo che in alcune nazioni l’orologio è in vendita già da un paio di mesi) ma molte altre verranno, allargando quindi ulteriormente le possibilità di utilizzo.

Apple Watch. Le scelte possibili: cassa, cinturini e prezzi

Apple Watch. Alvia le vendite, ecco come scegliere. Confronto da 38 mm e 42 mm
A confronto una cassa da 38 mm e una da 42 mm: la differenza è evidente ma non influisce troppo sul peso

Queste motivazioni vi hanno convinto per l’acquisto? Se la risposta è sì, allora non vi rimane che decidere se il modello che fa per voi è un Watch, un Watch Sport o addirittura un Watch Edition.

Tra modelli della stessa gamma, una certa differenza nel prezzo la fa la dimensione della cassa, che può avere diagonale da 38 mm o da 42 mm. In termini pratici, la differenza nelle dimensioni della cassa comporta un display un pochino più grande (390×312 pixel contro 340×272 pixel) e un minimo aggravio di peso.

Si parla solo alcuni grammi di differenza: si passa da 25 g a 30 g nel modello Watch Sport che ha la cassa in alluminio e 40 g a 50 g nel modello Watch che ha la cassa in acciaio inossidabile. Per onor di cronaca, diciamo anche che per il Watch Edition il peso varia da 54 g a 67 g nel modello in oro rosa e da 55 g a 69 g in quello in oro giallo.

Va da sé che una cassa da 38 mm è adatta a un polso un po’ più piccolo, come potrebbe essere quello di una donna, mentre quella da 42 mm è più indicata per chi ha un polso di maggiori dimensioni, come potrebbe essere un uomo. Ma non si tratta di un dogma e quindi i gusti personali potrebbero sovvertite questa empirica classificazione.

Diverso è invece il discorso dei cinturini. Apple ha infatti previsto diverse combinazioni sia a seconda dell’orologio scelto sia a seconda del tipo di cassa. In questo caso, come anticipato, le combinazioni previste sono una trentina e, se si esclude il modello Watch Edition per cui è previsto un unico cinturino in funzione del colore dell’oro, negli altri casi si ha davvero l’imbarazzo della scelta.

C’è però un dettaglio importante da considerare: per il Watch Sport è possibile solo decidere il colore in quanto il cinturino è in silicone e ha sempre lo stesso design, mentre per il Watch Apple permette di decidere tra metallo, silicone o pelle.

Per i prezzi, Apple Watch ha un prezzo base di 669 euro e arriva a 1.269 euro, Watch Sport parte da 419 euro e arriva a 469 euro mente l’Edition distanzia tutti con il suo range di prezzi da 11.200 euro a 18.400 euro.

Apple Watch: meglio comprarlo subito o aspettare?

Per prendere d’acquisto e ordinare online l’orologio, rimane solo ultimo aspetto da considerare. Siete, come si suole dire, technology addicted? Ovvero non potete mai fare a meno di avere l’ultima novità hi-tech non appena esce? Allora non aspettate, comprate subito l’Apple Watch: entrerete in possesso di quello che è oggi la migliore incarnazione del concetto di dispositivo indossabile. Non vene separerete più

Al contrario, se la vostra preoccupazione non è tanto stupire gli amici o sentirvi “unici” ma acquistare un prodotto che sia veramente utile,  preferite aspettare per vedere se un prodotto avrà successo e confermerà le aspettative. Anche se Made in Cupertino, l’orologio intelligente è pur sempre un dispositivo informatico e come tale molto probabilmente avrà il canonico ciclo di vita di questa tipologia di prodotti.

Nel comprare un Apple Watch bisogna considerare cassa, cinturino e budget
Nel comprare un Apple Watch bisogna considerare cassa, cinturino e budget

Apple ha assicurato che per il Watch tale ciclo sarà più lungo, e forse mettere in commercio un modello che costa ben più di 10.000 euro può esserne la conferma, però è anche vero che, come per esempio è successo per l’iPhone e l’iPad, la seconda edizione ha fatto tesoro dei molti feedback degli utenti della prima versione (che a tutti gli effetti si sono rivelati stati una sorta di beta tester) e ha portato alla messa in commercio di un prodotto molto più stabile, lontano anni luce dal suo predecessore.

Modalità di acquisto e disponibilità

Come successo negli altri Paesi dove le vendite sono partite lo scorso aprile, anche da noi Apple consente di comprare il Watch online e poi ritirato presso un negozio Apple. Siccome però non tutti i negozi dislocati in Italia possono consegnare i nuovi orologi (e a volte, a seconda del modello, cambia il negozio), al momento dell’acquisto è bene verificare se il Watch scelto è ritirabile in uno shop vicino a casa o facilmente raggiungibile.

La prima disponibilità di Apple Watch è comunque limitata e attualmente non tutti i modelli possono essere acquistati: è praticamente acquistabile tutta la gamma Watch Sport , non sono invece ancora in vendita tutti i Watch e ancor più contenuta è la scelta sull’Edition.

PlayStation 4 Ultimate Player. Ecco come dovrebbe essere

PlayStation 4 Ultimate Player Edition: ecco svelato il nome della nuova consolle di gioco Sony, in arrivo nei negozi a partire dal prossimo 15 luglio. Ad annunciarne l’arrivo è stata la stessa Sony attraverso le pagine di PlayStation.blog, con un post dedicato che ha suscitato il vivo interesse di tutti gli appassionati di videogiochi.

PlayStation 4 Ultimate Player Edition: hard disk da 1 Tb

PlayStation 4 Ultimate Player Edition: in uscita il prossimo 15 luglio la nuova versione della consolle con 1Tb di hard disk
PlayStation 4 Ultimate Player Edition: in uscita il prossimo 15 luglio la nuova versione della consolle con 1Tb di hard disk

La novità sostanziale che dà il nome a questa nuova edizione della consolle di gioco Sony risiede nella nuova dimensione dell’hard disk interno, che passa dai 500 Mb del modello attualmente in commercio a 1 Tb (1.000 Mb). Raddoppiando la capacità di storage, Sony punta ad eliminare le problematiche di “spazio” incontrate da molti videogiocatori, alle prese con titoli sempre più curati sotto l’aspetto grafico e quindi “esosi” in termini di spazio.

Dando una rapida occhiata al filmato di presentazione diffuso da Sony, PlayStation 4 Ultimate Player Edition darà modo ai giocatori di collezionare più macchine, più scenari, più personaggi, più mappe, insomma più “momenti epici” da vivere durante l’esperienza videoludica.

PlaySyayion 4 Ultimate Player Edition: data di uscita, prezzo e specifiche

PlayStation 4 Ultimate Player Edition: in vista anche un miglioramento dei consumi e peso ridotto del 10%
PlayStation 4 Ultimate Player Edition: in vista anche un miglioramento dei consumi e peso ridotto del 10%

PlayStation 4 Ultimate Player Edition sbarcherà nei negozi e negli store di tutta Europa (e di tutti i paesi che utilizzano i sistemi PAL) a partire dal 15 luglio 2015. La nuova consolle sarà caratterizzata da un codice prodotto separato, il CUH-116B. Per quanto riguarda il prezzo di vendita, Amazon.de ha da poco inserito a listino la PlayStation 4 Ultimate Player Edition con un prezzo finale di vendita pari a 399 euro, lo stesso applicato all’attuale versione da 500 Mb di memoria.

Il prezzo, dunque, non dovrebbe discostarsi di molto da quelli delle PlayStation attuali. Anche le specifiche, in mancanza di comunicati ufficiali da parte di Sony, dovrebbero mantenersi in linea con quelle dei modelli PS4 presentati fino a oggi ma con qualche miglioramento: CPU a basso consumo x86-64 AMD Jaguar da 8 core, GPU AMD Radeon next-generation, 8 Gb di memoria GDDR5 e, appunto, il nuovo hard disk interno da 1 Tb. I miglioramenti riguarderanno invece il consumo energetico della nuova PS4, che sarà ridotto dell’8%, il peso (10% più leggero) e la finitura delle plastiche esterne che risulterà opaca in corrispondenza dell’alloggiamento riservato all’hard disk.

Windows 10 è gratis? Risponde il capo di Windows. Esclusiva

Il 29 luglio arriverà l’attesa versione 10 di Windows, un aggiornamento che comporterà una sorta di rivoluzione per Microsoft sia per quanto riguarda il versante tecnologico sia quello commerciale. Nel primo caso, Windows 10 vedrà l’abbandono di Internet Explorer per il nuovo browser Edge, farà il suo esordio il nuovo assistente vocale Cortana e, soprattutto, ci sarà una totale integrazione tra dispositivi mobili e desktop (e per certi versi anche con la Xbox), creando un unico ecosistema a base Windows.

Windows 10 è gratis? Risponde in esclusiva il capo di Windows

Per quanto riguarda l’aspetto commerciale, Windows 10 sarà il primo sistema operativo che Microsoft offrirà gratuitamente. A Redmond sembra abbiano deciso di seguire la strada tracciata da tempo da Apple, ponendo però una clausola: il download gratuito sarà concesso solo per un periodo limitato. Questa scelta ha creato un po’ di scompiglio tra gli utenti, che non sempre hanno ben chiara la nuova strategia.

Per questo motivo, abbiamo deciso di fornire un chiaro resoconto dei requisiti imposti da Microsoft e che è necessario soddisfare per poter effettuare l’aggiornamento gratuito al nuovo sistema operativo. Un resoconto che assume una forma assolutamente ufficiale, visto che arriva a fronte di un’intervista rilasciata ad Alground da Evita Barra, neo-direttore della Divisione Windows di Microsoft.

Evita Barra, direttore della Divisione Windows di Microsoft
Evita Barra, direttore della Divisione Windows di Microsoft

Windows 10 sarà gratuito ma per un periodo limitato. Il termine “limitato” cosa significa?

L’aggiornamento a Windows 10 sarà disponibile gratuitamente tramite Windows Update per i possessori di una licenza regolare di Windows 7 SP1 e Windows 8.1 Update dal 29 Luglio 2015 al 29 Luglio 2016.

Se ho una versione di Windows più vecchia rispetto alla 7, posso effettuare lo stesso l’aggiornamento? Se sì, quanto verrebbe a costare?

Se i requisiti hardware minimi sono rispettati, anche con una versione più vecchia rispetto a Windows 7 si potrà effettuare l’aggiornamento a Windows 10, con la differenza che questo sarà a pagamento. Tuttavia non sono ancora stati definiti i prezzi degli upgrade al nuovo sistema operativo.

Oltre che come download, Windows 10 si potrà reperire anche presso i rivenditori tradizionali?

Windows 10 sarà anche disponibile sui nuovi dispositivi che opereranno con Windows. Per quanto riguarda una versione retail, il nuovo sistema operativo sarà presto disponibile anche presso le migliori catene e rivenditori di informatica.

Chi ha un dispositivo con Windows Rt potrà fare l’aggiornamento?

Attualmente non è prevista la disponibilità di Windows 10 per i dispositivi Windows RT, ma ci saranno sicuramente degli aggiornamenti in merito nei mesi successivi al rilascio del nuovo sistema operativo.

Anche per Windows Phone l’aggiornamento sarà gratuito? Basta un download o è necessaria qualche operazione particolare che coinvolge i provider?

L’aggiornamento gratuito a Windows 10 Mobile sarà disponibile anche per gli utenti di Windows Phone 8.1 ma con tempi e modalità diversi rispetto alla disponibilità dell’edizione per PC/Tablet che rilasceremo il 29 luglio 2015 e che potranno variare a seconda del modello di Windows Phone e del provider.

Ricordiamo infine che, chi volesse essere sicuro di aggiornare il sistema operativo del proprio computer a Windows 10 non appena questo sarà disponibile, può prenotare il download notificando la propria intenzione direttamente a Microsoft. Nel momento in cui il nuovo sistema operativo sarà rilascato, si riceverà una mail di avviso. La procedura per la prenotazione si trova sul sito di Microsoft.

Android M. Caratteristiche e novità del nuovo sistema Google

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Miglioramento delle prestazioni e riduzione dei consumi. Sono stati questi i due filoni che hanno caratterizzato lo sviluppo di Android M, la nuova versione 6.0 del sistema operativo di Google per dispositivi mobili destinata a succedere all’attuale Lollipop (l’avvicendamento, dicono le ultime indiscrezioni, dovrebbe avvenire a novembre).

Così, mentre con Android 5 Google ha puntato principalmente a un rinnovo dell’aspetto e all’integrazione con dispositivi indossabili, televisori e tecnologie per auto (quindi su una serie di novità immediatamente percepibili dall’utente), nella prossima edizione le maggiori innovazioni saranno più defilate, sotto il cofano come si è soliti dire, ma ciò non significa che saranno di minore rilievo. Tutt’altro, permetteranno infatti di avere un sistema più stabile e più efficiente.

Android M. Caratteristiche e novità del nuovo sistema Google

Come si diceva, molteplici sono stati gli interventi eseguiti dagli sviluppatori di Google e questi hanno portato a una revisione sostanziale del sistema in diverse sue parti. A partire dall’installazione e disinstallazione delle applicazioni per arrivare alla gestione della luminosità dello schermo, dalle funzioni manuali della fotocamera al supporto integrato per Android Wear. Ma alcune novità meritano un resoconto più dettagliato perché sono destinata a modificare in modo decisamente tangibile l’usabilità di Android.

Android M e l’assistente coerente con il contesto

La prima di queste eclatanti novità è sicuramente Now On Tap. Si tratta di una sorta di estensione aggiunta a Google Now, l’assistente personale di Android che si occupa di gestire promemoria, effettuare ricerche online, notizie meteo o di fornire indicazioni stradali. L’integrazione di Now On Tap consente a Google Now, in base all’applicazione che si sta usando, di eseguire determinati comandi, funzioni o ricerche legate all’applicazione stessa. Un esempio per chiarire il funzionamento di Now On Tap: se ci sta scambiando una serie di SMS per organizzare una cena, Google Now può ora suggerire autonomamente dei ristoranti in base al contenuto dei messaggi, arrivando a consentire di effettuare una prenotazione. E una volta effettuata, inserisce l’appuntamento nei promemoria.

Android M. Tutti i segreti del nuovo sistema operativo Google. Now on tap schermate
Se stiamo organizzando una cena, il sistema ci fornisce i dettagli del ristorante e ci permette di prenotare

Paghiamo con Android M

In linea con quanto sta facendo Apple con il suo sistema di pagamento via iPhone, anche Google sta dando sempre più rilevanza al sistema di billing tramite dispositivo mobile. Per contrastare in modo più puntuale la società di Cupertino anche sul versante marketing, arriva la denominazione Android Pay (Google Wallet non scompare, ma poggerà sul nuovo sistema) e dalla prossima versione del sistema operativo consentirà agli sviluppatori di inserire più facilmente nelle applicazioni una funzione per il pagamento. Google, lo ricordiamo, ha fatto esordire Android Pay nel 2010 e l’obiettivo a breve termine è di consentire l’utilizzo presso 700.000 punti vendita negli Stati Uniti.

Personalizziamo Chrome

Google offre la possibilità di aggiungere a Chrome tag personalizzati. Questo consente agli sviluppatori di creare tag coerenti con le applicazioni in modo di rendere più semplice e veloce il passaggio dalle applicazioni stesse a Internet e anche l’integrazione nelle app di contenuti Web. In pratica, è come se si usasse Chrome direttamente all’interno delle applicazioni.

Su Android M, applicazioni più integrate

Ancora con l’obiettivo di migliorare l’usabilità del sistema, Google ha previsto di rendere più efficace e semplice il collegamento tra applicazioni. Gli sviluppatori hanno ora a disposizione nuovi strumenti per consentire di aprire automaticamente l’app più idonea a soddisfare una richiesta senza dove precisare, come si fa ora, qual è l’app che si ritiene più adatta a svolgere un determinato compito. Allo stesso modo, app certificate apriranno direttamente i link di loro pertinenza: così, per esempio, Twitter sarà proprietario dei propri e cliccando su uno di questi si apre l’app di Twitter e non Chrome per accedere a tale link tramite browser.

Questione di permessi

Totalmente rivisto il sistema per la designazione dei permessi per accedere a funzioni come microfono, fotocamera, contatti e via dicendo. A fronte di questo restyling, viene abbandonato il metodo attuale che porta ad assegnare tutti i permessi quando si installa un’app e si passa a una nuova modalità, che porta a fornire tali permessi solo quando si usa una determinata funzione dell’applicazione che realmente necessità di un permesso. Inoltre, si ha sempre sotto controllo tutti i permessi assegnati, con la possibilità eventualmente di revocarli.

Android M. Tutti i segreti del nuovo sistema operativo Google. Schermata riassunto info app
Per ogni app si hanno sempre sotto controllo le autorizzazioni assegnate

Consumi dimezzati per Android M (in stand by)

Il consumo della batteria è una nota dolente negli smartphone attuali. Google ha cercato di venire incontro alle richieste di maggiore autonomia integrando in Android M la tecnologia Doze. Questa monitorizza l’utilizzo del dispositivo mobile e se si accorge che non viene usato (verifica se non viene mosso per un certo periodo di tempo e se non viene attiva alcuna app), lo porta automaticamente in modalità di stand by. Google assicura che grazie a Doze si può arrivare a raddoppiare il tempo di stand by.

Dividiamo lo schermo in due

Come per iOS 9, anche Android M consentirà di dividere “virtualmente” il display del dispositivo mobile in due parti per poter eseguire due applicazioni contemporaneamente. A dire vero non è una novità in assoluto, perché questa opportunità era già fornita dai Samsung Note, ma con Android M diventa parte integrante del sistema operativo e quindi se ne potranno avvantaggiare tutti i tablet e gli smartphone (soprattutto quelli con gli schermi più grandi).

Attenzione alle impronte digitali

Grazie a diversi nuovi strumenti, in Android M è stata integrata la gestione dei sistemi di riconoscimento delle impronte digitali (in un’ottica anche di pagamenti mobili). I primi dispositivi dotati dei sensori dovrebbero esordire il prossimo anno e dovrebbero permettere di usare le impronte digitali per accedere al telefono, attivare funzioni nelle app e, appunto, consentire pagamenti tramite Android Pay.

su Android M arriva l’USB-C

Dopo il PowerBook Apple, anche i nuovi dispositivi mobili a che useranno Android 6 potranno adottare il connettore USB di tipo C. Questo consentirà di avere un sistema di ricarica più veloce e versatile, perché consente anche la ricarica di più prodotti e non obbliga a inserire il cavo di connessione secondo un verso ben preciso.

Android M. Tutti i segreti del nuovo sistema operativo Google. Connettore USB-C
L’USB-C debutterà dal prossimo anno sui nuovi dispositivi mobili che useranno Android 6.0

 

M sta per…

Android m è il nome in codice del nuovo sistema operativo e il nomignolo definitivo non è ancora stato stabilito. Se, come si suppone, Google continuerà nella scelta di nomi di dolci con la lettera iniziale che segue la sequenza dell’alfabeto, le possibilità sono piuttosto ampie: la M potrebbe infatti diventare Marshmallow, Milkshake, Muffin o Macaroon. O anche M&Ms, se l’azienda decidesse puntare su una partnership come è accaduto in occasione del lancio di KitKat.

Ecco come provare subito Android M

Nell’attesa di sapere quale sarà la decisione di Google, chi dispone di uno smartphone Nexus 5 o 6 o di un tablet Nexus 9, può provare in prima persona le potenzialità di Android 6.0 installando la developer preview del sistema operativo. L’operazione non è però automatica e richiede una serie di passaggi piuttosto articolati per cui consigliamo di seguire una procedura come quella che si trova su Androidexplained.com.

Minds. Così funziona il Social network anonimo, anti Facebook

La sfida a Facebook è stata lanciata: Minds.com, è un social network anonimo per garantire la privacy, sostenuto dal gruppo di attivisti di Anonymous. un progetto che era nell’aria ormai da qualche anno, è stato lanciato in questi giorni con l’obiettivo di assicurare a tutti i suoi utenti la più completa riservatezza, attraverso una criptazione avanzata dei messaggi fra gli utenti e un nuovo meccanismo che andrà a massimizzare la visibilità degli utenti più attivi.

Minds.com, il primo Social Network Open Source per la privacy degli utenti.
Minds.com, il primo Social Network Open Source per la privacy degli utenti.

Minds. Così funziona il Social network anonimo, anti Facebook

A battezzare il nuovo Social è stato il suo creatore Bill Ottman, impegnato da tempo a progettare il codice Open Source della nuova piattaforma Minds.com. A differenza di Facebook, che rappresenta un sistema chiuso pre-confezionato, il codice sorgente di Minds.com è a completa disposizione della community di utenti: in questo modo sviluppatori, professionisti e persino hacker potranno testare il Social e proporre migliorie, attraverso un meccanismo di continua verifica e correzione del codice.

Obiettivo: impedire ad aziende, inserzionisti, governi e agenzie di “spiare” i dati personali immessi dagli utenti di Minds.com, arginando così il business legato alla compravendita a fini commerciali di dati, abitudini di navigazione e preferenze degli utenti. “Molte aziende, nei loro Social, asseriscono di tutelare la privacy degli utenti mediante algoritmi crittografici proprietari, che nessuno potrà mai verificare – ha spiegato Ottman attraverso le pagine di Minds.com – l’effettivo livello di privacy di un Social è verificabile solo quando il codice sorgente è open, in modo tale che tutti possano confutarne l’effettiva efficacia”.

Minds.com, diversamente dagli altri Social la visibilità degli utenti dipenderà dal loro grado di attività.
Minds.com, diversamente dagli altri Social la visibilità degli utenti dipenderà dal loro grado di attività.

Minds.com, nessuna pubblicità e maggiore visibilità per gli utenti più attivi

Il riferimento, tutt’altro che velato, è rivolto al Social numero uno al mondo che ha costruito, in questi anni, la propria fortuna attorno all’aspetto commerciale delle pagine. Le inserzioni sponsorizzate fanno infatti leva sulle preferenze degli utenti, che vengono targettizzati e catalogati in modo da risultare facilmente raggiungibili da inserzioni a pagamento e contenuti pubblicitari pubblicati da terzi. Un sistema che, in Minds.com, non verrà previsto.

La visibilità degli utenti, nel nuovo social, sarà direttamente proporzionale al loro grado di “attività”: più contenuti verranno postati, maggiore sarà la loro diffusione tra gli utenti di Minds.com. Ad ogni contenuto postato verrà quindi assegnato un punteggio che andrà a incrementare il ranking dell’utente: più punti si otterranno, maggiore sarà la visibilità dei contenuti su Minds.com. Il meccanismo, quindi, andrà ad avvantaggiare gli utenti maggiormente attivi a discapito di quelli più pigri, che si limitano magari a linkare o condividere contenuti pubblicati da terzi. In questa logica, ovviamente, non sarà possibile sponsorizzare contenuti a pagamento.

Minds.com, Anonymous annuncia la collaborazione con il nuovo Social.
Minds.com, Anonymous annuncia la collaborazione con il nuovo Social.

Minds.com, in arrivo l’aiuto degli hacker di Anonymous

Il progetto lanciato è ambizioso: portare la libertà informatica in un mondo complesso come quello dei Social Network, oggi dominato dalle multinazionali e dal denaro. La sfida, logicamente, ha suscitato sin da subito il vivo interesse degli hacker-attivisti di tutto il mondo e in particolare di Anonymous, fra le più grandi comunità di attivisti che dal 2003 persegue progetti a livello globale iniziative volte alla cyber-libertà degli utenti e, più in generale, a un mondo più equo basato sulla parità di diritti fra gli individui.

Anonymous chiama a raccolta hacker, programmatori e designer in tutto il mondo – si legge sulla pagina Facebook del gruppo – vogliamo lavorare sul codice di Minds.com per costruire insieme un servizio che possa essere di tutti, un progetto realizzato dal popolo per il popolo”. Formato da cellule attive in tutto il mondo come “libere coalizioni di abitanti della Rete”, Anonymous ha al suo attivo centinaia di attacchi informatici e azioni di protesta volte a sensibilizzare l’opinione pubblica su tematiche sociali, economiche, politiche e culturali, attraverso operazioni di hacking di siti istituzionali, governativi o privati.

Minds.com, il codice Open Source potrà essere costantemente migliorato dagli sviluppatori e dalla community
Minds.com, il codice Open Source potrà essere costantemente migliorato dagli sviluppatori e dalla community

Minds.com: l’inizio di una nuova era per i Social?

La sfida è ambiziosa: un progetto senza fini di lucro, destinato a premiare gli utenti esclusivamente in base alla loro attività e alla “qualità” dei contenuti pubblicati, senza pubblicità o compravendita di dati sensibili degli utenti. In parole povere, un sistema Open Source capace di blindare la privacy delle singole persone, con un servizio di instant messaging criptato e a prova di spioni. Troppo avveniristico? Forse, ma nel frattempo Minds.com è già realtà, con un sito e App scaricabili dai principali store di Android e IOs.

E, soprattutto, con l’appoggio di uno fra i maggiori collettivi di hacktivisti del mondo. Difficile ad oggi dire quali saranno le potenzialità di questo Social Network, ultimo arrivato in un mercato dominato da colossi mondiali utilizzati da miliardi di persone nel mondo. L’unica cosa certa, è che Minds.com ha portato un primo scossone, una ventata di aria nuova: starà agli utenti recepire o meno la novità, decretando il successo o il fallimento di questo progetto appena varato.

Cartel Kings. Il gioco sparatutto spopola su iPhone e Android

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Cartel Kings. Il gioco sparatutto spopola su iPhone e Android. Sarà perché è semplice, sarà perché ci permette di vestire virtualmente i panni di un boss del crimine per arrivare a dominare il mondo della malavita, ma Cartel Kings è un gioco per dispositivi mobili che intriga. E lo fa a tal punto da essere in cima alle classifiche di gradimento sia fra gli utenti di iPhone e iPad sia fra i seguaci di Android.

Cartel Kings. Il gioco sparatutto spopola su iPhone e Android

Cartel Kings schermata panoramica paese
I guadagni (più o meno leciiti) li possiamo usare per espandere il possesso del territorio

Lo scopo del videogame è chiaro: scelto quale personaggio ci rappresenterà (tra i nomi proposti ne troviamo di davvero emblematici, come Max Muscles o Donnie Dollar), ci gettiamo nell’avventura con l’obiettivo di conquistare il dominio della città del crimine sconfiggendo tutti gli altri boss.

Ovviamente, la strada sarà lunga e irta di insidie e noi dovremo saperci destreggiare sia in azioni tipiche di uno sparatutto sia in situazioni che richiamano i più classici gestionali. Ma, come si intuisce dal nome del gioco, nella nostra scalata al successo finale possiamo (e in alcuni casi dobbiamo) stringere delle alleanze per dar vita a dei cartelli e contrastare in questo modo i cartelli formati dai nostri nemici.

Ci troveremo perciò coinvolti in sparatorie dove dobbiamo essere abili ma soprattutto veloci: la logica è un po’ quella dello sparatutto arcade, in cui però ogni comando viene dato tramite un tap sullo schermo del dispositivo mobile. Semplice e intuitiva, questa modalità di gioco alla lunga può forse risultare un po’ ripetitiva, ma gli amanti del genere troveranno sicuramente pane per il loro denti.

Se non si è portati per le sparatorie, nessun problema: basta attivare la modalità “Furia” e il gioco risolverà autonomamente le situazioni in cui si devono usare le armi.

Primo obiettivo: impossessarsi di denaro

Uscire vincitori da uno scontro a fuoco vuol dire ottenere ricompense in denaro, che può essere investito sia per ampliare il proprio arsenale con armi sempre più efficaci e sofisticate (se ne possono creare anche di personalizzate, arrivando a quelle di distruzione di massa) sia per estendere il dominio sulla città e compiere così un passo verso l’obiettivo finale. Va da sé, che i luoghi di elezione dove trovare soldi sono le banche, che si è incitati a derubare dalle missioni proposte dal gioco, e le auto blindate, che vanno assolutamente saccheggiate.

Cartel Kings schermta di una sparatoria
Sono molteplici le situazioni in cui ci troviamo protagonisti di sparatorie

In solitaria ma anche multiplayer

Cartel Kings è un videogioco con una doppia anima, che può essere giocato in solitaria ma che spesso si può trasformare un tipico massively multiplayer online game. Infatti, possiamo ottenere rapidamente ingenti somme di denaro rubandolo ad altri giocatori, dopo che li abbiamo sconfitti in scontri a fuoco alla “Baia delle battaglie”.

Allo stesso modo, Cartel Kings permette di muoversi in una logica MMO quando si crea un cartello e si ha quindi la necessità di cercare alleanze: in queste situazioni è necessario poter chattare per aiutarsi e combattere congiuntamente contro i boss avversari e ottenere ricompense.

Gratuito e poco esoso sul versante hardware

Nonostante sia caratterizzato una logica sparatutto e da una gestionale, Cartel Kings non estremizza né l’una né l’altra. Per cui, come detto, risulta facilmente giocabile e sfoggia una diffusa comicità, sia nelle situazioni in cui ci si viene a trovare sia nei personaggi che le popolano che sono davvero improbabili (sia come abbigliamento sia come atteggiamento). Il tutto è poi condito con una grafica piuttosto stilizzata, che ci riporta un po’ agli arcade di qualche anno fa, ma che proprio per questo lo rende giocabile anche su dispositivi mobili non di ultimissima generazione.

Cartel Kings è realizzato da Mobile Gaming Studios ed è disponibile gratuitamente sia sull’App Store di iTunes sia su Google Play. Il fatto che sia gratuito non limita in modo sostanziale la giocabilità. Se però si dovessero incontrare delle difficoltà a reperire delle risorse per proseguire nel gioco, sono possibili degli acquisti in-app.

Mac OS X El Capitan. Le caratteristiche del nuovo sistema

Un’evoluzione ma non una rivoluzione. Apple è stata chiara in occasione della presentazione del nuovo sistema operativo Mac OS X 10.11 El Capitan: la base non cambia, è ancora lo Yosemite rilasciato lo scorso anno, però sono stati introdotti numerosi miglioramenti e cambiamenti per offrire un’ancor più stretta integrazione fra i Mac, i dispositivi iOS, le app e i servizi online. Ed è proprio per enfatizzare questo concetto di miglioramento dell’esistente che è stato scelto il nome di El Capitan: è infatti la vetta più alta all’interno del parco di Yosemite negli Stati Uniti.

Mac OS X El Capitan. Le caratteristiche del nuovo sistema

Già da un primo approccio, El Capitan dà l’idea del rinnovamento. Questo perché è stato cambiato il font di sistema: Apple ha adottato il nuovo San Francisco, perché lo ritiene un carattere moderno, facile da leggere e bellissimo sui display Retina. Ma è sotto il cofano che stanno le maggiori innovazioni, quelle che fanno la differenza in termini di prestazioni e usabilità. Vediamo allora in dettaglio quali funzioni il nuovo sistema operativo migliora rispetto al Mac OS 10.10.

Ricerche sempre più precise

Partiamo anzitutto dalle ricerche, che diventano sempre più precise e ad ampio spettro. All’ampiamento al Web introdotto lo scorso anno, Spotlight aggiunge ora anche alcuni ambiti definiti all’interno dei quali effettuare ricerche specifiche, come meteorologia, sport, Borsa, video in Internet e anche trasporti. Non solo. Per affinare i risultati è possibile fare richieste usando una forma simile al linguaggio naturale, come per esempio “Che tempo fa a New York?” o “Quali sono state le migliori azioni di Lionel Messi nel 2015?”: nel primo caso avremo come risposta delle previsioni del tempo mentre nel secondo avremo una lista di video

Mac OS X El Capitan. Le caratteristiche: schermata diSpotlight
In El Capitan, le ricerche sono più mirate e le richieste sono fatte nel linguaggio naturale

Potremo anche chiedere a Siri “Mostrami i documenti su cui ho lavorato il mese scorso” o, in modo ancor più selettivo “Cerca i documenti di Pages su cui ho lavorato ieri e che trattano di budget”. Da sottolineare che in El Capitan la finestra di Spotlight può essere ridimensionata e spostata sul desktop come meglio si ritiene opportuno.

Finestre riorganizzate

Mission Control, il modo più veloce di vedere tutte le finestre aperte, ha un design più chiaro che permette di trovare ancora più rapidamente la finestra di cui hanno bisogno. Quando la Scrivania è affollata, basta trascinare una finestra nella parte superiore dello schermo per accedere alla nuova Spaces Bar in Mission Control e creare un nuovo Spazio, il modo con cui OS X raggruppa le applicazioni. E la nuova funzione Split View posiziona in automatico le finestre di due app una accanto all’altra in modalità a schermo intero, così è possibile lavorare su entrambe contemporaneamente e senza distrazioni.

Mac OS X El Capitan. Le caratteristiche: split viw Safari .Notes
Il multitasking può avvantaggiarsi della vista simultanea di due app a pieno schermo

A ben guardare, è una funzione che Microsoft aveva già introdotto in Windows 7 e che è molto comoda quindi è la benvenuta anche in Mac OS X.

Un Safari più comodo e funzionale

Apple ha fatto in modo che le applicazioni che fanno parte del sistema operativo siano ancora più intuitive in Mac OS X El Capitan. Le caratteristiche di Safari, per esempio, sono state arricchite con la funzione Pinned Sites, che si ripropone di far avere sempre a portata di mano i siti web più frequentati: rimangono aperti e attivi nella barra dei pannelli. Tanto è semplice nella concezione tanto è utile: parliamo del nuovo pulsante “mute” che consente di disattivare rapidamente l’audio del browser da tutti i pannelli. Alzi la mano chi, avendo aperti numerosi pannelli, non si è trovato con della musica o, ancor peggio, con persone che parlano senza sapere su quale pannello fossero. Ora, con il nuovo pulsante “mute” l’inconveniente è presto risolto.

 

Mac OS X El Capitan. Le caratteristiche: schermata di Safari
La funzione Pinned Sites permette di avere sempre disponibili i siti che si vistano più spesso

Le novità di Mail e Foto

Apple le ha chiamate Smart Suggestions e sono destinate a migliorare l’usabilità di Mail. Si tratta di una funzione che riconosce i nomi o gli eventi in un messaggio di posta e chiede all’utente se desidera aggiungerli ai contatti o al calendario: se la riposta è sì, basta un clic del mouse per portare a termine l’operazione. Altra novità (molto comoda se si usa il trackpad) è la possibilità di sfiorare per cancellare i messaggi (come avviene in iOS). Per concludere, l’app Mail può ora funzionare in modalità a schermo intero.

 

Mac OS X El Capitan. Le caratteristiche: schermata di Mail
Grazie alla modalità a tutto schermo, la visualizzazione delle mail è molto più comoda

 

Dal canto suo, la nuova versione dell’applicazione Foto consente di aggiungere luoghi a una singola immagine o a un intero Momento e ordinare gli album per data o titolo. In aggiunta, è possibile scaricare estensioni per l’editing di altri sviluppatori dal Mac App Store e accedervi direttamente dall’app Foto.

Mac OS X El Capitan. Le caratteristiche: schermata di Foto
La nuova app Foto consente maggiori interventi di editing sulle immagini

 

Note, finalmente una vera alternativa a Evernote

Con la nuova app Note, in El Capitan si può fare drag and drop di foto, PDF, video e altri file nelle note e aggiungere contenuti direttamente da altre app, come Safari o Mappe, tramite il menu Condividi. Facili da creare, le checklist aiutano a tenere traccia delle cose più importanti da fare, mentre un nuovo browser organizza gli allegati in un’unica vista, per rendere più facile trovare ciò che si sta cercando. Attraverso iCloud, le note sono sincronizzate su tutti i dispositivi abilitati. Il grande lavoro fatto da Apple ha reso Note un valido concorrente di altre app, Evernote prima fra tutte.

Mac OS X El Capitan. Le caratteristiche: schermata app Note
Un nuovo browser riunisce e mostra tutti gli allegati di una nota

 

Mappe con indicazione anche sui trasporti

Apple ha lavorato di fino anche per migliorare l’app Mappe. Diverse sono le innovazioni apportate, tra queste spiccano sicuramente la possibilità di avere indicazioni sui percorsi da fare a piedi e sui mezzi pubblici da prendere per raggiungere una determinata destinazione. Purtroppo, al momento, queste opportunità riguardano solo una decina di città al mondo ma nessuna italiana.

 

Mac OS X El Capitan. Le caratteristiche: schermata app mappe
Arrivano le indicazini sui trasporti pubblici, ma non per l’e città italiane

Prestazioni senza precedenti

Oltre che sull’aspetto funzionalità, in El Capitan Apple ha lavorato molto anche sulle prestazioni: l’obiettivo era rendere più veloci e reattive molte delle attività che gli utenti svolgono quotidianamente. Con l’adozione di Metal, la tecnologia grafica realizzata dalla stessa Apple per sfruttare al meglio le potenzialità elaborative del processore grafico, è stato ottenuto un incremento del rendering a livello di sistema fino al 50% e dell’efficienza globale fino al 40%. Questo, in pratica, si traduce in un aumento del 40% dell’apertura delle applicazioni e nel raddoppio della velocità di apertura dei messaggi mail o dello switch tra applicazioni. Ma arriva addirittura a quadruplicare la rapidità di apertura di un documento Pdf in preview.

Grazie poi alla capacità di Metal di sfruttare nello stesso momento CPU e GPU, le performance nei giochi e nelle app professionali possono incrementare fino a 10 volte rispetto a Mac OS X Yosemite.

Mac OS X El Capitan. Le caratteristiche
Giochi e app di grafica hanno una marcia in più grazie alla tecnologia Metal

Disponibilità

Concludiamo ricordando che Mac OS X 10.11 El Capitan è già disponibile per gli sviluppatori, mentre sarà scaricabile come beta pubblica a partire da luglio all’indirizzo http://www.apple.com/osx/whats-new/. Il rilascio della versione definitiva è previsto per il prossimo autunno.

Final Fantasy VII Remake: la leggenda ritorna in HD

Final Fantasy VII Remake è realtà. L’annuncio è arrivato durante l’E3, l’Electronic Entertainment Expo di Los Angeles: quello che per molti è uno dei migliori titoli nella storia dei videogiochi, sarà oggetto di un restyling grafico senza precedenti, che porterà l’HD nel magico mondo di Gaia e donerà nuova luce ai suoi amati personaggi.

Final Fantasy VII Remake: torna il capitolo più amato di Final Fantasy, in versione HD.
Final Fantasy VII Remake: torna il capitolo più amato di Final Fantasy, in versione HD.

Final Fantasy VII Remake: svelato il restyling del gioco più amato

L’annuncio è arrivato a due riprese, prima per bocca di Adam Boyes, Vice president of publisher and developer relations di Sony Nord America, poi da Phil Rogers, CEO della software house Square Enix che ha curato tutti i precedenti capitoli della saga. In entrambi i casi sono state diffuse le prime immagini del trailer di Final Fantasy 7 Remake, davanti a una platea in trepidante attesa che, in alcuni casi, non ha trattenuto qualche lacrima di gioia nel rivivere in questa nuova veste grafica le immagini di vent’anni fa.

Era infatti il 1997 quando la Square, oggi Square Enix, pubblicò per la prima volta Final Fantasy 7 per PlayStation: da allora sono seguiti numerosi altri capitoli della saga che, nonostante il successo planetario, non sono però riusciti a conquistare lo stesso posto nel cuore degli utenti. Final Fantasy 7 rappresenta uno dei più amati titoli dell’intera storia video ludica: per queste ragioni il remake HD costituisce un evento senza eguali, che ha di fatto monopolizzato l’attenzione di tutti gli addetti ai lavori nel corso dell’ultimo E3 di Los Angeles.

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Final Fantasy VII Remake: data di uscita

Le notizie arrivate dall’altro lato dell’oceano, purtroppo, sono ancora frammentarie. Per il momento, Square Enix ha soltanto dichiarato che la produzione del titolo è cominciata. Un’informazione che non svela più di tanto sulla data di uscita di questo Final Fantasy VII Remake, considerato come il capitolo XV della saga (la cui data di uscita è fissata per il 31 dicembre 2015) abbia cominciato la sua fase di sviluppo nel lontano 2006. Sicuramente, Final Fantasy VII Remake sarà disponibile fin dalla data di uscita per PS4 e a seguire per altre piattaforme (PC e Xbox in primis). Dato l’approssimarsi del ventesimo anniversario di Final Fantasy VII, il Remake potrebbe arrivare nei negozi già nel 2016 o al massimo nel 2017, per non perdere l’appuntamento con questo importante “compleanno” di Cloud & Co.

Final Fantasy VII Remake: ecco le prime immagini della futuristica Midgar.
Final Fantasy VII Remake: ecco le prime immagini della futuristica Midgar.

Final Fantasy VII Remake: come sarà? Molto simile, ma diverso dall’originale

Passiamo alla grafica: stando alle immagini diffuse dal trailer, ritroveremo i personaggi e i luoghi familiari che tanto ci hanno fatto sognare in Final Fantasy VII in una nuova, sontuosa versione ad alta definizione. Il trailer si apre infatti con le immagini della futuristica Midgar, più tecnologica che mai. La videocamera indugia sui ricchissimi dettagli dei palazzi, dei veicoli e degli abitanti per poi scendere nei vicoli, in mezzo a personaggi di tutti i giorni. Ed ecco, di spalle, arrivare Cloud e Barret, inconfondibili e indimenticabili.

Final Fantasy VII Remake: ecco le prime immagini della futuristica Midgar.
Final Fantasy VII Remake: ecco le prime immagini della futuristica Midgar.

La storia, però, potrebbe prendere una piega diversa rispetto al gioco originale del 1997. Nel corso di un’intervista tenuta direttamente all’E3, il direttore del gioco Tetsuja Nomura ha gettato benzina sul fuoco dichiarando che “il remake coesisterà con la versione originale del gioco. Perché, allora, proporre per due volte lo stesso identico gioco”? Certo, apportare delle modifiche a un pezzo di storia è un’arma a doppio taglio: da un lato si rischia di realizzare un flop, dato l’elevato peso del confronto, dall’altro invece potrebbe essere lo spunto per andare ulteriormente a migliorare Final Fantasy VII Remake ben oltre l’aspetto grafico.

Final Fantasy VII Remake: il cast storico del gioco verrà mantenuto. Lo sarà anche la storia?
Final Fantasy VII Remake: il cast storico del gioco verrà mantenuto. Lo sarà anche la storia?

Final Fantasy VII Remake: più di un videogioco, una questione di responsabilità

Senza voler cadere nella trappola dei sentimentalismi, la storia ci insegna quanto sia difficile realizzare un remake e al contempo non deludere le aspettative dei fan. Final Fantasy VII ha effettivamente fatto la storia video ludica, portando un mondo e un modello di gioco nuovo per molti giovani (e meno giovani) sul finire degli anni ’90. L’azzardo di andare a modificare la grafica ci può stare, ma che dire della storia? Tetsuja Nomura ha dichiarato che gli elementi fondamentali del gameplay, così pure la trama di fondo, non verranno toccati in Final Fantasy VII Remake, senza però chiudere la porta a colpi di scena o scostamenti dalla storia cui siamo stati abituati da quasi vent’anni a questa parte.

Sentimenti, ricordi, emozioni legate a un gioco ben riuscito e costruito come Final Fantasy VII sono indelebili nel cuore di ogni videogiocatore. La notizia positiva è che il remake sarà curata dallo stesso identico team che nel 1997 diede vita al gioco originale: un motivo in più per attendere con ansia e trepidazione Final Fantasy VII Remake e sognare di ripercorrere, ancora una volta, gli scenari fantastici del gioco in compagnia dei suoi intramontabili personaggi.

Così Google Chrome OS X consumerà meno batteria

C’era una volta Google Chrome, il più leggero dei browser. Con gli anni, però, le tecnologie sono cambiate e con esse Chrome è stato arricchito di funzioni, componenti aggiuntivi, nuove caratteristiche che sono andate a discapito delle performance. Molti utenti di Google Chrome hanno potuto constatare come recentemente il browser di Mountain View risulti più lento rispetto al passato, tanto in ambiente Windows quanto sui sistemi OS X: tempi di caricamento superiori alla media, consumo esagerato delle risorse hardware e soprattutto, sui notebook, un impatto devastante di Chrome OS X sul consumo della batteria.

Chrome OS X, consumo della batteria: da browser superleggero a divoratore di risorse

Chrome OS X, consumo della batteria migliorato nelle prossime versioni del browser.
Chrome OS X, consumo della batteria migliorato nelle prossime versioni del browser.

Chi da anni utilizza fedelmente Google Chrome avrà notato una sostanziale differenza nella gestione dei processi di sistema: ogni tab utilizza un proprio processo per il funzionamento, appesantendo così le performance generali del sistema operativo generando un consumo elevato di RAM.

Questo dato, in aggiunta all’ulteriore consumo di risorse derivante dalle varie notifiche, estensioni e componenti aggiuntivi ha portato Google Chrome a un deciso calo prestazionale, collocandolo al di sotto di Firefox, Internet Explorer e, in ambiente Mac, di Safari.

Google Chrome: in arrivo aggiornamenti per incrementare le performance fino al 50%

Per correre ai ripari Peter Kasting, senior Chrome Engineer, ha recentemente spiegato in un post su Google+ come i tecnici di Google siano al lavoro per risolvere la problematica. Chrome, concepito per essere il browser più performante e sicuro del mercato, presenta oggi ai suoi utenti il “conto” in termini di utilizzo delle risorse, che portano sì buoni risultati ma solo su macchine potenti, penalizzando gli utenti di macchine datate o poco performanti con lunghi tempi di caricamento delle pagine e lag nella navigazione.

Da qui, la sfida: ridurre le chiamate e l’utilizzo del processore, portandole in linea con i diretti concorrenti (Firefox e Safari in primis) e modificare le priorità nella gestione degli elementi, dando la precedenza a quelli in primo piano vitali per una corretta navigazione.

Google Chrome OSX, il consumo batteria sarà inferiore su notebook e dispositivi mobili

Che dire, invece, di Chrome OS X e il consumo batteria? Quando l’alimentatore è scollegato, l’impatto del browser sull’autonomia del dispositivo è devastante, con i processi che a volte arrivano a occupare oltre un Giga di RAM. Un browser particolarmente assetato di risorse per il quale, però, è pronta la cura.

Per riportare i consumi energetici in linea con la concorrenza, Kasting ha dichiarato l’arrivo di aggiornamenti volti a ridurre il consumo di batteria da parte di Chrome, sia quando il browser è attivo sia quando resta in esecuzione in background. Miglioramenti che a ben vedere sono già stati introdotti all’inizio di maggio con un nuovo sistema di gestione dei contenuti flash, capace di concentrarsi su quelli principali bloccando quelli secondari, evitando ulteriori sprechi delle risorse di sistema.

Le prestazioni del “nuovo” Chrome OS X

Chrome OS X: in arrivo anche i tanto attesi aumenti delle prestazioni.
Chrome OS X: in arrivo anche i tanto attesi aumenti delle prestazioni.

Dati alla mano, quanto sarà veloce il nuovo Chrome? A rispondere al quesito è lo stesso Kasting, sulla scorta dei testi condotti nei laboratori Google. La ricerca sui motori avverrà con una diminuzione del 66% del consumo della CPU, mentre il caricamento delle pagine verrà abbattuto fino al 50% con un ulteriore diminuzione del lavoro del processore.

Infine, in Chrome OS X il consumo batteria verrà abbattuto sensibilmente, anche se sotto questo aspetto non si dispone ancora di dati reali.

Insomma, il browser si riallineerà alle prestazioni di Safari, riportando Chrome nel vivo della competizione: a detta dello stesso ingegnere senior di Google, Chrome non starà a guardare mentre i browser concorrenti si evolvono e acquistano quote di mercato.

Da rilevare, in questo caso, come Chrome si sia attestato nel mese di maggio al 26,3%, infinitamente meno rispetto al 55% spaccato fatto registrare da Explorer (dati netmarketshare) ma che evidenziano un aumento della popolarità del browser di Mountain View, cresciuta in un anno del 6%. Che si tratti dell’inizio di una nuova era per Google Chrome?

Skype Translator, come funziona il traduttore simultaneo

Skype Translator: ultima frontiera della comunicazione. Un’affermazione che a molti potrebbe sembrare eccessiva, ma esaminando nel dettaglio il lavoro fatto dai tecnici Skype negli ultimi mesi è facile accorgersi di come questo nuovo, interessante prodotto da poco lanciato sul mercato rappresenti in realtà qualcosa di unico e geniale, capace di abbattere le barriere linguistiche e aprire nuovi orizzonti nella comunicazione globale.

Skype Translator, come funziona: la schermata principale riprende tutte le funzioni di Skype, dai contatti alle attività recenti.
Skype Translator, come funziona: la schermata principale riprende tutte le funzioni di Skype, dai contatti alle attività recenti.

Skype Translator, come funziona il traduttore simultaneo più innovativo del 2015

In principio, era Skype: il software di instant messaging facile e gratuito capace di soffiare in pochi anni il mercato al più blasonato MSN Messenger. Chat, chiamate vocali, video conference e la possibilità di scambiare file tra utenti in tutto il mondo: poteva bastare?

Restava un limite, quello legato alle diversità linguistiche: come fare a mettere in comunicazione una casalinga di Tokyo con un’artista di Vancouver, senza dover ricorrere ad una lingua diffusa come l’inglese? Ecco allora arrivare Skype Translator: un traduttore in tempo reale per chat e chiamate vocali disponibile (per ora) in quattro lingue (italiano, inglese, spagnolo e cinese mandarino). Ogni frase scritta o pronunciata dal primo interlocutore viene elaborata in pochi secondi e ritrascritta – o pronunciata verbalmente – a beneficio del secondo, nella sua lingua madre, eliminando di fatto ogni diversità linguistica. Attualmente Skype Translator è disponibile in versione beta sull’Apps store di Microsoft per sistemi Windows 8.1 e Windows 10: entro la prossima estate, come annunciato da Skype stessa nel suo blog ufficiale, Translator sarà incluso di default nell’app Skype per sistemi Windows, a testimonianza della partnership stretta nell’ultimo anno tra le due aziende.

Skype Translator, come funziona: il software, disponibile sullo store Microsoft, sarà presto integrato nella versione "ufficiale" di Skype per Windows.
Skype Translator, come funziona: il software, disponibile sullo store Microsoft, sarà presto integrato nella versione “ufficiale” di Skype per Windows.

Skype Translator: come funziona

Una volta scaricata l’app dallo store Microsoft e acconsentito a una serie di permessi (come l’utilizzo di microfono e webcam), è sufficiente scegliere una lingua e inserire le credenziali di accesso del proprio account Skype. Dopo un breve video introduttivo sulle funzionalità di Translator (disponibile, per il momento, soltanto in versione preview), si apre la dashboard iniziale con l’elenco dei contatti e delle conversazioni recenti. Selezionando uno dei contatti, nella colonna di sinistra comparirà la voce “traduzione”: attivandola, sarà possibile avviare una chat (o una chiamata vocale) con un qualsiasi contatto della rubrica.

Skype Translator, come funziona: basta scegliere le lingue dei due interlocutori per avviare le traduzioni simultanee.
Skype Translator, come funziona: basta scegliere le lingue dei due interlocutori per avviare le traduzioni simultanee.

A questo punto basterà selezionare la nostra lingua e quella dell’interlocutore: il gioco è fatto, ogni messaggio scambiato sulla chat sarà tradotto istantaneamente. In questo caso è possibile scegliere la traduzione simultanea fra circa 50 lingue diverse, un numero decisamente elevato che però scende a sole 4 alternative per le chiamate vocali.

Cliccando sulla “cornetta” e avviando una chat vocale, sarà possibile scegliere di tradurre le parole pronunciate dal nostro interlocutore da/verso italiano, inglese, spagnolo e cinese mandarino. Per ogni frase serviranno alcuni secondi prima che il programma rielabori le frasi e le restituisca tradotte nella lingua scelta: in questo caso è possibile scegliere fra traduzione scritta oppure verbale, con una voce registrata che pronuncerà direttamente le parole.

Skype Translator, come funziona: le chat vocali vengono tradotte simultaneamente.
Skype Translator, come funziona: le chat vocali vengono tradotte simultaneamente.

Skype Translator, come funziona: il potenziale di un mondo senza barriere linguistiche

Skype Translator, come funziona: le opzioni di traduzione consentono di personalizzare l'utilizzo del programma.
Skype Translator, come funziona: le opzioni di traduzione consentono di personalizzare l’utilizzo del programma.

Ciò che maggiormente sorprende durante l’utilizzo di Skype Translator è la sua capacità di adattare la traduzione a seconda dei diversi contesti, modificando di volta in volta la traduzione di una parola rendendola più adatta al discorso che si sta facendo. Una tecnologia derivata direttamente da Cortana, il nuovo assistente vocale Microsoft dotato di una funzione “deep learning” che impara progressivamente dall’utente nuovi termini e nuove frasi, adattandosi così al proprio linguaggio.

Al banco di prova Skype Translator reagisce più che bene, sebbene si tratti ancora di una versione beta. Ovviamente per ottenere il massimo da questa tecnologia è opportuno utilizzare alcune precauzioni, come usare un microfono esterno, un tono di voce lento e scandito, evitando possibilmente parole troppo gergali, dialettali o “slang” giovanili che, comprensibilmente, potrebbero non essere tradotte o peggio ancora fraintese.

Una piccola pecca: la traduzione simultanea è disponibile a patto che entrambi gli interlocutori utilizzino Skype Translator e non la versione standard di Skype. Un limite che, comunque, potrebbe essere sorpassato a partire dalla prossima estate con la nuova app Skype per sistemi Windows Desktop, che integreranno di default la funzione Translator.

Con ogni probabilità, la versione che verrà implementata nel nuovo Skype per Windows beneficerà di ulteriori miglioramenti e nuove lingue, grazie anche all’accoglienza calorosa riservata dagli utenti a questo nuovo prodotto: basti pensare che, negli ultimi due mesi, la versione preview ha registrato un +300% di download rispetto al lancio avvenuto nel marzo 2015. Numeri incoraggianti che lasciano pensare a un futuro ricco di novità per questo nuovo prodotto targato Skype.

Skype Translator, conclusioni

Skype Translator, come funziona: attivando la funzione "traduzione", messaggi testuali e vocali vengono tradotti automaticamente.
Skype Translator, come funziona: attivando la funzione “traduzione”, messaggi testuali e vocali vengono tradotti automaticamente.

Skype Translator potrebbe rappresentare una svolta decisiva nel modo di comunicare sul web, ma non solo. Pensiamo alle piccole e medie aziende che ogni giorno hanno l’esigenza di rapportarsi con realtà estere, o con liberi professionisti che lavorano con clienti stranieri: in questi contesti, Translator rappresenterebbe un alleato prezioso e insostituibile per eliminare ogni barriera linguistica.

Già da adesso la versione beta integra 4 lingue per la traduzione vocale e circa 40 per quella testuale: un buon numero destinato comunque ad aumentare nel prossimo futuro. Certo, scorrendo l’elenco delle lingue disponibili probabilmente viene da chiedersi chi potrà mai avere l’esigenza di tradurre un chat dall’italiano alla lingua Klingon, ma di questi tempi mai dire mai: in un’era di globalizzazione il vostro prossimo amico o cliente potrebbe arrivare anche da un altro pianeta e Skype, in questo caso, ha scelto di giocare in anticipo.