01 Febbraio 2026
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Suoneria Windows Phone. Come disattivare e regolare suoni e suoneria

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Ricordate qualche anno fa, quando su Windows Phone 8 bisognava “tuffarsi” nelle impostazioni di sistema e aprire la voce relativa alle suonerie anche soltanto per mettere in modalità silenziosa il proprio smartphone?
Tempi ormai lontani, dal momento che Microsoft ha introdotto una nuova area di controllo del volume, che consente non solo di regolare i livelli sonori del sistema, ma anche di fornire un comodo accesso alla funzione “mute” che consente di mettere a tacere il vostro Windows Phone.

Suoneria Windows Phone: il nuovo pannello di controllo

Ecco come procedere per entrare nel nuovo pannello di controllo della suoneria Windows Phone:

1. Premere uno dei tasti di controllo volume (“volume su” o “volume giù”) in modo da fare apparire, dalla parte alta dello schermo, il pannello per il controllo della suoneria Windows Phone. Da questa schermata è possibile selezionare la piccola freccia presente sulla parte destra dello schermo per aprire il pannello delle funzioni avanzate.

Suoneria Windows Phone: ecco il nuovo pannello di controllo
Suoneria Windows Phone: ecco il nuovo pannello di controllo

 

2. Selezionare le voci relative ai suoni che si desidera disattivare. Per esempio: se si vuole mettere a tacere il telefono, sarà sufficiente toccare l’icona della campana.

Lo stesso vale per tutti gli altri suoni, inclusi quelli associati alle applicazioni.

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3. Per eliminare la vibrazione, sarà sufficiente toccare la voce “Vibrazione On” evitando così di sobbalzare sulla sedia ogniqualvolta dimenticherete il vostro Windows Phone sul tavolo in modalità silenziosa.

Memoria RAM: come gestirla al meglio su PC desktop e notebook

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Memoria RAM (Random Access Memory), ultima frontiera.
Questo componente basilare è rimasto con noi fin dall’invenzione del primo PC, tanto da farci pensare che non possa più avere segreti. A volte, però, è capace di creare problemi che passano inosservati, fino a far crollare un intero computer.
Negli anni le RAM hanno fatto molta strada, allargando il ventaglio di opzioni a disposizione dell’utente.
In questo articolo vi mostreremo come è possibile liberare ed estendere la capacità della vostra memoria RAM, sia virtualmente che fisicamente.

Il Ready Boost

La funzione ReadyBoost di Microsoft sfrutta il fatto che le memorie flash sono mediamente molto più veloci di quelle RAM. Introdotto con Windows Vista, Ready Boost richiede un drive USB disponibile che soddisfi le seguenti caratteristiche minime:

  • 256 megabyte di spazio libero;
  • tempo di accesso di 1 millisecondo o meno;
  • una velocità di lettura di 2,5 megabyte al secondo;
  • una velocità di scrittura di 1,75 megabyte al secondo.

ram1Se al momento del lancio di questa tecnologia i requisiti minimi potevano sembrare un po’intimidatori, le moderne tecnologie USB riescono a soddisfare con facilità le caratteristiche richieste, rendendo Ready Boost una tecnologia comodamente applicabile da tutti gli utenti.
Per attivarla, è sufficiente aprire Risorse del Computer, cliccare con il tasto destro sull’unità USB desiderata, selezionare Proprietà quindi la scheda Ready Boost.

Un pulsante dedicato consentirà di abilitare o disabilitare la funzione, mentre un cursore permetterà di impostare la quantità di spazio che l’unità dedicherà a questa tecnologia. Il tetto massimo consentito è di 4 Gigabyte nel caso in cui si utilizzi la formattazione FAT32, mentre dispositivi USB formattati con NTFS possono sfruttare fino a 32 Gigabyte complessivi.

Pur non garantendo i medesimi risultati di uno o più banchi di memoria RAM aggiuntivi, Ready Boost fornisce comunque un miglioramento delle prestazioni che, in alcuni casi, può abbattere i tempi di caricamento fino al 75%. Il miglioramento risulterà maggiore quanto minore sarà il quantitativo di RAM installata nel sistema.

Memoria RAM: come liberarla usando Task Manager e Monitoraggio Risorse

Il modo più semplice per liberare la memoria RAM in uso è quello di aprire il Task Manager di Windows.ram2 Da qui, è possibile aprire la scheda Processi e ordinare i programmi aperti in base alla quantità di memoria che utilizzano: in questo modo, sarà possibile scoprire se un particolare processo sta consumando una grande quantità di RAM e, di conseguenza, chiuderlo.

Maggiori informazioni possono essere visualizzate attraverso la voce Monitoraggio Risorse, accessibile attraverso la scheda Prestazioni del Task Manager. Verranno quindi mostrati alcuni grafici che indicano nel dettaglio e in tempo reale come viene impiegata la memoria RAM disponibile.

Non allarmatevi nel caso in cui doveste notare un eccessivo utilizzo di RAM: a partire da Vista, tutte le più moderne versioni di Windows sono solite gestire la memoria in maniera “aggressiva”, conservando in memoria tutti i dati che potrebbero tornare utili in futuro.

Il campanello di allarme dovrebbe invece suonare nel momento in cui almeno ¾ della RAM dovessero risultare sempre occupati. In questo caso, potrebbe essere giunto il momento di ampliare il quantitativo di RAM in dotazione.

Disattivare o rimuovere il software non necessario

ram3Attraverso Task Manager e Monitoraggio Risorse è possibile scoprire come alcuni programmi, che si avviano ad ogni accensione del PC, occupino ingenti quantità di RAM nonostante vengano scarsamente utilizzati.

Dropbox, per esempio, impegna circa 85 Mb di memoria sebbene molti utenti lo utilizzino ben di rado durante una classica sessione di lavoro sul computer. Un suo utilizzo a tempo pieno, in questo caso, serve solo a occupare inutilmente risorse preziose.

Questi programmi “incriminati” possono essere ovviamente disinstallati, sebbene possa risultare più comodo disabilitarne l’esecuzione automatica ad ogni avvio del sistema. Dal Task Manager è possibile aprire la scheda Avvio per consultare l’elenco di questi programmi. Per ognuno, sarà possibile attivare o disattivare l’avvio automatico, risparmiando memoria RAM.

Installare un Cleaner RAM

In alternativa, è sempre possibile ricorrere a un programma ad hoc per “ripulire” la memoria RAM chiudendo i programmi più pesanti. Questi software si occupano di andare a “caccia” di processi e software in esecuzione, terminandoli e impedendone l’avvio al prossimo riavvio di Windows. Sebbene sul mercato si possano trovare decine di software dedicati, a titolo esemplificativo possiamo citarne alcuni tra i più diffusi: Cleanmem, Minimem e Memory Cleaner Super (per Mac).
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Il consiglio, in ogni caso, resta quello di procedere all’installazione e all’utilizzo di questi programmi con le dovute precauzioni.

Se da un lato molti utenti potrebbero non riscontrare particolari benefici, dall’altro il rischio di arrestare processi utili o indispensabili per le nostre consuete attività è sempre presente. Dietro molti programmi, infine, si cela sempre il rischio legato a malware o spyware opportunamente celati dai cyber criminali all’interno dei file di installazione.

Il consiglio, quindi, rimane quello di ricorrere a questi software solo se si ha ben presente ciò che si sta realmente facendo.

Aggiungere più memoria RAM

ram5Tutte le procedure sin qui elencate possono contribuire a migliorare le prestazioni del vostro PC ma, inevitabilmente, arriverà un momento in cui si renderà indispensabile acquistare un banco di memoria RAM aggiuntivo.

Per prima cosa, sarà necessario identificare il tipo di RAM utilizzato dal computer in uso. L’operazione può essere facilitata scaricando un software specifico come CPU-Z, che recupera autonomamente tutti i dati necessari. Inoltre, è possibile aprire fisicamente il computer e verificare quanti slot rimangono a disposizione. In caso di alloggiamenti liberi, è possibile semplicemente acquistare e aggiungere nuovi banchi RAM a quelli presenti. Viceversa, sarà necessario rimpiazzare quelli in uso con nuovi banchi più capienti.4

Ogni computer Desktop o Notebook presenta modalità differenti per l’accesso e la sostituzione delle RAM, ragion per cui è sempre bene far riferimento ai manuali di istruzioni forniti dal produttore.

Uber taxi. Come funziona Uber App

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Uber è un servizio di taxi privato a cui si può accedere direttamente da smartphone. Una volta effettuato l’accesso si viene collegati ad un autista privato che viene a prendervi per portarvi dove desiderate. Utilizzando l’applicazione è possibile vedere chi sarà il vostro autista e rintracciare la posizione dell’auto mentre aspettate. .

Come funziona in breve Uber Taxi

Inserisci la destinazione e scegli l'auto e l'autista
Inserisci la destinazione e scegli l’auto e l’autista

Uber Taxi si può scaricare direttamente da iTunes o Play Store. Una volta iscritti si inserisce il numero di carta di credito per prenotare un’auto privata, e la vostra posizione sarà individuata attraverso il GPS del telefono.

Si sceglie l’auto e l’autista, sfogliando una serie di foto complete di nome e numero di telefono per contattarlo. La maggior parte delle aziende permette di controllare il costo stimato per il percorso, ma Uber vi dà un costo finale provvisorio, poiché varia in base al tempo impiegato e alla distanza percorsa fino a destinazione.

L’applicazione include anche una mappa, e una volta arrivati a destinazione non si deve pagare nulla al conducente in quanto la società è già in possesso dei dati per procedere con l’addebito del costo del servizio. Nelle 24 ore successive riceverete una email riepilogativa dei costi ripartiti in varie voci. Alla fine del viaggio potrete dare una valutazione anche al servizio guida dell’autista.

Ecco la guida passo passo per utilizzare Uber Taxi

Sia che viviate o meno in una grande città, probabilmente conoscete già Uber Taxi, il servizio di car sharing privato a portata di smartphone che con pochi semplici tap vi permette di avere auto e conducente a vostra disposizione.

Uber è disponibile in 44 paesi su sei continenti e da quando è stato assunto David Plouffe (ex manager della campagna di Obama) la sua popolarità è in continua crescita. Se non avete mai pensato di usare Uber per fare un giro in città, non temete perché è davvero molto semplice da usare.

In pochi passaggi potrete raggiungere comodamente la destinazione che desiderate.

Uber è un’applicazione gratuita disponibile su App Store, Google Play Store e Blackberry App World

  • Registrati (è gratuito)

Uber ha semplificato la registrazione dei nuovi utenti. Basta soltanto inserire nome, indirizzo email, numero di telefono, dati della carta di credito. Non si paga nulla solo il servizio di taxi privato quando lo si richiede.

  • Scegli l’auto
Si può scegliere tra diverse tipologie di auto in base al proprio budget e bisogno
Si può scegliere tra diverse tipologie di auto in base al proprio budget e bisogno

Uber Taxi mette a disposizione diversi tipi di auto con i relativi cartellini di prezzo e il numero di persone per le quali può andare bene. Controlla i diversi modelli per vedere quali sono disponibili nella tua zona.
Il veicolo standard è Uber Black Car, una berlina di fascia alta che si adatta bene al trasporto di
quattro persone.
Il SUV è l’opzione elegante di Uber, ideale per sei persone. Se si opta per la scelta “Taxi”, Uber invierà un taxi a lui convenzionato.
Se non vuoi spendere troppo allora seleziona “UberX“, l’opzione Uber Budget che proporrà una vettura normale a basso costo adatta comunque al trasporto di sei persone.

  • Controlla il prezzo, il tempo di attesa e le altre variabili
Controlla il tempo di attesa, il prezzo e tutte le altre variabili
Controlla il tempo di attesa, il prezzo e tutte le altre variabili

Facendo clic su una delle opzioni di corsa Uber Taxi mostrerà prezzo, tempo di attesa, tempo stimato di arrivo, e il numero di persone a cui si adatta l’auto.
Considera bene tutte queste variabili prima di scegliere l’auto.

  • Inserisci la tua posizione

Inserire la tua posizione ti aiuterà a vedere quali sono i veicoli Uber a te più vicini.
Uber funziona con Google Maps e per indicare la giusta posizione basta trascinare il puntatore della mappa sul punto della mappa in cui ti trovi. In alternativa è possibile inserire manualmente l’indirizzo. E’ inoltre possibile vedere in tempo reale il percorso fatto dall’auto Uber scelta.

  • Imposta la tua destinazione

Dopo aver selezionato l’auto inserisci la località in cui vuoi arrivare con Uber.

  • Seleziona il metodo di pagamento

Anche se i dati della carta sono stati inseriti in fase di registrazione, arrivati in questa sezione è
possibile scegliere di: inserire una carta diversa, inserire PayPal, GoogleWallet o Uber Credits.
Il costo del servizio sarà addebitato solo sulla carta scelta in questa fase, e durante la corsa non dovrete avviare alcuna transazione con il conducente.
Se stai scegliendo Uber Taxi per motivi lavorativi e sarà la tua azienda a pagare, è prevista un’opzione per questo.

  • Controlla la tariffa preventivata
Controlla il costo del servizio e richiedi la tua corsa
Controlla il costo del servizio e richiedi la tua corsa

E’ sempre una buona idea controllare il preventivo per capire cosa nello specifico si andrà a pagare. Uber Taxi è nota per il suo prezzo stabile e un aumento delle tariffe si verifica quando c’è poca disponibilità di auto, per esempio durante le festività come Capodanno, o quando c’è cattivo tempo e il servizio è richiesto da molte persone.

  • Richiedi la tua corsa

Tocca lo schermo per richiedere l’auto. Uber Taxi ti mostra l’orario di arrivo previsto per l’auto che scegli e ti fornisce anche il numero del conducente. Se annulli la richiesta dopo 5 minuti dovrai comunque pagare una penale. Se invece è il conducente a tardare più di 5 minuti puoi cancellare la corsa senza pagare penali.

  • Godetevi il vostro viaggio

Uber ti informerà automaticamente quando il taxi privato sarà arrivato all’indirizzo da te richiesto. Non devi lasciare obbligatoriamente una mancia al conducente.
Se stai prendendo un taxi privato Uber ha già aggiunto un 20% al prezzo finale.

Samsung Galaxy Note 4: la recensione completa

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Recensione Galaxy Note 4: di tutto e di più sul note Samsung

Recensione Galaxy Note 4. Vogliamo oggi proporvi un resoconto dettagliato su questo interessantissimo prodotto Samsung. Dal design alle caratteristiche, approfondiremo il più possibile la conoscenza di questo dispositivo.

Pennino o non pennino, questo è il dilemma.

La S-Pen del Samsung Galaxy Note 4 (il piccolo pennino sorprendentemente nascosto all’interno del dispositivo) rappresenta una caratteristica unica e distintiva.
Nessun altro dispositivo di questo livello viene proposto equipaggiato da un pennino, caratteristica che rende questo Note 4 sempre più simile a un mouse in termini di controllo, garantendo fra l’altro la possibilità di disegnare sullo schermo e di gestire tutte le funzioni “in punta di stilo” (mantenendo così lo schermo privo di ditate e macchie).

Le caratteristiche del Note 4 risultano sorprendenti se paragonate ai dispositivi concorrenti, a cominciare dal suo display vivido e dall’eccellente fotocamera da 16 megapixel con stabilizzazione ottica dell’immagine.
La tecnologia di trasmissione veloce dei dati LTE e un processore robusto si uniscono con altre caratteristiche interessanti, come le finiture metalliche che circondano il device.
Tuttavia esistono anche dei difetti, pur non eclatanti.

Se da un lato molti utenti potrebbero gradire l’atto fisico dello “scrivere” sul display, dall’altro molti altri potrebbero scartare questo dispositivo in favore di altri telefoni dal grande display, capaci di costare meno e di mantenere performance di alto livello.
Il Galaxy Note 4 ha sicuramente fatto dei passi in avanti rispetto al “vecchio” Note 3, ma se non siete dei fan sfegatati del pennino potreste trovarvi molto più attratti da altri device come l’ottimo LG G3.

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Design e costruzione: metallo e plastica

All’inizio del 2015, Samsung ha “rotto” per la prima volta la struttura plastica dei suoi smartphone introducendo la cornice metallica del Galaxy Alpha. Le bordature argentate intorno ai bordi e ai tasti regalano una nota brillante tanto alla versione bianca quanto a quella nera del dispositivo.
Un look che nel complesso appare nettamente migliorato rispetto a tutti i precedenti dispositivi di casa Samsung, rendendo questo Note 4 più curato, confortevole da tenere in mano e da afferrare, intuitivo grazie ai pulsanti fisici più semplici da distinguere al tatto.

Nonostante i miglioramenti, le finiture metalliche del Note 4 appaiono complessivamente meno curate di quelle equipaggiate sui dispositivi concorrenti (tra cui LG G3, HTC One M8, Sony Xperia Z3 e iPhone 6 Plus).
A livello costruttivo, dopo alcuni mesi di uso intensivo del dispositivo è possibile accorgersi di quanto questo sia resistente all’usura quotidiana.

Dimensioni e trasportabilità

Ciò che ieri sembrava grande, oggi è ancora più grande. In questo segmento di mercato un display può essere considerato ampio oggi e venire surclassato domani da un nuovo modello ancora più imponente. Per queste ragioni, probabilmente, è utile sapere cosa significa tenere in mano e portare in giro un Samsung Galaxy Note 4, specialmente se confrontato ai suoi diretti concorrenti.
Dal punto di vista delle dimensioni, il Note 4 è leggermente più alto e spesso della versione 3, dettagli che lo rendono praticamente identico all’iPhone 6 Plus. L’LG G3 si presenta più compatto, sebbene lo schermo risulti più piccolo di 0,2 pollici.

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Per quanto riguarda il trasporto, Note 4 entra a malapena nelle comuni tasche posteriori dei pantaloni, producendo fra l’altro l’effetto comico di fuoriuscirvi per buona parte della lunghezza. Un effetto analogo lo si ottiene tenendolo in una mano, facilitando i possessori di mani grandi che potranno così afferrare saldamente il dispositivo senza correre rischi di cadute.

Ultra HD Display

Sebbene abbia mantenuto lo stesso display da 5,7 pollici del modello precedente, il Note 4 ha spiccato un balzo in avanti in termini di risoluzione, passando da 1080p HD a 2650 x 1440p quad HD su display AMOLED. Anche la densità di pixel appare migliorata, passando dai 386 ppi del Note 3 agli attuali 551 ppi (rispetto ai 401 ppi dell’iPhone 6 Plus e ai 538 ppi del’LG G3).
Numeri impressionanti per un display di queste proporzioni, incredibilmente brillante e definito. La stessa visione di video e contenuti 4k appare nettamente migliore rispetto ai display concorrenti, con una luminosità e una definizione senza eguali.

— La recensione continua nella pagina seguente —

Camera Plus: modificare e migliorare le foto di iPhone e iPad in punta di dita

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Camera Plus è un valido alleato per chi desidera ottenere fotografie migliori dal proprio iPhone o iPad, regalando la possibilità di aggiungere svariati filtri attraverso un layout semplice e immediato che consente di ottenere l’effetto desiderato in pochi istanti.
Le ultime versioni hanno migliorato ulteriormente questa app, attraverso l’aggiunta di una nuova serie di strumenti che permettono di ottimizzare le immagini in modo ancor più semplice e di salvarle senza perdita di qualità.
camera6Camera Plus si conferma come una delle applicazioni fotografiche più diffuse su App Store, grazie anche ai continui aggiornamenti che forniscono nuove interessanti funzioni e un interfaccia grafica sempre più “user friendly”.
L’ultima versione rilasciata dallo sviluppatore prevede, fra l’altro, una serie di approfonditi controlli manuali delle regolazioni, che spaziano dall’esposizione alla messa a fuoco.

Scattare una foto con Camera Plus

Quando si scatta una foto, è possibile utilizzare lo zoom 6x digitale integrato nella app, uno stabilizzatore che scatta automaticamente la foto quando l’inquadratura è maggiormente ferma e una sovrapposizione griglia, in modo da rendere lo scatto il più dritto possibile.
Una volta catturata l’immagine, Camera Plus offre diversi modi per migliorarla. È possibile gestire le immagini utilizzando il Lightbox, funzione preziosa per chi desidera trovare gli scatti desiderati fra centinaia (o migliaia) di foto presenti sul dispositivo. Attraverso l’applicazione delle “scene“, è possibile applicare effetti specifici come flash simulato, tramonto, retroilluminazione e ritratto. Inoltre è possibile ritagliare le immagini o scegliere tra diversi effetti di ritaglio e di bordo.
camera2A livello di filtri, è possibile scegliere tra una buona gamma di effetti e colorazioni “retrò”, suddivisi per categorie e disposti sullo schermo in modo da fornire una piccola anteprima dell’effetto finale.
Una volta terminato il fotoritocco, è possibile condividere lo scatto elaborato su Flickr, Facebook, Twitter o via E-mail.

Interfaccia

L’ultima versione di Camera Plus aggiunge nuovi elementi di interfaccia per rendere ancora più facile ottenere per le nostre foto l’effetto desiderato.
In pochi tocchi è possibile ottenere la miglior regolazioni in termini di esposizione e messa a fuoco dell’immagine: per farlo è sufficiente toccare la funzione desiderata e muovere la rotella di controllo per la regolazione manuale, variando l’impostazione fino a ottenere l’effetto desiderato.
Da notare in particolare l’effetto “adattamento” della rotella di regolazione, che viene visualizzata di colore chiaro su fotografie scure e, viceversa.

camera3Altri filtri nel “Laboratorio”

Un recente aggiornamento ha portato all’aggiunta di un nuovo pulsante nella parte inferiore dell’interfaccia, che consente di accedere al cosiddetto “Laboratorio“.
Qui è possibile trovare una serie di strumenti aggiuntivi, che consentono di affinare la foto con l’aiuto di nuovi effetti e impostazioni.
Tra questi di particolare interesse è “Clarity Pro“, uno strumento che consente di regolare la chiarezza e la vivacità delle immagini attraverso appositi cursori grafici. Inoltre, sono presenti strumenti per raddrizzare automaticamente l’immagine, aggiungere soft focus, regolare le tinte e le tonalità, aggiungere gli effetti della pellicola, migliorare la nitidezza, sfuocare le immagini e molti altri effetti regolabili attraverso il classico cursore.
Grazie all’introduzione del Laboratorio, Camera Plus è stato trasformato da un divertente passatempo per condividere le foto a un ben più serio strumento di fotografia.

camera5Foto TIFF senza perdite di dati

Con la versione 6.1 Camera Plus offre la possibilità di scattare foto di grande qualità, scegliendo il grado di compressione delle immagini JPEG o, addirittura, l’acquisizione in formato TIFF senza perdita di dati. Dalle Impostazioni, è possibile scorrere verso il basso fino al selettore della Qualità, dove sarà possibile scegliere tra Ottimizzato, Normale, Alta, oppure la nuova selezione Pro Quality.
Attivando quest’ultima modalità, Camera Plus userà la massima risoluzione che la fotocamera del dispositivo è in grado di offrire, registrando l’immagine senza perdita di dati in formato TIFF.
Esiste tuttavia un rovescio della medaglia: i file TIFF non compressi occupano molto più spazio rispetto alle foto standard. Per avere un riferimento, uno scatto di grandi dimensioni effettuato con la fotocamera iPhone si attesta intorno agli 1,8 MB, mentre lo stesso scatto effettuato su iPhone attraverso Camera Plus in modalità Pro Quality sfiora i 10 MB.
Un risultato di gran lunga migliore, ma capace di esaurire la memoria di uno smartphone molto rapidamente.

camera4Conclusioni

Camera Plus rappresenta forse uno dei più “antichi” editor di foto presenti sull’App Store. La sua popolarità è dovuta soprattutto ai suoi sviluppatori, attenti nell’ascoltare i consigli e i suggerimenti degli utenti e nel progressivo aggiornamento della app, con la continua aggiunta di strumenti, funzioni, filtri e controlli.
Ultima fra queste, l’aggiunta del Laboratorio ha rappresentato uno dei più grandi aggiornamenti nella storia di Camera Plus, che ha portato una qualità professionale all’interno di un prodotto già largamente apprezzato tra gli utenti in questi anni.
Uno dei principali difetti resta quello di non mostrare le anteprime in tempo reale degli effetti, prima dello scatto delle foto (caratteristica peraltro diffusa in molte applicazioni concorrenti).
Non si tratta, certamente, di un problema enorme, ma di una comodità che avrebbe elevato Camera Plus allo stato dell’arte.
Nonostante questo neo, Camera Plus rappresenta un solido strumento di modifica delle immagini, facile e intuitivo, con un ricco servizio di supporto e aggiornamento. Un punto di riferimento per quanti desiderano uno strumento di elaborazione delle immagini completo, funzionale ma soprattutto gratuito.

PicsArt Foto Editor: modificare le foto su Android in stile Photoshop

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Picsart Foto Editor (versione gratuita) è un applicazione relativamente giovane su App Store, dove è approdata dopo essere salita alle luci della ribalta sul market Android.
Un fatto abbastanza raro nel mercato delle App, dove solitamente gli sviluppatori preferiscono partire dalle versioni per iOS (come per la recente Hyperlapse di Instagram), dove non è presente l’elevata frammentazione di versioni che caratterizza il sistema Android.
Grazie alle sue caratteristiche di editing foto, miglioramenti, filtri e alle modalità di condivisione, Picsart Foto Editor ha tracciato la strada per diventare una pietra miliare nella storia delle app Android. Questo perchè, attualmente, ben poche app concorrenti possono competere con le caratteristiche di PicsArt.

pixart6PicsArt Foto Editor: i primi passi

Come con la maggior parte delle applicazioni Android, PicsArt richiede di accettare diversi permessi di privacy prima di completare il processo di installazione. Tra questi, figurano i permessi per gli acquisti in-app, l’accesso alle informazioni del dispositivo, alla posizione GPS e alle chiamate. Nella sua versione a pagamento, disponibile su Google Play Store a 5,99 dollari, vengono rimossi tutti gli annunci pubblicitari interni alla app.
Una volta installata l’applicazione, tutte le funzioni di foto editing sono da subito disponibili. Non è infatti richiesta alcuna registrazione o creazione di un account per iniziare, a meno che non si vogliano condividere i propri scatti sui principali social network: in questo caso è necessario registrarsi, con la possibilità di sfruttare per la registrazione gli account social già aperti dall’utente.

Scegliere un’immagine per la modifica

Si può iniziare scegliendo una foto dalla galleria o dalla Rete (ad esempio da Facebook o Flickr), oppure scattarne una con la fotocamera del telefono.
Scattare le foto direttamente attraverso PicsArt Foto Editor ha il vantaggio di mostrare in tempo reale l’effetto applicato all’immagine, già durante le prime fasi dell’inquadratura (una caratteristica che Instagram aveva adottato in passato, per poi eliminarla). Gli scatti possono essere effettuati anche con più di un effetto attivo contemporaneamente. Stesso discorso per il settaggio dei livelli ISO, del time lapse o degli effetti di luce.

picsart3Interfaccia

L’interfaccia editing di PicsArt Foto Editor è potente e ben strutturata. Nonostante la moltitudine di opzioni disponibili, queste sono ben riconoscibili e utilizzabili all’interno della app senza mettere in confusione l’utente.
L’unica fonte di distrazione è data dal banner pubblicitario presente nella parte bassa dello schermo.
Attraverso un semplice “pinch-to-zoom” è possibile attivare controlli aggiuntivi e un bottone speciale, che consente di annullare o ripristinare l’ultima azione compiuta sulla foto, oltre a ripristinarne lo stato originale eliminando le modifiche effettuate.
Fin dalle prime operazioni, PicsArt Foto Editor mette l’utente a proprio agio a differenza di molte altre – confusionarie – applicazioni di foto editing. Tutti i controlli delle curve di livello, le maschere, i pennelli clone, le funzioni di ritaglio, le caselle di testo e gli effetti di luce sono a portata di mano e di facile utilizzo, come in una versione user-friendly del celebre Photoshop. In aggiunta, è possibile decorare le foto con una lunga serie di immagini in stile clip-art con autentici set tematici che spaziano dai viaggi allo sport, dalla natura alle feste, dai baffi finti agli accessori per bambini e via dicendo. Alcuni set sono disponibili gratuitamente, altri acquistabili direttamente dall’app per 99 centesimi.
picsart4Gli strumenti di disegno sono il tratto distintivo che spinge PicsArt nel territorio di Photoshop, facendo distinguere questa app dalla concorrenza. Sono infatti disponibili oltre 20 pennelli, di forme e spessori differenti (alcuni dei quali capaci di simulare un effetto 3D), configurabili in termini di opacità, dimensione e inclinazione. L’editor di testo dispone di oltre 30 font e 150 grandezze differenti.
Sono inoltre presenti un’utile funzione di correzione dell’effetto occhi rossi, uno “sbiancamento per denti” e un correttore per le imperfezioni della pelle.
Molte altre funzioni, come il pennello clone, si rivelano divertenti ma senza il livello qualitativo del più blasonato Photoshop, ragion per cui è bene ricordarsi di non chiedere risultati professionali a questa app.
Altro effetto divertente è quello del movimento, che permette di dare dinamicità a una parte o all’intera immagine.

picsart5Collage

Diffusi su Instagram e su altre piattaforme, anche PicsArt propone il suo strumento per creare collage di immagini, con una ricca serie di effetti, sfondi e cornici.

Condivisione

L’abbondanza di strumenti di editing di PicsArt Foto Editor consente all’utente di poter dedicare intere ore all’elaborazione di un immagine. Con il risultato, al termine di cotanto lavoro, di voler giustamente condividere il risultato con amici, parenti e conoscenti sui principali Social Network (oltre, ovviamente, a salvarne una copia all’interno del proprio smartphone o tablet). Per questa ragione PicsArt dispone di un sistema diretto di condivisione delle immagini su Facebook e Twitter, oltre a Flickr, Tumblr e DeviantArt. L’opzione Esporta risulta utile per aggiungere altri social come Instagram, o qualsiasi altro servizio che accetti l’upload di foto.
Durante l’upload, è inoltre possibile accompagnare l’immagine con tag, parole chiave, hashtag e dettagli geografici sul luogo dello scatto, specificandone la natura privata o pubblica.
Attraverso la componente social di PicsArt Foto Editor è inoltre possibile compiere tutte le comuni azioni social sulle foto, come commentare, condividere, seguire ed esprimere un Like.

PicsArt Foto Editor: un’app per fare tutto

In contrapposizione alla semplicità di Instagram, PicsArt Foto Editor si propone di fare quasi tutto con le foto. La sua vastissima gamma di funzioni e opzioni di modifica, i numerosi filtri, gli strumenti di disegno e le regolazioni in stile Photoshop lo rendono uno strumento potente, che si colloca ben oltre la semplicità delle app concorrenti, aprendo un ventaglio infinito di personalizzazioni per le nostre foto.

Guida iPad: quale browser scegliere per navigare

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I Tablet come gli iPad hanno iniziato a sostituire i computer portatili per quegli utenti che vogliono avere la comodità di utilizzare i dispositivi in qualunque luogo. Ma come funziona la navigazione Web su un iPad? In questa guida iPad daremo uno sguardo ad alcune delle opzioni disponibili per i browser Web su iPad e che cosa c’è di diverso rispetto ad una navigazione sul Web con un tablet.

Guida iPad: Wifi o 3G?

Quando si acquista un iPad è possibile scegliere tra un modello solo WiFi o anche 3G
Quando si acquista un iPad è possibile scegliere tra un modello solo WiFi o anche 3G

Iniziamo questa guida iPad con una breve spiegazione utile a chi si appresta a comprare questo tipo di tablet. Generalmente, quando si acquista un iPad, la scelta è tra un modello solo WiFi e un modello WiFi più 3G. Il servizio 3G è venduto separatamente e a partire dal 2011 si può scegliere tra più operatori.

L’iPad solo WiFi è una buona opzione per tutti quelli che hanno a disposizione una connessione WiFi per lungo tempo. Se si ha a disposizione un router wireless a casa o a lavoro, questo modello è l’ideale, ed è anche meno costoso rispetto al modello 3G.
Se invece gli spostamenti con il tuo dispositivo mobile sono spesso fuori dalla copertura WiFi, il modello iPad 3G offre un’ottima flessibilità.
Il servizio 3G è disponibile con vari operatori di telefonia mobile pagando un canone mensile che racchiude il costo del piano dati scelto. Se si sceglie il modello iPad 3G assicurarsi che sia compatibile con l’operatore dati scelto, controllando prima e durante l’acquisto le caratteristiche richieste per il corretto funzionamento del device.

Ora che sono chiare le opzioni di connessione, passiamo alla seconda parte di questa guida iPad e andiamo a scoprire il comportamento generico di un qualsiasi browser su iPad.

Se siete abituati ad usare un computer portatile o desktop invece di un tablet, una delle prime cose a cui dovrete adattarvi sull’iPad sono le caratteristiche particolari possedute dai browser web per cellulari. Poiché l’iPad funziona con sistema iOS di Apple, le applicazioni del browser assomigliano a quelle utilizzate su iPhone o iPod Touch, con la differenza di avere uno schermo più grande. Ciò significa che il browser riempirà lo schermo e le applicazioni interromperanno la navigazione se avranno priorità rispetto al browser, come ad esempio nel caso di chiamate o di messaggi di testo.

Prima di esaminare le differenze tra le applicazioni del browser, ci teniamo a sottolineare, con questa guida iPad, che è necessario abituarsi alle modalità in cui il browser si configura sul vostro iPad. Ecco quindi una lista delle cose che è necessario sapere:

È necessario abituarsi alle modalità di utilizzo del browser sul proprio iPad
È necessario abituarsi alle modalità di utilizzo del browser sul proprio iPad

– Il browser è strettamente collegato alla connessione dati dell’iPad, sia che si tratti di una rete WiFi sia che si tratti di un gestore di telefonia mobile.

Per immettere un indirizzo Web o impostare una ricerca o se si sta compilando un modulo in una pagina Web, toccare la casella di testo sullo schermo e l’iPad visualizzerà la tastiera sul display che solitamente è nascosta per ragioni di spazio.

Utilizzare la funzione zoom di iOS Apple durante la visualizzazione di una pagina Web per facilitare la lettura, trovare informazioni e fare clic su collegamenti. Per fare questo, muovere due dita sullo schermo, avvicinandole per diminuire la visualizzazione e allontanandole per ingrandire.

– Se si utilizzano spesso i siti web che aprono finestre pop-up, il browser mostrerà il relativo messaggio di avviso, chiedendo se si vuole consentire il pop up ogni volta che sarà necessario. Il blocco pop-up può essere disattivato dalle impostazioni del browser, ma bisogna essere cauti in quanto questa funzione blocca tutti i tipi di pop-up senza distinzione.

Oltre alle funzioni del browser, i siti web potrebbero comportarsi in modo diverso sul vostro iPad rispetto al computer. Molti siti Web sono programmati per rilevare il tipo di dispositivo che si sta utilizzando e caricare di conseguenza una pagina Web diversa a seconda che si tratti di pc, tablet e iPad. Per i browser mobili come quelli su iPad, questo significa che si potrebbe incontrare una versione semplificata del sito. Questo può essere un pò frustrante in un primo momento, soprattutto se siete abituati a visualizzare un determinato sito nell’impostazione più classica da schermo pc. Se avete bisogno di accedere ad una funzione specifica del sito Web, noterete che non è possibile trovarla nella versione mobile della pagina. Cercate invece un collegamento per caricare la versione completa o normale della pagina.

Utilizzo di Safari su iPad

Safari è il browser Web predefinito sugli iPad
Safari è il browser Web predefinito sugli iPad

Come per altri prodotti Apple, Safari è il browser Web predefinito sugli iPad. Per molti utenti, il browser avrà tutte le caratteristiche necessarie per navigare sul Web in modo efficace. Se volete provare altre applicazioni del browser, però, troverete numerosi app disponibili sull’ App Store.
Quindi, diamo un’occhiata ad alcuni di queste alternative del browser, nonché ad alcune delle sfide che si possono verificare durante la navigazione sul Web con un iPad.

Tutti gli iPad hanno già installato il browser Safari così come tutti gli altri device Apple. Ecco alcuni suggerimenti per la navigazione con Safari.

Il doppio tap in una pagina ingrandisce in quel preciso punto. Mentre il successivo doppio tap riporta la pagina alla vista originale.
Per aprire un link si può toccare il collegamento, oppure toccare e tenere premuto per aprire il menu opzioni e da lì scegliere come aprire il link in una nuova pagina.
Fare clic sulla piccola icona a sinistra della casella di testo URL (un rettangolo con una freccia al suo interno) per aprire il menù opzioni e aggiungere un segnalibro, inviare il link via e-mail, stampare la pagina, o aggiungerlo allo schermo come icona di accesso rapido.

Molti utenti impostano Safari come browser predefinito, ma per chi vuole allargare gli orizzonti della navigazione da tablet sono disponibili tante altre opzioni.

Guida iPad: alternative a Safari

Di seguito un elenco delle applicazioni browser da provare per migliorare l’esperienza di navigazione da iPad.

Atomic Browser – Sfoglia in modalità schermo intero, caricare più pagine contemporaneamente in schede diverse, con dati di accesso diversi da quelli del vostro Dropbox.

Atomic web browser
Atomic web browser

Browser Duo – Visualizza due pagine web separate mentre tenete il vostro iPad in orizzontale.

Browser Duo
Browser Duo

Pascolo Web Browser – Carica i vostri siti preferito in schede su una barra laterale salvaspazio.
iLunascape – Permette di accedere a schede e pulsanti che si utilizzano più spesso, posizionate sulla parte inferiore dello schermo.

iLunascape
iLunascape

Sicuro Browser – Set di filtraggio contenuti per bambini di età diverse.
SWITCH – Lasciate che più utenti utilizzino lo stesso iPad assicurando a ciascuno un’esperienza personale sicura protetta da password.
Terra – Protegge con password l’applicazione stessa per impedirne l’uso non autorizzato, e permette la navigazione anonima per evitare la memorizzazione delle informazioni sui siti visitati.
iCab Mobile – Pacchetto con molte delle caratteristiche sopra elencate, tutte in un’unica applicazione.

iCab Mobile
iCab Mobile

Qualunque sia il browser utilizzato sull’iPad, l’esperienza di navigazione sarà comunque molto diversa di quella da computer.
Si può agganciare l’iPad ad una tastiera e touchpad quando si staziona in un posto per un po’, ma molto probabilmente si utilizza il tablet proprio per la sua caratteristica mobilità senza aggiungere altro.
Toccando il display e facendo scorrere il dito lo si utilizza come se fosse un mouse, e la tastiera che appare sullo schermo sostituisce a tutti gli effetti quella fisica. Questa navigazione potrebbe portare a qualche errore di digitazione durante i primi tempi di utilizzo.

Apple continua il progetto dell’automobile ideata da Steve Jobs

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Titan è il progetto dell’automobile della Mela voluta da Steve Jobs e approvata da Tim Cook: sarà elettrica e a guida autonoma.
Nel corso del fine settimana il Wall Street Journal avrebbe dato conferma, dall’alto dell’autorevolezza delle sue parole, sul progetto alla base dell’autovettura di Apple. Si tratta di un rumor che va avanti da alcuni giorni e che, secondo la pubblicazione statunitense, viene contrassegnato da Apple come Project Titan. Titan sarà un’automobile elettrica e a guida autonoma, secondo il report, sulla quale sta lavorando un grosso team composto da “centinaia” di tecnici e ingegneri della società.

L’automobile al momento ha un design che “ricorda un minivan”, secondo le fonti citate: “Apple ha centinaia di dipendenti che lavorano segretamente su un progetto volto a realizzare un veicolo elettrico a marchio Apple. Le fonti sostengono che il progetto, nome in codice Titan, abbia un design iniziale di un veicolo che ricorda un minivan”, ha scritto nel fine settimana il Journal. Si tratta di un progetto che Cook avrebbe approvato circa un anno fa, delegando la responsabilità a Steve Zadesky, ex di Ford e Vice Presidente di Apple.

Fonte: Leggi tutto

Come installare Flash sui dispositivi Android

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Adobe può anche aver troncato il servizio di supporto Flash a partire da Android Jelly Bean, ma molti importanti siti di livello mondiale continuano a fare uso massiccio di questa tecnologia dimostrando che si tratta di uno standard ancora lontano dall’essere abbandonato.
Per tutti coloro che utilizzano Jelly Bean, KitKat o Lollipop su smartphone, tablet, notebook o computer desktop, e sono soliti utilizzare i contenuti Flash di videogiochi, TV in streaming e canali video, Flash rappresenta un problema di non poco conto. Ecco come aggirare il problema e installare Flash sui dispositivi Android, Lollipop incluso.

Se da un lato la tendenza degli sviluppatori è quella di migrare verso la tecnologia HTML5, dall’altro la situazione generale ci mostra quanto ancora si sia lontani da un mondo web privo di contenuti Flash.

I possessori di un Nexus 7 o un Nexus 10 (o di altri smartphone che utilizzano versioni Android successive a Jelly Bean) sanno bene quanto alcune funzioni basilari, come la riproduzione di contenuti video in streaming e l’utilizzo di videogiochi, non funzionino correttamente sui propri dispositivi. In alcuni casi è possibile installare app specifiche per supplire a questa mancanza di funzionalità, ma sicuramente l’installazione di applicazioni individuali per ogni sito o servizio non funzionante non rappresenta una soluzione comoda e sostenibile.

La buona notizia è che, sebbene Android Jelly Bean, KitKat e Lollipop non supportino ufficialmente Flash, questo può essere facilmente aggiunto ai sistemi operativi. Ecco di seguito alcuni trucchi per abilitare la riproduzione di tv streaming, video online, giochi in Flash e molto altro ancora su tutti i più recenti dispositivi Android.

Aggiungere Flash a un telefono o tablet Android KitKat

Il primo passaggio consiste nell’aprire il menù Impostazioni, selezionare la voce Sicurezza e attivare la voce che permette di installare le applicazioni provenienti da fonti sconosciute. Per aumentare la sicurezza del dispositivo, è bene accertarsi di disattivare questa voce al termine della procedura descritta in questa guida.

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Successivamente, sarà necessario procurarsi l’installazione del pacchetto flash, reperibile sul forum xda-developers. In alternativa, il file di installazione può essere scaricato da qui.

Se il download è stato eseguito su un dispositivo mobile, sarà sufficiente accedere alla barra superiore dello schermo e selezionare la notifica di download. Selezionando il file, fare click su Installa e seguire la procedura a schermo.

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Per abilitare la riproduzione dei contenuti Flash, sarà necessario installare Dolphin browser, app scaricabile gratuitamente da Google Play.

Una volta installata l’applicazione, aprirla e accedere al menù Impostazioni, accertarsi che l’opzione “Dolphin Jetpack” sia attivata e scorrere in basso fino alla voce Contenuti Web. Nella finestra successiva, accertarsi che l’opzione relativa a Flash Player sia impostata su “Sempre attivo”. A questo punto, Flash funzionerà correttamente a patto che i contenuti vengano riprodotti su Dolphin browser.

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Un’alternativa: Puffin Browser

Se non si desiderasse installare software non autorizzati dal market ufficiale Google, è sempre possibile ricorrere a Puffin Browser, app a pagamento disponibile su Google Play.

Puffin ospita un supporto Flash integrato, quindi nel caso in cui si scegliesse questa strada tutto ciò che si dovrà fare sarà accedere al Play store, cercare l’app Puffin e installarla. Puffin dispone inoltre di alcune interessanti funzioni, come un virtual trackpad e un gamepad integrati che consentono di sostituire le funzioni tradizionali della tastiera ai comandi touch presenti sullo schermo. A livello di prestazioni, inoltre, Puffin risulta essere straordinariamente veloce e reattivo.

Esistono, tuttavia, alcuni aspetti negativi. Il primo, meno importante, è dato dal costo: 2,91 € al termine dei canonici 14 giorni di prova. Il difetto più grande, è dato probabilmente dalla localizzazione dei server sul territorio statunitense. Questa scelta ricade sull’impossibilità di visualizzare alcuni contenuti soggetti a restrizioni internazionali: BBC iPlayer, ad esempio, non risulta utilizzabile proprio per via di queste restizioni.
Prima di procedere all’acquisto della versione a pagamento, è quindi preferibile verificare l’assenza di restrizioni sui servizi che si andranno più frequentemente a utilizzare.

Aggiungere Flash su Android Jelly Bean

1- La prima cosa da fare è scaricare un piccolo software che vi consentirà di abilitare Flash sul vostro smartphone o tablet, incluso lo stesso Flash Player. Anche in questo caso, però, sarà necessario ricorrere a un market esterno a Google Play. Si dovrà quindi cercare online la stringa “android flash player apk”, facendo riferimento a questo thread su XDA Developers.

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2- Prima di installare Flash Player, sarà necessario abilitare Android per l’installazione di contenuti da fonti sconosciute (come spiegato in precedenza), ricordandosi di disabilitare la funzione una volta terminata la procedura.

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3- Una volta scaricato Flash Player, eseguite il file per l’installazione.

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4- A questo punto sarà necessario installare un browser che supporti il nuovo plug-in flash, come Mozilla Firefox (reperibile su Google Play). Una volta avviato il nuovo browser, toccare l’icona con le tre linee orizzontali nella parte alta dello schermo e selezionare Impostazioni, Contenuti, Plugins, quindi Abilita sotto l’icona del plugin Flash.

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5- A questo punto potrete interagire con i contenuti Flash di qualsiasi sito attraverso Firefox Browser. Alcuni siti, tuttavia, potrebbero rilevare che state utilizzando un browser mobile e nascondere di conseguenza i contenuti Flash. In questo caso, è possibile ricorrere a una seconda estensione per Firefox chiamata Phony, creata apposta per “confondere” i siti web facendogli credere di trovarsi di fronte a una normale navigazione da browser desktop.

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Una volta scaricato Phony dalla sua home page, sarà sufficiente abilitare l’estensione seguendo la stessa procedura usata per l’estensione Flash: nella barra di menù posta nella parte superiore dello schermo apparirà una nuova icona. Cliccandola, sarà sufficiente scegliere Phony e selezionare “Firefox Desktop” per ovviare al problema.

Disattivare la correzione automatica su iPhone, iPad e Mac

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Correzione automatica è il correttore di testo integrato in iOS e Mac OS X. Con questa funzione è possibile digitare rapidamente e in caso di errori ortografici o di battitura, la parola sbagliata può essere corretta automaticamente. Sempre che il sistema decida di operare la correzione nel migliore dei modi.

In realtà, i messaggi rielaborati da Correzione automatica spesso contengono parole sbagliate, dal momento che a volte le i termini scritti male vengono corretti con altre parole completamente diverse da quelle originali. Operazioni che spesso si traducono in rielaborazioni del testo al limite dell’esilarante, fino al punto da spingere gli utenti a condividere sulla Rete i rovinosi tentativi di correzione del correttore automatico integrato nei sistemi di casa Apple.

Come evitare gli errori del correttore automatico

Correzione automatica può rivelarsi uno strumento utile, ma dato l’alto tasso di errori verrebbe la pena di chiedersi se, alle volte, non sia più semplice lavorare senza di esso, con la certezza di non vedersi stravolgere il senso delle frasi digitate.

Per chi volesse riprendersi il pieno controllo dell’ortografia e della grammatica delle parole digitate sulla tastiera, è possibile attivare e disattivare le impostazioni di Correzione automatica tramite le impostazioni di iOS (o di OS X).

Una scelta da attivare attentamente: se da un lato a volte le correzioni “storpiate” possono risultare esilaranti, in molti altri casi gli strafalcioni di correzione si rivelano essere piuttosto fastidiosi.

Disattivare la correzione automatica su iPhone iPad e Mac

Come disattivare Correzione automatica in iOS (iPhone e iPad)

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Se avete deciso che la Correzione automatica non dovrà più fare parte della vostra esperienza con iPad e iPhone, potete seguire le istruzioni di seguito per disattivare la funzione.

– Toccate Impostazioni> Generali> Tastiera.
– Impostate su “Off” l’impostazione di correzione automatica

Si noti che le impostazioni di correzione automatica sono separate dalla funzione di testo intuitivo. Quest’ultima riguarda le tre opzioni di parole che appaiono sopra la tastiera durante la digitazione.

Come disattivare Correzione automatica in OS X (Mac)

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La Correzione automatica appare anche in Mac OS X. Anche il problema non appare accentuato come sui sistemi mobile (perché digitando su una tastiera il risultato è generalmente più accurato), la funzione potrebbe ancora causare seri problemi. Per disattivare la funzione, potete attenervi alla seguente procedura:

– Aprite Preferenze di Sistema (Preferenze di Apple> Sistema).
– Scegliere Tastiera.
– Fare clic sulla scheda Testo.
– Deselezionare il segno di spunta nella casella di correzione automatica dell’ortografia.

Da questo momento in poi, le parole non verranno più corrette automaticamente durante la digitazione e sarete in grado di scrivere liberamente tutte le parole che desiderate, senza timore di incorrere in imbarazzanti strafalcioni linguistici.