01 Febbraio 2026
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Kaspersky Lab: 37,3 milioni di utenti hanno subito nell’ultimo anno un attacco di phishing

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Secondo i risultati della ricerca “L’evoluzione degli attacchi di phishing 2011-2013” di Kaspersky Lab, il numero degli utenti Internet colpiti da attacchi di phishing nell’ultimo anno è cresciuto da 19,9 milioni a 37,7 milioni, con un aumento dell’87%. Facebook, Yahoo!, Google e Amazon sono i principali obiettivi dei criminali informatici. L’indagine, realizzata nel giugno 2013 sulla base dei dati forniti dal servizio cloud di Kaspersky Security Network dimostra che quello che una volta era un sottoinsieme dello spam, si è evoluto in un minaccia informatica in rapida crescita.

Il phishing è una forma di frode tramite Internet attraverso cui i criminali creano una falsa copia di un sito (un servizio di email, una banca, un social network), provando poi ad attirare gli utenti su queste false pagine web. L’ignaro utente inserisce i dati di login e password su questi siti, come farebbe normalmente, ma in questo caso le credenziali di accesso vengono inviate ai criminali informatici. I truffatori possono anche utilizzare questi metodi per sottrarre informazioni personali, credenziali bancarie o password utili per accedere direttamente ai conti, distribuire spam e malware attraverso email compromesse o account dei social network. Questi dati vengono archiviati all’interno di database e  vengono successivamente venduti ad altri criminali.

Per molto tempo il phishing ha riguardato solo alcune tipologie di email di spam, ma i dati emersi da questo studio confermano che oggi gli attacchi di phishing hanno raggiunto un livello così elevato da poter essere considerati a tutti gli effetti come una pericolosa categoria di minaccia. Il phishing non utilizza più solo il tradizionale strumento della email per raggiungere gli utenti, dal momento che  solo il 12% di tutti gli attacchi di phishing registrati sono stati lanciati tramite mailing di spam, mentre il restante 88% proveniva da link nocivi che rimandavano a pagine di phishing aperte dagli utenti direttamente dal corpo della mail, da sistemi di messaggistica istantanea o comunque interagendo tramite il computer.

Durante la ricerca, gli specialisti di Kaspersky Lab hanno messo a confronto i dati degli attacchi di phishing di oltre 50 milioni di utenti raccolti attraverso il Kaspersky Security Network nel periodo compreso tra il 1 maggio 2012 e il 30 aprile 2013, con gli stessi dati relativi al periodo 2011-2012.

Spam a maggio 2013: i “golden ticket”di Microsoft

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A maggio, la percentuale di spam nel traffico mail era al di sotto dei 2,5 punti percentuali e la media era pari al 69,7%. Gli esperti di Kaspersky Lab hanno notato un lieve aumento nella quota di email di phishing rispetto al mese di aprile, mentre gli allegati nocivi sono stati individuati nel 2,8% delle email, in aumento di 0,4 punti percentuali rispetto al mese precedente. Nel tentativo di persuadere gli utenti ad aprire questi allegati, gli spammer hanno sfruttato l’attendibilità di notifiche ufficiali distribuite da siti Internet di aziende che forniscono servizi e logistica, come Amazon, UPS e Western Union. Come previsto, i siti di social networking sono rimasti il target più interessante per i phisher.

La maggior parte di tutto lo spam mondiale viene distribuito principalmente da due paesi: Cina (21,4%) e Stati Uniti (16.3%). La Corea del Sud completa la top 3: la distribuzione di spam proveniente da questo paese è in continua crescita e nel mese di maggio ha raggiunto il 12%.

Gli spammer hanno continuato a sfruttare le feste nazionali negli Stati Uniti, come la Festa della Mamma e il giorno del Ringraziamento, per pubblicizzare prodotti e servizi. Dopo il giorno di San Valentino, la Festa della Mamma è la seconda ricorrenza più sfruttata per le mailing di spam e la quantità di spam provenienti da programmi di partenariato dei siti “di fioristi” cresce drasticamente nelle settimane precedenti.

I nostri esperti mettono in guardia dal fatto che non tutto lo spam legato al tema delle ricorrenze è innocuo: i dati personali degli utenti infatti, comprese le credenziali bancarie, sono gli obiettivi principali degli spammer. Nel mese di maggio alcuni messaggi di phishing sono stati ‘mascherati’ da email provenienti dal servizio di supporto tecnico di Microsoft, con l’obiettivo specifico di rubare dati personali.

I messaggi, che a prima vista sembravano provenire proprio dal dominio microsoft.com legittimo, comunicavano che i record relativi a “Microsoft Windows” utilizzati dagli utenti sarebbero stati sospesi a causa di aggiornamenti e ai destinatari veniva suggerito di eseguire immediatamente il link contenuto nella email per evitare qualsiasi interruzione del sistema. Gli utenti che hanno cliccato sul questo link sono stati truffati, dal momento che il link rimandava ad un sito di phishing progettato appositamente per rubare le informazioni personali.

Altri mailing di massa proponevano contenuti riguardanti notifiche fraudolente di vittorie ad una lotteria inesistente, organizzata presumibilmente da Microsoft. In alcuni mailing i truffatori hanno inviato notifiche relative ad una presunta vittoria, in relazione alla quale veniva chiesto ai destinatari di contattare l’azienda per ulteriori informazioni. Altri messaggi promettevano invece ingenti somme di denaro, che però era possibile ottenere solo dopo aver eseguito il pagamento di una piccola somma necessaria per coprire i costi di alcune procedure burocratiche.

Con l’inizio della stagione estiva, gli esperti prevedono un ulteriore aumento del numero di false notifiche inviate per conto di note aziende.

“Si consiglia sempre di agire con cautela quando si ricevono le notifiche da parte di un servizio clienti. È bene ricordare che gli invii ufficiali da parte delle aziende non chiedono mai ai clienti di inserire e confermare le informazioni personali o bancarie tramite link contenuti nelle email, né minacciano di bloccare i conti dei clienti nel caso non venisse svolta questa operazione. Non cliccare mai su un link nel caso in cui questo venga bloccato dal programma antivirus o dal browser. Prestare molta attenzione ai link contenuti nei messaggi. Se il link indicato nell’email conduce ad un sito non ufficiale, o se il testo della mail riporta l’indirizzo del sito ufficiale mentre il link rimanda ad un’altra pagina, questo è un chiaro elemento che indica che si tratta di un messaggio di phishing. Se l’autenticità del messaggio risulta sospetta, contattare l’assistenza clienti dell’azienda in questione”, ha dichiarato Darya Gudkova, Head of Content Analysis & Research di Kaspersky Lab.

La versione completa del report relativo allo spam nel mese di maggio 2013 è disponibile su securelist.com

Cambiare vestito al tuo smartphone ogni giorno

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E’ un’applicazione semplice quanto bella per cambiare sfondo al vostro smartphone o tablets scegliendo tra migliaia di motivi diversi.

COLOURlovers.com
COLOURlovers.com

Potrete navigare tra le creazioni degli utenti del sito www.colourslovers.com  dove vengono quotidianamente creati e aggiunti nuovi temi e dove potrete anche modificarli secondo il vostro gusto e caricare le vostre creazioni.

L’applicazione  fornisce accesso completo  a questa raccolta di wallpepar che verranno divisi per “latest” gli ultimi caricati e “popular” dove saranno elencati quelli con più commenti e visualizzazioni.

Ogni sfondo potrà essere aggiunto ai vostri preferiti e impostato come wallpepar salvato sul vostro smartphone e condiviso con i vostri amici anche tramite Google Beam.

Inoltre, nella scheda delle immagini, potrete scoprire i colori principali che formano il disegno e cercare altri sfondi in cui è stato utilizzato lo stesso colore, ma non è finita qui. Si potrà anche decidere di far cambiare il vostro sfondo automaticamente alla applicazione scegliendo tra i più popolari o i vostri preferiti o semplicemente lasciandovi sorprendere.

Una applicazione ricca e completa che renderà unico ogni giorno il vostro cellulare.

H3G per Mediaset, i programmi sempre con te

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Se vi siete persi l’ultima puntata del vostro programma preferito su Canale 5, sarà semplice correre ai ripari. Questa applicazione vi permetterà di vedere in streaming direttamente dal vostro smartphone una grande varietà di spettacoli e serie tv dei canali Mediaset.

H3G per Mediaset
H3G per Mediaset

L’applicazione è divisa in tre sezioni:
Live – dove sono elencati i programmi in onda in questo momento per visualizzarli subito.
Programmi – con l’elenco di tutti gli show Mediaset, ognuno dei quali con la sua pagina personale, dove trovare le puntate andate in onda da rivedere.
Continua – sezione in cui verranno elencate le puntate che avete guardato per, eventualmente, riprendere la visione da dove vi eravate interrotti.
L’utilità dell’applicazione è evidente, soprattutto per gli appassionati della televisione Mediaset.
Purtroppo qualche problema c’è.
Alcuni video sono si possono vedere solo se c’è connessione ad una rete Wi – Fi e potrà capitare che la riproduzione di un video si blocchi per problemi di traffico dati. Speriamo però in futuri aggiornamenti e migliorie. Nel frattempo dategli un’occhiata

Le novità di LG, la linea F

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Il Mobile World Congress, per chi non ne avesse mai sentito parlare, è la più grande fiera del mondo sulla telefonia mobile. Si è tenuta l’ultima settimana di febbraio e hanno partecipato tutte le più grandi aziende produttrici di smartphone cellulari ma anche operatori, agenzie per le telecomunicazioni, produttori hardware di dispositivi mobili. Tante le novità.
In casa LG la famiglia L-Style si rinnova in tre dei suoi modelli. Nasce il nuovo Brend F che porta la velocità di connessione LTE di quarta generazione anche su dispositivi più accessibili infine la potente serie G.

LG serie F
LG serie F

LG Optimus G è in arrivo sul mercato italiano ed è in cantiere Optimus G Pro destinato, al momento, al solo mercato asiatico. Degno di attenzione, però, tutto il contorno di smartphone partendo dalla base di ricarica induttiva più piccola al mondo, passando per il mirroring video sul televisore terminando poi con Home-bat 2 robot per la pulizia completamente programmabile e pilotabile da smartphone.
Nessuno più di LG ha saputo accogliere più sfaccettature di un mercato che presto diventerà parte integrante di ogni momento della nostra vita.

WhatsApp. Anche il Garante italiano indaga sui dati degli utenti

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Anche in Italia, l’applicazione di instant messagging Whatsapp finisce sotto la lente di ingrandimento del Garante della Privacy Antonello Soro, che chiede all’azienda californiana chiarimenti sull’utilizzo dei dati degli utenti.

WhatsApp
WhatsApp

I dubbi di Soro si concentrano sulle modalità di funzionamento dell’applicazione: una volta scaricata ed installata, questa pone come requisito fondamentale il completo accesso alla rubrica dell’utente, non limitandosi a collegare fra di loro contatti già appartenenti alla cerchia Whatsapp, ma immagazzinando anche i dati di utenti estranei al circuito: di fatto, un quantitativo ingente di informazioni finisce negli archivi dell’azienda senza il consenso dei proprietari. Il Garante, in una richiesta ufficiale, chiede a Whatsapp di spiegare dove, come e per quanto tempo i dati vengono conservati, e quale sia il numero esatto di account italiani in loro possesso specificando che ”alcune caratteristiche nel funzionamento dell’applicazione comportano implicazioni e rischi specifici per la protezione dei dati personali degli utenti”.

La richiesta italiana, giunge a breve distanza da un analogo intervento da parte dell’ Office of the Privacy Commissioner del Canada e della Dutch Data Protection Authority, che nel gennaio di quest’anno avevano già sollevato critiche sulla modalità del trattamento dei dati, e alle quali i portavoce di Whatsapp avevano opposto una prima difesa, specificando che i dati degli utenti estranei al circuito venivano effettivamente conservati nei database in California, ma criptati con algoritmo hash, e dunque non consultabili nemmeno agli stessi dipendenti.

Il quadro dirigente di Whatsapp dovrà rispondere alle richieste ed dimostrarsi particolarmente convincente: in gioco non vi è solo il naturale danno d’immagine che l’azienda sta peraltro già subendo a seguito di questi controlli, ma la possibilità di una multa che in casi come questi può rivelarsi particolarmente ingente, come già accadde ad aziende come Google che per aver utilizzato dei codici traccianti nella barra di ricerca integrata sui dispositivi Apple, patteggiò con la FTC il pagamento di una multa da 22.5 milioni di euro, pur di evitare una causa contro l’azienda della mela.

Roberto Trizio

Amazon: un bug su iOS cancella tutti gli ebook del Kindle

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Amazon ha diramato un annuncio di sicurezza relativo a tutti gli utenti che utilizzano il sistema operativo iOS.

amazon-kindle-app

Il gigante online della vendita al dettaglio ha messo in guardia gli utenti iOS avvertendo di non scaricare l’ultimo aggiornamento per la sua applicazione Kindle a causa di un problema tecnico che cancella l’intera libreria di un cliente dal dispositivo.

Dopo aver scaricato l’aggiornamento, gli utenti Kindle vengono disconnessi dei loro account, e tutto quello che avevano scaricato viene cancellato dai dispositivi. Fra l’altro vengono cancellati anche  i segnalibri e altre impostazioni, in base alle osservazioni di alcuni utenti su iTunes. Gli utenti devono poi effettuare nuovamente l’accesso a Kindle e riscaricare i loro libri dal web. Alcuni  lamentano il fatto di aver dovuto  eliminare l’applicazione e scaricarla di nuovo.

Amazon sta già lavorando ad una soluzione, ma per ora si invitano tutti gli utenti possessori di un Kindle e del sistema operativo iOS a non scaricare alcun aggiornamento software, in attesa della risoluzione del bug.

Agostino Guardamagna

Iphone 5. Bug in iOs permette di superare password di accesso

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Una falla nel sistema operativo di Apple iOS 6.1, permette ad hacker di accedere alle applicazioni del telefono, ascoltare i messaggi vocali, ed effettuare chiamate.

bug ios 6.1

Un video su YouTube che mostra agli utenti come “superare il codice di accesso dell’iPhone 5 e delle più recenti versioni del suo sistema,  tra cui iOS 6.1, è stato pubblicato da alcuni giorni. La persona che ha caricato il video mostra come si possa superare con relativa facilità la password che blocca lo schermo.  In particolare, gli utenti devono schiacciare il tasto per spegnere l’iPhone, effettuare una chiamata di emergenza, e tenere il dito sul pulsante di accensione.

Apple ha spiegato di essere a conoscenza del problema e di essere già al lavoro per una risoluzione del problema, che tuttavia richiederà un aggiornamento del sistema operativo.

Agostino Guardamagna

Virus ed estorsione di denaro: sgominata banda europea

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La polizia europea ha sgominato una banda di criminali informatici che, dopo aver bloccato i computer di migliaia di utenti con un virus appositamente progettato, si fingevano poliziotti ed estorcevano denaro in cambio dello sblocco del dispositivo.

virus estorsione

L’ingegnosa truffa consisteva nel progettare e diffondere tramite messaggi email dei virus di tipo ransomware, pensati per bloccare i documenti del computer e creare dei messaggi fittizi che dimostravano la presenza di qualche contenuto illegale: al gruppo criminale bastava presentarsi come poliziotti presso casa delle vittime e chiedere dei soldi in cambio dello sblocco del computer e della promessa di non denunciare l’accaduto.

Secondo le stime dell’Europol, la truffa, eseguita in 30 stati in tutta Europa avrebbe permesso di estorcere circa 100 dollari per ogni vittima: calcolando che il 3% dei destinatari del virus ha ceduto al ricatto, l’operazione riguarderebbe un giro d’affari di diversi milioni di euro.

Il leader della rete – un ragazzo di 27 anni, russo – è stato arrestato negli Emirati Arabi Uniti nel mese di dicembre, ha detto Francisco Martinez, segretario per la sicurezza di stato spagnolo . Dieci altri sospetti, tra cui sei russi, due ucraini, e due georgiani sono stati arrestati sulla Costa del Sol, una popolare destinazione turistica sulla costa del Mediterraneo.

Federico Bisi

Android: piattaforma sempre più colpita da virus

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La piattaforma Android sta diventando un obiettivo in chiave mobile per i criminali informatici, secondo un rapporto di sicurezza Web società Blue Coat Systems. In un rapporto sul malware dedicato ai dispositivi mobili, Blue Coat osserva come Android sia un obiettivo popolare.

“La nostra piattaforma WebPulse – si legge nel report – registra una serie di virus sviluppati per Android. Il quaranta per cento del malware su Android è stato diffuso attraverso applicazioni, dimostrando come i criminali informatici possano utilizzare con successo le infrastrutture integrate per attaccare gli utenti mobili. Negli ultimi sei mesi, WebPulse ha anche bloccato un numero crescente di applicazioni dannose esclusivamente progettate per Android.” Veicolo molto utilizzato per la diffusione di virus, le applicazioni e i contenuti a carattere pornografico, un vettore di minacce  particolarmente pericoloso, anche per la rapidità con cui si diffondono le infezioni.

Agostino Guardamagna