01 Febbraio 2026
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Microsoft: il Cloud Computing è bello!

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A cura di Roberto Trizio

L’innovazione bussa alla porta, e dall’evoluzione dei sistemi per trattare i dati si affaccia il Cloud Computing. Facile spiegarne la natura: se fino ad ora siamo sempre stati abituati a dover usare i programmi sui nostri computer, e utilizzare una piattaforma proprietaria, il Cloud è l’offerta di una struttura informativa esterna all’azienda, gestita da terzi, dove i dati vengono registrati, e dove i programmi vengono usati in modalità Pay per use. Interessante? vantaggioso?

Giovanni Zoffoli, direttore Marketing Enterprise di Microsoft, ce lo spiega. Partiamo dunque dalla domanda più semplice: quali sono i benefici del Cloud Computing per le aziende?

Giovanni Zoffoli, Direttore Marketing Enterprise Microsoft
Giovanni Zoffoli, Direttore Marketing Enterprise Microsoft

Genericamente parlando, il Cloud abbatte i costi. Non si deve fare nessun investimento iniziale, cosa che normalmente avviene perchè qualsiasi mezzo di tecnologia richiede investimenti in hardware, licenze e servizi, mentre nel cloud tutto questo è già a disposizione, e quindi le applicazioni e l’infrastruttura in questa modalità viene erogata in modalità pay per use. Questo significa che l’imprenditore può fare i conti con una infrastruttura che non deve mettersi in casa, e che quindi è immediatamente disponibile e pronta all’uso.

Il secondo beneficio è ridurre la complessità di gestione, perchè non avere una infrastuttura in casa, evita di dover pensare, ad esempio, alle patch di sicurezza, agli aggiornamenti e a tutte le evoluzioni della tecnologia perchè queste avvengono già all’interno del servizio. Un pò come quando noi abbiamo l’energia elettrica: non sappiamo esattamente se viene aperta una nuova centrale o abbiamo degli aggiornamenti della rete, pur usando il servizio.

L’altro elemento è rendere i dipendenti più produttivi perchè questo genere di servizi sono accessibili da qualsiasi punto e da qualsiasi dispositivo. Quindi evidentemente si ha non solo la capacità di decentralizzare il lavoro ma soprattutto lo si rende sempre fruibile: in un futuro plausibile i dipendenti potranno accedere alla rete aziendale, dal televisore di casa o dallo smartphone al pc in qualunque luogo.

Come ogni processo decisionale aziendale che si rispetti, vediamo un pò i costi. Prima cosa: chi si occupa del trasferimento dei dati?specie se ho già un mio impianto?

Nel recente passato c’è stato su questo punto un grande fraintendimento. Il cloud non apre o modifica il set di lavoro. L’imprenditore trova una controparte uguale a quella che ha già nel modello cloud. L’azienda può decidere qual’è il suo percorso verso il cloud computing a seconda della sua strategia aziendale.

Se l’imprenditore ha già una sua struttura, può utilizzare il beneficio della infrastruttura che risiede nella sua azienda, perchè l’offerta prevede la modalità “privata” in cui i servizi sono in casa dell’utente finale oppure, quando  l’imprenditore decide che i suoi dati possono stare completamente sulla rete, magari in vista di una politica di espansione sul territorio nazionale ed extranazionale, può operare in tal senso. Il passaggio è dunque indolore, perchè l’offerta, specie Microsoft, è disponibile sia in casa del cliente sia che interamente in the cloud.

Per l’imprenditore e i suoi dipendenti abituati al lavoro in locale, è necessario imparare un nuovo modo di lavorare? E’ una criticità esistente?

Questa è una criticità banalmente evidente e vera per tutte le applicazioni che sono state costruite in un certo modo e che hanno una certa età. Applicazioni realizzate 7 anni fa, evidentemente non possono essere prese e messe in un modello cloud così come sono. Noi per esempio mettiamo a disposizione tutta la piattaforma di sviluppo, dove il cliente che vuole sviluppare la propria applicazione può farlo, magari partendo da un prodotto più datato.

Un modello Microsoft di 5 anni fa può dunque essere portato correttamente nel modello cloud. Ci saranno ovviamente dei cambiamenti e aggiustamenti al codice ma si tratta di cambiamenti naturali e legati all’evoluzione e all’innovazione. Il lavoro che stiamo facendo è iniziato in Microsoft da 12/18 mesi è di prendere i partner nazionali e internazionali e dargli a disposizione questa piattaforma, che dà non solo un sistema operativo ma un database relazionale per fare testing, sviluppo e offerte con nuove applicazioni in ambiente cloud.

Per fare un esempio, l’azienda Travelocity che è un portale americano che opera nel settore dei viaggi (spinoff dell’azienda Sabre Holdings), utilizza questo modello cloud per memorizzare i dati di navigazione degli utenti che possono acquistare prodotti via internet e presentare ai clienti che cercano un viaggio o varie combinazioni delle soluzioni ottimizzate in tempo reale, dove le pagine si presentano in base alle specifiche esigenze del cliente una volta profilato. Quindi senza dover impostare filtri ma lavorando su cluster aggregati. E questo presenta come prezzo e combinazione quello che il cliente probabilmente vuole vedere.

Come nelle campagne di advertising online dove si mostrano gli annunci basandosi sui comportamenti e le ricerche dell’utente, tramite i cookie?

Certamente, questo approccio viene trasposto nelle aziende. Ma evidentemente non è un servizio che il cliente vuole mettersi in casa, non essendo esperti di business intelligence, e dunque le aziende lo affidano al cloud e implementano politiche di cross selling e attraverso la rete cloud lo possono fare con un costo abbordabile.

I miei dati aziendali nella nuvola, assieme ad altri milioni di dati, diventano una miniera d’oro per hacker e pirati informatici. Com’è la sicurezza del cloud?

Questo è un discorso quasi quotidiano ed è nostro dovere rispondere. Noi adottiamo degli standard di qualità modello ISO. Ma non basta: non ci preoccupiamo di proteggere tanto il luogo dove si trovano i dati, in senso fisico, ma proteggiamo tutto a livello di processo. Quindi nei nostri datacenter adottiamo procedure certificate e standardizzate che ci permettono di documentare “che cosa facciamo” e “come lo facciamo”.

Il Computing nella "nuvola". La nuova frontiera della gestione dei dati
Il Computing nella "nuvola". La nuova frontiera della gestione dei dati

Questo approccio ci permette di avere la massima trasparenza su tutto quello che facciamo, non solo con i clienti ma anche con i nostri partner e con le terze parti che sono deputate a verificare che quello che facciamo corrisponde alle necessità delle aziende clienti. Per le organizzazioni che vogliono sapere come affrontiamo i temi della sicurezza nel Cloud, abbiamo realizzato documentazione e materiale ad-hoc. Facciamo anche parte della Security Alliance, che ha l’obiettivo di indirizzare tutti i temi della gestione delle informazioni e delle applicazioni attraverso un modello Cloud.

Un ricercatore Thomas Roth, ha detto a Reuters di aver usato il cloud di Amazon per craccare le chiavi delle reti senza fili. Come commenti questo brutto uso del cloud? è un caso isolato?

Cerco di rispondere dandoti due elementi in controtendenza. Sono evidentemente situazioni che possono succedere, ma che difficilmente rallenteranno l’introduzione e l’adozione di servizi di Cloud Computing sicuro. Due dati su tutti: in questo momento circa 80mln di aziende o privati nel mondo stanno effettuando transazioni economiche attraverso Paypal, e fra circa due anni la quantità di dati sul Web triplicheranno: il cloud è un modello di erogazione e utilizzo di risorse informatiche per tutte le aziende che richiedono elasticità, per competere su un mercato globale attraverso l’introduzione di nuovi prodotti o servizi. La vicenda di Amazon deve essere vissuta come la necessità di comunicare gli standard di qualità che vengono utilizzati per erogare i propri servizi.

Se io affido tutta la mia infrastruttura ad una singola azienda, ne rimango poi completamente legato e dipendente? esiste questa criticità? se poi voglio cambiare, posso?

Su questo c’è disinformazione. Noi non abbiamo versioni di programmi su pc e su cloud, ma è sempre lo stesso prodotto. Se il rapporto cessa, i dati che sono in casa rimangono ovviamente dove sono, oppure il cliente può scaricare i dati e metterli nel suo computer. Se l’azienda decide di mettere i dati sul portale interno che sta sulla Cloud, posso poi scaricare il bagaglio informativo e riportarlo in casa. Anche un CRM può essere esportato su più file da reimportare nello stesso sistema. Se i formati non sono compatibili dovranno essere riconvertiti, ovviamente.

Il responsabile tecnico come può convincere i capi ad adottare questo sistema?

Secondo me è esattamente il contrario. Il responsabile dei sistemi informativi è sempre di più coinvolto nel fornire tecnologie abilitanti al business dell’azienda. Il modello Cloud Computing abilita la velocità nel rispondere alle esigenze di business, oppure semplicemente abbassa i costi di tecnologie che oramai sono un patrimonio acquisito dall’azienda, ad esempio la posta elettronica. Il direttore finanziario capisce immediatamente i vantaggi, perchè il costo viene spezzettato e si paga ad uso.

Il vero punto è far comprendere ai decisori degli investimenti in tecnologia nelle aziende che il Cloud Computing è una opportunità e come tale cominciare a valutare fin da subito l’utilizzo di questo modello. Per le piccole e medie aziende il Cloud Computing rappresenta la democratizzazione dell’IT, perchè mette a disposizione risorse e applicazioni finora inimmaginabili per questa tipologia di aziende ad un costo irrisorio e con disponibilità immediata.

C’è qualcosa su Cloud Computing che vuoi spiegare e che vedi non correttamente spiegato?

La sicurezza del Cloud, eseguita a livello di processo
La sicurezza del Cloud, eseguita a livello di processo

Vorrei dare un messaggio a tutti gli specialisti in Information Technology sull’opportunità che si apre con il Cloud Computing. Una ricerca dell’Università di Venezia stima 100mila nuove aziende in Italia, con 1 milione di posti di lavoro attraverso il Cloud Computing. Quindi ci saranno professioni e competenze nuove da creare. Anche perchè secondo Microsoft il mercato Cloud arriverà a 2.3 mld entro il 2014 (ndr)

Il Cloud computing è interessante per aziende piccole, medie, grandi?

Noi abbiamo già decine di migliaia di utenti attivi in Italia. Le aziende sono di qualsiasi dimensione, per le grandi abbiamo visto partire prima il settore pubblico di quello privato, come la provincia di Lecco, l’ospedale Bambin Gesù, che hanno delegato a noi il servizio di posta elettonica, di gestione dei servizi interni di collaborazione e di comunicazione. All’ospedale ci sono problemi ben più importanti che il funzionamento della posta elettonica, Microsoft lo fa per l’ospedale. Mentre la provincia di Lecco forniva il servizio di posta alle 90 città che afferiscono alla provincia, con tutte le problematiche di gestione. Leggi il caso del Cloud adottato all’Ospedale Bambin Gesù e del Cloud adottato dalla provincia di Lecco

Ultimissima domanda, che potrebbe costarti il posto di lavoro. Cosa usi come motore? Google, Yahoo o Bing?

Io uso Bing, il che salva il mio posto di lavoro. Diciamo che 9 volte su 10 la risposta che cerco c’è. Bing nasce dalle intuizioni e dalla visione di Qi Lu, ex-Yahoo, che ha migliorato notevolmente la qualità della rilevanza del nostro motore di ricerca, introducendo innovazioni (come l’anteprima delle pagine oggetto della ricerca), che poi ci è stata copiata. La progressione nei confronti di Google, che è ancora leader del mercato delle ricerche, è impressionante, visto che ci siamo ritagliati una fetta di mercato pari al 30% guardando agli Stati Uniti in soli 2 anni di lavoro. Una delle nostre peculiarità, ad esempio, è che l’esperienza che maturiamo attraverso Bing finisce all’interno dei prodotti dedicati alle aziende, il che è un plus.

Teniamo conto, infine, che la competizione fa benissimo al mercato. Questo ci rende desiderosi di fare ricerca e sviluppo. Chi ne guadagna è il mercato, perchè avrà prodotti con nuove funzionalità, a basso costo e che in ultima analisi ci permetteranno di essere maggiormente produttivi (in azienda) e con una più elevata soddifazione (come consumatori).

L’arte di sincronizzare email, dati e documenti

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Di Leonardo Agazzi

Ecco gli strumenti per sincronizzare i file
Ecco gli strumenti per sincronizzare i file

Il lavoro non è più quello di una volta. La scrivania, il proprio computer, e il telefono. Fra tablet, Ipad, smartphone e computer portatili i dati iniziano ad essere sparsi fra diversi dispositivi e sulla rete. E saltare da una piattaforma all’altra può essere veramente faticoso, specie per l’esigenza di dover recuperare questa o quella password, ricordare il login piuttosto che trasferire il file con le fatture. Impariamo quindi a sincronizzare i dati con i diversi strumenti che abbiamo a disposizione, per risparmiare tempo e fatica.

Sincronizzare Email, Contatti e calendario – Le email e la rubrica diventano un patrimonio preziossissimo. Sincronizzare i dati non è una operazione troppo difficile. Gli smartphone e i tablet hanno, generalmente, una porta USB che permette di connetterli ai PC e scaricare facilmente i dati. Il problema è più che altro l’aggiornamento di questi dati, perchè inevitabilmente o il PC o lo Smartphone sarà più aggiornato dell’altro.

In questo senso la soluzione deriva dallo scegliere un produttore ed affidarsi ai servizi che offre, tutti insieme e senza distrazioni: tutti i dispositivi che usano Google Android sono ovviamente predisposti e si interfacceranno meglio con i servizi della stessa azienda. Se abbiamo uno smartphone Android cerchiamo quindi di scegliere Gmail, Google Calendar e i suoi contatti. I Blackberry lavorano meglio con i BlackBerry Enterprise Server piuttosto che con Yahoo Mail. Microsoft Windows Phone 7 si integra meglio con Windows SkyDrive per l’hosting dei file e con HotMail piuttosto che con altri: è ovvio che i prodotti saranno compatibili fra loro e non ci ritroveremo a cercare su manuali e guide come far andare d’accordo Windows e Google, o HTC e BlackBerry.

Dunque, se scegliamo Microsoft, l’Exchange Server sincronizza le email, i messaggi, i contatti e il calendario e può essere usato da qualsiasi dispositivo. I portatili e i tablet, si connettono ad Exchange da qualsiasi postazione e con qualunque connessione, e l’interfaccia è molto intuitiva. Come detto, i BlackBerry lavorano con i loro server Enterprise: rimaniamo dunque su quelli.

Se non vogliamo affidarci a Microsoft o al BlackBerry, e vogliamo una soluzione polivalente, usiamo il nostro amico Google. La suite del noto motore di ricerca è piuttosto completa e permette un ottimo lavoro da computer e dispositivi mobile. E per di più, qualora ci si trovi con piattaforma Windows, è possibile riconvertire e risincronizzare i dati:  il Google Apps Sync for Outlook permette di scaricare e sincronizzare tutti i dati con relativa facilità, sebbene, ricordiamo, sia necessario aver acquistato almeno una applicazione di BigG. Prodotti come Sync2 o gSyncIt, dal costo non superiore ai 20 euro ottiene lo stesso risultato. In alternativa, ma solo se i dati sono relativamente pochi, esiste il Google Calendar Sync, che, gratuitamente, fa lo stesso lavoro.

Software come Bamboo sono studiati per sincronizzare i file
Software come Bamboo sono studiati per sincronizzare i file

Sarete contenti di sapere che l’Iphone e l’Ipad sono dotati, scaricandolo, del sistema Exchange Active Sync che permette la sincronizzazione dei dati di Google per una portabilità completa. A questo punto, usare lo smartphone o il pc, piuttosto che l’Ipad non fa alcuna differenza.

Sincronizzare i tipi di file – La soluzione di affidarci ad un unico filone di servizi compatibili fra loro può essere soddisfacente, ma solo per quei dati, come le email e il calendario, che non sono realizzati in formati particolari. Nel momento in cui abbiamo dei file word sul computer, e vogliamo vederli su una piattaforma Android, il discorso si fa più difficile, senza contare che presentazioni PowerPoint possono facilmente occupare tutta la memoria di piccoli SmartPhone.

A questo punto esistono due soluzioni. La prima è quella di tenere i nostri dati su un unico dispositivo mobile. Avere i propri documenti e anche i propri programmi su una chiavetta USB, con sistemi studiati per lavorare in questo senso come WinPenPack, può essere una eccellente soluzione. Qualsiasi computer e moltissimi notebook, anche quelli più piccoli come gli Eee Pc o addirittura i Tablet come il Motorola Xoom, hanno una entrata USB dove è possibile ritrovare i propri documenti. In questo modo il dispositivo non fa, quasi, alcun problema. Anche le MicroCard SD sono usabili su Smarpthone, su cellulare e si inseriscono facilmente anche in un PC.

La seconda soluzione, specie se utilizziamo Iphone o Ipad, che non hanno nè USB ne MicroSD è quella del Cloud. Registrare i propri dati su servizi di storage online come Windows SkyDrive o Google Docs elimina alla radice i problemi. E’ possibile accedere ai propri file in ogni momento, è sufficiente una connessione internet e il formato di lavoro è uguale ovunque. Addirittura è possibile lavorare in locale e offline, e poi, grazie a prodotti come Windows Live Mesh, fare in modo che alla prima connessione ad internet i file si sincronizzino da soli. Google fa la stessa cosa con Memeo, e con l’add-on Google Cloud Connect, la sincronizzazione e la compatibilità con documenti Office è garantita.

Servizi che vadano oltre al solito binomio Google-Microsoft sono Box.net, DropBox o SugarSync, che permettono di creare cartelle e documenti online, e sincronizzarli automaticamente online, dove rimangono sicuri su server esterni e sono sempre accessibili da Windows, da sistema Mac OS X e da Android e BlackBerry (specie DropBox che supporta anche utenti Linux),

Quanto a spazio disponibile, SugarSync offre 5GB, DropBox 2GB. Box.net dà una disponibilità iniziale, ma è necessario pagare per ogni livello successivo di storage e servizi. Il migliore dei tre ci sembra SugarSync sia per lo spazio disponibile che per la flessibilità, che ci sembra quasi perfetta.

Microsoft Office 2010. Un salto nel futuro

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Di Agostino Guardamagna

Microsoft Office 2010 è l’ultima versione del più popolare programma per l’ufficio di tutti i tempi, con un obiettivo preciso: non solo soddisfare l’utente, ma stupirlo, convincerlo e farlo rimanere estasiato. Soprattutto alla luce delle vere e proprie offensive lanciate dai suoi competitor: Google, che ha messo a disposizione una serie di strumenti per l’ufficio gratuiti ed online, ed Apple che con iWork si è decisa ad entrare in competizione. Vediamo insieme le trovate di casa Redmond.

Premettiamo che l’aggiornamento non è adatto a tutti. Se siete abituati ad usare Office 2003 o 2007, e sperate di ritrovare le funzioni che già utilizzate normalmente anche nella versione 2010, magari potenziate, vi suggeriamo di non eseguire l’upgrade. Se invece siete curiosi e soprattutto disposti ad impiegare qualche giorno per riconsiderare le vostre abitudini allora procedete pure.

Installazione di Microsoft Office 2010 – Abbiamo installato Office 2010 su due macchine diverse. Una aveva ancora il buon vecchio Windows XP e l’altra il nuovo Windows 7. In entrambi i casi l’installazione è piuttosto lenta, ci vogliono circa 20 minuti perchè sia tutto pronto. Il sistema deve avere un minimo di 256MB di RAM, anche se 512MB sono preferibili specie per le funzioni avanzate, e soprattutto in XP, dove è necessario avere il Service Pack 3. Per l’utilizzo di funzioni avanzate di Outlook 2010 tenete a mente che vi servirà un Exchange Server 2000, mentre se volete utilizzare appieno le funzioni di collaborazione preparatevi a installare un Windows Server 2003 con il Service Pack 1 o uno SharePoint Service.

Interfaccia di Office – L’interfaccia grafica si basa sul concetto delle strisce (Ribbon) piene di icone, introdotte nella versione 2007 e qui potenziate. Ci sono state, dobbiamo dirlo, diverse resistenze da parte degli utenti a questa nuova soluzione grafica ma Windows si è decisa a confermare la sua scelta e dunque dobbiamo metterci un pò di buona volontà. Per fortuna le Ribbon sono non solo ben costruite, avendo una zona con delle funzioni di base fisse, e un’altra dove possiamo aggiungere od eliminare collegamenti a nostro piacimento, ma addirittura intelligenti. La suite ricorda i tool maggiormente utilizzati e li rende disponibili qualora, ragionevolmente, possiamo averne bisogno. Cliccare su una foto in Word farà apparire, per esempio, gli strumenti di editing, specie quelli che abbiamo appena utilizzato.

Outlook 2010 gestisce i contatti e riunisce tutte le comunicazioni in una unica interfaccia
Outlook 2010 gestisce i contatti e riunisce tutte le comunicazioni in una unica interfaccia

Backstage di Office – Radicale anche il cambio di gestione del documento. Mentre prima era possibile accedere al vecchio menù dei file, ora la funzione Backstage si apre a piena pagina e permette non solo di salvare il documento, ma guida l’utente ad alcune azioni successive come l’impostazione di permessi di lettura/scrittura, l’uso di una password di protezione del documento o di criptazione del file assieme ad una firma digitale che permette addirittura di verificarne l’integrità.

Sempre nel backstage troviamo le funzioni di condivisione che permettono di salvare e inviare il documento via mail senza lasciare il programma o uplodare tutto su SkyDrive, uno spazio web gratuito di 25Gb che funge da base per il download del documento da parte di colleghi o clienti.

Interessante la funzione dedicata alla ricerca di dati nascosti, come le correzioni che sono state fatte nel corso del tempo, e uno strumento, che abbiamo veramente molto gradito, che salva il documento in modo che sia compatibile con le versioni precedenti di Office, risparmiando al destinatario del file la fatica di dover eventualmente trovare un programma di decodificazione. Bella e potente anche la possibilità di vedere l’anteprima di stampa. Diciamo che fra le Ribbon e il Backstage l’utente può rimanere a prima vista un pò disorientato, ma una volta presa l’abitudine siamo contenti di avere a disposizione così tante opzioni, tutte potenti e utili.

Potente l'editor di immagini in Word, Power Point e Publisher
Potente l’editor di immagini in Word, Power Point e Publisher

Anteprime e gallerie Office 2010 riconferma l’intenzione della versione 2007 circa le personalizzazioni grafiche. Nella sezione Galleria abbiamo la possibilità di modificare stili, colori e caratteri dei documenti, oltre ad una approccio molto interessante, che tende a presentare all’utente un’anteprima dei comandi impartiti: per esempio abbiamo inserito un effetto grafico in PowerPoint e, al passaggio del mouse, il programma offre una piccola finestra con l’anteprima. Mentre in Word, copia/incollando un testo all’interno di una pagina il software permette di vedere un’ipotesi di formattazione automatica con delle evidenziature dei passaggi più importanti, che possiamo poi scegliere se accettare.

Microsoft Office Power Point 2010 – PowerPoint presenta sicuramente delle novità piuttosto interessanti. Ora è possibile caricare ed editare dei video direttamente all’interno del programma, in modo che gli utenti vedano solo ciò che l’autore della presentazione desidera. Con comandi abbastanza intuitivi possiamo aggiungere effetti, bagliori e animazioni aggiuntive. Bella e originale la funzione che permette di inserire delle specie di segnalibri all’interno della riproduzione video, che cliccati, aprono una pagina con un ulteriore contenuto testuale o fotografico.

Microsoft Outlook 2010 – Buoni i miglioramenti di Outlook per la posta, vista la spietata concorrenza di webmail come Yahoo e Gmail. Nella versione 2010 è possibile raggruppare mail che parlano dello stesso argomento in una finestra a formare una vera e propria conversazione dove la gestione dei messaggi è abbastanza veloce e potente. Anche qui, come nel caso delle Ribbon, sarà necessario abituarsi, ma una volta fatto ci siamo trovati abbastanza bene. Una nuova funzione detta Quickstep, consente di impostare il programma perchè invii dei messaggi email già pronti a dei mittenti preregistrati, solo lanciando un comando. Se siamo, ad esempio, nel settore del marketing e dobbiamo inviare delle presentazioni ai nuovi clienti o delle piccole newsletter ai nostri fornitori, basta un tasto per avviare l’automazione necessaria.

Il Backstage di Word 2010 permette una avanza gestione dei documenti
Il Backstage di Word 2010 permette una avanza gestione dei documenti

OneNoteMicrosoft Office OneNote, l’applicazione dedicata al lavoro condiviso online, è stata molto potenziata, con nuove funzioni di aggiunta di immagini, video, audio e testo in tempo reale, da parte di tutti gli operatori connessi. Tasti rapidi permettono di copiare e incollare testi e immagini in una unica sezione visibile da tutti, e il merge di informazioni è molto facile e potente. Bella anche l’opzione che evidenzia le ultime modifiche fatte ad un documento, per avere sempre un’idea dello svolgimento globale del progetto. Lo sforzo della Microsoft di soddisfare il manager si nota anche nella funzione dove, qualora si stia lavorando su un documento ed in contemporanea con un collega, impedisce bruschi cambiamenti del file, dando il tempo di sincronizzarsi ed accordarsi l’un l’altro.

Excel – Anche Excel è stato rimaneggiato per facilitare l’interpretazione e l’uso dei dati. Le tabelle sono colorate, per orientare l’occhio, e l’uso e la navigazione fra le formule matematiche è molto più semplice. Anche inserire diagrammi, tabelle e importare i dati si dimostra attività molto veloce. Una nuova funzione detta SparkLines consente di creare un piccolo diagramma in una singola cella, il che facilita il confronto fra i dati in un solo foglio di calcolo. La Microsoft cerca di rendere Excel molto meno ostico ai non addetti ai lavori, e di consentire un’apprendimento veloce del programma.

Publisher – Chi realizza piccoli lavori di editoria sarà contento di Publisher 2010. Con diversi temi disponibili, è possibile creare loghi business e vedere il risultato in anteprima. Molte immagini, font e stili sono poi personalizzabili, il che permette di creare il proprio stile grafico. Migliorati, come in tutta la suite, gli effetti di editing immagini, con correzione dei colori, ritaglio e contrasto.

Essendo il lavoro sempre più mobile, e sempre più connesso alla rete, Microsoft ha messo a disposizione una versione online di ogni suo programma di Office rendendo la condivisione ancora più facile. Le versioni web conservano la formattazione e la grafica del documento da qualsiasi browser e da qualsiasi dispositivo ci si colleghi, anche uno smartphone dimostrando di valere molto anche come suite online.

Integrazione con Hotmail – Office si integra enormemente con i server della Microsoft. Come abbiamo già spiegato è possibile salvare i documenti, usufruire dello spazio server gratuito e inviare il link ai propri colleghi o clienti. Questo permette di visualizzare presentazioni, video e foto ad alta risoluzione senza dover intasare la propria o altrui mail o consumare banda. Interessantissima la possibilità di caricare un album di foto, crearne uno slideshow animato e invitare a vederlo e condividerlo, senza dimenticare l’integrazione perfetta con servizi di immagini terzi come FlickR, SmugMug, Hulu e YouTube per i video, tutto senza abbandonare il proprio account Hotmail.

Verdetto – E’ consigliabile passare a Microsoft Office 2010? come detto all’inizio dipende dal vostro modo di lavorare. Se con la suite precedente vi trovate bene, e non dovete fare altro che creare o editare dei file, l’upgrade non ha molto senso. Se invece volete riprogrammare le vostre abitudini e fare un decisivo salto verso un modo di lavorare più online e condiviso non potete perdervi le novità grafiche e di gestione, le funzioni di Outlook, l’integrazione con Hotmail e il decisivo potenziamento di OneNote.

Link e risorse
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LinkedIN. Guida per l’azienda

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Così come i social network come Facebook e Twitter hanno catalizzato l’attenzione di tutta Internet, diventandone parte integrante, anche il mondo Business ha il suo social network di riferimento. LinkedIN è la piattaforma social dedicata alle aziende e ai professionisti, che può veramente rappresentare una fonte di idee, di contatti e di incontri interessanti dal punto di vista professionale. Impariamo dunque ad utilizzare questo indispensabile strumento e vediamone le strategie migliori per un suo uso completo e soddisfacente.

Primi passi in LinkedIN – Registrandosi sul sito, disponibile ovviamente anche in lingua italiana, è possibile innanzitutto creare un proprio account come questo. Si inserisce il nome e cognome, la propria posizione professionale attuale, ma anche le posizioni ricoperte nel passato fino ai titoli di studio che si sono conseguiti. La foto, il sito internet e un sommario dove ci si racconta permettono quindi una identificazione professionale immediata e completa.

Ecco come si presenta un account di LinkedIN
Ecco come si presenta un account di LinkedIN

Il cuore del sistema sono poi le Connessioni. Quelle che su Twitter si chiamano Follower, quelle che su Facebook sono gli “amici”, su LinkedIN sono le connessioni: si tratta di persone a cui si può inviare una richiesta di contatto per condividere informazioni e che da quel momento sono collegate con noi. Una volta instaurata la connessione è possibile inviarsi messaggi, oltre che vedere le connessioni delle connessioni fino al terzo grado. Grazie al sistema presente fin dal momento dell’iscrizione, che permette di rintracciare i propri compagni di studi e di lavoro grazie all’importazione dei contatti lavorativi della nostra rubrica virtuale, è chiaro che ben presto si crea una capillare rete di collegamenti che ci permette di condividere e contattare professionisti con una semplicità incredibile.

I gruppi di discussione – La realtà professionale tende ovviamente a focalizzarsi in gruppi. Per questo in LinkedIN è possibile accedere ad una directory dove troviamo dei gruppi di discussione (Marketing e Web, Wired Italia, Energie Rinnovabili, Donne Manager sono solamente alcuni esempi), e iscrivendosi a quel gruppo è possibile partecipare a delle discussioni incentrate su quell’argomento.

E’ possibile proporre delle nuove conversazioni, rispondere a quelle già esistenti, e seguire lo svolgimento del discorso tramite le funzioni di controllo delle discussioni create da noi, dove abbiamo partecipato o che semplicemente vogliamo monitorare. Per chi desiderasse è possibile creare un proprio gruppo e invitare le proprie connessioni.

I profili d’azienda LinkedIN– Finora abbiamo visto come un singolo professionista può interagire con altri colleghi di lavoro, ma LinkedIN offre, ovviamente, la possibilità di creare dei profili specifici per l’azienda. In questo caso le informazioni sono più complete. Innanzitutto è necessario inserire il nome della propria azienda, e una piccola descrizione iniziale dedicata all’attività svolta.  In Prodotti e Servizi potete inserire invece una descrizione più dettagliata di quello che offrite ai vostri clienti, senza limiti di link al vostro sito.

LinkedIN permette anche la ricerca di personale: la sezione “Impiego” infatti consente di inserire delle posizioni professionali che l’azienda cerca in quel momento, e questa sezione visibile a tutti permette di ricevere direttamente dei messaggi da parte di professionisti interessati. A seguito di questo è possibile indicare anche i profili LinkedIN delle persone che in quel momento stanno lavorando per la vostra azienda e in “Nuovi assunti” coloro che avete appena assunto, magari proprio grazie a LinkedIN. In “Promozioni e cambiamenti” è possibile poi indicare i cambiamenti di ruolo delle figure della vostra azienda, per presentare al pubblico anche le novità in ambito di management.

In una sezione nascosta, visibile solo al proprietario del profilo aziendale, un vero e proprio servizio di statistiche della propria pagina, che permette di comprendere quali figure professionali tendono ad entrare in contatto con l’azienda online.

Un profilo aziendale di LinkedIN
Un profilo aziendale di LinkedIN

Domande e risposte in azienda– La conoscenza è forse la cosa più preziosa in azienda. LinkedIN propone a livello aziendale, quello che Yahoo Answer è per le persone private. Chiunque nella sezione “Domande” può porre una domanda di qualsiasi natura aziendale e aspettare che altri profili LinkedIN rispondano. Si tratta di una funzione estremamente interessante. Attenzione però a non utilizzarla per offire o cercare lavoro, o presentare i propri prodotti: esistono altri modi, che vi abbiamo spiegato precedentemente, e qualsiasi domanda che non sia di puro Know How aziendale verrà cancellato dai moderatori. Ovviamente è possibile rispondere alle domande di altri, che si accorgeranno della risposta tramite un sistema di avviso nel proprio profilo.

Applicazioni e telefonia – LinkedIN offre, infine, un sistema di applicazioni che fa da corollario alle funzioni principali. L’applicazione Amazon per esempio consente di conoscere quali libri o manuali vengono letti dai responsabili di una singola industria e comprarli. Blog Link permette di condivere con LinkedIN i post del proprio Blog e con BoxNet Files è possibile anche condividere documenti e lavorare online, e sono solo alcune delle applicazioni, accessibili dal menù che compare in alto nel proprio profilo. LinkedIN è accessibile poi anche da dispositivi mobili. Applicazioni per Iphone, BlackBerry e Palm Pre permettono l’utilizzo anche su questi dispositivi della rete di LinkedIN per una esperienza davvero completa di social network aziendale.

Come utilizzare LinkedIN – Concludiamo e riassumiamo ciò che LinkedIN può fare per noi:

Brand Awarness – Creazione di identità e conoscenza del proprio marchio e conseguente aumento di importanza e credibilità aziendale
Relazioni e conoscenza – Entrata in contatto con figure professionali che possono aiutarci nel lavoro, e che rappresentano vere opportunità di Business. La funzione di Domande e risposte è perfetta per aumentare, gratuitamente, il nostro Know How.
Vendita online – Specie in ambito B2B è possibile offrire i propri servizi professionali ad altre aziende che ne necessitano. Possiamo dire che un account LinkedIN ben seguito può portare alla generazione di lead di vendita interessanti.
Nuove assunzioni – LinkedIN, utilizzato con accortezza e instaurando vere relazioni significative, permette di identificare figure professionali che possiamo assumere nella nostra azienda.

Risorse e link

Usare LinkedIN nelle strategie di Marketing
LinkedIN per il Marketing

BlackBerry 7290. Ottimo per le mail, e non per altro

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Di Giorgio Ghibellini

Il BlackBerry 7290. Ottimo per le mail, ma non per altro
Il BlackBerry 7290. Ottimo per le mail, ma non per altro

La Research in Motion ha letteralmente rivoluzionato il mercato quando nei tardi anni ’90 presentò il suo BlackBerry. Il dispositivo tascabili ma dal generoso display e la tastiera QWERTY permise di inviare email, per la prima volta, da un apparecchio diverso dal computer di lavoro o di casa. Ora grazie alla RIM, 2,5 milioni di persone nel mondo sono costantemente connesse, 24 al giorno. E il Blackberry ha fatto breccia soprattutto nel settore dei manager, della finanza e del business. Tuttavia i competitor sono aumentati, e certo non stanno a guardare. Vediamo insieme la versione BlackBerry 7290 e le sue funzionalità.

Design carino – Il design è abbastanza bello e compatto, scivola benissimo nella tasca ed è piacevole da tenere in mano. Il rivestimento plasticato è ben luminoso ma soprattutto molto solido e durevole. Qualche colpetto preso accidentalmente non scalfisce il dispositivo. La tastiera è sorprendentemente facile da utilizzare, e la zona sensibile al tocco sottostante permette di utilizzare lo smartphone con una sola mano, mentre con l’altra si prendono appunti. L’ergonomia è decisamente superiore rispetto ai concorrenti come il Palm Treo Pro.

Schermo meno… – Peccato che il BlackBerry, a nostro avviso, inizi a mostrare la sua età. Lo schermo è veramente grande ma i colori non sono molto soddisfacenti, nè la loro nitidezza. Gli utenti che vogliono uno schermo veramente brillante dovranno optare per un BlackBerry 7100, perchè sotto questo profilo, c’è veramente un pò di delusione. Il fatto che la RIM abbia iniziato a dare diverse licenze ad altri costruttori fra cui la Nokia per l’hardware che si deve occupare della grafica fa capire che effettivamente l’azienda è indietro in questo campo.

Potenza delle mail… – Il 7290 gestisce le email in modo superbo. Connettendosi alla rete, è possibile inviare, ricevere e gestire le email in tempo reale con una ottima velocità di elaborazione. Non è necessario sincronizzare il dispositivo con un computer fisso. Le email vanno e vengono attraverso la rete senza problemi. Anche i contatti e il calendario con gli impegni vengono aggiornati automaticamente senza necessità di programmi o di componenti aggiuntivi: il manager può comunicare senza nessun problema e in grande velocità. La versione 7290 aggiunge anche un pò più di memoria, e la connessione Bluetooth.

Le email si basano su un unico approccio: tutte le mail non vengono divise in messaggi in arrivo, inviati o salvati. Tutto viene riassunto in una unica inbox. Anche i messaggi vocali, i messaggi della segreteria piuttosto che gli sms vengono messi tutti insieme e separati semplicemente in ordine cronologico e questo potrebbe generare un pò di confusione. Ma non a tutti: il metodo con cui il dispositivo naviga e cerca attraverso i messaggi è veramente potentissimo e sembra anche migliore di quello che troviamo su un computer desktop. Dunque, se navigare fra i messaggi non vi dà problemi, il BlackBerry vi piacerà. Le telefonate sono ottime se con l’auricolare.

A scapito di altro… – Un pò di frustrazione anche per le limitate funzionalità. Le email sono veramente un bomba, siamo d’accordo, ma questo è andato a discapito di altre funzioni. Ho provato a scattare diverse foto, e ha registrare qualche suono e qualche video, e non sono rimasto soddisfatto dalla velocità e dalla qualità di quello che ho visto. Inoltre, il BlackBerry è studiato per utilizzare un auricolare, e senza di questo le telefonate hanno un suono veramente troppo basso. La navigazione in internet è anch’essa limitata e così anche il numero di applicazioni e strumenti che può essere scaricata sul dispositivo ed utilizzata agilmente.

Verdetto – Il BlackBerry 7290 è sicuramente un buon ritrovato di tecnologia. Diciamo che si può amare od odiare tantissimo. Se siete dei manager che vogliono usare lo smartphone per parlare con l’auricolare e messaggiare, vi troverete perfettamente con questo 7290. Si tratta di una potenza enorme e di un sistema assolutamente concorrenziale che vi soddisferà in tutto. Ma non vi venga in mente di voler trattare questo smartphone per altri servizi come fareste con un Iphone o un Htc, di navigare e di avere un “tuttofare” fra le mani, perchè in questo caso rimarreste veramente delusi e dovrete orientarvi verso versioni diverse o altre marche del settore Business.

Risorse e link
Scheda tecnica del BlackBerry 7290 proposto da TIM
Confronta prezzi e offerte per il BlackBerry 7290

Risparmiare sui costi di tecnologia in azienda

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Di Michele Callico

L’azienda, specie in momenti di crisi economica, è perseguitata dall’idea di dover contenere i costi. Perchè non farlo anche nella tecnologia? gli strumenti e le apparecchiature tecnologiche sono fondamentali per l’attività aziendale, e da queste dipende in maniera considerevole anche il successo di un progetto, ma cerchiamo di farlo senza dover spendere troppo.

Per risparmiare sui costi tecnologici in azienda, usate un consulente
Per risparmiare sui costi tecnologici in azienda, usate un consulente

Trovare un consulente – Se cerchiamo una casa, ci rivolgiamo ad una agenzia immobiliare. Così come il nostro commercialista ci aiuta nella compilazione della dichiarazione dei redditi. La stessa cosa dovrebbe avvenire con la tecnologia: un consulente, una persona fidata, può indirizzare l’azienda verso la giusta scelta. Per scegliere il consulente è inutile suggerire di rivolgersi ad aziende qualificate e con un certo numero di anni di attività o di riconoscimenti, molto importante invece tenere a mente delle domande da fare e da farsi, per organizzare bene il discorso:

– Quale specifica tecnologia o prodotto dobbiamo usare per una specifica esigenza aziendale?

– Qual’è l’esperienza del consulente e di altre aziende con quella tecnologia?
– Quali sono i pro e i contro? non solo in termini di costo e guadagni, ma anche conoscenza e tempo?
– Quali sono gli effetti a lungo termine nello scegliere una tecnologia?
– Quale tipo di ritorno puoi aspettarti in termini di denaro, sia nel breve che nel lungo periodo?

Questo tipo di informazioni, aiuteranno certamente ad individuare la giusta attrezzatura, aiuteranno ad evitare perdite di tempo e denaro, o di spendere più del necessario per una gamma di prodotti. Se non avete la possibilità di assumere un consulente, utilizzate internet per quello che serve. Visitate forum dedicati, newsgroup, i siti web dei produttori di computer, stampanti e software aziendali, che vi offriranno una panoramica di idee. Alcuni produttori hanno anche dei forum online, come Kaspersky, produttrice di antivirus per l’azienda, con cui è possibile interagire via forum.

Basarsi sul valore, non solo sul prezzo – Mai e poi mai acqusitare un prodotto aziendale basandosi solo sul costo. Tempo fa la produttrice di pneumatici Bridgestone vendeva delle serie di gomme ad un prezzo molto concorrenziale, anzi, nettamente basso. La Michelen non sapeva come fare: poi venne l’idea. Quanti chilometri facevano le gomme a quel prezzo? La Michelen offrì un prezzo più alto ma un valore doppio rispetto alla concorrenza, e vinse quella sfida.

Lungimiranza. Nei costi aziendali ci vuole lungimiranza
Lungimiranza. Nei costi aziendali ci vuole lungimiranza

Andiamo nel campo della tecnologia. Installare una piccola rete può costare anche solo 100 euro. Ma se prevedete di assumere a breve nuovi dipendenti e dovrete espandere la vostra rete potrebbe costarvi 100 euro iniziali più 300 o 400 per la nuova rete. Non sarebbe stato meglio installare subito la rete aziendale adatta e risparmiare i 100 euro? Pensate al valore delle cose, nel tempo.

Il prezzo di acquisto non è l’unico costo – Oltre a considerare il valore, considerate il prezzo nella sua interezza. Prendete in considerazione il Costo totale di proprietà. Installare una rete di computer ha un costo iniziale, ma voi dovete pensare anche all’amministrazione, alla manutenzione, a piccoli incidenti che potrebbero capitare e capiteranno sicuramente, come insegna la legge di Murphy. Pensate anche al costo delle apparecchiature che serviranno a latere: i costi del cablaggio, o le cartucce delle stampanti, i costi delle licenze dei software e dei loro aggiornamenti.

Valutate le cose con lungimiranza, e provate per credere – Molte aziende comprano tecnologia facendo questi due errori: basandosi sul prezzo più basso, errore, e non considerando il valore a lungo termine delle cose, altro errore. Il detto “Chi più spende, meno spende”, molte volte è veramente azzeccato. Se avete un sito aziendale, potrebbe essere un costo considerato non importante realizzarne una versione per Ipad. Ma ora nel mondo ci sono circa 10 milioni di pezzi, oltre ad Iphone e cellulari. Forse non pare ora, ma in futuro risparmierete, e le aziende che diventano grandi sono quelle che lo hanno capito.

Ovviamente, un discorso così farà storcere il naso a quanti in azienda hanno il compito di contenere i costi. Per non arrivare alle mani con codeste persone, avvaletevi dell’esperienza di altri, utilizzate prodotti in prova, le trial del programmi, il leasing, che molte volte interessa anche i prodotti tecnologici e non solo le auto, in modo da poter avere una idea del funzionamento e della vita degli strumenti che userete.

Risorse e link
– La guida HP per risparmiare sui costi investendo in tecnologia
– L’ipotesi Cloud Computing per risparmiare in azienda

Ubuntu: installare i nuovi driver Nvidia 270.41.19 [PPA]

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Buone notizie per i possessori di schede video Nvidia: sono stati rilasciati i driver 270.41.19 e possono essere installati sia Ubuntu 11.04 Natty che su Ubuntu 11.10 Oneiric! Ci sono state numerose correzioni di bug e miglioramenti di stabilità per quanto riguarda gli ambienti Linux. Le correzioni più importanti sono elencate di seguito:

  • Corretto un bug nella coda di presentazione VDPAU .
  • Corretto un bug che poteva causare crash durante l’acquisizione video SDI.
  • Risolto un corner-case relativo adi driver OpenGL che potevano causare la perdita di risorse nelle applicazioni che utilizzavano la system call fork().
  • Risolto un problema legato agli ultimi kernel, come il 2.6-38, che causava il fallimento dell’inizializzazione SLI.
  • Corretto un bug che causava un errore di inizializzazione SLI su alcuni sistemi basati su Intel.

 

Come installare OSX 10.7 sul proprio PC

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Mac OS XRitorniamo alle origini…il mio primo articolo su questo fortunato blog fu proprio una guida su come installare il sistema operativo Apple (allora era Leopard 10.5) sui comuni pc. L’evoluzione mi impone di provvedere di nuovo a chi sogna di possedere questa nuova (meravigliosa) creatura senza acquistare un (i)Mac(book/book pro).

*IMPORTANTE!!! La seguente guida ha scopo puramente informativo…l’autore della suddetta non prende responsabilità di qualsiasi genere né in riferimento a ciò che potrebbe succedere sulla vostra macchina né sulle procedure che violano il copyright. E’ semplicemente e puramente un caso di studio!*

Come fu necessario all’epoca, dettiamo quali sono i requisiti fondamentali per far avverare questo piccolo sogno informatico:

Come disabilitare i programmi di avvio in Windows XP/VISTA/7

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Con questa guida potrete disabilitare i programmi inutili che si avviano all’accensione del vostro computer. Spesso queste applicazioni sono inutili e consumano abbastanza memoria da rallentare il sistema operativo. Con pochi semplici passi potrete alleggerire l’avvio e di conseguenza migliorare l’utilizzo del pc.
I passaggi per disabilitare i programmi di avvio di Windows sono pochi e sono abilitati in tutte le versioni recenti e meno recenti del sistema operativo Microsoft (potrete infatti eseguire queste operazioni su Windows XP/VISTA/7 allo stesso modo).

Seguite le seguenti indicazioni:

Leggi tutto…

Symantec. Facebook vulnerabile, milioni di dati personali a rischio – Come proteggersi

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Dati personali a rischio

Facebook è vulnerabile e da accesso a milioni di fotografie degli utenti, profili e altre informazioni personali a causa di un bug di anni fa, che sostituisce le impostazioni della privacy individuale, questa la dichiarazione  dei ricercatori di Symantec.

I ricercatori stimano che la falla abbia colpito centinaia di migliaia di applicazioni. Il bug colpisce un insieme di “chiavi” che le applicazioni Facebook utilizzano per eseguire determinate azioni per conto dell’utente, come ad esempio inviare messaggi a una bacheca di Facebook o l’invio di RSVP agli inviti. Per anni, molte applicazioni che si basano su una vecchia forma di autenticazione dell’utente usano queste chiavi e le girano a terzi, dando loro la possibilità di accedere alle informazioni degli utenti.

I ricercatori di Symantec hanno detto che Facebook ha corretto il bug, ma ha avvertito che i token, le chiavi, già esposte possono essere ancora ampiamente accessibili.

“Non vi è alcun modo per stimare la quantità di quanti hanno già fatto  applicazioni di Facebook dal 2007,” Nishant Doshi di Symantec  lo ha scritto Martedì. “Temiamo che molti  di questi bug potrebbero essere ancora disponibili nei file di log dei server di terze parti o ancora attivamente utilizzati dai pubblicitari”.

Mentre molte chiavi di accesso scadono poco dopo che sono rilasciate, Facebook fornisce anche token di accesso non in linea che rimangono validi a tempo indeterminato. Gli utenti di Facebook possono chiudere questo bug nella sicurezza, modificando la propria password, che revoca immediatamente tutte le chiavi precedentemente emesse.

La falla risiede in uno schema di autenticazione che precede la diffusione di un nuovo standard noto come OAuth. Applicazioni Facebook che si basano sul sistema precedente e utilizzano alcune variabili di codice di uso comune daranno un token di accesso che viene aperto automaticamente dall’host. Le credenziali possono quindi essere passate agli inserzionisti o altre terze parti che incorporano tag iframe nella pagina host.

“L’applicazione Facebook è ora in grado di cedere inavvertitamente il token di accesso a terze parti e, purtroppo, molto spesso per caso,” ha scritto Doshi. “In particolare, questo URL, compreso il token di accesso, si passa agli inserzionisti di terze parti come parte del campo referrer delle richieste HTTP.”

Un portavoce di Facebook ha detto non ci sono prove che questo bug sia stato sfruttato in modo che possa violare norme sulla privacy del social network, e comunica con fermezza: “Non abbiamo mai condiviso le informazioni personali con i nostri inserzionisti” Facebook Martedì ha anche annunciato che è stato definitivamente chiusa la vecchia routine di autenticazione.

Doshi, che è stato assistito da un ricercatore ha detto che non c’è modo di sapere con precisione quante applicazioni o utenti di Facebook siano stati colpiti dalla falla. Si stima che dal mese scorso, quasi 100.000 domande sono state inviando permettendo la fuoriuscita dei dati e che nel corso degli anni “centinaia di migliaia di applicazioni possono avere inavvertitamente dato milioni di token di accesso a terzi”.

Facebook nel corso degli anni è stata molto criticata per la sicurezza dei suoi utenti. L’azienda ha implementato miglioramenti, come sempre, sulla crittografia web, anche se gli utenti devono ancora essere abbastanza esperti per attivarlo da soli, dal momento che la funzione SSL non è abilitata di default.

Come indicato sopra, tutti i token di accesso rilasciati in precedenza possono essere cancellati cambiando le password Facebook. I lettori che non sono sicuri se sono stati colpiti potrebbero per sicurezza  aggiornare le proprie password.