01 Febbraio 2026
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X di Elon Musk istruisce la sua IA con i tweet degli utenti

È stato reso pubblico recentemente che il sito X di Elon Musk, ha iniziato a utilizzare i post pubblici degli utenti per addestrare il suo assistente di Intelligenza Artificiale, Grok, senza chiedere il consenso degli utenti stessi. Questo solleva questioni importanti riguardo all’etica e alla privacy che richiedono una seria riflessione e azione immediata da parte del sito X.

Molti utenti potrebbero non essere a conoscenza di questa pratica e potrebbero esprimere preoccupazione per l’uso dei propri dati senza il loro consenso. Tuttavia, è essenziale sottolineare che X ha reso disponibile un’opzione per disattivare questa funzionalità attraverso le impostazioni di privacy del sito web. Ciò consente agli utenti di impedire l’utilizzo dei propri dati per l’addestramento di Grok senza dover rendere il proprio account completamente privato.

Per farlo basta andare in Impostazioni e poi Privacy e sicurezza e in fondo trovate la scelta su Grok che per ora è impostata sul permesso di utilizzo dei vostri tweet.

È importante sottolineare che rendere il proprio account privato potrebbe non essere la scelta preferita, dal momento che ciò potrebbe ridurre l’interazione degli utenti con X. Invece, disattivare specificamente le impostazioni per l’addestramento di Grok offre agli utenti un maggiore controllo sui propri dati e sulla privacy, evitando al contempo di compromettere la partecipazione al sito.

È fondamentale che il sito X fornisca una comunicazione chiara e trasparente riguardo all’utilizzo dei dati degli utenti e che rispetti completamente le leggi e i regolamenti sulla privacy. Inoltre X dovrebbe valutare l’implementazione di misure opposte a quelle utilizzate ora, ovvero richiedere il consenso esplicito degli utenti prima di utilizzare i loro dati per addestrare l’intelligenza artificiale.

Disattivare l’uso dei dati degli utenti per l’addestramento di Grok è una buona decisione, tuttavia, è fondamentale che gli utenti siano pienamente informati e abbiano il controllo dei propri dati senza sacrificare l’esperienza sul sito.

Meloni a Pechino: Piano triennale con la Cina

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha recentemente compiuto una visita ufficiale a Pechino con l’obiettivo di rafforzare i rapporti bilaterali tra Italia e Cina. Durante il suo incontro con il primo ministro cinese Li Qiang, è stato annunciato un importante passo avanti nella collaborazione tra i due Paesi: la firma di un piano triennale di azione volto a sperimentare nuove forme di cooperazione. Questo piano ha l’ambizioso obiettivo di rilanciare la partnership strategica globale tra Italia e Cina, aprendo la strada a nuove opportunità e sinergie.

L’incontro tra Meloni e Li Qiang ha rappresentato un’importante occasione per consolidare i legami tra le due nazioni, con la firma di diverse intese in settori chiave. Tra questi, particolare rilevanza è stata data alla mobilità elettrica e alle energie rinnovabili, due ambiti in cui entrambi i Paesi stanno investendo notevoli risorse e che offrono ampie possibilità di collaborazione. L’annuncio di queste intese sottolinea l’impegno concreto delle due nazioni nel promuovere la sostenibilità e la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio.

La premier, con la delegazione italiana, è stata accolta dal picchetto d’onore dell’esercito di liberazione del popolo e dall’esecuzione degli inni nazionali. Dopo il bilaterale i due primi ministri apriranno il settimo business forum Italia-Cina. 
   “Sono molto contenta di essere qui per il primo viaggio ufficiale di questo governo, che è stato anticipato da diversi incontri di alto livello”, con le missioni tra l’altro di diversi ministri, a “dimostrazione della volontà di iniziare una fase nuova, di rilanciare la nostra cooperazione bilaterale nell’anno in cui ricorre il ventesimo anniversario della nostra partnership strategica globale”, ha detto la presidente del Consiglio in avvio dell’incontro bilaterale con Li Qiang annunciando la firma di “un piano triennale di azione per sperimentare nuove forme di cooperazione”.

Il business forum Italia-Cina, ha aggiunto, “è una grande occasione” per “rafforzare il nostro parternariato ragionando sui punti di forza e di debolezza, su cosa ha funzionato e cosa no” e “per farlo con l’obiettivo comune di rendere relazioni commerciali sempre più eque e vantaggiose per tutti”.

“La nostra nazione resta desiderosa di cooperare, ma è fondamentale che i nostri partner si dimostrino genuinamente cooperativi giocando secondo le regole, per assicurare che tutte le aziende possano operare sui mercati internazionali in condizioni di parità. Perché se vogliamo un mercato libero, quel mercato deve essere anche equo”, ha concluso la presidente del Consiglio.

Durante i colloqui, è emersa anche l’importanza di affrontare la questione dell’equilibrio del commercio bilaterale e dell’accesso al mercato cinese per le imprese italiane. Meloni ha sottolineato l’interesse dell’Italia a garantire condizioni di parità e a promuovere una maggiore apertura del mercato cinese, al fine di favorire gli scambi commerciali e gli investimenti reciproci. La questione dell’equità nel commercio internazionale è un tema cruciale per l’Italia, e la visita a Pechino ha rappresentato un’importante occasione per affrontarlo direttamente con le autorità cinesi.

Un altro punto centrale dei colloqui è stata l’importanza dell’intelligenza artificiale e la necessità di una collaborazione costruttiva tra Italia e Cina in questo ambito. L’IA rappresenta una delle sfide e opportunità più rilevanti del nostro tempo, e entrambi i Paesi sono consapevoli dell’importanza di lavorare insieme per sviluppare tecnologie avanzate, garantendo nel contempo la protezione dei dati e il rispetto della privacy. La collaborazione in campo tecnologico è un elemento chiave per lo sviluppo futuro delle relazioni tra Italia e Cina, e la firma di intese in questo settore rappresenta un passo significativo verso una cooperazione più stretta e proficua.

La visita ufficiale di Giorgia Meloni a Pechino ha segnato un importante passo avanti nelle relazioni tra Italia e Cina. La firma del piano triennale di azione e delle intese in settori strategici come l’auto elettrica e le energie rinnovabili testimonia l’impegno dei due Paesi a lavorare insieme per affrontare sfide comuni e sfruttare opportunità reciproche. Questa visita ha gettato le basi per una collaborazione più stretta e ha aperto nuove prospettive per una partnership bilaterale solida e duratura.

SearchGpt sostituisce Google? Ecco perché no

L’intelligenza artificiale (IA) sta cambiando radicalmente il settore della ricerca online, grazie a strumenti innovativi come ChatGPT, Google Gemini e Microsoft Copilot. Questi sistemi stanno rivoluzionando il modo in cui gli utenti accedono alle informazioni, offrendo risposte più precise e contestualizzate rispetto ai tradizionali motori di ricerca.

La competizione nel campo della ricerca online è sempre più intensa. Accanto ai giganti come Google e Bing, che stanno integrando tecnologie di IA nelle loro piattaforme, emergono nuovi attori come Perplexity e You.com. Questi nuovi motori di ricerca di nuova generazione stanno sfidando i leader di mercato, introducendo interfacce più interattive e risposte maggiormente personalizzate. Google, con il suo dominio consolidato, e Bing, con il supporto di Microsoft, stanno puntando sull’IA per mantenere la loro rilevanza e innovare costantemente.

I motori di ricerca sono strumenti essenziali per una varietà di scopi, non solo per rispondere a domande complesse ma anche per compiti quotidiani come accedere a siti web specifici o ottenere informazioni pratiche. Google è particolarmente efficiente in queste funzioni di base, offrendo risultati rapidi e pertinenti per un’ampia gamma di query. La sua capacità di interpretare correttamente le richieste degli utenti e fornire risultati accurati è una delle ragioni principali del suo successo.

Le ricerche online possono essere suddivise in diversi tipi. Le query di navigazione, che costituiscono la maggior parte delle ricerche su Google, sono orientate a trovare rapidamente un sito web specifico, come “YouTube” o “Sky”. Google eccelle nel fornire questi link direttamente, evitando agli utenti il fastidio di navigare attraverso pagine multiple. I bot IA, invece, tendono a fornire informazioni aggiuntive che possono risultare superflue, complicando la ricerca.

Le query informative richiedono una risposta precisa e immediata, come i punteggi sportivi, gli orari o le previsioni meteo. Google è noto per offrire widget informativi che arricchiscono l’esperienza utente con dati contestuali e aggiornati. In confronto, i bot IA possono risultare meno affidabili e più lenti, talvolta mancando di precisione nelle risposte fornite.

Un altro tipo di query riguarda le informazioni sepolte, ovvero quelle risposte semplici ma difficili da trovare a causa dell’ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO). Esempi di queste query includono domande come “come fare uno screenshot su Mac”. Gli strumenti IA possono eccellere in questo ambito, fornendo risposte dirette e immediate senza richiedere ulteriori ricerche.

Le query esplorative, invece, richiedono risposte dettagliate e possono avviare un processo di apprendimento approfondito, come “perché sono state inventate le motoseghe“. I motori di ricerca basati su IA brillano in questo campo, offrendo risposte articolate e collegamenti utili per ulteriori esplorazioni, permettendo agli utenti di comprendere meglio gli argomenti di interesse.

Esempi pratici dimostrano le differenze tra Google e i bot IA. Nella ricerca di film, Google offre suggerimenti personalizzati, aggiornati e organizzati in base alle preferenze dell’utente. Al contrario, i bot IA spesso forniscono informazioni meno pertinenti e non sempre aggiornate, riducendo l’efficacia della ricerca. Per quanto riguarda le ricerche comuni, Google si dimostra generalmente più veloce e preciso, anche se gli strumenti IA sono apprezzati per le risposte sintetiche e dirette che possono fornire.

Gli strumenti di IA offrono vantaggi significativi in alcune esperienze di ricerca, soprattutto quando si tratta di trovare informazioni sepolte e rispondere a query esplorative. Tuttavia, al momento, i bot IA sono spesso più lenti e meno efficienti rispetto a Google per le ricerche navigazionali e informative immediate. La vera sfida per il futuro sarà vedere se Google riuscirà ad adattare rapidamente il suo modello di business e la presentazione dei risultati di ricerca in modo più efficace rispetto alla capacità delle aziende di IA di sviluppare chatbot sempre più avanzati e multifunzionali. Questo equilibrio determinerà chi dominerà il panorama della ricerca online nei prossimi anni.

Quindi le Ai possono distruggere Google?

La grande domanda riguarda meno la tecnologia e più il prodotto. Tutti, Google compreso, credono che l’intelligenza artificiale possa aiutare i motori di ricerca a comprendere le domande e a elaborare meglio le informazioni. Questo è un dato di fatto nel settore a questo punto. Ma Google può reinventare le sue pagine dei risultati, il suo modello di business e il modo in cui presenta, riassume e fa emergere le informazioni, più velocemente di quanto le aziende di intelligenza artificiale possano trasformare i loro chatbot in strumenti più complessi e sfaccettati? Dieci link non sono la risposta per la ricerca, ma non lo è nemmeno una casella di testo multiuso. La ricerca è tutto e tutto è ricerca. Ci vorrà molto più di un chatbot per uccidere Google.

Biden si ritira. Kamala Harris la sua scelta. Cosa faranno i Democratici?

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Il presidente Joe Biden ha concluso la sua corsa alla rielezione e ha appoggiato la vicepresidente Kamala Harris per succedergli. Biden ha detto che concluderà il suo mandato e parlerà alla nazione questa settimana.

Harris ha detto di essere stata “onorata” di ricevere l’appoggio di Biden e ha giurato che si “guadagnerà” la nomination. Potrebbe essere la prima donna di colore e la prima asiatico-americana a guidare la lista di un importante partito politico. Lo staff Biden-Harris ha modificato i documenti depositati presso la Federal Election Commission per dichiararla candidata, una mossa che le darebbe accesso ai fondi della campagna.

Cosa faranno i Democratici?

Il partito democratico ha appena attraversato un episodio molto traumatico di allontanamento di un presidente che rispettano, che pensano abbia avuto più successo di quanto molti si aspettassero, ma che la stragrande maggioranza di loro era giunta a credere non potesse vincere e non si sentiva a suo agio nel ricandidarlo per altri quattro anni” dicono analisti politici americani.
Dopo aver attraversato tutto questo, è difficile immaginare che ci sia la voglia di una seconda lotta a pieno titolo per scavalcarla, specialmente con i candidati che potrebbero avere le migliori possibilità… come Gretchen Whitmer e Gavin Newsom che hanno già indicato che non si candideranno contro la vicepresidente Harris“.

La cosa più probabile sarà bilanciare il ticket con un funzionario eletto maschio bianco proveniente da uno stato chiave in bilico” e la lista includerebbe il governatore Josh Shapiro della Pennsylvania, il senatore Mark Kelly dell’Arizona e il governatore della Carolina del Nord Roy Cooper.

In alternativa, Harris potrebbe scegliere la governatrice del Michigan Whitmer come sua compagna di corsa “per creare un biglietto tutto al femminile ad alto rischio e potenzialmente ad alto guadagno, il che genererebbe sicuramente molto entusiasmo”.

Crowdstrike. Saltato il sistema di controllo dell’azienda

Gli esperti di sicurezza cono ormai convinti che l’aggiornamento di routine del software di sicurezza informatica di CrowdStrike, che ha causato il crash dei sistemi informatici dei clienti a livello globale, evidentemente ha saltato i controlli di qualità adeguati prima di essere implementato. La versione più recente del software Falcon Sensor era destinata a rendere i sistemi dei clienti di CrowdStrike più sicuri contro gli attacchi informatici, aggiornando le minacce contro cui si difende. Tuttavia, un codice difettoso nei file di aggiornamento ha causato uno dei più diffusi black-out tecnologici degli ultimi anni per le aziende che utilizzano il sistema operativo Windows di Microsoft.

Diverse istituzioni globali come banche, compagnie aeree, ospedali ed uffici governativi sono stati colpiti da interruzioni. CrowdStrike ha rilasciato informazioni per risolvere i sistemi colpiti, ma gli esperti hanno detto che riportarli online richiederà del tempo in quanto richiede di individuare manualmente il codice difettoso.
Quello che sembra è che potenzialmente, il controllo o l’isolamento che fanno quando analizzano il codice, forse in qualche modo questo file non è stato incluso in quel processo o è sfuggito,” ha detto Steve Cobb, chief security officer di Security Scorecard, che ha anche avuto alcuni sistemi colpiti dal problema.

È molto comune che i prodotti di sicurezza aggiornino le loro firme, come una volta al giorno… perché stanno continuamente monitorando nuovi malware e perché vogliono assicurarsi che i loro clienti siano protetti dalle ultime minacce“, ha detto.
La frequenza degli aggiornamenti “è probabilmente il motivo per cui CrowdStrike non l’ha testato così tanto“, ha detto.
Non è chiaro come quel codice difettoso sia finito nell’aggiornamento e perché non è stato rilevato prima di essere rilasciato ai clienti.

John Hammond, un ricercatore principale in sicurezza presso Huntress Labs, ha commentato: “Idealmente, questo avrebbe dovuto essere implementato inizialmente su un gruppo limitato. Questo è un approccio più sicuro per evitare un grande disastro come questo.”
Altre aziende di sicurezza hanno avuto episodi simili in passato. Nel 2010, l’aggiornamento difettoso dell’antivirus di McAfee ha bloccato centinaia di migliaia di computer.
Tuttavia, l’impatto globale di questo black out riflette la dominanza di CrowdStrike. Oltre la metà delle aziende della Fortune 500 e molti enti governativi, come l’agenzia statunitense di sicurezza informatica stessa, la Cybersecurity and Infrastructure Security Agency, utilizzano il software dell’azienda.

Tel Aviv. Attacco con drone rivendicato dagli Houthi sostenuti dall’Iran

Nelle prime ore di venerdì, un drone a lungo raggio di fabbricazione iraniana ha colpito il centro di Tel Aviv in un attacco rivendicato dalla milizia Houthi con sede nello Yemen, causando la morte di un uomo e ferendo lievemente altre quattro persone, secondo quanto dichiarato dalle forze armate israeliane e dai servizi di emergenza.

L’esplosione, che non ha provocato allarmi di attacco aereo, è avvenuta dopo che le forze armate israeliane avevano confermato di aver ucciso un alto comandante della milizia Hezbollah sostenuta dall’Iran nel sud del Libano. Il portavoce capo, l’ammiraglio Daniel Hagari, ha dichiarato che le forze armate hanno valutato che il drone fosse un modello migliorato iraniano Samad-3.

Ha inoltre affermato che ci sono “segni crescenti” che Mohammed Deif, capo dell’ala militare di Hamas, sia stato ucciso in un attacco aereo israeliano la scorsa settimana. L’attacco a Tel Aviv, che arriva prima di una visita a Washington del primo ministro Benjamin Netanyahu la prossima settimana, è probabile che alimenti timori di ulteriori ripercussioni dalla guerra di Gaza, poiché gli Houthi e altri alleati iraniani si schierano con il gruppo militante palestinese Hamas.

Un funzionario israeliano ha dichiarato che le forze armate stanno ancora indagando sul motivo per cui il drone non ha innescato l’allarme, ma i primi rapporti suggeriscono che il drone sia stato individuato ma le sirene non siano suonate a causa di un errore umano. “Stiamo parlando di un UAV (Veicolo Aereo Non Pilotato) di grandi dimensioni che può volare per lunghe distanze”, ha detto il funzionario militare ai giornalisti dopo il colpo.

Le forze armate hanno affermato che le pattuglie aeree sono state aumentate per proteggere lo spazio aereo israeliano, ma hanno dichiarato di non aver ordinato nuove misure di difesa civile. Il sindaco di Tel Aviv ha dichiarato che la città, centro economico di Israele, è stata posta in uno stato di allerta elevato. Un portavoce dei miliziani Houthi dello Yemen, che come Hezbollah sono alleati dell’Iran, ha dichiarato che il gruppo ha attaccato Tel Aviv con un drone e continuerà a prendere di mira Israele in solidarietà con i palestinesi nella guerra di Gaza.

In un discorso televisivo, il portavoce Yahya Saree ha definito Tel Aviv un obiettivo primario “entro la portata delle nostre armi”. Ha affermato che il colpo è stato effettuato utilizzando un nuovo drone chiamato “Yafa”, che, secondo lui, è in grado di eludere i sistemi di intercettazione e non è rilevabile dai radar. I servizi di emergenza di Israele hanno dichiarato che il corpo di un uomo di 50 anni è stato trovato in un appartamento vicino all’esplosione e altre quattro persone sono state portate in ospedale con lievi ferite da schegge. Altre quattro persone sono state trattate per shock.

Tutte sono state successivamente dimesse, hanno dichiarato i servizi sanitari. Le immagini dal luogo mostravano un impatto apparente su un edificio situato vicino alle strutture dell’ambasciata degli Stati Uniti a Tel Aviv.

I media israeliani hanno riferito che sono stati recuperati frammenti di un drone di un tipo ampiamente utilizzato dai gruppi militanti sostenuti dall’Iran nella regione. Israele sta scambiando quotidianamente fuoco di missili e artiglieria con Hezbollah lungo il suo confine settentrionale e nel sud del Libano dalla scorsa settimana.

Aiuti a Gaza via terra dal porto israeliano di Ashdod

La missione per far arrivare gli aiuti umanitari a Gaza tramite il molo temporaneo, che l’esercito chiama Joint Logistics Over-the-Shore, o JLOTS, è terminata. Lo ha detto ai media il vice comandante del Comando centrale degli Stati Uniti.

Cooper ha affermato che gli aiuti arriveranno ora a Gaza dalle navi statunitensi che salpano da Cipro verso Ashdod, in Israele, e poi vengono trasportati su camion fino al valico di frontiera settentrionale di Gaza con Israele.

Nessun militare statunitense sarà sul terreno a Gaza. Questo sforzo è stato fatto in consultazione con il governo israeliano e con la sua approvazione ed è guidato dall’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale, ha detto.

“La nostra valutazione è che il molo temporaneo ha raggiunto l’effetto previsto di far arrivare un volume molto elevato di aiuti a Gaza e garantire che gli aiuti raggiungano i civili a Gaza in modo rapido”, ha affermato Cooper, notando che quasi 10 mila tonnellate di aiuti sono stati consegnati attraverso il molo in modo. Il molo ha fornito una via supplementare essenziale per gli aiuti a Gaza in un momento critico in cui altre vie erano impossibili. Se non fossero stati consegnati tramite il molo, questi aiuti probabilmente non sarebbero stati in grado di raggiungere la popolazione di Gaza in grave difficoltà.

Tuttavia, il modo più efficace ed efficiente per far arrivare gli aiuti a Gaza è via terra, quindi ora la missione di intervento marittimo si sta spostando da un molo temporaneo a Gaza al porto di Ashdod. Israele ha sostenuto pienamente questo sforzo.

“Nelle prossime settimane prevediamo che milioni di sterline di aiuti entreranno a Gaza attraverso questa nuova via”, ha affermato l’ammiraglio. 

Da marzo, Centcom sta portando avanti operazioni a sostegno degli sforzi umanitari dell’USAID e della comunità internazionale a Gaza.  

Sonali Korde, assistente dell’amministratore dell’Ufficio per l’assistenza umanitaria dell’USAID, ha affermato che ciò di cui c’è più bisogno è un cessate il fuoco e il rientro degli ostaggi, in modo che l’assistenza di cui c’è urgente bisogno possa essere consegnata rapidamente alle persone più vulnerabili di Gaza.

Tragedia al Grand Hyatt Erawan di Bangkok: sei ospiti trovati morti, indagini in corso

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Sono stati rinvenuti i corpi di sei persone, due delle quali cittadini americani, in un lussuoso albergo a Bangkok, come annunciato dal primo ministro thailandese. I resti sono stati scoperti al Grand Hyatt Erawan intorno alle 16:00 ora locale, ha riferito il primo ministro Srettha Thavisin durante una conferenza stampa tenutasi nello stesso hotel.

Le vittime, tutte di origine vietnamita, comprendevano due cittadini statunitensi e quattro vietnamiti, ha precisato Srettha, aggiungendo di aver avuto un colloquio con l’ambasciatore vietnamita. Secondo le autorità, i decessi risalirebbero a lunedì. Non sono stati rilevati segni evidenti di rapina o aggressione, e le indagini preliminari si concentrano sulla possibilità che gli ospiti abbiano ingerito una sostanza tossica.

La morte di sei stranieri in un rinomato albergo della capitale thailandese rappresenta un potenziale colpo devastante per un Paese la cui economia dipende in larga misura dal settore turistico.

Angelina Hue, portavoce della regione Asia-Pacifico di Hyatt, ha affermato in una dichiarazione via e-mail che Hyatt era “profondamente addolorata per questa tragica situazione” e che “la sicurezza dei nostri ospiti e colleghi è sempre una priorità assoluta”. Ha affermato che Hyatt stava collaborando con le autorità locali e ha inoltrato ulteriori domande alla polizia.

Il ministero degli Esteri vietnamita ha dichiarato in una dichiarazione al Washington Post che l’ambasciatore vietnamita in Thailandia, Pham Viet Hung, si è recato con i funzionari dell’ambasciata all’hotel e che l’ambasciata stava lavorando a stretto contatto con i funzionari locali per “monitorare l’incidente, chiarire le informazioni, identificare le vittime e attuare le necessarie misure di protezione dei cittadini”.

Studente ucciso durante le violente proteste anti-quota in Bangladesh

In un fatidico martedì nel Bangladesh settentrionale, un tragico evento ha scosso la nazione. Uno studente universitario ha perso la vita e numerosi altri sono rimasti feriti durante violenti scontri con la polizia, la quale ha utilizzato gas lacrimogeni e proiettili di gomma contro gli studenti che lanciavano pietre, protestando per il secondo giorno consecutivo contro il controverso sistema delle quote per i posti di lavoro governativi.

Un’imponente marea di studenti, decine di migliaia, ha invaso le strade in proteste nazionali, scatenate dal ferimento di oltre 100 persone il giorno precedente. A Dhaka, la capitale, così come in altre località, i manifestanti hanno bloccato le principali arterie stradali e ferroviarie, sfociando in scontri con studenti lealisti al partito al potere. Questi tumulti rappresentano le prime manifestazioni significative contro il governo del Primo Ministro Sheikh Hasina, riconfermata per il quarto mandato consecutivo nel gennaio scorso.

L’indignazione degli studenti è alimentata dal sistema delle quote nel settore pubblico, che riserva il 30% dei posti ai familiari dei combattenti per la libertà della Guerra d’Indipendenza del 1971, in un contesto di elevata disoccupazione giovanile. Per sedare le rivolte, migliaia di poliziotti antisommossa si sono sparpagliati nei campus universitari di tutto il paese.

A Rangpur, nel nord-ovest del Bangladesh, la polizia ha dovuto ricorrere a misure estreme, impiegando gas lacrimogeni e proiettili di gomma per disperdere le folle di studenti infuriati. “Abbiamo dovuto utilizzare proiettili di gomma e gas lacrimogeni per disperdere gli studenti indisciplinati che ci lanciavano pietre”, ha dichiarato Mohammad Moniruzzaman, commissario della polizia metropolitana di Rangpur. “Abbiamo appreso che uno studente che protestava è deceduto dopo essere stato trasportato in ospedale. Le circostanze della sua morte non sono ancora chiare”, ha aggiunto.

Questi eventi hanno evidenziato una frattura profonda nella società bengalese, sollevando interrogativi sulla giustizia del sistema delle quote e sull’efficacia delle misure governative per affrontare la disoccupazione giovanile. Le proteste continuano a essere un potente segnale del malcontento diffuso tra la popolazione giovanile del Bangladesh.

Storia del Libano. Prime civiltà e Fenici

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Il territorio dell’odierno Libano vanta una storia millenaria, caratterizzata dall’insediamento di antiche civiltà e dalla nascita e fioritura della civiltà fenicia. Questa narrazione esplorerà le prime civiltà presenti nella regione e l’emergere dei Fenici, un popolo che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia del Mediterraneo.

Prime Civiltà

Le prime testimonianze di insediamenti umani nel territorio libanese risalgono al Neolitico, circa 7000 a.C. Tra i siti più antichi e significativi troviamo Biblo, considerata una delle città più antiche del mondo ad essere stata abitata senza interruzioni. Le comunità preistoriche che abitavano questa regione vivevano di caccia, agricoltura e pesca, sviluppando progressivamente tecniche avanzate di lavorazione della pietra e della ceramica.

Durante l’Età del Bronzo (3000-1200 a.C.), la regione divenne un importante crocevia culturale e commerciale. La città di Biblo divenne un centro significativo per il commercio di legname, in particolare del cedro del Libano, con l’Egitto. Le relazioni commerciali e culturali con l’Egitto sono ampiamente documentate e testimoniano l’importanza di Biblo come hub commerciale e culturale nel Mediterraneo orientale.

I Fenici

Origini e Identità

I Fenici sono noti per essere i successori diretti dei Cananei, popolazioni semitiche che abitavano la costa levantina. Le città fenicie principali includevano Biblo, Sidone e Tiro. Queste città non erano unificate sotto un unico stato centralizzato, ma operavano come città-stato indipendenti, ognuna con il proprio governo e le proprie divinità tutelari.

L’origine dei Fenici è oggetto di dibattito tra gli storici. Alcuni sostengono che fossero autoctoni della regione cananea, mentre altri, basandosi su racconti di autori antichi come Strabone e Giustino, ipotizzano una migrazione dal Golfo Persico o dal Mar Rosso a causa di disastri naturali o conflitti.

La Fase Arcaica

Le prime tracce archeologiche delle città fenicie risalgono al III millennio a.C., con Biblo che emerge come un centro commerciale di primaria importanza grazie alle sue relazioni con l’Egitto. Le prime attestazioni scritte sui Fenici provengono da iscrizioni egiziane risalenti al periodo del faraone Den della I dinastia, che menzionano il commercio con la regione.

Durante il II millennio a.C., la Fenicia subì influenze e conquiste da parte di potenti imperi vicini come l’Egitto e gli Ittiti. Intorno al 1200 a.C., l’arrivo dei Popoli del Mare segnò l’inizio di una nuova era di autonomia per le città fenicie, che iniziarono a espandere la loro influenza nel Mediterraneo attraverso la fondazione di colonie e la creazione di una vasta rete commerciale.

Età dell’Autonomia

Con il declino dell’influenza egiziana e ittita, le città fenicie aumentarono la loro autonomia e prosperità. Questa fase di crescita economica e culturale si manifestò con la fondazione di numerosi empori e colonie lungo le coste del Mediterraneo, tra cui Cipro, Utica in Tunisia, Lixus in Marocco e Cadice in Spagna. La prima attestazione dell’alfabeto fenicio risale al XI secolo a.C., una delle innovazioni culturali più significative dei Fenici, che influenzerà profondamente le civiltà mediterranee successive.

L’Età Assira e Babilonese

Nel IX secolo a.C., l’avanzata degli Assiri impose nuove sfide alle città fenicie. Gli Assiri, attratti dalle ricchezze dei porti fenici, imposero tributi pesanti e controllo politico su molte città. Nonostante queste pressioni, i Fenici continuarono a prosperare grazie al loro ruolo centrale nel commercio marittimo e alla loro abilità nella produzione di beni di lusso, come la porpora ricavata dai molluschi Murex.

Nel VII secolo a.C., con l’indebolimento del potere assiro, le città fenicie come Tiro e Sidone vissero un periodo di relativa autonomia, anche se continuarono a pagare tributi agli Assiri e, successivamente, ai Babilonesi. La conquista babilonese culminò nel 572 a.C. con la distruzione di Tiro ad opera di Nabucodonosor II.

L’Età Persiana e Ellenistica

Con la conquista della regione da parte di Ciro il Grande nel VI secolo a.C., la Fenicia fu incorporata nell’Impero Persiano. Sotto il dominio persiano, le città fenicie godettero di una certa autonomia e prosperarono come centri commerciali. La flotta fenicia divenne una componente cruciale della marina persiana.

Dopo la conquista di Alessandro Magno nel IV secolo a.C., la Fenicia entrò nell’orbita dei regni ellenistici, con Tiro e Sidone che mantennero la loro importanza commerciale sotto la dinastia dei Seleucidi. Durante il periodo ellenistico, la cultura fenicia si mescolò con le influenze greche, portando a una ricca sintesi culturale.

La Dominazione Romana

Nel I secolo a.C., la regione fu conquistata dai Romani e divenne parte della provincia romana di Siria, e successivamente della provincia autonoma di Phoenice Libanensis. Sotto il dominio romano, le città fenicie continuarono a prosperare come centri commerciali e culturali, integrandosi nel vasto network dell’Impero Romano.

Eredità dei Fenici

I Fenici sono ricordati principalmente per le loro straordinarie capacità marittime e commerciali, che permisero loro di stabilire una rete di colonie e rotte commerciali che si estendevano dall’Egitto alla Spagna. La loro invenzione dell’alfabeto fonetico fu una delle loro più grandi eredità, che influenzò lo sviluppo di sistemi di scrittura in tutto il Mediterraneo.

La cultura fenicia, con la sua arte, architettura e religione, ebbe un’influenza duratura su molte civiltà antiche. Le loro città, come Biblo, Sidone e Tiro, sono ancora oggi siti archeologici di grande importanza, che offrono preziose testimonianze della loro ricca storia e cultura.

La storia antica del Libano, dalle prime civiltà ai Fenici, è una testimonianza della vitalità culturale e commerciale della regione. I Fenici, con la loro capacità di navigare e commerciare, non solo sopravvissero in un ambiente politico turbolento, ma prosperarono, lasciando un’eredità che continua ad essere studiata e apprezzata ancora oggi.