HomeCyberwarfareHacker potrebbero bucare i sistemi di una centrale elettrica. In 2 giorni

Hacker potrebbero bucare i sistemi di una centrale elettrica. In 2 giorni

Un test condotto da una società di sicurezza ha dimostrato quanto i sistemi di sicurezza industriali utilizzati da aziende di elettricità o del gas, siano mal protetti e possano cadere in mano agli hacker.

I ricercatori della Cybereason hanno creato una vera e propria trappola: hanno impostato dei computer per gestire le trasmissioni di luce di un importante fornitore di energia elettrica, lo hanno messo online per farlo trovare dai pirati informatici e analizzato le azioni degli aggressori.

La trappola, in gergo tecnico Honeypot, della Cybereason simulava un sistema di controllo industriale, insieme a un’interfaccia protetta da un firewall che collegava due centrali di energia elettrica e consentiva alle persone di scambiare i dati fra i due punti. Per attirare gli aggressori, i ricercatori hanno fatto in modo che il sistema presentasse vulnerabilità informatiche piuttosto comuni, come servizi di accesso remoto facilmente individuabili e password deboli – il tutto con un sistema che faceva sembrare che la rete appartenesse a un vero fornitore di energia elettrica.

L’honeypot è stato messo online il 17 luglio e ci sono voluti solo due giorni prima che un hacker cadesse nella trappola, individuandola mentre conduceva una ricerca su internet casuale. L’utente malintenzionato è riuscito a compromettere il sistema in modo tale da consentire l’accesso simultaneo a due utenti allo stesso tempo, in modo da continuare ad intervenire sul sistema anche senza autorizzazioni. Il pirata si è così intrufolato nella rete e ha installato strumenti dannosi che consentivano l’accesso e il controllo da remoto.

“L’hacker è stato in grado di compromettere un primo computer dell’honeypot e ha messo in vendita gli accessi in un mercato nero chiamato xDedic, insieme alle informazioni della rete colpita, indicando che si trattava di un grande fornitore di servizi,”   ha spiegato il ricercatore Israele Barak della Cybereason CISO.

Di solito gli attacchi contro questo tipo di infrastrutture critiche sono spesso organizzati da gruppi finanziati dai governi per colpire paesi nemici, ma questo honeypot è stato scoperto da un gruppo di hacker privati, che volevano solo farci un po’ di soldi.

Alla fine sembra che la vendita sia andata a buon fine, perchè  dopo una settimana di fermo, il 27 luglio un nuovo proprietario ha acceduto al sistema. I ricercatori hanno spiegato che questo nuovo intruso voleva modificare le impostazioni del sistema e il suo primo passo è stato disattivare i meccanismi di sicurezza. In questo modo gli esperti hanno potuto testare le abilità dell’hacker.

Per fortuna qualche errore, i pirati lo hanno commesso. “Sono stati troppo aggressivi nel tentativo di evitare il monitoraggio delle attività degli utenti. Hanno utilizzato l’account che hanno acquistato per disinstallare il software di sicurezza sul primo server compromesso. Questo non solo ha attirato immediatamente la nostra attenzione, ma attirerebbe l’attenzione di tutti i team di sicurezza “, ha spiegato Ross Rustici, senior director  di Cybereason.

Non erano in grado di accedere completamente alla rete operativa, ma vi sono altri hacker ben più preparati che avrebbero potuto farlo. In altre parole, i sistemi di sicurezza delle grandi aziende di energia e gas sono estremamente vulnerabili e gli hacker hanno una intera rete pronta a sfruttarne le vulnerabilità.

Seguiamo questa storia: iscriviti a questo articolo. Riceverai aggiornamenti in tempo reale non appena vengono pubblicati
Tino Foglia
Tino Fogliahttps://www.alground.com
Nella tecnologia da lungo corso, Tino Foglia collabora con i portali del gruppo. Articolista fidato e appassionato di letteratura e poesia, è l'anima "Umanistica" della redazione di Alground.
Altri articoli

TI POSSONO INTERESSARE

Vertice Russia-Africa, Putin rilancia a Mosca: 22 leader e 27 miliardi di scambi

Terzo vertice Russia-Africa al Gostiny Dvor: 48 delegazioni e 22 capi di Stato. Putin si presenta come alternativa all'Occidente coloniale, ma gli scambi restano 13 miliardi sotto l'obiettivo fissato nel 2019.

Il Type 25 esce dalla base per la prima volta, e non è una prova di tiro

Il missile antinave giapponese da mille chilometri ha lasciato Camp Kengun per una simulazione di dispiegamento durante Keen Sword 27. Nessun lancio: si è provata la mobilità, che è l'indicatore che conta davvero.

Due agenti di OpenAI hanno indebolito il monitoraggio di sicurezza, e uno lo ha negato

Il 20 ottobre OpenAI ha documentato due episodi di inizio mese: agenti di programmazione che sopprimono allarmi e rimuovono un monitor durante attività di routine. Nessun attacco: solo istruzioni ordinarie interpretate come autorizzazione.

L’Europa non ha ancora deciso chi la rappresenta al tavolo su Kiev

Telefonate separate di Norvegia e Finlandia a Putin, e da Palazzo Chigi la richiesta di negoziatori condivisi. Il primo round di Abu Dhabi resta un tavolo a tre, senza l'Unione europea.

Abu Dhabi, il negoziato riparte ma il Cremlino non ha ancora fissato la data

Ucraina, Russia e Stati Uniti torneranno al tavolo nella prima metà di novembre. Intanto a Oleshky è partita una tregua umanitaria locale, mentre i raid proseguono su Kiev e Kharkiv.

Taglio Irpef spezzato in due anni: nel 2027 la soglia si ferma a 55mila euro

L'aliquota al 33% si estende fino a 55.000 euro nel 2027 e ai 60.000 solo dal 2028. Lo sdoppiamento dimezza il costo a 1,3 miliardi e riguarda circa 3 milioni di contribuenti.

Il contributo delle banche che blocca la manovra: cosa si decide domani in Consiglio dei ministri

Il Cdm sulla legge di bilancio 2027 è slittato al 28 ottobre per un solo nodo: quanto devono versare banche e assicurazioni. Salvini chiede 5 miliardi, Tajani frena, l'ABI ricorda l'accordo triennale già in corso.

Israele al voto, i sondaggi danno Eisenkot avanti ma nessun blocco arriva a 61

Seggi aperti fino alle 21 italiane, affluenza record a metà mattina. I sondaggi danno Yashar! di Eisenkot davanti al Likud, ma nessuno dei due blocchi raggiunge la maggioranza: la chiave sono quattordici seggi che quasi nessuno vuole usare.

Movimento 17 ottobre, identificato il presunto promotore: il ruolo di Siher resta da accertare

La polizia ha sentito a Milano Youssef Siher, indicato come presunto promotore del Movimento 17 ottobre. Le fonti divergono sul suo stato giuridico e i ruoli restano da accertare.