HomeCybersecurityRicatto su Skype. Cosa fare per difendersi da truffe ed estorsioni

Ricatto su Skype. Cosa fare per difendersi da truffe ed estorsioni

Sei vittima di un ricatto su Skype? Non sei il solo. Il meccanismo del ricatto su Skype è una truffa estremamente diffusa, che coinvolge migliaia di persone ogni anno. I rischi e le conseguenze di solito non sono irreparabili, a patto che ci si comporti immediatamente nel modo più corretto.

Ecco una guida scritta dai nostri esperti di reputazione online e sicurezza informatica, che possono letteralmente salvare la tua immagine.

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Ricatto su Skype, come funziona: l’aggancio e la truffa

Tutto parte dal contatto, su qualsiasi social network ma prevalentemente su Facebook, da parte di una ragazzina molto avvenente. Una volta le ragazze erano straordinariamente belle, per cui potevano suscitare qualche sospetto, specie se attaccavano bottone in maniera decisamente insolita.

Ora sono più furbe: sono ugualmente carine, ma più credibili e hanno affinato le tecniche di contatto, riuscendo ad essere provocanti senza destare allarme.

Di solito si parte da qualche “like” su un post o commento, per poi passare rapidamente in chat privata: e lì, in maniera anche abbastanza rapida, la ragazza dimostra interesse e la voglia di proseguire la conoscenza su Skype.

Altre volte l’approccio parte direttamente su Skype, con una richiesta di aggiungere un nuovo contatto, e qualche frase di circostanza ben calibrata.

Il resto è ovvio: il gioco sexy che viene proposto si basa sulla ragazza che improvvisa uno spogliarello per il suo partner per portarlo a compiere una azione compromettente, dall’essere nudi alle pratiche sessuali esplicite.

Da questo momento, scatta la trappola: senza tante cerimonie, la ragazza avvisa di avere registrato tutto con la sua webcam, magari di essere minorenne, di informare la polizia e gli amici della vittima, a meno che non si paghi immediatamente un cifra (a volte nemmeno troppo esosa) per scongiurare il rischio.

Il più delle volte la mente va in corto circuito: l’eccitazione, la sensazione del proibito, l’essere colti di sorpresa (è la cosa peggiore) e la sola immaginazione di dover dare spiegazioni a moglie ed amici, porta a cedere.

Lo spauracchio del video di YouTube

Una fase successiva del ricatto su Skype è quella di dimostrare che si fa sul serio. La ragazza infatti, pubblica su YouTube o su DailyMotion (ques’ultimo tendenzialmente ha meno controllo sul contenuto), il video registrato di nascosto.

E il malcapitato vede online le sue immagini oscene. Spesso il titolo del video è estremamente offensivo o addirittura si appoggia alla parola, in questo caso magica, “pedofilo“, per mandare totalmente nel panico la vittima. “Mario Rossi, si masturba con una bambina” o “Sesso pedofilo di Mario Rossi”.

In realtà non è nemmeno necessario essersi lasciati andare ad atti osceni. Basta un corpo nudo o una voce di donna che pronuncia il nome, per ottenere la “resa” e il pagamento.

In questa fase le azioni procedono molto velocemente, per non dare il tempo di pensare e di agire, e anche con tutta la buona volontà di avvertire le autorità, il terrore di passare per criminali e pedofili, sembra bloccare tutte le vie di uscita.

Se sei sotto ricatto su Skype non pagare! Sarebbe inutile.

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La mail delle autorità

Esistono alcuni casi in cui la vittima si trova a metà strada fra il pagare e il non pagare. La tentazione è forte, ma rimane il sospetto che sia tutta una montatura o che anche pagando le cose non cambieranno.

Ecco perchè i criminali, dopo il ricatto e il video, rincarano la dose. Aspettano qualche giorno, per inviare presso i contatti o la mail della vittima una sedicente comunicazione della polizia o dei carabinieri.

In questo caso le autorità, avvertite del reato, minaccerebbero multe, sanzioni e l’arresto citando, più o meno precisamente, il codice di legge e la norma violata.

Si tratta ovviamente di una ulteriore “spinta” per ottenere il pagamento e avviluppare del tutto la vittima.

Cosa fare in caso di ricatto su Skype

Quella che proponiamo è la sequenza di azioni ideale, che dovrebbe essere svolta sin dai primi momenti per minimizzare i rischi e proteggere la reputazione.

Prendi tempo

Dire di stare calmi è un consiglio abbastanza inutile. E’ normale che si sia presi dalla paura e dallo sconforto. La cosa più utile invece è evitare un tic-tac immediato con il criminale e prendersi il tempo, anche solo una manciata di secondi, per pensare.

In questo modo riuscirete a calibrare meglio le vostre mosse e a mantenere un minimo di controllo sulla situazione. Rispondete una trentina di secondi dopo ogni messaggio, per rallentare.

Raccogli i dati

La cosa più importante nei primissimi momenti è quella di raccogliere i dati. Posto che al 99% sarete su smartphone, dovete eseguire degli screenshot, ovvero delle “fotografie” del profilo del criminale.

Per farlo, nei modelli di smartphone più nuovi, basta abbassare la barra delle notifiche per trovare la funzione di screenshot dello schermo. In alternativa, scaricate l’app gratuita “Screenshot Pro” e premendo sui tasti di volume su e accensione allo stesso tempo e per 2 secondi, registrerete il vostro schermo.

Se siete sul PC, ancora meglio: su Windows 10 digitate nella barra in basso a sinistra “Cattura” e troverete una funzionalità nativa per registrare lo schermo.

Ora registrate foto di tutti i profili social e Skype dell’aggressore. Soprattutto l’immagine del profilo, il nome. Registrate anche le parti più salienti della conversazione, specie dove vi si chiede esplicitamente di partecipare ad un gioco sexy.

Cercate di registrare anche le coordinate Skype del criminale. La prima cosa è il Nome Skype, immediatamente visibile, ma ancora più importante lo Skype ID, che è diverso e molto più utile per l’identificazione.

Per visualizzarlo dovete cliccare sulla foto del profilo del vostro interlocutore. Immediatamente sotto all’immagine nel rotondo e al nome, troverete l’ID da registrare.

Ovviamente cercate di registrare anche gli altri profili social con cui siete stati contattati all’inizio. In particolare non limitatevi al nome e cognome, ma cercate di salvare l’URL del suo profilo per una identificazione più netta.

La mossa del versamento

Ora che avete raccolto tutte le indicazioni, potete fare qualcosa di più. Potete fingere di cedere al ricatto e cercare di farvi dare le coordinate su cui versare i soldi.

I criminali ovviamente non vi forniranno mai nè un IBAN bancario, nè i dettagli di una carta su cui accreditare, ma vi indicheranno certamente di depositare i vostri soldi su circuiti come Western Union o Money Gram per poterli ritirare in contanti.

Cercate di ottenere e segnatevi il codice identificativo MTCN. Questo servirà a capire la loro posizione geografica, e per la polizia postale, può essere utile a identificare la “scuola” o il “gruppo” criminale di appartenenza.

Ora bloccate il ricattatore

Adesso è giunto il momento di bloccare in ogni modo il criminale. Bloccatelo subito su Skype, su Facebook e su Messenger, ma anche su Whatsapp. Mettete il loro numero in lista nera sul vostro cellulare e non accettate nessun tipo di contatto da loro per nessun’altro motivo.

Bloccarli significa far capire loro che non riceveranno mai e poi mai i soldi che erano stati richiesti, e soprattutto che se anche pubblicassero il materiale online, non potrebbero nè comunicarvelo nè fare ulteriori pressioni.

Questo è fondamentale, per reagire al meglio.

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Avvertite i vostri contatti

Potreste essere tentati di tenere tutto nel silenzio, ma in questo caso potete e dovete giocare d’anticipo. Avvertite i vostri contatti tramite un post su Facebook o un Tweet o anche con un messaggio su Skype stesso, che siete stati colpiti da un virus, o che c’è stato un accesso non autorizzato al vostro profilo.

In questo modo li preparerete a contenuti strani che riguardino il vostro nome. E nel caso, verranno classificati come falsi che non vi riguardano.

Ovviamente devono essere messaggi volatili, e non post su blog che possano rimanere indicizzati nei motori di ricerca. Pensate a tutte le persone che vi interessano e che non dovrebbero ricevere tali informazioni, e preparateli prima.

Rivolgetevi alla Polizia Postale, prove alla mano

Con tutta la documentazione rivolgetevi alla Polizia Postale, indicate ogni dettaglio e compilare una regolare denuncia. Saremo chiari: non è detto che con questa mossa otterrete giustizia, ma fornire indicazioni assieme ad altre vittime, permette alla lunga di sgominare queste bande di criminali e di fermare la loro attività

Controllate la vostra reputazione online

L’ultima cosa da fare, in ordine di tempo, è monitorare la vostra reputazione online. Potete attivare Google Alert con il vostro nome, per essere informati tempestivamente di qualsiasi risultato vi possa riguardare.

Inoltre cercate nelle piattaforme come YouTube e Daily Motion se esiste qualche contenuto che vi riguarda. Nella gran parte dei casi basta una segnalazione circostanziata per rimuovere il contenuto.

Se invece la situazione è più complicata o temete di non avere la situazione pienamente sotto controllo, rivolgetevi a degli esperti che sono in grado di eseguire un controllo a tappeto su tutta internet e conoscono le tecniche più avanzate per ripulire la vostra reputazione online.

Carlo Feder
Carlo Federhttps://www.alground.com
Consulente per la sicurezza dei sistemi per aziende ed istituti pubblici, Carlo è specializzato in gestione dati, crittografia e relazioni internazionali. E' in Alground dal 2011.
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